Italia Introduce Un Contributo Amministrativo Di 2 Su I Pacchi Extra UE Dal 2026
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A partire dal 1° gennaio 2026, l’Italia applicherà un contributo amministrativo fisso di €2 su tutti i pacchi importati da fuori l’Unione Europea con un valore dichiarato di €150 o inferiore. Questa nuova misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2026, riguarda il boom degli acquisti online low-cost da piattaforme come Shein, Temu, AliExpress e venditori non UE su Amazon.
Il contributo serve a coprire i costi amministrativi per l’elaborazione doganale del volume massiccio di piccoli pacchi in ingresso. È separato dall’IVA e da eventuali dazi doganali – anche se gli importi low-value sono già soggetti all’IVA italiana dal 2021 con la riforma UE sull’e-commerce.
Nota importante sulle misure UE: Oltre al contributo nazionale italiano di €2, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato un dazio doganale fisso separato di €3 sui piccoli pacchi sotto €150 in ingresso nell’UE, con efficacia dal 1° luglio 2026. Si tratta di misure distinte: il contributo italiano è nazionale per la gestione importazioni, mentre il dazio UE è una tariffa doganale più ampia applicata in tutti gli Stati membri.
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Chi Paga i €2?
Il contributo è a carico del destinatario (l’acquirente o l’azienda in Italia che riceve il pacco), non del venditore estero.
- I corrieri (Poste Italiane, DHL, UPS, FedEx, ecc.) lo riscuoteranno alla consegna o tramite link di pagamento anticipato.
- Se registrati con l’Import One-Stop Shop (IOSS) UE, alcune piattaforme potrebbero aggiungerlo al checkout.
- Rifiuto del pagamento → pacco restituito al mittente.
Quali Pacchi Sono Interessati?
- Tutti gli importi extra-UE ≤ €150 (la stragrande maggioranza degli ordini online piccoli).
- Esenzioni:
- Pacchi superiori a €150 (soggetti a dazi doganali e IVA standard).
- Regali autentici tra privati fino a €45.
- Documenti o corrispondenza.
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Perché È Stato Introdotto Questo Contributo?
L’Italia ha registrato un’esplosione di importazioni low-value, soprattutto fast-fashion e beni di consumo dalla Cina. Il governo sostiene che il contributo recuperi i costi di elaborazione e aiuti a riequilibrare la concorrenza per i rivenditori europei contro venditori extra-UE ultra-economici.
Ricavo stimato: circa €122 milioni nel 2026.
Si tratta di una misura nazionale italiana, distinta dal futuro dazio UE.
Impatto su Consumatori e Aziende
- Consumatori: Costi più alti sugli acquisti online low-cost – aspettati +€2 sulla maggior parte degli ordini piccoli extra-UE.
- Aziende: Le imprese italiane che importano campioni, componenti o merci low-value ≤€150 pagheranno il contributo per pacco.
- Nessuna esenzione B2B – vale per destinatari privati e aziendali.
Domande Frequenti
Il contributo di €2 è uguale all’IVA?
No. È un contributo amministrativo separato per coprire i costi di elaborazione doganale. L’IVA (solitamente 22%) è già applicata a tutti gli importi extra-UE indipendentemente dal valore dal 2021.
Chi riscuote i €2?
Il corriere che consegna il pacco (es. Poste Italiane, DHL, UPS) lo incassa dal destinatario, alla consegna o tramite link di pagamento.
Posso evitare il contributo di €2?
Solo se il valore del pacco supera €150 (allora dazi/IVA standard) o se è un regalo privato autentico ≤€45. Acquistare da venditori UE lo evita completamente.
Piattaforme come Shein o Temu lo aggiungeranno al checkout?
Possibilmente, se registrate con IOSS. Altrimenti, il corriere lo fattura all’arrivo.
Vale per gli importi aziendali?
Sì – qualsiasi destinatario italiano (privato o azienda) paga €2 per pacco qualificante.
Cosa succede se rifiuto di pagare?
Il pacco viene restituito al mittente. Perdi l’articolo e eventuali costi di spedizione originali.
Il contributo è a livello UE?
No, è una misura nazionale italiana. L’UE introdurrà un dazio doganale separato di €3 dal 1° luglio 2026.
Dove trovo dettagli ufficiali?
Controlla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (dogane.gov.it) o aggiornamenti del tuo corriere a partire da gennaio 2026.
Conclusioni
Il nuovo contributo italiano di €2 sui pacchi low-value extra-UE aggiunge un costo piccolo ma percepibile agli acquisti online transfrontalieri dal 2026. In combinazione con il futuro dazio UE di €3 da metà 2026, segnala controlli più stretti sugli importi piccoli. Pur mirato a coprire oneri amministrativi e sostenere i rivenditori locali, impatterà principalmente consumatori attenti al budget e aziende dipendenti da importazioni economiche.
Per i migliori affari, considera di spostare gli acquisti verso venditori UE dove possibile. Rimani informato tramite canali doganali ufficiali, poiché i dettagli di attuazione potrebbero evolversi.
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Fonti
- The Local Italy: “What to know about Italy’s new €2 fee on non-EU packages” (30 dicembre 2025) – https://www.thelocal.it/20251230/what-to-know-about-italys-new-e2-fee-on-non-eu-packages
- Euronews: Copertura sull’accordo del Consiglio UE per dazio €3 su piccoli pacchi (report 2025) – https://www.euronews.com/my-europe/2025/12/eu-agrees-3-euro-customs-duty-on-low-value-non-eu-parcels-from-2026
- Il Sole 24 Ore & riferimenti Legge di Bilancio 2026 (contributo amministrativo su importazioni low-value)
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (autorità doganale ufficiale – linee guida attese) – https://www.adm.gov.it/