TD23: Estrazione Beni da Deposito IVA
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Il TD23 (Estrazione Beni da Deposito IVA con Versamento dell’IVA) rappresenta uno dei tipi documento più specifici nell’ambito della fatturazione elettronica italiana. Questo codice è utilizzato quando l’IVA diventa esigibile al momento dell’estrazione dal deposito e viene versata tramite pagamento (F24), tipicamente dal gestore del deposito, invece che tramite meccanismo di reverse charge.
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Cosa è il TD23 e Quando si Utilizza
Il TD23 è un tipo documento del Sistema di Interscambio utilizzato per documentare l’estrazione di beni da un deposito IVA con versamento dell’IVA. La caratteristica distintiva del TD23 rispetto al TD22 non è primariamente la provenienza dei beni, ma la modalità di regolazione dell’IVA: il TD23 si applica quando l’imposta viene versata tramite F24 dal gestore del deposito, mentre il TD22 comporta l’applicazione del reverse charge.
Differenza Fondamentale: TD22 vs TD23
La distinzione tra questi due tipi documento è cruciale:
| Caratteristica | TD22 | TD23 |
| Modalità Versamento IVA | Reverse charge (inversione contabile) | Versamento tramite F24 |
| Responsabilità Versamento | Soggetto che estrae (autofattura) | Gestore del deposito (solidalmente responsabile) |
| Caso Tipico | Beni da acquisto intracomunitario o immissione in libera pratica | Beni già presenti in Italia ceduti con introduzione in deposito IVA (art. 50-bis, c.4, lett. c) |
| Normativa Principale | Art. 50-bis, c.6 DL 331/93 | Art. 50-bis, c.4, lett. c) e c.6 DL 331/93 |
| Registrazione | Doppia: emesse e acquisti (imponibile e imposta) | Solo acquisti (sola imposta con estremi F24) |
IMPORTANTE: Sebbene il TD23 sia tipicamente utilizzato per beni nazionali già presenti in Italia introdotti in deposito IVA, l’elemento decisivo è la modalità di versamento dell’IVA, non esclusivamente la provenienza dei beni. Il TD23 si applica quando l’IVA è versata dal gestore del deposito tramite F24, invece che tramite reverse charge.
Il Deposito IVA: Contesto Normativo
Cos’è un Deposito IVA
I depositi IVA sono luoghi fisici regolamentati dall’articolo 50-bis del D.L. 331/93, dove possono essere custoditi determinati beni in regime di sospensione d’imposta. Questi depositi facilitano gli scambi commerciali permettendo di differire l’applicazione dell’IVA fino al momento dell’estrazione dei beni per l’utilizzo o la commercializzazione nel territorio italiano.
Beni Ammessi nei Depositi IVA
Possono essere introdotti nei depositi IVA:
- Beni nazionali elencati nella Tabella A-bis allegata al DL 331/93 (rame, zinco, alluminio, piombo, stagno, nichel, cereali, caffè, cacao, oli vegetali, ecc.)
- Beni comunitari provenienti da acquisti intracomunitari
- Beni extracomunitari immessi in libera pratica
Vantaggi del Sistema dei Depositi IVA
Il meccanismo dei depositi IVA offre significativi benefici operativi e finanziari:
- Differimento del versamento IVA fino all’effettiva commercializzazione
- Facilitazione delle cessioni a catena senza applicazione dell’imposta
- Miglioramento del cash flow aziendale
- Semplificazione operativa per le transazioni internazionali
Come Funziona l’Estrazione con TD23
Momento dell’Esigibilità dell’IVA
Secondo quanto stabilito dall’articolo 50-bis, comma 6, del D.L. 331/93 e chiarito dalla Circolare n. 12/E/2015 e dalla Risoluzione n. 55/E/2017 dell’Agenzia delle Entrate, il momento dell’esigibilità dell’IVA coincide con l’estrazione dei beni dal deposito IVA.
Procedura di Estrazione con TD23
Quando un soggetto passivo IVA procede all’estrazione di beni già presenti in Italia (introdotti nel deposito ai sensi dell’art. 50-bis, c.4, lett. c), deve:
- Emettere un’autofattura ai sensi dell’articolo 17, secondo comma, del D.P.R. n. 633/72
- Trasmettere il documento elettronico allo SDI (Sistema di Interscambio) con tipo documento TD23
- Indicare aliquota e imposta dovuta nel documento elettronico
- Il gestore del deposito versa l’IVA tramite modello F24 intestato al soggetto che estrae, entro il giorno 16 del mese successivo all’estrazione
Due Scenari Operativi
Il TD23 può presentarsi in due sub-casi:
Caso A1: Il soggetto che estrae i beni è lo stesso che li ha introdotti nel deposito
- Deve emettere autofattura con TD23
- Indica i propri dati sia come cedente/prestatore che come cessionario/committente
- Il gestore versa l’IVA per suo conto
Caso A2: Il soggetto che estrae i beni è diverso da quello che li ha introdotti
- Deve integrare con IVA la fattura o l’autofattura che certifica l’acquisto immediatamente precedente all’estrazione
- Emette documento TD23 con riferimento al documento precedente
- Il gestore versa l’IVA per suo conto
Compilazione del Documento TD23
Elementi Essenziali del File XML
La corretta compilazione del TD23 richiede particolare attenzione ai seguenti campi:
1. Dati Generali del Documento
Campo 2.1.1.1 <TipoDocumento>: TD23
Campo 2.1.1.3 <Data>: data di effettuazione dell’operazione (estrazione)
Campo 2.1.1.4 <Numero>: numerazione progressiva dedicata
2. Cedente/Prestatore e Cessionario/Committente
Nel caso A1 (stesso soggetto):
- Cedente/Prestatore: dati del soggetto che estrae
- Cessionario/Committente: dati del soggetto che estrae (stessi dati)
Nel caso A2 (soggetto diverso):
- Cedente/Prestatore: dati del cedente originario (può essere italiano o estero)
- Cessionario/Committente: dati del soggetto che estrae
3. Dati delle Merci/Servizi
| Campo | Contenuto |
| Imponibile | Valore dell’ultima cessione + eventuali prestazioni di servizi sui beni |
| Aliquota IVA | Aliquota applicabile (es. 22%) |
| Imposta | IVA calcolata sull’imponibile |
| Causale IVA | Riferimento art. 50-bis, c.4, lett. c) e c.6 DL 331/93 |
4. Dati Fattura Collegata (Campo 2.1.6)
FONDAMENTALE indicare:
- Gli estremi del documento emesso senza IVA che certifica l’acquisto immediatamente precedente all’estrazione
- Se la fattura è passata via SDI: l’IdSdi attribuito dal Sistema di Interscambio
- Data del documento di riferimento
- Numero del documento collegato
Utilizzo del Plafond
Nel caso in cui il soggetto che estrae disponga di plafond disponibile (esportatori abituali), può procedere all’estrazione senza pagamento dell’IVA utilizzando:
- Codice Natura N3.5: “Non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento”
- Indicazione degli estremi del protocollo della dichiarazione d’intento trasmessa all’Agenzia delle Entrate
- Riferimento alla dichiarazione d’intento nei campi facoltativi (causale o altri dati gestionali)
IMPORTANTE: Secondo la Guida alla compilazione della fattura elettronica (versione 1.10, aprile 2024), il codice N3.5 è il codice corretto utilizzato anche dal cessionario esportatore abituale che utilizza il plafond nelle operazioni con tipo documento TD23 per estrazione beni da deposito IVA introdotti ex art. 50-bis, comma 4, lett. c), DL n. 331/93.
In questo caso, il documento TD23 viene comunque emesso ma con natura N3.5 invece dell’aliquota IVA, e non comporta versamento dell’imposta.
Campo TipoDato per la Dichiarazione IVA
Il TD23 permette di valorizzare il campo 2.2.1.16.1 <TipoDato> con:
- “NellAnno”: se l’estrazione avviene nello stesso periodo d’imposta dell’introduzione/acquisto
- “AnniPreced”: se l’estrazione avviene in un periodo successivo
Questa indicazione facilita la compilazione automatica dei registri IVA e della dichiarazione annuale IVA.
Registrazione Contabile del TD23
Annotazioni nei Registri IVA
IMPORTANTE: Il documento TD23 richiede una registrazione differente rispetto al TD22.
Secondo la Guida alla compilazione della fattura elettronica (v1.10):
Registro degli Acquisti (art. 25 DPR 633/72) – UNICO REGISTRO:
- Annotazione della sola imposta con indicazione degli estremi del versamento F24
- Nel caso di variazione dell’imponibile: annotazione anche del maggiore imponibile con relativa imposta
NON si registra nel registro delle fatture emesse (a differenza del TD22).
Tempistiche di Registrazione
- Registro acquisti: entro il mese successivo all’estrazione
Variazioni dell’Imponibile
Se in fase di estrazione l’imponibile dei beni estratti è variato rispetto a quello fatturato in fase di introduzione (ad esempio per lavorazioni effettuate all’interno del deposito):
- Il maggiore imponibile e la relativa imposta vanno annotati nel registro degli acquisti
- Va tenuto conto dei servizi eventualmente resi all’interno del deposito (art. 50-bis, c.6 DL 331/93)
Versamento dell’IVA per il TD23
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Ruolo del Gestore del Deposito
A differenza del TD22, dove il versamento IVA è effettuato direttamente dal soggetto che estrae tramite reverse charge, nel caso del TD23 il versamento è affidato al gestore del deposito IVA, che:
- Versa l’IVA in nome e per conto del soggetto che estrae
- Utilizza il modello F24 intestato al soggetto che estrae
- Effettua il versamento entro il giorno 16 del mese successivo all’estrazione
- È solidalmente responsabile dell’imposta (art. 50-bis, c.6 DL 331/93)
Responsabilità Solidale
Il gestore del deposito assume una responsabilità solidale con il soggetto che estrae per il corretto versamento dell’IVA. Questo meccanismo garantisce all’Erario la riscossione dell’imposta.
Garanzie
A differenza delle operazioni con TD22 (che possono richiedere garanzie per beni immessi in libera pratica), per il TD23 relativo a beni nazionali non sono richieste garanzie specifiche, in quanto i beni erano già presenti sul territorio italiano.
Rettifica e Note di Variazione
Come Correggere un TD23 Errato
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito (Guida versione 1.10 dell’aprile 2024) le modalità di rettifica dei documenti TD23:
Rettifica in Diminuzione:
- Trasmettere un nuovo TD23 indicando gli importi con segno negativo
- Il documento assume valenza di nota di variazione ai fini IVA
- Indicare nel campo 2.1.6 <DatiFattureCollegate> gli estremi del TD23 da rettificare
Rettifica in Aumento:
- Trasmettere un nuovo TD23 con importi con segno positivo
- Specificare la natura della correzione
- Collegare al documento originale tramite campo 2.1.6
NON utilizzare il tipo documento TD04 (Nota di Credito) o TD05 (Nota di Debito) per rettificare un TD23.
Sistema di Interscambio (SDI) e TD23
Trasmissione al SDI
IMPORTANTE: La trasmissione del TD23 tramite Sistema di Interscambio è facoltativa secondo quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate. È possibile emettere il TD23 anche in formato analogico/cartaceo.
Tuttavia, la trasmissione via SDI è fortemente consigliata e rappresenta la prassi standard perché:
- Permette di beneficiare della precompilazione automatica dei registri IVA
- Facilita la compilazione della dichiarazione annuale
- Garantisce tracciabilità completa
- Evita errori di trascrizione manuale
- Il documento viene recapitato solo al soggetto emittente
Controlli del SDI
Il Sistema di Interscambio effettua controlli formali specifici sui TD23:
Errore 00476: Verifica che per i tipi documento da TD16 a TD23, se la Partita IVA non è inserita nei discendenti del nodo <IdFiscaleIVA> del <CessionarioCommittente>, il documento viene scartato
Altri controlli:
- Coerenza tra TipoDocumento dichiarato e struttura XML
- Validità formale dei campi obbligatori
- Correttezza dei riferimenti ai documenti collegati
- Congruenza tra date (estrazione non precedente a introduzione)
I controlli sostanziali sull’applicazione dell’IVA restano di competenza dell’Agenzia delle Entrate.
Impatto sulla Dichiarazione IVA
Compilazione del Modello IVA
I documenti TD23 influenzano diversi righi della dichiarazione IVA annuale:
Se TipoDato = “NellAnno”:
- Imponibile e imposta nei righi da VF1 a VF13
- Normale trattamento nell’anno di riferimento
Se TipoDato = “AnniPreced”:
- Anno di introduzione: imponibile in VF18, campo 1
- Anno di estrazione: imponibile e imposta nei righi VF1-VF13
- Solo imponibile anche in VF24 (acquisti registrati in anni precedenti con IVA esigibile nell’anno)
Liquidazioni IVA Periodiche
L’IVA derivante da operazioni TD23 concorre:
- Alla liquidazione periodica del mese/trimestre di estrazione
- È versata dal gestore ma computata nelle liquidazioni del soggetto che estrae
Casi Pratici ed Esempi
Esempio 1: Estrazione di Alluminio da Deposito IVA
Situazione: L’azienda italiana ALFA ha acquistato 10 tonnellate di alluminio da un fornitore italiano BETA per €50.000 + IVA, con introduzione in deposito IVA. Dopo 3 mesi, ALFA estrae l’alluminio per utilizzarlo nella produzione.
Procedura TD23:
- ALFA emette autofattura TD23
- Cedente/Prestatore e Cessionario/Committente: entrambi ALFA
- Imponibile: €50.000
- IVA 22%: €11.000
- Il gestore versa €11.000 con F24 intestato ad ALFA entro il 16 del mese successivo
- ALFA annota il documento nel registro degli acquisti con indicazione degli estremi F24
Esempio 2: Estrazione con Lavorazione all’Interno del Deposito
Situazione: L’azienda GAMMA ha introdotto caffè crudo in deposito IVA (valore €30.000). All’interno del deposito, un fornitore di servizi ha effettuato la tostatura (valore servizio €5.000). GAMMA estrae il caffè tostato.
Procedura TD23:
- Imponibile totale: €30.000 (merce) + €5.000 (servizio) = €35.000
- IVA 22%: €7.700
- Nel TD23 vanno indicati sia il valore della merce che dei servizi resi
- Riferimento sia alla fattura di introduzione che alla fattura del servizio di lavorazione
Esempio 3: Estrazione da Soggetto Diverso
Situazione: DELTA introduce rame in deposito IVA e poi lo cede (all’interno del deposito, senza IVA) a EPSILON. EPSILON estrae il rame.
Procedura TD23:
- EPSILON emette TD23
- Cedente/Prestatore: DELTA (cedente originario)
- Cessionario/Committente: EPSILON
- Integra con IVA la fattura ricevuta da DELTA
- Nel campo 2.1.6 indica IdSdi della fattura DELTA (se transitata via SDI)
- Il gestore versa l’IVA tramite F24 intestato a EPSILON
Esempio 4: Estrazione con Plafond da Esportatore Abituale
Situazione: ZETA, esportatore abituale con plafond disponibile di €100.000, estrae zinco da deposito IVA (valore €40.000).
Procedura TD23 con Plafond:
- ZETA ha preventivamente trasmesso dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate
- Emette TD23 con Natura N3.5 (non imponibile a seguito di dichiarazione d’intento)
- Indica gli estremi del protocollo della dichiarazione d’intento
- Imponibile: €40.000 – IVA: 0 (plafond)
- Non c’è versamento F24 da parte del gestore
- Il plafond si riduce a €60.000
Regime Speciale e TD23
Forfettari e Minimi
I soggetti in regime forfettario o in regime di vantaggio (minimi):
- Non possono beneficiare del meccanismo dei depositi IVA con TD23
- Se operano con depositi IVA, devono uscire dal regime agevolato
Esportatori Abituali
Gli esportatori abituali con plafond disponibile possono:
- Utilizzare il codice Natura N3.5 (“Non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento”) nel TD23
- Evitare il versamento IVA utilizzando il plafond
- Devono comunque emettere il TD23 con riferimento alla dichiarazione di intento
- Devono aver preventivamente trasmesso la dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate
- Gli estremi del protocollo devono essere indicati nel TD23
Errori Comuni da Evitare
Errore 1: Confusione tra TD22 e TD23
Problema: Utilizzare TD22 per operazioni con versamento IVA o TD23 per operazioni con reverse charge
Soluzione: Verificare sempre la modalità di versamento IVA:
- Versamento tramite F24 dal gestore → TD23
- Reverse charge (inversione contabile) → TD22
Errore 2: Omettere i Dati Fattura Collegata
Problema: Non compilare il campo 2.1.6 <DatiFattureCollegate>
Soluzione: Indicare sempre:
- IdSdi del documento precedente (se disponibile)
- Numero e data del documento di introduzione/cessione
- Questo campo è fondamentale per tracciabilità
Errore 3: Utilizzare un Codice Natura Errato per Plafond
Problema: Confondere i codici natura quando si utilizza la dichiarazione d’intento
Soluzione: Per esportatori abituali che utilizzano il plafond nel TD23:
- Codice corretto: N3.5 (“Non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento”), come specificato dalla Guida AE v1.10
- N3.1 (“Non imponibili – esportazioni”) si usa solo per esportazioni dirette fuori UE con trasporto/spedizione effettiva
- N3.6 si usa per operazioni non imponibili che NON concorrono alla formazione del plafond
Errore 4: Registrazione Errata nei Registri
Problema: Annotare il TD23 nel registro fatture emesse
Soluzione: Il TD23 si annota SOLO nel registro acquisti con indicazione estremi F24 (a differenza del TD22 che richiede doppia annotazione)
Errore 5: Versamento Diretto dell’IVA dal Soggetto che Estrae
Problema: Il soggetto che estrae versa direttamente l’IVA
Soluzione: Per il TD23, il versamento DEVE essere effettuato dal gestore del deposito tramite F24 intestato all’estrattore
Software e Strumenti per la Gestione del TD23
Software di Fatturazione Elettronica
La maggior parte dei software di fatturazione elettronica professionali supporta il TD23:
- TeamSystem: Modulo dedicato per depositi IVA
- Zucchetti: Gestione automatica TD22/TD23
- Wolters Kluwer: Causali IVA preconfigurate
- SAP: Integrazione con moduli logistica depositi
- Oracle: Workflow per estrazione e versamento IVA
Funzionalità Consigliate
Un buon software dovrebbe offrire:
- Selezione automatica tra TD22 e TD23 in base alla modalità versamento
- Collegamento automatico ai documenti di introduzione
- Calcolo automatico dell’imponibile comprensivo di servizi
- Generazione causali IVA conformi
- Interfaccia con F24 per il gestore del deposito
- Controllo coerenza con registri di carico/scarico del deposito
- Gestione plafond e verifica dichiarazioni d’intento
Normativa di Riferimento
Fonti Normative Principali
- D.L. 30 agosto 1993, n. 331: Articolo 50-bis (disciplina depositi IVA)
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633: Articoli 17, 23, 25 (IVA, registri)
- D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127: Fatturazione elettronica
- Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018: Specifiche tecniche fattura elettronica
- D.M. 23 febbraio 2017: Garanzie per depositi IVA
Prassi Amministrativa
- Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 24 marzo 2015: Depositi IVA
- Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 55/E del 3 maggio 2017: Esigibilità IVA
- Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 20 marzo 2017: Plafond e depositi IVA
- Guida alla compilazione della fattura elettronica e dell’esterometro (versione 1.10, aprile 2024): Istruzioni operative TD23
Confronto Internazionale
Depositi Fiscali in Europa
Il sistema dei depositi IVA italiano è allineato con le direttive europee, ma presenta specificità nazionali:
| Paese | Sistema Depositi | Tipo Documento |
| Italia | Depositi IVA art. 50-bis | TD22/TD23 distinti per modalità versamento |
| Germania | Zolllager/Umsatzsteuerlager | Documento unico |
| Francia | Entrepôt fiscal | Sistema centralizzato |
| Spagna | Depósito distinto aduanas | Autofattura generica |
L’Italia si distingue per la differenziazione tra TD22 e TD23 in base alla modalità di versamento IVA (reverse charge vs F24), sistema non presente in forma così articolata in altri Paesi UE.
Domande Frequenti
Qual è la differenza principale tra il TD23 e il TD22 nella fatturazione elettronica?
L’elemento decisivo che distingue il TD23 dal TD22 è la modalità di versamento dell’IVA, non solo la provenienza dei beni. Il TD23 si utilizza quando l’IVA viene versata tramite F24 dal gestore del deposito in nome e per conto del soggetto che estrae. Il TD22, invece, prevede l’applicazione del reverse charge (inversione contabile) con il soggetto estrattore che emette autofattura. Tipicamente, il TD23 riguarda beni già presenti in Italia introdotti in deposito IVA (art. 50-bis, comma 4, lett. c), mentre il TD22 riguarda beni da acquisti intracomunitari o immissioni in libera pratica, ma il criterio distintivo fondamentale resta la modalità di regolazione dell’IVA.
Chi deve emettere il documento con tipo documento TD23?
Il documento TD23 deve essere emesso dal soggetto passivo IVA che procede all’estrazione dei beni dal deposito IVA. Questo soggetto può essere lo stesso che ha introdotto i beni (caso A1) oppure un soggetto diverso che ha acquistato i beni all’interno del deposito (caso A2). In entrambi i casi, il documento viene trasmesso allo SDI (se si opta per la trasmissione elettronica) e recapitato solo al soggetto emittente.
È obbligatorio trasmettere il TD23 tramite il Sistema di Interscambio?
No, la trasmissione del TD23 tramite SDI è facoltativa secondo quanto esplicitamente chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Guida alla compilazione della fattura elettronica. Il TD23 può essere creato anche in formato analogico/cartaceo. Tuttavia, la trasmissione elettronica è fortemente consigliata e rappresenta la prassi standard perché permette di beneficiare della precompilazione automatica dei registri IVA e della dichiarazione annuale, garantisce tracciabilità completa ed evita errori di trascrizione manuale.
Come si versa l’IVA per le operazioni documentate con TD23?
Per il TD23, l’IVA è versata dal gestore del deposito IVA in nome e per conto del soggetto che estrae i beni, ai sensi dell’art. 50-bis, comma 6, del DL 331/93. Il versamento viene effettuato tramite modello F24 intestato al soggetto che estrae, entro il giorno 16 del mese successivo all’estrazione. Il gestore del deposito è solidalmente responsabile dell’imposta con il soggetto estrattore. Questo sistema differisce completamente dal TD22 dove il versamento avviene tramite reverse charge.
Posso utilizzare il plafond IVA per le estrazioni con TD23?
Sì, se il soggetto che estrae è un esportatore abituale con plafond disponibile, può procedere all’estrazione senza pagamento dell’IVA. In questo caso, nel documento TD23 si utilizza il codice Natura N3.5 (“Non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento”) invece dell’aliquota IVA, secondo quanto previsto dalla Guida alla compilazione della fattura elettronica (v1.10). È necessario indicare gli estremi del protocollo della dichiarazione d’intento precedentemente trasmessa all’Agenzia delle Entrate. Il documento va comunque emesso e trasmesso, ma senza applicazione e versamento dell’imposta.
Come si calcola l’imponibile per il TD23 se i beni hanno subito lavorazioni nel deposito?
L’imponibile del TD23 è costituito dal valore dell’ultima cessione aumentato delle eventuali prestazioni di servizi effettuate sui beni all’interno del deposito fino al momento dell’estrazione, come previsto dall’art. 50-bis, comma 6, del DL 331/93. Ad esempio, se caffè crudo viene introdotto a €30.000 e poi tostato all’interno del deposito con un servizio di €5.000, l’imponibile totale sarà €35.000 su cui calcolare l’IVA. Tutte le lavorazioni e i servizi resi sui beni nel deposito concorrono alla base imponibile.
Quali sono le tempistiche e i registri per la registrazione del TD23?
ATTENZIONE: Il TD23 ha una registrazione differente rispetto al TD22. Il TD23 si registra SOLO nel registro degli acquisti (art. 25 DPR 633/72) annotando la sola imposta con indicazione degli estremi del versamento F24 effettuato dal gestore del deposito. In caso di variazione dell’imponibile rispetto al valore di introduzione, va annotato anche il maggiore imponibile con relativa imposta. La registrazione va effettuata entro il mese successivo all’estrazione. Non si effettua registrazione nel registro delle fatture emesse (a differenza del TD22 che richiede doppia annotazione).
Il TD23 è compatibile con i regimi fiscali agevolati?
No, i soggetti in regime forfettario (L. 190/2014) o in regime di vantaggio (ex minimi) non possono beneficiare del meccanismo dei depositi IVA e quindi non utilizzano il TD23. Questi regimi sono incompatibili con le operazioni di deposito IVA che richiedono l’applicazione dell’IVA ordinaria e la gestione di registri IVA completi. Chi opera con depositi IVA deve necessariamente adottare il regime IVA ordinario.
Quali documenti devo conservare per le operazioni TD23?
Per le operazioni TD23 devi conservare digitalmente per 10 anni:
- Il file XML del TD23 trasmesso allo SDI (o l’autofattura cartacea se non trasmessa)
- La ricevuta di consegna dello SDI (se trasmesso)
- Il documento di introduzione dei beni nel deposito
- Gli eventuali documenti relativi a cessioni all’interno del deposito con indicazione IdSdi
- La copia del modello F24 di versamento IVA effettuato dal gestore del deposito
- Le fatture relative a eventuali servizi resi sui beni nel deposito
- Il registro di carico/scarico del deposito IVA
- La documentazione attestante la disponibilità di plafond (se utilizzato)
Come si compila il campo 2.1.6 DatiFattureCollegate nel TD23?
Il campo 2.1.6 <DatiFattureCollegate> è fondamentale e obbligatorio nel TD23 e deve contenere:
- IdDocumento: numero del documento di acquisto precedente l’estrazione
- Data: data del documento collegato (gg/mm/aaaa)
- IdSdI: se il documento è transitato via SDI, l’identificativo univoco attribuito dal Sistema di Interscambio (fondamentale per tracciabilità)
Questo campo permette di collegare il TD23 al documento che ha certificato l’introduzione o l’ultima cessione dei beni nel deposito, garantendo la continuità documentale richiesta dalla normativa.
Cosa succede se l’imponibile varia tra introduzione ed estrazione?
Se in fase di estrazione l’imponibile dei beni è variato rispetto a quello fatturato in fase di introduzione (ad esempio per deterioramento, lavorazioni, o rivalutazione), il maggiore imponibile e la relativa imposta devono essere annotati nel registro degli acquisti. La variazione va documentata e giustificata contabilmente. Particolare attenzione va posta alle prestazioni di servizi rese sui beni all’interno del deposito (art. 50-bis, c.6 DL 331/93) che incrementano sempre l’imponibile.
Il gestore del deposito ha obblighi specifici per il TD23?
Sì, il gestore del deposito IVA ha obblighi cruciali per le operazioni TD23, espressamente previsti dall’art. 50-bis, comma 6, del DL 331/93:
- Versa l’IVA con F24 intestato al soggetto che estrae entro il 16 del mese successivo
- È solidalmente responsabile dell’imposta con l’estrattore
- Deve tenere il registro di carico/scarico delle merci conforme
- Deve conservare copia del F24 di versamento per 10 anni
- Deve fornire al soggetto estrattore la documentazione del versamento
- Deve verificare la corretta applicazione dell’IVA prima dello svincolo fisico delle merci
- Deve controllare l’eventuale utilizzo di plafond e la validità della dichiarazione d’intento
Posso emettere un TD23 riepilogativo per più estrazioni?
Sì, è possibile emettere un TD23 riepilogativo che documenta più estrazioni effettuate nello stesso periodo (tipicamente mensile), a patto che:
- Siano rispettate le tempistiche di registrazione nel registro acquisti
- Vengano indicati tutti i riferimenti ai documenti collegati nel campo 2.1.6
- Il versamento F24 sia unico e comprensivo di tutte le operazioni
- La descrizione chiarisca che si tratta di riepilogo con dettaglio delle singole operazioni
Tuttavia, per motivi di tracciabilità e controllo, è generalmente consigliabile emettere un TD23 distinto per ogni singola operazione di estrazione.
Quali controlli effettua lo SDI sui documenti TD23?
Il Sistema di Interscambio effettua controlli formali sui TD23, tra cui:
- Controllo 00476: verifica obbligatoria presenza Partita IVA nel nodo <IdFiscaleIVA> del <CessionarioCommittente> (errore bloccante)
- Coerenza tra TipoDocumento dichiarato (TD23) e struttura XML
- Validità formale dei campi obbligatori secondo le specifiche tecniche
- Correttezza dei riferimenti ai documenti collegati (campo 2.1.6)
- Congruenza formale tra date (estrazione non precedente a introduzione)
- Validità del codice Natura N3.5 se utilizzato per plafond
I controlli sostanziali sull’applicazione corretta dell’IVA e sulla legittimità del versamento restano di competenza dell’Agenzia delle Entrate in sede di verifica fiscale.
Conclusioni
Il TD23 rappresenta uno strumento tecnico essenziale per gestire correttamente le operazioni di estrazione beni da depositi IVA quando l’IVA viene versata tramite F24 dal gestore del deposito. La sua corretta comprensione e applicazione è fondamentale per:
- Conformità fiscale: evitare sanzioni e contestazioni dall’Agenzia delle Entrate
- Ottimizzazione finanziaria: sfruttare i benefici del differimento IVA
- Efficienza operativa: gestire correttamente i flussi documentali e i versamenti
- Tracciabilità: garantire la corretta certificazione di tutte le movimentazioni
Punti Chiave da Ricordare
- Il criterio distintivo TD22/TD23 è la modalità di versamento IVA (reverse charge vs F24), non solo la provenienza dei beni
- Il gestore del deposito versa l’IVA con responsabilità solidale (art. 50-bis, c.6 DL 331/93)
- Registrazione SOLO nel registro acquisti, non nelle fatture emesse (diversamente dal TD22)
- Il campo DatiFattureCollegate è fondamentale per tracciabilità
- La trasmissione SDI è facoltativa ma fortemente consigliata e prassi standard
- Per plafond usare Natura N3.5, non N3.1
Raccomandazioni Operative
Per una gestione ottimale delle operazioni TD23:
- Implementare un software di fatturazione che supporti nativamente il TD23 con causali IVA corrette
- Definire procedure interne chiare tra azienda e gestore deposito su tempistiche e modalità versamento
- Creare causali IVA specifiche con riferimenti normativi corretti (art. 50-bis DL 331/93)
- Mantenere tracciabilità documentale completa di tutte le movimentazioni con conservazione IdSdi
- Formare il personale amministrativo sulla distinzione TD22/TD23 e sui diversi adempimenti
- Effettuare riconciliazioni periodiche tra registri acquisti e versamenti F24 del gestore
- Verificare sempre la corretta indicazione del codice Natura quando si utilizza il plafond
Basta perderti tra scadenze, F24 e fatture elettroniche
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Evoluzione Normativa
La normativa sui depositi IVA e i relativi tipi documento è in continua evoluzione. È fondamentale rimanere aggiornati attraverso:
- Consultazione periodica del sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it)
- Monitoraggio delle circolari, risoluzioni e guide operative (ultima: v1.10 aprile 2024)
- Aggiornamento delle specifiche tecniche SDI
- Partecipazione a corsi di formazione professionale su fatturazione elettronica
- Confronto con commercialisti e consulenti fiscali specializzati
Il TD23, pur essendo un tipo documento di nicchia utilizzato principalmente da aziende che operano nel settore delle materie prime e dei beni elencati nella Tabella A-bis del DL 331/93, rappresenta un elemento cruciale del sistema di fatturazione elettronica italiano. La sua corretta gestione dimostra la maturità organizzativa e fiscale dell’impresa, garantendo conformità normativa e efficienza operativa nel complesso panorama della fiscalità italiana.