Fatturazione Elettronica per Sarti: Guida, Codici ATECO e Adempimenti

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La fatturazione elettronica per sarti è oggi un obbligo a tutti gli effetti, indipendentemente dal fatturato annuo o dal regime fiscale adottato. Chi lavora nel mondo della sartoria su misura, della modellistica o delle riparazioni di abbigliamento deve emettere ogni documento fiscale in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. In questa guida vediamo come funziona la fatturazione elettronica per sarti passo dopo passo, quali codici ATECO usare, quali errori evitare e come gestire al meglio questo adempimento ogni giorno in laboratorio.

Chi deve emettere la fattura elettronica nel settore sartoriale

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica per sarti riguarda tutte le partite IVA, comprese quelle in regime forfettario, senza più alcuna soglia di esenzione legata al fatturato. In precedenza i contribuenti con ricavi sotto i 25.000 euro annui potevano ancora emettere fatture in formato cartaceo o PDF, ma questa eccezione non si applica più dal 1° gennaio 2024, quando anche i contribuenti in regime forfetario con ricavi entro la soglia di 25.000 euro sono diventati obbligati alla fatturazione elettronica.

Questo significa che, sia che tu lavori come sarta o sarto in proprio in regime forfettario, sia che operi con una ditta individuale in regime ordinario o con una piccola impresa artigiana, la fatturazione elettronica per sarti è un passaggio obbligatorio per ogni prestazione fatturata, dalla confezione di un abito su misura alla semplice modifica di un capo.

Codici ATECO per sarti: quale scegliere

Prima di occuparsi della fatturazione elettronica per sarti, è fondamentale individuare il codice ATECO corretto, perché determina sia il coefficiente di redditività per il regime forfettario sia gli obblighi previdenziali e camerali. Per chi svolge attività di sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno, il riferimento principale è il codice 14.13.20, che corrisponde a “sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno”. Con la revisione della classificazione, alcune fonti più recenti riportano lo stesso ambito di attività sotto la nuova classificazione ATECO 2025, dove il codice corretto per l’attività sartoriale artigianale su misura è 14.21.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno.

In entrambi i casi, all’attività di sartoria su misura è generalmente associato un coefficiente di redditività del 67%, percentuale da applicare ai ricavi per determinare il reddito imponibile su cui calcolare imposta e contributi in regime forfettario.

Tabella riepilogativa codici ATECO per sarti

Codice ATECODescrizione attivitàCoefficiente redditività forfettarioIscrizione richiesta
14.13.20 / 14.21.20Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno67%Camera di Commercio (artigiani)
14.10.20Fabbricazione di maglioni e articoli a maglia/uncinetto67%Camera di Commercio (artigiani)
47.71.10Commercio al dettaglio di confezioni (se vendi abiti finiti)40%Camera di Commercio

Se decidi anche di vendere capi confezionati su tuoi modelli, oltre alla creazione su misura, dovrai aggiungere il codice ATECO 47.71.10 “vendita confezioni” sia presso l’Agenzia delle Entrate che presso la Camera di Commercio, comunicando la variazione tramite SCIA.

Avere più codici ATECO non comporta l’apertura di una nuova partita IVA: è infatti possibile gestire diverse attività con la stessa partita IVA aggiungendo uno o più codici ATECO che indicano l’attività principale e altre attività secondarie, ricordando però che se operi in regime forfettario con più codici ATECO, il limite di fatturato resta sempre di 85.000 euro complessivi per continuare ad applicare quel regime. Se vuoi approfondire come funziona l’apertura, dai un’occhiata alla nostra guida su come aprire una partita IVA in regime forfettario.

Va sottolineato che ogni fattura elettronica emessa deve riportare il codice ATECO corretto, perché ogni codice ATECO rappresenta una diversa attività e occorre evitare errori che potrebbero causare sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Come funziona la fatturazione elettronica per sarti: i passaggi essenziali

La fatturazione elettronica per sarti richiede di trasformare ogni vendita o prestazione in un file XML conforme alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Il documento elettronico non è semplicemente una fattura in PDF: è un documento informatico emesso in formato XML, non leggibile a colpo d’occhio, conforme a specifiche tecniche particolari, che deve essere trasmesso tramite il Sistema di Interscambio.

Ecco i passaggi principali per emettere correttamente la fatturazione elettronica per sarti:

  1. Scegliere un software di fatturazione: può essere il software gratuito “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate oppure un gestionale dedicato. L’Agenzia delle Entrate offre una serie di strumenti gratuiti per la predisposizione delle fatture elettroniche, tra cui il software “Fatture e Corrispettivi” e la procedura telematica online.
  2. Compilare i dati anagrafici del cliente, inclusi nome, indirizzo, partita IVA o codice fiscale.
  3. Indicare il codice destinatario o l’indirizzo PEC del cliente, che funge da “indirizzo telematico” per la consegna della fattura.
  4. Inserire i dettagli della prestazione: descrizione del servizio (es. confezione abito su misura, modifica capo, riparazione), importo, eventuale natura IVA (per i forfettari).
  5. Applicare l’imposta di bollo virtuale, se l’importo della fattura supera la soglia prevista, per i contribuenti esenti da IVA.
  6. Firmare digitalmente e trasmettere il file XML al Sistema di Interscambio.
  7. Conservare digitalmente le fatture secondo le regole della conservazione sostitutiva a norma.

Per chi lavora in regime forfettario, è importante ricordare che una fattura elettronica emessa da un forfettario deve includere nome, indirizzo, partita IVA o codice fiscale, e deve essere dettagliata e coerente con l’attività svolta. Se hai dubbi su come gestire la fatturazione nel regime forfettario, consulta anche la nostra guida al calcolo delle tasse in regime forfettario per partita IVA.

Il codice destinatario: cosa serve e come usarlo

Uno degli aspetti più importanti della fatturazione elettronica per sarti è la corretta gestione del codice destinatario, ovvero l’indirizzo telematico a cui il Sistema di Interscambio consegna la fattura. Si tratta di un codice univoco, costituito da 6 cifre se il destinatario è un’azienda o un libero professionista (fattura B2B), oppure da 7 cifre se la fattura è intestata alla Pubblica Amministrazione (fattura B2G).

Per i clienti privati (consumatori finali, che rappresentano gran parte della clientela di una sartoria), la regola è molto più semplice: se il cliente non ha un codice destinatario, si utilizza “0000000”. In alternativa, esiste anche il codice convenzionale “XXXXXXX” (sette volte X) usato in alcune circostanze specifiche, mentre per i privati il codice standard resta “0000000” (sette volte zero).

Tabella riepilogativa: codice destinatario per la fatturazione elettronica per sarti

Tipo clienteCodice destinatario da usareNote
Privato consumatore (cliente abituale di sartoria)0000000Codice convenzionale generico
Azienda o libero professionista (B2B)Codice alfanumerico di 7 caratteri o PECVa richiesto al cliente
Pubblica Amministrazione (B2G)Codice di 6 cifreObbligatorio per fattura PA

Se il tuo cliente non ti fornisce alcun codice ma ha registrato il proprio indirizzo telematico sul portale “Fatture e Corrispettivi”, il Sistema di Interscambio recapiterà comunque la fattura all’indirizzo esatto anche se in fattura è stato indicato il codice convenzionale 0000000.

Sartoria in regime forfettario: cosa cambia con la fatturazione elettronica

Per chi opera in regime forfettario, il passaggio alla fatturazione elettronica per sarti non modifica le regole fiscali di base, ma cambia esclusivamente il formato e il canale di trasmissione del documento. Come confermato anche per la generalità dei forfettari, i contenuti e le regole fiscali sull’IVA non cambiano con il nuovo obbligo di fattura elettronica: semplicemente si adotta una procedura interamente informatizzata per l’emissione, la consegna e la conservazione sostitutiva.

Per i sarti in regime forfettario, alcuni punti chiave da tenere a mente:

  • Le fatture non devono indicare l’IVA, poiché i forfettari operano in esenzione, secondo il regime di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014.
  • Le fatture devono continuare a essere emesse senza l’indicazione della ritenuta d’acconto Irpef, poiché i forfetari lavoratori autonomi non sono soggetti alla ritenuta.
  • Se per errore si applica l’IVA su una fattura, non si passa automaticamente al regime ordinario: basta correggere l’errore tramite una nota di credito, comunicando preferibilmente l’errore entro il trimestre in cui la fattura è stata emessa.
  • L’imposta sostitutiva del regime forfettario è generalmente fissata al 15%, con aliquota al 5% per i primi 5 anni di attività se vengono rispettati i requisiti di start-up.

Per calcolare con precisione l’imposta sostitutiva e i contributi dovuti in base al coefficiente di redditività del 67%, puoi utilizzare la nostra guida al calcolo dell’INPS per partita IVA, particolarmente utile per artigiani come i sarti che si iscrivono alla gestione artigiani.

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Quando emettere la fattura e termini di trasmissione

Un aspetto pratico fondamentale della fatturazione elettronica per sarti riguarda i tempi di emissione. La fattura elettronica immediata va generalmente emessa entro 12 giorni dal momento dell’effettuazione dell’operazione (consegna del capo, incasso del pagamento o completamento del servizio), mentre per le fatture differite valgono regole specifiche legate ai documenti di trasporto. Per approfondire le tempistiche corrette, consulta la nostra guida su quando emettere la fattura elettronica.

Una numerazione corretta e progressiva è essenziale: la numerazione delle fatture può continuare dall’ultima fattura cartacea emessa, ma da quel momento ogni nuovo documento dovrà essere generato esclusivamente in formato elettronico tramite software che codifichi la fattura in linguaggio XML, il formato richiesto dalla normativa, e la invii al Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma che funge da intermediario per la trasmissione delle fatture elettroniche tra venditori e acquirenti e verifica la conformità della fattura alle specifiche tecniche richieste prima di inoltrarla al destinatario.

Sanzioni per mancata o tardiva fatturazione elettronica

Anche nel settore sartoriale, il mancato rispetto dell’obbligo di fatturazione elettronica per sarti comporta conseguenze sanzionatorie. È utile sapere che sono previste sanzioni per fatture elettroniche tardive o mancate, ma è possibile rimediare attraverso il ravvedimento operoso o il cumulo giuridico. Per capire come funziona la regolarizzazione spontanea e quanto costa, può essere utile la nostra guida al ravvedimento operoso IVA, che spiega come calcolare sanzioni ridotte e interessi in caso di errori o ritardi nell’emissione dei documenti fiscali.

Imposta di bollo sulle fatture dei sarti in regime forfettario

Chi lavora come sarto in regime forfettario ed emette fatture esenti da IVA deve prestare attenzione anche all’imposta di bollo, da applicare quando l’importo della fattura supera la soglia di 77,47 euro, come indicato dalla normativa generale sulla fatturazione elettronica per sarti e per tutti i contribuenti in regimi di esenzione IVA: è necessario specificare l’imposta di bollo virtuale per fatture superiori a 77,47€. Il mancato versamento del bollo nei termini previsti può comportare sanzioni, ma è possibile recuperare la situazione: la nostra guida su come recuperare il mancato versamento dei bolli spiega la procedura passo dopo passo.

Software e strumenti per la fatturazione elettronica nel settore sartoriale

Per gestire quotidianamente la fatturazione elettronica per sarti, esistono due strade principali:

  1. Strumenti gratuiti dell’Agenzia delle Entrate: il portale “Fatture e Corrispettivi” consente di compilare, firmare e trasmettere fatture elettroniche senza costi aggiuntivi, ideale per chi emette poche fatture al mese.
  2. Software gestionali dedicati: piattaforme che automatizzano numerazione, calcolo del bollo, gestione del codice destinatario e conservazione digitale, particolarmente utili per chi emette molte fatture o vuole integrare la fatturazione con la gestione di magazzino e appuntamenti.

Se stai valutando le opzioni gratuite disponibili per la tua attività, può esserti utile consultare la nostra panoramica sui migliori software di fatturazione elettronica gratuiti, pensata anche per piccole attività artigiane come le sartorie.

Reverse charge e operazioni particolari per sarti

Sebbene la maggior parte delle operazioni di una sartoria riguardi clienti privati con pagamento immediato, può capitare che un sarto fatturi anche a clienti esteri (ad esempio per commissioni di abiti su misura da parte di clienti UE o extra-UE) o riceva fatture da fornitori di tessuti e materiali soggetti a regole particolari. In questi casi, per i forfettari valgono regole specifiche: per le prestazioni rese a un committente estero soggetto passivo d’imposta, si applicano le disposizioni dell’art. 7-ter del DPR 633/72 e viene emessa fattura senza addebito d’imposta, con l’annotazione “inversione contabile” per operazioni verso clienti UE oppure “operazione non soggetta” per clienti extra-UE.

Per comprendere meglio queste casistiche, può essere utile la nostra guida al reverse charge IVA, che approfondisce le regole di inversione contabile applicabili anche a piccole attività artigiane con clientela internazionale.

FAQ sulla fatturazione elettronica per sarti

Quali sarti sono obbligati alla fatturazione elettronica?

Tutti i sarti titolari di partita IVA sono obbligati alla fatturazione elettronica, indipendentemente dal regime fiscale adottato e dal volume di ricavi annuo, poiché dal 1° gennaio 2024 anche i contribuenti in regime forfetario con ricavi entro la soglia di 25.000 euro sono obbligati alla fatturazione elettronica, salvo specifiche eccezioni previste per alcune categorie sanitarie non applicabili al settore sartoriale.

Qual è il codice ATECO corretto per l’attività di sarto?

Il codice principale per l’attività di sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno è 14.13.20, corrispondente alla descrizione “sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno”, con coefficiente di redditività del 67% in regime forfettario per chi opera anche con la più recente classificazione 14.21.20.

Cosa scrivo come codice destinatario se il mio cliente è un privato?

Se il cliente è un consumatore privato che non ha un proprio codice destinatario, va utilizzato il codice convenzionale “0000000”, che è la prassi standard per la maggior parte delle fatture emesse da una sartoria.

Un sarto in regime forfettario deve applicare l’IVA in fattura?

No, i sarti in regime forfettario emettono fatture senza applicazione dell’IVA, in quanto il regime forfettario è disciplinato dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014 e prevede l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto sulle operazioni attive.

Cosa succede se emetto una fattura elettronica in ritardo?

In caso di fattura elettronica tardiva o omessa, sono previste sanzioni, ma è possibile regolarizzare la situazione attraverso il ravvedimento operoso o il cumulo giuridico, riducendo l’importo della sanzione rispetto a quella ordinaria.

Posso avere due codici ATECO con la stessa partita IVA, ad esempio per sartoria e vendita di abiti?

Sì, è possibile gestire entrambe le attività con la stessa partita IVA: basta aggiungere uno o più codici ATECO alla partita IVA esistente, indicando quale sia l’attività principale e quali quelle secondarie, comunicando la variazione tramite SCIA all’Agenzia delle Entrate e alla Camera di Commercio.

Dove trovo il software gratuito per emettere fatture elettroniche?

Il software ufficiale e gratuito è messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate: “Fatture e Corrispettivi” è uno strumento gratuito scaricabile sul computer, oltre alla procedura telematica online, entrambi disponibili sul portale ufficiale dell’Agenzia.

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Conclusioni

La fatturazione elettronica per sarti non è più un’opzione, ma un adempimento obbligatorio per ogni partita IVA del settore, dal piccolo laboratorio artigiano alla sartoria con più collaboratori. Conoscere il codice ATECO corretto, gestire correttamente il codice destinatario, rispettare i tempi di emissione e tenere sotto controllo bollo e sanzioni sono passaggi essenziali per evitare problemi con il Fisco. Affidarsi a strumenti gratuiti o a software dedicati semplifica notevolmente la gestione quotidiana della fatturazione elettronica per sarti, lasciando più tempo da dedicare al lavoro creativo in laboratorio. Per ulteriori approfondimenti su temi fiscali legati alla partita IVA e all’IVA in generale, continua a consultare le guide aggiornate disponibili sul nostro sito.


Fonti ufficiali di riferimento: Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), Normattiva (normattiva.it) per il DPR 633/1972 e la Legge 190/2014, ISTAT per la classificazione ATECO (istat.it).

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