Come Aprire Partita IVA da Soli: La Guida Definitiva Passo dopo Passo
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Vuoi sapere esattamente come aprire partita IVA da soli, senza commercialista e senza spendere un euro inutile? Sei nel posto giusto. Questa guida ti accompagna dalla scelta del regime fiscale fino all’invio del modello all’Agenzia delle Entrate, con tabelle, esempi pratici e le ultime novità normative.
1. Cos’è la Partita IVA e perché aprirla {#cosè-la-partita-iva}
La Partita IVA (acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto) è un codice identificativo fiscale composto da 11 cifre che l’Agenzia delle Entrate attribuisce a chi esercita in modo abituale e continuativo un’attività d’impresa, un’arte o una professione in Italia. I primi 7 numeri identificano il contribuente, i tre successivi individuano l’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso il codice, mentre l’undicesima cifra ha funzione di controllo.
Aprire la Partita IVA non è semplicemente un obbligo burocratico: è il tuo biglietto d’ingresso nel mondo del lavoro autonomo regolare, quello che ti permette di emettere fatture, detrarsi i costi, costruire una storia contributiva e, soprattutto, lavorare in piena legalità.
Sapere come aprire partita IVA da soli è un’informazione preziosa perché, contrariamente a quanto si crede, la procedura di base è completamente gratuita e può essere completata in poche ore, direttamente online, senza muoversi da casa.
2. Chi è obbligato ad aprire la Partita IVA {#chi-è-obbligato}
La normativa italiana — in particolare l’art. 35 del DPR 633/1972 (Testo Unico IVA) — stabilisce che sono obbligati ad aprire la Partita IVA tutti i soggetti che:
- esercitano un’attività d’impresa (commercianti, artigiani, imprenditori individuali);
- esercitano un’arte o professione (medici, avvocati, architetti, ingegneri, consulenti, grafici, traduttori, ecc.);
- svolgono l’attività in modo abituale e continuativo, anche se non esclusivo.
Quando NON è obbligatoria
Non è necessario aprire la Partita IVA se si svolgono:
- Prestazioni occasionali, sporadiche e non continuative, con compensi lordi annui inferiori a 5.000 euro (soglia per l’obbligo di iscrizione INPS alla Gestione Separata come collaboratore occasionale);
- Attività svolte esclusivamente come lavoratori dipendenti senza attività autonoma secondaria;
- Attività agricole di piccola entità rientranti in specifiche esenzioni.
⚠️ Attenzione: Il confine tra attività “occasionale” e “abituale” non è sempre chiaro. Se la tua attività si ripete nel tempo e generi reddito regolare, è quasi sempre obbligatorio aprire la Partita IVA. In caso di dubbio, consulta l’Agenzia delle Entrate o un professionista abilitato.
3. Cosa fare prima di aprire: le scelte preliminari fondamentali {#scelte-preliminari}
Prima di capire come aprire partita IVA da soli concretamente, devi rispondere a tre domande essenziali. Queste scelte influenzano tutto ciò che verrà dopo: le tasse, i contributi, gli obblighi contabili, la forma giuridica.
3.1 Che tipo di attività svolgerai?
Devi descrivere con precisione cosa farai: venderai prodotti o offrirai servizi? Lavorerai con privati (B2C) o con aziende (B2B)? Avrai dipendenti? Sei iscritto a un Albo professionale?
3.2 Quale forma giuridica scegliere?
| Forma giuridica | Caratteristiche principali | Modello da usare |
| Libero professionista | Persona fisica, attività intellettuale | AA9/12 |
| Ditta individuale | Persona fisica, attività d’impresa o artigianale | AA9/12 + eventuale Camera di Commercio |
| Società (SRL, SNC, SAS, ecc.) | Persona giuridica | AA7/10 + atto notarile + Camera di Commercio |
Per chi parte da solo e vuole un’avvio rapido, la scelta più comune è quella tra libero professionista e ditta individuale. In entrambi i casi è possibile procedere autonomamente con il modello AA9/12.
3.3 Qual è la tua previsione di fatturato?
Questo dato orienta la scelta del regime fiscale (vedi sezione successiva). Se prevedi ricavi annui inferiori a 85.000 euro, il regime forfettario è quasi sempre la scelta più conveniente.
4. Come scegliere il codice ATECO corretto {#codice-ateco}
Il codice ATECO (Attività ECOnomiche) è un codice alfanumerico che classifica la tua attività ai fini statistici e fiscali. Non è un dettaglio: è uno degli elementi più importanti da scegliere correttamente, perché:
- Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario (e quindi quanto paghi di tasse);
- Stabilisce a quale ente previdenziale devi iscriverti (INPS Gestione Separata, INPS Artigiani/Commercianti, Cassa di categoria);
- Indica eventuali obblighi di iscrizione alla Camera di Commercio.
Per trovare il codice giusto, consulta il motore di ricerca ufficiale sul sito dell’ISTAT – Classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° gennaio 2025 in sostituzione della precedente classificazione ATECO 2007.
📌 Per approfondire come scegliere il codice ATECO giusto per la tua attività, consulta la nostra guida completa: Come si sceglie il codice ATECO
Esempi pratici di codici ATECO frequenti
| Attività | Codice ATECO (indicativo) | Coefficiente forfettario |
| Consulenza di gestione aziendale | 70.22.09 | 78% |
| Sviluppo software e informatica | 62.01.00 | 67% |
| Attività giornalistica/pubblicistica | 90.03.09 | 78% |
| Artigiano edile | 43.39.09 | 40% |
| Commerciante al dettaglio | vari | 40% |
| Agente e rappresentante | 46.19.01 | 62% |
| Fisioterapista | 86.90.21 | 78% |
| Parrucchiere | 96.02.01 | 67% |
Nota: I coefficienti sopra indicati sono a titolo esemplificativo. Verifica sempre il coefficiente esatto sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
5. Quale regime fiscale scegliere {#regime-fiscale}
La scelta del regime fiscale è forse la decisione più importante che farai quando decidi di aprire partita IVA da soli. In Italia esistono principalmente due opzioni per i lavoratori autonomi e le micro-imprese.
5.1 Regime Forfettario
Il regime forfettario (introdotto dalla Legge 190/2014 e confermato integralmente dalla Legge di Bilancio 2026) è il regime agevolato più diffuso tra i nuovi titolari di Partita IVA. I suoi punti di forza sono:
- Imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di nuova attività, se si rispettano i requisiti);
- Esonero dall’IVA: non addebiti l’IVA sulle fatture e non la scarichi sugli acquisti;
- Esonero da IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive);
- Contabilità semplificata: non devi registrare i libri contabili ordinari;
- Esonero dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale).
Requisiti di accesso al Regime Forfettario
| Requisito | Soglia |
| Ricavi/compensi anno precedente | Inferiori a 85.000 euro |
| Uscita immediata dal regime | Superamento di 100.000 euro nell’anno in corso |
| Uscita differita (dall’anno successivo) | Ricavi tra 85.001 e 100.000 euro |
| Redditi da lavoro dipendente/pensione | Non superiori a 30.000 euro (salvo fine rapporto) |
| Partecipazione in società di persone/SRL | Non ammessa (salvo condizioni specifiche) |
Come si calcola l’imposta nel Forfettario
Il meccanismo è semplice:
- Ricavi annui × Coefficiente di redditività = Reddito imponibile lordo
- Reddito imponibile lordo − Contributi INPS versati = Reddito imponibile netto
- Reddito imponibile netto × Aliquota (5% o 15%) = Imposta da pagare
Esempio pratico: Un consulente IT con ricavi di 50.000 euro e coefficiente di redditività del 78%:
- Reddito imponibile lordo: 50.000 × 78% = 39.000 euro
- Contributi INPS Gestione Separata versati (es. 8.000 euro)
- Reddito imponibile netto: 39.000 − 8.000 = 31.000 euro
- Imposta al 15%: 31.000 × 15% = 4.650 euro
- Imposta al 5% (primi 5 anni): 31.000 × 5% = 1.550 euro
5.2 Regime Ordinario (o Semplificato)
Il regime ordinario prevede:
- IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%);
- Obbligo di gestione IVA (liquidazioni mensili o trimestrali, dichiarazione IVA annuale);
- Deducibilità analitica dei costi (conveniente se hai molte spese da scaricare);
- Obbligo di tenuta dei registri contabili.
È preferibile quando:
- Hai costi aziendali molto elevati (attrezzature, personale, affitti, ecc.);
- Prevedi ricavi superiori a 85.000 euro;
- Lavori con clienti che richiedono fatture con IVA per detrarsela.
6. Come aprire partita IVA da soli: la procedura passo dopo passo {#procedura-passo-dopo-passo}
Arriviamo al cuore della guida. Ecco come aprire partita IVA da soli in modo corretto, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
I documenti necessari
Prima di iniziare la procedura, assicurati di avere a disposizione:
- ✅ Documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto)
- ✅ Codice Fiscale
- ✅ SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate
- ✅ Codice ATECO della tua attività (già individuato)
- ✅ Data di inizio attività prevista
- ✅ Indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) — obbligatorio per ditte individuali e fortemente consigliato per i professionisti
Il modello corretto da usare
| Soggetto | Modello da compilare |
| Persona fisica (libero professionista, ditta individuale) | AA9/12 |
| Persona giuridica (società, associazioni) | AA7/10 |
| Soggetto non residente UE | ANR/3 |
Entrambi i modelli sono scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Passo 1 – Scegli il codice ATECO e il regime fiscale
Come descritto nelle sezioni precedenti, questa è la base di tutto. Non procedere finché non hai certezza su entrambi.
Passo 2 – Compila il modello AA9/12
Il modello AA9/12 si divide in più sezioni. Ecco cosa compilare:
| Sezione | Cosa inserire |
| Quadro A | Tipologia di dichiarazione (inizio attività) |
| Quadro B | Dati anagrafici e residenza |
| Quadro C | Natura dell’attività (impresa / arte o professione) |
| Quadro D | Dati attività: codice ATECO, data inizio, comune sede attività |
| Quadro E | Regime IVA e regime fiscale scelto |
| Quadro F | Eventuali dati aggiuntivi (numero dipendenti, ecc.) |
📌 Consulta anche la nostra guida sulle tasse Partita IVA: forfettario, INPS e ATECO per capire l’impatto di ciascuna scelta sul carico fiscale complessivo.
Passo 3 – Invia la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate
La dichiarazione di inizio attività deve essere presentata entro 30 giorni dalla data di effettivo inizio attività indicata nel modello. Puoi presentarla in tre modi:
- Online, tramite il portale FiscoOnline dell’Agenzia delle Entrate (il metodo più rapido);
- Allo sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate più vicina;
- Tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF) che la trasmette per tuo conto.
Passo 4 – Ricevi la Partita IVA
Se presenti la dichiarazione online, la Partita IVA viene attribuita e comunicata in via telematica quasi in tempo reale, solitamente entro pochi minuti o al massimo qualche ora.
Se ti presenti allo sportello, la ricevi immediatamente insieme al certificato di attribuzione.
Vuoi sapere quanto tempo ci vuole esattamente? Consulta la nostra guida: Quanto tempo ci vuole per aprire una Partita IVA
7. Apertura online tramite FiscoOnline {#apertura-online}
Capire come aprire partita IVA da soli online è la parte più pratica di questa guida. Ecco la procedura dettagliata:
Prerequisiti tecnici
- Un computer connesso a internet
- SPID (almeno di livello 2), CIE o CNS per autenticarti sul portale
- Il modello AA9/12 già compilato in formato PDF
Procedura online step-by-step
- Accedi al portale Agenzia delle Entrate – Servizi online con le tue credenziali SPID, CIE o CNS.
- Nella sezione “Servizi fiscali online”, cerca la voce dedicata alla dichiarazione di inizio attività.
- Compila il modello AA9/12 direttamente online oppure carica il file PDF che hai già preparato.
- Verifica tutti i dati inseriti prima di procedere.
- Invia la dichiarazione e attendi la conferma a schermo.
- Scarica e salva il certificato di attribuzione della Partita IVA.
📌 Approfondisci tutto quello che riguarda il certificato di attribuzione della Partita IVA nella nostra guida dedicata.
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Non hai ancora lo SPID?
Lo SPID è uno strumento oramai irrinunciabile per chi vuole gestire autonomamente la propria posizione fiscale. Puoi richiederlo gratuitamente tramite uno degli Identity Provider accreditati dall’AgID – Agenzia per l’Italia Digitale. La procedura richiede circa 15-30 minuti e un documento d’identità valido.
8. Apertura allo sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate {#apertura-sportello}
Se preferisci il contatto diretto oppure hai dubbi sulla compilazione del modello, puoi recarti fisicamente a uno sportello dell’Agenzia delle Entrate.
Come funziona
- Trova lo sportello più vicino tramite il localizzatore ufficiale;
- Prenota un appuntamento (fortemente consigliato per evitare attese);
- Porta con te: documento d’identità originale + copia, codice fiscale e il modello AA9/12 compilato a mano;
- Il funzionario verificherà i dati e ti rilascerà immediatamente il certificato di attribuzione della Partita IVA.
9. Iscrizione alla previdenza: INPS e Casse di categoria {#iscrizione-previdenza}
L’apertura della Partita IVA non esaurisce gli adempimenti. Uno dei passaggi più importanti — e spesso trascurato da chi vuole fare tutto da solo — è l’iscrizione alla gestione previdenziale appropriata. I contributi previdenziali sono obbligatori e vanno versati indipendentemente dai guadagni effettivi (almeno per la quota minimale).
A quale ente previdenziale iscriversi?
| Tipo di attività | Ente previdenziale |
| Professionista senza Albo (consulente, copywriter, web designer, ecc.) | INPS – Gestione Separata |
| Professionista con Albo che ha una Cassa di categoria (avvocato, medico, ingegnere, ecc.) | Cassa professionale di riferimento |
| Artigiano (idraulico, elettricista, falegname, ecc.) | INPS – Gestione Artigiani |
| Commerciante (negozio, e-commerce, agente, ecc.) | INPS – Gestione Commercianti |
| Agricoltore | INPS – Gestione coltivatori diretti |
Aliquote INPS principali (valori aggiornati)
| Gestione INPS | Aliquota contributiva |
| Gestione Separata (professionisti) | ~26,07% del reddito imponibile |
| Gestione Artigiani | Contributo fisso minimale + quota variabile |
| Gestione Commercianti | Contributo fisso minimale + quota variabile |
⚠️ Le aliquote INPS vengono aggiornate ogni anno con apposita circolare. Verifica sempre i valori aggiornati sul sito ufficiale INPS.it.
Termini di iscrizione
- Gestione Separata INPS: l’iscrizione avviene automaticamente con la prima dichiarazione dei redditi, ma è bene attivarla appena aperta la Partita IVA tramite il portale INPS;
- INPS Artigiani/Commercianti: l’iscrizione alla Camera di Commercio attiva automaticamente la comunicazione all’INPS. Puoi comunque iscriverti direttamente tramite INPS.it;
- Casse professionali: ogni Cassa ha le proprie procedure. In genere l’iscrizione all’Albo professionale attiva automaticamente l’iscrizione alla Cassa corrispondente.
10. Costi reali dell’apertura {#costi-reali}
Uno dei vantaggi di sapere come aprire partita IVA da soli è il risparmio sui costi di apertura. Vediamo in dettaglio la situazione.
Costi di apertura pura (modello AA9/12)
| Voce | Costo |
| Compilazione e invio modello AA9/12 | Gratuito |
| Attribuzione Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate | Gratuito |
Aprire la Partita IVA come libero professionista o ditta individuale è completamente gratuito. Non ci sono diritti di segreteria, né bolli, né spese di istruttoria.
Costi aggiuntivi per commercianti e artigiani (ditta individuale)
| Voce | Costo indicativo |
| Iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio) | ~120-200 euro (diritto annuale incluso) |
| Diritto camerale annuale | ~53-150 euro (varia per categoria e fatturato) |
| Marca da bollo per domanda CCIAA | ~17,50 euro |
| Eventuale diritto di segreteria CCIAA | ~18 euro |
Costi di gestione annuale (i più rilevanti)
Questi sono i costi che pesano davvero nel lungo periodo:
| Voce | Importo indicativo |
| Contributi INPS (Gestione Separata) | ~26% del reddito imponibile |
| Imposta sostitutiva (forfettario, aliquota standard) | 15% del reddito imponibile |
| Imposta sostitutiva (forfettario, nuove attività) | 5% del reddito imponibile (primi 5 anni) |
| PEC (Posta Elettronica Certificata) | ~5-20 euro/anno |
| Software fatturazione elettronica | da 0 euro (alcuni gratuiti) a ~200 euro/anno |
| Eventuale commercialista per dichiarazione redditi | ~500-1.500 euro/anno (facoltativo) |
📌 Vuoi sapere quanto pagherai di tasse con la tua situazione specifica? Leggi la nostra guida: Calcolo tasse regime forfettario per Partita IVA
11. Adempimenti obbligatori dopo l’apertura {#adempimenti-dopo-lapertura}
Aprire la Partita IVA è solo l’inizio. Una volta ottenuto il numero, chi vuole gestire tutto da solo deve conoscere e rispettare una serie di adempimenti periodici.
11.1 Fatturazione elettronica
L’obbligo di fatturazione elettronica si estende, dal 1° gennaio 2024, a tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i soggetti in regime forfettario. Le fatture devono essere inviate tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.
Elementi obbligatori di una fattura elettronica:
- Dati del cedente/prestatore (nome, Partita IVA, indirizzo);
- Dati del cessionario/committente;
- Data e numero progressivo della fattura;
- Descrizione del servizio/prodotto;
- Imponibile e aliquota IVA (o dicitura di esenzione/esclusione);
- Codice destinatario o PEC del cliente.
Per i forfettari: in fattura non si applica l’IVA e si inserisce la dicitura “Operazione in regime di vantaggio ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Operazione senza applicazione dell’IVA” oppure la dicitura analoga con il codice natura N2.2. Se l’importo supera 77,47 euro, è obbligatorio applicare la marca da bollo virtuale di 2 euro.
11.2 Dichiarazione dei Redditi
- Forfettario: compila il Modello Redditi PF (non il 730), solitamente entro il 30 novembre dell’anno successivo;
- Regime ordinario: presenta dichiarazione IVA annuale + Modello Redditi PF.
11.3 Versamento dell’Imposta Sostitutiva / IRPEF
Il pagamento avviene in due momenti:
- Acconto (novembre): 100% dell’imposta dell’anno precedente (o con metodo previsionale);
- Saldo (giugno): si paga la differenza tra quanto dovuto e quanto già versato in acconto.
11.4 Contributi INPS
| Gestione | Scadenze versamento |
| Gestione Separata | Tramite F24, entro le scadenze di saldo e acconto (giugno e novembre) |
| Artigiani/Commercianti | 4 rate fisse trimestrali (febbraio, maggio, agosto, novembre) + conguaglio |
11.5 Liquidazioni IVA (solo regime ordinario)
Chi è in regime ordinario deve effettuare le liquidazioni periodiche IVA:
- Mensile: contribuenti con volume d’affari superiore a 400.000 euro (servizi) o 700.000 euro (beni);
- Trimestrale: gli altri (con maggiorazione dell’1%).
12. Errori da evitare quando si apre partita IVA da soli {#errori-da-evitare}
Aprire partita IVA da soli è possibile, ma ci sono trappole in cui cadono anche i più attenti. Ecco le più frequenti:
❌ Errore 1 – Sbagliare il codice ATECO
Un codice ATECO errato può portare a un coefficiente di redditività sbagliato (e quindi a pagare più tasse del dovuto, o a rischiare contestazioni), a iscriversi alla gestione INPS sbagliata, o a non rispettare gli obblighi di iscrizione alla Camera di Commercio. Verifica sempre sulla tabella ATECO ufficiale.
❌ Errore 2 – Non aprire la Partita IVA prima di iniziare a lavorare
La Partita IVA deve essere aperta entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Lavorare senza averla aperta espone a sanzioni amministrative e rischi fiscali.
❌ Errore 3 – Confondere il regime forfettario con l’esonero totale dalle tasse
Il forfettario semplifica, non elimina gli obblighi. Devi comunque versare i contributi INPS, emettere fatture elettroniche e presentare la dichiarazione dei redditi.
❌ Errore 4 – Non accantonare le imposte durante l’anno
Uno degli errori più costosi: incassare tutto senza mettere da parte la quota per le tasse. La regola pratica: accantona almeno il 25-30% di ogni incasso per far fronte a imposte e contributi. In regime forfettario al 5% il margine è più che sufficiente.
❌ Errore 5 – Trascurare l’obbligo di PEC
La Posta Elettronica Certificata è obbligatoria per le ditte individuali al momento dell’iscrizione alla Camera di Commercio, e de facto indispensabile per qualsiasi comunicazione ufficiale con la Pubblica Amministrazione. I professionisti dovrebbero averla comunque.
❌ Errore 6 – Dimenticare la scadenza del 30 giugno per la dichiarazione
La dichiarazione dei redditi in forma precompilata o con il Modello Redditi PF ha scadenze precise. Superarle comporta sanzioni. Segna le date nel calendario fiscale.
❌ Errore 7 – Aprire una società quando basta la ditta individuale
Molti nuovi imprenditori pensano che aprire una SRL dia più credibilità o convenienza fiscale. In realtà, per fatturati sotto gli 85.000 euro, il regime forfettario con ditta individuale è quasi sempre più conveniente e molto meno costoso da gestire.
13. Tabelle riepilogative {#tabelle-riepilogative}
Riepilogo completo della procedura
| Passo | Azione | Dove | Costo | Tempistica |
| 1 | Scegliere il codice ATECO | ISTAT | Gratuito | Prima dell’apertura |
| 2 | Scegliere il regime fiscale | Valutazione personale / consulenza | 0-100 euro | Prima dell’apertura |
| 3 | Ottenere SPID/CIE/CNS | Enti accreditati | Gratuito | Prima dell’apertura |
| 4 | Compilare il modello AA9/12 | Agenzia Entrate | Gratuito | Giorno di apertura |
| 5 | Inviare online o allo sportello | FiscoOnline / Sportello ADE | Gratuito | Entro 30 gg dall’inizio attività |
| 6 | Ricevere il numero di Partita IVA | Agenzia Entrate | — | Poche ore (online) |
| 7 | Iscriversi all’ente previdenziale | INPS / Cassa categoria | Gratuito (iscrizione) | Entro 30 gg dall’inizio |
| 8 | Attivare la PEC | Provider certificato | ~5-20 euro/anno | Entro pochi giorni |
| 9 | Scegliere software fatturazione | Vari | da 0 euro | Prima di emettere la prima fattura |
| 10 | Prima fattura elettronica | SdI Agenzia Entrate | Gratuito (invio) | Dal primo giorno di attività |
Confronto Regime Forfettario vs Regime Ordinario
| Caratteristica | Forfettario | Ordinario |
| Aliquota fiscale | 5% o 15% (imposta sostitutiva) | 23%-43% (IRPEF scaglioni) |
| IVA sulle fatture | Non si applica | Si applica (22%, 10%, 4%) |
| Detrazione costi | No (forfettaria) | Sì (analitica) |
| Obbligo ISA | No | Sì |
| Contabilità | Semplificata | Ordinaria o semplificata |
| Limite di accesso | 85.000 euro di ricavi | Nessun limite |
| Adatto a chi ha… | Pochi costi, fatturato sotto 85k€ | Molti costi, fatturato elevato |
FAQ – Domande Frequenti {#faq}
È davvero possibile aprire partita IVA da soli senza un commercialista?
Sì, è assolutamente possibile. L’apertura della Partita IVA è una procedura che chiunque può svolgere autonomamente: basta compilare il modello AA9/12 e inviarlo online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate o consegnarlo allo sportello fisico. La procedura è gratuita e non richiede competenze tecniche particolari. Tuttavia, la scelta del codice ATECO, del regime fiscale e della gestione previdenziale sono decisioni con implicazioni importanti: se hai dubbi, anche una sola consulenza iniziale con un professionista può valere molto più del suo costo.
Quanto tempo ci vuole per aprire la Partita IVA?
Se presenti la richiesta online tramite il portale FiscoOnline dell’Agenzia delle Entrate, la Partita IVA viene attribuita quasi in tempo reale — solitamente entro pochi minuti o qualche ora. Allo sportello fisico la ricevi direttamente al momento della presentazione dei documenti. I tempi si allungano solo se devi iscriverti anche alla Camera di Commercio (necessario per artigiani e commercianti), operazione che può richiedere alcuni giorni lavorativi.
Quanto costa aprire la Partita IVA da soli?
L’apertura della Partita IVA è gratuita per liberi professionisti e ditte individuali che non hanno obblighi di iscrizione alla Camera di Commercio. Il modello AA9/12 è gratuito, la trasmissione online è gratuita e l’attribuzione del numero da parte dell’Agenzia delle Entrate è gratuita. Per commercianti e artigiani, l’iscrizione alla Camera di Commercio comporta costi fissi (diritto camerale annuale, diritto di segreteria, marca da bollo) che si aggirano tra i 150 e i 250 euro complessivi.
Qual è la differenza tra il modello AA9/12 e il modello AA7/10?
Il modello AA9/12 è destinato alle persone fisiche: liberi professionisti, ditte individuali, artigiani, commercianti. Il modello AA7/10 è invece per le persone giuridiche: società di persone (SNC, SAS), società di capitali (SRL, SPA), associazioni e altri enti. Se operi da solo e non hai costituito una società, utilizzerai sempre l’AA9/12.
Posso aprire la Partita IVA anche se sono già dipendente?
Sì, è possibile avere contemporaneamente un rapporto di lavoro dipendente e una Partita IVA. Tuttavia, devi verificare due cose fondamentali: (1) che il contratto di lavoro dipendente non contenga clausole di esclusività che vietino lo svolgimento di attività autonoma; (2) che i redditi da lavoro dipendente o pensione non superino i 30.000 euro lordi annui, requisito necessario per accedere al regime forfettario. Se il tuo datore di lavoro ti ha licenziato nell’anno precedente l’apertura, il limite dei 30.000 euro non si applica.
Cosa succede se supero i 85.000 euro di ricavi nel regime forfettario?
Se nel corso dell’anno superi la soglia di 85.000 euro ma rimani sotto i 100.000 euro, uscirai dal regime forfettario dall’anno successivo e passerai automaticamente al regime ordinario. Se invece superi i 100.000 euro nel corso dell’anno stesso, l’uscita dal regime forfettario è immediata: dal momento del superamento devi iniziare ad applicare l’IVA sulle fatture e adottare un regime contabile ordinario o semplificato.
È obbligatorio avere un commercialista per gestire la Partita IVA?
No, non è obbligatorio per legge avere un commercialista. Molti titolari di Partita IVA in regime forfettario gestiscono autonomamente la propria posizione fiscale, almeno per la parte corrente (fatturazione, versamenti). La dichiarazione dei redditi è tecnicamente compilabile in autonomia, sebbene richieda attenzione e conoscenza della normativa. Il ricorso a un professionista è fortemente consigliato per situazioni complesse: multiattività, presenza di dipendenti, transizione tra regimi fiscali, accertamenti.
È obbligatoria la fatturazione elettronica anche per i forfettari?
Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso a tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i soggetti in regime forfettario e in regime dei minimi. Le fatture devono transitare obbligatoriamente attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Non è più ammessa la fattura cartacea, salvo specifiche eccezioni (operazioni con soggetti non residenti, alcune categorie particolari).
Posso aprire Partita IVA da soli se risiedo all’estero ma sono cittadino italiano iscritto all’AIRE?
I cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE che vogliono aprire una Partita IVA in Italia devono valutare attentamente la propria residenza fiscale e i trattati internazionali contro la doppia imposizione. In linea generale, per aprire la Partita IVA senza avere una stabile organizzazione in Italia, possono usare il modello ANR/3 (per soggetti non residenti UE) o, se risiedono in un altro Paese UE, richiedere l’identificazione diretta. È consigliabile una consulenza specializzata per questa casistica.
Cosa si intende per “inizio attività” ai fini dell’obbligo di apertura della Partita IVA?
Ai fini dell’obbligo di presentare la dichiarazione di inizio attività, per “inizio attività” si intende il primo atto rilevante dal punto di vista economico: non necessariamente il primo incasso, ma il primo atto preparatorio o la prima operazione svolta nell’esercizio dell’attività (ad esempio, la stipula del primo contratto, l’acquisto di attrezzature destinate all’attività, il primo preventivo accettato). Da quel momento decorrono i 30 giorni per la presentazione del modello AA9/12.
Come faccio a sapere se la mia attività rientra tra quelle soggette all’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio?
L’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio è obbligatoria per i commercianti, gli artigiani e, in generale, per chi esercita un’attività d’impresa (ai sensi dell’art. 2082 del Codice Civile). Non è invece richiesta per i liberi professionisti (avvocati, medici, consulenti, ecc.) che svolgono attività intellettuale. Puoi verificare il tuo obbligo consultando il sito ufficiale di Unioncamere o della Camera di Commercio della tua provincia.
Posso modificare il codice ATECO o il regime fiscale dopo l’apertura?
Sì, entrambe le modifiche sono possibili. Per cambiare il codice ATECO devi presentare una comunicazione di variazione dati all’Agenzia delle Entrate (usando lo stesso modello AA9/12, ma con la casella “variazione dati” barrata), entro 30 giorni dalla data in cui hai effettivamente cambiato o ampliato la tua attività. Il cambio di regime fiscale avviene invece in modo automatico (per il forfettario: al superamento delle soglie, o per venir meno di un requisito) oppure per scelta espressa in sede di dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento.
Quali sono i contributi INPS minimi da versare nel primo anno di Partita IVA in regime forfettario?
Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (professionisti senza Cassa di categoria), non esistono contributi minimi fissi: si versa una percentuale (circa 26%) del reddito effettivamente prodotto. Se il reddito è zero, i contributi sono zero. Per gli artigiani e i commercianti, esiste invece un minimale contributivo fisso che va versato ogni anno indipendentemente dal reddito prodotto, più una quota variabile sul reddito eccedente il minimale. I valori esatti del minimale vengono aggiornati ogni anno dall’INPS con apposita circolare: consulta il sito INPS.it per i valori in vigore nell’anno corrente.
Conclusione {#conclusione}
Sapere come aprire partita IVA da soli è un’abilità concreta, alla portata di chiunque, che può farti risparmiare tempo e denaro fin dal primo giorno. La procedura, nella sua forma base, è semplice: scegli il codice ATECO, seleziona il regime fiscale, compila il modello AA9/12 e invialo all’Agenzia delle Entrate. In poche ore hai la tua Partita IVA.
Il vero valore di questa guida, però, sta in ciò che viene prima e dopo quella procedura: le scelte fiscali, previdenziali e operative che determinano se la tua attività autonoma sarà sostenibile, efficiente e in regola con il Fisco.
Riepiloghiamo i punti chiave:
- L’apertura è gratuita per i liberi professionisti: nessun costo per il modello AA9/12;
- Il regime forfettario è quasi sempre la scelta migliore per chi parte e prevede ricavi sotto 85.000 euro;
- La flat tax al 5% per i primi 5 anni è un vantaggio concreto e significativo;
- La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari;
- I contributi INPS vanno versati sempre, indipendentemente dal regime fiscale;
- La PEC è essenziale per comunicare con la Pubblica Amministrazione.
Se vuoi approfondire gli aspetti più operativi della gestione quotidiana della tua Partita IVA — dal calcolo dell’IVA trimestrale alle scadenze fiscali — puoi esplorare le nostre guide tematiche:
- 📖 Aprire Partita IVA senza commercialista: tutti i passi
- 📖 Regime forfettario: guida definitiva
- 📖 Quanto costa aprire una Partita IVA
Link alle fonti ufficiali
- 🔗 Agenzia delle Entrate – Come aprire una Partita IVA
- 🔗 INPS – Gestione Separata
- 🔗 AgID – Come ottenere lo SPID
- 🔗 ISTAT – Classificazione ATECO 2025
- 🔗 Unioncamere – Registro delle Imprese
Questa guida è aggiornata con le normative vigenti e viene revisionata periodicamente per riflettere le modifiche legislative. Per situazioni personali specifiche, è sempre consigliabile confrontarsi con un professionista abilitato.