Bonus Startup Innovative Forfettari: Credito d’Imposta 2024-2026
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Il bonus startup innovative forfettari è diventato realtà. Con la risposta a interpello n. 29 del 10 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente che anche chi opera in regime forfettario può accedere all’incentivo fiscale per gli investimenti in startup e PMI innovative — non come detrazione IRPEF (tecnicamente inutilizzabile), ma come credito d’imposta spendibile direttamente sull’imposta sostitutiva. In questa guida trovi tutto ciò che serve sapere: normativa, importi, requisiti, modalità operative e risposte alle domande più frequenti.
1. Cos’è il bonus startup innovative forfettari {#cosè}
Il bonus startup innovative forfettari è un’agevolazione fiscale che consente ai titolari di partita IVA in regime forfettario di ottenere un risparmio fiscale concreto investendo nel capitale sociale di una startup innovativa o di una PMI innovativa regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.
In origine, questa agevolazione era strutturata come detrazione IRPEF — cioè uno sconto diretto sull’imposta sul reddito delle persone fisiche. Chi paga l’IRPEF ordinaria (dipendenti, professionisti in regime ordinario) poteva semplicemente portare in detrazione il 30% o il 50% di quanto investito.
Il problema, per anni, era che i forfettari — che non pagano IRPEF ma un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% nei primi anni di attività) — non avevano tecnicamente una base da cui sottrarre quella detrazione. Oggi questa barriera è stata abbattuta.
In sintesi: il bonus startup innovative forfettari trasforma la detrazione non fruibile in un credito d’imposta utilizzabile per ridurre direttamente l’imposta sostitutiva dovuta, oppure in compensazione tramite modello F24.
2. Il problema storico: perché i forfettari erano esclusi {#problema}
Il regime forfettario, disciplinato dalla Legge n. 190/2014 (articolo 1, commi da 54 a 89), applica una tassazione piatta sull’imponibile forfettario calcolato moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO. Su quel reddito forfettizzato si paga un’aliquota sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali.
Proprio perché l’imposta sostitutiva non è IRPEF, le detrazioni IRPEF ordinarie — spese mediche, ristrutturazioni edilizie, interessi sul mutuo — non sono applicabili. Fino all’entrata in vigore della Legge 162/2024, la stessa regola valeva anche per gli investimenti in startup innovative: il forfettario investiva, maturava una detrazione teorica del 30% o del 50%, ma non riusciva a sfruttarla.
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3. La svolta normativa: Legge 162/2024 e Interpello 29/2026 {#svolta}
Il punto di svolta arriva con due atti normativi distinti, da leggere in combinato:
Legge n. 162/2024 (art. 2) — il meccanismo salvaguardia
La Legge 16 dicembre 2024, n. 193 (nota anche come Legge annuale per la concorrenza 2024) aveva già introdotto modifiche importanti agli incentivi per le startup. Ma è l’articolo 2 della Legge 28 ottobre 2024, n. 162 (Legge Centemero) a cambiare le regole del gioco per i soggetti incapienti:
Quando la detrazione spettante supera l’imposta lorda dovuta, l’eccedenza non si perde, ma si trasforma in credito d’imposta utilizzabile in dichiarazione dei redditi o in compensazione tramite modello F24, senza limiti temporali.
La legge ha modificato sia l’art. 29-bis del D.L. 179/2012 (convertito in Legge 221/2012) sia l’art. 4, comma 9-ter del D.L. 3/2015 (convertito in Legge n. 33/2015).
Interpello n. 29 del 10 febbraio 2026 — il via libera definitivo
Nonostante la norma fosse già in vigore, sussistevano dubbi interpretativi: i forfettari sono “incapienti” ai sensi di questa legge? L’Agenzia delle Entrate ha risposto con l’interpello n. 29 del 10 febbraio 2026, chiarendo che:
- La norma non pone limiti soggettivi di alcun tipo;
- I forfettari, non avendo IRPEF lorda da assorbire la detrazione, si trovano in una condizione di incapienza strutturale;
- Di conseguenza, possono convertire l’intera detrazione spettante in credito d’imposta;
- Il credito è utilizzabile anche in riduzione dell’imposta sostitutiva del regime forfettario.
Questa è la base giuridica del bonus startup innovative forfettari così come lo conosciamo oggi.
4. Le due detrazioni disponibili a confronto {#detrazioni}
Prima di capire come il bonus startup innovative forfettari funziona operativamente, è importante chiarire che esistono due regimi di detrazione alternativi tra loro:
| Caratteristica | Detrazione ordinaria (art. 29 DL 179/2012) | Detrazione de minimis (art. 29-bis DL 179/2012) |
| Aliquota | 30% dell’investimento | 50% dell’investimento (65% per startup < 3 anni) |
| Investimento massimo annuo | €1.000.000 per investitore | €100.000 per investitore |
| Risparmio fiscale massimo | €300.000/anno | €50.000/anno (€65.000 per startup < 3 anni) |
| Regime aiuti | Fuori regime de minimis | Regolamento UE n. 2831/2023 (de minimis) |
| Tetto per startup | €15.000.000 complessivi | Massimale de minimis (€200.000 su tre esercizi) |
| Piattaforma MIMIT | Non richiesta | Obbligatoria (tramite Invitalia) |
| Certificazione legale rappresentante | Richiesta | Richiesta |
| Cumulabilità | Non cumulabile con de minimis sulla stessa operazione | Non cumulabile con ordinaria sulla stessa operazione |
| Periodo minimo mantenimento | 3 anni | 3 anni |
| Eccedenza | Riportabile nei 3 anni successivi | Trasformabile in credito d’imposta (L. 162/2024) |
⚠️ Attenzione: le due detrazioni sono alternative, non cumulabili per il medesimo investimento. Per il bonus startup innovative forfettari, la scelta del regime de minimis (50% o 65%) è generalmente più vantaggiosa grazie alla conversione diretta in credito.
La Risoluzione n. 30/E del 28 aprile 2025 dell’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo “7076” per identificare il credito d’imposta da eccedenza non detraibile e consentirne l’utilizzo tramite modello F24.
5. Come funziona il meccanismo per i forfettari {#meccanismo}
Il funzionamento del bonus startup innovative forfettari segue uno schema preciso:
INVESTIMENTO IN STARTUP INNOVATIVA
↓
Matura detrazione IRPEF (30%, 50% o 65%)
↓
Il forfettario non ha IRPEF lorda → incapienza strutturale totale
↓
Tutta la detrazione si trasforma in CREDITO D’IMPOSTA
↓
Il credito si usa:
① In dichiarazione, in riduzione dell’imposta sostitutiva
② In compensazione tramite F24 (codice tributo 7076)
Esempio pratico
Un professionista forfettario investe €50.000 in una startup innovativa iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, costituita da meno di 3 anni. Sceglie la detrazione de minimis al 65%.
| Voce | Importo |
| Investimento effettuato | €50.000 |
| Detrazione spettante (65%) | €32.500 |
| IRPEF lorda del forfettario | €0 (non è soggetto IRPEF) |
| Eccedenza non detraibile | €32.500 |
| Credito d’imposta ottenuto | €32.500 |
| Imposta sostitutiva annua dovuta (es. su reddito di €40.000 con coefficiente 78%) | €4.680 |
| Credito residuo da riportare/compensare in F24 | €27.820 |
Il credito residuo (€27.820) non scade: può essere usato negli anni successivi senza limite temporale.
6. Requisiti della startup o PMI innovativa {#requisiti}
Per accedere al bonus startup innovative forfettari, non è sufficiente investire in qualsiasi impresa: la società in cui si investe deve soddisfare specifici requisiti normativi, fissati dal D.L. 179/2012 e dal D.L. 3/2015.
Startup innovativa (art. 25 D.L. 179/2012)
| Requisito | Dettaglio |
| Forma giuridica | Società di capitali, anche cooperativa (non quotata) |
| Sede | Italia o altro Stato UE/SEE con sede produttiva in Italia |
| Età massima | Costituita da non più di 5 anni (prorogabile) |
| Fatturato | Inferiore a €5.000.000 annui |
| Distribuzione utili | Non distribuisce utili |
| Attività | Sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti/servizi innovativi ad alto valore tecnologico |
| Requisiti qualitativi | Almeno uno tra: spese R&S ≥ 15% dei costi; 1/3 dei dipendenti dottori di ricerca o iscritti a dottorato; titolare/licenziataria di brevetto o software originale |
| Iscrizione | Sezione speciale del Registro delle Imprese |
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PMI innovativa (art. 4 D.L. 3/2015)
Le PMI innovative condividono alcuni requisiti con le startup ma senza il vincolo di età e con soglie dimensionali diverse. Devono risultare iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.
📌 Verifica sempre lo stato di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese prima di investire: solo le imprese regolarmente iscritte al momento dell’investimento danno diritto all’agevolazione.
7. Come investire: iter pratico passo dopo passo {#iter}
Il percorso per accedere al bonus startup innovative forfettari è diverso a seconda del regime di detrazione scelto.
Per la detrazione ordinaria (30%)
- Verifica che la startup/PMI sia iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese
- Effettua il conferimento nel capitale sociale (o a titolo di sovrapprezzo)
- Richiedi alla startup la dichiarazione del legale rappresentante attestante l’investimento e la sua ammissibilità
- Conserva tutta la documentazione
- Compila la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) indicando i dati nel Quadro RP
Per la detrazione de minimis (50%/65%)
Il procedimento è più articolato:
- La startup accede alla piattaforma informatica di Invitalia (Ministero delle Imprese e del Made in Italy — MIMIT) e presenta istanza, allegando il Business Plan
- Il MIMIT verifica tramite il Registro Nazionale Aiuti di Stato il rispetto del massimale de minimis e rilascia il codice COR (Codice Operazione Rifinanziamento)
- L’investitore riceve la certificazione del legale rappresentante della startup, comprensiva di: codice COR, importo dell’investimento, importo della detrazione fruibile, copia del Business Plan
- La certificazione deve essere rilasciata entro 30 giorni dall’effettuazione del conferimento
- L’investitore conserva tutta la documentazione e la esibisce in caso di controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973
8. Come utilizzare il credito d’imposta: F24 e dichiarazione {#utilizzo}
Una volta maturato, il bonus startup innovative forfettari sotto forma di credito d’imposta può essere utilizzato in due modi:
A) In dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)
- L’eccedenza della detrazione (50%/65%) che genera il credito va indicata nel Quadro RX – Rigo RX42
- Il credito si usa in diminuzione delle imposte dovute, inclusa l’imposta sostitutiva del regime forfettario indicata nel Quadro LM
- Non ci sono limitazioni temporali: il credito residuo si riporta agli anni successivi
B) In compensazione tramite modello F24
- Codice tributo: 7076 (istituito con Risoluzione n. 30/E del 28 aprile 2025)
- Denominazione: “Credito d’imposta relativo all’eccedenza non detraibile per investimenti effettuati in start-up innovative e PMI innovative – art. 2 della legge 28 ottobre 2024, n. 162”
- Il codice va esposto nella sezione Erario, colonna “importi a credito compensati”
- Il campo anno di riferimento va valorizzato con l’anno in cui è stato effettuato l’investimento (es. “2024”)
- Il modello F24 va presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
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9. Documentazione da conservare {#documentazione}
Gli investimenti in startup innovative sono oggetto frequente di controlli formali da parte dell’Agenzia delle Entrate (ex art. 36-ter DPR 600/1973). È fondamentale conservare:
| Documento | Note |
| Atto di conferimento / sottoscrizione quote | Deve risultare dall’atto notarile o dalla delibera |
| Dichiarazione del legale rappresentante della startup | Con codice COR (per de minimis), importo, Business Plan allegato |
| Visura camerale della startup | Attestante l’iscrizione nella sezione speciale del Registro Imprese |
| Estratto del Registro Nazionale Aiuti di Stato | Per la detrazione de minimis |
| Documentazione della firma digitale del legale rappresentante | Richiesta per accesso alla piattaforma informatica MIMIT |
| Modelli F24 di compensazione | Se il credito è stato usato in compensazione |
| Copia del modello Redditi PF | Con i quadri RP e RX compilati |
Domande Frequenti (FAQ) {#faq}
Il bonus startup innovative forfettari è disponibile anche nel 2026?
Sì. Il meccanismo introdotto dall’art. 2 della Legge 162/2024 è strutturale e non ha scadenza temporale. L’interpello n. 29 del 10 febbraio 2026 ha confermato la sua piena applicabilità ai soggetti in regime forfettario. Si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 in poi (periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2023).
Un titolare di partita IVA forfettaria può davvero usare il credito d’imposta per ridurre l’imposta sostitutiva?
Sì, espressamente. L’Agenzia delle Entrate nell’interpello n. 29/2026 ha confermato che il credito d’imposta ottenuto tramite il bonus startup innovative forfettari può essere utilizzato anche in riduzione del debito per imposta sostitutiva previsto dal regime forfettario, sia in dichiarazione che tramite modello F24.
Qual è la differenza tra la detrazione ordinaria del 30% e quella de minimis del 50% (o 65%)?
La detrazione ordinaria (30%) si applica a tutti gli investimenti in startup e PMI innovative fino a €1.000.000/anno senza obbligo di comunicazione preventiva. La detrazione de minimis (50%, o 65% per startup costituite da meno di 3 anni) offre un beneficio maggiore ma è soggetta a un massimale per la startup (regolamento de minimis UE) e richiede la procedura tramite la piattaforma MIMIT-Invitalia. Per i forfettari, la scelta tra le due va fatta con attenzione al massimale disponibile della startup. Le due detrazioni non sono cumulabili sulla stessa operazione.
Quanto devo mantenere l’investimento per non perdere il bonus startup innovative forfettari?
L’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni dalla data del conferimento. Se lo cedi prima, decade il diritto all’agevolazione e devi restituire quanto detratto (o il credito usato) maggiorato degli interessi di mora in misura legale.
Cosa succede se la startup perde lo status di “startup innovativa” prima dei 3 anni?
La decadenza dal beneficio si verifica se l’investitore cede le quote prima dei 3 anni. La perdita dello status di startup innovativa da parte della società non comporta automaticamente la decadenza per l’investitore, ma è comunque un elemento da monitorare poiché alcune condizioni agevolative sono legate allo status al momento dell’investimento.
Come si compila il modello Redditi PF per il bonus startup innovative forfettari?
I dati sull’investimento vanno inseriti nella Sezione VI e VII del Quadro RP (rigo RP80 per la detrazione). L’eccedenza che genera il credito d’imposta va riportata nel Quadro RX – Rigo RX42. Il credito viene poi applicato in riduzione delle imposte dovute nel Quadro LM (imposta sostitutiva dei forfettari). Si raccomanda di rivolgersi a un commercialista per la compilazione.
C’è un limite massimo di investimento agevolabile in una stessa startup?
Sì. L’ammontare complessivo degli investimenti agevolabili non può superare €15.000.000 per ciascuna startup innovativa o PMI innovativa nel corso dell’intera vita dell’agevolazione. Per la detrazione de minimis si applica inoltre il massimale previsto dal regolamento UE (€200.000 di aiuti de minimis nell’arco di tre esercizi fiscali per “impresa unica”).
Il bonus startup innovative forfettari può essere cumulato con altre agevolazioni?
La detrazione per startup innovative è una misura specifica. Non può essere cumulata con le agevolazioni previste dalla normativa “prima casa” o con altre detrazioni IRPEF sulla stessa spesa. Tuttavia, il credito d’imposta non esclude la possibilità di fruire di altri bonus o agevolazioni su spese diverse. Ogni situazione va valutata individualmente.
Cosa si intende per “Intelligenza artificiale” ai fini dei requisiti di startup innovativa?
Lo sviluppo di prodotti o servizi basati sull’intelligenza artificiale può rientrare tra le attività che qualificano una startup come “innovativa ad alto valore tecnologico” ai sensi dell’art. 25 del D.L. 179/2012, purché siano soddisfatti i requisiti quantitativi o qualitativi previsti (spese R&S, personale qualificato, brevetti/software). Non è un requisito autonomo, ma rientra nel perimetro dell’attività innovativa.
Dove trovo l’elenco aggiornato delle startup innovative iscritte al Registro speciale?
L’elenco ufficiale è disponibile nel portale del Registro delle Imprese, nella sezione dedicata alle startup innovative. Puoi verificare l’iscrizione di una specifica società in tempo reale prima di effettuare l’investimento.
Conclusione {#conclusione}
Il bonus startup innovative forfettari rappresenta una delle novità più significative per i liberi professionisti e i piccoli imprenditori in regime agevolato degli ultimi anni. Grazie alla Legge 162/2024 e alla conferma arrivata con l’interpello n. 29/2026 dell’Agenzia delle Entrate, è caduta definitivamente una barriera che penalizzava chi aveva scelto la flat tax: ora anche i titolari di partita IVA forfettaria possono investire nell’ecosistema dell’innovazione e ottenere un risparmio fiscale concreto e misurabile.
Il meccanismo è elegante nella sua logica: poiché il forfettario non ha IRPEF da ridurre, la detrazione si trasforma interamente in credito d’imposta — spendibile sull’imposta sostitutiva o in compensazione tramite F24 con il codice tributo 7076, senza scadenza.
Prima di procedere, ricorda i punti chiave:
- Verifica sempre che la startup o PMI innovativa sia iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese al momento dell’investimento
- Scegli con cura tra detrazione ordinaria (30%, più semplice) e detrazione de minimis (50%-65%, più vantaggiosa ma procedurale)
- Pianifica il mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni per non perdere il beneficio
- Conserva meticolosamente tutta la documentazione
- Rivolgiti a un commercialista per la corretta compilazione del modello Redditi PF
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Fonti ufficiali di riferimento
- Agenzia delle Entrate – Interpelli 2026
- Agenzia delle Entrate – Portale ufficiale
- Registro delle Imprese – Sezione startup innovative
Ultimo aggiornamento: Questa guida ha finalità informative generali. Per valutazioni specifiche sulla propria situazione fiscale, si raccomanda di consultare un professionista abilitato.