Quadro RG Regime Forfettario: Quando Serve Davvero (e Quando No)

Quadro RG Regime Forfettario: Quando Serve Davvero (e Quando No)

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Chi ha una Partita IVA in regime forfettario, prima o poi, digita su Google la stessa domanda: quadro RG regime forfettario, c’entra qualcosa con la mia dichiarazione dei redditi? La risposta breve è no, quasi mai — ma la risposta completa richiede qualche chiarimento, perché la confusione tra quadro RG regime forfettario nasce da un motivo preciso: prima del 2015 chi faceva impresa individuale compilava proprio il quadro RG, e molti continuano a cercarlo per abitudine anche ora che il regime agevolato ha una casella tutta sua.

In questa guida vediamo cos’è realmente il quadro RG, perché il regime forfettario non lo usa (quasi) mai, quale quadro va compilato al suo posto e in quali rare circostanze il quadro RG può comunque tornare a riguardarti.

Cos’è il Quadro RG del Modello Redditi

Il quadro RG fa parte del Modello Redditi Persone Fisiche e serve a determinare il reddito d’impresa per chi è in regime di contabilità semplificata: artigiani, commercianti e piccole imprese individuali che non applicano il regime forfettario. In pratica, chi compila il quadro RG deve indicare ricavi, costi, rimanenze e plusvalenze secondo le regole ordinarie del reddito d’impresa, per poi arrivare a un utile (o una perdita) che confluisce nel reddito complessivo IRPEF.

Il punto centrale è questo: il quadro RG appartiene al regime di contabilità semplificata, cioè al regime “naturale” per chi produce reddito d’impresa senza aver optato per il forfettario. È il quadro giusto se tieni la contabilità con registri IVA, fatture di acquisto e vendita, e determini l’utile per differenza tra ricavi e costi effettivamente sostenuti.

Perché il Regime Forfettario Non Usa il Quadro RG

Qui arriva il chiarimento più importante di tutto l’articolo: chi applica il regime forfettario non deduce i costi analiticamente e non calcola un utile d’impresa nel senso tradizionale. Il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività stabilito in base al codice ATECO dell’attività (che può andare dal 40% all’86% circa, a seconda del settore). Non essendoci un calcolo analitico di costi e ricavi, non c’è motivo di usare il quadro RG.

Per questo motivo, l’Agenzia delle Entrate ha previsto un quadro dedicato: il Quadro LM, riservato esclusivamente a chi applica il regime forfettario (e, in misura residuale, a chi era ancora nel vecchio regime di vantaggio). Il Quadro LM sostituisce sia il Quadro RE, dedicato al lavoro autonomo abituale in contabilità semplificata, sia il Quadro RG, dedicato al reddito d’impresa in contabilità semplificata. Chi è forfettario compila solo il Quadro LM: mai entrambi i quadri, e mai il quadro RG in parallelo.

Vale la pena ripeterlo perché è la fonte più comune di errore quando si cerca “quadro RG regime forfettario”: i due termini vengono associati nella ricerca, ma nella pratica dichiarativa restano due mondi separati. Il quadro RG regime forfettario, come combinazione, non esiste nella normale compilazione della dichiarazione: o sei forfettario e compili LM, oppure sei in contabilità semplificata ordinaria e compili RG (se hai reddito d’impresa) o RE (se hai reddito da lavoro autonomo).

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Quadro RG, Quadro RE e Quadro LM a Confronto

Per chiarire meglio le differenze, ecco una tabella riassuntiva:

QuadroA chi si rivolgeCome si determina il redditoDeduzione costi analitica
Quadro RGImprenditori individuali in contabilità semplificata (non forfettari)Ricavi meno costi effettivi, rimanenze, plusvalenze
Quadro RELavoratori autonomi/professionisti in contabilità semplificata (non forfettari)Compensi meno spese effettive inerenti
Quadro LMContribuenti in regime forfettario (impresa o lavoro autonomo)Ricavi/compensi per coefficiente di redditività ATECONo (salvo contributi previdenziali)

Chi si affaccia per la prima volta alla dichiarazione dei redditi da forfettario spesso resta spiazzato proprio da questa tabella: si aspetta di dover gestire quadro RG e regime forfettario insieme, e invece scopre che il Quadro LM assorbe tutto in un’unica sezione, molto più snella rispetto al quadro RG tradizionale. Se vuoi capire nel dettaglio come funziona il calcolo delle imposte partendo dai coefficienti ATECO, la nostra guida al calcolo delle tasse in regime forfettario entra nel merito con esempi numerici.

Il Quadro LM: la Vera Casa Fiscale del Forfettario

Il Quadro LM è organizzato in sezioni che rispecchiano le diverse situazioni dei contribuenti forfettari:

  • Sezione I: determinazione del reddito e imposta sostitutiva ordinaria al 15%.
  • Sezione II: contribuenti che accedono all’aliquota agevolata al 5% (start-up con requisiti di novità dell’attività).
  • Sezione III/IV: casi particolari, redditi da partecipazione e rettifiche.
  • Sezione VI: dedicata a chi ha aderito al concordato preventivo biennale (CPB), lo strumento che consente di concordare preventivamente il reddito imponibile con l’Agenzia delle Entrate per due periodi d’imposta.

Anche chi resta convinto di dover cercare informazioni su quadro RG regime forfettario, quindi, finisce quasi sempre per trovare la risposta nel Quadro LM: è lì che si indicano ricavi, coefficiente di redditività, eventuali perdite pregresse, contributi previdenziali deducibili e il calcolo finale dell’imposta sostitutiva. Se hai bisogno di capire quando si applica l’aliquota ridotta al 5% invece del 15% ordinario, abbiamo dedicato una guida a parte su quando il forfettario paga il 5% di tasse.

Quando il Quadro RG Può Effettivamente Riguardare un Ex Forfettario

Detto questo, ci sono situazioni reali in cui il quadro RG regime forfettario smette di essere un semplice equivoco di ricerca e diventa un problema concreto da gestire. Vediamole una per una.

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1. Superamento della soglia dei ricavi

Il regime forfettario si può applicare fino a un limite di ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, pari a 85.000 euro. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, l’uscita dal regime forfettario scatta dall’anno d’imposta successivo: per quell’anno resti forfettario e compili ancora il Quadro LM, ma dall’anno dopo, se hai reddito d’impresa, dovrai compilare il quadro RG (o il quadro RE se sei un libero professionista).

Se invece superi i 100.000 euro nel corso dello stesso anno, l’uscita dal regime forfettario è immediata: da quel momento si applica l’IVA sulle operazioni eccedenti la soglia e, per l’intero periodo d’imposta, il reddito viene tassato con le regole ordinarie IRPEF. In questo scenario, per lo stesso anno, chi ha reddito d’impresa dovrà compilare il quadro RG in luogo del Quadro LM, ripartendo — se richiesto dalle istruzioni del modello — tra il periodo forfettario e quello ordinario.

Su questo argomento specifico, la nostra guida su quando si esce dal regime forfettario spiega passo passo le due soglie e cosa cambia lato IVA e contributi.

2. Cause di esclusione sopravvenute

Se nell’anno precedente hai superato i 20.000 euro di spese per lavoro dipendente e collaboratori, oppure i 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente o pensione, perdi il diritto al regime forfettario dall’anno successivo. In quel caso, se svolgi attività d’impresa, il quadro RG torna a essere il quadro di riferimento al posto del Quadro LM.

3. Partecipazione a società di persone o imprese familiari

Chi partecipa a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari non può applicare il regime forfettario per quella parte di reddito. Se hai comunque un’attività d’impresa individuale forfettaria e, allo stesso tempo, una partecipazione che genera reddito d’impresa ordinario, potresti dover gestire contemporaneamente il Quadro LM per l’attività forfettaria e altri quadri (RG o RH) per le altre fonti di reddito.

4. Enti non commerciali con contabilità semplificata (art. 145 TUIR)

Un’eccezione tecnica riguarda gli enti non commerciali in contabilità semplificata che applicano l’articolo 145 del TUIR: in questo caso specifico, le istruzioni ministeriali indicano che la compilazione avviene proprio nel quadro RG, con un coefficiente di redditività dedicato. È un caso di nicchia, che riguarda enti e non le tipiche partite IVA individuali forfettarie, ma è la ragione per cui, cercando quadro RG regime forfettario, capita di imbattersi in riferimenti normativi che sembrano mescolare i due regimi.

Cosa Cambia per IVA e Contabilità nel Passaggio da LM a RG

Il passaggio dal Quadro LM al quadro RG non è solo una questione di modulistica: comporta un cambio di regime a tutti gli effetti. Ecco le differenze operative principali:

AspettoRegime Forfettario (Quadro LM)Regime Ordinario Semplificato (Quadro RG)
Fatturazione IVASenza rivalsa IVA in fatturaCon IVA esposta in fattura
Registri contabiliNon obbligatori (solo conservazione fatture)Registri IVA acquisti/vendite obbligatori
Deduzione costiNon ammessa (salvo contributi previdenziali)Ammessa, per i costi inerenti e documentati
TassazioneImposta sostitutiva 15% (o 5%)IRPEF a scaglioni + addizionali regionali/comunali
DichiarazioneQuadro LM (Modello Redditi PF)Quadro RG o RE (Modello Redditi PF)

Se ti trovi a dover affrontare questo passaggio, conviene sempre verificare in anticipo l’impatto sui contributi INPS, perché la base imponibile previdenziale cambia insieme al regime fiscale: la nostra guida al calcolo INPS per partite IVA ti aiuta a capire come si ricalcolano i contributi dovuti a gestione separata o artigiani e commercianti.

Il Ruolo del Codice ATECO in Tutto Questo

Sia nel Quadro LM sia, eventualmente, nel quadro RG, il codice ATECO resta centrale: nel forfettario determina il coefficiente di redditività applicabile ai ricavi, mentre nel regime ordinario influisce su aspetti come gli studi di settore superati (ora ISA) e la corretta classificazione dell’attività prevalente. Se hai dubbi su quale codice ATECO scegliere o mantenere dopo un cambio di regime, la guida dedicata al codice ATECO per partita IVA chiarisce come orientarsi.

Il Quadro RS: l’Altro Prospetto Informativo dei Forfettari

Oltre al Quadro LM, chi è in regime forfettario deve spesso compilare anche il Quadro RS, un prospetto informativo che non incide sull’imposta dovuta ma fornisce all’Agenzia delle Entrate dati statistici e di controllo (consumi, beni strumentali, informazioni sull’attività). Non va confuso né con il Quadro LM né con il quadro RG: si tratta di un adempimento parallelo, obbligatorio per chi rientra nei presupposti indicati dalle istruzioni del Modello Redditi.

Tabella Riepilogativa: Soglie e Regole del Regime Forfettario

ParametroLimite attuale
Ricavi/compensi annui per l’accesso e il mantenimento85.000 euro
Soglia oltre la quale l’uscita è immediata (stesso anno)100.000 euro
Spese per lavoro dipendente e collaboratoriMassimo 20.000 euro lordi annui
Redditi da lavoro dipendente o pensione (causa di esclusione)Massimo 35.000 euro
Imposta sostitutiva ordinaria15%
Imposta sostitutiva agevolata (nuove attività, primi 5 anni)5%

Questi limiti sono fissati dalla Legge n. 190/2014 e successive modifiche (in particolare la Legge di Bilancio 2023, che ha innalzato la soglia principale a 85.000 euro) e vengono periodicamente confermati dalle leggi di bilancio successive: prima di presentare la dichiarazione, è sempre buona norma controllare eventuali aggiornamenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

In sintesi, prima di aprire il Modello Redditi conviene chiedersi sempre la stessa cosa: sono ancora forfettario o sono già passato al regime ordinario? La risposta a questa domanda, più del semplice abbinamento quadro RG regime forfettario cercato su Google, è quella che stabilisce davvero quale sezione compilare.

Errori Comuni da Evitare

  • Cercare il quadro RG pensando sia obbligatorio per tutti i forfettari: non lo è, salvo le eccezioni viste sopra.
  • Compilare sia LM sia RG per la stessa attività: sono alternativi, non cumulativi.
  • Dimenticare il Quadro RS: è un obbligo informativo distinto, spesso trascurato.
  • Non monitorare le soglie in corso d’anno: superare 100.000 euro senza accorgersene comporta conseguenze IVA retroattive dal momento del superamento.
  • Confondere dichiarazione IVA e dichiarazione dei redditi: il forfettario è esonerato dalla dichiarazione IVA annuale, ma resta comunque tenuto alla dichiarazione dei redditi con il Quadro LM.

Domande Frequenti

Il quadro RG e il regime forfettario si compilano mai insieme nello stesso anno d’imposta? 

Solo in casi eccezionali, ad esempio se nello stesso periodo d’imposta hai un’attività d’impresa forfettaria e, separatamente, una fonte di reddito d’impresa in contabilità semplificata non coperta dal forfettario (o se superi la soglia di 100.000 euro e devi ripartire l’anno tra i due regimi). Nella maggior parte dei casi, invece, un forfettario compila esclusivamente il Quadro LM.

Perché il regime forfettario non compila il quadro RG come le altre imprese individuali?

Perché nel forfettario il reddito non si calcola sottraendo i costi effettivi dai ricavi, ma applicando un coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Il Quadro LM è stato creato proprio per gestire questo meccanismo semplificato, sostituendo sia il quadro RG sia il quadro RE.

Cosa succede se supero la soglia di 85.000 euro ma resto sotto i 100.000 euro? 

Rimani in regime forfettario per l’anno in corso e continui a compilare il Quadro LM. Dall’anno successivo, se hai reddito d’impresa, dovrai passare al regime ordinario semplificato e quindi al quadro RG.

Cosa succede se supero i 100.000 euro di ricavi nello stesso anno? 

L’uscita dal regime forfettario è immediata: dal momento del superamento devi applicare l’IVA sulle operazioni successive e, per l’intero anno, il reddito segue le regole IRPEF ordinarie. In dichiarazione dovrai gestire il passaggio dal Quadro LM al quadro RG (o RE) secondo le istruzioni ministeriali per l’anno in questione.

Il Quadro RS è obbligatorio anche per chi ha ricavi molto bassi in regime forfettario? 

Sì, se rientri nei presupposti previsti dalle istruzioni del Modello Redditi (ad esempio hai sostenuto determinate spese o rientri nelle categorie soggette all’obbligo informativo), il Quadro RS va comunque compilato indipendentemente dall’importo dei ricavi.

Dove trovo le istruzioni ufficiali per compilare il Quadro LM o il quadro RG? 

Le istruzioni ufficiali e aggiornate del Modello Redditi Persone Fisiche, comprese quelle relative al Quadro LM e al quadro RG, sono pubblicate ogni anno sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata alla modulistica dichiarativa.

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Conclusioni

Il binomio quadro RG regime forfettario nasce quasi sempre da un dubbio legittimo: chi ha una Partita IVA in regime agevolato vuole essere sicuro di compilare la dichiarazione nel modo giusto, e il nome “quadro RG” resta un riferimento familiare per chi proviene dal mondo dell’impresa individuale in contabilità semplificata. Nella pratica, però, il regime forfettario ha un quadro tutto suo — il Quadro LM — pensato apposta per il meccanismo dei coefficienti di redditività e dell’imposta sostitutiva.

Il quadro RG torna in gioco solo se esci dal regime forfettario, superi le soglie di ricavi o rientri in una delle rare eccezioni normative viste in questa guida. Tenere sotto controllo ricavi, spese per collaboratori e redditi da lavoro dipendente resta il modo più semplice per non farsi trovare impreparati al momento della dichiarazione, qualunque sia il quadro che dovrai compilare.

Per approfondimenti ufficiali e aggiornati, puoi consultare direttamente il sito dell’Agenzia delle Entrate e il testo della Legge n. 190/2014 su Normattiva.

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