Partita IVA come Truccatore: Guida a Codici ATECO, Tasse e Adempimenti
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Se sei un make-up artist o stai pensando di avviare la tua attività nel settore del trucco professionale, aprire la Partita IVA come truccatore è il primo passo concreto verso l’indipendenza professionale. Ma tra codici ATECO, regimi fiscali, contributi INPS e adempimenti burocratici, è facile perdersi. Questa guida ti accompagna passo dopo passo, con informazioni aggiornate e verificate da fonti ufficiali, per aiutarti a muoverti con sicurezza nel panorama fiscale italiano.
1. Cos’è la Partita IVA come Truccatore e chi deve aprirla {#cose}
La Partita IVA come truccatore è il codice identificativo fiscale che consente a un make-up artist di esercitare la propria attività in modo autonomo e continuativo sul territorio italiano. Non si tratta semplicemente di un numero: è la chiave di accesso a un sistema fiscale, previdenziale e amministrativo che ogni professionista indipendente deve conoscere a fondo.
Ma quando scatta l’obbligo di aprire la Partita IVA come truccatore? La risposta si trova nell’art. 5 del DPR 633/1972: chiunque eserciti un’arte o una professione in modo abituale, anche se non esclusivo, è tenuto ad aprire una posizione IVA. Questo significa che non è necessario che il trucco professionale sia la tua unica fonte di reddito, ma che lo svolgi con regolarità.
Se invece ti limiti a qualche collaborazione sporadica, potresti rientrare nel regime della prestazione occasionale, che però ha un limite massimo di 5.000 euro lordi annui per committente, oltre il quale l’apertura della Partita IVA diventa obbligatoria.
In sintesi: se lavori come truccatore o make-up artist in modo regolare — che tu vada a domicilio, lavori in studio, collabori con agenzie, fotografi o produzioni — hai bisogno della Partita IVA come truccatore.
2. Truccatore Artistico vs Truccatore Artigiano: le differenze {#differenze}
Prima ancora di scegliere il codice ATECO, è fondamentale capire in quale categoria rientri. La distinzione non è solo formale: cambia radicalmente il regime contributivo, gli adempimenti burocratici e persino le qualifiche richieste.
Truccatore come Libero Professionista
Il truccatore libero professionista è il make-up artist freelance che svolge la propria attività in modo autonomo, senza una struttura fissa, recandosi presso i clienti o lavorando in diversi contesti (set fotografici, eventi, matrimoni, sfilate). In questo caso:
- Non è necessaria la qualifica di estetista
- L’iscrizione alla Camera di Commercio non è obbligatoria
- I contributi previdenziali vengono versati alla Gestione Separata INPS (o, in certi casi, alla Gestione ex ENPALS)
- L’apertura della Partita IVA avviene tramite il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate
Truccatore come Artigiano
Il truccatore artigiano è colui che opera principalmente all’interno di uno studio, un centro estetico o un salone di bellezza, spesso con una clientela fissa. In questo caso:
- È richiesta la qualifica di estetista (regolamentata dalla Legge 1/1990) se si eseguono trattamenti che rientrano nella sfera estetica regolamentata
- È obbligatoria l’iscrizione alla Camera di Commercio e al Registro delle Imprese
- I contributi previdenziali vengono versati alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS
- L’apertura avviene tramite la procedura ComUnica
| Caratteristica | Libero Professionista | Artigiano |
| Qualifica estetista | Non richiesta | Richiesta (se servizi estetici) |
| Camera di Commercio | Non obbligatoria | Obbligatoria |
| Contributi INPS | Gestione Separata | Gestione Artigiani/Commercianti |
| Procedura apertura | Modello AA9/12 | ComUnica |
| Costo apertura | Gratuito | ~300 € |
| Studio fisso | Non necessario | Tipicamente presente |
3. Codici ATECO per Truccatori: guida aggiornata {#codici-ateco}
Il codice ATECO è uno dei primi elementi da scegliere quando si apre la Partita IVA come truccatore. Determina non solo l’inquadramento fiscale, ma anche il coefficiente di redditività nel regime forfettario, la gestione previdenziale e, in certi casi, le autorizzazioni amministrative necessarie.
Dal 1° aprile 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, aggiornata da ISTAT. I truccatori che avevano il vecchio codice 96.09.09 dovranno adeguarsi ai nuovi codici, ma l’aggiornamento viene effettuato d’ufficio dalle Camere di Commercio senza oneri per i contribuenti.
Tabella dei Codici ATECO per Truccatori (2025)
| Codice ATECO | Descrizione | Profilo | Gestione INPS | Coeff. Redditività |
| 96.22.09 | Altri servizi di cura della bellezza n.c.a. | Artigiano/MUA generale | Gestione Artigiani | 67% |
| 96.99.94 | Servizi di consulenza di immagine | Libero Professionista | Gestione Separata | 67% |
| 90.39.09 | Supporto alle arti performative n.c.a. | Professionista artistico | Gestione ex ENPALS | 67% |
| 96.02.02 | Servizi degli istituti di bellezza | Artigiano (con qualifica) | Gestione Artigiani | 67% |
Quale codice scegliere?
- 96.22.09 → Il più adatto a chi svolge attività di trucco come servizio principale senza qualifica di estetista, in contesti non artistici (matrimoni, eventi, spose, foto).
- 96.99.94 → Introdotto dal 1° gennaio 2025, pensato per chi offre principalmente consulenza di immagine (look, abbigliamento, trucco, acconciatura). Classificato come professionista.
- 90.39.09 → Ideale per chi lavora nel mondo dello spettacolo, cinema, televisione, moda come truccatore artistico. Prevede la gestione ex ENPALS.
- 96.02.02 → Per chi opera all’interno di istituti di bellezza e possiede la qualifica di estetista.
Attenzione: È possibile avere più codici ATECO sulla stessa Partita IVA, per coprire attività diverse. Tuttavia, nel regime forfettario si considera la somma di tutti i ricavi ai fini del limite degli 85.000 euro annui.
4. Come aprire la Partita IVA come Truccatore {#come-aprire}
Aprire la Partita IVA come truccatore è un processo relativamente semplice se si è liberi professionisti. Ecco i passaggi da seguire.
Step 1: Scegli il codice ATECO
Come visto in precedenza, il codice ATECO determina tutto il resto. Prenditi il tempo necessario per capire quale attività svolgerai prevalentemente e consulta un commercialista se hai dubbi.
Step 2: Compila il Modello AA9/12
Per i liberi professionisti, l’apertura della Partita IVA avviene presentando all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. Puoi farlo:
- Online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS)
- Via PEC a qualunque Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate
- Allo sportello presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate
- Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF)
Il modello va presentato entro 30 giorni dall’inizio dell’attività ed è completamente gratuito per i liberi professionisti.
Step 3: Scegli il regime fiscale
Al momento dell’apertura, devi indicare il regime fiscale che intendi adottare (forfettario o ordinario). Per i nuovi professionisti con ricavi attesi inferiori a 85.000 euro, il regime forfettario è nella maggior parte dei casi la scelta più conveniente.
Step 4: Iscriviti all’INPS
- Se scegli il codice da libero professionista (96.99.94 o 96.22.09 come professionista): iscriviti alla Gestione Separata INPS
- Se scegli il codice da artigiano (96.02.02): iscriviti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS
- Se scegli 90.39.09: iscriviti alla Gestione ex ENPALS (ora confluita nell’INPS)
Step 5: Adempimenti aggiuntivi (se artigiano)
Se hai scelto un codice da artigiano, dovrai anche:
- Iscriverti al Registro delle Imprese tramite ComUnica (costo ~300 €)
- Presentare eventuale SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune se apri un locale aperto al pubblico
Per approfondire tutti i passi per aprire la Partita IVA, consulta la nostra guida completa su apertura Partita IVA – requisiti essenziali e primi passi.
5. Quale regime fiscale scegliere {#regime-fiscale}
Una delle decisioni più importanti per chi apre la Partita IVA come truccatore è la scelta del regime fiscale. In Italia, le opzioni principali per un make-up artist sono due: il regime forfettario e il regime ordinario.
Regime Forfettario
Il regime forfettario è il regime agevolato per eccellenza per i piccoli professionisti. Prevede:
- Limite di ricavi: 85.000 euro annui
- Imposta sostitutiva: 15% (oppure 5% per i primi 5 anni di nuova attività, se si rispettano i requisiti)
- Coefficiente di redditività: 67% (per tutti i codici ATECO rilevanti per i truccatori)
- Esonero dall’IVA: non si addebita IVA in fattura
- Esonero dalla contabilità ordinaria
- Riduzione contributi INPS: possibilità di richiedere la riduzione del 35% per i professionisti in Gestione Separata
Il regime forfettario è conveniente quando i costi reali dell’attività sono inferiori al 33% forfettario riconosciuto. Per un truccatore freelance che lavora principalmente con manodopera e prodotti, questa soglia è spesso realistica.
Requisiti di accesso al regime forfettario:
- Ricavi/compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro
- Spese per lavoro dipendente/collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi
- Non essere socio di società di persone o associazioni professionali che svolgono attività simile
- Non aver conseguito redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro nell’anno precedente (salvo che il rapporto sia cessato)
Regime Ordinario
Con il regime ordinario, il truccatore paga l’IRPEF sulle aliquote progressive:
| Scaglione di reddito | Aliquota IRPEF |
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.001 a 50.000 € | 35% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
A questi si aggiungono le addizionali regionali e comunali, l’IRAP (se ricorrono i presupposti) e i contributi INPS. Il vantaggio principale è la possibilità di dedurre le spese reali (prodotti di trucco, pennelli, spostamenti, formazione, etc.).
Quale scegliere?
Per la maggior parte dei truccatori che iniziano la propria attività, il regime forfettario è la scelta più conveniente. La semplicità amministrativa, l’imposta ridotta e l’esonero dall’IVA rappresentano vantaggi concreti, soprattutto nella fase di avvio. Il regime ordinario diventa interessante solo quando le spese reali superano significativamente il 33% forfettario.
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6. Tasse e aliquote: quanto si paga davvero {#tasse}
Vediamo nel dettaglio quanto paga di tasse un truccatore con Partita IVA, considerando entrambi i regimi.
Nel Regime Forfettario
Il calcolo è semplice:
- Fatturato annuo × 67% (coefficiente di redditività) = Reddito imponibile lordo
- Reddito imponibile lordo − Contributi INPS versati = Base imponibile
- Base imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva da pagare
Esempio pratico
Un truccatore freelance con 30.000 euro di fatturato annuo in regime forfettario (dal sesto anno, aliquota 15%):
| Voce | Importo |
| Fatturato annuo | 30.000 € |
| Reddito imponibile (× 67%) | 20.100 € |
| Contributi INPS (stima Gestione Separata ~26%) | 5.226 € |
| Base imponibile (20.100 − 5.226) | 14.874 € |
| Imposta sostitutiva (× 15%) | 2.231 € |
| Totale tasse + contributi | ~7.457 € |
| Netto stimato | ~22.543 € |
Nei primi 5 anni, con aliquota al 5%, l’imposta sostitutiva scende a circa 743 €, riducendo notevolmente il carico fiscale complessivo.
7. Contributi INPS per Truccatori {#contributi-inps}
I contributi previdenziali rappresentano spesso la voce di costo più significativa per un truccatore con Partita IVA. Varia in base al codice ATECO scelto e alla gestione previdenziale di riferimento.
Gestione Separata INPS (per liberi professionisti)
I truccatori iscritti come liberi professionisti versano contributi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota per i soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale è pari al 26,07% del reddito imponibile (dato aggiornato, verificare sempre sul sito INPS ufficiale).
Nel regime forfettario, la base di calcolo è il reddito forfettario (fatturato × 67%), prima della deduzione dei contributi stessi (che vengono poi dedotti in sede di dichiarazione).
Gestione Artigiani e Commercianti INPS (per artigiani)
I truccatori artigiani versano contributi fissi minimi indipendentemente dal reddito, più una quota variabile per i redditi superiori al minimale:
- Contributi minimi fissi (reddito fino al minimale): circa 4.427 € annui (importo indicativo, da verificare sul sito INPS per l’anno corrente)
- Per i redditi superiori al minimale si aggiunge una quota percentuale
Gestione ex ENPALS (per truccatori artistici, codice 90.39.09)
I truccatori artistici iscritti al codice 90.39.09 versano contributi alla Gestione ex ENPALS, oggi confluita nell’INPS, con regole specifiche legate all’attività artistica e dello spettacolo.
Riduzione del 35% dei contributi INPS
I professionisti in Gestione Separata che adottano il regime forfettario possono richiedere all’INPS la riduzione del 35% dei contributi dovuti. Questa agevolazione va richiesta espressamente e riduce in modo significativo il peso previdenziale.
| Gestione INPS | Aliquota indicativa | Riduzione forfettari |
| Gestione Separata | ~26,07% sul reddito | Sì (−35% su richiesta) |
| Gestione Artigiani | Fissi + % variabile | Sì (−35% su richiesta) |
| Gestione ex ENPALS | Variabile | Verificare INPS |
Per conoscere tutti i dettagli sul calcolo INPS per la Partita IVA, leggi la nostra guida completa al calcolo INPS per partita IVA.
8. Fatturazione elettronica per Truccatori con Partita IVA {#fatturazione}
Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica si è esteso anche ai titolari di Partita IVA in regime forfettario che nell’anno precedente abbiano superato i 25.000 euro di ricavi. Dal 1° gennaio 2025, l’obbligo vale per tutti i forfettari, indipendentemente dal fatturato.
Questo significa che anche il truccatore con Partita IVA in regime forfettario deve emettere fatture in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa deve contenere una fattura di un truccatore
- Numero e data
- Dati del truccatore (nome/denominazione, indirizzo, Partita IVA)
- Dati del cliente (nome, codice fiscale o Partita IVA, codice destinatario per fatture B2B)
- Descrizione della prestazione
- Importo del compenso
- Nel regime forfettario: la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – Regime forfetario” e l’indicazione che non si applica l’IVA
- Nel regime ordinario: importo imponibile, aliquota IVA (22%), importo IVA
- Eventuale ritenuta d’acconto (20%) se il cliente è un’azienda o un professionista
Ritenuta d’acconto
Se il truccatore lavora in regime ordinario e il cliente è un soggetto che opera in qualità di sostituto d’imposta (aziende, professionisti con dipendenti), deve applicare in fattura la ritenuta d’acconto del 20%, che il cliente versa direttamente all’Erario per conto del professionista.
9. Adempimenti amministrativi aggiuntivi {#adempimenti}
Aprire la Partita IVA come truccatore non si esaurisce nella sola apertura del codice fiscale IVA. A seconda della modalità di svolgimento dell’attività, potrebbero essere necessari ulteriori adempimenti.
SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
Se il truccatore intende aprire un locale aperto al pubblico (studio, atelier, centro estetico), è necessario presentare la SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune di riferimento. Non è invece richiesta per chi lavora esclusivamente a domicilio o in contesti esterni.
Iscrizione alla Camera di Commercio
Obbligatoria solo per chi si inquadra come artigiano (codici 96.02.02 o 96.22.09 con iscrizione artigianale). Il costo della pratica tramite ComUnica è di circa 300 euro.
PEC (Posta Elettronica Certificata)
Non è obbligatoria per i liberi professionisti in regime forfettario, ma è fortemente consigliata per comunicare con la pubblica amministrazione. È invece obbligatoria per le ditte individuali iscritte al Registro delle Imprese.
Assicurazione RC Professionale
Sebbene non obbligatoria per legge per i truccatori (a differenza di alcune altre professioni), una polizza di responsabilità civile professionale è sempre consigliata per tutelarsi da eventuali danni involontari causati ai clienti durante le prestazioni.
10. Esempio pratico di calcolo tasse per truccatore {#esempio}
Mettiamo tutto insieme con un esempio concreto per capire quanto guadagna netto un truccatore con Partita IVA in regime forfettario.
Scenario: Truccatore freelance, primo anno di attività
- Codice ATECO: 96.99.94 (consulente di immagine/truccatore)
- Regime fiscale: Forfettario (5% per i primi 5 anni)
- Gestione INPS: Gestione Separata
- Fatturato annuo: 25.000 €
| Voce di calcolo | Importo |
| Fatturato lordo | 25.000 € |
| Reddito forfettario (× 67%) | 16.750 € |
| Contributi INPS Gestione Separata (~26,07%) | 4.367 € |
| Base imponibile (16.750 − 4.367) | 12.383 € |
| Imposta sostitutiva (× 5%) | 619 € |
| Totale uscite fiscali + contributive | 4.986 € |
| Reddito netto stimato | ~20.014 € |
| Netto mensile stimato | ~1.668 €/mese |
Scenario: Truccatore artigiano, regime forfettario (dal sesto anno)
- Codice ATECO: 96.22.09
- Regime fiscale: Forfettario (15%)
- Gestione INPS: Gestione Artigiani (contributi fissi ~4.427 €/anno)
- Fatturato annuo: 40.000 €
| Voce di calcolo | Importo |
| Fatturato lordo | 40.000 € |
| Reddito forfettario (× 67%) | 26.800 € |
| Contributi INPS Artigiani (fissi min.) | ~4.427 € |
| Base imponibile | ~22.373 € |
| Imposta sostitutiva (× 15%) | ~3.356 € |
| Totale uscite fiscali + contributive | ~7.783 € |
| Reddito netto stimato | ~32.217 € |
Questi importi sono stime indicative. Per un calcolo preciso e aggiornato, è sempre consigliabile consultare un commercialista o utilizzare il nostro strumento di calcolo tasse per Partita IVA.
11. Vantaggi e svantaggi della Partita IVA come Truccatore {#vantaggi}
Vantaggi
- Libertà e indipendenza: scegli i tuoi clienti, i tuoi orari e le tue tariffe
- Fiscalità agevolata: nel regime forfettario, le tasse sono significativamente inferiori rispetto al lavoro dipendente
- Niente IVA in fattura: nel forfettario non addebiti IVA, semplificando le relazioni con i clienti privati
- Deducibilità spese: nel regime ordinario puoi dedurre prodotti, corsi di aggiornamento, trasferte
- Crescita professionale: avere una Partita IVA trasmette serietà e professionalità
- Accesso a sconti professionali: molti fornitori riservano prezzi speciali ai professionisti con Partita IVA
- Tutela previdenziale: i contributi INPS costruiscono la tua pensione futura
Svantaggi
- Instabilità del reddito: non hai una busta paga fissa
- Gestione burocratica: scadenze fiscali, dichiarazioni, F24 richiedono attenzione
- Contributi minimi: anche in anni di basso reddito, gli artigiani devono versare i contributi fissi
- Nessuna tutela automatica: non hai malattia pagata, ferie, TFR come i dipendenti
- Limite forfettario: superati gli 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e la tassazione aumenta
FAQ – Domande Frequenti sulla Partita IVA come Truccatore {#faq}
Devo avere la qualifica di estetista per aprire la Partita IVA come truccatore?
No, la qualifica di estetista (regolamentata dalla Legge 1/1990) non è obbligatoria per svolgere l’attività di truccatore artistico o make-up artist. La professione di truccatore si differenzia da quella di estetista in quanto si concentra esclusivamente sull’applicazione del make-up. La qualifica diventa necessaria solo se si intendono eseguire trattamenti estetici regolamentati (ceretta, trattamenti viso con macchinari, etc.). Avere la qualifica è comunque un valore aggiunto.
Qual è il codice ATECO più adatto per un truccatore freelance che lavora a matrimoni ed eventi?
Per chi lavora principalmente a matrimoni, eventi privati e spose, i codici più adatti sono il 96.22.09 (altri servizi di cura della bellezza n.c.a.) oppure il 96.99.94 (servizi di consulenza di immagine, introdotto dal 1° gennaio 2025). La scelta dipende dall’inquadramento prevalente: artigiano o professionista. È consigliabile verificare con un commercialista il codice più corretto per la propria situazione.
Quanto costa aprire la Partita IVA come truccatore?
Per i liberi professionisti, l’apertura della Partita IVA tramite il modello AA9/12 è completamente gratuita se presentata autonomamente. Se ci si avvale di un commercialista, si paga il suo compenso (solitamente tra 50 e 200 euro per la sola apertura). Per i truccatori artigiani, la procedura ComUnica ha un costo di circa 300 euro per l’iscrizione al Registro delle Imprese.
Un truccatore in regime forfettario deve emettere fattura elettronica?
Sì. Dal 1° gennaio 2025, tutti i titolari di Partita IVA in regime forfettario — inclusi i truccatori — hanno l’obbligo di emissione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, indipendentemente dal loro fatturato.
Posso lavorare come truccatore con una sola prestazione occasionale senza aprire la Partita IVA?
Sì, ma con limiti precisi. La prestazione occasionale è ammessa solo se l’attività è effettivamente saltuaria e non continuativa, e il reddito da prestazioni occasionali non supera i 5.000 euro lordi annui per committente. Oltre questa soglia, o in caso di abitualità, è obbligatorio aprire la Partita IVA come truccatore.
Quante tasse paga un truccatore con Partita IVA al 5%?
Nei primi 5 anni di nuova attività, un truccatore in regime forfettario che rispetta i requisiti paga un’imposta sostitutiva del 5% calcolata sul reddito forfettario (fatturato × 67%, meno i contributi INPS versati). Ad esempio, con 20.000 euro di fatturato, l’imposta sostitutiva è di circa 400-500 euro (a seconda dei contributi). A questa vanno aggiunti i contributi INPS.
Posso avere più codici ATECO sulla Partita IVA come truccatore?
Sì, è possibile avere più codici ATECO sulla stessa Partita IVA. Nel regime forfettario, tutti i ricavi delle diverse attività vengono sommati ai fini del limite degli 85.000 euro. Il coefficiente di redditività applicato è quello del codice che corrisponde all’attività prevalente (quella con maggiori ricavi).
I contributi INPS sono deducibili nel regime forfettario?
Sì. Nel regime forfettario, i contributi INPS versati nell’anno precedente sono integralmente deducibili dal reddito forfettario, riducendo la base imponibile su cui si calcola l’imposta sostitutiva. Questo è uno dei principali vantaggi del regime forfettario rispetto ad altri sistemi.
Cosa succede se supero gli 85.000 euro di ricavi nel regime forfettario?
Se durante l’anno superi i 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se però superi i 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita dal regime è immediata già durante l’anno stesso. In entrambi i casi, passi al regime ordinario con applicazione dell’IRPEF e degli adempimenti contabili ordinari.
Il truccatore con Partita IVA ha diritto alla maternità?
Sì. I truccatori con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS o alla Gestione Artigiani hanno diritto all’indennità di maternità erogata dall’INPS. L’importo e i requisiti variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza e ai contributi versati. Consulta il sito ufficiale INPS per i dettagli aggiornati.
Posso aprire la Partita IVA come truccatore mentre sono dipendente?
Sì, è possibile avere contemporaneamente un rapporto di lavoro dipendente e la Partita IVA come truccatore (cosiddetto “doppio lavoro”). Tuttavia, è necessario verificare che il contratto di lavoro dipendente non contenga clausole di esclusiva o non concorrenza, e rispettare il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario.
Quali spese può dedurre un truccatore con Partita IVA?
Nel regime forfettario, non si deducono le spese reali: viene applicato il coefficiente forfettario del 33% che le rappresenta in modo standardizzato. Nel regime ordinario, invece, è possibile dedurre le spese effettivamente sostenute e inerenti all’attività: prodotti di make-up e cosmetici professionali, pennelli e attrezzature, corsi di formazione e aggiornamento, spese di trasferta, canone studio, marketing e sito web, telefono e internet (nella quota deducibile).
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Conclusione {#conclusione}
Aprire la Partita IVA come truccatore è un passo importante verso la professionalizzazione della tua attività, che ti permette di lavorare in totale regolarità, costruire una reputazione solida e accedere a vantaggi fiscali significativi. Come abbiamo visto, le opzioni sono diverse e la scelta giusta dipende dal tuo modello di business, dal tipo di clientela e dalle tue prospettive di fatturato.
I punti chiave da ricordare:
- Scegli il codice ATECO corretto: 96.22.09, 96.99.94 o 90.39.09 in base alla tua attività prevalente
- Il regime forfettario è quasi sempre la scelta migliore per chi parte, grazie all’aliquota al 5% nei primi 5 anni e alla semplicità gestionale
- Il coefficiente di redditività per i truccatori è del 67% in tutti i principali codici ATECO
- L’apertura è gratuita per i liberi professionisti tramite il modello AA9/12 online
- La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari dal 2025
- I contributi INPS sono deducibili e possono essere ridotti del 35% per i forfettari iscritti alla Gestione Separata
La burocrazia può sembrare intimidatoria, ma con le informazioni giuste e magari il supporto di un commercialista per il primo anno, aprire la Partita IVA come truccatore è un processo gestibile e spesso molto meno costoso di quanto si pensi.
Per approfondire altri aspetti della gestione fiscale, scopri le nostre guide su come aprire la Partita IVA da soli passo dopo passo, le tasse Partita IVA nel regime forfettario, e il codice ATECO per estetista.
Fonti ufficiali di riferimento:
- Agenzia delle Entrate – Apertura Partita IVA
- INPS – Gestione Separata
- INPS – Gestione Artigiani e Commercianti
Ultimo aggiornamento: articolo pensato per essere evergreen, con riferimento alle normative vigenti e alle ultime modifiche ai codici ATECO 2025. Verifica sempre le informazioni fiscali con un professionista abilitato o sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.