Concordato Preventivo Biennale 2026–2027: Cosa Sapere per 2,7 Milioni di Partite IVA

Concordato Preventivo Biennale 2026–2027: Cosa Sapere per 2,7 Milioni di Partite IVA

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⚠️ Nota redazionale: Le procedure operative, le date esatte e le istruzioni ufficiali per il ciclo 2026–2027 non sono ancora state pubblicate dall’Agenzia delle Entrate alla data di questo articolo (febbraio 2026). Le informazioni riportate si basano sul quadro normativo vigente e sulle regole applicate nei cicli precedenti. Aggiornamenti saranno disponibili sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate non appena emanati i relativi provvedimenti.

Cos’è il Concordato Preventivo Biennale

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è uno strumento fiscale permanente introdotto dal D.Lgs. n. 13 del 12 febbraio 2024 e aggiornato dal D.Lgs. n. 81 del 12 giugno 2025 (cosiddetto “Decreto Correttivo”). Con questo istituto, l’Agenzia delle Entrate propone al contribuente titolare di partita IVA una base imponibile prestabilita — calcolata sulla base degli ISA, delle dichiarazioni fiscali precedenti e delle banche dati dell’Amministrazione — su cui calcolare le imposte sui redditi (IRPEF o IRES) e l’IRAP per i due anni successivi.

Come funziona in pratica: se aderisci, paghi le imposte dirette e l’IRAP sul reddito concordato, non su quello effettivamente realizzato. Se guadagni di più, l’eccedenza non rileva ai fini di tali imposte. Se guadagni di meno, in linea generale paghi comunque sul reddito concordato.

Un punto fondamentale: l’IVA non è interessata dal CPB e rimane dovuta sulle operazioni effettive, qualunque cosa accada.

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La platea potenziale del 2026–2027: chi è coinvolto

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore (10 febbraio 2026), la platea di contribuenti potenzialmente eleggibili al prossimo ciclo 2026–2027 è composta da:

  • circa 460.000 partite IVA che avevano già aderito al CPB 2024–2025 e che potranno accedere al nuovo biennio tramite rinnovo;
  • circa 2,2 milioni di soggetti ISA che non hanno mai aderito al concordato e per i quali si apre una nuova opportunità di accesso.

La somma porta a quasi 2,7 milioni di potenziali destinatari. È importante precisare che si tratta della platea teoricamente idonea: i dati storici sui cicli precedenti mostrano tassi di adesione effettiva molto più contenuti. Per il primo ciclo 2024–2025 si stima un’adesione di circa 585.000 contribuenti (circa il 22% della platea potenziale, secondo fonti stampa). Per il ciclo 2025–2026, le adesioni sarebbero scese drasticamente a circa 55.000 (stima da fonti stampa), in larga parte a causa dell’esclusione dei contribuenti forfettari, che nel 2024 erano stati ammessi in via sperimentale.

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I benefici per chi aderisce (con le dovute precisazioni)

L’adesione al CPB garantisce vantaggi concreti, ma è necessario presentarli con accuratezza:

1. Riduzione del rischio di accertamenti su base presuntiva Chi aderisce è escluso dagli accertamenti tributari fondati su presunzioni semplici e da quelli di tipo sintetico (accertamento sintetico, redditometro) per i periodi d’imposta oggetto di concordato. Questo non significa esonero totale da qualsiasi controllo fiscale: gli accertamenti restano possibili in caso di dati comunicati in modo inesatto, irregolarità gravi, o se sussistono cause di decadenza dal concordato. Lo stabilisce espressamente la normativa (art. 22 D.Lgs. 13/2024).

2. Certezza fiscale per due anni Il contribuente conosce in anticipo il carico fiscale. Chi prevede di crescere o di avere un biennio redditizio trova in questo la principale convenienza economica dello strumento.

3. Imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato Sull’eventuale eccedenza tra reddito concordato e reddito dell’anno precedente si applica un’imposta sostitutiva agevolata: 10%, 12% o 15% a seconda del punteggio ISA (più alto è il punteggio, minore è l’aliquota), fino a un massimo di 85.000 euro di maggior reddito. Per la quota eccedente gli 85.000 euro si applicano le aliquote ordinarie (43% per i soggetti IRPEF, 24% per i soggetti IRES).

4. Benefici premiali aggiuntivi Chi aderisce al CPB beneficia anche di:

  • esonero dal visto di conformità fino a 70.000 euro per l’IVA e fino a 50.000 euro per IRPEF e IRAP;
  • esclusione da accertamenti derivanti da studi di settore e presunzioni semplici;
  • anticipazione di un anno dei termini di decadenza per l’accertamento (in favore del contribuente, con graduazione in funzione del punteggio ISA).

5. Miglioramento del punteggio ISA L’adesione può consentire di aumentare il proprio punteggio di affidabilità fiscale. Nel primo ciclo, circa 160.000 contribuenti ISA con punteggio inizialmente inferiore a 8 sono passati in area di buona affidabilità fiscale grazie all’accordo.

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Chi può aderire e chi è escluso

Possono aderire al CPB i titolari di partita IVA soggetti agli ISA che svolgono in via prevalente attività nei settori dell’agricoltura, industria, commercio, servizi e libere professioni, nei limiti del massimale di 5.164.569 euro di ricavi o compensi annui.

Cause di esclusione (art. 11 D.Lgs. 13/2024, aggiornato dal D.Lgs. 81/2025):

  • Debiti tributari o contributivi superiori a 5.000 euro definitivamente accertati e non estinti prima dell’adesione (sono esclusi i debiti sospesi o in regolare rateazione);
  • Condanne irrevocabili superiori a due anni per reati tributari (D.Lgs. 74/2000) nei tre periodi d’imposta precedenti; la sentenza deve essere passata in giudicato;
  • Mancata presentazione della dichiarazione dei redditi per almeno uno dei tre periodi d’imposta precedenti;
  • Redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile superiori al 40% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo nell’anno precedente;
  • Soggetti in regime forfettario (non compatibile con il CPB dall’esercizio 2025 in poi);
  • Partecipazioni incrociate non allineate tra professionista individuale e associazione/società tra professionisti (causa introdotta dal D.Lgs. 81/2025, valida per adesioni successive al 13 giugno 2025).

Quando si decade dal concordato

La decadenza fa perdere retroattivamente i benefici per entrambi gli anni del biennio. Le principali cause (art. 22 D.Lgs. 13/2024):

  • Dichiarazione di dati non corrispondenti a quelli comunicati per la proposta;
  • Omesso versamento di somme da avviso bonario entro 60 giorni dalla notifica (termine introdotto dal D.Lgs. 81/2025);
  • Integrazione o modifica della dichiarazione dei redditi che comporta una quantificazione diversa dei redditi rispetto a quelli concordati;
  • Violazioni che integrano reati tributari (D.Lgs. 74/2000) per i periodi in concordato.

Quando invece cessa (senza decadenza retroattiva): se si verifica un evento straordinario che causa una riduzione del reddito superiore al 30% rispetto a quello concordato — come cessazione dell’attività, calamità naturali, o sospensione prolungata (≥ 30 giorni) — l’accordo cessa di produrre effetti per l’anno in cui si verifica l’evento, senza penalizzare l’anno precedente.

Il problema irrisolto: iper-ammortamento e CPB

Un ostacolo tecnico rilevante riguarda il rapporto tra il CPB e il nuovo iper-ammortamento (maxi-deduzione per investimenti in beni strumentali). Chi aderisce al concordato non può applicare questa agevolazione al reddito concordato. Si tratta di un problema analogo a quello già verificatosi con la super-deduzione per le nuove assunzioni, poi risolto con il D.Lgs. 81/2025. Una soluzione per l’iper-ammortamento non è ancora definita e rischia di scoraggiare le imprese che intendono investire nel biennio. Questo punto richiede attenzione dei contribuenti e dei loro consulenti fiscali nella valutazione di convenienza dell’adesione.

Come si aderisce e scadenze (basate sul quadro normativo vigente)

Il processo di adesione si articola ogni anno come segue:

  • Entro il 15 aprile: l’Agenzia delle Entrate rende disponibile il software per il calcolo della proposta (“Il tuo ISA CPB”);
  • Il contribuente calcola la proposta, la valuta con il proprio consulente e decide se accettarla;
  • Entro il 30 settembre (termine ordinario): trasmissione dell’adesione, tramite il software, in abbinamento alla dichiarazione dei redditi o in via autonoma con il solo frontespizio.

Per il ciclo 2026–2027, le date specifiche e il provvedimento di approvazione del software sono attesi nel corso del 2026 e saranno pubblicati sul portale ufficiale.

FaseTermine indicativo (da confermare)
Software e proposta disponibiliAprile/Maggio 2026
Scadenza adesione CPB 2026–202730 settembre 2026

Il contesto: la riforma Leo

Il CPB è uno dei due pilastri della cosiddetta riforma Leo (dal viceministro all’Economia Maurizio Leo). L’altro strumento è la compliance cooperativa, ora estesa anche alle PMI con ricavi fino a 500 milioni di euro. L’obiettivo della riforma è spostare il fulcro del controllo fiscale: concentrare le risorse dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza sui contribuenti non cooperativi, riducendo la pressione verificativa su chi sceglie la strada della trasparenza e della predeterminazione del carico tributario.

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FAQ – Domande frequenti

1. Chi sono i soggetti ISA? Sono i titolari di partita IVA — artigiani, commercianti, imprenditori, liberi professionisti — per le cui categorie economiche è stato approvato un Indice Sintetico di Affidabilità fiscale. Non rientrano i forfettari (dall’esercizio 2025) né chi supera 5.164.569 euro di ricavi annui.

2. Il CPB mi protegge completamente dai controlli fiscali? No. L’adesione al CPB riduce il rischio di specifici accertamenti (in particolare quelli basati su presunzioni semplici e accertamenti sintetici) e garantisce certezza della base imponibile per due anni. Restano però possibili i controlli in caso di dati comunicati in modo errato o incompleto, di condotte fraudolente, o al verificarsi di cause di decadenza previste dall’art. 22 D.Lgs. 13/2024.

3. Cosa succede se guadagno meno del reddito concordato? In via generale, le imposte si calcolano sul reddito concordato anche se quello effettivo è inferiore. Fanno eccezione le cause di cessazione straordinaria (es. riduzione del reddito superiore al 30% per eventi eccezionali), che liberano dal vincolo per l’anno in cui si verificano. È fondamentale valutare questo rischio con il proprio commercialista prima di aderire.

4. L’IVA rientra nel concordato? No. Il CPB riguarda esclusivamente le imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e l’IRAP. L’IVA resta dovuta normalmente in base alle operazioni effettivamente svolte.

5. Ho un debito fiscale: posso comunque aderire? Dipende. Se hai debiti tributari o contributivi superiori a 5.000 euro definitivamente accertati e non estinti, sei escluso. Se invece il debito è inferiore a tale soglia, è sospeso per via di un ricorso, oppure è già in regolare rateazione, non costituisce causa di esclusione (Circolare n. 9/E/2025, § 2.1).

6. Posso aderire se non ho aderito nel biennio precedente? Sì. Chi non ha aderito al CPB 2024–2025 ha potuto aderire al ciclo 2025–2026, e chi non ha aderito in nessun ciclo precedente potrà aderire al nuovo biennio 2026–2027 (in presenza di tutti i requisiti di accesso). La mancata adesione nei cicli precedenti non costituisce causa di esclusione.

7. Entro quando devo decidere per il 2026–2027? Sulla base delle regole vigenti, la scadenza è attesa al 30 settembre 2026. Le date ufficiali e il software saranno resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate presumibilmente entro aprile/maggio 2026. Si raccomanda di monitorare il portale ufficiale agenziaentrate.gov.it per gli aggiornamenti.

Articolo redatto sulla base di fonti verificate: Il Sole 24 Ore (10 febbraio 2026), Agenzia delle Entrate (Circolare n. 9/E/2025, FAQ ufficiali), Ministero dell’Economia e delle Finanze, D.Lgs. n. 13/2024, D.Lgs. n. 81/2025. Le informazioni operative relative al ciclo 2026–2027 sono soggette ad aggiornamento in attesa dei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

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