Cos'è l'IRAP e Chi la Paga: La Guida Completa e Aggiornata

Cos’è l’IRAP e Chi la Paga: La Guida Completa e Aggiornata

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1. Cos’è l’IRAP {#cose-lirap}

L’IRAP, acronimo di Imposta Regionale sulle Attività Produttive, è una delle imposte dirette del sistema fiscale italiano. Introdotta con il Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, l’IRAP ha rivoluzionato la fiscalità locale sostituendo una serie di tributi preesistenti — tra cui l’ILOR, la tassa sulla salute, l’imposta sul patrimonio netto delle imprese e alcuni contributi sanitari — in un unico tributo di carattere regionale.

Il tratto distintivo dell’IRAP rispetto alle altre imposte è il suo oggetto: a differenza dell’IRES o dell’IRPEF che tassano il reddito o il profitto, l’IRAP colpisce il valore della produzione netta generato da un’attività economica. In altre parole, non si paga in funzione di quanto si guadagna, ma di quanto si produce. Questo significa che un’impresa può dover versare l’IRAP anche in caso di perdita di esercizio, qualora dal bilancio d’esercizio risulti un valore aggiunto positivo.

L’IRAP è definita tecnicamente come un’imposta reale (considera il fatto economico, non il soggetto), diretta (colpisce direttamente la produzione), proporzionale (l’aliquota non cresce all’aumentare della base imponibile) e di competenza regionale (il gettito è destinato alle Regioni per finanziare la spesa sanitaria e altri servizi essenziali).

Dal punto di vista giuridico, l’IRAP è un tributo proprio derivato: è istituita e disciplinata dalla legge statale, ma il suo gettito è assegnato alle Regioni, che esercitano una propria autonomia impositiva entro i limiti fissati dal legislatore nazionale.

Per chi gestisce un’attività autonoma o d’impresa, comprendere cos’è l’IRAP e come funziona è fondamentale per una corretta pianificazione fiscale e per evitare errori che possono comportare sanzioni. Se stai cercando anche informazioni su come si calcola l’IVA e le sue scadenze, ti consigliamo di leggere la nostra guida su come si calcola l’IVA.

2. Chi è Tenuto a Pagare l’IRAP {#chi-paga-lirap}

L’IRAP si applica a tutti i soggetti che esercitano abitualmente nel territorio delle Regioni italiane un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni, ovvero alla prestazione di servizi (art. 2, D.Lgs. 446/1997).

Sono soggetti passivi dell’IRAP, ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. 446/1997:

Categoria di Soggetto PassivoNormativa di Riferimento
Società di capitali (SRL, SPA, SAPA, società cooperative)Art. 3, co. 1, lett. a)
Enti commerciali (trust esercenti attività commerciale, fondazioni commerciali, consorzi)Art. 3, co. 1, lett. a)
Società di persone (SNC, SAS, società semplici, GEIE)Art. 3, co. 1, lett. b) (*)
Enti non commerciali (associazioni, fondazioni, trust non commerciali)Art. 3, co. 1, lett. d)
Amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, Province, Comuni, enti previdenziali)Art. 3, co. 1, lett. e-bis)
Produttori agricoli (titolari di reddito agrario, salvo esonerati da IVA)Art. 3, co. 1
Studi associati e associazioni professionaliGiurisprudenza consolidata (Cass. SS.UU. n. 7371/2016)

(*) Le società di persone rimangono soggette all’IRAP, a differenza dei soci che eventualmente esercitino l’attività in forma individuale.

Le Società di Capitali

Le società di capitali — SRL, SPA, SAPA e le cooperative — sono sempre soggette all’IRAP, indipendentemente dalla dimensione, dal settore o dalla presenza di lavoratori dipendenti. Per queste società, l’attività esercitata costituisce in ogni caso presupposto per l’imposta, senza che occorra verificare l’esistenza di un’autonoma organizzazione. La base imponibile IRAP delle società di capitali è determinata partendo dai dati del bilancio d’esercizio, con riferimento alle voci di conto economico previste dall’art. 5 del D.Lgs. 446/1997.

Le Società di Persone

Anche le società di persone (SNC, SAS, società semplici commerciali) restano soggette all’IRAP dopo la riforma del 2022. La base imponibile IRAP per questi soggetti è determinata secondo il metodo fiscale previsto dall’art. 5-bis del D.Lgs. 446/1997, oppure, in alternativa, mediante il metodo da bilancio se si opta espressamente per esso. Le società di persone in contabilità ordinaria che optano per il metodo da bilancio devono mantenere questa scelta per almeno un triennio.

Le Amministrazioni Pubbliche

Le amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, Province, Comuni, università, enti previdenziali come INPS e INAIL, camere di commercio, aziende sanitarie locali) sono soggette all’IRAP con un’aliquota speciale dell’8,50%, applicata esclusivamente sulle retribuzioni corrisposte al personale dipendente e sui compensi assimilati. Questo sistema semplificato tiene conto del fatto che le PA non producono beni o servizi nel senso commerciale del termine, ma erogano prestazioni istituzionali.

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3. Chi è Escluso dall’IRAP dal 2022 {#esclusi-irap-2022}

Uno dei cambiamenti più rilevanti degli ultimi anni riguarda l’esclusione dall’IRAP per una vasta platea di contribuenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 8).

La Riforma della Legge di Bilancio 2022

A decorrere dal periodo d’imposta 2022, l’IRAP non è più dovuta dalle persone fisiche esercenti:

  • Attività commerciali ai sensi dell’art. 55 del TUIR (imprenditori individuali, ditte individuali, imprese familiari);
  • Arti e professioni ai sensi dell’art. 53, comma 1, del TUIR (liberi professionisti, lavoratori autonomi in forma individuale).

In precedenza, l’esclusione era riservata solo ai soggetti privi di “autonoma organizzazione” — un concetto oggetto di lungo e oneroso contenzioso fiscale — e ai contribuenti in regime forfettario (già esclusi dall’IRAP per espressa previsione normativa).

Con la nuova norma, l’esonero si applica a tutte le persone fisiche che esercitano individualmente, a prescindere dall’esistenza o meno dell’autonoma organizzazione. Il legislatore ha così posto fine a decenni di incertezza interpretativa.

Chi Rimane Soggetto all’IRAP

Restano invece soggetti passivi dell’IRAP tutti gli altri soggetti non rientranti nell’esclusione, in particolare:

SoggettoEscluso dall’IRAP?
Imprenditore individuale (ditta individuale)✅ Sì, dal 2022
Libero professionista in forma individuale✅ Sì, dal 2022
Regime forfettario✅ Sì, già escluso prima del 2022
SRL, SPA, SAPA, cooperative❌ No, soggetti all’IRAP
SNC, SAS, società semplici❌ No, soggetti all’IRAP
Studi associati e associazioni professionali❌ No, soggetti all’IRAP
Enti commerciali e non commerciali❌ No, soggetti all’IRAP
Amministrazioni pubbliche❌ No, soggette all’IRAP
Impresa familiare (art. 230-bis c.c.)✅ Sì, equiparata a ditta individuale

⚠️ Attenzione: L’esclusione dall’IRAP non ha effetto retroattivo. Per i periodi d’imposta precedenti al 2022, restano valide le disposizioni previgenti.

Se sei un libero professionista o hai una ditta individuale, la tua gestione fiscale ora esclude l’IRAP. Puoi approfondire come ottimizzare la tua posizione fiscale leggendo la nostra guida completa al calcolo della Partita IVA per freelance e imprenditori.

4. Il Presupposto Impositivo: L’Autonoma Organizzazione {#autonoma-organizzazione}

Il presupposto dell’IRAP è l’esercizio abituale, nel territorio delle Regioni, di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

Il concetto di autonoma organizzazione è stato per anni il cuore del dibattito sull’IRAP. Per le società e gli enti, la legge presume sempre la sussistenza di tale requisito: non occorre alcuna verifica aggiuntiva. Per le persone fisiche, invece, prima della riforma del 2022 era necessario accertare caso per caso se l’attività fosse autonomamente organizzata o meno.

Un’attività si considerava autonomamente organizzata quando il contribuente:

  • Si avvaleva in modo non occasionale di lavoro altrui (dipendenti, collaboratori);
  • Impiegava capitale in misura rilevante (macchinari, attrezzature, immobili strumentali di valore significativo);
  • Era inserito in strutture organizzate che ampliavano le sue possibilità produttive.

La Corte di Cassazione, con numerose pronunce (tra cui le Sentenze delle Sezioni Unite nn. 7371/2016 e 7291/2016), ha chiarito che gli studi associati e le associazioni professionali costituiscono sempre presupposto per l’IRAP, perché la struttura associativa implica per definizione un’organizzazione autonoma.

Con la Legge di Bilancio 2022, la questione è superata per le persone fisiche che operano in forma individuale: esse non pagano più l’IRAP indipendentemente dalla struttura organizzativa.

5. La Base Imponibile IRAP: Il Valore della Produzione Netta {#base-imponibile-irap}

La base imponibile IRAP è il valore della produzione netta, che rappresenta la ricchezza generata dal ciclo produttivo di un’impresa o di un ente. Si tratta di un concetto diverso dal reddito: è possibile avere un valore della produzione netta positivo anche in presenza di una perdita d’esercizio, ad esempio quando i costi del personale o gli interessi passivi (che non sono deducibili ai fini IRAP) sono elevati.

Come Si Determina il Valore della Produzione Netta

La determinazione della base imponibile varia a seconda della categoria di soggetto passivo:

Per le Società di Capitali ed Enti Commerciali (art. 5)

Il valore della produzione netta è determinato partendo dal conto economico del bilancio d’esercizio redatto secondo i criteri del Codice civile:

(+) Ricavi delle vendite e prestazioni

(+) Variazioni delle rimanenze di prodotti e lavori in corso

(+) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni

(+) Altri ricavi e proventi (esclusi contributi conto capitale)

(-) Costi delle materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

(-) Costi per servizi

(-) Costi per godimento beni di terzi

(-) Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali

(-) Variazioni delle rimanenze di materie prime e merci

(-) Oneri diversi di gestione

= VALORE DELLA PRODUZIONE NETTA (base imponibile IRAP)

Sono invece esclusi dalla base imponibile e quindi indeducibili:

  • Costo del lavoro (salari, contributi, TFR): tuttavia, vedi la deduzione integrale per dipendenti a tempo indeterminato dal 2015;
  • Oneri finanziari (interessi passivi e altri oneri finanziari): non concorrono al valore della produzione;
  • Perdite su crediti e svalutazioni di crediti commerciali (con alcune eccezioni);
  • Imposte (comprese l’IMU sugli immobili strumentali, con regole specifiche).

Per le Società di Persone e Imprenditori Individuali (art. 5-bis)

La base imponibile è calcolata con un metodo fiscale, partendo dalla differenza tra i ricavi e i costi deducibili ai fini fiscali (con alcune variazioni rispetto all’IRPEF), oppure, in alternativa, con il metodo da bilancio (come per le società di capitali) previa opzione triennale.

Per gli Enti Non Commerciali (art. 10)

Gli enti non commerciali determinano la base imponibile IRAP distinguendo tra:

  • Attività commerciali: valore della produzione netta calcolato come per le società;
  • Attività istituzionali: base imponibile rappresentata dall’ammontare delle retribuzioni corrisposte al personale dipendente e dai compensi ai collaboratori.

Per le Amministrazioni Pubbliche

Le PA determinano la base imponibile IRAP sommando:

  • Retribuzioni corrisposte al personale dipendente a qualunque titolo;
  • Compensi ai collaboratori coordinati e continuativi;
  • Compensi per lavoro autonomo occasionale.

La Deduzione del Costo del Lavoro a Tempo Indeterminato

Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2015 (Legge di Stabilità 2015, L. 190/2014), è possibile dedurre integralmente dalla base imponibile IRAP il costo dei lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato.

Questa deduzione è uno degli elementi più importanti nella gestione dell’IRAP, perché riduce significativamente la base imponibile per le imprese con molti dipendenti stabili. La misura si applica a tutti i soggetti passivi, ad eccezione di enti non commerciali e amministrazioni pubbliche per le loro attività istituzionali.

La deduzione si estende anche ai lavoratori stagionali che siano impiegati per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta, a partire dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore nell’arco di due anni dalla cessazione del precedente contratto.

Altre Deduzioni dalla Base Imponibile

Oltre alla deduzione integrale per i dipendenti a tempo indeterminato, l’art. 11 del D.Lgs. 446/1997 prevede altre deduzioni importanti:

Tipo di DeduzioneImporto / Condizione
Deduzione per lavoro stagionale (≥120 giorni, 2° contratto)Costo sostenuto entro limiti specifici
Contributi INAIL obbligatoriIntegralmente deducibili
Spese apprendisti, disabili, CIGIntegralmente deducibili
Deduzione forfettaria per contribuenti di minori dimensioniVaria in base al valore della produzione
IMU sugli immobili strumentaliDeducibile al 100% (dal 2022)
Interessi passivi (per banche e assicurazioni)Regole speciali artt. 6 e 7

6. Le Aliquote IRAP: Ordinaria e Speciali {#aliquote-irap}

L’aliquota ordinaria IRAP è fissata dal legislatore nazionale all’3,90% del valore della produzione netta (art. 16, comma 1, D.Lgs. 446/1997). Tuttavia, per alcune categorie di soggetti sono previste aliquote speciali, e le Regioni possono variare le aliquote entro determinati limiti.

Aliquote Nazionali per Categoria di Soggetto

Categoria di SoggettoAliquota (2025)Aliquota (2026-2028)
Imprese generali, società di persone, enti commerciali3,90%3,90%
Banche e intermediari finanziari (art. 6)4,65%6,65% (+2%)
Imprese di assicurazione (art. 7)5,90%7,90% (+2%)
Concessionari diversi da autostrade4,20%variabile
Amministrazioni pubbliche8,50%8,50%
ONLUS e cooperative sociali (alcune Regioni)3,80% o ridottavariabile
Settore agricolo1,90% (base)1,90%

⚠️ Novità 2026-2028: La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, commi 74-75) ha aumentato di 2 punti percentuali le aliquote IRAP per banche, intermediari finanziari e imprese di assicurazione per il triennio 2026-2028. Sono escluse da questo aumento le SGR, le SIM, le SICAV e le holding finanziarie industriali (con eccezioni, dopo l’intervento del D.L. 20 febbraio 2026, n. 21).

Il Potere delle Regioni sulle Aliquote IRAP

In virtù del federalismo fiscale (D.Lgs. 6 maggio 2011, n. 68), le Regioni a statuto ordinario possono:

  • Aumentare l’aliquota ordinaria fino a +0,92 punti percentuali;
  • Diminuire l’aliquota ordinaria fino ad azzerarla (con limiti legati al fabbisogno sanitario);
  • Differenziare le aliquote per settori di attività o categorie di soggetti;
  • Introdurre deduzioni aggiuntive dalla base imponibile, nel rispetto del diritto UE.

Tuttavia, la riduzione dell’IRAP da parte delle Regioni non è consentita se l’addizionale regionale all’IRPEF è maggiorata di oltre 0,5 punti percentuali. Nelle Regioni sottoposte a piani di rientro dal deficit sanitario, scattano automatismi fiscali che impediscono la riduzione delle aliquote.

Per verificare le aliquote IRAP aggiornate per ciascuna Regione, è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che pubblica ogni anno le aliquote vigenti regione per regione.

7. Come Si Calcola l’IRAP: Esempio Pratico {#come-calcolare-irap}

Calcoliamo l’IRAP per una SRL con i seguenti dati di bilancio d’esercizio:

Dati dell’Esempio (SRL in Lombardia, anno d’imposta 2025)

VoceImporto (€)
Ricavi delle vendite (A1)800.000
Variazione rimanenze prodotti finiti (A2)+ 20.000
Altri proventi (A5)15.000
Totale componenti positivi835.000
Acquisti di materie prime (B6)– 200.000
Costi per servizi (B7)– 120.000
Costi godimento beni di terzi (B8)– 30.000
Ammortamenti (B10)– 40.000
Oneri diversi di gestione (B14)– 10.000
Totale componenti negativi (al netto di lavoro e oneri finanziari)-400.000
Valore della produzione netta (lordo deduzioni)435.000

Calcolo delle Deduzioni

Tipo di DeduzioneImporto (€)
Costo lavoro dipendenti a tempo indeterminato (5 dipendenti)– 200.000
Contributi INAIL– 5.000
IMU immobili strumentali (deducibile 100%)– 8.000
Totale deduzioni– 213.000

Base Imponibile IRAP e Imposta Dovuta

Valore della produzione netta: 435.000 €

Meno deduzioni:              – 213.000 €

= Base imponibile IRAP:        222.000 €

Aliquota IRAP Lombardia 2025: 3,90%

IRAP dovuta = 222.000 × 3,90% = 8.658 €

Risultato: La SRL di questo esempio deve versare € 8.658 di IRAP per il 2025.

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Cosa Succede Se la Base Imponibile È Negativa?

Se dal calcolo emerge un valore della produzione netta negativo (cioè i costi deducibili superano i ricavi), l’IRAP non è dovuta per quell’anno. Tuttavia, a differenza di quanto avviene per le imposte sul reddito, le perdite IRAP non si riportano agli anni successivi: ogni anno è a sé stante.

8. Versamento IRAP: Saldo, Acconto e Codici Tributo {#versamento-irap}

Il versamento dell’IRAP avviene tramite il modello F24 e si basa sul sistema degli acconti e del saldo, identico a quello previsto per le imposte sui redditi (IRPEF/IRES).

Il Sistema Acconto-Saldo

Il contribuente versa nel corso dell’anno degli acconti sull’imposta presumibilmente dovuta, calcolati con il metodo storico (percentuale dell’imposta dell’anno precedente) o il metodo previsionale (stima dell’imposta dell’anno in corso). A fine anno presenta la dichiarazione definitiva e versa il saldo residuo.

L’acconto IRAP per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è pari al 100% dell’IRAP dell’anno precedente (o di quella presunta), ed è suddiviso in due rate:

  • Prima rata: 40% dell’acconto complessivo;
  • Seconda rata: 60% dell’acconto complessivo.

Scadenze di Versamento IRAP (Anno Solare 2026)

VersamentoScadenzaNota
Saldo IRAP 202530 giugno 2026O entro il 30 luglio con maggiorazione 0,40%
Prima rata acconto 202630 giugno 2026Insieme al saldo
Seconda rata acconto 202630 novembre 2026

Per le società di capitali con esercizio non coincidente con l’anno solare, le scadenze sono diverse: il saldo va versato entro il giorno 16 del sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

L’acconto non è dovuto se l’IRAP dell’anno precedente è inferiore a € 51,65; in tal caso si versa un’unica soluzione pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente o di quella presunta.

Codici Tributo IRAP per il Modello F24

Il versamento dell’IRAP va effettuato nella sezione “Regioni” del modello F24, specificando il codice della Regione di appartenenza.

Codice TributoDescrizione
3800IRAP – Saldo
3812IRAP – Prima rata di acconto
3813IRAP – Seconda rata di acconto
3805Interessi sul pagamento dilazionato
3858IRAP – Enti pubblici (modello F24 EP)
3881Maggior acconto I rata IRAP (CPB – art. 1, co. 20, L. 207/2024)
3882Maggior acconto II rata o unica soluzione IRAP (CPB)

Per le Pubbliche Amministrazioni, il versamento avviene in linea generale con il modello F24 EP (enti pubblici); in caso di impossibilità, si utilizza il modello F24 ordinario con il codice tributo 3858.

Puoi trovare informazioni dettagliate sulle scadenze fiscali mensili nella nostra guida alle scadenze fiscali di febbraio 2026.

9. La Dichiarazione IRAP: Il Modello IRAP 2026 {#dichiarazione-irap}

Chi Deve Presentare la Dichiarazione IRAP

Sono obbligati a presentare la dichiarazione IRAP tutti i soggetti passivi del tributo, ovvero:

  • Società di capitali;
  • Società di persone commerciali;
  • Enti commerciali;
  • Enti non commerciali;
  • Amministrazioni pubbliche;
  • Produttori agricoli (salvo esonerati IVA).

Sono invece esonerati dalla presentazione i soggetti non più soggetti passivi, ossia gli imprenditori individuali e i liberi professionisti in forma individuale (esclusi dall’IRAP dal 2022). Restano tuttavia obbligati gli studi associati e le associazioni professionali.

Il Modello IRAP 2026

Il Modello IRAP 2026, approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate il 27 febbraio 2026, deve essere utilizzato per dichiarare l’IRAP relativa al periodo d’imposta 2025.

La dichiarazione è composta dal frontespizio e dai seguenti quadri:

QuadroSoggetto Interessato
IP – Società di personeSNC, SAS, società semplici, GEIE
IC – Società di capitaliSRL, SPA, SAPA, cooperative, enti commerciali
IE – Enti non commercialiAssociazioni, fondazioni, trust non commerciali
IK – Amministrazioni ed enti pubbliciPA, enti previdenziali, enti locali
IR – Ripartizione base imponibilePer soggetti con attività in più Regioni
IS – Prospetti variDeduzioni, agevolazioni, concordato preventivo, ecc.

ℹ️ Nota: Con la Legge di Bilancio 2022 è stato soppresso il quadro IQ (che era destinato agli imprenditori individuali e ai liberi professionisti), ora non più soggetti passivi.

Come si Presenta la Dichiarazione IRAP

La dichiarazione IRAP si presenta esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate, attraverso:

  • I servizi Entratel o Fisconline (per i soggetti che si collegano direttamente);
  • Un intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente del lavoro);
  • Per i gruppi societari: trasmissione centralizzata dalla capogruppo.

La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza sono valide (salvo sanzioni), mentre quelle inviate oltre i 90 giorni si considerano omesse (pur costituendo titolo per la riscossione dell’imposta).

Scadenza della Dichiarazione IRAP 2026

SoggettoScadenza Dichiarazione
Società di capitali, società di persone (anno solare)2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato)
Società di capitali con esercizio non solareUltimo giorno del decimo mese dalla chiusura del p.i.
Amministrazioni pubbliche (anno solare)A partire dal 15 aprile 2026

Anche i soggetti in liquidazione volontaria devono presentare la dichiarazione IRAP. In caso di fallimento o liquidazione giudiziale, l’obbligo sussiste solo se c’è esercizio provvisorio.

Per chi gestisce anche la dichiarazione IVA, può essere utile leggere la nostra guida sulla dichiarazione IVA.

10. Deducibilità dell’IRAP dalle Imposte sui Redditi {#deducibilita-irap}

Una domanda frequente riguarda la deducibilità dell’IRAP dalla base imponibile dell’IRES (per le società) o dell’IRPEF (per i soggetti Irpef). La risposta è: sì, ma in misura parziale e con regole specifiche.

Deduzione del 10% dell’IRAP dall’IRES/IRPEF

L’art. 6 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella L. 2/2009) prevede una deduzione pari al 10% dell’IRAP pagata nel periodo d’imposta, deducibile ai fini IRES o IRPEF nell’anno successivo. Questa deduzione si applica in presenza di oneri finanziari (interessi passivi) classificati nella base imponibile IRAP ma non deducibili dall’imposta stessa.

Esempio pratico: Se nel 2025 hai pagato € 10.000 di IRAP e nel bilancio sono presenti interessi passivi non deducibili ai fini IRAP, puoi dedurre € 1.000 (10% × € 10.000) dalla base imponibile IRES o IRPEF del 2025 (da indicare nella dichiarazione 2026).

Deduzione Analitica per Costo del Lavoro

In alternativa o in aggiunta alla deduzione forfettaria del 10%, è possibile dedurre dall’IRES/IRPEF una quota di IRAP corrispondente al costo del personale — in misura proporzionale — qualora il costo del lavoro superi il 90% del valore della produzione netta. Questa fattispecie è poco comune ma può essere rilevante in settori labour-intensive.

⚠️ Non confondere: la deducibilità dell’IRAP dall’IRES/IRPEF è diversa dalla deduzione del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP. Sono due meccanismi distinti che agiscono su livelli diversi del calcolo fiscale.

11. Territorialità dell’IRAP {#territorialita}

La territorialità dell’imposta è un aspetto fondamentale per i soggetti che svolgono attività in più Regioni. L’IRAP è un tributo regionale, quindi il gettito va a beneficio della Regione nel cui territorio si esercita l’attività. Se un soggetto opera in più Regioni, la base imponibile deve essere ripartita tra le diverse Regioni in base a specifici criteri.

Criteri di Ripartizione della Base Imponibile

Il criterio principale è la ripartizione proporzionale in base alla quota di ricavi o compensi conseguiti in ciascuna Regione. In alternativa, per le imprese industriali, il valore della produzione netta si ripartisce in misura proporzionale al costo del personale impiegato in ciascuna sede.

La ripartizione si effettua mediante la compilazione del Quadro IR del Modello IRAP, dove si indicano:

  • Le Regioni in cui si svolge l’attività;
  • La quota di base imponibile attribuita a ciascuna Regione;
  • L’aliquota applicabile in ciascuna Regione (che può variare);
  • L’imposta dovuta per ciascuna Regione.

Il Domicilio Fiscale IRAP

La dichiarazione IRAP si presenta, in via generale, alla Regione del domicilio fiscale del soggetto passivo. Per le imprese con più sedi, il domicilio fiscale è quello della sede legale (per le persone giuridiche) o della residenza (per le persone fisiche, ora escluse).

12. Agevolazioni Regionali e Provinciali IRAP {#agevolazioni-regionali}

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano dispongono di ampi margini per introdurre agevolazioni IRAP a favore di specifiche categorie di imprese o settori. Queste possono assumere la forma di:

  • Riduzione dell’aliquota IRAP: fino all’azzeramento per alcune categorie (nuove imprese, start-up, settori prioritari);
  • Deduzioni aggiuntive dalla base imponibile: per esempio per l’assunzione di giovani under 35, donne, disabili, categorie protette;
  • Esenzioni temporanee: per imprese di nuova costituzione nei primi anni di attività;
  • Agevolazioni per zone economiche speciali (ZES) o aree svantaggiate.

Esempi di Aliquote Regionali IRAP

RegioneAliquota Ordinaria 2025Note
Lombardia3,90%Aliquota base, con riduzioni per specifici settori
Campania4,97%Maggiorata per imprese concessionarie al 5,27%
Lazio4,82%Maggiorata per settori specifici
Piemonte3,90%Agevolazioni per le nuove imprese
Veneto3,90%Riduzioni per cooperative sociali
Sicilia3,90%Agevolazioni per imprese delle ZES
Province AutonomeAliquote proprieBolzano e Trento hanno autonomia fiscale speciale

Per consultare le aliquote aggiornate di tutte le Regioni, visita la pagina ufficiale del Dipartimento delle Finanze – MEF.

13. Novità IRAP 2026 {#novita-irap-2026}

Il 2026 porta con sé alcune novità rilevanti in materia di IRAP, che impattano sia sulle aliquote sia sulle modalità di calcolo e versamento.

1. Aumento dell’Aliquota per Banche e Assicurazioni

Come già accennato, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha aumentato di 2 punti percentuali le aliquote IRAP per banche (da 4,65% a 6,65%) e assicurazioni (da 5,90% a 7,90%) per il triennio 2026-2028. Il maggior gettito stimato è di circa 1,2 miliardi di euro nel 2026.

2. Detassazione dei Dividendi UE/SEE per Banche

Sempre dal 2026, i dividendi provenienti da Stati UE/SEE percepiti dalle banche concorrono alla formazione della base imponibile IRAP limitatamente al 5% (in luogo del precedente 50%), a condizione che siano soddisfatti determinati requisiti. Questa agevolazione è stata recepita nel Modello IRAP 2026.

3. Deducibilità del Personale Dipendente all’Estero

Con la risposta all’interpello n. 95 del 1° aprile 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che è possibile dedurre dalla base imponibile IRAP i costi del personale dipendente a tempo indeterminato che opera all’estero, in assenza di una stabile organizzazione, purché sussistano i requisiti di inerenza.

4. Aumento di Aliquota per Alcuni Settori ATECO

Il D.L. 20 febbraio 2026, n. 21, ha introdotto un aumento temporaneo di 2 punti percentuali delle aliquote IRAP per i soggetti che esercitano, in via prevalente, le attività economiche individuate dai codici ATECO allegati al decreto, per i periodi d’imposta 2026 e 2027.

5. Il Modello IRAP 2026

Il Modello IRAP 2026 è stato approvato in via definitiva il 27 febbraio 2026 con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, ed è disponibile per il download sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Il modello include la nuova sezione XXIII del Quadro IS relativa al Concordato Preventivo Biennale (CPB) e il recepimento delle novità sulle banche.

Domande Frequenti (FAQ) {#faq}

1. Cos’è l’IRAP e perché si chiama così?

L’IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, istituita con il D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446. Si chiama “regionale” perché il suo gettito è destinato alle Regioni (principalmente per finanziare la spesa sanitaria), e “sulle attività produttive” perché colpisce il valore aggiunto generato dall’esercizio di qualunque attività economica organizzata, a prescindere dall’effettivo profitto.

2. Un libero professionista deve pagare l’IRAP nel 2026?

No. Dal periodo d’imposta 2022 (per effetto dell’art. 1, comma 8, della Legge di Bilancio 2022, L. 234/2021), i liberi professionisti e gli imprenditori individuali (ditte individuali) che esercitano l’attività in forma individuale sono esclusi dall’IRAP. Non devono pagare l’IRAP né presentare la dichiarazione IRAP. Tuttavia, un libero professionista che opera all’interno di uno studio associato o di un’associazione professionale rimane soggetto all’IRAP.

3. Il regime forfettario è soggetto all’IRAP?

No. I contribuenti che adottano il regime forfettario non sono soggetti all’IRAP. L’imposta sostitutiva del regime forfettario sostituisce, tra l’altro, l’IRAP. Questa esclusione era vigente già prima della riforma del 2022. Se vuoi approfondire il calcolo delle tasse nel regime forfettario, consulta la nostra guida al calcolo tasse regime forfettario.

4. Come si calcola la base imponibile IRAP per una SRL?

Per le società di capitali, la base imponibile IRAP è il valore della produzione netta determinato partendo dalle voci del conto economico del bilancio d’esercizio: si sommano i ricavi, la variazione delle rimanenze di prodotti e gli altri proventi; si sottraggono i costi della produzione (materie prime, servizi, godimento beni di terzi, ammortamenti, oneri diversi), escludendo però il costo del lavoro e gli oneri finanziari. Dal valore così ottenuto si deducono poi i costi del personale a tempo indeterminato e le altre deduzioni previste dall’art. 11 del D.Lgs. 446/1997.

5. Qual è l’aliquota ordinaria IRAP nel 2026?

L’aliquota ordinaria IRAP per le imprese generali, le società di capitali e di persone rimane al 3,90% nel 2026. Per le banche e gli intermediari finanziari l’aliquota è salita al 6,65%, mentre per le imprese di assicurazione è al 7,90% (per il triennio 2026-2028, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026). Le amministrazioni pubbliche applicano l’aliquota speciale dell’8,50% sulle retribuzioni del personale.

6. Con quale modello si versa l’IRAP?

L’IRAP si versa tramite il modello F24 (sezione “Regioni”), utilizzando i seguenti codici tributo: 3800 per il saldo, 3812 per la prima rata dell’acconto, 3813 per la seconda rata dell’acconto. Le amministrazioni pubbliche usano il modello F24 EP con il codice 3858. È necessario indicare il codice della Regione di appartenenza nella sezione dedicata.

7. L’IRAP è deducibile dalle imposte sui redditi?

Sì, parzialmente. L’art. 6 del D.L. 185/2008 consente di dedurre dalla base imponibile IRES o IRPEF una quota pari al 10% dell’IRAP pagata nel periodo d’imposta, qualora nel bilancio siano presenti interessi passivi o oneri assimilati. Questa deduzione si applica alle società di capitali (ai fini IRES) e agli studi associati o società di persone (ai fini IRPEF). Vi è anche la possibilità di una deduzione analitica nei casi in cui il costo del lavoro superi il 90% del valore della produzione netta.

8. Un’associazione professionale (studio associato) deve pagare l’IRAP?

Sì. Gli studi associati e le associazioni professionali sono soggetti all’IRAP, per effetto delle Sentenze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nn. 7371/2016 e 7291/2016. L’aggregazione in forma associata implica, per definizione, la sussistenza di un’autonoma organizzazione. L’esclusione del 2022 riguarda solo le persone fisiche che esercitano l’attività individualmente, non i soggetti associati.

9. Come funziona l’IRAP per le Pubbliche Amministrazioni?

Le amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, enti locali, università, enti previdenziali) determinano la base imponibile IRAP in modo semplificato: essa corrisponde all’ammontare delle retribuzioni corrisposte al personale dipendente, dei compensi ai collaboratori coordinati e continuativi e dei compensi per lavoro autonomo occasionale. L’aliquota applicabile è l’8,50%. Il versamento avviene con il modello F24 EP.

10. Quando si presenta il Modello IRAP 2026 e qual è la scadenza?

Il Modello IRAP 2026 (relativo al periodo d’imposta 2025) deve essere presentato telematicamente entro il 2 novembre 2026 per le società di capitali e le società di persone con esercizio coincidente con l’anno solare (poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato). Per le società con esercizio non solare, il termine è l’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta. Il modello è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

11. Le imprese agricole devono pagare l’IRAP?

Le imprese agricole che non rientrano nei soggetti esonerati dagli adempimenti IVA (ai sensi dell’art. 34, comma 6, del DPR 633/1972) sono in linea di massima soggette all’IRAP. Tuttavia, per le imprese agricole l’aliquota applicata è ridotta all’1,90% (salvo diversa determinazione regionale). Le società agricole di persone rimangono soggette all’IRAP. Per approfondire la fiscalità delle imprese agricole, consulta la nostra guida sulla partita IVA agricola.

12. È possibile compensare il credito IRAP con altri tributi?

Sì. Eventuali crediti IRAP (derivanti, per esempio, da acconti versati in eccesso rispetto all’imposta effettivamente dovuta) possono essere utilizzati in compensazione orizzontale tramite modello F24 per pagare altri tributi, contributi INPS, premi INAIL. Per importi superiori a € 5.000 annui, è necessario il visto di conformità da parte di un professionista abilitato. Per importi superiori a € 50.000 (soglia aggiornata dalla Legge di Bilancio 2026), la compensazione è inibita in presenza di debiti iscritti a ruolo scaduti e non sospesi.

13. Cosa succede se non si versa l’IRAP nei termini previsti?

Il mancato o ritardato versamento dell’IRAP comporta l’applicazione di:

  • Sanzione ordinaria del 25% dell’importo non versato (per violazioni commesse dal 1° settembre 2024, D.Lgs. 87/2024);
  • Interessi di mora calcolati al tasso legale vigente per ogni giorno di ritardo;
  • Possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997) per ridurre le sanzioni, con riduzioni progressivamente minori all’aumentare del ritardo (da 1/10 della sanzione ridotta per ritardi fino a 14 giorni, fino a 1/5 della sanzione ordinaria per regolarizzazioni oltre 2 anni).

14. Come si determina l’IRAP per un’impresa che opera in più Regioni?

Quando un soggetto passivo esercita l’attività in più Regioni, la base imponibile IRAP deve essere ripartita tra le diverse Regioni. La ripartizione avviene in base alla quota di ricavi o compensi conseguiti in ciascuna Regione, oppure in base al costo del personale impiegato in ciascuna sede (per le imprese industriali). La ripartizione si effettua nel Quadro IR del Modello IRAP, e per ciascuna Regione si applica l’aliquota vigente in quel territorio.

Conclusione {#conclusione}

L’IRAP — l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive — è un pilastro della fiscalità italiana che, nonostante le semplificazioni introdotte negli anni, rimane un adempimento complesso e spesso sottovalutato.

La grande svolta degli ultimi anni è sicuramente l’esclusione dal 2022 degli imprenditori individuali e dei liberi professionisti in forma individuale: una misura che ha liberato circa 1,3 milioni di contribuenti dall’onere di questo tributo, ponendo fine a un lunghissimo contenzioso sull’autonoma organizzazione. Tuttavia, società di capitali, società di persone, enti, studi associati e amministrazioni pubbliche restano pienamente soggetti all’IRAP.

Ecco i punti chiave da ricordare:

  • Chi non paga l’IRAP: imprenditori individuali, liberi professionisti in forma individuale, contribuenti in regime forfettario (dal 2022).
  • Chi paga l’IRAP: SRL, SPA, SNC, SAS, studi associati, enti commerciali e non commerciali, PA.
  • Aliquota ordinaria: 3,90% sul valore della produzione netta.
  • Deduzioni chiave: costo del lavoro a tempo indeterminato (integralmente deducibile dal 2015), contributi INAIL, IMU immobili strumentali.
  • Versamento: tramite modello F24, con sistema acconto-saldo; codici tributo 3800 (saldo), 3812 e 3813 (acconti).
  • Dichiarazione 2026: Modello IRAP 2026, scadenza 2 novembre 2026 per i soggetti solari.
  • Novità 2026: aliquota IRAP per banche salita al 6,65% e per assicurazioni al 7,90% (triennio 2026-2028).

Una corretta gestione dell’IRAP richiede un’analisi attenta del bilancio d’esercizio, una conoscenza aggiornata delle deduzioni disponibili e il rispetto rigoroso delle scadenze. In presenza di situazioni complesse — società che operano in più Regioni, studi associati, imprese in settori agevolati — è sempre consigliabile affidarsi a un professionista abilitato.

Per chi gestisce un’attività autonoma e si domanda se e come ottimizzare la propria posizione fiscale complessiva, potete leggere anche la nostra guida su come aprire una Partita IVA in regime forfettario oppure approfondire i costi con la guida su quanto costa aprire una Partita IVA forfettaria. Chi invece vuole capire tutte le implicazioni fiscali legate alla propria Partita IVA troverà utile la guida sull’attribuzione della Partita IVA.

Infine, per approfondire il calcolo dell’IVA da versare allo Stato e le principali differenze con l’IRAP, ti consigliamo la nostra guida su come si calcola l’IVA da versare allo stato.


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Questo articolo è redatto a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale professionale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un commercialista o consulente fiscale abilitato. I dati si riferiscono alla normativa vigente ad aprile 2026; le aliquote e le scadenze possono essere soggette a variazioni normative successive.

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