Redditi PF e Concordato 2026: Scadenza al 2 Novembre

Redditi PF e Concordato 2026: Scadenza al 2 Novembre

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Chi ha la partita IVA deve segnare lunedì 2 novembre 2026. Quel giorno scade l’invio telematico del modello Redditi Persone fisiche. Con lo stesso termine si chiude la scelta sul concordato preventivo biennale (CPB) per il 2026 e il 2027. La data cade il 2 e non il 31 ottobre perché il 31 è un sabato e il 1° novembre è festivo.

Il 20 settembre Il Sole 24 Ore ha messo in fila le scadenze dell’autunno fiscale. Il 730 riguarda dipendenti e pensionati e scade il 30 settembre. Redditi e concordato riguardano invece chi ha la partita IVA. Il quotidiano indica in circa 460.000 i contribuenti già dentro il concordato che possono rinnovarlo. Poco più di 2 milioni, invece, hanno detto no nei due cicli precedenti.

Questa non è una notizia sull’IVA in senso stretto. Il concordato fissa il reddito su cui si calcolano imposte sui redditi e IRAP, mentre l’IVA resta calcolata con le regole ordinarie. Però chi rinnova ottiene vantaggi su rimborsi e compensazioni IVA, e per questo la novità interessa da vicino chi ha una partita IVA.

Le date da segnare

La tabella riunisce le scadenze dell’autunno che riguardano chi ha la partita IVA. Il 730 compare solo come termine di confronto.

AdempimentoScadenzaChi è interessato
Invio telematico del Redditi PF2 novembre 2026Titolari di partita IVA, anche forfettari
Adesione o revoca del CPB 2026-20272 novembre 2026Soggetti ISA
Secondo o unico acconto30 novembre 2026Chi presenta il Redditi
Pagamento del ravvedimento specialeDal 1° gennaio al 15 marzo 2027, oppure in dieci rateChi rinnova il CPB
Invio del 730 (per confronto)30 settembre 2026Dipendenti e pensionati

Il termine del 2 novembre per il Redditi PF è indicato dall’Agenzia delle Entrate, che prevede l’invio tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026.

Per il concordato la data nasce da una modifica di legge. Il termine originario era il 30 settembre. L’articolo 7-bis del decreto-legge 38/2026, convertito dalla Legge 88/2026, lo ha spostato al 31 ottobre. Sul rinvio abbiamo già scritto una guida sul concordato preventivo biennale e il rinvio al 31 ottobre.

Perché con la partita IVA si usa il Redditi e non il 730

Il 730 è pensato per dipendenti e pensionati. Chi ha la partita IVA non può usarlo e presenta il Redditi PF, anche se è in regime forfettario. Lo stesso vale per chi deve presentare le dichiarazioni IVA o IRAP.

Chi applica gli ISA compila e invia i dati con il software dell’Agenzia delle Entrate, non con la versione web del modello. Se hai dubbi su cosa succede quando il modello sbagliato o nessun modello arriva all’Agenzia, leggi la guida su cosa succede se non presento il 730.

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Il concordato preventivo biennale in breve

Come funziona

Con il concordato l’Agenzia delle Entrate propone un reddito valido per due anni, il 2026 e il 2027. Se accetti, le imposte sui redditi e l’IRAP si calcolano su quel reddito, anche se poi guadagni di più o di meno.

La proposta non si negozia. La elabora il software dell’Agenzia a partire dai dati ISA del 2025, con la metodologia approvata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto dell’11 maggio 2026. L’adesione è volontaria e riguarda solo chi applica gli ISA, cioè gli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Chi può aderire e chi resta fuori

La condizione di partenza è applicare gli ISA nel 2025. Senza ISA l’Agenzia non genera la proposta e l’adesione non è possibile.

Situazione nel 2025Puoi aderire?
Soggetto ISA con concordato 2024-2025Sì, come rinnovo
Soggetto ISA che non ha mai aderitoSì, come prima adesione
Ex forfettario uscito dal regime nel 2025 e oggi soggetto ISASì
Forfettario nel 2025No
Partita IVA aperta nel 2025No
Concordato 2025-2026 ancora in corsoNo, il prossimo biennio disponibile è il 2027-2028
ISA non applicabili (multiattività, operazioni straordinarie)No

Servono anche due condizioni sui precedenti. Non devono risultare debiti tributari e contributivi definitivi sopra 5.000 euro. Non devono esserci condanne definitive per reati tributari.

Quanto può salire la proposta

La Legge 88/2026 ha esteso i tetti all’aumento della proposta anche ai punteggi ISA sotto 8. Il limite si applica al reddito dichiarato nel periodo precedente.

Punteggio ISAAumento massimo della proposta
1010%
Da 9 a meno di 1015%
Da 8 a meno di 925%
Da 6 a meno di 830%
Sotto 635%

I tetti non valgono se la proposta risulta inferiore ai valori di riferimento settoriali degli ISA.

Come si invia l’adesione

L’adesione può viaggiare con il modello ISA allegato al Redditi. In alternativa si invia da sola, usando il frontespizio del Redditi con il codice 1 nella casella “Comunicazione CPB”. La revoca usa il codice 2.

Fino alla scadenza si può sostituire una comunicazione già inviata con una nuova, senza revocare prima quella precedente. L’Agenzia precisa anche che le accettazioni fatte con le versioni precedenti del software restano valide. Chi vuole può comunque accettare di nuovo la proposta ricalcolata con la versione 1.0.2 dell’11 giugno 2026.

Quando il concordato si interrompe

Il concordato cessa se chiudi l’attività o se cambi attività in modo da applicare un altro ISA. Cessa anche con il passaggio al regime forfettario. Lo stesso accade se, per circostanze eccezionali, reddito o valore della produzione netta effettivi risultano inferiori di oltre il 30% a quelli concordati.

La decadenza segue regole diverse e fa perdere gli effetti del concordato per entrambi gli anni. Il decreto legislativo 148/2026 ha riscritto una delle cause. Scatta se, dopo un accertamento sull’anno precedente, il reddito ricalcolato supera di almeno il 30% quello concordato.

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Cosa cambia per chi rinnova

Il decreto legislativo 148/2026, chiamato decreto Omnibus, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2026 ed è in vigore dal 12 agosto. Per chi rinnova il concordato introduce vantaggi che non spettano a chi aderisce per la prima volta.

Novità per chi rinnovaEffetto
Compensazione IVA senza visto di conformitàFino a 100.000 euro l’anno, contro i 70.000 precedenti
Rimborsi IVA senza visto o garanziaFino a 100.000 euro l’anno
Compensazione di imposte dirette e IRAP senza vistoFino a 70.000 euro l’anno, contro i 50.000 precedenti
Termini di accertamento (redditi e IVA)Anticipati di due anni
Pagamenti rateali del biennio 2026-2027Senza interessi
Ravvedimento speciale per il 2020-2023Riservato a chi rinnova

Sui rimborsi IVA c’è una guida dedicata al decreto Omnibus.

Il ravvedimento speciale per gli anni 2020-2023

Il ravvedimento speciale è previsto dall’articolo 29 del decreto Omnibus. Possono usarlo i soggetti ISA che rinnovano il concordato nei termini di legge. Per la prima adesione non è previsto.

Per ogni annualità la base imponibile è il reddito già dichiarato, aumentato di una percentuale tra il 5% e il 50% a seconda del punteggio ISA. Per il 2022 e il 2023 l’imposta sostitutiva sui redditi è del 10%, del 12% o del 15%, mentre l’IRAP è al 3,9%. Per il 2020 e il 2021 le imposte sostitutive sono ridotte del 30%. L’imposta sui redditi dovuta per ogni annualità non può essere inferiore a 1.000 euro.

Il pagamento si fa in unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, oppure in massimo dieci rate mensili. Sulle rate maturano interessi al tasso legale dal 16 marzo 2027.

In cambio si ottiene una protezione dagli accertamenti sulle annualità coperte. Per queste annualità i termini di accertamento sono prorogati al 31 dicembre 2029 nelle ipotesi previste dalla norma. La decadenza dal concordato fa perdere anche gli effetti del ravvedimento.

Cosa cambia per l’IVA

Il concordato non tocca il calcolo dell’IVA. Aliquote, fatture e liquidazioni restano quelle di sempre. L’effetto è indiretto e riguarda la liquidità: chi rinnova può ottenere rimborsi IVA fino a 100.000 euro l’anno senza garanzia né visto di conformità.

La dichiarazione IVA segue un percorso a parte, con date e modelli propri. Trovi il quadro completo nella guida alla dichiarazione IVA e agli adempimenti.

Forfettari: Redditi sì, concordato no

Il forfettario presenta il Redditi PF e compila il quadro LM. Il concordato 2026-2027 è riservato ai soggetti ISA, e il capitolo che riguardava i forfettari è stato abrogato dal 2025. Chi era forfettario nel 2025 non può quindi aderire.

Chi è uscito dal regime nel 2025 per aver superato la soglia dei 100.000 euro e oggi applica gli ISA può invece rientrare tra i possibili aderenti. Per la compilazione del Redditi c’è la guida al quadro LM del regime forfettario.

Come decidere prima del 2 novembre

La scelta è volontaria e la proposta non si tratta. Prima di rispondere servono tre numeri: il reddito proposto, il reddito che ti aspetti nel 2026 e nel 2027, e il tuo punteggio ISA.

Se prevedi un calo, il rischio è pagare imposte su un reddito che non incassi. Se prevedi una crescita, in linea di massima le imposte restano ancorate al reddito concordato. Nessuno può dirti cosa conviene senza i tuoi dati, quindi il confronto con il commercialista va fatto con i numeri del 2025 e le previsioni dei prossimi due anni.

Domande frequenti

Il concordato preventivo biennale cambia il calcolo dell’IVA?

No. Il concordato riguarda le imposte sui redditi e l’IRAP. L’IVA si liquida e si versa con le regole ordinarie. Cambiano solo alcuni vantaggi su rimborsi e compensazioni per chi rinnova.

Perché la scadenza è il 2 novembre e non il 31 ottobre?

Il 31 ottobre 2026 cade di sabato e il 1° novembre è festivo. Il termine passa al primo giorno lavorativo utile, cioè lunedì 2 novembre. Vale sia per l’invio del Redditi PF sia per l’adesione al concordato.

Un forfettario può aderire al concordato 2026-2027?

No, se nel 2025 era forfettario. Il concordato è riservato ai soggetti ISA. Il forfettario deve comunque presentare il Redditi PF.

Con la partita IVA posso usare il 730?

No. Chi ha redditi da lavoro autonomo con partita IVA presenta il Redditi PF, anche in regime forfettario.

Posso cambiare idea dopo aver aderito?

Sì, fino alla scadenza. La revoca si comunica entro gli stessi termini dell’adesione, con il software dell’Agenzia oppure con il codice 2 sul frontespizio del Redditi. Puoi anche sostituire una comunicazione già inviata con una nuova.

Cosa succede se il mio reddito cala durante il biennio?

Il concordato cessa solo se, per circostanze eccezionali, reddito o valore della produzione netta effettivi sono inferiori di oltre il 30% a quelli concordati. Fuori da questi casi si paga sui valori concordati.

Chi può usare il ravvedimento speciale 2020-2023?

Solo i soggetti ISA che rinnovano il concordato per il 2026-2027 nei termini di legge. Chi aderisce per la prima volta non può usarlo.

Come correggo un Redditi già inviato?

Con il modello correttivo, entro il 2 novembre. Dopo quella data si usa il modello integrativo. Se l’errore riguarda i dati usati per la proposta di concordato, il decreto Omnibus consente di correggerli con una dichiarazione integrativa e di ricalcolare il reddito concordato.

Conclusioni

Le regole del concordato sono cambiate tre volte in cinque mesi: con il decreto-legge 38/2026 a marzo, con la Legge 88/2026 a maggio e con il decreto legislativo 148/2026 ad agosto. Per questo conviene ricalcolare la proposta con il software aggiornato prima di inviare. Sulla pagina dell’Agenzia l’ultima versione indicata era la 1.0.2 dell’11 giugno 2026.

Un ordine di lavoro possibile per le prossime settimane:

  1. Verifica di essere soggetto ISA per il 2025 e di non rientrare nelle esclusioni.
  2. Apri il software e leggi la proposta calcolata sui tuoi dati.
  3. Se rinnovi, valuta anche il ravvedimento speciale, che ha una finestra di pagamento separata nel 2027.
  4. Invia l’adesione insieme al Redditi oppure da sola, entro il 2 novembre.

Se resta un dubbio sul reddito da concordare, la decisione va presa con il commercialista, numeri alla mano.

Fonti ufficiali

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