Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026): Rimborsi IVA Più Veloci Per Chi Rinnova Il CPB
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Chi rinnova l’adesione al concordato preventivo biennale per il 2026-2027 avrà accesso a un pacchetto di vantaggi concreti su rimborsi IVA, compensazioni e riduzione dei controlli. Lo prevede il Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148 (il cosiddetto “correttivo Omnibus”), approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026 (Supplemento Ordinario n. 30/L) e in vigore dal 12 agosto 2026.
Il decreto è stato pubblicato insieme al D.Lgs. 147/2026 (tributi locali e federalismo fiscale) e al D.Lgs. 149/2026 (ordinamento della giurisdizione tributaria): con questi tre provvedimenti si chiude il percorso della delega per la riforma fiscale (legge 111/2023), arrivato a un totale di 29 decreti legislativi, compresi otto Testi Unici.
La platea diretta della misura è quella delle circa 460.000 imprese e partite IVA che avevano già aderito al concordato preventivo biennale nel biennio precedente e che decidono ora di confermarlo per il 2026-2027.
Per un inquadramento generale dello strumento, parti dalla nostra guida al concordato preventivo biennale 2026-2027 e dall’approfondimento su rinvio al 31 ottobre e nuove regole.
I vantaggi per chi rinnova il concordato
Il decreto introduce un Titolo interamente dedicato al CPB (assente dallo schema preliminare trasmesso alle Camere ad agosto), che amplia in modo sostanziale gli incentivi alla riconferma. I principali:
- Eliminazione delle barriere all’entrata. Fino ad oggi, chi presentava determinate condizioni di esclusione nel periodo d’imposta precedente non poteva accedere alla proposta di concordato. Il decreto ridimensiona queste cause di esclusione, ampliando la platea di chi può aderire o rinnovare.
- Ravvedimento speciale esteso al 2023 (art. 29). Il regime straordinario di regolarizzazione (finora limitato alle annualità dal 2018 al 2022) viene esteso anche al 2023, riservato però a chi rinnova il CPB per il 2026-2027. È possibile sanare gli anni pregressi versando un’imposta sostitutiva calcolata su un incremento percentuale del reddito già dichiarato, variabile in base al punteggio ISA ottenuto; per le annualità 2020 e 2021, colpite dall’emergenza Covid, l’imposta è ridotta di un ulteriore 30%.
- Pagamento dilazionato senza interessi dell’imposta sostitutiva dovuta per il ravvedimento.
- Termini di accertamento ridotti di due anni per chi rinnova l’adesione, in coerenza con la logica premiale già prevista dal CPB per i soggetti più affidabili.
- Canali prioritari per rimborsi e compensazioni di crediti IVA, imposte dirette e IRAP: il punto di maggiore interesse pratico e il cuore di questa guida.
Cosa cambia per rimborsi e compensazioni IVA
Per i soggetti ISA che confermano il concordato, il decreto riduce gli oneri procedurali collegati a tre ambiti:
- Rimborsi IVA: meno adempimenti documentali per ottenere il rimborso del credito maturato, con particolare beneficio per chi normalmente dovrebbe presentare garanzie fideiussorie o attendere controlli più approfonditi oltre determinate soglie. Per la procedura ordinaria, resta valida la nostra guida al rimborso IVA con procedura semplificata e alla compilazione del modello IVA TR.
- Compensazione IVA in F24: maggiore flessibilità nell’utilizzo del credito IVA per compensare altri tributi. Il funzionamento generale della compensazione è spiegato nella guida al F24 compensazione: regole e limiti.
- Imposte dirette e IRAP: lo stesso meccanismo si estende ai crediti IRPEF, IRES e IRAP; per l’IRAP, vedi la guida su cos’è l’IRAP e chi la paga.
In sostanza, per chi rientra in questa platea, si riduce il peso di visti di conformità e garanzie normalmente richiesti per i rimborsi IVA sopra soglia, e si velocizza l’accesso alla liquidità derivante da crediti fiscali.
Perché il legislatore punta su questi incentivi
Il concordato preventivo biennale non ha mai raggiunto adesioni scontate: la logica del decreto è ridurre le barriere di accesso e, allo stesso tempo, rendere più conveniente restare nel sistema per chi vi è già entrato, legando i vantaggi su rimborsi e compensazioni proprio alla conferma dell’adesione. Un approfondimento sul contesto generale della delega fiscale e sulle novità collegate all’IVA è disponibile nella nostra guida al decreto fiscale 2026 e le novità sul concordato.
Lo stesso decreto, va ricordato, interviene anche su un fronte distinto ma collegato: l’ampliamento da uno a due anni del termine per esercitare la detrazione IVA sulle fatture ricevute in ritardo (art. 12, che modifica gli articoli 19 e 25 del DPR 633/1972). Si tratta di una misura distinta, valida per tutti i soggetti IVA in regime ordinario e non condizionata al CPB, ma utile da conoscere per chi vuole un quadro completo delle novità IVA del decreto.
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Tabella di confronto: prima e dopo
| Aspetto | Regola precedente | Novità Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026) |
| Barriere all’accesso al CPB | Cause di esclusione più rigide per chi presentava determinate condizioni nel periodo precedente | Cause di esclusione ridimensionate, platea di accesso ampliata |
| Ravvedimento speciale | Limitato alle annualità 2018-2022 | Esteso al 2023, riservato a chi rinnova il CPB 2026-2027 |
| Imposta sostitutiva 2020-2021 | Aliquota piena in base al punteggio ISA | Riduzione aggiuntiva del 30% per l’emergenza Covid |
| Pagamento del ravvedimento | Modalità ordinarie | Dilazione possibile, senza interessi |
| Termini di accertamento per chi rinnova | Termini ordinari | Ridotti di due anni |
| Rimborsi e compensazioni IVA/imposte dirette/IRAP | Procedura ordinaria, con garanzie e visti di conformità oltre soglia | Canali semplificati/prioritari per i soggetti ISA che rinnovano il CPB |
Chi può beneficiarne
La misura è rivolta ai contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), quindi imprese e professionisti che superano le soglie del regime forfettario, che avevano già aderito al concordato nel biennio precedente e scelgono di rinnovarlo per il 2026-2027. Chi opera in regime forfettario resta escluso da questo pacchetto, poiché segue regole di accesso al CPB differenti.
Cosa fare in pratica
- Verificare la propria posizione ISA e la proposta di rinnovo del concordato per il 2026-2027.
- Valutare, con il proprio commercialista, la convenienza del ravvedimento speciale esteso al 2023, tenendo conto del punteggio ISA e delle eventuali riduzioni per il biennio Covid.
- In presenza di crediti IVA rilevanti, verificare se si rientra tra i soggetti che potranno accedere ai canali semplificati di rimborso o compensazione.
- Tenere sotto controllo il calendario delle scadenze fiscali collegate al concordato e alla dichiarazione IVA.
Domande frequenti
Qual è il decreto che introduce questi vantaggi?
Il Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148 (il “correttivo Omnibus”), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026 e in vigore dal 12 agosto 2026.
Chi sono i 460.000 soggetti interessati?
Le imprese e i professionisti soggetti agli ISA che avevano già aderito al concordato preventivo biennale nel biennio precedente e che decidono di rinnovarlo per il 2026-2027. Chi è in regime forfettario non rientra in questa platea.
In cosa consiste la semplificazione sui rimborsi IVA?
Riduzione degli adempimenti documentali (garanzie, visti di conformità) normalmente richiesti per ottenere rimborsi IVA sopra soglia, con canali più rapidi per chi rinnova il CPB.
Il vantaggio riguarda solo l’IVA?
No. Il decreto estende la stessa logica di semplificazione anche alle compensazioni di imposte dirette (IRPEF, IRES) e IRAP.
Cos’è il ravvedimento speciale esteso al 2023?
È un regime di regolarizzazione agevolata, prima limitato alle annualità 2018-2022, ora esteso anche al 2023 per chi rinnova il concordato 2026-2027, con imposta sostitutiva calcolata in base al punteggio ISA e riduzione aggiuntiva del 30% per il 2020-2021.
Questo decreto è lo stesso che ha modificato i termini per la detrazione IVA sulle fatture in ritardo?
Sì. Si tratta dello stesso D.Lgs. 148/2026, che all’articolo 12 amplia da uno a due anni il termine per la detrazione IVA (misura valida per tutti i soggetti in regime ordinario, non condizionata al CPB) e in altri articoli introduce i vantaggi sul concordato descritti in questa guida.
Da quando sono operativi questi vantaggi?
Il decreto è in vigore dal 12 agosto 2026, ma alcune decorrenze specifiche (spesso retroattive al 2024 o al 2025) sono previste articolo per articolo: è opportuno verificare con il proprio commercialista la decorrenza esatta applicabile alla propria posizione.
Conclusione
Il correttivo Omnibus (D.Lgs. 148/2026) chiude il percorso della delega fiscale con un pacchetto di incentivi concreto per chi rinnova il concordato preventivo biennale: meno barriere all’ingresso, un ravvedimento speciale più ampio, termini di accertamento ridotti e, soprattutto, un accesso più rapido a rimborsi e compensazioni di IVA, imposte dirette e IRAP. Per le circa 460.000 partite IVA interessate, la convenienza reale va comunque valutata caso per caso, insieme al proprio consulente, considerando il reddito concordato proposto e l’impatto del ravvedimento sulle annualità pregresse.
Fonti
- Il Sole 24 Ore – Tax authorities: simpler VAT refunds for 460,000 businesses and self-employed people
- ItaliaOggi – Un Concordato 2026-2027 senza barriere all’entrata
- Money.it – Decreto correttivo Omnibus 2026, cos’è e cosa prevede
- Fisco e Tasse – Decreto Omnibus e collegati chiudono la riforma fiscale