Quanto Costa Aprire una Partita IVA Forfettaria
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Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria? È la domanda che si pongono migliaia di professionisti, artigiani e piccoli imprenditori che vogliono mettersi in proprio. In questa guida completa, scoprirai tutti i costi reali dell’apertura e della gestione di una partita IVA forfettaria, dalle spese iniziali agli adempimenti annuali.
Introduzione: La Partita IVA Forfettaria nel Panorama Fiscale Italiano
Il regime forfettario rappresenta la scelta fiscale preferita da oltre 2 milioni di partite IVA in Italia. La sua popolarità deriva dalla tassazione agevolata e dalla semplicità degli adempimenti fiscali. Ma quanto costa realmente aprire e mantenere una partita IVA forfettaria?
La risposta non è semplice come potrebbe sembrare, perché i costi variano significativamente in base al tipo di attività, alla forma giuridica scelta e ai servizi professionali di cui si decide di avvalersi.
Per calcolare rapidamente l’imposta, puoi utilizzare il nostro strumento di calcolo IVA.
Costi di Apertura: Quanto Si Paga per Iniziare
Apertura della Partita IVA: Gratuita presso l’Agenzia delle Entrate
La buona notizia è che l’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è completamente gratuita. L’invio del modello AA9/12 (per professionisti) o AA7/10 (per imprese) non prevede alcun costo diretto.
Se decidi di procedere autonomamente, compilando e inviando personalmente la documentazione all’Agenzia delle Entrate, il costo è zero euro.
Costi per Consulenza Professionale
Molti preferiscono affidarsi a un commercialista o a un CAF per l’apertura della partita IVA forfettaria. In questo caso, i costi variano tipicamente:
- 100-300 euro per servizi base di consulenza e apertura
- 300-500 euro per servizi completi con consulenza fiscale approfondita
Questi costi coprono:
- Compilazione e invio della documentazione
- Scelta del codice ATECO più adatto
- Verifica dei requisiti per il regime forfettario
- Iscrizione alle gestioni previdenziali
Spese Iniziali Obbligatorie
Posta Elettronica Certificata (PEC)
Costo: 5-25 euro all’anno
La PEC è obbligatoria per tutte le partite IVA. I costi annuali variano a seconda del fornitore:
- PEC base: 5-10 euro/anno
- PEC con spazio maggiore: 15-25 euro/anno
Firma Digitale (solo per alcune attività)
Costo: 20-50 euro per 3 anni
Necessaria principalmente per:
- Ditte individuali che devono iscriversi alla Camera di Commercio
- Alcune professioni specifiche
- Presentazione di pratiche telematiche
Iscrizione al Registro delle Imprese (per ditte individuali)
Se apri una ditta individuale (artigiani e commercianti), devi iscriverti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.
Costi di iscrizione:
- Diritto di segreteria: variabile (circa 18-30 euro)
- Imposta di bollo: 17,50 euro (per marca da bollo)
- Totale apertura: circa 35-50 euro
Costi Fissi Annuali della Partita IVA Forfettaria
Diritto Camerale Annuale
Per le ditte individuali iscritte alla Camera di Commercio:
| Categoria | Importo Annuale 2026 |
| Imprese individuali (sezione ordinaria) | €100 (sede) + €20 (per ogni unità locale) |
| Imprese individuali (sezione speciale artigiani) | €44 (sede) + €8,80 (per ogni unità locale) |
Scadenza: generalmente entro il 30 giugno (con il primo acconto imposte) o entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%.
I liberi professionisti NON pagano il diritto camerale.
Contributi Previdenziali: La Voce di Spesa Più Rilevante
I contributi previdenziali rappresentano il costo più significativo per chi opera con partita IVA forfettaria. L’importo varia in base alla gestione di appartenenza.
Gestione Separata INPS (Liberi Professionisti senza Cassa)
Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile
Caratteristiche:
- Non ci sono contributi fissi minimi
- Si paga solo sul reddito effettivamente prodotto
- Nessun contributo se il reddito è zero
Esempio pratico:
- Fatturato annuo: €30.000
- Coefficiente di redditività (professioni): 78%
- Reddito imponibile: €23.400
- Contributi INPS: €6.100 (26,07%)
Massimale 2026: circa €119.650 (aggiornato annualmente)
Scadenze:
- 30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto anno in corso
- 30 novembre: secondo acconto anno in corso
Gestione Artigiani e Commercianti INPS
Contributi minimi fissi 2026:
| Gestione | Aliquota IVS | Contributo minimo annuo sul minimale (€18.808) |
| Artigiani | 24% | €4.514 + €7,44 maternità |
| Commercianti | 24,48% | €4.604 + €7,44 maternità |
Contributi totali annui (circa):
- Artigiani: €4.520
- Commercianti: €4.610
Questi contributi sono dovuti anche in assenza di reddito (contributi sul minimale).
Riduzione del 35% per forfettari
Chi applica il regime forfettario può richiedere una riduzione contributiva del 35% sui contributi totali (sia fissi che variabili), previa domanda all’INPS.
Requisiti e modalità:
- Domanda telematica tramite Cassetto Previdenziale INPS
- Scadenza: 28 febbraio di ogni anno (per il 2026 slitta al 2 marzo, essendo sabato)
- Per nuove iscrizioni: domanda entro 30 giorni dall’apertura
- Rinnovo automatico negli anni successivi se si mantengono i requisiti
- La domanda può essere presentata una sola volta: se revocata o se si esce dal forfettario, non si può più richiedere
Con riduzione 35%:
- Artigiani: circa €2.940 all’anno (invece di €4.520)
- Commercianti: circa €3.000 all’anno (invece di €4.610)
Attenzione:
- La riduzione comporta una corrispondente riduzione della pensione futura
- Se il totale versato con riduzione è inferiore al minimale ordinario, vengono accreditate solo 33,8 settimane annue invece di 52
Altre riduzioni disponibili (non cumulabili con la riduzione 35%):
- Riduzione 50% per pensionati over 65:
- Spetta a chi ha oltre 65 anni ed è già pensionato INPS
- Solo per pensioni dirette o assegni di invalidità liquidati con sistema retributivo o misto
- Esclusi i titolari di pensioni calcolate interamente con il contributivo
- Riduzione 50% per nuovi iscritti 2025:
- Per chi ha aperto l’attività nel 2025
- Valida per i primi 3 anni (36 mesi)
- Introdotta dalla Legge di Bilancio 2025
- Non cumulabile con altre riduzioni
Nota importante: Le condizioni per le riduzioni sono soggette alle disposizioni normative vigenti e possono variare. Verificare sempre le circolari INPS più recenti.
Scadenze pagamento (4 rate):
- 18 maggio 2026
- 20 agosto 2026
- 16 novembre 2026
- 16 febbraio 2027
Casse Professionali Private
Se sei un professionista iscritto a una cassa privata (avvocati, ingegneri, architetti, medici, commercialisti, ecc.), i contributi variano in base alla specifica cassa:
Esempi:
- Cassa Forense (Avvocati): contributo minimo circa €3.500/anno
- Inarcassa (Ingegneri/Architetti): contributo minimo circa €3.000/anno
- ENPAM (Medici): contributi variabili in base al reddito
Ogni cassa ha regole, aliquote e scadenze proprie.
Software di Fatturazione Elettronica
Costo: 0-300 euro all’anno
Dal 2024, anche i forfettari devono emettere fattura elettronica obbligatoria tramite il Sistema di Interscambio (SDI).
Opzioni disponibili:
- Portale gratuito Agenzia delle Entrate: €0
- Software base online: €50-100/anno
- Software professionali: €150-300/anno
Servizi di Commercialista o CAF
Costo: 300-1.500 euro all’anno
I costi variano in base al livello di servizio:
| Servizio | Costo Annuo Indicativo |
| Solo dichiarazione dei redditi | €300-500 |
| Gestione completa (fatture, F24, dichiarazione) | €600-1.000 |
| Consulenza strategica inclusa | €1.000-1.500 |
Molti forfettari scelgono soluzioni intermedie, gestendo autonomamente la fatturazione e affidando al professionista solo la dichiarazione annuale e i calcoli delle imposte.
Imposte e Tasse nel Regime Forfettario
Imposta Sostitutiva
Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.
Aliquote:
- 15% sul reddito imponibile (aliquota ordinaria)
- 5% per i primi 5 anni (startup, con requisiti specifici)
Calcolo del reddito imponibile:
Reddito imponibile = Ricavi × Coefficiente di redditività
Coefficienti di redditività principali:
| Attività | Codice ATECO | Coefficiente |
| Professionisti, consulenti | 62-63, 69-74 | 78% |
| Commercio al dettaglio | 47 | 40% |
| Commercio all’ingrosso | 46 | 40% |
| Ristoranti e servizi di ristorazione | 56 | 40% |
| Alloggio | 55 | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-43, 68 | 86% |
| Servizi di alloggio e ristorazione | 55-56 | 40% |
| Industrie alimentari e bevande | 10-11 | 40% |
Esempio di calcolo completo:
Professionista consulente (coefficiente 78%):
- Fatturato annuo: €40.000
- Reddito imponibile: €40.000 × 78% = €31.200
- Contributi INPS deducibili: €8.137
- Base imponibile: €31.200 – €8.137 = €23.063
- Imposta sostitutiva (15%): €3.459
Scadenze:
- 30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto anno in corso
- 30 novembre: secondo acconto anno in corso
Imposta di Bollo sulle Fatture
€2,00 per ogni fattura superiore a €77,47
Il bollo può essere:
- Addebitato al cliente (concorre ai ricavi)
- Assorbito dal professionista (non concorre ai ricavi)
Pagamento: trimestrale tramite F24
Tabella Riepilogativa: Tutti i Costi della Partita IVA Forfettaria
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Costi di Apertura (una tantum)
| Voce | Costo |
| Apertura P.IVA (autonoma) | €0 |
| Consulenza commercialista (opzionale) | €100-500 |
| PEC (primo anno) | €5-25 |
| Firma digitale (se necessaria) | €20-50 |
| Iscrizione Camera di Commercio (ditte individuali) | €35-50 |
| TOTALE APERTURA | €5-625 |
Costi Annui Ricorrenti
Libero Professionista (Gestione Separata INPS)
| Voce | Costo Annuo |
| Contributi INPS (26,07% sul reddito) | Variabile (es. €6.100 su €30.000 fatturato) |
| Imposta sostitutiva (15%) | Variabile (es. €3.459 su €30.000 fatturato) |
| PEC | €5-25 |
| Software fatturazione | €0-300 |
| Commercialista | €300-1.500 |
| TOTALE ANNUO | Variabile |
Artigiano/Commerciante (con riduzione 35%)
| Voce | Costo Annuo |
| Contributi INPS fissi (con riduzione) | €2.940-3.000 |
| Contributi INPS variabili (su reddito eccedente minimale) | Variabile |
| Imposta sostitutiva (15%) | Variabile |
| Diritto camerale | €44-100 |
| PEC | €5-25 |
| Software fatturazione | €0-300 |
| Commercialista | €300-1.500 |
| TOTALE ANNUO | €3.289+ (più imposte e contributi variabili) |
Quando Conviene il Regime Forfettario?
Il regime forfettario conviene particolarmente se:
- Hai costi effettivi bassi: Il coefficiente forfettario riconosce spese in modo automatico
- Fatturi principalmente a privati: Non devi gestire l’IVA
- Il tuo fatturato è sotto i €60.000: Il risparmio fiscale è massimo
- Non hai molti acquisti con IVA da detrarre: Nel forfettario non si detrae l’IVA
Potrebbe NON convenire se:
- Hai costi deducibili elevati (superiori al coefficiente forfettario)
- Fatturi principalmente a soggetti IVA che detrarrebbero l’IVA
- Prevedi di superare spesso gli €85.000 di fatturato
Requisiti per Accedere al Regime Forfettario
Per applicare il regime forfettario nel 2026, devi rispettare contemporaneamente questi requisiti:
Limiti di Fatturato
- Ricavi/compensi fino a €85.000 nell’anno precedente
- Se superi €85.000 ma resti sotto €100.000: rimani in forfettario per tutto l’anno e passi al regime ordinario dall’anno successivo
- Se superi €100.000: uscita immediata dal regime forfettario
Limite Spese per Collaboratori
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a €20.000 lordi annui
Limite Redditi da Lavoro Dipendente
- Redditi da lavoro dipendente o assimilati non superiori a €35.000 (per gli anni 2025-2026)
- Questo limite non si applica se il rapporto di lavoro è cessato
Assenza di Cause Ostative
Non puoi accedere se:
- Partecipi a società di persone, associazioni o imprese familiari
- Controlli SRL che svolgono attività riconducibili alla tua
- Oltre il 50% dei compensi deriva da ex datore di lavoro (nei 2 anni precedenti)
- Ti avvali di regimi speciali IVA
- Non sei residente in Italia (salvo eccezioni UE/SEE)
Adempimenti Fiscali del Regime Forfettario
Semplificazioni Garantite
Il regime forfettario offre notevoli semplificazioni:
Non devi:
- Applicare l’IVA in fattura
- Detrarre l’IVA sugli acquisti
- Tenere registri IVA
- Liquidare e versare l’IVA
- Presentare dichiarazione IVA
- Applicare studi di settore
- Tenere la contabilità ordinaria
Devi:
- Emettere fattura elettronica (obbligatoria dal 2024)
- Numerare e conservare le fatture
- Conservare documenti di spesa
- Presentare dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF)
Diciture Obbligatorie in Fattura
Ogni fattura deve contenere:
- “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014”
- “Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’art. 1 comma 67 della Legge n. 190/2014”
- Eventuale imposta di bollo da €2,00 (se fattura > €77,47)
Scadenza Dichiarazione dei Redditi
30 novembre dell’anno successivo (per redditi 2025, dichiarazione entro 30 novembre 2026)
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Domande Frequenti (FAQ)
Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria da zero?
Aprire una partita IVA forfettaria costa da €5 a €625, a seconda che tu proceda autonomamente o ti affidi a un professionista. I costi obbligatori minimi sono solo quelli per la PEC (€5-25/anno) e, per le ditte individuali, l’iscrizione alla Camera di Commercio (circa €50).
Quali sono i costi annuali fissi di una partita IVA forfettaria?
I costi fissi annuali variano in base alla categoria:
- Liberi professionisti: PEC (€5-25), software fatturazione (€0-300), eventuale commercialista (€300-1.500)
- Artigiani/commercianti: contributi INPS fissi (€2.940-4.610), diritto camerale (€44-100), PEC, software, commercialista
Posso aprire la partita IVA forfettaria senza commercialista?
Sì, puoi aprire e gestire una partita IVA forfettaria autonomamente. L’apertura presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita e le procedure sono relativamente semplici. Tuttavia, per evitare errori fiscali, molti preferiscono affidarsi almeno per la dichiarazione annuale a un professionista.
I contributi INPS sono obbligatori anche se non guadagno?
Dipende dalla gestione:
- Gestione Separata (professionisti): No, paghi solo sul reddito effettivo
- Gestione Artigiani/Commercianti: Sì, i contributi sul minimale (circa €4.500/anno) sono dovuti anche senza reddito
Posso richiedere la riduzione dei contributi del 35%?
Sì, se sei artigiano o commerciante in regime forfettario puoi richiedere la riduzione contributiva del 35% sui contributi totali.
Come richiederla:
- Accedi al Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti sul sito INPS
- Seleziona “Domande telematizzate”
- Compila e invia la richiesta di riduzione contributiva
Scadenze:
- 28 febbraio di ogni anno per chi ha già la partita IVA (nel 2026 slitta al 2 marzo)
- 30 giorni dall’apertura per nuove iscrizioni durante l’anno
- Rinnovo automatico negli anni successivi (secondo Circolare INPS n. 22/2017)
Importante sapere:
- La domanda si presenta una sola volta: se revocata, non puoi più richiederla
- La riduzione vale sia sui contributi fissi che su quelli variabili
- Non è cumulabile con altre agevolazioni (riduzione 50% pensionati over 65 o riduzione 50% nuovi iscritti 2025)
- Comporta una riduzione proporzionale della pensione futura
- Se versando il 35% in meno non raggiungi il minimale ordinario (€4.460 artigiani, €4.550 commercianti), ti verranno accreditate solo 33,8 settimane invece di 52
Quanto pago di tasse con €30.000 di fatturato?
Esempio per professionista (coefficiente 78%):
- Reddito imponibile: €23.400
- Contributi INPS (26,07%): €6.100
- Base imponibile: €17.300
- Imposta sostitutiva (15%): €2.595
- Totale imposte + contributi: circa €8.695 (29% del fatturato lordo)
Posso lavorare come dipendente e avere la partita IVA forfettaria?
Sì, puoi avere contemporaneamente un lavoro dipendente e una partita IVA forfettaria, purché il reddito da lavoro dipendente non superi €35.000 annui (limite valido per 2025-2026).
Cosa succede se supero gli €85.000 di ricavi?
Se superi €85.000 ma resti sotto €100.000: continui in regime forfettario per tutto l’anno e passi al regime ordinario dall’anno successivo. Se superi €100.000: uscita immediata dal forfettario e applicazione dell’IVA sulle operazioni che determinano il superamento.
Il regime forfettario ha una scadenza?
No, il regime forfettario non ha limiti temporali legati agli anni di attività o all’età. Puoi mantenerlo finché rispetti i requisiti previsti dalla legge.
Devo pagare l’IRAP in regime forfettario?
No, il regime forfettario è esente da IRAP. Paghi solo l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per startup) più i contributi INPS.
Posso detrarre le spese nel regime forfettario?
No, nel regime forfettario non si detraggono le spese effettive. Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività forfettario ai ricavi/compensi. Questo coefficiente riconosce automaticamente una percentuale di costi.
Quando devo iscrivermi all’INPS?
L’iscrizione all’INPS deve avvenire contestualmente all’apertura della partita IVA. Per i liberi professionisti, l’iscrizione alla Gestione Separata avviene tramite il portale INPS. Per artigiani e commercianti, l’iscrizione è parte della ComUnica.
Posso emettere fatture all’estero in regime forfettario?
Sì, puoi emettere fatture a clienti UE ed extra-UE, ma ci sono regole specifiche:
Servizi a soggetti passivi IVA UE:
- Devi iscriverti al VIES
- Emetti fattura senza IVA con dicitura “Operazione non soggetta ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72” e “Inversione contabile – reverse charge”
- Il cliente applicherà il reverse charge nel suo Paese
- Obbligo Intrastat se superi €100.000 in uno dei quattro trimestri precedenti
Servizi a privati UE o soggetti extra-UE:
- Fattura senza IVA con dicitura “Operazione non soggetta ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72”
- Nessun obbligo VIES o Intrastat
Vendita di beni a clienti UE:
- Non costituisce cessione intracomunitaria (art. 41, c. 2-bis, DL 331/93)
- Fattura senza IVA, nessun obbligo Intrastat
Importante: Marca da bollo di €2,00 obbligatoria se la fattura supera €77,47.
Cosa succede se acquisto servizi dall’estero in regime forfettario?
Se acquisti servizi da fornitori UE o extra-UE, devi applicare il reverse charge e versare l’IVA in Italia:
Servizi da fornitori UE:
- Ricevi fattura senza IVA con dicitura “reverse charge”
- Integri la fattura con IVA italiana (codice documento TD17)
- Versi l’IVA al 22% tramite F24 (codice tributo 6099)
- Scadenza: entro il 16 del mese successivo
- Obbligo Intrastat se superi €100.000 in uno dei quattro trimestri precedenti
Servizi da fornitori extra-UE:
- Emetti autofattura elettronica (TD17)
- Versi IVA al 22% tramite F24
Acquisto beni da UE:
- Sotto €10.000/anno: paghi IVA estera, nessun adempimento
- Oltre €10.000/anno: integrazione fattura con reverse charge e versamento IVA
Attenzione: L’IVA versata non è detraibile per i forfettari, rappresenta quindi un costo reale dell’operazione.
Eccezione: Le commissioni bancarie estere (PayPal, Stripe, SumUp, ecc.) sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 1, DPR 633/72.
Quanto costa chiudere una partita IVA forfettaria?
La chiusura della partita IVA è gratuita se fatta autonomamente. Basta presentare il modello di cessazione attività all’Agenzia delle Entrate. Se ti affidi a un commercialista, il costo è generalmente di €50-150.
Devo presentare la dichiarazione IVA in regime forfettario?
No, chi è in regime forfettario non presenta la dichiarazione IVA perché non applica l’IVA. Devi solo presentare la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) con il quadro LM dedicato al forfettario.
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Conclusioni: Vale la Pena Aprire una Partita IVA Forfettaria?
Aprire una partita IVA forfettaria comporta costi contenuti e gestibili, soprattutto se confrontati con il regime ordinario. Le spese principali riguardano i contributi previdenziali obbligatori e l’imposta sostitutiva, mentre i costi di apertura e gestione amministrativa sono minimi.
Punti chiave da ricordare:
✅ Apertura gratuita presso l’Agenzia delle Entrate
✅ Tassazione agevolata al 15% (o 5% per startup)
✅ Semplificazioni amministrative significative
✅ Contributi previdenziali riducibili del 35% per artigiani/commercianti
✅ Gestione autonoma possibile con strumenti gratuiti
Attenzione a:
⚠️ Contributi INPS fissi per artigiani/commercianti (anche senza reddito)
⚠️ Impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti
⚠️ Limiti di fatturato e requisiti da rispettare
⚠️ Coefficienti forfettari che potrebbero non rispecchiare i costi reali
Il regime forfettario rimane la scelta ideale per chi inizia una nuova attività con costi contenuti e fatturato entro gli €85.000, offrendo un perfetto equilibrio tra semplicità gestionale e risparmio fiscale.
Fonti ufficiali: