Infermieri con Partita IVA

Infermieri con Partita IVA

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Gli infermieri con partita IVA rappresentano una realtà sempre più diffusa nel panorama sanitario italiano. Che tu stia valutando la libera professione per la prima volta o voglia semplicemente capire meglio come funziona il sistema fiscale e previdenziale, questa guida ti accompagna passo dopo passo — senza tecnicismi inutili — verso una gestione consapevole e conveniente della tua attività autonoma.

⚠️ Nota metodologica: Tutte le informazioni contenute in questa guida sono state verificate su fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, ENPAPI, Gazzetta Ufficiale). Alcune soglie e importi — in particolare i contributi ENPAPI minimi e il coefficiente di redditività — vengono aggiornati periodicamente. Si raccomanda di verificare sempre i valori correnti sui portali istituzionali prima di procedere a qualsiasi calcolo o versamento.

Perché Aprire la Partita IVA come Infermiere?

Sempre più professionisti sanitari scelgono la via dell’autonomia. Gli infermieri con partita IVA possono lavorare con cliniche private, ospedali accreditati, studi medici, RSA, case di cura, oppure direttamente al domicilio dei pazienti per servizi di assistenza domiciliare. Il vantaggio principale è la libertà: di scegliere con chi collaborare, quando lavorare e quanto fatturare.

Tuttavia, la libera professione comporta anche responsabilità concrete: nessuno stipendio fisso, nessuna tredicesima, nessuna malattia retribuita. Comprendere a fondo la gestione fiscale e previdenziale è il primo passo per costruire una carriera autonoma solida.

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Il Codice ATECO per gli Infermieri: Aggiornamento 2025

Il codice ATECO è il codice numerico che identifica la tua attività professionale ai fini fiscali e previdenziali. La scelta corretta è fondamentale: da essa dipendono il regime fiscale applicabile, il coefficiente di redditività e l’ente previdenziale di riferimento.

Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della nuova classificazione ATECO 2025, il codice per gli infermieri è cambiato:

PeriodoCodice ATECODescrizione
Fino al 31 marzo 202586.90.29Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.
Dal 1° aprile 202586.94.01Attività infermieristiche

Il nuovo codice 86.94.01 – Attività infermieristiche nasce da una revisione promossa dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), che ha ottenuto dall’ISTAT il riconoscimento dell’infermieristica come professione intellettuale autonoma, separata dalle generiche “attività paramediche”. Un riconoscimento storico per la categoria.

Il codice 86.94.01 comprende, tra le altre, le seguenti attività:

  • Infermieri indipendenti che operano presso il proprio ambulatorio o al domicilio del paziente
  • Assistenza infermieristica palliativa e riabilitativa
  • Attività di assistenza domiciliare per pazienti non autosufficienti
  • Massaggi curativi e altre prestazioni infermieristiche specialistiche

Hai già la partita IVA con il vecchio codice 86.90.29? Devi aggiornarlo presso l’Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9/12 (casella “Variazione dati”). Fino alla pubblicazione della nuova tabella dei coefficienti di redditività compatibile con ATECO 2025, il calcolo del reddito imponibile prosegue con i vecchi coefficienti.

🔗 Agenzia delle Entrate – Modello AA9/12

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Come Aprire la Partita IVA da Infermiere: Procedura Passo per Passo

Aprire la partita IVA come infermiere è gratuito e relativamente semplice.

Prerequisiti

  1. Laurea triennale in Infermieristica (o titolo equipollente riconosciuto)
  2. Iscrizione all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) — obbligatoria per legge (D.Lgs. 3/2018)
  3. Codice fiscale e documento d’identità valido

Step 1 — Compilare il Modello AA9/12

Il modello da presentare all’Agenzia delle Entrate è il modello AA9/12, scaricabile gratuitamente. Devi indicare:

  • I tuoi dati anagrafici
  • La data di inizio attività
  • Il codice ATECO (86.94.01)
  • Il regime fiscale prescelto

Modalità di presentazione:

ModalitàCome
Online (area riservata)Tramite SPID, CIE o CNS sul portale Agenzia delle Entrate
PECA qualunque Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate
Sportello fisicoRecandosi a un ufficio territoriale
RaccomandataCon copia del documento d’identità allegata

La presentazione deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio attività. È completamente gratuita.

Step 2 — Scegliere il Regime Fiscale

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario determina come calcolerai le imposte e quanto sarà complessa la tua contabilità. Vedi il dettaglio nei paragrafi successivi.

Step 3 — Iscriversi all’ENPAPI

Hai 60 giorni dall’inizio dell’attività per iscriverti all’ENPAPI, la cassa previdenziale obbligatoria per gli infermieri liberi professionisti. L’iscrizione avviene esclusivamente in modalità telematica tramite l’area riservata di www.enpapi.it con SPID.

Regime Forfettario per Infermieri: Come Funziona

Il regime forfettario è la scelta più comune per gli infermieri con partita IVA, soprattutto nella fase iniziale. È un regime di flat tax agevolata introdotto dalla Legge 190/2014 (modificata dalla L. 145/2018), che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali con un’unica imposta sostitutiva.

Requisiti di Accesso

RequisitoDettaglio
Soglia di fatturatoRicavi/compensi ≤ € 85.000 nell’anno precedente
Spese per lavoro dipendente€ 20.000 lordi annui
Partecipazioni societarieNessuna in società di persone/SRL con attività analoga
Ex datore di lavoroNon fatturare >50% dei ricavi all’ex datore degli ultimi 2 anni
Residenza fiscaleIn Italia
Altri redditi da lavoro dip./pensione€ 30.000 annui

L’Imposta Sostitutiva: Le Aliquote

  • 5% per i primi 5 anni di nuova attività (se non si è mai svolta la stessa attività, nemmeno da dipendente)
  • 15% dal sesto anno in poi (o subito, se non si rispettano le condizioni per il 5%)

Il Coefficiente di Redditività: Situazione Aggiornata al 2026

Nel regime forfettario non si deducono le spese reali: il reddito imponibile si calcola applicando al fatturato il coefficiente di redditività.

⚠️ Transizione normativa in corso: Con l’entrata in vigore di ATECO 2025, il D.Lgs. n. 81/2025 ha disposto che — fino alla pubblicazione di una nuova tabella ufficiale compatibile con la nuova classificazione — continuano ad applicarsi i coefficienti dell’Allegato 4 della L. 190/2014 (come sostituito dalla L. 145/2018). Pertanto, la nuova tabella ATECO 2025 non ha ancora variato i coefficienti.

Nella tabella vigente, la categoria che include le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e di istruzione (a cui la professione infermieristica appartiene) ha un coefficiente del 78%:

Macro-categoriaCoefficiente di Redditività
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, finanza e assicurazioni78%
Altre attività economiche67%
Commercio al dettaglio e all’ingrosso40%
Costruzioni e attività immobiliari86%

⚠️ Avvertenza: Il 78% è il coefficiente attualmente applicato in base alla tabella provvisoriamente in vigore. Quando verrà pubblicata la nuova tabella ufficiale per ATECO 2025, il coefficiente potrebbe variare. Verifica sempre il valore aggiornato con un commercialista o sull’Agenzia delle Entrate prima di effettuare calcoli definitivi.

Formula di calcolo:

Reddito imponibile = (Fatturato lordo × 78%) − Contributi ENPAPI versati anno precedente

Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × aliquota (5% o 15%)

I contributi ENPAPI versati nell’anno precedente sono l’unica deduzione ammessa nel regime forfettario.

Esempi Pratici di Calcolo

I seguenti esempi sono basati sul coefficiente 78% attualmente in vigore. Non includono la deduzione dei contributi ENPAPI per semplicità.

ScenarioFatturato AnnuoReddito Imponibile (×78%)AliquotaImposta Sostitutiva
Nuova attività (anni 1–5)€ 20.000€ 15.6005%~€ 780
Nuova attività (anni 1–5)€ 40.000€ 31.2005%~€ 1.560
Dal 6° anno in poi€ 40.000€ 31.20015%~€ 4.680
Dal 6° anno in poi€ 70.000€ 54.60015%~€ 8.190

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Regime Ordinario per Infermieri: Quando Conviene

Se superi la soglia degli € 85.000 di fatturato o non riesci ad accedere al regime forfettario, si applica il regime ordinario (in versione “semplificata” fino a € 500.000 di ricavi).

Nel regime ordinario:

  • Paghi l’IRPEF a scaglioni progressivi sul reddito netto reale
  • Puoi dedurre tutte le spese reali (trasferte, attrezzature, aggiornamento professionale, ecc.)
  • Emetti fatture elettroniche tramite SDI per le operazioni B2B
  • Tieni la contabilità semplificata

Scaglioni IRPEF vigenti:

Reddito imponibileAliquota IRPEF
Fino a € 28.00023%
Da € 28.001 a € 50.00035%
Oltre € 50.00043%

Il confronto tra i due regimi dipende dal livello di fatturato, dai costi effettivi e dalla situazione personale. Un commercialista esperto di norme fiscali italiane per professionisti sanitari può aiutarti a fare la scelta giusta.

Contributi Previdenziali: ENPAPI

Tutti gli infermieri con partita IVA che esercitano la libera professione sono obbligatoriamente iscritti all’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica), la cassa previdenziale dedicata alla categoria.

⚠️ Nota: Gli importi minimi dei contributi ENPAPI vengono aggiornati annualmente dal Consiglio di Amministrazione. I valori indicati di seguito sono quelli in vigore per il 2025. Verifica sempre i valori aggiornati su www.enpapi.it.

I Tre Tipi di Contributo (2025)

TipoAliquotaBase di CalcoloMinimo 2025
Contributo Soggettivo16% del reddito netto professionale (fino al 23% volontariamente)Reddito netto da attività infermieristica€ 1.600
Contributo Integrativo4% dei corrispettivi lordi (2% verso P.A.)Volume d’affari (corrispettivi lordi)€ 150
Contributo di MaternitàQuota fissa annuale determinata dal CdA ENPAPIVariabile ogni anno

Come funziona il contributo integrativo: il 4% viene addebitato al cliente/committente come rivalsa ENPAPI e indicato in fattura. La responsabilità del versamento all’ente resta comunque dell’infermiere.

Riduzioni del Contributo Soggettivo Minimo

Il contributo soggettivo minimo può essere ridotto del 50% su richiesta nei seguenti casi:

  • Lavoro dipendente part-time contestuale (orario ≤ metà del tempo pieno)
  • Primi 4 anni di iscrizione ENPAPI per titolari di partita IVA
  • Prima iscrizione in età inferiore ai 30 anni
  • Inattività professionale per almeno 6 mesi consecutivi nell’anno

Scadenze ENPAPI

AdempimentoScadenza
4 acconti bimestraliIndicative, non sanzionabili
Conguaglio annualeEntro il 10 dicembre (unica scadenza sanzionata)
Dichiarazione reddituale (Modello UNI)Entro il 10 settembre (obbligatoria anche con reddito zero)

🔗 ENPAPI – Tipologia contributi e scadenze

Esempio Pratico: Contributi su Reddito Netto di € 40.000

ContributoCalcoloImporto
Soggettivo (16%)€ 40.000 × 16%€ 6.400
Integrativo (4%)€ 40.000 × 4% (addebitato al cliente)€ 1.600
MaternitàQuota fissa annualeVerificare su enpapi.it
Totale soggettivo a carico del professionista€ 6.400 + quota maternità

Fatturazione Elettronica: Le Regole Definitive dal 2026

La disciplina della fatturazione per i professionisti sanitari ha subito una svolta definitiva nel 2025, con la fine delle proroghe annuali.

Il Divieto Permanente di Fattura Elettronica verso i Privati

Il D.Lgs. n. 81 del 12 giugno 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 134 del 12 giugno 2025) ha modificato strutturalmente l’art. 10-bis del D.L. n. 119/2018, rendendo definitivo e permanente il divieto di emissione di fattura elettronica tramite SDI per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Dopo anni di proroghe annuali, dal 2026 la regola è stabilizzata dalla legge senza più necessità di rinnovi.

Destinatario della prestazioneRegola di fatturazione
Paziente privato (persona fisica)Fattura cartacea o PDF → dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS)
Azienda, clinica, ente pubblico (B2B/B2G)Fattura elettronica obbligatoria via SDI

Emettere una fattura elettronica via SDI a un paziente privato non è solo un errore formale: è una violazione della normativa sulla privacy, poiché i dati sanitari sono dati sensibili.

Il Sistema Tessera Sanitaria (STS): Novità 2025

Lo stesso D.Lgs. n. 81/2025 (art. 5) ha semplificato anche la trasmissione dei dati all’STS: a partire dai dati relativi all’anno 2025, l’invio è annuale (non più semestrale come in precedenza). Il termine esatto sarà fissato con decreto del MEF.

Ogni infermiere con partita IVA che lavora con pazienti privati deve:

  1. Registrarsi sul portale del Sistema Tessera Sanitaria
  2. Trasmettere i dati delle fatture entro il termine annuale stabilito
  3. Consegnare al paziente una copia cartacea o PDF della fattura

Se il paziente si oppone alla trasmissione dei propri dati, i dati vengono trasmessi senza codice fiscale con la dicitura “il cliente si oppone”.

🔗 Sistema Tessera Sanitaria – Portale ufficiale

Marca da Bollo

Per fatture di importo superiore a € 77,47, è obbligatoria la marca da bollo da € 2. Le prestazioni infermieristiche sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del D.P.R. 633/1972: la relativa dicitura di esenzione va sempre indicata in fattura.

Confronto tra Regime Forfettario e Regime Ordinario

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Soglia di accesso≤ € 85.000 fatturatoNessun limite superiore
Uscita immediataSe superi € 100.000 in corso d’annoN/A
TassazioneFlat tax 5% o 15%IRPEF progressiva 23%–43%
IVA in fatturaNon applicataApplicata e versata periodicamente
Deduzioni speseSolo contributi previdenzialiTutte le spese reali
ContabilitàSemplificata al massimoContabilità semplificata o ordinaria
Fattura elettronica B2BObbligatoria (SDI)Obbligatoria (SDI)
Fattura a pazienti privatiDivieto SDI → via STSDivieto SDI → via STS
ISA / studi di settoreEsoneratiSoggetti

Le Tutele Previdenziali dell’ENPAPI

L’iscrizione all’ENPAPI non serve solo a costruire la pensione. Garantisce anche una serie di prestazioni previdenziali e assistenziali, tra cui:

  • Pensione di vecchiaia — secondo i requisiti del Regolamento ENPAPI vigente
  • Pensione di inabilità — per perdita permanente e totale della capacità lavorativa
  • Assegno di invalidità — se la capacità lavorativa è ridotta di almeno un terzo
  • Pensione ai superstiti (reversibilità)
  • Indennità di maternità — calcolata sulla base del reddito professionale
  • Interventi assistenziali — borse di studio, sussidio per stato di bisogno, contributi per calamità naturali, sussidio malattia

Le condizioni esatte (età pensionabile, anni di contribuzione, ecc.) sono definite dal Regolamento ENPAPI, soggetto a revisioni periodiche. Consulta il regolamento aggiornato su www.enpapi.it.

Costi di Gestione: Cosa Aspettarsi

VoceStima annua indicativa
Contributi ENPAPI minimi (sogg. + integr.)~€ 1.750 (verificare annualmente su enpapi.it)
Commercialista / consulenza fiscale€ 300 – € 1.000
Imposta sostitutiva forfettaria (5%, su € 30.000)~€ 1.170 (stima, al lordo deduzione ENPAPI)
Marca da bollo sulle fattureVariabile
Software di fatturazione€ 0 – € 300

Scopri cos’è e come funziona la partita IVA come libero professionista: guida pratica per aprire, gestire e comprendere adempimenti, regimi fiscali e contributivi.

Domande Frequenti (FAQ)

Qual è il codice ATECO corretto per un infermiere che apre la partita IVA?

Dal 1° aprile 2025, il codice ATECO corretto è 86.94.01 – Attività infermieristiche, che ha sostituito il precedente 86.90.29. Il coefficiente di redditività attualmente applicabile, in base alla tabella vigente (provvisoriamente usata durante la transizione ATECO 2025), è il 78%, poiché la professione infermieristica rientra nell’area delle attività professionali e sanitarie. Quando la nuova tabella per ATECO 2025 verrà pubblicata ufficialmente, questo valore potrebbe aggiornarsi: verifica sempre con un commercialista o sull’Agenzia delle Entrate.

Un infermiere dipendente può aprire anche la partita IVA?

Sì. Tuttavia, se oltre il 50% delle prestazioni viene fatturato all’ex datore di lavoro nei due anni precedenti, si perde il diritto al regime forfettario. Questa condizione vale anche se il rapporto di lavoro dipendente è ancora attivo. Prima di procedere, è consigliabile verificare la situazione con un consulente.

Quante tasse si pagano il primo anno con la partita IVA da infermiere?

Con il regime forfettario e l’aliquota al 5% per le nuove attività, il carico fiscale è molto contenuto. Su € 30.000 di fatturato, l’imposta sostitutiva è circa € 1.170 (30.000 × 78% × 5%), al lordo della deduzione dei contributi ENPAPI versati. L’agevolazione al 5% dura 5 anni, a condizione che l’attività non sia mai stata svolta in precedenza in nessuna forma.

L’iscrizione all’ENPAPI è obbligatoria per tutti gli infermieri con partita IVA?

Sì, senza eccezioni. Hai 60 giorni dall’inizio dell’attività libero professionale per iscriverti, esclusivamente in modalità telematica tramite SPID sul portale ENPAPI.

Gli infermieri devono emettere fattura elettronica?

Dipende dal cliente. Verso pazienti privati: è vietato usare il SDI (divieto reso permanente dal D.Lgs. n. 81/2025, G.U. n. 134 del 12 giugno 2025); bisogna emettere fattura cartacea/PDF e trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Verso aziende, cliniche o enti (B2B/B2G): la fattura elettronica tramite SDI è invece obbligatoria.

Qual è il contributo minimo ENPAPI nel 2025?

Per il 2025: contributo soggettivo minimo € 1.600, contributo integrativo minimo € 150. Questi importi vengono aggiornati annualmente: consulta sempre www.enpapi.it per i valori dell’anno corrente.

Posso lavorare per una cooperativa o agenzia con la partita IVA?

Sì. Se il rapporto ha caratteristiche di co.co.co., si applica però la Gestione Separata ENPAPI (non la Gestione Principale). Esamina il contratto con attenzione e confrontati con l’ENPAPI per capire a quale gestione devi iscriverti.

Cosa succede se supero gli € 85.000 di fatturato?

Se superi € 85.000 ma non € 100.000: esci dal regime forfettario dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se superi € 100.000 durante l’anno: uscita immediata, con obbligo di applicare l’IVA dalla fattura successiva al superamento.

È necessario un commercialista per gestire la partita IVA?

Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato. Un dottore commercialista esperto di professionisti sanitari ti aiuterà a scegliere il regime fiscale corretto, gestire la dichiarazione reddituale ENPAPI, ottimizzare la fiscalità ed evitare errori. Per una partita IVA in regime forfettario, i costi sono generalmente contenuti.

Conclusioni

Gli infermieri con partita IVA dispongono oggi di un quadro normativo che incentiva concretamente la libera professione: il regime forfettario con la flat tax al 5% per i primi cinque anni, il nuovo codice ATECO 86.94.01 che riconosce l’infermieristica come professione intellettuale autonoma, la regola definitiva sulla fatturazione sanitaria verso i privati tramite il Sistema Tessera Sanitaria e un sistema previdenziale dedicato attraverso l’ENPAPI.

Aprire la partita IVA da infermiere richiede attenzione nella fase iniziale — dalla scelta del regime fiscale all’iscrizione all’ENPAPI, dalla gestione corretta delle fatture ai pazienti fino alla fatturazione elettronica verso le aziende. Ma una volta impostata correttamente, offre una flessibilità e una potenziale redditività difficilmente raggiungibili nel lavoro dipendente.

Il mercato del lavoro infermieristico è in costante crescita, con una domanda crescente di professionisti sanitari qualificati sia nelle strutture private che nell’assistenza domiciliare. La libera professione è una scelta sempre più accessibile, conveniente e riconosciuta.

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RisorsaLink
Agenzia delle Entrate – Modello AA9/12agenziaentrate.gov.it
ENPAPI – Sito ufficialeenpapi.it
ENPAPI – Tipologia contributienpapi.it/tipologia-contributi
Sistema Tessera Sanitariasistemats.it
Gazzetta Ufficiale – D.Lgs. 81/2025 (G.U. n. 134)gazzettaufficiale.it
FNOPI – Ordine Professioni Infermieristichefnopi.it

Ultimo aggiornamento: I dati su aliquote, soglie, contributi ENPAPI e coefficienti di redditività possono essere soggetti a variazioni normative. Verifica sempre le informazioni aggiornate sui portali istituzionali (Agenzia delle Entrate, ENPAPI, Gazzetta Ufficiale) o rivolgiti a un professionista abilitato. Questa guida ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza fiscale o legale.

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