Forfettario 2027: Torna il Limite di 30.000 Euro, il Tetto a 100.000 No
Da settimane si parla di portare il tetto del forfettario a 100.000 euro. Ma c’è un cambiamento più vicino, e nessuno deve votarlo: dal 1° gennaio 2027 il limite di reddito da lavoro dipendente o pensione torna a 30.000 euro, dai 35.000 di oggi. Se hai la partita IVA e anche uno stipendio, questa è la data da segnare.
Il 19 settembre il Sole 24 Ore ha elencato almeno dieci misure fiscali che potrebbero entrare nella legge di bilancio 2027. Due riguardano i forfettari. Nessuna è approvata. In questa guida separiamo quello che è già scritto nella legge da quello che è ancora sul tavolo.
Aggiornato al 20 settembre 2026.
In breve: legge vigente e proposte
| Tema | Regola in vigore | Cosa si discute per il 2027 |
| Ricavi o compensi | 85.000 euro per restare nel regime. Oltre 100.000 euro l’uscita è immediata | La Lega chiede di portare il limite a 100.000 euro |
| Stipendio o pensione dell’anno precedente | 35.000 euro per il 2026. Dal 1° gennaio 2027 torna a 30.000 euro | Forza Italia propone 40.000 euro |
| Spese per dipendenti e collaboratori | 20.000 euro lordi | Nessuna proposta nell’elenco del Sole 24 Ore |
La regola che scatta da sola: 30.000 euro dal 2027
Il limite ordinario per chi ha redditi da lavoro dipendente o assimilati, pensione compresa, è 30.000 euro. Lo prevede l’articolo 1, comma 57, lettera d-ter), della legge 190/2014. La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) lo ha alzato a 35.000 euro per il 2025. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 27) ha ripetuto la deroga per il 2026, come spiega Wolters Kluwer. Nessuna delle due l’ha resa strutturale.
Il controllo guarda all’anno precedente. Per stare nel forfettario nel 2026 contano i redditi del 2025, con massimo 35.000 euro. Per stare nel 2027 contano i redditi del 2026, e il massimo scende a 30.000 euro, salvo una nuova proroga. Lo confermano Sky TG24 e PMI.it.
Un esempio. Hai una partita IVA forfettaria e nel 2026 percepisci 32.000 euro di stipendio. Nel 2026 sei a posto. Nel 2027, con le regole attuali, non puoi applicare il regime.
Le eccezioni sono quelle di sempre. Il limite non si controlla se il rapporto di lavoro è finito entro l’anno precedente, a meno che nello stesso anno tu abbia percepito anche una pensione o redditi da un altro rapporto di lavoro. Gli arretrati a tassazione separata non si contano.
Forza Italia vorrebbe alzare il limite a 40.000 euro. Anche questa è una proposta. PMI.it ricorda che la Camera ha approvato un ordine del giorno, primo firmatario Alberto Bagnai, che impegna il Governo a rendere permanente la soglia più alta. È un atto di indirizzo e non cambia la norma.
Il tetto di 85.000 euro e la soglia dei 100.000: come funziona oggi
Il regime forfettario vale per chi nell’anno precedente ha incassato ricavi o compensi fino a 85.000 euro. Le soglie però sono due, e producono effetti diversi.
Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000, finisci l’anno in forfettario. Esci dal 1° gennaio dell’anno dopo. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata: dall’operazione che fa sforare il limite devi applicare l’IVA in fattura. Il doppio binario esiste dal 2023 (legge 197/2022) ed è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 32/E del 5 dicembre 2023, come riassume Informazione Fiscale. Si contano gli incassi.
C’è poi il tetto di 20.000 euro lordi per le spese di lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori. Se lo superi in un anno, quello dopo non puoi applicare il regime.
Quanti sono a rischio? I forfettari sono 2.027.665, e 81.077 hanno ricavi vicini al tetto, secondo la Corte dei conti (relazione del 24 giugno 2026, citata da PMI.it).
Per i dettagli operativi leggi le nostre guide sui limiti e requisiti del forfettario, su quando si esce dal regime forfettario e su cosa succede se si superano i limiti.
La proposta della Lega: tetto a 100.000 euro
La Lega chiede di portare da 85.000 a 100.000 euro il limite di ricavi o compensi per applicare l’imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per le nuove attività. Il Sole 24 Ore indica due ostacoli: le coperture e il via libera di Bruxelles, che richiederebbe una modifica della direttiva IVA 2006/112.
Nel Governo le posizioni non sono uguali. A giugno il vice ministro Maurizio Leo ha detto al Forum in Masseria che è difficile arrivare a 100.000 euro. Il motivo: la soglia più alta varrebbe solo per le imposte dirette, non per l’IVA, dove il tetto europeo è 85.000 euro (Teleborsa). A settembre il ministro Giorgetti ha mostrato una cauta apertura, secondo Informazione Fiscale.
Ad oggi non c’è un testo normativo. Lo scrive Sky TG24 il 15 settembre. PMI.it aggiunge che l’aumento era già stato annunciato prima delle due manovre precedenti e non è entrato nel testo finale.
Perché l’IVA complica tutto
Il forfettario ha due parti. Una riguarda le imposte dirette: paghi l’imposta sostitutiva, al posto di IRPEF e addizionali. L’altra riguarda l’IVA: non la addebiti in fattura.
La parte IVA segue il diritto europeo. Dal 1° gennaio 2025 vale la direttiva (UE) 2020/285. L’articolo 284 della direttiva IVA fissa il massimo della franchigia a 85.000 euro. L’articolo 288-bis lascia agli Stati la possibilità di tollerare uno sforamento durante l’anno, ma la franchigia non può coprire chi supera 100.000 euro di volume d’affari nello Stato. Il doppio binario italiano, 85.000 e 100.000 euro, resta dentro questi limiti. L’Italia ha recepito la direttiva con il D.Lgs. 180/2024.
Prima del 2025 l’Italia poteva chiedere deroghe. Il Consiglio Ue ha autorizzato prima 65.000 euro (decisione 2020/647) e poi 85.000 euro con la decisione di esecuzione (UE) 2023/664 del 21 marzo 2023. Quella deroga ha cessato di essere in vigore il 31 dicembre 2024.
La direttiva 2020/285 ha soppresso l’articolo 285, cioè la base giuridica delle deroghe. Il 25 giugno 2025, rispondendo a un’interrogazione in Commissione Finanze della Camera (5-04144), il sottosegretario Federico Freni ha detto che alzare la soglia non rientra nella disponibilità dei Governi nazionali. Resta la strada di una revisione della direttiva in sede europea.
E se l’Italia alzasse il tetto solo per le imposte dirette? È il caso che descrive Leo. Chi incassa tra 85.000 e 100.000 euro pagherebbe il 15%, ma dovrebbe addebitare l’IVA in fattura, con liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale (Sky TG24). Il nodo IVA lo abbiamo trattato anche in questo approfondimento sulla flat tax a 100.000 euro. Per il quadro sulle regole IVA europee vedi la guida sull’esenzione IVA transfrontaliera per le piccole imprese.
Un esempio con numeri tondi
Ipotesi di scuola: sei un professionista con coefficiente di redditività del 78% e incassi 90.000 euro, e il tetto è stato alzato solo per le imposte dirette.
- Reddito imponibile lordo: 90.000 x 78% = 70.200 euro.
- Imposta sostitutiva al 15%: 10.530 euro, prima di dedurre i contributi previdenziali.
- IVA al 22%: una fattura da 90.000 euro diventa 109.800 euro. Un cliente privato, che l’IVA non la detrae, paga 19.800 euro in più a parità di compenso netto.
È un calcolo illustrativo. Nessun testo lo prevede. Puoi simulare la tua situazione con il calcolatore delle tasse nel regime forfettario.
E per chi è nel regime ordinario? IRPEF al 33% fino a 60.000 euro
Il forfettario paga l’imposta sostitutiva, quindi la riforma dell’IRPEF non lo riguarda. Riguarda chi è in regime ordinario o semplificato.
Le aliquote 2026 sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La proposta è estendere il 33% fino a 60.000 euro. Il Sole 24 Ore la descrive come la misura su cui tutta la maggioranza è d’accordo, e che l’anno scorso è arrivata vicina all’approvazione. A giugno Leo l’ha data probabile al 70%, con circa 3 miliardi da trovare (Informazione Fiscale).
Un conto rapido: se passasse, la fascia tra 50.000 e 60.000 euro pagherebbe 10 punti in meno. Sono al massimo 1.000 euro di IRPEF all’anno (10.000 x 10%), addizionali escluse. Questa è una nostra stima, non un dato ufficiale. Sul fronte giovani leggi anche IRPEF under 30 nella manovra 2027.
Il calendario della manovra
Entro il 15 ottobre il Governo deve inviare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio, come ricorda Milano Finanza. Per legge (art. 7, comma 2, lettera d, L. 196/2009) il disegno di legge di bilancio va presentato alle Camere entro il 20 ottobre. Il termine non è perentorio e in passato è capitato che slittasse (Money.it). L’approvazione definitiva deve arrivare entro il 31 dicembre.
Il nodo sono le coperture. Sempre Milano Finanza stima che la manovra parta da una base di almeno 20 miliardi di euro per finanziare le richieste della maggioranza. Il Sole 24 Ore precisa che per IRPEF e bollo auto servono coperture strutturali.
Cosa controllare prima del 31 dicembre
- Stipendio o pensione del 2026. Somma i redditi da lavoro dipendente e assimilati dell’anno. Se superano 30.000 euro e il rapporto di lavoro non è cessato, il forfettario 2027 è a rischio.
- Incassi del 2026. Se superi 85.000 euro (ma non 100.000), dal 1° gennaio 2027 passi al regime ordinario. Oltre 100.000 euro esci subito.
- Spese per dipendenti e collaboratori del 2026. Il tetto è 20.000 euro lordi.
- Incassi del 2027. Tieni d’occhio 85.000 euro, che vale dall’anno dopo, e 100.000 euro, che vale subito.
- Simulazione. Rifai i conti con il calcolatore. Se sei vicino a una soglia, parlane con il tuo commercialista prima di fine anno.
Non pianificare sulle proposte. Pianifica sulle regole scritte.
Domande frequenti
Il limite del forfettario sale a 100.000 euro nel 2027?
Non è deciso. È una richiesta della Lega. Servono le coperture e, per la parte IVA, una modifica della direttiva europea. Leo a giugno l’ha definita difficile, Giorgetti ha mostrato apertura prudente. Fino a un testo approvato valgono le soglie attuali: 85.000 euro e, come uscita immediata, 100.000 euro.
Il limite di 35.000 euro per dipendenti e pensionati vale anche nel 2027?
Non per legge. Dal 1° gennaio 2027 torna a 30.000 euro, salvo proroga nella legge di bilancio. Forza Italia propone 40.000 euro. Conta il reddito percepito nel 2026.
Ho 32.000 euro di stipendio nel 2026. Resto forfettario nel 2027?
Con le regole attuali no. Fa eccezione il caso in cui il rapporto di lavoro sia finito nel 2026 e nello stesso anno tu non abbia preso una pensione o redditi da un altro rapporto di lavoro. Una proroga in manovra cambierebbe il risultato.
Se incasso più di 85.000 euro nel 2026, cosa succede?
Finisci il 2026 in regime forfettario. Dal 1° gennaio 2027 passi al regime ordinario, con IRPEF, addizionali e IVA.
E se supero 100.000 euro nel 2027?
Esci subito dal regime. Dall’operazione che fa superare il limite devi applicare l’IVA in fattura.
Se il tetto salisse a 100.000 euro, l’IVA sparirebbe fino a quella cifra?
Non è detto. Leo descrive lo scenario in cui la soglia più alta varrebbe solo per le imposte dirette, e Sky TG24 spiega che chi supera 85.000 euro dovrebbe comunque applicare l’IVA. Nessun testo ufficiale chiarisce il punto.
Quando sapremo qualcosa di certo?
Il Documento programmatico di bilancio va a Bruxelles entro il 15 ottobre. Il disegno di legge va presentato alle Camere entro il 20 ottobre. L’approvazione è attesa entro il 31 dicembre.
Cosa guardare nel testo della manovra
Quando il disegno di legge sarà pubblico, cerca due cose.
La prima è una modifica all’articolo 1, comma 57, lettera d-ter), della legge 190/2014. Se c’è, il limite per stipendio e pensione cambia per il 2027 e vale la pena ricalcolare la tua posizione. Se manca, restano 30.000 euro.
La seconda è come la norma sul tetto a 100.000 euro tratta l’IVA. Se parla solo di imposta sostitutiva, la fascia tra 85.000 e 100.000 euro pagherebbe il 15% con l’IVA in fattura. Se tace sull’IVA, resta il tetto europeo di 85.000 euro per l’esenzione.
Fino ad allora ragiona sulle regole scritte. Le proposte cambiano, e alcune cadono.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista. Le misure descritte come proposte non sono ancora legge.
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- Calcolo tasse regime forfettario
Fonti
- Il Sole 24 Ore, Irpef, bonus casa e stop a regime al bollo auto: i 10 punti del Fisco nell’agenda della manovra, 19 settembre 2026
- Il Sole 24 Ore, Affitti, partite Iva, giovani: la manovra gioca la carta delle Flat tax
- Sky TG24, Regime forfettario, verso nuovo limite a 100mila euro nel 2027, 15 settembre 2026
- PMI.it, Regime forfettario 2027, verso i 100mila euro con la stretta sui dipendenti, 15 settembre 2026
- Teleborsa, Flat tax, Leo frena su innalzamento a 100mila euro, 12 giugno 2026
- Informazione Fiscale, Più che probabile un nuovo taglio IRPEF, 15 giugno 2026
- Informazione Fiscale, Regime forfettario a 100.000 euro? Sì, ma non per tutti, 10 settembre 2026
- Informazione Fiscale, Forfettario a 100.000 euro, si farà? Il MEF non chiude, giugno 2025
- Informazione Fiscale, Fuoriuscita dal regime forfettario per superamento limite ricavi
- Wolters Kluwer, Legge di Bilancio 2026: novità forfettario
- Milano Finanza, Manovra, servono 20 miliardi, 13 agosto 2026
- Altalex, Legge 163/2016: modifiche alla legge 196/2009 (termine del 20 ottobre)
- Money.it, Legge di Bilancio: date della manovra
- EUR-Lex, Direttiva (UE) 2020/285 del Consiglio del 18 febbraio 2020
- EUR-Lex, Decisione di esecuzione (UE) 2023/664 del Consiglio
- Agenzia delle Entrate, Nuovo regime IVA per le piccole imprese