Aprire Partita IVA: Requisiti Essenziali e Primi Passi per Iniziare
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Vuoi lavorare in proprio ma non sai da dove iniziare? Aprire una Partita IVA è il primo passo verso l’autonomia professionale, ed è più semplice di quanto sembri: la procedura è gratuita e puoi farla anche online in un giorno. La parte difficile non è la burocrazia, ma le scelte che la precedono: il codice ATECO giusto, il regime fiscale più conveniente, la forma giuridica adatta alla tua attività.
In questa guida trovi tutto quello che serve per partire con il piede giusto, comprese le domande che le guide generiche di solito non affrontano: chi può davvero aprire una Partita IVA, cosa serve avere pronto prima di iniziare e quali errori costano più caro nei primi mesi.
Cos’è la Partita IVA e chi può aprirla
La Partita IVA è un codice numerico di 11 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a chi esercita in modo abituale un’attività d’impresa, un’arte o una professione. Le prime 7 cifre identificano il contribuente, le 3 successive l’ufficio competente, l’ultima è una cifra di controllo generata automaticamente.
Per aprirla servono alcuni requisiti di base che molte guide danno per scontati:
- avere almeno 18 anni (i minori emancipati sono un’eccezione rara e vanno valutati caso per caso con un notaio);
- avere un codice fiscale valido: se non lo hai ancora o devi verificarlo, puoi usare il nostro calcolo del codice fiscale online;
- avere la residenza fiscale in Italia, oppure produrre in Italia almeno il 75% del reddito complessivo se sei residente all’estero;
- per alcune attività, possedere titoli di studio, qualifiche o iscrizioni ad albi professionali specifici.
Secondo l’art. 35 del D.P.R. 633/1972, sono obbligati ad aprire Partita IVA i soggetti che intraprendono un’attività d’impresa, esercitano un’arte o una professione, oppure istituiscono una stabile organizzazione in Italia.
Chi svolge un lavoro davvero occasionale, senza continuità né organizzazione, e incassa meno di 5.000 euro l’anno, può invece emettere una ricevuta di prestazione occasionale senza aprire Partita IVA. Superata quella soglia, o se il lavoro diventa abituale, l’obbligo scatta.
Cosa serve avere pronto prima di iniziare
Prima di compilare qualunque modulo, prepara questi elementi: ti farà risparmiare tempo e ti eviterà di dover correggere la pratica dopo.
- SPID, CIE o CNS per accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate (o, in alternativa, la disponibilità ad andare fisicamente in ufficio).
- Un indirizzo PEC: obbligatorio per chi apre una ditta individuale o una società, non sempre per il libero professionista puro. Se non ne hai una, la nostra guida su PEC per Partite IVA spiega quando serve e come attivarla.
- Il codice ATECO della tua attività, che vedremo tra poco come scegliere.
- Una decisione preliminare sul regime fiscale: forfettario, semplificato o ordinario.
Le scelte da fare prima di aprire
Libero professionista o ditta individuale
La prima domanda vera è questa: la tua attività è intellettuale/professionale, oppure commerciale, artigianale o agricola?
| Caratteristica | Libero professionista | Ditta individuale |
| Tipo di attività | Intellettuale, professionale | Commerciale, artigianale, agricola |
| Iscrizione Camera di Commercio | Non richiesta (salvo albi) | Obbligatoria |
| Iscrizione INPS | Gestione Separata o cassa di categoria | Gestione Artigiani o Commercianti |
| Adempimenti | Minori | Maggiori |
| Esempi | Consulente, grafico, avvocato | Negozio, officina, e-commerce |
Se apri un’attività commerciale o artigianale, usi la Comunicazione Unica d’Impresa tramite il Registro delle Imprese: in un solo invio ottieni Partita IVA, iscrizione al Registro, INPS e INAIL. Se hai dubbi sull’obbligo di iscrizione, la guida su chi deve iscriversi alla Camera di Commercio chiarisce i casi limite.
Per le professioni intellettuali basta invece il modello AA9/12 inviato all’Agenzia delle Entrate.
Il codice ATECO
Il codice ATECO descrive la tua attività e determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, il regime previdenziale a cui iscriverti ed eventuali obblighi o agevolazioni specifici. Sbagliarlo può costare caro in termini di tasse e contributi.
Per scegliere quello corretto, descrivi con precisione cosa fai, confronta la definizione ufficiale sul sito ISTAT e, in caso di dubbio, chiedi conferma a un commercialista prima di presentare la pratica. Abbiamo dedicato una guida approfondita a come si sceglie il codice ATECO, utile soprattutto se svolgi più attività insieme.
Il regime fiscale
Questa è la scelta che pesa di più sulle tue tasche. I regimi disponibili sono tre: forfettario, semplificato e ordinario.
| Caratteristica | Regime forfettario | Regime semplificato | Regime ordinario |
| Limite fatturato | 85.000 € | Nessun limite fisso | Nessun limite |
| Tassazione | 15% (o 5%) sostitutiva | IRPEF (23-43%) | IRPEF (23-43%) |
| IVA | Non applicata | Applicata e versata | Applicata e versata |
| Contabilità | Semplificata | Registri IVA richiesti | Contabilità ordinaria |
| Deduzione costi | Non ammessa | Ammessa | Ammessa |
Per chi apre Partita IVA per la prima volta, il forfettario resta quasi sempre la scelta più semplice e conveniente. Prima di decidere, puoi verificare quanto pagheresti con la nostra calcolatrice del regime forfettario: basta inserire il fatturato previsto e il codice ATECO per avere una stima immediata di imposta e contributi.
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Come aprire Partita IVA: la procedura passo passo
Passaggio 1: scegli il modello corretto
| Soggetto | Modello | Ente |
| Persone fisiche (professionisti, autonomi) | AA9/12 | Agenzia delle Entrate |
| Persone giuridiche (società, enti) | AA7/10 | Agenzia delle Entrate |
| Attività d’impresa, artigianale, commerciale | Comunicazione Unica | Registro Imprese – Camera di Commercio |
Passaggio 2: compila il modello AA9/12
Il modello è diviso in quadri: A (tipo di dichiarazione), B (dati dell’attività, codice ATECO, regime fiscale), C (dati anagrafici), D (rappresentante legale, se presente), G (sede secondaria e codici ATECO aggiuntivi), I (adesione al VIES per operazioni intracomunitarie). L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un software gratuito per compilarlo.
In concreto, la dichiarazione deve contenere: cognome e nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza e domicilio fiscale, il tipo e l’oggetto dell’attività, il luogo (o i luoghi) in cui la svolgi e dove conservi registri e documenti contabili. Se prevedi di lavorare anche con clienti o fornitori di altri Paesi UE, spunta la casella di adesione al VIES nel Quadro I: te lo eviti dopo come comunicazione separata.
Puoi indicare fino a 6 codici ATECO diversi sulla stessa Partita IVA, se svolgi più attività insieme.
Passaggio 3: invia il modello
| Modalità | Dettagli | Costo |
| Online (area riservata) | SPID, CIE o CNS | Gratuito |
| PEC | A qualunque Direzione Provinciale competente | Costo della PEC |
| Raccomandata A/R | Con copia del documento d’identità | Circa 5,80 € |
| Consegna diretta | Presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate | Gratuito |
Il termine è di 30 giorni dall’inizio dell’attività. Se invii online, di solito ricevi il numero di Partita IVA in giornata o entro pochi giorni; allo sportello lo ottieni subito. Per chi apre invece tramite Comunicazione Unica (artigiani, commercianti), la Camera di Commercio impiega in media 15-20 giorni, perché oltre alla Partita IVA gestisce anche l’iscrizione al Registro delle Imprese. Se vuoi capire meglio le tempistiche reali caso per caso, la guida su quanto tempo serve per aprire una Partita IVA entra nel dettaglio.
Passaggio 4: iscriviti all’ente previdenziale
Dopo l’apertura, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS, oppure alla cassa di categoria se eserciti una professione ordinistica: Cassa Forense per gli avvocati, Inarcassa per ingegneri e architetti, ENPAM per i medici, ma anche casse meno conosciute come ENPAP per gli psicologi, ENPAB per i biologi o ENPAPI per gli infermieri.
Regime forfettario: la guida rapida
Il regime forfettario, introdotto dalla Legge 190/2014, resta il punto di riferimento per la tassazione agevolata dei lavoratori autonomi. Per accedervi devi rispettare insieme questi requisiti:
- ricavi o compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 €;
- spese per lavoro dipendente o collaboratori entro 20.000 € lordi annui;
- redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiori a 35.000 €.
Se apri Partita IVA per la prima volta, dichiari semplicemente di prevedere il rispetto di questi limiti. Per capire nel dettaglio quando si esce dal regime o come cambiano le soglie, la guida sui limiti del regime forfettario è aggiornata alle ultime novità normative.
Attenzione anche alle cause che escludono a priori l’accesso al forfettario, anche se rispetti i limiti di reddito. Non puoi aderire se: usi già un regime speciale IVA (agricoltura, agenzie di viaggio, beni usati); sei socio di una società di persone, di un’associazione professionale o di un’impresa familiare che svolge un’attività riconducibile alla tua; controlli, anche indirettamente, una SRL che opera nel tuo stesso settore; oppure prevedi di fatturare più del 50% a un datore di lavoro (o ex datore) degli ultimi due anni. Quest’ultimo punto coglie di sorpresa molti ex dipendenti che iniziano a lavorare come consulenti per la loro vecchia azienda.
Il calcolo dell’imposta segue tre passaggi: ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività danno il reddito imponibile; da qui sottrai i contributi previdenziali versati per ottenere la base imponibile; su questa applichi il 15% (o il 5% nei primi cinque anni, se hai i requisiti).
Un esempio concreto: un consulente con coefficiente 78% che fattura 30.000 € nel primo anno ha un reddito imponibile di 23.400 €. Tolti circa 4.680 € di contributi, la base imponibile netta è 18.720 €. Con l’aliquota al 5% l’imposta è di circa 936 €, contro i 2.808 € dell’aliquota al 15%. Chi vuole rifare i conti sulla propria situazione può usare direttamente il calcolatore delle tasse in regime forfettario.
Se preferisci una guida ancora più estesa sul forfettario, comprese le cause di esclusione e le soglie di uscita, trovi tutto nella nostra guida definitiva alla Partita IVA in regime forfettario.
Contributi INPS: cosa aspettarti
I contributi non sono tasse, ma accantonamenti previdenziali. Chi è in Gestione Separata paga circa il 26% del reddito imponibile, senza minimali fissi. Artigiani e commercianti versano invece contributi fissi calcolati su un reddito minimale di circa 18.808 €, in quattro rate trimestrali con modello F24, più un’aliquota variabile oltre quella soglia.
Esistono due agevolazioni per chi inizia: una riduzione del 35% per artigiani e commercianti forfettari (da richiedere ogni anno), e una riduzione del 50% per le nuove iscrizioni, valida per i primi 36 mesi. Non sono cumulabili, quindi vale la pena calcolare quale conviene di più nella tua situazione. Per un confronto dettagliato tra le due opzioni e gli importi reali da versare, la guida al calcolo dei contributi INPS per Partita IVA fa al caso tuo.
Gli errori più comuni nei primi mesi
Chi apre Partita IVA per la prima volta tende a inciampare sempre negli stessi punti. Vale la pena conoscerli prima, non dopo aver ricevuto il primo avviso di pagamento.
- Scegliere il codice ATECO sbagliato perché sembra “simile” a quello giusto, senza controllare il coefficiente di redditività collegato.
- Sottovalutare i contributi INPS, pensando solo all’imposta sostitutiva e dimenticando che i contributi arrivano comunque, spesso in un’unica soluzione a giugno.
- Non accantonare nulla durante l’anno, per poi trovarsi a giugno con saldo e primo acconto da versare insieme.
- Aprire senza aver verificato le clausole del proprio contratto da dipendente, se lavori ancora part-time o hai appena lasciato un impiego.
- Ignorare la fatturazione elettronica pensando che riguardi solo chi supera certe soglie: dal 2024 vale per tutti, forfettari inclusi.
Quanto costa aprire e mantenere una Partita IVA
L’apertura in sé è gratuita, sia il modello AA9/12 sia l’iscrizione alla Gestione Separata. I costi variano solo se ti iscrivi al Registro delle Imprese (circa 120-200 € una tantum) o se ti affidi a un commercialista per la pratica.
I costi ricorrenti sono un’altra storia: commercialista o gestione contabile (500-2.000 € l’anno), software di fatturazione, PEC, eventuale firma digitale, quote d’albo se iscritto a un ordine. Per una panoramica completa, comprese le opzioni per chi vuole gestirsi da solo, guarda la guida su quanto costa aprire una Partita IVA e quella su come aprirla senza commercialista. Chi ha meno di 35 anni può anche verificare se rientra nelle agevolazioni descritte nella guida sul costo della Partita IVA per i giovani.
Fatturazione elettronica e adempimenti
Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, forfettari compresi, senza soglie di fatturato. Le fatture passano dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Nel campo RegimeFiscale dei forfettari va inserito il codice RF19, e sulle fatture non soggette a IVA sopra i 77,47 € serve la marca da bollo da 2 €. Se hai dubbi sui codici IVA da usare in fattura o su come funziona nel concreto la fattura elettronica per un forfettario, trovi la guida dedicata su fattura elettronica per forfettari.
Chi vende beni o servizi digitali a consumatori in altri Paesi UE deve valutare anche l’iscrizione al regime OSS, che centralizza la dichiarazione IVA di tutti i Paesi UE in un’unica pratica.
E se un giorno chiudi l’attività
La chiusura Partita IVA segue lo stesso modello AA9/12, selezionando “cessazione attività” nel Quadro A, entro 30 giorni dalla data effettiva. Dopo la chiusura conserva la documentazione contabile per almeno 5 anni e disiscriviti dalla gestione previdenziale. I passaggi pratici, inclusi i costi da considerare, sono spiegati nella guida su come chiudere la Partita IVA.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per aprire una Partita IVA?
Con l’invio online tramite SPID, di solito il numero arriva lo stesso giorno o entro pochi giorni. Allo sportello lo ottieni subito.
Aprire Partita IVA costa qualcosa?
No, la procedura all’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi dipendono da eventuali iscrizioni al Registro delle Imprese, commercialista o consulenti.
Posso aprire Partita IVA se sono già dipendente?
Sì, ma per accedere al forfettario il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare 35.000 €. Controlla anche eventuali clausole di esclusività nel tuo contratto.
Qual è la differenza tra Partita IVA e codice fiscale?
Il codice fiscale ti identifica dalla nascita e ha 16 caratteri alfanumerici. La Partita IVA è un identificativo che richiedi solo quando avvii un’attività economica, con 11 cifre numeriche.
Cosa succede se supero il limite di 85.000 € nel forfettario?
Tra 85.001 € e 100.000 € esci dal regime l’anno successivo. Oltre i 100.000 € esci subito e devi applicare l’IVA dal momento del superamento.
È necessario un commercialista?
No, puoi presentare il modello AA9/12 da solo. Un consulente resta utile per scegliere il codice ATECO giusto ed evitare errori costosi.
Quanto costa aprire Partita IVA al CAF?
Per un libero professionista, un CAF chiede in genere tra 100 e 200 €. Per una ditta individuale il costo può salire, perché va gestita anche l’iscrizione al Registro delle Imprese.
Conclusioni
Aprire Partita IVA è gratuito, rapido e alla portata di chiunque abbia i requisiti di base: maggiore età, codice fiscale, residenza fiscale in Italia o almeno il 75% del reddito prodotto qui. Il vero lavoro sta prima della pratica: scegliere il codice ATECO corretto, valutare il regime fiscale più adatto (per la maggior parte di chi inizia, il forfettario) e capire quale ente previdenziale ti riguarda.
Prima di presentare il modello, prova a fare due conti con i nostri strumenti: il calcolo IVA e il calcolo delle tasse in regime forfettario ti danno una stima realistica di quanto pagherai prima ancora di inviare la domanda.
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Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate, apertura/variazione/chiusura Partita IVA persone fisiche: agenziaentrate.gov.it
- Agenzia delle Entrate, modello AA9/12 e software di compilazione: agenziaentrate.gov.it
- Agenzia delle Entrate, regime forfettario: agenziaentrate.gov.it
- Registro delle Imprese, Comunicazione Unica: registroimprese.it
- INPS, Gestione Separata: inps.it
- ISTAT, codici ATECO: istat.it