Codice ATECO Medico: Come Scegliere il Codice Giusto Per Partita IVA
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Se stai aprendo una partita IVA come medico, o stai cercando di capire la tua posizione fiscale come professionista della salute, la prima domanda che ti si pone è: qual è il codice ATECO medico corretto per la mia attività? Scegliere il codice sbagliato può costarti caro — dal calcolo errato dell’imposta sostitutiva a problemi con i contributi ENPAM, fino a sanzioni dall’Agenzia delle Entrate. In questa guida completa e aggiornata trovi tutto quello che devi sapere sul codice ATECO medico: quali sono, cosa comprendono, come incidono sulla tassazione in regime forfettario, e come gestire correttamente la tua partita IVA come libero professionista sanitario.
1. Cos’è il Codice ATECO e Perché è Fondamentale per i Medici {#cose-il-codice-ateco}
Il codice ATECO (acronimo di ATtività ECOnomiche) è il sistema di classificazione adottato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per identificare in modo univoco le attività economiche svolte da imprese e professionisti in Italia. Ogni codice è composto da numeri e lettere che identificano il settore, la divisione, il gruppo, la classe e, infine, la categoria specifica.
Per un professionista della salute che vuole esercitare la libera professione, il codice ATECO medico non è una semplice formalità burocratica: è un elemento centrale che determina:
- Il coefficiente di redditività applicato nel regime forfettario (e quindi quanto paghi di tasse)
- A quale cassa previdenziale devi iscriverti (ENPAM per i medici chirurghi)
- Come vengono trattate le tue prestazioni ai fini IVA
- Quali agevolazioni fiscali puoi richiedere
- Come viene compilata la dichiarazione dei redditi
In breve: scegliere il codice ATECO medico sbagliato sin dall’inizio può generare una catena di errori difficile da correggere retroattivamente. È quindi fondamentale partire con le idee chiare.
🔗 Per approfondire il funzionamento generale dei codici ATECO per partita IVA, leggi la nostra guida: Codice ATECO e Partita IVA: tutto quello che devi sapere
2. Classificazione ATECO 2025: Le Novità per i Professionisti Sanitari {#classificazione-ateco-2025}
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che ha sostituito la precedente ATECO 2007. La nuova classificazione è allineata alla nomenclatura europea NACE Rev. 2.1 e introduce modifiche rilevanti per diversi settori, inclusi alcuni professionisti sanitari.
Buona notizia per i medici: i codici principali utilizzati dai medici di medicina generale e dagli specialisti non hanno subito modifiche sostanziali. Il codice 86.21.00 e i codici della divisione 86.22 rimangono invariati nella struttura, con alcuni adeguamenti alla denominazione.
Dal 1° aprile 2025, i nuovi codici ATECO 2025 sono utilizzati in tutti gli adempimenti statistici, amministrativi e fiscali. Non sono previste sanzioni per chi non ha ancora aggiornato il codice, ma è opportuno verificare la correttezza della propria classificazione.
Cosa è cambiato per i professionisti sanitari
| Professione | Codice ATECO 2007 | Codice ATECO 2025 | Variazione |
| Medico di medicina generale | 86.21.00 | 86.21.00 | Nessuna |
| Medico specialista (attività ambulatoriali) | 86.22.09 | 86.22.09 | Nessuna |
| Odontoiatra | 86.23.00 | 86.23.00 | Nessuna |
| Fisioterapista | 86.90.21 | 86.95.00 | Modificato |
| Psicologo | 86.90.30 | 86.93.00 | Modificato |
| Laboratori di analisi cliniche | 86.90.12 | 86.91.02 | Modificato |
| Diagnostica per immagini | 86.90.11 | 86.91.01 | Modificato |
I medici chirurghi e gli odontoiatri non devono quindi aggiornare il proprio codice. I professionisti delle categorie modificate (fisioterapisti, psicologi, ecc.) dovrebbero invece verificare e aggiornare il codice all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.
3. Codice ATECO 86.21.00 — Medici di Medicina Generale {#8621}
Il codice ATECO medico 86.21.00 — denominato “Attività di medicina generale” nella classificazione 2025 — è il codice di riferimento per i medici di base, i medici di famiglia e, in generale, per tutti i professionisti che esercitano la medicina generale in forma libero-professionale.
Cosa comprende il codice ATECO 86.21.00
Rientrano in questo codice:
- Visite mediche generiche ambulatoriali
- Certificazioni mediche (idoneità sportiva non agonistica, certificati di malattia, ecc.)
- Prestazioni di guardia medica in regime libero-professionale
- Visite domiciliari private
- Medicina di base a pagamento (non in convenzione SSN)
- Compilazione di piani terapeutici
- Assistenza sanitaria di primo livello non convenzionata
Chi usa il codice 86.21.00?
È importante precisare che la maggior parte dei medici di medicina generale (MMG) che opera in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non ha partita IVA per l’attività convenzionata: percepisce un compenso forfettario in base al numero di assistiti, e le relative ritenute vengono gestite direttamente dall’ASL/ATS.
Il codice ATECO medico 86.21.00 viene invece utilizzato quando il medico svolge in parallelo attività libero-professionale privata: visite non convenzionate, certificazioni a pagamento, attività di medicina del lavoro come libero professionista, e simili.
Nota: Il medico in specializzazione (specializzando) che svolge attività extra come turni di guardia medica o pronto soccorso privato, può utilizzare il codice 86.21.00 in attesa di completare la specializzazione, dopodiché potrà aggiornarlo con il codice specifico della propria specializzazione.
4. Codice ATECO 86.22.01 e Gli Altri Codici per i Medici Specialisti {#8622}
La divisione 86.22 raccoglie le attività di medicina specialistica. È qui che troviamo la maggior parte dei codici ATECO medico utilizzati dai professionisti che hanno completato una specializzazione e operano come liberi professionisti in un determinato ambito clinico.
I Principali Codici ATECO per Medici Specialisti
| Codice ATECO | Denominazione | Chi lo utilizza |
| 86.22.01 | Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi | Chirurghi generali, chirurghi plastici, chirurghi estetici, ortopedici, ecc. |
| 86.22.03 | Altre attività di medicina specialistica svolte presso cliniche e centri specialistici | Dialisi, chemioterapia ambulatoriale, centri vaccini, ambulatori specialistici ASL |
| 86.22.05 | Studi di omeopatia e di agopuntura | Medici che praticano medicine complementari riconosciute |
| 86.22.06 | Centri di medicina estetica | Medici estetici che operano in strutture dedicate |
| 86.22.09 | Altri studi medici specialistici e poliambulatori | Cardiologi, dermatologi, neurologi, psichiatri, radiologi, ecc. |
Quale codice usare se sei un medico specialista?
La risposta dipende dalla tua specializzazione e dalla modalità operativa:
- Chirurgo (qualsiasi tipo di chirurgia, inclusa quella estetica): 86.22.01
- Specialista ambulatoriale (cardiologo, dermatologo, ginecologo, gastroenterologo, endocrinologo, ecc.) che opera in studio privato o in poliambulatorio: 86.22.09
- Medico specialista che opera in centri clinici, ambulatori ASL, centri di dialisi: 86.22.03
- Medico legale: il codice più appropriato è generalmente 86.22.09
- Radiologo che opera come libero professionista: 86.22.09 (la diagnostica per immagini di laboratorio usa invece 86.91.01)
- Psichiatra: 86.22.09 (la psicologia non medica usa invece 86.93.00)
Attenzione: Il codice ATECO medico 86.22.01 è specifico per i chirurghi. Non va utilizzato genericamente per tutti i medici specialisti. Se hai dubbi sulla tua classificazione, è opportuno consultare un commercialista esperto in professioni sanitarie o rivolgerti all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
5. Codice ATECO 86.23.00 — Odontoiatri {#8623}
Il codice ATECO 86.23.00 — “Attività degli studi odontoiatrici” — è il codice specifico per tutti i professionisti iscritti all’Albo degli Odontoiatri che esercitano la professione in forma libero-professionale.
Comprende:
- Cure odontoiatriche generali e specialistiche
- Endodonzia, parodontologia, pedodonzia
- Trattamenti delle patologie del cavo orale
- Ortodonzia
- Chirurgia orale e maxillo-facciale (quando svolta da odontoiatri)
Non rientra in questo codice la realizzazione di protesi dentarie da laboratorio, che utilizza invece il codice 32.50 (fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche).
Gli odontoiatri si iscrivono all’ENPAM — la stessa cassa previdenziale dei medici chirurghi — e beneficiano dello stesso coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario.
6. Tabella Riepilogativa di Tutti i Codici ATECO per Medici e Sanitari {#tabella}
Ecco una panoramica completa dei principali codici ATECO utilizzati nell’ambito della salute umana, aggiornata alla classificazione ATECO 2025:
| Codice ATECO | Denominazione | Professionista | Cassa Previdenziale | Coeff. Redditività |
| 86.21.00 | Attività di medicina generale | Medico di base, MMG, guardia medica | ENPAM | 78% |
| 86.22.01 | Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi | Chirurgo generico, plastico, ortopedico | ENPAM | 78% |
| 86.22.03 | Medicina specialistica presso cliniche/centri | Specialisti in strutture sanitarie | ENPAM | 78% |
| 86.22.05 | Studi di omeopatia e agopuntura | Medici che praticano medicine integrate | ENPAM | 78% |
| 86.22.06 | Centri di medicina estetica | Medico estetico | ENPAM | 78% |
| 86.22.09 | Altri studi medici specialistici | Cardiologo, dermatologo, ginecologo, ecc. | ENPAM | 78% |
| 86.23.00 | Attività degli studi odontoiatrici | Odontoiatra, dentista | ENPAM | 78% |
| 86.91.01 | Attività di diagnostica per immagini | Tecnico radiologo, radiologo (laboratorio) | INPS Gestione Separata | 78% |
| 86.91.02 | Attività di laboratorio medico | Biologo, chimico (laboratorio analisi) | Cassa specifica | 78% |
| 86.93.00 | Attività di psicologi e psicoterapeuti | Psicologo, psicoterapeuta non medico | INPS G.S. o ENPAP | 78% |
| 86.95.00 | Attività di fisioterapia | Fisioterapista | INPS Gestione Separata | 78% |
Nota bene: Tutti i codici nella divisione 86 (Attività per la salute umana) condividono lo stesso coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario. Questo è un elemento unificante fondamentale per la pianificazione fiscale di tutti i professionisti sanitari.
7. Coefficiente di Redditività al 78%: Come Funziona {#coefficiente}
Il coefficiente di redditività è una delle caratteristiche più importanti del regime forfettario per i professionisti sanitari. Per tutti i codici ATECO medico (e sanitari in generale), questo coefficiente è fissato al 78%.
Cosa significa nella pratica?
In regime forfettario, il reddito imponibile non si calcola come “ricavi meno costi effettivi”, ma come una percentuale fissa dei ricavi. Questo significa che:
- Il 22% dei ricavi viene automaticamente considerato come quota di costi, senza che tu debba documentare nulla
- Il restante 78% dei ricavi costituisce la base imponibile su cui si calcolano le imposte e (parzialmente) i contributi
Esempio pratico:
| Ricavi annui | Coefficiente | Reddito imponibile lordo |
| € 20.000 | 78% | € 15.600 |
| € 40.000 | 78% | € 31.200 |
| € 60.000 | 78% | € 46.800 |
| € 85.000 | 78% | € 66.300 |
Sulla base imponibile lorda vengono poi dedotti i contributi ENPAM versati nell’anno, per ottenere la base imponibile netta su cui si applica l’imposta sostitutiva.
Formula completa:
Base imponibile netta = (Ricavi × 78%) – Contributi ENPAM versati
Imposta sostitutiva = Base imponibile netta × 15% (o 5% per start-up)
Esempio numerico completo:
Un medico specialista al 5° anno di attività, ricavi di € 50.000, contributi ENPAM versati nell’anno di € 6.000:
- Reddito imponibile lordo: € 50.000 × 78% = € 39.000
- Deduzione contributi ENPAM: € 39.000 – € 6.000 = € 33.000
- Imposta sostitutiva al 15%: € 33.000 × 15% = € 4.950
- Totale carico fiscale: € 4.950 (più i contributi ENPAM già dedotti)
🔗 Per un calcolo dettagliato del regime forfettario con esempi pratici, consulta la nostra guida: Calcolo Tasse Regime Forfettario per Partita IVA
8. Regime Forfettario per Medici nel 2026: Requisiti, Vantaggi e Limiti {#forfettario}
Il regime forfettario è il regime fiscale più conveniente per la stragrande maggioranza dei medici libero-professionisti che iniziano l’attività o che mantengono ricavi al di sotto della soglia prevista dalla legge.
Requisiti per Accedere al Regime Forfettario nel 2026
Per poter applicare il regime forfettario, un medico con partita IVA deve rispettare tutti i seguenti requisiti:
Requisiti di accesso (anno precedente):
| Requisito | Condizione |
| Limite di ricavi/compensi | Non superiore a € 85.000 nell’anno precedente |
| Spese per dipendenti/collaboratori | Non superiori a € 20.000 lordi annui |
| Reddito da lavoro dipendente | Non superiore a € 30.000 (salvo rapporto di lavoro cessato) |
| Partecipazioni in società di persone | Non deve possedere quote in s.n.c., s.a.s. o società di fatto in attività simile |
| Partecipazioni in s.r.l. | Non deve controllare s.r.l. che svolge attività identica o simile |
Cause di esclusione:
- Utilizzo di regimi speciali IVA o di determinazione forfettaria del reddito
- Residenza fiscale all’estero (salvo che il 75% del reddito sia prodotto in Italia)
- Cessione prevalente di immobili, terreni agricoli o mezzi di trasporto nuovi
- Contemporanea partecipazione a società di persone, associazioni o imprese familiari
Vantaggi del Regime Forfettario per il Medico
Il regime forfettario offre ai medici libero-professionisti numerosi vantaggi concreti:
- Aliquota ridotta: 15% sull’imponibile (contro le aliquote IRPEF ordinarie dal 23% al 43%)
- Aliquota start-up al 5%: per i primi 5 anni di attività, se non si è avuto partita IVA nei 3 anni precedenti e l’attività non è una mera prosecuzione di un’attività da dipendente
- Nessun obbligo di registrazione delle fatture
- Nessun obbligo di tenuta delle scritture contabili
- Esonero dall’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive)
- Esonero dalle addizionali regionali e comunali IRPEF
- Gestione semplificata delle fatture (no IVA esposta nelle fatture verso privati)
- Deducibilità dei soli contributi ENPAM (unica spesa deducibile)
Limiti del Regime Forfettario
Non tutto è rosa: il regime forfettario presenta anche alcuni svantaggi da considerare:
- Nessuna deduzione analitica dei costi: spese per affitto dello studio, strumentazione, formazione ECM, personale di segreteria non sono deducibili analiticamente (sono “assorbite” forfettariamente nel 22% dei ricavi)
- IVA non detraibile sugli acquisti: non puoi recuperare l’IVA pagata su beni e servizi acquistati per l’attività
- Limite di ricavi: superato il limite di € 85.000, si fuoriesce dal regime nell’anno successivo
- Fuoriuscita immediata se si superano € 100.000 di ricavi nell’anno in corso (fuoriuscita retroattiva dal 1° gennaio dello stesso anno)
🔗 Per approfondire l’apertura della partita IVA in regime forfettario, leggi: Aprire Partita IVA in Regime Forfettario: Guida Definitiva
9. Tassazione: Calcolo dell’Imposta Sostitutiva per il Medico con Partita IVA {#tassazione}
Capire quante tasse paga un medico con partita IVA è fondamentale per pianificare al meglio la propria attività. Ecco tre scenari realistici con calcoli dettagliati.
Scenario 1: Medico Giovane (Start-up, Aliquota 5%)
Profilo: Medico di medicina generale, primo anno di attività libero-professionale, nessuna partita IVA negli ultimi 3 anni, ricavi annui € 25.000
| Voce | Calcolo | Importo |
| Ricavi annui | — | € 25.000 |
| Reddito imponibile lordo (78%) | € 25.000 × 78% | € 19.500 |
| Contributi ENPAM versati (stima) | — | € 3.500 |
| Base imponibile netta | € 19.500 – € 3.500 | € 16.000 |
| Imposta sostitutiva al 5% | € 16.000 × 5% | € 800 |
| Totale tasse | — | € 800 |
| Contributi ENPAM | — | € 3.500 |
| Costo totale (tasse + contributi) | — | € 4.300 |
Scenario 2: Medico Specialista (Regime a Regime, Aliquota 15%)
Profilo: Cardiologo con studio privato, 8° anno di attività, ricavi annui € 60.000
| Voce | Calcolo | Importo |
| Ricavi annui | — | € 60.000 |
| Reddito imponibile lordo (78%) | € 60.000 × 78% | € 46.800 |
| Contributi ENPAM versati (stima) | — | € 7.200 |
| Base imponibile netta | € 46.800 – € 7.200 | € 39.600 |
| Imposta sostitutiva al 15% | € 39.600 × 15% | € 5.940 |
| Totale tasse | — | € 5.940 |
| Contributi ENPAM | — | € 7.200 |
| Costo totale (tasse + contributi) | — | € 13.140 |
Scenario 3: Medico al Limite del Forfettario (Aliquota 15%)
Profilo: Dermatologo con studio privato, ricavi annui € 85.000 (limite massimo forfettario)
| Voce | Calcolo | Importo |
| Ricavi annui | — | € 85.000 |
| Reddito imponibile lordo (78%) | € 85.000 × 78% | € 66.300 |
| Contributi ENPAM versati (stima) | — | € 9.500 |
| Base imponibile netta | € 66.300 – € 9.500 | € 56.800 |
| Imposta sostitutiva al 15% | € 56.800 × 15% | € 8.520 |
| Totale tasse | — | € 8.520 |
| Contributi ENPAM | — | € 9.500 |
| Incidenza fiscale+previdenziale | (€ 8.520 + € 9.500) / € 85.000 | ~21,2% |
Nota: Le stime sui contributi ENPAM sono indicative. Gli importi effettivi variano in base all’età, agli anni di iscrizione e al reddito professionale. Per i calcoli precisi, consulta il portale ufficiale ENPAM.
🔗 Scopri anche: Tasse Partita IVA: Tutto su Forfettario, INPS e ATECO
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10. Contributi ENPAM: Quota A, Quota B e il Contributo Integrativo del 2% {#enpam}
Tutti i medici chirurghi e gli odontoiatri iscritti all’Albo sono obbligatoriamente iscritti all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri), la cassa previdenziale di categoria. L’iscrizione avviene automaticamente con l’iscrizione all’Albo.
Per informazioni ufficiali sui contributi, visita il sito ENPAM.
Quota A — Il Contributo Fisso
La Quota A è il contributo minimo obbligatorio per tutti gli iscritti, indipendentemente dal reddito professionale. Anche chi non svolge attività libero-professionale deve versarla. L’importo varia in base alla fascia d’età e viene aggiornato periodicamente dall’ENPAM.
La Quota A può essere versata:
- In un’unica soluzione (entro il 30 aprile)
- In quattro rate senza interessi (30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre)
A questi importi si aggiunge il contributo di maternità/adozione, pari a circa € 95,54 annui per il 2025 (importo soggetto ad aggiornamento annuale da parte dell’ENPAM).
Quota B — Il Contributo Proporzionale al Reddito
La Quota B è il contributo previdenziale calcolato sul reddito netto da libera professione dell’anno precedente. Viene versata dall’anno successivo a quello di primo reddito professionale.
Come funziona:
- Si applica al reddito netto di libera professione che supera determinate soglie di esenzione
- Esistono soglie minime sotto le quali la Quota B non è dovuta (verificare le soglie aggiornate sul portale ENPAM)
- Il versamento avviene in due rate: 30 giugno e 31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento
Il Contributo Integrativo del 2%
I medici iscritti all’ENPAM hanno la facoltà (non l’obbligo) di addebitare ai propri clienti un contributo integrativo del 2% sul compenso lordo, da riportare nella fattura come voce separata. Questo importo deve essere interamente versato all’ENPAM e non concorre a formare il reddito del professionista ai fini fiscali.
Esempio in fattura:
| Voce | Importo |
| Prestazione sanitaria (visita specialistica) | € 150,00 |
| Contributo integrativo ENPAM 2% | € 3,00 |
| Totale da pagare | € 153,00 |
| IVA | Esente (art. 10, c.1, n.18, DPR 633/72) |
| Marca da bollo | € 2,00 (se importo > € 77,47) |
Nota importante per il regime forfettario: Il contributo integrativo ENPAM del 2% non rientra nel calcolo del limite di ricavi di € 85.000. Questo è un vantaggio non trascurabile nella pianificazione dei ricavi.
11. IVA e Prestazioni Sanitarie: L’Esenzione dell’Art. 10 DPR 633/72 {#iva}
Una delle caratteristiche più rilevanti dell’attività medica dal punto di vista fiscale è il regime IVA speciale: le prestazioni sanitarie rese da medici non sono soggette a IVA, ma sono esenti ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972.
Cosa Significa “Esente IVA” per un Medico?
L’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie significa che:
- Il medico non addebita IVA al paziente in fattura
- Il medico non può detrarre l’IVA pagata sui propri acquisti (affitto studio, attrezzature, forniture, ecc.)
- Le fatture emesse per prestazioni sanitarie devono riportare la dicitura: “Prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/72”
- Il medico non presenta dichiarazione IVA (non è soggetto IVA per le prestazioni sanitarie)
Quali Prestazioni Sono Esenti IVA?
L’esenzione ha carattere oggettivo: si applica in base alla natura sanitaria della prestazione, indipendentemente da chi la svolge (purché sia una professione sanitaria soggetta a vigilanza). Sono esenti:
- ✅ Visite mediche specialistiche di diagnosi e cura
- ✅ Interventi chirurgici
- ✅ Prestazioni di riabilitazione
- ✅ Analisi cliniche e diagnostica (se rese da medici o strutture accreditate)
- ✅ Certificazioni mediche finalizzate alla tutela della salute
- ✅ Prestazioni odontoiatriche
- ✅ Attività di guardia medica
Quali Prestazioni NON Sono Esenti IVA?
Alcune attività, pur svolte da medici, non godono dell’esenzione IVA perché non hanno finalità terapeutica diretta:
- ❌ Certificazioni mediche puramente amministrative (es. idoneità alla guida, certificati per pratiche legali, perizie medico-legali in ambito assicurativo)
- ❌ Interventi estetici senza finalità riabilitativa
- ❌ Attività di formazione e insegnamento
- ❌ Prestazioni consulenziali non sanitarie
Per queste prestazioni, il medico che ha partita IVA deve applicare l’IVA ordinaria (generalmente al 22%) e gestire i relativi adempimenti.
Il Divieto di Fattura Elettronica verso Privati
Il Decreto Legislativo n. 81/2025 ha reso permanente il divieto di emissione di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche (pazienti). Questo divieto è stato introdotto per tutelare la privacy dei dati sanitari e non è soggetto a scadenza.
Regola pratica:
| Destinatario della fattura | Tipo di fattura |
| Paziente persona fisica | Fattura cartacea o PDF (NO elettronica) |
| Struttura sanitaria, azienda, ente | Fattura elettronica obbligatoria tramite SDI |
| Pubblica Amministrazione | Fattura elettronica obbligatoria |
12. Apertura Partita IVA Medico: Procedura Passo per Passo {#apertura}
Aprire la partita IVA come medico libero professionista è un processo relativamente semplice, ma richiede attenzione per non commettere errori nelle fasi iniziali. Ecco la procedura completa.
Prerequisiti Prima di Aprire la Partita IVA
Prima di procedere con l’apertura della partita IVA, assicurati di avere:
- Laurea in Medicina e Chirurgia (o in Odontoiatria per gli odontoiatri)
- Abilitazione all’esercizio della professione (superamento dell’esame di Stato)
- Iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e Odontoiatri dell’Ordine provinciale di competenza
- Polizza RC professionale (obbligatoria per legge ai sensi della L. 24/2017, cosiddetta “Legge Gelli-Bianco”)
- Codice fiscale (già in possesso di tutti i cittadini italiani)
Step 1 — Scegliere il Codice ATECO Medico Corretto
Prima di tutto, identifica il codice ATECO medico più appropriato per la tua attività specifica (vedi la tabella nella sezione precedente). Se hai dubbi, il codice 86.21.00 è quello più generico per i medici non ancora specializzati o per chi svolge medicina generale. I medici specialisti dovranno scegliere il codice della propria specializzazione.
Step 2 — Compilare il Modello AA9/12
La partita IVA si apre presentando il Modello AA9/12 (Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione) all’Agenzia delle Entrate. Il modello deve contenere:
- Dati anagrafici e codice fiscale
- Codice ATECO medico prescelto
- Domicilio fiscale e luogo di svolgimento dell’attività
- Data di inizio attività
- Regime contabile (generalmente: regime forfettario)
- Eventuale scelta per la liquidazione IVA trimestrale
Step 3 — Presentare il Modello AA9/12
Il modello può essere presentato:
- Online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS)
- Presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate
- Tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF)
Il codice fiscale diventa automaticamente numero di partita IVA (i liberi professionisti usano il CF come P.IVA). Tuttavia, il certificato di attribuzione è necessario per dimostrare l’esistenza della posizione IVA.
🔗 Leggi anche: Come Aprire la Partita IVA: Requisiti Essenziali e Primi Passi
Step 4 — Iscrizione all’ENPAM
Entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA, è obbligatorio iscriversi all’ENPAM comunicando l’inizio dell’attività libero-professionale. L’iscrizione si effettua tramite il portale ufficiale ENPAM. Se sei già iscritto all’Albo, potresti essere già iscritto automaticamente alla Quota A; la comunicazione dell’attività libero-professionale riguarda principalmente la Quota B.
Step 5 — Attivazione della Fatturazione Elettronica
Dal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i professionisti in regime forfettario. Come medico, dovrai:
- Dotarti di un codice destinatario o indirizzo PEC per ricevere fatture elettroniche dai fornitori
- Attivare un software o servizio di fatturazione elettronica abilitato per l’invio tramite SDI (Sistema di Interscambio)
- Ricorda: le fatture verso pazienti persone fisiche devono restare cartacee o PDF (divieto di fattura elettronica)
Step 6 — Iscrizione al Sistema Tessera Sanitaria (STS)
I medici con partita IVA sono obbligati a registrarsi al Sistema Tessera Sanitaria (tessera.sanita.finanze.it) per trasmettere i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti, necessari per la precompilazione del modello 730.
Riepilogo dei Costi di Apertura
| Adempimento | Costo |
| Apertura partita IVA (modello AA9/12) | Gratuito |
| Consulenza commercialista (opzionale) | € 50 – € 150 (una tantum) |
| Software fatturazione elettronica | € 0 – € 100/anno |
| Polizza RC professionale | € 300 – € 800/anno (variabile) |
| Contributi ENPAM Quota A (primo anno) | Variabile per fascia d’età |
| Totale costi fissi primo anno | Circa € 400 – € 1.200 |
13. Fatturazione Elettronica e Sistema Tessera Sanitaria (STS) {#fatturazione}
La gestione della fatturazione è uno degli aspetti più delicati per il medico con partita IVA, proprio perché le regole sono diverse rispetto ad altri professionisti.
Le Regole di Fatturazione per i Medici
Per prestazioni sanitarie a pazienti privati (persone fisiche):
- Fattura cartacea o PDF (NO elettronica — divieto permanente dal D.Lgs. 81/2025)
- Nessuna IVA (esenzione art. 10)
- Marca da bollo da € 2,00 se l’importo supera € 77,47
- Trasmissione dati obbligatoria al Sistema Tessera Sanitaria
Per prestazioni verso strutture sanitarie, aziende, enti:
- Fattura elettronica tramite SDI (obbligatoria)
- Nessuna IVA se la prestazione è sanitaria
- Eventuale ritenuta d’acconto del 20% (se non si è in regime forfettario)
Per prestazioni non sanitarie (es. perizie, certificazioni amministrative):
- Fattura elettronica tramite SDI
- IVA al 22%
- Se in regime forfettario: nessuna ritenuta d’acconto, nessuna IVA
Trasmissione Dati al Sistema Tessera Sanitaria
I medici con partita IVA sono tenuti a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati di tutte le prestazioni sanitarie fatturate a persone fisiche. Questo sistema alimenta la dichiarazione dei redditi precompilata dei pazienti.
Scadenze per la trasmissione STS:
| Periodo di fatturazione | Scadenza trasmissione |
| Gennaio | Entro il 28 febbraio |
| Febbraio | Entro il 31 marzo |
| Marzo | Entro il 30 aprile |
| Ogni mese | Entro fine del mese successivo |
Sanzione per omessa trasmissione: € 100 per ogni comunicazione omessa, con un massimo di € 50.000 annui.
Nota sulla privacy: Il paziente ha il diritto di opporsi alla trasmissione dei propri dati sanitari al STS. In questo caso, il medico deve annotarlo nella fattura e non trasmettere quei dati.
14. Assicurazione RC Professionale: L’Obbligo per i Medici {#assicurazione}
La Legge Gelli-Bianco (L. n. 24/2017) ha introdotto l’obbligo per tutti i medici che esercitano la libera professione di stipulare una polizza di Responsabilità Civile Professionale (RC Medica). Questa assicurazione è obbligatoria e deve essere attiva prima di iniziare l’attività.
La polizza RC Medica copre:
- Danni causati a pazienti da errori, negligenza o imperizia
- Spese legali per la difesa in cause civili e penali
- Eventuali risarcimenti riconosciuti in sede giudiziaria
Costo indicativo: da € 300 a oltre € 800 l’anno, in base alla specializzazione, al volume di attività e al massimale scelto. Le specializzazioni ad alto rischio (chirurgia, ginecologia, ostetricia) hanno premi assicurativi notevolmente più elevati.
Il costo della polizza RC, pur non essendo deducibile analiticamente nel regime forfettario, è considerato una spesa professionale necessaria e rientra nel margine del 22% già previsto dal coefficiente di redditività.
15. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO Medico {#errori}
Ecco i cinque errori più frequenti che i medici commettono nella gestione del proprio codice ATECO, con i relativi rimedi.
Errore 1 — Usare il Codice 86.21.00 per Attività Specialistiche
Un medico specialista che usa il codice 86.21.00 (medicina generale) anziché il codice corretto per la propria specializzazione non commette un errore fiscalmente devastante (il coefficiente di redditività è lo stesso), ma può creare problemi in fase di controllo fiscale e nella comunicazione con l’ENPAM. La denominazione dell’attività deve rispecchiare quella effettivamente svolta.
Rimedio: Presentare una variazione dati all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12) per aggiornare il codice ATECO con quello corretto.
Errore 2 — Utilizzare il Codice ATECO di un Sanitario Non Medico
Psicologi, fisioterapisti e altri professionisti sanitari che per errore aprono la partita IVA con un codice ATECO medico (ad es. 86.21.00) si iscrivono alla cassa previdenziale sbagliata. Questo può generare problemi contributivi rilevanti.
Rimedio: Aggiornare immediatamente il codice ATECO e comunicare la variazione anche all’ente previdenziale di competenza.
Errore 3 — Dimenticare il Contributo Integrativo ENPAM del 2%
Molti medici alle prime armi dimenticano di addebitare ai clienti (strutture, aziende, enti) il contributo integrativo ENPAM del 2%, perdendo risorse che spetterebbero loro e che devono essere versate all’ENPAM. Attenzione: la mancata riscossione non esenta dal versamento.
Rimedio: Inserire sistematicamente la voce “Contributo integrativo ENPAM 2%” in ogni fattura verso soggetti diversi da persone fisiche pazienti.
Errore 4 — Emettere Fattura Elettronica verso Pazienti Privati
Alcuni medici, ignari del divieto permanente introdotto dal D.Lgs. 81/2025, emettono fatture elettroniche verso i propri pazienti persone fisiche. Questo viola le norme sulla privacy sanitaria.
Rimedio: Mantenere sempre la doppia modalità: fattura cartacea/PDF per i pazienti, fattura elettronica per strutture e aziende.
Errore 5 — Non Trasmettere i Dati al Sistema Tessera Sanitaria
La mancata trasmissione dei dati al STS è una violazione frequente tra i medici che gestiscono autonomamente la propria contabilità. Le sanzioni sono rilevanti: € 100 per ogni comunicazione omessa.
Rimedio: Impostare un promemoria mensile per la trasmissione dei dati STS entro fine del mese successivo alla data di ogni fattura.
Domande Frequenti (FAQ) sul Codice ATECO Medico {#faq}
Qual è il codice ATECO medico corretto per un medico di base che fa anche guardia medica?
Il codice ATECO 86.21.00 è il codice appropriato per i medici di medicina generale, inclusa l’attività di guardia medica svolta in forma libero-professionale. Se la guardia medica è svolta in convenzione con il SSN tramite ATS/ASL, non è necessaria la partita IVA per quell’attività specifica (i compensi sono già assoggettati a trattenuta diretta). La partita IVA con codice 86.21.00 è necessaria solo per attività private aggiuntive o per la guardia medica svolta con contratto libero-professionale.
Qual è il codice ATECO medico per un cardiologo che visita privatamente?
Un cardiologo che svolge attività di libera professione (visite cardiologiche, holter, ecocardiogrammi, ecc.) deve utilizzare il codice ATECO 86.22.09 — “Altri studi medici specialistici e poliambulatori”. Questo codice si applica a tutti gli specialisti che non rientrano nelle categorie specifiche (chirurghi, centri di medicina estetica, omeopatia).
Posso avere più di un codice ATECO medico sulla stessa partita IVA?
Sì, è possibile indicare più codici ATECO sulla stessa partita IVA. In questo caso, ai fini del regime forfettario, si considera il codice ATECO prevalente (quello che genera il maggior volume di ricavi) per determinare il coefficiente di redditività. Poiché tutti i codici sanitari della divisione 86 hanno lo stesso coefficiente del 78%, nella pratica la presenza di più codici ATECO medico sulla stessa partita IVA non cambia la modalità di calcolo delle imposte.
Quale codice ATECO deve usare un medico specializzando che fa turni di guardia medica?
Uno specializzando che svolge turni di guardia medica come libero professionista (non dipendente) deve aprire partita IVA con codice ATECO 86.21.00. Una volta completata la specializzazione, potrà presentare una variazione dati all’Agenzia delle Entrate per aggiornare il codice con quello della propria specializzazione (es. 86.22.09 per medicina interna, 86.22.01 per chirurgia).
Un medico con partita IVA in regime forfettario deve presentare la dichiarazione IVA?
No. Un medico che svolge esclusivamente prestazioni sanitarie esenti IVA (art. 10, DPR 633/72) non è soggetto IVA e non deve presentare la dichiarazione IVA annuale né le liquidazioni periodiche. L’esenzione IVA è assoluta per le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione. Questa regola si applica indipendentemente dall’adozione del regime forfettario.
Cosa succede se supero il limite di € 85.000 con la mia partita IVA medico in regime forfettario?
Se nell’anno in corso superi il limite di € 85.000 di ricavi, continui ad applicare il regime forfettario per quell’anno, ma dall’anno successivo passi automaticamente al regime ordinario (con IRPEF progressiva, IVA, ecc.). Esiste però una regola di uscita immediata: se i ricavi superano € 100.000 nel corso dell’anno, esci dal regime forfettario retroattivamente dal 1° gennaio dello stesso anno, con tutti gli adempimenti IVA da regolarizzare.
Il codice ATECO medico influisce sui contributi ENPAM?
Il codice ATECO medico in sé non influisce direttamente sul calcolo dei contributi ENPAM (che dipendono dall’iscrizione all’Albo e dal reddito professionale), ma garantisce la coerenza tra la tua attività dichiarata e quella per cui versi i contributi. Tutti i medici chirurghi e odontoiatri, indipendentemente dal codice ATECO specifico (86.21.00, 86.22.09, ecc.), sono tenuti all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM e al versamento della Quota A e Quota B.
Posso cambiare il codice ATECO medico dopo l’apertura della partita IVA?
Sì. È possibile modificare il codice ATECO medico in qualsiasi momento presentando una variazione dati tramite il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. La modifica è gratuita e può essere effettuata online o recandosi a un ufficio territoriale. È consigliabile aggiornare il codice quando cambia la tua attività principale (es. al termine della specializzazione, o quando si apre un poliambulatorio).
Devo pagare l’IVA sulle visite mediche che faccio privatamente?
No. Le visite mediche di diagnosi e cura sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72. L’esenzione si applica a tutte le prestazioni sanitarie finalizzate alla tutela, al mantenimento e al ripristino della salute. In fattura devi riportare la dicitura di esenzione IVA e, se il compenso supera € 77,47, applicare la marca da bollo da € 2,00.
Come funziona la fatturazione per un medico che lavora sia in ospedale come dipendente sia privatamente come libero professionista?
Molti medici hanno un doppio binario: lavoro dipendente ospedaliero e attività libero-professionale privata. Per l’attività ospedaliera da dipendente non è necessaria la partita IVA (il datore di lavoro gestisce tutto). La partita IVA con il codice ATECO medico appropriato è necessaria solo per l’attività libero-professionale privata. Attenzione: se il reddito da lavoro dipendente supera € 30.000 annui, non si può accedere al regime forfettario per la parte libero-professionale (salvo che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato nell’anno di riferimento).
Qual è la differenza tra il codice ATECO 86.22.01 e il codice 86.22.09 per i medici specialisti?
Il codice ATECO 86.22.01 è specifico per i chirurghi (chirurgia generale, chirurgia plastica, ortopedia chirurgica, chirurgia estetica, ecc.) e identifica le prestazioni chirurgiche in senso stretto. Il codice 86.22.09 è la categoria “altri studi medici specialistici” e include tutti gli specialisti che non rientrano nelle categorie specifiche: cardiologi, dermatologi, ginecologi non chirurgici, neurologi, psichiatri, endocrinologi, gastroenterologi, medici dello sport, ecc. Se svolgi sia attività chirurgica sia di visita specialistica, si utilizza il codice ATECO prevalente o si possono indicare entrambi.
Un neolaureato in medicina, prima di completare la specializzazione, quale codice ATECO deve usare?
Un medico neo-abilitato, iscritto all’Albo ma non ancora specializzato, che svolge attività libero-professionale deve utilizzare il codice ATECO 86.21.00 (medicina generale). Questo è il codice “base” per i medici chirurghi generici. Una volta conseguita la specializzazione, si aggiorna con il codice specifico.
Conclusione {#conclusione}
La corretta identificazione e gestione del codice ATECO medico è il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi professionista della salute che intende esercitare la propria attività in forma libero-professionale. Che tu sia un medico di medicina generale con il codice 86.21.00, un chirurgo con il 86.22.01, o uno specialista ambulatoriale con il 86.22.09, scegliere il codice giusto significa:
- Calcolare correttamente le imposte nel regime forfettario grazie al coefficiente di redditività del 78%
- Iscriversi all’ente previdenziale corretto (ENPAM) e versare i contributi nella misura giusta
- Gestire in modo appropriato le prestazioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72
- Rispettare gli obblighi di fatturazione (cartacea verso pazienti, elettronica verso strutture)
- Adempiere all’obbligo di trasmissione dati al Sistema Tessera Sanitaria
La buona notizia è che, grazie all’esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie e al regime forfettario, un medico libero-professionista in Italia beneficia di un regime fiscale relativamente semplice ed efficiente rispetto a molte altre categorie di professionisti. L’incidenza complessiva di tasse e contributi — soprattutto nei primi anni di attività con l’aliquota al 5% — è tra le più basse nell’ambito delle professioni intellettuali.
Il consiglio finale: non improvvisare. Anche se la struttura fiscale del codice ATECO medico è relativamente lineare, affidarsi a un consulente fiscale con esperienza specifica nelle professioni sanitarie può fare la differenza nella pianificazione dei contributi ENPAM, nella gestione dei redditi misti (dipendente + libera professione) e nell’ottimizzazione della posizione fiscale complessiva.
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Link Utili a Fonti Ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Codici Attività ATECO
- ISTAT — Classificazione ATECO 2025
- ENPAM — Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici
- Sistema Tessera Sanitaria
- DPR 633/1972 — Normativa IVA
- Legge 190/2014 — Regime Forfettario
- Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) — RC Professionale Medici
Articolo aggiornato alla normativa vigente. Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono la consulenza di un professionista fiscale o legale. Per situazioni specifiche, si raccomanda di rivolgersi a un commercialista specializzato in professioni sanitarie.