Partita IVA per Streamer: Guida a Codici ATECO, Tasse, Contributi e Regime Fiscale

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Fare dello streaming una professione vera e propria è il sogno di molti content creator italiani. Ma quando i guadagni iniziano ad arrivare — abbonamenti, donazioni, sponsorizzazioni, ricavi pubblicitari — il fisco entra in gioco e la domanda diventa urgente: ho bisogno di una Partita IVA per streamer?

La risposta non è sempre ovvia, ma in questa guida trovi tutto quello che devi sapere: quando è obbligatoria la Partita IVA, quale codice ATECO scegliere, come funziona il regime forfettario, quanto si paga di tasse e contributi, e come evitare i rischi più comuni con l’Agenzia delle Entrate. Nessun giro di parole, solo informazioni verificate da fonti ufficiali.

1. Che cos’è la Partita IVA per Streamer e quando è obbligatoria

La Partita IVA per streamer è il codice fiscale attribuito dall’Agenzia delle Entrate a chi esercita l’attività di streaming in modo professionale, abituale e continuativo. Non si tratta di un regime speciale riservato ai creator: è la normale Partita IVA da libero professionista o imprenditore individuale, adattata alle specificità di chi trasmette contenuti in diretta online come fonte principale o secondaria di reddito.

Il punto cruciale è capire quando scatta l’obbligo. Molti streamer pensano che la soglia magica sia quella dei 5.000 euro lordi annui — la stessa che vale per il lavoro occasionale. Ma questa è una semplificazione pericolosa.

L’obbligo di Partita IVA non dipende solo dal fatturato

Secondo la normativa italiana (art. 5 DPR 633/1972 e interpretazione dell’Agenzia delle Entrate), l’obbligo di aprire una Partita IVA nasce dall’abitualità e continuità dell’attività, non da una soglia di reddito fissa. In altre parole:

  • Se fai streaming in modo saltuario, sporadico, senza organizzazione e senza che rappresenti la tua fonte primaria di entrate, puoi emettere ricevute per prestazione occasionale fino a un massimo di 5.000 euro lordi annui.
  • Superata la soglia dei 5.000 euro, anche senza Partita IVA devi iscriverti alla Gestione Separata INPS per versare i contributi previdenziali.
  • Se invece fai streaming con regolarità — anche poche volte a settimana, con un pubblico fisso, con sponsorizzazioni o abbonamenti attivi — il fisco lo considera attività abituale, e l’obbligo di Partita IVA scatta indipendentemente dal fatturato, anche se guadagni molto meno di 5.000 euro all’anno.

Attenzione: L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sui redditi prodotti online. Operare senza Partita IVA quando l’attività è abituale espone a sanzioni, recupero delle imposte evase e interessi.

2. Come guadagnano gli streamer: le fonti di reddito tassabili

Per capire come funziona la tassazione per uno streamer, è necessario prima mappare le diverse fonti di guadagno. Ognuna ha caratteristiche fiscali diverse, ma ai fini della Partita IVA per streamer tutte le entrate derivanti dall’attività professionale sono imponibili.

Fonte di redditoDescrizioneImponibile?
AbbonamentiEntrate mensili da utenti abbonati al canale
Donazioni in direttaSomme inviate dagli spettatori durante le liveSì (se legate all’attività)
Ricavi pubblicitariCompensi da piattaforme per annunci mostrati durante lo streaming
SponsorizzazioniCompensi da aziende per promuovere prodotti o servizi
Vendita di merchandiseProdotti fisici o digitali venduti alla communitySì (attività commerciale)
AffiliazioniCommissioni da link di affiliazione
Donazioni privateSomme ricevute da amici/parenti senza legame all’attivitàNo (se autenticamente private)

Una nota importante sulle donazioni: quelle ricevute dagli spettatori durante l’attività di streaming sono considerate parte del reddito professionale e vanno dichiarate. Solo le donazioni autenticamente private — cioè quelle completamente avulse dall’attività di creator — possono non avere rilevanza fiscale. In ogni caso, la prova della natura privata di una donazione ricevuta online è molto difficile da fornire in caso di accertamento.

3. Codice ATECO per Streamer: quale scegliere

Il codice ATECO è il cuore del sistema fiscale per la Partita IVA per streamer. Identifica la categoria di attività economica svolta, determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, e stabilisce a quale gestione previdenziale INPS iscriversi. La scelta sbagliata del codice può avere conseguenze concrete su tasse e contributi.

Novità 2025: il codice ATECO 73.11.03

Dal 1° gennaio 2025, con l’aggiornamento della classificazione ATECO 2025, è stato introdotto ufficialmente il codice 73.11.03 — Attività di influencer marketing. Questo codice nasce per riconoscere formalmente una categoria professionale che fino a quel momento operava in una zona grigia, utilizzando codici generici o inadatti.

Il 73.11.03 si applica a chi:

  • Crea e pubblica contenuti su piattaforme digitali (streaming, video, social media)
  • Monetizza attraverso sponsorizzazioni, collaborazioni con brand, pubblicità
  • Promuove prodotti o servizi alla propria community

Streamer, YouTuber, podcaster e creator digitali che svolgono prevalentemente attività promozionale rientrano nella categoria prevista da questo codice.

Codici ATECO alternativi ancora utilizzati

Prima dell’introduzione del 73.11.03, e tuttora in alcuni casi specifici, gli streamer utilizzavano questi codici:

Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettarioGestione INPS
73.11.03Attività di influencer marketing78%Gestione Separata
73.11.02Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari78%Artigiani/Commercianti (Camera di Commercio)
59.11.00Attività di produzione cinematografica, video e programmi TV67%Artigiani/Commercianti (Camera di Commercio)
85.59.20Corsi di formazione e aggiornamento professionale78%Gestione Separata

Quale codice scegliere?

La scelta dipende dalla natura prevalente dell’attività:

  • Se sei principalmente un content creator che promuove prodotti e collabora con brand, il 73.11.03 è il codice più preciso e aggiornato.
  • Se la tua attività si avvicina più alla produzione video professionale (contenuti cinematografici, programmi strutturati), puoi valutare il 59.11.00, ma ricorda che richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio.
  • Se il tuo streaming ha una forte componente formativa o educativa (tutorial, guide, corsi), il 85.59.20 può essere appropriato.

Il codice ATECO non è solo una formalità burocratica: dal coefficiente di redditività associato dipende direttamente l’importo delle tasse che pagherai ogni anno. Consulta un commercialista prima di aprire la tua Partita IVA per streamer.

Puoi approfondire come scegliere il codice ATECO corretto nella nostra guida dedicata: come si sceglie il codice ATECO.

4. Regime Forfettario per Streamer: come funziona

Il regime forfettario è il regime fiscale scelto dalla grande maggioranza degli streamer che aprono la Partita IVA. È semplice, conveniente e adatto a chi è nelle fasi iniziali o medie della carriera. Ecco tutto quello che devi sapere.

Requisiti per accedere al regime forfettario

Per poter applicare il regime forfettario, uno streamer deve rispettare questi requisiti (legge n. 190/2014 e successive modifiche):

  • Fatturato annuo non superiore a 85.000 euro nell’anno precedente
  • Non partecipare in qualità di socio a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari
  • Non controllare direttamente o indirettamente una SRL e svolgere verso di essa un’attività economica riconducibile
  • Non fatturare prevalentemente (oltre il 50%) verso l’attuale datore di lavoro o quello dei due anni precedenti
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata per il 2025 e 2026 rispetto ai normali 30.000 euro)

Se superi i 100.000 euro di fatturato nel corso dell’anno, esci dal forfettario immediatamente dall’anno stesso.

Come si calcola il reddito imponibile nel forfettario

Nel regime forfettario, il reddito su cui pagherai le tasse non è calcolato sottraendo le spese reali dai ricavi. Si applica invece un coefficiente di redditività prestabilito dalla legge, che varia in base al codice ATECO.

Formula:

Ricavi incassati × Coefficiente di redditività = Reddito lordo imponibile

Reddito lordo imponibile – Contributi INPS versati = Reddito netto imponibile

Reddito netto imponibile × Aliquota imposta sostitutiva = Imposta da pagare

Per i codici ATECO più usati dagli streamer:

Codice ATECOCoefficienteQuota di reddito “esentata”
73.11.0378%22% (spese forfettarie)
73.11.0278%22%
85.59.2078%22%
59.11.0067%33%

Aliquote dell’imposta sostitutiva

Sul reddito netto imponibile si applica una sola imposta (sostitutiva di IRPEF, addizionali regionali e comunali):

  • 5% nei primi 5 anni di attività (per chi non ha avuto Partita IVA negli ultimi 3 anni e non prosegue un’attività svolta prima come dipendente)
  • 15% dal 6° anno in poi, o se non si rispettano i requisiti per l’aliquota ridotta

Vantaggi del regime forfettario per streamer

  • Nessuna IVA addebitata in fattura (grande vantaggio quando si fattura a privati e utenti finali)
  • Nessuna ritenuta d’acconto
  • Contabilità semplificata: non devi tenere registri IVA, libro giornale o libro degli inventari
  • Tassazione ridotta: paghi solo l’imposta sostitutiva e i contributi INPS
  • Fatturazione elettronica obbligatoria, ma con procedure semplificate

Svantaggi

  • Le spese reali (attrezzatura, PC, microfono, software, connessione) non sono deducibili analiticamente: si applica sempre e solo la percentuale forfettaria
  • Se le spese reali superano la quota forfettaria prevista dal tuo codice ATECO, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente

5. Regime Ordinario per Streamer: quando conviene

Il regime ordinario (o semplificato) è il regime fiscale alternativo al forfettario. Non ha un limite di fatturato fisso (per servizi, il limite è 400.000 euro annui per il regime semplificato), ma è più complesso da gestire.

Quando il regime ordinario conviene a uno streamer

  • Quando le spese reali (attrezzatura professionale, studio di registrazione, software, collaboratori, abbonamenti) sono molto elevate rispetto al fatturato, e la quota forfettaria non le copre
  • Quando si supera il limite degli 85.000 euro di fatturato annuo
  • Quando si prevede una crescita rapida del business e si vogliono dedurre investimenti significativi

In regime ordinario:

  • Si paga IRPEF a scaglioni progressivi (dal 23% al 43%) sul reddito netto reale
  • Si pagano le addizionali regionali e comunali
  • Si deduce l’IVA sugli acquisti (e la si versa su incassi da clienti italiani soggetti IVA)
  • Si tiene una contabilità analitica con registrazione di tutte le fatture e le spese

Per la maggior parte degli streamer in fase di avvio o con fatturati sotto gli 85.000 euro, il regime forfettario rimane la scelta più conveniente.

6. Contributi INPS per Streamer

Oltre alle tasse sul reddito, chi ha la Partita IVA per streamer deve versare i contributi previdenziali all’INPS. La gestione a cui sei iscritto dipende dal codice ATECO scelto.

Gestione Separata INPS (codici 73.11.03 e 85.59.20)

Se operi come libero professionista con codice ATECO 73.11.03 o 85.59.20, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota contributiva per i liberi professionisti senza altra cassa previdenziale è attualmente del 26,07% del reddito imponibile (dato soggetto ad aggiornamento annuale da parte dell’INPS; verifica sempre le comunicazioni ufficiali INPS).

I contributi sono:

  • Versati in acconto durante l’anno (giugno e novembre, nelle stesse scadenze IRPEF)
  • Interamente deducibili dal reddito imponibile (unica voce deducibile nel forfettario)
  • Non previsti in misura fissa: si pagano solo in proporzione al reddito effettivo

Questo è un grande vantaggio rispetto alla Gestione Artigiani e Commercianti: se un anno non guadagni nulla, non paghi contributi.

Gestione Artigiani e Commercianti INPS (codici 73.11.02 e 59.11.00)

Se scegli uno dei codici ATECO che richiedono l’iscrizione alla Camera di Commercio (73.11.02 o 59.11.00), ti iscriverai alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Questa gestione prevede:

  • Contributi fissi obbligatori di circa 4.600 euro annui (importo indicativo, soggetto ad aggiornamento INPS), indipendentemente dal reddito prodotto — quindi anche se guadagni zero
  • Contributi aggiuntivi (circa 24,48%) sul reddito che supera la soglia del minimale (circa 18.808 euro)
  • Possibilità di richiedere la riduzione del 35% dei contributi (agevolazione prevista per chi aderisce al regime forfettario come artigiano/commerciante)

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Circolare INPS n. 44/2025: il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo

Una novità rilevante introdotta dalla circolare INPS n. 44/2025 riguarda l’obbligo, in casi specifici, di iscrizione al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) — la gestione previdenziale ex ENPALS oggi inglobata in INPS. L’iscrizione al FPLS è prevista quando l’attività dello streamer assume contenuti artistici, tecnici o culturali riconducibili alle mansioni elencate nel D.Lgs. C.P.S. n. 708/1947. Si tratta di una norma di interpretazione complessa, da valutare caso per caso con un commercialista esperto in fiscalità digitale.

7. Calcolo pratico delle tasse: esempi reali

Per rendere tutto più concreto, vediamo tre scenari pratici di un’ipotetica Partita IVA per streamer con regime forfettario.

Scenario A: streamer alle prime armi — 15.000 euro di fatturato, aliquota 5%

Codice ATECO 73.11.03 | Coefficiente 78% | Primo anno di attività

VoceCalcoloImporto
Fatturato annuo15.000 €
Reddito lordo imponibile15.000 × 78%11.700 €
Contributi INPS Gestione Separata11.700 × 26,07%~3.050 €
Reddito netto imponibile11.700 – 3.0508.650 €
Imposta sostitutiva (5%)8.650 × 5%~433 €
Totale tasse + contributi433 + 3.050~3.483 €
Netto in tasca15.000 – 3.483~11.517 €

Scenario B: streamer in crescita — 40.000 euro di fatturato, aliquota 15%

Codice ATECO 73.11.03 | Coefficiente 78% | Dal 6° anno in poi

VoceCalcoloImporto
Fatturato annuo40.000 €
Reddito lordo imponibile40.000 × 78%31.200 €
Contributi INPS Gestione Separata31.200 × 26,07%~8.134 €
Reddito netto imponibile31.200 – 8.13423.066 €
Imposta sostitutiva (15%)23.066 × 15%~3.460 €
Totale tasse + contributi3.460 + 8.134~11.594 €
Netto in tasca40.000 – 11.594~28.406 €

Scenario C: streamer con codice 59.11.00 — 25.000 euro, aliquota 15%

Coefficiente 67% | Gestione Artigiani e Commercianti

VoceCalcoloImporto
Fatturato annuo25.000 €
Reddito lordo imponibile25.000 × 67%16.750 €
Contributi fissi INPS~4.600 €
Reddito netto imponibile16.750 – 4.60012.150 €
Imposta sostitutiva (15%)12.150 × 15%~1.823 €
Totale tasse + contributi1.823 + 4.600~6.423 €
Netto in tasca25.000 – 6.423~18.577 €

I calcoli sopra sono indicativi e basati sulle aliquote vigenti. Le aliquote INPS sono soggette ad aggiornamento annuale. Consulta sempre un professionista per il calcolo preciso della tua situazione.

Puoi usare il nostro calcolatore tasse regime forfettario per simulare il tuo carico fiscale.

8. Spese deducibili per uno Streamer

Questo è il punto dolente del regime forfettario: le spese reali non sono deducibili analiticamente. Il 22% (o 33%, a seconda del codice ATECO) di “costi forfettari” è tutto ciò che il fisco ti concede come quota di spesa, a prescindere da quanto effettivamente spendi.

Tuttavia, se sei in regime ordinario, puoi dedurre analiticamente tutte le spese inerenti all’attività. Le spese tipicamente riconosciute per uno streamer sono:

Categoria di spesaEsempiDeducibilità (regime ordinario)
Attrezzatura informaticaPC, laptop, scheda video, RAM100% se uso esclusivamente professionale
Periferiche e accessoriWebcam, microfono, cuffie, tastiera100% uso professionale
Illuminazione e green screenRing light, pannelli LED, fondali100% uso professionale
Software e abbonamentiSoftware di streaming, editing video, plugin100%
Connessione internetADSL/fibra, linea dedicataQuota professionale (di norma 50%)
Postazione e studioAffitto spazio dedicato, scrivania ergonomicaQuota professionale
Corsi di aggiornamentoFormazione professionale correlata100%
CommercialistaSpese per gestione Partita IVA100%

Per approfondire le tasse complessive della Partita IVA, leggi la nostra guida: tasse Partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.

9. IVA sulle fatture verso piattaforme estere

Uno degli aspetti più complessi della Partita IVA per streamer riguarda l’IVA applicata alle fatture emesse verso piattaforme straniere come quelle che gestiscono streaming, pubblicità digitale e abbonamenti.

Fatture a piattaforme estere (operazioni B2B)

Quando uno streamer italiano con Partita IVA emette fattura verso una piattaforma o un’azienda straniera (soggetto passivo IVA estero), si applicano le norme territoriali IVA (art. 7-ter DPR 633/1972).

In questi casi:

  • Il servizio si considera prestato nel paese del committente
  • La fattura viene emessa senza IVA italiana, con dicitura: “Inversione contabile — art. 7-ter D.P.R. 633/72” (per committenti UE) oppure “Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter D.P.R. 633/72” (per committenti extra-UE)
  • Il committente straniero applica l’IVA del proprio paese tramite il meccanismo del reverse charge

Questo significa che quando un creator italiano fattura alle piattaforme di streaming, pubblicità digitale o simili con sede all’estero, non addebita IVA in fattura e non deve versare IVA italiana.

Fatture a clienti italiani (operazioni B2B Italia)

Se invece uno streamer riceve un compenso per sponsorizzazione da un’azienda italiana, deve emettere fattura con IVA al 22% (salvo sia in regime forfettario, nel qual caso non applica mai l’IVA).

IVA nel regime forfettario

Se sei in regime forfettario, non addebiti mai l’IVA in fattura, indipendentemente dalla nazionalità del cliente. Tuttavia, per le operazioni con soggetti esteri, devi comunque rispettare gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle Entrate (esterometro), salvo specifiche esenzioni.

Per capire meglio come funziona la territorialità IVA nei servizi, consulta la nostra guida: IVA servizi: regole di territorialità per B2B e B2C.

10. Controlli dell’Agenzia delle Entrate sugli streamer

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato significativamente i controlli sui redditi prodotti online. Gli streamer sono nel mirino per diversi motivi:

  • Le piattaforme di streaming e pubblicità comunicano i pagamenti effettuati agli utenti italiani tramite accordi di scambio automatico di informazioni fiscali
  • I pagamenti con bonifici e PayPal sono tracciabili e accessibili al fisco
  • L’analisi dei profili social e delle visualizzazioni permette di stimare i guadagni potenziali e confrontarli con le dichiarazioni

Lettere di compliance

Lo strumento più usato dall’Agenzia delle Entrate è la lettera di compliance: una comunicazione che segnala al contribuente anomalie o possibili omissioni nella dichiarazione dei redditi, invitandolo a regolarizzare la posizione spontaneamente prima di un accertamento formale.

Se ricevi una lettera di compliance, hai la possibilità di regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, pagando le imposte dovute con sanzioni ridotte.

Come tutelarsi

  • Apri la Partita IVA per streamer non appena l’attività diventa regolare e continuativa
  • Dichiara tutti i redditi, incluse le donazioni ricevute durante le dirette
  • Conserva la documentazione di tutte le entrate e le spese
  • Rivolgiti a un commercialista con esperienza in fiscalità digitale

Approfondisci come aprire la Partita IVA in modo corretto: aprire Partita IVA: requisiti essenziali e primi passi.

11. Come aprire la Partita IVA per Streamer: passo dopo passo

Aprire la Partita IVA per streamer non è complicato. Ecco il percorso completo.

Passo 1: Scegli il codice ATECO

Prima di tutto, identifica il codice ATECO più adatto alla tua attività (vedi sezione 3). Se hai dubbi, consulta un commercialista.

Passo 2: Scegli il regime fiscale

Valuta se il regime forfettario è adatto alla tua situazione (verifica il rispetto dei requisiti elencati nella sezione 4).

Passo 3: Registrati all’Agenzia delle Entrate

  • Se scegli un codice da libero professionista (es. 73.11.03 o 85.59.20), presenta il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, online tramite i servizi telematici o di persona presso un ufficio.
  • L’apertura è gratuita e la Partita IVA viene attribuita immediatamente (o entro pochi giorni).

Passo 4: Iscriviti all’INPS

  • Se scegli la Gestione Separata, iscriviti online sul portale INPS nella sezione dedicata ai liberi professionisti.
  • Se scegli un codice che richiede la Camera di Commercio (es. 73.11.02), iscriviti prima alla CCIAA tramite il Registro delle Imprese.

Passo 5: Attiva la fatturazione elettronica

Tutti i titolari di Partita IVA (inclusi i forfettari) sono obbligati alla fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Scegli un software di fatturazione elettronica compatibile.

Passo 6: Organizza la contabilità

Anche in regime forfettario, tieni traccia di tutti gli incassi e conserva le fatture ricevute. Ricorda che nel forfettario non esistono registri IVA obbligatori, ma è buona pratica mantenere un registro degli incassi.

Costi di apertura e gestione

VoceCosto indicativo
Apertura Partita IVA (da solo)Gratuita
Commercialista per apertura0 — 300 € (una tantum)
Gestione annuale da commercialista500 — 1.500 € / anno
Software fattura elettronica0 — 200 € / anno (alcuni gratuiti)

Per una panoramica completa dei costi, leggi: quanto costa aprire una Partita IVA.

12. Tabella riassuntiva: tutto a colpo d’occhio

AspettoDettaglio
Quando aprire la Partita IVAQuando l’attività è abituale e continuativa (indipendentemente dal fatturato)
Attività occasionale senza P.IVAFino a 5.000 € lordi/anno con ricevute occasionali; sopra 5.000 € obbligo INPS
Codice ATECO consigliato73.11.03 (Attività di influencer marketing) dal 2025
Coefficiente di redditività78% (ATECO 73.11.03)
Limite regime forfettario85.000 € di fatturato annuo
Imposta sostitutiva5% (primi 5 anni) oppure 15%
Contributi INPS~26,07% del reddito imponibile (Gestione Separata)
IVA in fatturaNon applicata nel forfettario; 22% nel regime ordinario (verso clienti italiani)
Fatture a piattaforme estereSenza IVA (art. 7-ter DPR 633/72)
Fatturazione elettronicaObbligatoria per tutti
Deducibilità speseSolo forfettaria nel regime forfettario; analitica nel regime ordinario

FAQ: domande frequenti sulla Partita IVA per Streamer

Devo aprire la Partita IVA per streamer se guadagno solo 3.000 euro all’anno?

Non automaticamente, ma dipende da come svolgi l’attività. Se fai streaming in modo regolare e continuativo — anche poche volte alla settimana, con una community attiva, sponsorizzazioni o abbonamenti — il fisco lo considera attività abituale e la Partita IVA è obbligatoria indipendentemente dall’importo. Se invece si tratta di attività sporadica e saltuaria, puoi emettere ricevute per prestazione occasionale fino a 5.000 euro lordi annui senza Partita IVA.

Qual è il codice ATECO giusto per uno streamer nel 2025?

Dal 1° gennaio 2025, il codice ATECO più indicato per streamer e creator digitali che svolgono attività promozionale è il 73.11.03 — Attività di influencer marketing. Questo codice ha un coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario e prevede l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Per attività con contenuti prevalentemente produttivi o audiovisivi, può essere valutato il 59.11.00.

Le donazioni che ricevo in diretta vanno dichiarate?

Sì. Le donazioni ricevute dagli spettatori durante le live streaming sono considerate parte del reddito professionale se legate all’attività di creator. Vanno incluse nel fatturato annuo e dichiarate. Solo le donazioni autenticamente private e non correlate all’attività professionale possono non avere rilevanza fiscale, ma questa distinzione è molto difficile da dimostrare in caso di controllo fiscale.

Quanto si paga di tasse con la Partita IVA per streamer nel regime forfettario?

Nei primi cinque anni l’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 5% sul reddito netto imponibile. Dal sesto anno in poi si paga il 15%. A questo si aggiungono i contributi INPS alla Gestione Separata, calcolati in percentuale (circa 26%) sul reddito imponibile. Con un fatturato di 15.000 euro e aliquota al 5%, il carico fiscale e contributivo complessivo si aggira intorno ai 3.400-3.500 euro.

Posso rimanere senza Partita IVA e usare solo la prestazione occasionale per sempre?

No. La prestazione occasionale è prevista solo per attività genuinamente sporadiche e non organizzate. Se lo streaming è la tua attività principale o anche solo secondaria ma svolta con regolarità, sei obbligato ad aprire la Partita IVA. Operare a lungo senza Partita IVA quando l’attività è continuativa espone a sanzioni e recupero delle imposte non versate, con interessi.

Devo applicare l’IVA nelle fatture verso le piattaforme di streaming estere?

No. Quando fatturi verso una piattaforma straniera (es. una piattaforma con sede in Irlanda, negli USA o in altri paesi) che è un soggetto passivo IVA estero, applichi le regole di territorialità IVA. La prestazione si considera effettuata nel paese del committente, quindi non addebiti IVA italiana. La fattura va emessa con la dicitura appropriata (art. 7-ter DPR 633/72 per UE, o operazione non soggetta per extra-UE). Se sei in regime forfettario, non applichi comunque mai l’IVA.

Posso avere la Partita IVA per streamer e lavorare anche come dipendente?

Sì, è possibile avere contemporaneamente un contratto di lavoro dipendente e la Partita IVA per streamer. Tuttavia, per accedere al regime forfettario devi verificare che i redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non superino i 35.000 euro (soglia per il 2025 e 2026). Approfondisci il tema nella guida: lavoro dipendente e Partita IVA.

Cosa succede se supero l’85.000 euro di fatturato con la Partita IVA per streamer in regime forfettario?

Se superi la soglia degli 85.000 euro nel corso dell’anno, esci dal regime forfettario dall’anno successivo e passi al regime ordinario. Se invece superi i 100.000 euro in un singolo anno, esci dal forfettario immediatamente nello stesso anno. Una volta usciti, si applicano le regole del regime ordinario con IRPEF progressiva e contabilità analitica.

Devo emettere fattura elettronica come streamer con Partita IVA?

Sì. L’obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i forfettari. Le fatture devono essere trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Per le operazioni con soggetti esteri (piattaforme straniere, clienti internazionali), si emette una fattura “ordinaria” (non necessariamente elettronica via SdI), ma occorre rispettare gli obblighi di esterometro.

Ho già una Partita IVA con un vecchio codice ATECO: devo aggiornarlo al 73.11.03?

Se hai già una Partita IVA con un codice ATECO diverso e la tua attività prevalente è diventata quella di streamer/creator digitale, puoi comunicare la variazione del codice ATECO all’Agenzia delle Entrate tramite il Modello AA9/12 di variazione dati. L’aggiornamento è gratuito e può essere fatto online o di persona.

Quali sono le scadenze fiscali più importanti per uno streamer con Partita IVA?

Le principali scadenze per la Partita IVA per streamer in regime forfettario sono: versamento acconto IRPEF a giugno e novembre; dichiarazione dei redditi entro il 30 novembre dell’anno successivo (Modello Redditi PF); eventuale comunicazione LIPE trimestrale se in regime ordinario. Consulta sempre le scadenze aggiornate sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Posso detrarre le spese per l’attrezzatura da streaming?

In regime forfettario no, non puoi detrarre le spese reali: si applica solo il coefficiente forfettario (22% di “costi” presunti con il codice 73.11.03). In regime ordinario, invece, le spese direttamente inerenti all’attività (PC, webcam, microfono, illuminazione, software, ecc.) sono deducibili analiticamente nella misura in cui sono usate per l’attività professionale.

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Conclusione

Aprire la Partita IVA per streamer non è più un’opzione rimandabile per chi fa dello streaming un’attività professionale. Il fisco italiano ha chiarito le sue posizioni: se trasmetti con regolarità e generi entrate, sei tenuto a regolarizzare la tua posizione fiscale.

La buona notizia è che il quadro normativo, pur complesso, offre strumenti convenienti. Il regime forfettario — con aliquota al 5% nei primi cinque anni — permette di pagare un’imposta contenuta nelle fasi di avvio, preservando la liquidità necessaria per investire in attrezzatura, formazione e crescita del canale. Il codice ATECO 73.11.03, introdotto dal 2025, offre finalmente un inquadramento formale preciso per chi opera nel campo del content creation e dell’influencer marketing.

I punti chiave da ricordare:

  • L’obbligo di Partita IVA scatta con l’abitualità dell’attività, non con una soglia di fatturato specifica
  • Il codice ATECO 73.11.03 è il più indicato per la maggior parte degli streamer attivi
  • Il regime forfettario è conveniente fino a 85.000 euro di fatturato annuo
  • Le donazioni ricevute durante le live sono imponibili se legate all’attività professionale
  • Le fatture verso piattaforme straniere non prevedono IVA italiana (art. 7-ter DPR 633/72)
  • L’Agenzia delle Entrate monitora i redditi online: regolarizzare la propria posizione è sempre la scelta più sicura

Prima di aprire la Partita IVA per streamer, rivolgiti a un commercialista esperto in fiscalità digitale per valutare la tua situazione specifica, scegliere il codice ATECO più adatto e impostare correttamente la tua gestione fiscale fin dall’inizio.


Fonti ufficiali di riferimento:

  • Agenzia delle Entrate — apertura Partita IVA, regime forfettario, ATECO
  • INPS — Gestione Separata, contributi previdenziali
  • Legge n. 190/2014 (regime forfettario) e successive modifiche
  • DPR 633/1972 (normativa IVA)
  • Circolare INPS n. 44/2025 (Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo)

Articolo redatto a scopo informativo. Non costituisce consulenza fiscale o legale. Per la tua situazione specifica, consulta sempre un commercialista abilitato.

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