Partita IVA per Artisti: Guida a Codici ATECO, Tasse e Contributi

Partita IVA per Artisti: Guida a Codici ATECO, Tasse e Contributi

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Se sei un pittore, scultore, illustratore, scrittore, fotografo d’arte o qualsiasi altra figura creativa che vuole monetizzare il proprio talento in modo professionale e continuativo, prima o poi ti troverai di fronte a una domanda inevitabile: ho bisogno di aprire la partita IVA per artisti?

La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì. Lavorare nel settore artistico non esime dall’obbligo di regolarizzare la propria posizione fiscale, anzi: chi opera in modo abituale e continuativo è tenuto ad aprire la partita IVA per artisti, indipendentemente dal volume di guadagno. Capire come funziona questo percorso — dalla scelta del codice ATECO al regime fiscale più conveniente, dai contributi previdenziali alla fatturazione elettronica — è la base per costruire un’attività creativa sostenibile, senza brutte sorprese dal Fisco.

In questa guida trovi tutto ciò che serve per gestire la partita IVA per artisti nel 2026: dati aggiornati all’ultima normativa, tabelle comparative, esempi di calcolo concreti e risposte alle domande più frequenti. Se sei alle prime armi o stai valutando se aprire la partita IVA, sei nel posto giusto.

1. Chi deve aprire la partita IVA come artista? {#chi-deve-aprirla}

La normativa italiana stabilisce che chiunque eserciti un’attività artistica in modo abituale — anche se non esclusiva — è tenuto ad aprire la partita IVA. Il criterio fondamentale è quello dell’abitualità: se vendi regolarmente le tue opere, offri prestazioni creative a clienti diversi o partecipi continuativamente a commissioni artistiche remunerate, non puoi considerarti un semplice appassionato.

Le figure che tipicamente necessitano della partita IVA per artisti includono:

  • Pittori e scultori che vendono opere originali in modo continuativo
  • Illustratori e grafici creativi che lavorano su commissione
  • Fotografi d’arte con attività commerciale ricorrente
  • Scrittori e autori che percepiscono compensi editoriali abituali
  • Ceramisti, artigiani artistici e incisori che producono pezzi unici
  • Artisti digitali e NFT creator con vendite regolari
  • Restauratori di opere d’arte
  • Artisti delle arti visive e delle arti figurative che espongono e vendono

Rientrano invece nella categoria dell’artista occasionale — che non necessita di aprire una partita IVA — coloro che svolgono attività artistica in modo sporadico e non organizzato, con compensi annui inferiori a 5.000 euro (soglia per la prestazione occasionale).

2. Artista occasionale vs artista abituale: le differenze fiscali {#occasionale-vs-abituale}

Prima di aprire la partita IVA, è fondamentale capire in quale categoria rientri. La distinzione tra artista occasionale e artista abituale ha conseguenze fiscali molto concrete.

CaratteristicaArtista OccasionaleArtista Abituale (partita IVA)
Frequenza attivitàSporadica, non organizzataContinuativa e organizzata
Soglia di redditoFino a ~5.000 € lordi/annoNessun limite (con p.IVA)
Strumento fiscaleRicevuta per prestazione occasionaleFattura (elettronica)
Ritenuta d’acconto20% trattenuta dal committente20% (regime ordinario) o nessuna (forfettario)
Iscrizione INPSSolo se si supera la sogliaObbligatoria (Gestione Separata)
IVA in fatturaNon applicabile22% (regime ordinario) o esente (forfettario)
Dichiarazione redditiRedditi diversi (quadro RL)Redditi da lavoro autonomo

⚠️ Attenzione: Superare i 5.000 euro lordi annui da prestazioni occasionali comporta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, anche senza partita IVA. Se i compensi sono frequenti e derivano da più clienti, l’Agenzia delle Entrate può riqualificare l’attività come abituale, con conseguente obbligo retroattivo di apertura della partita IVA e sanzioni.

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3. Come si apre la partita IVA per artisti: procedura passo per passo {#come-aprire}

L’apertura della partita IVA per artisti è gratuita e può essere effettuata direttamente online, senza doversi recare fisicamente agli uffici. Ecco la procedura:

Passo 1 — Individua il tuo codice ATECO

Il primo e più importante passo è scegliere il codice ATECO corretto per la tua attività (vedi sezione dedicata più avanti). Questa scelta determina il trattamento fiscale, contributivo e l’accesso a determinati regimi agevolati.

Passo 2 — Compila il Modello AA9/12

Il modello AA9/12 è il modulo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la comunicazione di inizio attività da parte di imprese individuali, lavoratori autonomi, artisti e professionisti. Puoi compilarlo:

  • Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS
  • Fisicamente presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • Tramite un intermediario abilitato (commercialista o CAF)

Passo 3 — Iscrizione alla Gestione Separata INPS

Contestualmente all’apertura della partita IVA — o entro 30 giorni dall’inizio dell’attività — devi iscriverti alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione avviene online sul portale INPS nella sezione “Servizi Online”.

Passo 4 — Eventuale iscrizione alla Camera di Commercio

Se la tua attività artistica è classificata come artigianale (produzione in serie, utilizzo prevalente di lavoro manuale), devi iscriverti anche alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani INPS, con costi aggiuntivi rispetto alla sola Gestione Separata.

Passo 5 — Attivazione della fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024, tutti i titolari di partita IVA — inclusi i contribuenti in Regime Forfettario — sono obbligati a emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SDI) in formato XML. Devi dotarti di un software o piattaforma di fatturazione elettronica abilitata.

4. Codici ATECO per artisti: la nuova classificazione ATECO 2025 {#codici-ateco}

Dal 1° aprile 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che ha sostituito la precedente versione ATECO 2007/2022. Questa revisione, pubblicata dall’ISTAT in Gazzetta Ufficiale (n. 302 del 27 dicembre 2024) e recepita dall’Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 24/E dell’8 aprile 2025, introduce codici più precisi per il settore artistico.

Importante: L’aggiornamento automatico dei codici ATECO da parte dell’Agenzia delle Entrate non è avvenuto in automatico per tutti i contribuenti. Chi intende allineare il proprio codice ATECO 2025 deve presentare una variazione tramite modello AA9/12 (per lavoratori autonomi e imprese individuali) oppure tramite Comunicazione Unica presso la Camera di Commercio.

I principali codici ATECO 2025 per artisti

Codice ATECO 2025DescrizioneTipo AttivitàCoefficiente di Redditività
90.13.00Altre creazioni artistiche e letterariePittori, scultori, scrittori, incisori67%
90.11.00Arti dello spettacolo dal vivoAttori, cantanti, ballerini67%
90.12.00Attività di supporto alle arti dello spettacoloTecnici, fonici, scenografi67%
90.20.09Altre attività creative, artistiche e di intrattenimento n.c.a.Attività artistiche non classificate altrove67%
90.14.00Attività di creazione di arti visivePittori, fotografi d’arte, illustratori67%
90.32.00Gestione di museiCuratori, gestori spazi espositivi67%
90.33.09Altre attività di conservazione e restauro di opere d’arteRestauratori67%

Nota sui vecchi codici: Il precedente codice 90.03.09 (“Altre creazioni artistiche e letterarie”) è stato sostituito nella classificazione ATECO 2025. Chi lo utilizzava con la vecchia codifica può continuare a farlo nelle dichiarazioni già presentate, ma deve usare i nuovi codici per tutti gli atti e le dichiarazioni inviati all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° aprile 2025.

Come scegliere il codice ATECO corretto

La scelta del codice ATECO non è banale: determinando il regime contributivo e il coefficiente di redditività applicabile, ha impatto diretto su quante tasse pagherai. In linea generale:

  • Se crei opere originali uniche (quadri, sculture, romanzi, fotografie d’arte): codice 90.13.00 o 90.14.00
  • Se ti esibisci dal vivo (musica, teatro, danza): codice 90.11.00
  • Se restauri opere d’arte: codice 90.33.09
  • Se l’attività non rientra in nessuna categoria specifica: codice 90.20.09

Puoi verificare i codici direttamente sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate — sezione ATECO.

5. Regime fiscale: forfettario o semplificato? {#regime-fiscale}

Una delle decisioni più strategiche per chi apre la partita IVA per artisti è la scelta del regime fiscale. In Italia, un artista con partita IVA può operare principalmente in due regimi:

  1. Regime Forfettario — il regime agevolato per piccoli contribuenti
  2. Regime Semplificato — il regime ordinario con contabilità semplificata

La scelta dipende da diversi fattori: il volume di ricavi atteso, le spese sostenute per l’attività e la complessità gestionale che si è disposti ad affrontare.

6. Il Regime Forfettario per artisti nel 2026 {#regime-forfettario}

Il Regime Forfettario è il regime fiscale più scelto dagli artisti con partita IVA perché offre un carico fiscale ridotto, grande semplicità contabile e nessun obbligo di applicare l’IVA in fattura. Nel 2026, le sue caratteristiche principali restano invariate rispetto al 2025.

Requisiti di accesso al Regime Forfettario 2026

Per accedere (e mantenere) il Regime Forfettario nel 2026, devi rispettare tutti i seguenti requisiti:

RequisitoSoglia / Condizione
Limite di ricavi/compensi annui≤ 85.000 € nell’anno precedente
Redditi da lavoro dipendente o pensione≤ 35.000 € (confermato dalla Legge di Bilancio 2026)
Partecipazione a società di persone o associazioniVietata se la partecipazione è rilevante
Attività prevalentemente verso ex datori di lavoroVietata nei 2 anni precedenti
Residenza fiscaleIn Italia (o UE con reddito prevalente in Italia)

⚠️ Attenzione alla soglia dei 100.000 €: Se nel corso dell’anno il fatturato supera i 100.000 euro, l’uscita dal Regime Forfettario è immediata, a partire dall’operazione che determina il superamento. In questo caso devi applicare l’IVA sulle fatture da quel momento in poi.

I vantaggi del Regime Forfettario per artisti

  • Imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni come nuova attività) al posto di IRPEF e IRAP
  • Nessuna IVA in fattura — il cliente paga solo il compenso netto
  • Nessuna ritenuta d’acconto sulle fatture emesse
  • Nessun obbligo di registri IVA — solo conservazione delle fatture
  • Nessuna dichiarazione IVA annuale
  • Possibilità di ridurre i contributi INPS del 35% (previa comunicazione entro il 28 febbraio)
  • Fatturazione elettronica semplificata (regime premiale con accertamenti ridotti a 4 anni)

Gli svantaggi del Regime Forfettario

  • Nessuna deduzione delle spese reali: si applicano solo le spese forfettarie (33% del fatturato grazie al coefficiente di redditività del 67%)
  • Non conveniente per chi ha spese elevate (affitti di studi, materiali artistici costosi, attrezzatura professionale)
  • Limite di 85.000 € — superato il quale si passa al regime ordinario l’anno successivo
  • Non si può recuperare l’IVA pagata sugli acquisti

7. Il Regime Semplificato (contabilità semplificata) per artisti {#regime-semplificato}

Il regime semplificato — anche detto contabilità semplificata o regime ordinario semplificato — è il regime “naturale” per chi supera il limite del Forfettario o sceglie di non aderirvi. È obbligatorio per chi supera gli 85.000 euro di fatturato annuo.

Caratteristiche principali

AspettoDettaglio
TassazioneIRPEF progressiva (23% – 43%) sul reddito netto reale
IVAApplicabile in fattura (aliquota ordinaria 22%)
Ritenuta d’acconto20% trattenuta dal committente (da versare con F24)
Spese deducibiliTutte le spese inerenti l’attività sono deducibili
Obblighi contabiliRegistri IVA, dichiarazione IVA annuale, LIPE trimestrali
FatturazioneFattura elettronica obbligatoria tramite SDI

Quando conviene il Regime Semplificato per un artista?

Il regime semplificato è più vantaggioso quando:

  • Sostieni spese elevate per materiali artistici, affitti di studi, attrezzature, trasferte, promozione dell’attività e partecipazione a mostre ed eventi
  • Il tuo reddito netto reale (dopo le spese) è significativamente inferiore al 67% del fatturato lordo
  • Hai un fatturato superiore a 85.000 euro annui
  • Hai bisogno di recuperare l’IVA sulle spese di produzione (acquisto tele, colori, attrezzatura fotografica, ecc.)

Esempio pratico: Un pittore con 40.000 € di ricavi e 20.000 € di spese reali (studio, materiali, promozione):

  • Con il Forfettario: paga le tasse su 40.000 × 67% = 26.800 € → imposta: 26.800 × 15% = 4.020 €
  • Con il Semplificato: paga le tasse su 40.000 – 20.000 = 20.000 € (reddito netto) → IRPEF progressiva: circa 3.480 € (primo scaglione 23%)

In questo caso il regime semplificato è leggermente più conveniente, ma la differenza si accentua con spese più elevate.

8. Coefficiente di redditività e calcolo dell’imposta sostitutiva {#coefficiente}

Per chi sceglie il Regime Forfettario, il reddito imponibile non si calcola sottraendo le spese reali dai ricavi, ma applicando il coefficiente di redditività. Per i codici ATECO delle attività artistiche (inclusi il 90.13.00 e tutti i codici della sezione 90), il coefficiente è pari al 67%.

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Come funziona il calcolo

Ricavi annui lordi × 67% = Reddito Imponibile Lordo

Reddito Imponibile Lordo − Contributi INPS versati l’anno precedente = Reddito Fiscale

Reddito Fiscale × 15% (o 5%) = Imposta Sostitutiva da versare

Esempi di calcolo concreti

Ricavi AnnuiReddito Imponibile (67%)Contributi INPS (es. 26,07%)Reddito FiscaleImposta (15%)Imposta (5%)
10.000 €6.700 €~1.746 €~4.954 €743 €248 €
20.000 €13.400 €~3.492 €~9.908 €1.486 €495 €
30.000 €20.100 €~5.238 €~14.862 €2.229 €743 €
50.000 €33.500 €~8.730 €~24.770 €3.715 €1.239 €
80.000 €53.600 €~13.968 €~39.632 €5.945 €1.982 €

I contributi INPS nell’esempio sono calcolati approssimativamente come 26,07% del reddito imponibile (67% dei ricavi), da sottrarre solo nell’anno successivo al versamento. Il calcolo definitivo è più articolato: consulta sempre un professionista.

L’aliquota ridotta al 5%: quando si applica

L’aliquota agevolata del 5% (invece del 15%) si applica solo nei primi 5 anni di attività, a condizione che:

  1. Non si sia esercitata, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata)
  2. L’attività non sia una prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo precedente (salvo pratica obbligatoria)
  3. Se si prosegue l’attività di un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non superino gli 85.000 €

9. Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS 2026 {#contributi-inps}

Ogni artista con partita IVA per artisti che opera come libero professionista — ovvero non inquadrato come artigiano — deve iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi previdenziali.

Le aliquote Gestione Separata INPS 2026

La Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 ha confermato le seguenti aliquote, invariate rispetto al 2025:

CategoriaAliquota 2026
Professionisti senza cassa previdenziale (liberi professionisti con P.IVA)26,07%
Professionisti pensionati o con altra copertura previdenziale24,00%
Collaboratori e figure assimilate senza altra copertura (con DIS-COLL)35,03%
Collaboratori e figure assimilate senza altra copertura (senza DIS-COLL)33,72%

Per la maggior parte degli artisti con partita IVA (liberi professionisti non pensionati): aliquota 26,07%, composta da 25% IVS + 0,72% prestazioni assistenziali + 0,35% ISCRO.

Massimale e minimale 2026

  • Massimale di reddito: €122.295 — oltre questa soglia non si versano contributi
  • Minimale contributivo: €18.808 — reddito minimo per ottenere un anno intero di anzianità contributiva

Come si calcolano i contributi nel Regime Forfettario

Nel Regime Forfettario, la base imponibile previdenziale è il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente di redditività 67%), non il reddito fiscale finale.

Esempio: Un artista con 25.000 € di ricavi:

  • Reddito imponibile previdenziale: 25.000 × 67% = 16.750 €
  • Contributi INPS: 16.750 × 26,07% = 4.367 € circa

La riduzione del 35% dei contributi

I contribuenti in Regime Forfettario iscritti alla Gestione Separata INPS possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi dovuti. La comunicazione deve essere inviata all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Con questa riduzione, l’aliquota effettiva scende da 26,07% a circa 16,95%.

Artigiani: Gestione Artigiani INPS

Se la tua attività artistica è classificata come artigianale (es. un ceramista che produce oggetti in serie su ordinazione), potresti essere obbligato a iscriverti alla Gestione Artigiani INPS invece della Gestione Separata. Questa gestione prevede contributi fissi minimi indipendentemente dal reddito — anche se non guadagni nulla — e ha aliquote diverse.

La distinzione tra “artista libero professionista” e “artigiano” è un tema delicato che dipende dal modo in cui eserciti l’attività (pezzi unici vs produzione seriale, prevalenza del lavoro manuale su quello creativo). In caso di dubbio, è consigliabile consultare un commercialista.

Ex-ENPALS: cosa devono sapere i musicisti e gli artisti dello spettacolo

I lavoratori dello spettacolo (musicisti, attori, ballerini) che rientrano nelle categorie un tempo gestite dall’ex-ENPALS (oggi assorbito dall’INPS nel Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo – FPLS) seguono regole contributive diverse:

  • I contributi vengono versati dal committente, non dal professionista
  • La contribuzione pensionistica è pari al 33% del compenso lordo (35,70% per ballerini)
  • Di questo, il 9,19% è a carico del professionista, il 23,81% a carico del committente
  • Non si versano contributi alla Gestione Separata in aggiunta (non si sommano)

10. Fatturazione elettronica e ritenuta d’acconto {#fatturazione}

Fatturazione elettronica: obbligatoria dal 2024

Dal 1° gennaio 2024, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA in Italia, inclusi i contribuenti in Regime Forfettario. Non ci sono più esoneri. Le fatture devono essere trasmesse in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per approfondire la normativa sulla fatturazione, consulta la nostra guida all’Art. 21 DPR 633/1972.

Come emette fattura un artista in Regime Forfettario

La fattura elettronica emessa da un artista in Regime Forfettario deve riportare:

  • Codice destinatario del cliente o PEC
  • Importo della prestazione
  • La dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 – Regime Forfettario. Operazione senza applicazione dell’IVA”
  • Codice Natura: N2.2 (non soggetta IVA per regime agevolato)
  • Codice Regime Fiscale: RF19
  • Nessuna ritenuta d’acconto (i forfettari non sono soggetti a ritenuta)
  • Marca da bollo virtuale da 2 € se la fattura supera 77,47 €

Fattura elettronica in Regime Semplificato

Nel regime semplificato, la fattura deve invece includere:

  • L’IVA al 22% (o all’aliquota corretta)
  • La ritenuta d’acconto del 20% (se la prestazione è svolta nei confronti di soggetti che operano in qualità di sostituto d’imposta: aziende, enti, professionisti con partita IVA)
  • La rivalsa INPS del 4% (opzionale: può essere addebitata al committente)

La ritenuta d’acconto del 20% viene trattenuta dal committente e versata allo Stato per conto dell’artista. Viene poi scomputata dall’imposta dovuta in sede di Dichiarazione dei Redditi.

IVA in fattura: quando si applica e quando no

La questione dell’IVA in fattura è uno dei punti più fraintesi:

  • Regime Forfettario: nessuna IVA in fattura. L’artista non la addebita né la recupera sugli acquisti.
  • Regime Semplificato: IVA al 22% sulle prestazioni artistiche standard. L’artista la addebita al cliente e la versa periodicamente all’Erario (al netto dell’IVA a credito sugli acquisti).

Per calcolare correttamente l’importo IVA sulle fatture in regime ordinario, puoi usare il calcolatore IVA gratuito di TheCalcoloIVA.com.

11. Costi di apertura e gestione della partita IVA per artisti {#costi}

L’apertura della partita IVA per artisti è gratuita in sé, ma bisogna preventivare alcune voci di spesa ricorrenti.

Costi iniziali di apertura

Voce di CostoImportoNote
Apertura partita IVA (modello AA9/12)GratuitaFai-da-te online
Iscrizione Gestione Separata INPSGratuitaOnline su portale INPS
Iscrizione Camera di Commercio (solo artigiani)~300-500 €Bolli e diritti camerali
Apertura tramite commercialista100-300 €Varia per professionista

Costi fissi annuali ricorrenti

Voce di CostoImporto AnnuoNote
Diritto camerale (solo artigiani)~53 €Se iscritti al Registro Imprese
Software fatturazione elettronica0 – 200 €/annoAlcune piattaforme gratuite
Commercialista (forfettario)400 – 1.200 €/annoDipende dal professionista
Commercialista (regime semplificato)800 – 2.500 €/annoPiù complesso da gestire

Costi variabili: tasse e contributi

I costi variabili principali sono l’imposta sostitutiva (o IRPEF nel semplificato) e i contributi previdenziali, che abbiamo già calcolato nelle sezioni precedenti. Ricorda che nel Regime Forfettario:

  • Non si paga l’IVA periodica
  • Non si paga l’IRAP
  • Non si presentano i modelli LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA)
  • I modelli F24 per i contributi INPS vanno invece presentati alle scadenze ordinarie (giugno e novembre)

12. Spese deducibili per gli artisti {#spese-deducibili}

Le spese deducibili sono rilevanti solo nel regime semplificato (contabilità semplificata), dove il reddito imponibile si calcola sulla differenza reale tra ricavi e costi.

Principali spese deducibili per gli artisti

Categoria di SpesaEsempiDeducibilità
Materiali artisticiTele, colori, argilla, carta, inchiostri100% se inerenti
Affitto dello studioStudio d’artista, spazio espositivo100% (attività esclusiva)
Attrezzature professionaliFotocamere, scanner, tablet grafico, stampanti100% (o ammortamento)
Costi di produzione opereStampe, cornici, allestimenti mostre100%
Promozione dell’attivitàSito web, social media ads, portfolio digitale100%
Formazione professionaleCorsi, workshop, libri di settore100%
Trasferte e viaggiPer fiere, mostre, commissioniCon limitazioni
Spese autoUtilizzo auto per attività20% (uso promiscuo)
Telefono e internetQuote di connettività50% (uso promiscuo)
Contributi INPSVersamenti alla Gestione Separata100% deducibili

Nel Regime Forfettario, nessuna di queste spese è deducibile individualmente: il 33% di spese forfettarie è già incorporato nel coefficiente di redditività del 67%.

13. Dichiarazione dei Redditi per artisti con partita IVA {#dichiarazione-redditi}

Regime Forfettario

I titolari di partita IVA per artisti in Regime Forfettario compilano il Modello Redditi Persone Fisiche (non il 730), quadro LM — Imprenditori e lavoratori autonomi in Regime Forfettario. La dichiarazione deve essere presentata entro il 30 novembre dell’anno successivo al periodo d’imposta.

Regime Semplificato

Chi opera in regime semplificato compila il quadro RE (Redditi da lavoro autonomo) del Modello Redditi PF. Deve anche presentare la dichiarazione IVA annuale (entro il 30 aprile dell’anno successivo) e comunicare trimestralmente le liquidazioni IVA tramite i modelli LIPE.

Scadenze principali 2026 per artisti con partita IVA

AdempimentoScadenza
Primo acconto IRPEF/Imposta Sostitutiva30 giugno 2026
Secondo acconto IRPEF/Imposta Sostitutiva30 novembre 2026
Saldo IRPEF/Imposta Sostitutiva30 giugno 2027
Contributi INPS Gestione Separata (saldo + acconti)Giugno e Novembre
Dichiarazione dei Redditi (Modello Redditi PF)31 ottobre 2026 (presentazione telematica)
LIPE (solo regime ordinario)Entro 31° del secondo mese dopo la fine del trimestre
Comunicazione riduzione contributi INPS 35% (forfettari)28 febbraio 2026

Per calcolare correttamente le aliquote IVA applicabili in regime ordinario, consulta la nostra guida alle aliquote IVA e il calcolatore IVA gratuito.

14. Regime Forfettario vs Regime Semplificato: tabella comparativa finale {#confronto}

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Semplificato
Limite di accesso≤ 85.000 €/annoNessun limite superiore
TassazioneImposta sostitutiva 15% (o 5%)IRPEF 23%-43% progressiva
IVA in fatturaNon applicataApplicata (22%)
Ritenuta d’accontoNon applicata20% (trattenuta dal committente)
Spese deducibiliSolo forfettarie (33%)Tutte le spese reali
Contributi INPSSul reddito forfettario (67% ricavi)Sul reddito netto reale
Riduzione contributi 35%Sì, su richiesta entro 28 febbraioNo
Fattura elettronicaObbligatoria (SDI)Obbligatoria (SDI)
Dichiarazione IVANon necessariaObbligatoria annualmente
Registro IVANon richiestoObbligatorio
LIPE trimestraliNon necessarieObbligatorie
Complessità gestionaleBassaMedia-Alta
Ideale perChi ha spese contenute e ricavi < 85.000 €Chi ha spese elevate o fatturato alto

FAQ — Domande Frequenti sulla Partita IVA per Artisti {#faq}

1. Un artista che vende quadri saltuariamente deve aprire la partita IVA?

No, non necessariamente. Se vendi opere in modo sporadico e occasionale, puoi emettere una ricevuta per prestazione occasionale senza aprire la partita IVA, fino a un massimo di circa 5.000 euro lordi annui. Superata questa soglia, o se l’attività diventa ricorrente e organizzata, scatta l’obbligo di aprire la partita IVA per artisti. L’Agenzia delle Entrate può riqualificare l’attività come abituale anche in base alla frequenza e alla varietà dei committenti.

2. Qual è il codice ATECO corretto per un pittore o uno scultore nel 2026?

Con la nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore operativamente dal 1° aprile 2025, il codice principale per pittori, scultori e artisti visivi è il 90.14.00 (“Attività di creazione di arti visive”) oppure il 90.13.00 (“Altre creazioni artistiche e letterarie”), a seconda del tipo specifico di attività. Il vecchio codice 90.03.09 è stato riclassificato. Per individuare il codice esatto, consulta il portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate — ATECO 2025.

3. Quanto si paga di tasse con la partita IVA per artisti in regime forfettario?

Nel Regime Forfettario, un artista paga:

  • Imposta sostitutiva: 15% (o 5% per i primi 5 anni) applicata al 67% dei ricavi, al netto dei contributi INPS versati l’anno precedente
  • Contributi INPS (Gestione Separata): 26,07% del reddito imponibile (67% dei ricavi)

Ad esempio, con 30.000 € di ricavi: contributi INPS circa 5.238 € + imposta sostitutiva circa 2.229 € = totale circa 7.467 € tra tasse e contributi (senza la riduzione del 35% sui contributi).

4. Un artista in regime forfettario deve emettere la fattura elettronica?

Sì. Dal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari. La fattura deve essere trasmessa in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Nella fattura, l’artista forfettario non addebita l’IVA e non applica la ritenuta d’acconto.

5. Un artista forfettario deve applicare la ritenuta d’acconto sulle fatture?

No. I contribuenti in Regime Forfettario sono esonerati dall’applicazione della ritenuta d’acconto. Devono però indicare in fattura la dicitura che attesta la non assoggettabilità alla ritenuta ai sensi dell’art. 1, commi 67-68, della Legge n. 190/2014.

6. Quale contributo deve versare un artista alla Gestione Separata INPS nel 2026?

Per i liberi professionisti (artisti con partita IVA non iscritti a una cassa previdenziale specifica), l’aliquota Gestione Separata INPS nel 2026 è del 26,07% del reddito imponibile (confermata dalla Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). I pensionati o chi ha altra copertura previdenziale versano solo il 24%.

7. Un artista può lavorare sia come dipendente che con la partita IVA?

Sì, è possibile avere contemporaneamente un rapporto di lavoro da dipendente e la partita IVA come artista. Tuttavia, nel Regime Forfettario, il reddito da lavoro dipendente non deve superare i 35.000 euro annui (soglia confermata dalla Legge di Bilancio 2026). Superato questo limite, non è possibile accedere o mantenere il Regime Forfettario. Nel regime ordinario non ci sono limitazioni specifiche.

8. Cos’è il coefficiente di redditività e perché è importante per gli artisti?

Il coefficiente di redditività è la percentuale dei ricavi che viene considerata come reddito imponibile nel Regime Forfettario. Per quasi tutte le attività artistiche (codici ATECO della sezione 90) il coefficiente è del 67%, il che significa che il 33% dei ricavi viene considerato forfettariamente come spesa. Questo parametro è fondamentale perché determina quante tasse e contributi pagherai: a prescindere dalle spese reali, pagherai sempre sul 67% del fatturato.

9. Un artista deve iscriversi alla Camera di Commercio per aprire la partita IVA?

Dipende dalla natura dell’attività. Se l’artista opera come libero professionista (crea opere uniche, non produzione in serie), non è obbligatoria l’iscrizione alla Camera di Commercio. Se invece svolge un’attività di tipo artigianale (produce oggetti in serie con prevalente lavoro manuale), l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio è obbligatoria, con conseguente iscrizione alla Gestione Artigiani INPS e versamento di contributi fissi minimi.

10. Un artista visivo che vende opere online ha bisogno della partita IVA?

Se la vendita online di opere d’arte avviene in modo continuativo e organizzato (attraverso piattaforme di e-commerce, sito web dedicato, partecipazione regolare a marketplace), è generalmente richiesta l’apertura della partita IVA per artisti, anche se le singole transazioni sono di importo contenuto. Il criterio determinante resta l’abitualità dell’attività, non il volume delle singole operazioni.

11. Quali sono le scadenze per i versamenti di tasse e contributi per un artista con partita IVA?

Le principali scadenze per un artista in Regime Forfettario sono:

  • 28 febbraio: comunicazione facoltativa per riduzione contributi INPS del 35%
  • 30 giugno: versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva (prima rata) e saldo contributi INPS
  • 30 novembre: versamento del secondo acconto imposta sostitutiva e secondo acconto contributi INPS
  • 31 ottobre: termine per la presentazione telematica del Modello Redditi PF

Tutti i versamenti si effettuano tramite modelli F24 telematici.

12. È possibile vendere opere d’arte senza partita IVA tramite cessione di diritti d’autore?

In alcune situazioni, gli artisti possono incassare compensi tramite la cessione di diritti d’autore senza apertura di partita IVA. Questo percorso è applicabile principalmente a scrittori, musicisti e artisti visivi che cedono i diritti di riproduzione delle proprie opere, non la prestazione d’opera in sé. I compensi da diritti d’autore sono tassati come redditi diversi (art. 53 TUIR) con una deduzione forfettaria del 25% (per autori over 35) o del 40% (under 35). Tuttavia, se l’attività diventa abituale e continuativa, anche questo percorso potrebbe richiedere l’apertura della partita IVA per artisti. È sempre consigliabile verificare la situazione con un commercialista.

Conclusione {#conclusione}

Aprire e gestire la partita IVA per artisti non deve essere motivo di ansia: con le informazioni giuste, il percorso è chiaro e gestibile anche da chi non ha una formazione economica. Il punto di partenza è sempre la scelta del codice ATECO corretto (aggiornato alla classificazione ATECO 2025) e del regime fiscale più adatto alla propria situazione.

Per la grande maggioranza degli artisti emergenti e con spese contenute, il Regime Forfettario offre un rapporto qualità-semplicità difficilmente battibile: imposta sostitutiva ridotta al 5% o 15%, nessun obbligo di IVA in fattura, nessuna ritenuta d’acconto, contabilità ridotta al minimo. Per chi invece ha spese elevate — affitto di uno studio, materiali costosi, attrezzature professionali — il regime semplificato può rivelarsi più conveniente grazie alla piena deducibilità dei costi.

L’unico vero obbligo comune a tutti, dal 2024, è la fatturazione elettronica: nessun artista con partita IVA può esimersi dall’emettere fatture in formato XML tramite il Sistema di Interscambio.

Infine, non dimenticare i contributi previdenziali: la Gestione Separata INPS è un onere reale che può incidere significativamente sul reddito netto, ma è anche il meccanismo che ti garantirà tutele pensionistiche, di invalidità e, in alcuni casi, l’indennità di disoccupazione ISCRO in caso di calo dei ricavi.

Se hai ancora dubbi sulla tua situazione specifica — soprattutto sulla scelta tra i regimi fiscali o sulla classificazione ATECO corretta — il consiglio è di consultare un commercialista, che potrà personalizzare le scelte in base al tuo profilo reddituale e alle tue prospettive di crescita.


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Articolo redatto con informazioni aggiornate ad aprile 2026. Le normative fiscali e previdenziali possono subire modifiche: verifica sempre le informazioni con un professionista qualificato o consultando direttamente i portali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.

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