Limite Regime Forfettario 2026: Soglie e Requisiti
🔒 Questo articolo contiene link in affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito.
Il limite regime forfettario è il primo concetto da padroneggiare se stai valutando l’apertura di una Partita IVA agevolata o vuoi capire se puoi continuare ad applicare la flat tax. Sbagliare la verifica di questa soglia costa caro: si rischia il passaggio immediato al regime ordinario, con l’obbligo di applicare l’IVA sulle fatture e di pagare l’IRPEF a scaglioni progressivi.
In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: la soglia di ricavi vigente, le cause di esclusione, il calcolo delle imposte, l’impatto del lavoro dipendente e una tabella riepilogativa dei coefficienti di redditività per codice ATECO. Le informazioni sono aggiornate alla Legge di Bilancio 2026 e verificate sulle fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
Cos’è il Regime Forfettario e Perché il Limite è Fondamentale
Il regime forfettario è il regime fiscale naturale per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni in forma individuale, introdotto dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015). In parole semplici, si tratta della flat tax italiana per le Partite IVA individuali: anziché calcolare le imposte sull’IRPEF a scaglioni progressivi (con aliquote che vanno dal 23% al 43%), il titolare di Partita IVA forfettario paga un’imposta sostitutiva fissa del 15% — ridotta al 5% per i primi cinque anni di nuova attività — calcolata su un reddito imponibile determinato in modo forfettario.
Il limite regime forfettario stabilisce la soglia massima di ricavi o compensi che consente di accedere a questo regime agevolato. Superare tale soglia significa uscire dal forfettario e tornare alla tassazione IRPEF ordinaria, con tutte le conseguenze fiscali e contabili del caso. Ecco perché conoscere e monitorare il limite di ricavi o compensi è la prima responsabilità di chi apre una Partita IVA.
Evoluzione Storica del Limite Regime Forfettario
Capire come il limite regime forfettario è cambiato nel tempo aiuta a interpretare meglio le norme vigenti e a fare pianificazione fiscale.
| Anno | Soglia ricavi/compensi | Principale modifica normativa |
| 2015–2018 | Variabile per codice ATECO (max 30.000–50.000 €) | Legge 190/2014 — soglie differenziate |
| 2019 | 65.000 € (unica soglia) | Legge 145/2018 — soglia unificata |
| 2020–2022 | 65.000 € | Nessuna modifica alla soglia |
| 2023 | 85.000 € | Legge 197/2022 (LdB 2023), art. 1 comma 54 |
| 2024 | 85.000 € | Confermata |
| 2025 | 85.000 € | Confermata |
| 2026 | 85.000 € | Confermata dalla Legge di Bilancio 2026 |
La novità più rilevante degli ultimi anni è stata proprio il salto da 65.000 a 85.000 euro, avvenuto con la Legge di Bilancio 2023. Dal 2026, la soglia resta stabile: 85.000 euro di ricavi o compensi annui è il tetto entro cui è possibile accedere o rimanere nel regime agevolato.
I Tre Scenari del Limite Regime Forfettario nel 2026
La normativa prevede tre situazioni distinte in base all’ammontare dei ricavi o compensi incassati nell’anno precedente. È fondamentale conoscerle tutte per capire cosa aspettarsi.
| Ricavi/compensi incassati | Effetto sul regime forfettario |
| Fino a 85.000 € | Si accede o si rimane nel regime nell’anno successivo |
| Tra 85.001 € e 100.000 € | Si esce dal regime a partire dall’anno successivo |
| Oltre 100.000 € | Uscita immediata nell’anno stesso in cui si supera la soglia |
Il terzo scenario — il superamento dei 100.000 euro — è il più critico. Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 32/E/2023, nel momento in cui l’incasso di una fattura fa superare quota 100.000 euro, il contribuente deve applicare l’IVA su tutte le operazioni successive che hanno determinato lo sforamento e su tutte quelle effettuate a partire da quel momento. L’intero reddito dell’anno diventa assoggettato a tassazione IRPEF ordinaria.
Attenzione al criterio di cassa. Il limite regime forfettario si verifica seguendo il principio di cassa: contano i ricavi e i compensi effettivamente incassati nell’anno, indipendentemente dalla data di emissione della fattura. Una fattura emessa il 28 dicembre ma incassata il 3 gennaio dell’anno successivo non rientra nel conteggio dell’anno precedente.
I Requisiti di Accesso al Regime Forfettario nel 2026
Per applicare il regime agevolato, non basta rispettare il limite dei ricavi. È necessario soddisfare tutti i requisiti previsti dall’articolo 1 della Legge 190/2014 nell’anno precedente a quello di applicazione del regime.
1. Soglia di Ricavi o Compensi: 85.000 Euro
Il requisito principale del limite regime forfettario: i ricavi conseguiti o i compensi percepiti, ragguagliati all’anno in caso di attività iniziata in corso d’anno, non devono superare 85.000 euro.
Se eserciti più attività contraddistinte da codici ATECO differenti, devi sommare i ricavi di tutte le attività. Non si applica più il criterio del “limite più elevato tra quelli delle singole attività”, che valeva fino al 2018: oggi c’è una soglia unica.
2. Spese per Dipendenti e Collaboratori: Massimo 20.000 Euro
Le spese sostenute per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori (anche a progetto), comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro, non devono superare i 20.000 euro lordi nell’anno precedente.
3. Reddito da Lavoro Dipendente: Limite a 35.000 Euro (2026)
Questa è la novità più rilevante degli ultimi due anni. In via ordinaria, l’articolo 1, comma 57, lettera d-ter della Legge 190/2014 esclude dal limite regime forfettario chi ha percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente e/o assimilati (ai sensi degli articoli 49 e 50 del TUIR) superiori a 30.000 euro.
Tuttavia, il comma 27 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 ha esteso anche per il 2026 l’innalzamento introdotto per il 2025 dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024): la soglia è elevata a 35.000 euro anche per quest’anno. Ciò significa che:
- Chi nel 2025 ha percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione fino a 35.000 euro può aprire o mantenere la Partita IVA in regime forfettario nel 2026.
- Chi ha superato i 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nel 2025 non può accedere al regime agevolato nel 2026.
Eccezione importante: se il rapporto di lavoro dipendente è cessato entro il 31 dicembre 2025 (e non è stato percepito un reddito di pensione o da altro rapporto nello stesso anno), il superamento della soglia non produce effetti escludenti.
Per i lavoratori dipendenti e i pensionati con Partita IVA, il reddito da verificare è quello risultante dalla Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.
Le Cause di Esclusione dal Regime Forfettario
Oltre al limite regime forfettario sui ricavi, la legge prevede cause ostative che impediscono l’accesso o la permanenza nel regime agevolato indipendentemente dal fatturato. Non possono applicare il regime forfettario:
| Causa di esclusione | Dettaglio |
| Regimi speciali IVA | Agricoltura, pesca, editoria, telefonia pubblica, intrattenimenti, agenzie di viaggi e turismo, ecc. |
| Non residenti | Salvo residenti UE/SEE con almeno 75% del reddito prodotto in Italia |
| Cessioni prevalenti di fabbricati | Chi effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di essi, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi |
| Soci di società di persone | Partecipazioni in S.n.c., S.a.s. o associazioni professionali che esercitano attività economica |
| Controllo di SRL | Chi controlla direttamente o indirettamente una S.r.l. che svolge attività riconducibile a quella esercitata con la Partita IVA forfettaria |
| Ex datore di lavoro | Chi svolge la propria attività prevalentemente verso il datore di lavoro attuale o verso quello con cui ha avuto un rapporto nei due anni precedenti |
| Reddito da lavoro dipendente > 35.000 € (2026) | Vedi paragrafo specifico sopra |
Queste cause di esclusione sono cumulative: è sufficiente che si verifichi anche solo una di esse per non poter accedere o per dover uscire dal regime agevolato.
Come Si Calcola l’Imposta nel Regime Forfettario
Una volta verificato che il limite regime forfettario è rispettato, il calcolo delle imposte da versare segue una logica molto semplice e diversa da quella ordinaria. Ecco i passaggi:
Passo 1: Calcola il Reddito Imponibile
Reddito imponibile = Ricavi incassati × Coefficiente di redditività
Il coefficiente di redditività varia in base al codice ATECO dell’attività svolta. Non si deducono le spese reali (affitto, software, attrezzature): la legge stima forfettariamente i costi tramite questo coefficiente.
Passo 2: Sottrai i Contributi Previdenziali
Dal reddito imponibile così ottenuto si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d’imposta (INPS o casse previdenziali private). È l’unica voce di costo realmente deducibile nel regime forfettario.
Imponibile netto = Reddito imponibile − Contributi previdenziali versati
Passo 3: Applica l’Imposta Sostitutiva
Sull’imponibile netto si applica l’imposta sostitutiva:
- 15% in via ordinaria
- 5% per i primi 5 anni di nuova attività (chi non ha esercitato attività d’impresa o professionale nei tre anni precedenti, e che non prosegue un’attività precedente)
Imposta dovuta = Imponibile netto × 15% (oppure 5%)
Esempio Pratico
Un consulente marketing (codice ATECO 73.11.02, coefficiente 78%) che incassa 60.000 euro nel 2025 e versa 4.000 euro di contributi INPS:
| Voce | Importo |
| Ricavi incassati | 60.000 € |
| Reddito imponibile (60.000 × 78%) | 46.800 € |
| Contributi previdenziali dedotti | −4.000 € |
| Imponibile netto | 42.800 € |
| Imposta sostitutiva (15%) | 6.420 € |
In un regime IRPEF ordinario, sullo stesso reddito netto il contribuente pagherebbe oltre 15.000 euro tra imposte e addizionali. Il vantaggio fiscale è evidente.
Gestisci la tua Partita IVA senza stress
Fatture, scadenze fiscali e dichiarazioni IVA in un unico pannello — con esperti fiscali dedicati sempre disponibili. Smetti di perdere tempo con la burocrazia e concentrati sul tuo lavoro.
Scopri Xolo →✓ Usato da migliaia di freelance e professionisti in Italia
Tabella dei Coefficienti di Redditività per Codice ATECO
Il coefficiente di redditività è la percentuale stabilita dalla legge (Allegato 4 alla Legge 190/2014, confermato dalla Legge 145/2018) che, applicata ai ricavi o compensi incassati, determina il reddito imponibile forfettario.
| Settore di attività | Codici ATECO | Coefficiente |
| Industrie alimentari e delle bevande | 10-11 | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 45, 46.2–46.9, 47.1, 47.2 | 40% |
| Commercio ambulante di alimentari e prodotti del tabacco | 47.81 | 40% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 47.82–47.89 | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-43, 68 | 86% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Servizi di alloggio e ristorazione | 55-56 | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64-66, 69-75, 85, 86, 88, 90-92, 94-96 | 78% |
| Altre attività economiche | Tutti gli altri | 67% |
Nota ATECO 2025. Dal 1° aprile 2025 è in vigore una nuova classificazione ATECO. Il D.L. 81/2025 ha chiarito che, fino all’approvazione di una nuova tabella di coefficienti aggiornata, si continuano ad applicare i coefficienti basati sui vecchi codici ATECO 2007. Le Camere di Commercio aggiorneranno i codici d’ufficio, senza oneri per i contribuenti.
Per approfondire come il calcolo dell’IVA si integra con la gestione fiscale complessiva della tua attività, puoi utilizzare il calcolatore IVA gratuito su TheCalcoloIVA.com.
Limite Regime Forfettario e Fatturazione Elettronica
Dal 1° gennaio 2024 tutti i contribuenti in regime forfettario — senza eccezioni basate sul fatturato — sono obbligati all’emissione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI).
Le principali regole pratiche sono:
- Codice regime fiscale: RF19 (regime forfettario) nel campo apposito del file XML
- Codice natura IVA: N2.2 (operazioni non soggette — altri casi), da indicare in luogo dell’IVA
- Tipo documento: TD01 (fattura) o TD06 (parcella)
- Imposta di bollo: se l’importo supera 77,47 euro, è dovuta la marca da bollo di 2 euro, da versare telematicamente tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate
Dal 1° gennaio 2025, in attuazione della Direttiva UE 2020/285 recepita nell’articolo 21-bis del DPR 633/1972, i forfettari possono emettere fattura semplificata senza limiti di importo. Prima, la fattura semplificata era utilizzabile solo per operazioni fino a 400 euro (o 3.000 euro in alcuni casi specifici); ora questa soglia è stata eliminata per i contribuenti in regime forfettario.
Per approfondire le aliquote IVA e il funzionamento dell’imposta nelle sue diverse forme, consulta la guida completa alle aliquote IVA e la spiegazione dettagliata su come si calcola l’IVA.
Semplificazioni Fiscali e Contabili del Regime Forfettario
Rispettare il limite regime forfettario non porta solo vantaggi sul fronte dell’imposta sostitutiva. Il regime agevolato prevede numerose semplificazioni che alleggeriscono il carico amministrativo:
Esoneri IVA. I contribuenti in regime forfettario non addebitano l’IVA sulle fatture emesse ai propri clienti italiani e non detraggono l’imposta sugli acquisti. Sono esonerati dalla liquidazione IVA periodica, dalla dichiarazione IVA annuale e dalla registrazione di fatture emesse e acquisti. Se ti interessa come funzionano le liquidazioni per chi invece è nel regime ordinario, puoi approfondire nella guida al calcolo IVA trimestrale.
Esoneri IRPEF e addizionali. L’imposta sostitutiva sostituisce integralmente IRPEF, addizionale regionale e addizionale comunale sul reddito derivante dall’attività forfettaria.
Esonero da ritenuta d’acconto. I forfettari non subiscono la ritenuta d’acconto sui compensi percepiti. A tal fine devono rilasciare un’apposita dichiarazione al sostituto d’imposta attestando che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva.
Esonero dagli studi di settore e ISA. I contribuenti in regime agevolato non sono soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), che hanno sostituito gli studi di settore.
Nessuna contabilità ordinaria. Non è richiesta la tenuta dei registri IVA né di una contabilità strutturata: è sufficiente conservare le fatture emesse e ricevute.
Cosa Succede Quando Si Supera il Limite Regime Forfettario
Superare il limite regime forfettario comporta conseguenze precise, che variano in base all’entità del superamento.
Superamento tra 85.001 e 100.000 Euro
Il contribuente mantiene il regime agevolato per l’intero anno in corso, ma dall’anno successivo deve passare al regime ordinario. In pratica, se nel 2025 incassi 92.000 euro, applichi ancora la flat tax per tutto il 2025, ma dal 1° gennaio 2026 sarai nel regime ordinario con obbligo IVA e dichiarazione dei redditi IRPEF.
Superamento di 100.000 Euro (Uscita Immediata)
Questo scenario è il più delicato. La soglia di 100.000 euro è la cosiddetta soglia anti-elusione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). Non appena l’incasso di una fattura fa superare i 100.000 euro:
- Il regime forfettario cessa immediatamente
- L’IVA deve essere applicata a partire da quell’operazione e su tutte le successive
- L’intero reddito dell’anno è assoggettato a tassazione IRPEF ordinaria, con i relativi scaglioni progressivi
La dichiarazione IVA relativa a quell’anno dovrà includere tutte le operazioni successive all’incasso che ha determinato lo sforamento, sia attive sia passive.
Monitoraggio continuo. Per non incorrere in spiacevoli sorprese, è fondamentale tenere sotto controllo il fatturato in corso d’anno, specialmente nei mesi finali. Ricorda sempre il principio di cassa: rileva la data di incasso, non quella di emissione della fattura.
Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: Compatibilità e Limiti
Uno degli aspetti più pratici per molti contribuenti è la compatibilità tra il limite regime forfettario e la contemporanea percezione di redditi da lavoro dipendente o assimilati (come pensioni, redditi di collaborazione coordinata e continuativa, ecc.).
La norma base (art. 1, comma 57, lettera d-ter della Legge 190/2014) prevede l’esclusione per chi nell’anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente e/o assimilati superiori a 30.000 euro. Tuttavia, come detto, per l’anno 2026 questo limite è elevato a 35.000 euro dalla Legge di Bilancio 2026.
Alcuni casi pratici:
| Situazione | Accesso al forfettario nel 2026? |
| Reddito da dipendente 2025 = 28.000 € | ✅ Sì, sotto entrambe le soglie |
| Reddito da dipendente 2025 = 33.000 € | ✅ Sì, nel 2026 (soglia elevata a 35.000 €) |
| Reddito da dipendente 2025 = 38.000 € | ❌ No, supera la soglia dei 35.000 € |
| Rapporto di lavoro cessato nel 2025 | ✅ Sì, il limite non si applica |
| Pensione 2025 = 32.000 € | ✅ Sì, nel 2026 (soglia elevata) |
Attenzione: secondo la risposta all’interpello n. 102/2020 dell’Agenzia delle Entrate, ai fini della verifica della soglia di reddito da lavoro dipendente si considerano solo i redditi percepiti in via ordinaria, non gli arretrati o gli emolumenti soggetti a tassazione separata. I premi di risultato tassati con imposta sostitutiva al 5%, invece, rilevano ai fini del calcolo.
Contribuenti Che Possono Accedere Solo al Forfettario
Vale anche la situazione opposta: chi può accedere al regime forfettario senza avere redditi da lavoro dipendente. I soggetti che avviano una nuova attività possono aderire al regime agevolato comunicando nella relativa dichiarazione IVA di presumere la sussistenza dei requisiti. La permanenza nel regime non è soggetta ad alcun limite temporale: si resta nel forfettario finché si rispettano tutti i requisiti, compresi il limite regime forfettario sui ricavi e l’assenza di cause ostative.
Agevolazione Start-Up: Imposta Sostitutiva al 5%
Per chi avvia una nuova attività, il limite regime forfettario si applica nelle stesse modalità, ma l’aliquota dell’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque anni. I requisiti aggiuntivi per accedere a questa agevolazione sono:
- Non aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività d’impresa, anche in forma associata o familiare
- L’attività non deve costituire una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo (eccezione: pratiche obbligatorie per accedere a ordini professionali)
- In caso di prosecuzione dell’attività di un altro soggetto, i ricavi realizzati nel periodo d’imposta precedente non devono superare il limite di 85.000 euro
La combinazione tra il limite regime forfettario a 85.000 euro e l’aliquota al 5% rende il regime forfettario particolarmente attrattivo per i nuovi professionisti e imprenditori individuali, soprattutto nelle prime fasi dell’attività.
Regime Forfettario e Contributi Previdenziali
Oltre all’imposta sostitutiva, chi opera in regime agevolato è tenuto al versamento dei contributi previdenziali INPS (per artigiani e commercianti) o alla cassa di categoria (per i professionisti iscritti ad albi). Tuttavia, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una significativa agevolazione per i nuovi iscritti: chi si iscrive per la prima volta nel 2025 alle gestioni speciali autonome di artigiani e commercianti può richiedere una riduzione contributiva del 50% per un massimo di 36 mesi consecutivi.
I contributi previdenziali effettivamente versati sono l’unica voce di costo deducibile dal reddito forfettario prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Questo rappresenta un elemento chiave nel calcolo di convenienza rispetto al regime ordinario.
Limite Regime Forfettario: Cosa Cambia Uscendo dal Regime
Chi supera il limite regime forfettario e passa al regime ordinario deve affrontare un cambiamento sostanziale nella gestione fiscale:
- Applicazione dell’IVA: le fatture devono riportare l’aliquota IVA applicabile (22%, 10%, 5% o 4% a seconda del bene/servizio). Per approfondire le diverse aliquote, consulta la guida alle aliquote IVA.
- Dichiarazione dei redditi IRPEF: il reddito è tassato con le aliquote progressive ordinarie (23%, 35%, 43%).
- Contabilità ordinaria o semplificata: a seconda del volume d’affari, si applica il regime di contabilità semplificata o ordinaria.
- Liquidazione IVA: mensile o trimestrale con il calcolo IVA trimestrale.
- ISA: si diventa soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale.
Il passaggio dal regime agevolato a quello ordinario richiede una pianificazione fiscale attenta: in molti casi conviene anticipare o posticipare certi incassi per non sforare il limite di ricavi a fine anno.
FAQ — Domande Frequenti sul Limite Regime Forfettario
1. Qual è il limite regime forfettario per accedere alla flat tax nel 2026?
Il limite regime forfettario per l’anno 2026 è fissato a 85.000 euro di ricavi o compensi, confermato dalla Legge di Bilancio 2026. La soglia è unica, indipendentemente dal codice ATECO. Per i ricavi incassati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, se superano 85.000 ma non 100.000 euro, si esce dal regime a partire dal 2026; se superano 100.000 euro, l’uscita è immediata nell’anno stesso.
2. Cosa succede se supero il limite regime forfettario di 85.000 euro ma non arrivo a 100.000 euro?
Se i tuoi ricavi o compensi si collocano tra 85.001 e 100.000 euro nell’anno precedente, mantieni il regime forfettario per l’anno in corso e esci dal regime a partire dall’anno successivo. Non si verifica alcuna conseguenza immediata: continui ad applicare la flat tax e a non addebitare l’IVA fino al 31 dicembre dell’anno corrente.
3. Cosa succede se supero i 100.000 euro di ricavi nel corso dell’anno?
Il superamento della soglia di 100.000 euro comporta la cessazione immediata del regime forfettario. Dal momento in cui l’incasso di una fattura determina il superamento di questa soglia, sei obbligato ad applicare l’IVA sulle operazioni successive. L’intero reddito dell’anno sarà tassato con le aliquote IRPEF ordinarie. Lo chiarisce espressamente la Circolare Agenzia delle Entrate n. 32/E/2023.
4. Un lavoratore dipendente con reddito di 33.000 euro può aprire Partita IVA forfettaria nel 2026?
Sì. Per il 2026, la Legge di Bilancio 2026 (comma 27 dell’articolo 1) ha prorogato l’innalzamento della soglia da 30.000 a 35.000 euro. Un dipendente con reddito da lavoro di 33.000 euro nel 2025 può quindi aprire Partita IVA in regime agevolato nel 2026, purché rispetti anche tutti gli altri requisiti (ricavi entro 85.000 euro, assenza di cause ostative, ecc.).
5. Se ho più codici ATECO, come si calcola il limite regime forfettario?
Se eserciti più attività con codici ATECO differenti, devi sommare i ricavi di tutte le attività. Il limite di 85.000 euro si applica al totale complessivo. Per il calcolo del reddito imponibile, invece, si applicano i rispettivi coefficienti di redditività ai ricavi pertinenti a ciascuna attività separatamente.
6. I ricavi derivanti dall’adeguamento agli ISA influenzano il limite?
No. Ai sensi della normativa vigente, i ricavi derivanti dall’adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) non concorrono alla determinazione del limite di ricavi o compensi per il regime forfettario.
7. Il limite regime forfettario riguarda anche le spese? Posso dedurle?
Nel regime agevolato non si deducono le spese reali (affitto, forniture, abbonamenti, attrezzature). Il reddito imponibile è determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati. L’unica voce effettivamente deducibile sono i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno di riferimento.
8. Devo emettere fattura elettronica anche se sono sotto il limite regime forfettario?
Sì. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica, indipendentemente dal fatturato. La fattura deve riportare il codice RF19 (regime forfettario) e il codice natura N2.2 (non soggetto ad IVA). Per importi superiori a 77,47 euro è dovuta la marca da bollo di 2 euro, da versare tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
9. Se ho cessato il rapporto di lavoro dipendente nel 2025, vale ancora il limite di reddito da lavoro?
No. Se il rapporto di lavoro dipendente è cessato entro il 31 dicembre 2025, la causa di esclusione relativa al reddito da lavoro dipendente non si applica, a condizione che nello stesso anno non sia stato percepito un reddito da pensione o da un altro rapporto di lavoro dipendente.
10. Esiste un limite regime forfettario anche per le spese di personale?
Sì. Oltre alla soglia di ricavi, la normativa prevede che le spese per dipendenti e collaboratori (lavoro accessorio, dipendente, collaborazioni a progetto, ecc.) non debbano superare i 20.000 euro lordi nell’anno precedente. Il mancato rispetto di questo requisito preclude l’accesso o la permanenza nel regime agevolato.
11. Conviene sempre stare nel regime forfettario o può essere svantaggioso?
Il regime forfettario con il suo limite di ricavi non è conveniente per tutti. Chi sostiene spese reali elevate (affitti di uffici, acquisto di attrezzature costose, collaboratori frequenti) potrebbe trovarsi a pagare imposte su un imponibile “forfettario” superiore a quello che avrebbe nel regime ordinario, dove si deducono i costi effettivi. Un calcolo di convenienza personalizzato, considerando ricavi, spese reali, codice ATECO e coefficiente di redditività, è sempre consigliabile. Per maggiori informazioni, puoi consultare il calcolatore IVA su TheCalcoloIVA.com.
12. Il regime forfettario è compatibile con la partecipazione a una SRL?
Dipende. La presenza di una partecipazione in una SRL è causa ostativa solo se si detiene il controllo diretto o indiretto della società e l’attività svolta da questa è riconducibile a quella esercitata con la Partita IVA forfettaria. Una partecipazione di minoranza in una SRL che svolge attività completamente diversa non preclude l’accesso al regime agevolato. Non è invece possibile applicare il regime se si partecipa a una S.n.c. o a una S.a.s.
Conclusioni
Il limite regime forfettario non è un semplice numero da tenere a mente: è il pilastro dell’intera architettura fiscale del regime agevolato, il confine che separa la flat tax dall’IRPEF progressiva. Nel 2026, la soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi è confermata dalla Legge di Bilancio 2026, così come la soglia elevata a 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente — una proroga fondamentale per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati che gestiscono anche un’attività autonoma.
Per non incorrere in sorprese fiscali, ecco le regole d’oro da seguire:
- Monitora il fatturato in tempo reale applicando il principio di cassa: conta quando incassi, non quando fatturi.
- Verifica a fine anno (e preferibilmente già a ottobre) la tua posizione rispetto alle soglie di 85.000 e 100.000 euro.
- Controlla i tuoi redditi da lavoro dipendente tramite la Certificazione Unica: nel 2026, il limite è 35.000 euro.
- Identifica il tuo coefficiente di redditività sulla base del codice ATECO corretto per stimare le imposte.
- Rivolgiti a un commercialista per casi dubbi, specialmente in presenza di più attività, partecipazioni societarie o redditi misti.
Il regime forfettario resta, per molti professionisti e piccoli imprenditori individuali, la scelta fiscale più vantaggiosa disponibile nell’ordinamento italiano. La chiave è conoscere e rispettare il limite regime forfettario in ogni suo aspetto.
Fonti Ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Regime agevolato forfettario
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015)
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 32/E del 2023
- Portale Fatture e Corrispettivi — Agenzia delle Entrate
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza fiscale. Per situazioni specifiche, è sempre consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un consulente fiscale abilitato.