Quando il Forfettario Paga il 5% di Tasse?
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Sintesi rapida: Il forfettario paga il 5% di tasse nei primi cinque anni di attività, ma solo se rispetta tre condizioni precise stabilite dalla Legge n. 190/2014. In questo articolo trovi tutto: requisiti, calcolo, esempi numerici, casi limite e risposte alle domande più frequenti.
Cos’è l’Imposta Sostitutiva nel Regime Forfettario {#cose-limposta-sostitutiva}
Il regime forfettario è il sistema di tassazione agevolata previsto dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 54–89) per le persone fisiche che svolgono attività d’impresa, arte o professione con ricavi annui non superiori a 85.000 euro. È il regime “naturale” per la maggior parte dei nuovi titolari di partita IVA in Italia, e rappresenta ancora oggi una delle scelte fiscali più vantaggiose per i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori.
Il meccanismo è semplice: invece di pagare l’IRPEF (che in Italia è progressiva e può arrivare al 43%), addizionali comunali e regionali e IRAP, il contribuente forfettario versa un’unica imposta sostitutiva a aliquota fissa, calcolata su una base imponibile determinata in modo forfettario tramite il coefficiente di redditività associato al proprio codice ATECO.
L’imposta sostitutiva può essere:
- 15% — l’aliquota ordinaria, applicabile a chi è già in attività e non ha i requisiti start-up
- 5% — l’aliquota agevolata, riservata alle nuove attività nei primi cinque anni
La domanda che in molti si pongono è esattamente questa: quando il forfettario paga il 5% di tasse? Non basta aprire una partita IVA per avere diritto a questa agevolazione: bisogna rispettare condizioni precise, verificabili anno per anno.
📌 Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – Regime forfetario: le regole
Quando il Forfettario Paga il 5% di Tasse: La Regola di Base {#quando-paga-il-5}
La risposta alla domanda quando il forfettario paga il 5% di tasse è sancita direttamente dall’art. 1, comma 65, della Legge n. 190/2014: l’aliquota ridotta si applica per il primo anno di attività e per i quattro anni successivi, a condizione che ricorrano tre specifici requisiti aggiuntivi rispetto a quelli generali del regime.
In pratica, il forfettario paga il 5% di tasse per un massimo di cinque anni consecutivi dall’avvio della nuova attività, dopodiché l’aliquota passa automaticamente al 15% (sempre che restino invariati gli altri requisiti di accesso al regime).
Questo meccanismo, spesso chiamato “regime start-up” o “quinquennio agevolato”, è stato pensato dal legislatore per ridurre il peso fiscale nelle fasi iniziali dell’attività, quando i redditi sono generalmente più bassi e gli investimenti iniziali più elevati.
Il quinquennio agevolato decorre dall’anno di apertura della partita IVA, indipendentemente dal mese in cui l’attività viene avviata. Ad esempio:
| Anno di apertura partita IVA | Anni con aliquota 5% | Anno di passaggio al 15% |
| 2022 | 2022, 2023, 2024, 2025, 2026 | 2027 |
| 2023 | 2023, 2024, 2025, 2026, 2027 | 2028 |
| 2024 | 2024, 2025, 2026, 2027, 2028 | 2029 |
| 2025 | 2025, 2026, 2027, 2028, 2029 | 2030 |
| 2026 | 2026, 2027, 2028, 2029, 2030 | 2031 |
Per capire quando il forfettario paga il 5% di tasse nel proprio caso specifico, bisogna dunque partire dall’anno di prima apertura e contare cinque periodi d’imposta.
I Tre Requisiti per Accedere all’Aliquota al 5% {#i-tre-requisiti}
La normativa stabilisce tre condizioni cumulative per accedere alla tassazione ridotta. Tutte e tre devono essere rispettate: basta che una manchi, e il forfettario paga il 15% anziché il 5%.
Requisito 1 — Nessuna Attività nei Tre Anni Precedenti
Il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, alcuna attività artistica, professionale o d’impresa, nemmeno in forma associata (società di persone) o familiare.
Questo requisito serve a garantire che si tratti davvero di un’attività nuova e non della riproposizione, sotto altra veste, di un’attività già avviata in passato.
Cosa si intende per “tre anni precedenti”?
Se apri la partita IVA nel 2026, il periodo di verifica copre il triennio 2023–2025. Se in uno qualsiasi di quegli anni hai esercitato un’attività autonoma o d’impresa (anche solo per pochi mesi), il requisito non è soddisfatto e il forfettario non paga il 5% di tasse, ma il 15%.
⚠️ Attenzione: anche un’attività svolta come co-titolare di un’impresa familiare o come socio di una società semplice può precludere l’accesso alla flat tax al 5%.
Requisito 2 — Assenza di Mera Prosecuzione
L’attività avviata non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o come lavoratore autonomo.
Questo è il requisito più delicato e quello che genera più contenziosi e interpelli. L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 10/E del 2016, ha chiarito che la “mera prosecuzione” si configura quando:
- il contribuente offre gli stessi servizi o produce gli stessi beni dell’attività precedente
- si rivolge alla stessa clientela
- utilizza le stesse competenze professionali
Eccezione importante: se l’attività precedente consisteva in un praticantato obbligatorio per legge (ad esempio il tirocinio per diventare avvocato, commercialista o medico), questo non costituisce mera prosecuzione. Il forfettario che ha completato un tirocinio professionale obbligatorio può dunque accedere all’aliquota del 5%.
Requisito 3 — Soglia Ricavi del Soggetto Cedente
Se l’attività è la prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto (ad esempio si rileva uno studio professionale o un’attività commerciale), i ricavi e compensi realizzati da tale soggetto nel periodo d’imposta precedente non devono superare 85.000 euro.
Questo requisito è particolarmente rilevante nei casi di successione, cessione d’azienda o subentro in uno studio professionale. L’Agenzia delle Entrate ha precisato (Circolare n. 10/E del 2016) che, in caso di trasferimento d’attività in corso d’anno, i ricavi del cedente e quelli del subentrante devono essere cumulati per verificare il superamento della soglia.
Requisiti Generali del Regime Forfettario {#requisiti-generali}
Per capire quando il forfettario paga il 5% di tasse, bisogna prima verificare di rientrare nel regime forfettario in generale. I requisiti generali, validi indipendentemente dall’aliquota applicata, sono:
| Requisito | Soglia / Condizione |
| Ricavi o compensi annui | Massimo € 85.000 (se si supera, si esce dal regime dal 1° gennaio successivo; se si superano € 100.000, uscita immediata) |
| Spese per personale e collaboratori | Massimo € 20.000 lordi all’anno |
| Redditi da lavoro dipendente o pensione | Massimo € 35.000 nell’anno precedente (salvo cessazione del rapporto) |
| Tipo di contribuente | Solo persone fisiche (ditte individuali e professionisti) |
| Residenza fiscale | In Italia, o in Paese UE/SEE con produzione di almeno il 75% del reddito in Italia |
| Partecipazioni in società | Assenza di partecipazioni in Snc, Sas, associazioni professionali o imprese familiari riconducibili all’attività svolta |
| Fatturazione verso ex datori di lavoro | Divieto di fatturare più del 50% del totale a un ex datore di lavoro degli ultimi due anni |
Se si rispettano questi requisiti generali e i tre requisiti specifici per la start-up, il forfettario paga il 5% di tasse per il quinquennio agevolato.
Per una guida approfondita all’apertura della partita IVA in regime forfettario, inclusi i codici ATECO e le procedure, consulta la nostra guida definitiva al regime forfettario.
Come Si Calcola l’Imposta al 5%: Formula e Coefficienti ATECO {#come-si-calcola}
Quando il forfettario paga il 5% di tasse, la base imponibile non corrisponde al fatturato lordo. Il calcolo segue tre passaggi precisi:
Passo 1 — Determinazione dei Ricavi (Principio di Cassa)
Nel regime forfettario si applica il principio di cassa: si contabilizzano solo i ricavi o compensi effettivamente incassati nell’anno d’imposta, indipendentemente dalla data di emissione della fattura. Un pagamento ricevuto a gennaio 2027 relativo a una fattura emessa a dicembre 2026 concorre ai ricavi del 2027.
Passo 2 — Applicazione del Coefficiente di Redditività
Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività associato al proprio codice ATECO, stabilito dall’Allegato 4 alla Legge 190/2014:
Reddito forfettario = Ricavi × Coefficiente di redditività
Il coefficiente non rappresenta un margine di profitto reale, ma una stima standardizzata della quota di ricavi considerata fiscalmente imponibile. La differenza (1 – coefficiente) rappresenta la quota di costi “presunti” che il legislatore assume come non tassabile.
Passo 3 — Deduzione dei Contributi Previdenziali
Dal reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell’anno (INPS Gestione Separata, IVS artigiani/commercianti, casse professionali, ecc.):
Reddito imponibile = Reddito forfettario – Contributi previdenziali versati
Passo 4 — Applicazione dell’Aliquota
Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 5% (nei primi 5 anni)
Questa imposta sostituisce integralmente IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Non è dovuta l’IVA sulle fatture emesse (le fatture riportano la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 58, della Legge n. 190/2014”).
Tabella dei Coefficienti di Redditività per Settore {#tabella-coefficienti}
I coefficienti di redditività, stabiliti dall’Allegato 4 della Legge n. 190/2014, rimangono invariati nel 2026. Più è basso il coefficiente, più alta è la quota di costi presunti riconosciuti al contribuente.
| Settore di attività (esempi) | Codici ATECO | Coefficiente |
| Industrie alimentari e delle bevande | 10–11 | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 45, 46, 47.1–47.7 | 40% |
| Ristorazione e attività di alloggio | 55–56 | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti non alimentari | 47.82, 47.89 | 54% |
| Commercio ambulante alimentare e prodotti del tabacco | 47.81 | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41–43, 68 | 86% |
| Intermediari, agenti di commercio | 46.1 | 62% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, formative | 64–66, 69–75, 85, 86, 87–88 | 78% |
| Trasporto e magazzinaggio (autotrasportatori conto terzi) | 49.4 | 80% |
| Altre attività economiche | Altre | 67% |
📌 Nota: La tabella riporta i gruppi principali. Per il codice ATECO esatto della propria attività occorre consultare l’Allegato 4 della Legge n. 190/2014 su Normattiva o il sito dell’Agenzia delle Entrate.
Un errore nella scelta del codice ATECO produce un coefficiente sbagliato e, di conseguenza, una tassazione errata. In caso di controllo fiscale, l’Agenzia delle Entrate può rettificare il reddito imponibile dichiarato.
Esempi Pratici: Quanto Paga Davvero un Forfettario al 5% {#esempi-pratici}
Vediamo tre esempi concreti per capire quando il forfettario paga il 5% di tasse e quanto risparmia rispetto all’aliquota ordinaria.
Esempio 1 — Consulente IT (Coefficiente 78%)
- Ricavi annui: € 40.000
- Coefficiente di redditività: 78%
- Reddito forfettario: 40.000 × 78% = € 31.200
- Contributi INPS Gestione Separata versati: € 6.000 (circa il 26,07% del reddito imponibile)
- Reddito imponibile: 31.200 – 6.000 = € 25.200
- Imposta sostitutiva al 5%: 25.200 × 5% = € 1.260
- Imposta sostitutiva al 15%: 25.200 × 15% = € 3.780
- Risparmio con la flat tax al 5%: € 2.520 all’anno
Esempio 2 — Artigiano Elettricista (Coefficiente 86%)
- Ricavi annui: € 55.000
- Coefficiente di redditività: 86%
- Reddito forfettario: 55.000 × 86% = € 47.300
- Contributi INPS IVS versati: € 5.000
- Reddito imponibile: 47.300 – 5.000 = € 42.300
- Imposta sostitutiva al 5%: 42.300 × 5% = € 2.115
- Imposta sostitutiva al 15%: 42.300 × 15% = € 6.345
- Risparmio con la flat tax al 5%: € 4.230 all’anno
Esempio 3 — Ristoratore (Coefficiente 40%)
- Ricavi annui: € 70.000
- Coefficiente di redditività: 40%
- Reddito forfettario: 70.000 × 40% = € 28.000
- Contributi INPS IVS versati: € 4.000
- Reddito imponibile: 28.000 – 4.000 = € 24.000
- Imposta sostitutiva al 5%: 24.000 × 5% = € 1.200
- Imposta sostitutiva al 15%: 24.000 × 15% = € 3.600
- Risparmio con la flat tax al 5%: € 2.400 all’anno
Per stimare le tasse nel tuo caso specifico e capire quando il forfettario paga il 5% di tasse nel tuo settore, puoi approfondire con la nostra guida al calcolo tasse per il regime forfettario.
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Confronto tra Tassazione al 5% e al 15% {#confronto}
Per comprendere appieno quando il forfettario paga il 5% di tasse è utile vedere, in modo diretto, quanto pesa la differenza rispetto all’aliquota ordinaria del 15%.
| Ricavi annui | Coefficiente | Contributi dedotti | Imponibile | Tasse al 5% | Tasse al 15% | Risparmio |
| € 20.000 | 78% | € 2.500 | € 13.100 | € 655 | € 1.965 | € 1.310 |
| € 30.000 | 78% | € 4.000 | € 19.400 | € 970 | € 2.910 | € 1.940 |
| € 50.000 | 78% | € 7.000 | € 32.000 | € 1.600 | € 4.800 | € 3.200 |
| € 70.000 | 78% | € 10.000 | € 44.600 | € 2.230 | € 6.690 | € 4.460 |
| € 85.000 | 78% | € 12.000 | € 54.300 | € 2.715 | € 8.145 | € 5.430 |
Il risparmio è tutt’altro che marginale: a parità di ricavi, un professionista al 5% paga un terzo delle tasse rispetto a chi è al 15%. Su cinque anni, il beneficio cumulato può valere decine di migliaia di euro.
Quando NON si Applica l’Aliquota al 5%: I Casi Esclusivi {#quando-non-si-applica}
È importante sapere anche in quali situazioni il forfettario non paga il 5% di tasse, anche se ha aperto una nuova partita IVA.
1. Provenienza dal Regime Ordinario
Con la Risposta a interpello n. 226/2024, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che chi transita dal regime ordinario al forfettario non ha diritto all’aliquota del 5%, anche se il passaggio avviene entro i primi cinque anni dall’avvio dell’attività. L’imposta ridotta è riservata esclusivamente a chi adotta il regime forfettario sin dall’inizio dell’attività (ab origine).
Chi ha dovuto iniziare con il regime ordinario (ad esempio perché aveva redditi da dipendente superiori a € 35.000 nell’anno di apertura e ha poi cessato il rapporto di lavoro) e successivamente accede al forfettario, pagherà il 15% e non il 5%.
2. Mera Prosecuzione di Attività Dipendente
Se il contribuente offre gli stessi servizi che svolgeva come dipendente, alla stessa clientela (spesso l’ex datore di lavoro), l’Agenzia delle Entrate considera l’attività come “mera prosecuzione” e nega l’agevolazione. Il solo cambio di inquadramento contrattuale (da dipendente ad autonomo) non basta a configurare un’attività genuinamente nuova.
3. Attività Precedente nei Tre Anni Antecedenti
Anche un’attività svolta brevemente (ad esempio per soli tre mesi) come autonomo nei tre anni precedenti è sufficiente ad escludere l’accesso all’aliquota agevolata. Non esiste una soglia minima di durata.
4. Superamento della Soglia del Cedente
Nel caso di subentro in un’attività altrui, se i ricavi del soggetto cedente nell’anno precedente superano € 85.000, il requisito 3 viene meno e il regime agevolato non si applica.
5. Elenco delle Cause Ostative Generali
Queste situazioni precludono l’accesso al regime forfettario tout court (quindi anche all’aliquota al 15%):
- Utilizzo di regimi IVA speciali
- Residenza fiscale fuori dall’UE/SEE senza produzione del 75% del reddito in Italia
- Partecipazione in Snc, Sas o imprese familiari la cui attività è riconducibile a quella svolta
- Effettuazione prevalente di cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi
Cosa Succede Dopo i Cinque Anni Agevolati {#dopo-cinque-anni}
Al termine del quinquennio, il forfettario non paga più il 5% di tasse ma passa automaticamente al 15%, senza dover fare comunicazioni all’Agenzia delle Entrate. Il passaggio avviene di diritto a partire dall’anno d’imposta successivo al compimento del quinquennio.
Non c’è nessun adempimento specifico da compiere: semplicemente, nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui termina il periodo agevolato, si dichiara il reddito forfettario assoggettandolo all’aliquota ordinaria del 15%.
Cosa fare per prepararsi al passaggio?
- Monitorare il proprio fatturato: con un’aliquota più alta, è importante valutare se il regime forfettario rimane conveniente rispetto al regime ordinario
- Verificare se i requisiti generali sono ancora soddisfatti: ricavi entro € 85.000, limite sul lavoro dipendente, assenza di cause ostative
- Pianificare eventuali investimenti: nel regime ordinario si possono dedurre i costi reali, quindi potrebbe convenire spostare spese importanti (attrezzature, corsi, software) nell’anno di uscita dal forfettario
Per un confronto approfondito su tasse e contributi partita IVA a seconda del regime, consulta la nostra guida completa su tasse partita IVA: forfettario, INPS e codici ATECO.
Contributi INPS nel Regime Forfettario: Come Incidono {#contributi-inps}
Quando si calcola quando il forfettario paga il 5% di tasse e quanto rimane in tasca, non bisogna dimenticare i contributi previdenziali INPS, che rappresentano spesso la voce di costo più significativa e che molti calcolatori superficiali trascurano.
Gestione Separata INPS (Liberi Professionisti Senza Cassa)
I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata (sviluppatori, consulenti, designer, copywriter, formatori, ecc.) pagano un’aliquota del 26,07% sul reddito imponibile (dati 2026). È possibile addebitare in fattura una rivalsa del 4%, che viene poi versata all’INPS.
IVS Artigiani e Commercianti
Gli artigiani e i commercianti versano contributi fissi trimestrali (indipendentemente dal reddito prodotto) più una quota percentuale sul reddito eccedente il minimale. Il calcolo è più articolato ed è soggetto ad aggiornamento annuale da parte dell’INPS.
Casse Professionali
Avvocati, medici, ingegneri, architetti, notai e altri professionisti iscritti ad albi versano i contributi alla propria cassa previdenziale (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.), con aliquote e modalità specifiche.
In tutti i casi, i contributi versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva, riducendo la base imponibile e, di conseguenza, anche le tasse da pagare.
Per approfondire il calcolo specifico dei contributi INPS per la tua categoria, leggi la nostra guida al calcolo INPS per partita IVA.
Adempimenti del Forfettario al 5%: Cosa Devi Fare (e Non Fare) {#adempimenti}
Chi ha diritto all’aliquota agevolata deve sapere che il regime forfettario non è “zero adempimenti”. Ecco uno schema sintetico degli obblighi principali:
| Obbligo | Forfettario al 5% | Note |
| Fatturazione elettronica | Obbligatoria | Tramite Sistema di Interscambio (SdI) |
| Applicazione dell’IVA in fattura | No | Con dicitura “Legge 190/2014, art. 1, comma 58” |
| Ritenuta d’acconto | No | Il forfettario non subisce ritenute |
| Dichiarazione dei redditi (Quadro LM) | Sì | Con indicazione dei requisiti start-up |
| Registro IVA | No | Esonero da registri IVA e dichiarazione annuale IVA |
| Versamento imposta sostitutiva (F24) | Sì | Con acconto a novembre e saldo a giugno |
| Numerazione e conservazione fatture | Sì | Conservazione digitale obbligatoria |
| Comunicazione apertura (AA9/12) | Sì | All’apertura della partita IVA |
Per gestire correttamente la fatturazione elettronica da forfettario, consulta la nostra guida su fattura elettronica per forfettari.
Errori Comuni da Evitare {#errori-comuni}
Capire quando il forfettario paga il 5% di tasse non basta: è altrettanto importante non commettere gli errori che possono costare caro in sede di verifica fiscale.
Errore 1 — Applicare il 5% Senza Verificare i Requisiti
Molti contribuenti danno per scontato di avere diritto all’aliquota agevolata solo perché hanno aperto una nuova partita IVA. In realtà, basta aver svolto una consulenza occasionale come autonomo in uno dei tre anni precedenti per perdere il diritto.
Errore 2 — Confondere il Codice ATECO
Un codice ATECO errato comporta un coefficiente di redditività sbagliato. Il risultato può essere una dichiarazione infedele e sanzioni in caso di controllo. In presenza di dubbi, è sempre consigliabile consultare un professionista abilitato.
Errore 3 — Non Monitorare il Limite dei Ricavi
Il regime forfettario cessa immediatamente (senza aspettare l’anno successivo) se si superano 100.000 euro di ricavi. In quel caso, l’IVA deve essere applicata sulle operazioni che hanno determinato il superamento. È fondamentale tenere sotto controllo il fatturato durante l’anno.
Errore 4 — Dimenticare i Contributi INPS
L’imposta sostitutiva è solo una parte del carico fiscale complessivo. I contributi previdenziali possono essere molto più alti delle tasse in sé. Pianificare entrate e accantonamenti mensili è fondamentale per evitare sorprese a giugno, quando arriva la scadenza del saldo.
Errore 5 — Non Dichiarare i Requisiti Start-Up nel Quadro LM
Per beneficiare dell’aliquota al 5%, i requisiti devono essere dichiarati nella Sezione II del Quadro LM del modello Redditi Persone Fisiche. L’omissione può portare al recupero delle maggiori imposte.
Soglie e Limiti del Regime Forfettario nel 2026: Riepilogo {#soglie-riepilogo}
| Parametro | Valore |
| Limite ricavi per accesso/permanenza | € 85.000 |
| Limite ricavi per uscita immediata | € 100.000 |
| Limite redditi da lavoro dipendente (anno precedente) | € 35.000 |
| Limite spese personale e collaboratori | € 20.000 lordi |
| Aliquota ordinaria | 15% |
| Aliquota start-up | 5% |
| Durata aliquota start-up | 5 anni (primo + quattro successivi) |
| Normativa di riferimento | Legge n. 190/2014, art. 1, commi 54–89 |
Per verificare se soddisfi i requisiti aggiornati e hai accesso al regime, consulta la nostra guida ai limiti del regime forfettario 2026.
FAQ – Domande Frequenti {#faq}
Quando il forfettario paga il 5% di tasse invece del 15%?
Il forfettario paga il 5% di tasse — anziché il 15% ordinario — nei primi cinque anni di attività, a condizione che: (1) non abbia esercitato attività d’impresa, professionale o artistica nei tre anni precedenti; (2) l’attività non costituisca mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente; (3) in caso di subentro in un’attività altrui, i ricavi del cedente nell’anno precedente non superino € 85.000. Tutti e tre i requisiti devono essere soddisfatti contemporaneamente.
Quanti anni dura l’aliquota agevolata al 5% nel regime forfettario?
L’aliquota agevolata del 5% dura per il primo anno di attività e i quattro anni successivi, per un totale di cinque anni consecutivi. Al termine del quinquennio, l’aliquota passa automaticamente al 15%, senza necessità di alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Un lavoratore dipendente che apre partita IVA può usufruire dell’aliquota al 5%?
Dipende. Avere un lavoro dipendente non preclude di per sé l’accesso alla flat tax al 5%: è però necessario che i redditi da lavoro dipendente nell’anno precedente non superino € 35.000. Occorre poi verificare che l’attività autonoma non rappresenti una mera prosecuzione di quella dipendente (stesso settore, stessa clientela, stesse competenze). In caso di dubbio, è opportuno rivolgersi a un consulente fiscale.
Chi ha svolto un tirocinio professionale obbligatorio può accedere all’aliquota del 5%?
Sì. La Legge n. 190/2014 prevede espressamente che il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti e professioni (ad esempio il tirocinio per avvocati, commercialisti, medici) non costituisce mera prosecuzione e non preclude l’accesso alla tassazione agevolata.
Cosa succede se passo dal regime ordinario al regime forfettario entro i primi cinque anni di attività?
Non si ha diritto all’aliquota del 5%. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Risposta a interpello n. 226/2024 che la flat tax al 5% è riservata esclusivamente a chi adotta il regime forfettario dall’inizio dell’attività. Chi transita dal regime ordinario applicherà l’aliquota del 15%, anche se si trova ancora nei primi cinque anni.
Come si calcolano le tasse per un forfettario al 5%?
Il calcolo segue tre passaggi: (1) si moltiplicano i ricavi annui (incassati, non fatturati) per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO; (2) dal reddito forfettario così ottenuto si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati; (3) sul reddito imponibile risultante si applica l’aliquota del 5%. Esempio: ricavi € 40.000 × coefficiente 78% = € 31.200 – contributi € 6.000 = imponibile € 25.200 × 5% = € 1.260 di imposta sostitutiva.
Se apro la partita IVA nel 2026 e ho tutti i requisiti, fino a quando pago il 5%?
Paghi il 5% per gli anni d’imposta 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030. Dal 2031 l’aliquota passerà automaticamente al 15%, a condizione che tu resti nei limiti del regime forfettario.
È possibile dichiarare i requisiti start-up anche se ho dimenticato di farlo nella dichiarazione precedente?
In generale, i requisiti devono essere dichiarati nella Sezione II del Quadro LM del modello Redditi PF relativo all’anno di imposta in questione. Se hai omesso la dichiarazione, puoi presentare una dichiarazione integrativa per correggere l’errore, a condizione che i termini non siano scaduti e che i requisiti fossero effettivamente sussistenti. È comunque consigliabile agire tempestivamente e con l’assistenza di un professionista.
L’aliquota al 5% si applica anche ai contributi INPS?
No. I contributi previdenziali si calcolano sul reddito forfettario (prima della deduzione dei contributi stessi) secondo le aliquote specifiche della propria gestione previdenziale (Gestione Separata, IVS artigiani/commercianti, cassa professionale). L’aliquota del 5% si applica esclusivamente sull’imposta sostitutiva. I contributi INPS sono una voce separata e rappresentano spesso il costo più rilevante per il forfettario.
Cosa succede se durante il quinquennio agevolato supero il limite di € 85.000 di ricavi?
Se superi € 85.000 ma rimani sotto € 100.000, esci dal regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo, con perdita sia del regime agevolato che dell’aliquota al 5%. Se superi € 100.000, l’uscita è immediata già nell’anno in cui avviene il superamento, con obbligo di applicare l’IVA a partire dalle operazioni che hanno determinato il superamento della soglia.
Un forfettario al 5% deve emettere fattura elettronica?
Sì. L’obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dall’aliquota d’imposta applicata (5% o 15%). Le fatture devono essere trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) e devono riportare la specifica dicitura che attesta l’applicazione del regime.
Posso avere contemporaneamente una partita IVA forfettaria al 5% e un lavoro dipendente?
Sì, è possibile cumulare partita IVA forfettaria e lavoro dipendente, purché i redditi da lavoro dipendente nell’anno precedente non superino € 35.000. Questo limite è stato innalzato (rispetto ai precedenti € 30.000) e confermato anche per il 2026. È necessario verificare ogni anno che la soglia sia rispettata per mantenere il diritto al regime.
Conclusione {#conclusione}
La domanda quando il forfettario paga il 5% di tasse ha una risposta precisa, supportata da una normativa chiara e verificata dall’Agenzia delle Entrate. L’aliquota agevolata si applica per i primi cinque anni di attività, ma solo se ricorrono tutti e tre i requisiti specifici: nessuna attività nei tre anni precedenti, assenza di mera prosecuzione, e rispetto della soglia ricavi del cedente nel caso di subentro.
Non si tratta di un vantaggio automatico: è un’agevolazione strutturata per sostenere chi inizia davvero da zero, con il coraggio di lanciarsi in un’avventura professionale o imprenditoriale nuova. Per chi ne ha diritto, il risparmio fiscale è concreto e significativo — fino a € 5.000 o più all’anno rispetto all’aliquota ordinaria, a seconda del fatturato e del settore.
Per sfruttare al meglio il quinquennio al 5%, è fondamentale:
- Verificare di possedere tutti i requisiti prima di aprire la partita IVA
- Scegliere il codice ATECO corretto per applicare il coefficiente di redditività giusto
- Monitorare costantemente i ricavi per non superare i limiti del regime
- Pianificare per tempo il passaggio all’aliquota del 15% al termine del quinquennio
- Rispettare gli adempimenti (fatturazione elettronica, dichiarazione dei redditi, versamenti INPS e F24)
Per un quadro completo di tutti i costi e gli obblighi legati all’apertura di una partita IVA forfettaria, visita la nostra pagina dedicata ai requisiti per aprire partita IVA in regime forfettario.
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Fonti Ufficiali
- Legge n. 190/2014, art. 1, commi 54–89 — Normattiva
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: che cos’è
- Agenzia delle Entrate — Agevolazioni per i soggetti che iniziano una nuova attività
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016 — chiarimenti sull’aliquota al 5%
- Risposta a interpello n. 226/2024 — passaggio dal regime ordinario al forfettario
Questo articolo ha finalità informative generali. Per situazioni specifiche, si raccomanda di consultare un dottore commercialista o un consulente fiscale abilitato.