Partita IVA per Video Maker: Guida a Codici ATECO, Tasse, Contributi e Regime Forfettario

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Se lavori nel settore audiovisivo e vuoi trasformare la tua passione in un’attività professionale, aprire la partita IVA per video maker è il passo che separa un hobby da una carriera strutturata. Che tu realizzi video aziendali, cortometraggi, riprese di eventi, contenuti promozionali o post-produzioni per clienti terzi, questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere: quale codice ATECO scegliere, quale regime fiscale conviene, quanto pagherai di tasse e contributi, e come aprire la tua posizione in modo corretto.

1. Quando è obbligatoria la partita IVA per video maker {#quando-e-obbligatoria}

La normativa italiana stabilisce un confine preciso tra attività occasionale e attività abituale. La partita IVA per video maker diventa obbligatoria nel momento in cui l’attività si svolge in modo continuativo, con una clientela ricorrente e una struttura organizzativa, anche minima.

Prima di aprire la partita IVA, è utile conoscere l’alternativa:

Prestazione occasionale: se lavori sporadicamente e i tuoi compensi non superano i 5.000 euro lordi annui derivanti da lavoro autonomo occasionale, puoi emettere ricevute fiscali con ritenuta d’acconto al 20% senza aprire la partita IVA. Superata quella soglia, o anche sotto soglia ma con un’attività che presenta caratteri di abitualità (clienti fissi, tariffe strutturate, calendario di lavoro), l’apertura della partita IVA non è facoltativa: è un obbligo di legge previsto dal DPR 633/1972.

In pratica, un video maker che realizza video matrimoniali ogni weekend, che gestisce più commesse contemporaneamente o che fattura a brand e agenzie in modo continuativo, deve avere la partita IVA per video maker fin dal primo giorno di attività stabile.

Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – Aprire la partita IVA

2. Codici ATECO per video maker: quale scegliere {#codici-ateco}

Il codice ATECO è il codice alfanumerico che identifica la tua attività agli occhi del Fisco. La scelta è cruciale perché determina tre variabili fondamentali: il coefficiente di redditività nel regime forfettario, l’inquadramento previdenziale (Gestione Separata INPS o Gestione Artigiani e Commercianti) e, in alcuni casi, l’obbligo di iscriversi alla Camera di Commercio.

Per un video maker esistono tre codici principali, ciascuno adatto a un profilo diverso.

Tabella comparativa codici ATECO per video maker

Codice ATECODescrizioneCoefficiente redditivitàPrevidenzaCamera di Commercio
74.20.19Altre attività di riprese fotografiche78%Gestione Artigiani e Commercianti INPS
59.11.00Produzione cinematografica, di video e programmi televisivi67%Gestione Artigiani e Commercianti INPS
59.12.00Post-produzione cinematografica, di video e programmi televisivi67%Gestione Artigiani e Commercianti INPS
74.20.12Attività fotografiche aeree e subacquee78%Gestione Artigiani e Commercianti INPS

Codice 74.20.19 – Il più usato dai video maker freelance

Il codice 74.20.19 – Altre attività di riprese fotografiche è quello più utilizzato da chi lavora come video maker autonomo su commissione. Copre:

  • Riprese video di eventi (matrimoni, convegni, fiere, conferenze)
  • Produzione di video promozionali e commerciali
  • Riprese per campagne pubblicitarie e contenuti di marketing
  • Video per social media, aziende e professionisti
  • Produzione fotografica in tutti i suoi ambiti applicativi

Il coefficiente di redditività del 78% è il più favorevole tra quelli disponibili per questa categoria: significa che solo il 78% del fatturato viene considerato reddito imponibile, con un abbattimento forfettario del 22% a copertura dei costi.

Codice 59.11.00 – Per produzioni audiovisive strutturate

Il codice 59.11.00 è indicato per chi realizza produzioni più complesse: cortometraggi, documentari, film, serie, spot televisivi, animazioni. Questo codice presuppone una struttura produttiva più articolata e il coefficiente di redditività scende al 67%, il che comporta un imponibile fiscale inferiore.

Codice 59.12.00 – Solo post-produzione e montaggio

Chi si occupa esclusivamente di montaggio video, color grading, sound design e post-produzione, senza gestire le riprese, può inquadrarsi con il codice 59.12.00. Anche in questo caso si applica il coefficiente del 67%.

Codice 74.20.12 – Video maker con drone

Se utilizzi droni per le riprese, il codice da aggiungere (come secondario) è il 74.20.12 – Attività fotografiche aeree e subacquee. Attenzione: per operare commercialmente con droni è necessario essere in possesso del patentino ENAC rilasciato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

Più codici ATECO contemporaneamente

La partita IVA per video maker può includere più codici ATECO simultaneamente: uno primario e uno o più secondari. Se giri i video con un codice e li monti con un altro, o se aggiungi l’attività di drone operator, l’Agenzia delle Entrate consente la gestione multipla. Il codice primario è quello che determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario.

Fonte ufficiale: Istat – Classificazione delle attività economiche ATECO 2007

3. Regime fiscale: forfettario o semplificato? {#regime-fiscale}

Quando si apre la partita IVA per video maker, la prima scelta importante riguarda il regime fiscale. Le opzioni principali sono due: il regime forfettario e il regime ordinario semplificato.

Confronto tra i due regimi

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario Semplificato
Limite di fatturato85.000 € annuiNessun limite
Aliquota imposta5% (primi 5 anni) o 15%IRPEF a scaglioni (23% – 43%)
IVA in fatturaNon si applicaSi applica al 22%
Ritenuta d’accontoNon si applicaSi applica al 20%
ContabilitàSemplificataObbligatoria (entrate/uscite)
Deducibilità spese realiNo (costi forfettari)
Fatturazione elettronicaObbligatoria tramite SDIObbligatoria tramite SDI

Per la maggior parte dei video maker che iniziano o che hanno fatturati contenuti, il regime forfettario è la scelta più conveniente. L’assenza di IVA in fattura semplifica i rapporti con i clienti privati e la tassazione agevolata abbatte l’impatto fiscale negli anni iniziali.

Il regime ordinario semplificato può diventare preferibile quando i costi effettivi superano il 22% del fatturato previsto forfettariamente, o quando il fatturato supera i 85.000 euro.

Per approfondire i requisiti di accesso e le regole operative, consulta la guida completa su come aprire partita IVA in regime forfettario.

4. Calcolo delle tasse con il regime forfettario {#calcolo-tasse}

Il regime forfettario funziona in modo differente dall’IRPEF ordinaria. Non si calcola la tassa su tutto il fatturato, ma si applica prima il coefficiente di redditività e poi l’imposta sostitutiva.

Formula di calcolo

Reddito imponibile = Fatturato × Coefficiente di redditività

Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × Aliquota (5% o 15%)

Quando si applica l’aliquota ridotta al 5%

L’aliquota agevolata del 5% si applica per i primi 5 anni di attività, a condizione che:

  • Non si siano svolte attività di lavoro autonomo o d’impresa nei 3 anni precedenti l’apertura
  • L’attività non sia una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente
  • In caso di prosecuzione di attività altrui, il cedente non abbia superato i 85.000 euro nell’anno solare precedente

Dal sesto anno in poi si passa al 15% sul reddito imponibile.

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Esempio pratico con ATECO 74.20.19

Un video maker con fatturato annuo di 40.000 euro e codice 74.20.19 (coefficiente 78%):

CalcoloImporto
Fatturato annuo40.000 €
Reddito imponibile (40.000 × 78%)31.200 €
Imposta sostitutiva al 5% (primo anno)1.560 €
Imposta sostitutiva al 15% (dal 6° anno)4.680 €

Per calcolare con precisione l’imposta dovuta in base al tuo fatturato stimato, puoi usare il calcolo tasse regime forfettario.

Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – Regime forfettario

5. Contributi INPS per video maker {#contributi-inps}

Oltre alle imposte, la partita IVA per video maker comporta il versamento dei contributi previdenziali all’INPS. La gestione previdenziale dipende dal codice ATECO scelto.

Gestione Artigiani e Commercianti INPS (ATECO 74.20.19 e 59.11.00)

I video maker con i codici 74.20.19 e 59.11.00, richiedendo l’iscrizione alla Camera di Commercio, versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede:

  • Contributi fissi 2026: circa 4.521,36 euro annui (da versare in 4 rate trimestrali indipendentemente dal reddito)
  • Contributi variabili: 24% sul reddito imponibile eccedente il minimale di 18.808 euro (2026)
  • Riduzione del 35% per i forfettari: i titolari di partita IVA in regime forfettario possono richiedere all’INPS la riduzione del 35% sull’intero ammontare contributivo (sia fissi che variabili)

Attenzione: la riduzione del 35% riduce anche l’importo della futura pensione in proporzione.

Scadenze contributi 2026

RataScadenza
1ª rata contributi fissi16 maggio 2026
2ª rata contributi fissi20 agosto 2026
3ª rata contributi fissi16 novembre 2026
4ª rata contributi fissi16 febbraio 2027
Saldo e acconto (contributi variabili)30 giugno / 30 novembre

Per un quadro completo su come funziona il calcolo previdenziale in base al fatturato, consulta la guida al calcolo INPS partita IVA.

Fonte ufficiale: INPS – Contributi artigiani e commercianti

6. Come aprire la partita IVA per video maker passo dopo passo {#come-aprire}

La procedura di apertura della partita IVA per video maker si articola in più passaggi, con alcune differenze in base al codice ATECO scelto.

Procedura per codice 74.20.19 (libero professionista/artigiano)

Passo 1 – Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate

Compila e invia il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate indicando:

  • Il codice ATECO scelto
  • Il regime fiscale (forfettario o ordinario)
  • I dati anagrafici e la data di inizio attività

Il modello si trasmette:

  • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
  • A mano presso qualsiasi sportello dell’Agenzia delle Entrate
  • Tramite raccomandata con ricevuta di ritorno

Il costo è zero se si procede autonomamente.

Passo 2 – Iscrizione alla Camera di Commercio

Con i codici 74.20.19 e 59.11.00, l’attività di video maker richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio tramite la pratica ComUnica. In questo caso è consigliabile affidarsi a un commercialista per gestire correttamente la pratica.

Passo 3 – Apertura posizione INPS

L’iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS avviene automaticamente a seguito della registrazione alla Camera di Commercio. Riceverai comunicazione dell’avvenuta iscrizione direttamente dall’ente.

Passo 4 – Attivazione fatturazione elettronica

Registra o verifica il tuo accesso al portale dell’Agenzia delle Entrate – Sistema di Interscambio (SDI) per emettere e ricevere fatture elettroniche.

Documenti necessari

  • Documento di identità valido
  • Codice fiscale
  • Dati bancari (IBAN) per i versamenti
  • Eventuale documentazione professionale (per codici che richiedono abilitazioni specifiche)

7. Fatturazione elettronica per video maker {#fatturazione-elettronica}

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA in Italia, compresi i video maker in regime forfettario, dal 1° luglio 2022 (per quelli con ricavi superiori a 25.000 euro) e dal 1° gennaio 2024 per tutti, senza eccezioni.

Le fatture devono essere trasmesse esclusivamente tramite il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate, nel formato XML conforme alle specifiche tecniche ufficiali.

Come funziona in pratica

  1. Si emette la fattura tramite un software di fatturazione elettronica
  2. Il file XML viene inviato al SDI
  3. Il SDI controlla la fattura e la recapita al cliente tramite il suo codice destinatario o PEC
  4. Il cliente riceve una ricevuta di consegna

Per i video maker in regime forfettario, le fatture non riportano l’IVA e devono contenere la dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, della Legge n. 190/2014 e successive modifiche – Regime Forfettario. Imposta non esposta ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014.”

Per comprendere tutti i dettagli operativi, consulta la guida alla fattura elettronica per forfettari.

Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – Fatturazione elettronica

8. Spese deducibili per video maker {#spese-deducibili}

Nel regime forfettario, le spese reali sostenute per l’attività non sono deducibili individualmente. Il Fisco riconosce una quota forfettaria di costi pari al complemento del coefficiente di redditività: per un video maker con codice 74.20.19, il 22% del fatturato è automaticamente considerato come copertura delle spese.

L’unica eccezione riguarda i contributi previdenziali: questi sono deducibili integralmente dal reddito imponibile nel regime forfettario.

Regime ordinario: quali spese si possono scaricare

Chi supera gli 85.000 euro o sceglie il regime ordinario può dedurre le spese reali. Per un video maker, le principali voci deducibili includono:

CategoriaEsempi
AttrezzaturaFotocamere, videocamere, droni, stabilizzatori, luci
Hardware e softwareComputer, monitor, hard disk, software di montaggio
Accessori tecniciObiettivi, microfoni, schede audio, batterie
MobilitàAuto (con i limiti previsti dalla normativa), trasporti
Abbonamenti professionaliSoftware in cloud, piattaforme di distribuzione
FormazioneCorsi, libri, tutorial professionali
ComunicazioniLinea internet, telefono (quota professionale)

Per chi gestisce la partita IVA per video maker nel regime ordinario, è fondamentale conservare tutte le fatture di acquisto e registrarle nel registro degli acquisti.

9. Esempi pratici di calcolo {#esempi-pratici}

Esempio A – Video maker eventi, fatturato 30.000 €, ATECO 74.20.19, primo anno

VoceCalcoloImporto
Fatturato annuo30.000 €
Reddito imponibile (× 78%)30.000 × 0,7823.400 €
Contributi INPS fissi4.521 €
Riduzione 35% INPS4.521 × 0,35-1.582 €
Contributi netti fissi2.939 €
Base imponibile fiscale (23.400 – 2.939)20.461 €
Imposta sostitutiva al 5%20.461 × 0,051.023 €
Totale tributi e contributi~3.962 €

Esempio B – Video maker aziendale, fatturato 60.000 €, ATECO 74.20.19, dal 6° anno

VoceCalcoloImporto
Fatturato annuo60.000 €
Reddito imponibile (× 78%)60.000 × 0,7846.800 €
Contributi INPS fissi4.521 €
Contributi variabili (24% su 46.800 – 18.808)27.992 × 0,246.718 €
Totale contributi (senza riduzione)11.239 €
Base imponibile fiscale (46.800 – 11.239)35.561 €
Imposta sostitutiva al 15%35.561 × 0,155.334 €
Totale tributi e contributi~16.573 €

Questi esempi sono illustrativi. Per un calcolo personalizzato, utilizza il calcolatore tasse partita IVA.

FAQ {#faq}

Quando è obbligatorio aprire la partita IVA per video maker?

La partita IVA per video maker è obbligatoria quando l’attività si svolge in modo continuativo e abituale, indipendentemente dal fatturato. Se i compensi da lavoro autonomo occasionale superano i 5.000 euro lordi annui, la partita IVA diventa obbligatoria per legge (art. 5, DPR 633/1972).

Quale codice ATECO è più adatto a un video maker freelance?

Per un video maker che lavora su commissione realizzando video promozionali, eventi e contenuti aziendali, il codice più adatto è il 74.20.19 – Altre attività di riprese fotografiche, che prevede un coefficiente di redditività favorevole del 78% nel regime forfettario.

Quanto si paga di tasse con la partita IVA per video maker in regime forfettario?

Con il codice 74.20.19 e un fatturato di 40.000 euro, il reddito imponibile è di 31.200 euro (il 78%). L’imposta sostitutiva è del 5% nei primi 5 anni (1.560 euro) e del 15% dal sesto anno (4.680 euro), da sommare ai contributi INPS.

È necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio per aprire la partita IVA per video maker?

Sì. Con i codici ATECO 74.20.19, 59.11.00 e 59.12.00 l’attività di video maker è classificata come impresa (artigianale o commerciale), pertanto richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio.

Qual è il limite di fatturato per restare nel regime forfettario?

Il limite è di 85.000 euro di ricavi annui. Se in corso d’anno si supera la soglia dei 100.000 euro, si esce immediatamente dal regime forfettario per quell’anno stesso. Se si supera l’85.000 ma non il 100.000, si esce dal forfettario dall’anno successivo.

Un video maker può avere più codici ATECO?

Sì. La partita IVA per video maker può includere più codici ATECO: ad esempio 74.20.19 come primario (riprese su commissione) e 74.20.12 come secondario (riprese con drone) o 59.12.00 (post-produzione). Nel regime forfettario, il coefficiente di redditività si applica in base al codice primario.

I video maker devono emettere fattura elettronica?

Sì, senza eccezioni. Dal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica tramite SDI è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, compresi i forfettari e i video maker a prescindere dal volume d’affari.

Cosa si può detrarre come spesa con la partita IVA per video maker?

Nel regime forfettario, le spese reali non si detraggono singolarmente: il sistema riconosce forfettariamente il 22% del fatturato come copertura costi. Nel regime ordinario, si possono dedurre tutte le spese inerenti all’attività (attrezzatura, software, auto, formazione, ecc.) con le relative fatture.

Come funziona la riduzione dei contributi INPS del 35% per i forfettari?

I titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS possono richiedere una riduzione del 35% su tutti i contributi dovuti. La domanda si presenta tramite il portale INPS. La riduzione comporta una minore contribuzione pensionistica futura in proporzione.

La partita IVA per video maker è compatibile con il lavoro dipendente?

Sì, con alcune limitazioni. Nel regime forfettario, il reddito da lavoro dipendente non deve superare i 30.000 euro nell’anno precedente (fanno eccezione i rapporti cessati). Per approfondire la compatibilità tra lavoro dipendente e partita IVA, consulta la guida dedicata su thecalcoloiva.com.

Un video maker minorenne può aprire la partita IVA?

Per aprire la partita IVA occorre essere maggiorenni (18 anni) o, nel caso di minori emancipati, avere l’autorizzazione del giudice tutelare. Nella generalità dei casi, la partita IVA per video maker richiede la maggiore età.

Serve un commercialista per aprire la partita IVA per video maker?

Non è obbligatorio: il modello AA9/12 si può trasmettere autonomamente all’Agenzia delle Entrate gratuitamente. Tuttavia, per l’iscrizione alla Camera di Commercio (richiesta dai codici ATECO del settore video) e per la gestione della contabilità, un commercialista o un consulente fiscale online semplifica notevolmente gli adempimenti.

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Conclusione {#conclusione}

Aprire la partita IVA per video maker è un processo gestibile con le informazioni giuste. Il passaggio chiave è identificare il codice ATECO corretto in base alla propria attività prevalente, scegliere il regime fiscale più adatto al proprio profilo di fatturato e capire in anticipo l’entità dei contributi previdenziali.

Per la maggior parte dei professionisti che iniziano, il regime forfettario con codice 74.20.19 offre il miglior equilibrio tra semplicità amministrativa e vantaggio fiscale. Con l’imposta sostitutiva al 5% per i primi cinque anni, il carico tributale rimane contenuto anche nelle fasi di avvio.

Resta fondamentale verificare periodicamente i propri ricavi per non superare i limiti del forfettario, aggiornare i codici ATECO se l’attività si evolve e adempiere puntualmente agli obblighi di fatturazione elettronica e di versamento contributivo.


Fonti ufficiali di riferimento:

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