Come Fare una Fattura in Regime dei Minimi?
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Nota per il lettore: Questo articolo è rivolto sia ai contribuenti che operano ancora nel regime di vantaggio (ex regime dei minimi, D.L. 98/2011), sia a quelli che usano colloquialmente l’espressione “regime dei minimi” per indicare il regime forfettario, che dal 2016 è l’unico regime fiscale agevolato accessibile in Italia. Troverai tutte le istruzioni pratiche, le diciture obbligatorie, le tabelle di compilazione e le FAQ per non sbagliare nemmeno un campo.
1. Che cos’è il Regime dei Minimi e Chi Riguarda Ancora Oggi {#1-che-cos-è-il-regime-dei-minimi}
Prima di capire come fare una fattura in regime dei minimi, è fondamentale fare chiarezza su un punto spesso frainteso: nel 2026 esistono tecnicamente due “tipologie” di soggetti che si autodefiniscono “contribuenti minimi”.
1.1 Il Regime di Vantaggio Originario (D.L. 98/2011)
Il regime dei minimi propriamente detto – ufficialmente denominato “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” – è stato introdotto dall’art. 27, commi 1 e 2 del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazioni dalla L. n. 111 del 15 luglio 2011.
Dal 1° gennaio 2016, la Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014, comma 85) ha abrogato l’accesso a nuovi contribuenti, sostituendolo integralmente con il regime forfettario. Tuttavia, chi era già iscritto prima del 2016 ha potuto continuare a operare in questo regime fino alla naturale scadenza dei requisiti – generalmente fino al compimento del 35° anno di età o per i 5 anni dall’avvio dell’attività (il periodo più lungo tra i due).
Chi poteva accedere al regime di vantaggio originario:
- Persone fisiche con partita IVA
- Ricavi o compensi non superiori a € 30.000 l’anno
- Nessun dipendente, nessun socio, beni strumentali acquistati nel triennio precedente per un totale inferiore a € 15.000
- Prima apertura di partita IVA o rientro da mobilità lavorativa
- Età inferiore ai 35 anni (con possibilità di estendere il regime fino al 35° compleanno)
Imposta sostitutiva applicata: 5% sul reddito netto (differenza tra ricavi e costi effettivi).
📌 Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – Archivio regime dei minimi
1.2 Il Termine “Regime dei Minimi” nel Linguaggio Comune
Nel 2026, molti contribuenti e perfino alcuni commercialisti usano ancora l’espressione “regime dei minimi” come sinonimo impreciso del regime forfettario. Il regime forfettario, introdotto dalla Legge n. 190/2014, è oggi l’unico regime agevolato attivo e prevede:
- Aliquota sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)
- Limite di ricavi/compensi: € 85.000 annui
- Esonero dall’IVA, dagli studi di settore e da molti adempimenti contabili
Per coerenza con il linguaggio effettivamente cercato dagli utenti, questa guida illustra come fare una fattura in regime dei minimi coprendo entrambe le situazioni – sia per i residui contribuenti in regime di vantaggio, sia per chi applica il regime forfettario.
2. Come Fare una Fattura in Regime dei Minimi: Panoramica {#2-panoramica}
Come fare una fattura in regime dei minimi è una delle domande più frequenti tra i titolari di partita IVA agevolata. La risposta di base è semplice: la fattura in regime dei minimi non include l’IVA, ma richiede alcune diciture obbligatorie precise e, in molti casi, il pagamento dell’imposta di bollo da €2.
Il processo, in estrema sintesi, si articola così:
| Passaggio | Cosa fare |
| 1. Inserire i dati del cedente/prestatore | I tuoi dati anagrafici, la partita IVA e il codice fiscale |
| 2. Inserire i dati del cessionario/committente | I dati del cliente (persona fisica o azienda) |
| 3. Inserire il numero e la data della fattura | Numerazione progressiva annuale |
| 4. Descrivere la prestazione o il bene ceduto | Descrizione chiara e dettagliata |
| 5. Indicare il compenso al netto dell’IVA | Nessuna IVA applicata |
| 6. Aggiungere le diciture legali obbligatorie | Riferimento normativo all’art. 27 D.L. 98/2011 |
| 7. Aggiungere il bollo se l’importo supera €77,47 | €2 di imposta di bollo |
| 8. Inviare tramite SDI (fattura elettronica) | Obbligo dal 1° gennaio 2024 per tutti |
Seguiamo ora ogni passaggio nel dettaglio per capire concretamente come fare una fattura in regime dei minimi in modo perfetto e senza errori.
3. I Dati Obbligatori della Fattura in Regime dei Minimi {#3-dati-obbligatori}
Ogni fattura emessa da un contribuente in regime dei minimi deve obbligatoriamente contenere gli elementi previsti dall’art. 21 del D.P.R. 633/1972. Ecco la lista completa:
3.1 Dati del Cedente/Prestatore (il tuo profilo)
| Campo | Contenuto | Note |
| Nome e Cognome (o denominazione) | Il tuo nome e cognome completo | Così come appare nella partita IVA |
| Partita IVA | Il tuo numero di partita IVA (11 cifre) | Obbligatorio sempre |
| Codice Fiscale | Il tuo codice fiscale (16 caratteri) | Obbligatorio per persone fisiche |
| Indirizzo sede | Via, numero civico, CAP, Comune, Provincia | Indirizzo di esercizio dell’attività |
| Codice ATECO | Il codice della tua attività economica | Non obbligatorio sulla fattura ma consigliato |
3.2 Dati del Cessionario/Committente (il tuo cliente)
| Campo | Contenuto | Note |
| Denominazione | Nome/cognome o ragione sociale | Obbligatorio |
| Partita IVA o CF | P.IVA se soggetto IVA, CF se privato | Entrambi se disponibili |
| Indirizzo | Sede legale o residenza | Obbligatorio |
| Codice SDI o PEC | Per i soggetti obbligati alla fattura elettronica | Obbligatorio per FE |
3.3 Dati del Documento
| Campo | Contenuto | Note |
| Numero fattura | Progressivo e continuo nell’anno | Es. 1/2026, 2/2026 |
| Data di emissione | Data in cui viene emessa la fattura | Non può essere posteriore all’invio SDI |
| Descrizione della prestazione/bene | Indicazione chiara dell’oggetto | Più è dettagliata, meglio è |
| Imponibile | L’importo del corrispettivo | Senza IVA |
| Imposta di bollo | €2,00 se importo > €77,47 | Virtuale per la FE |
| Totale documento | Imponibile + eventuale bollo + rivalsa INPS | Importo finale da pagare |
4. Le Diciture Legali da Inserire Parola per Parola {#4-diciture-legali}
Questo è il cuore di come fare una fattura in regime dei minimi: le diciture obbligatorie sono l’elemento che distingue queste fatture da tutte le altre e devono essere inserite testualmente, pena la non conformità del documento fiscale.
4.1 Diciture per il Regime di Vantaggio (D.L. 98/2011 – “Vecchi Minimi”)
Se sei ancora nel regime di vantaggio originario introdotto dal D.L. 98/2011, devi inserire entrambe le seguenti diciture:
Dicitura 1 – Esonero dall’IVA: “Operazione effettuata da soggetto appartenente al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità di cui all’art. 27 del D.L. n. 98 del 06.07.2011, convertito con modificazione dalla L. n. 111 del 15.07.2011. Si tratta di ricavi esenti da IVA ai sensi dell’art. 1, comma 100, L. 244/2007.”
Dicitura 2 – Esonero dalla ritenuta d’acconto: “Compenso non assoggettato a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98 del 06.07.2011.”
4.2 Diciture per il Regime Forfettario (“Nuovi Minimi”)
Se sei in regime forfettario (la versione attuale che molti chiamano ancora “regime dei minimi”), le diciture sono differenti e fanno riferimento alla Legge 190/2014:
Dicitura 1 – Esonero dall’IVA: “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (regime forfettario).”
Oppure, in forma più estesa:
“Operazione effettuata in regime di franchigia ai sensi dell’articolo 1, comma 58, della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014. IVA non esposta ai sensi della norma citata.”
Dicitura 2 – Esonero dalla ritenuta d’acconto: “Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, della Legge n. 190/2014 (regime forfettario), trattandosi di redditi soggetti a imposta sostitutiva.”
4.3 Tabella Comparativa delle Diciture
| Tipo di regime | Dicitura IVA | Dicitura ritenuta |
| Regime di vantaggio (D.L. 98/2011) | Art. 1, comma 100, L. 244/2007 | Art. 27, D.L. 98/2011 |
| Regime forfettario (L. 190/2014) | Art. 1, comma 58, L. 190/2014 | Art. 1, comma 67, L. 190/2014 |
⚠️ Attenzione: Inserire la dicitura sbagliata (es. usare il riferimento al forfettario quando si è in regime di vantaggio) può rendere la fattura non conforme. In caso di dubbio, consulta sempre un commercialista o l’Agenzia delle Entrate.
5. Il Bollo da €2: Quando Si Applica e Come Assolvere {#5-bollo}
Uno degli aspetti più fraintesi su come fare una fattura in regime dei minimi riguarda l’imposta di bollo. Ecco le regole:
5.1 Quando Scatta l’Obbligo del Bollo
L’imposta di bollo di € 2,00 deve essere applicata su ogni fattura emessa senza IVA (quindi sia dai contribuenti in regime di vantaggio, sia dai forfettari) il cui importo totale supera € 77,47.
| Importo fattura | Bollo da €2 dovuto? |
| Fino a €77,47 | ❌ No |
| Da €77,48 in su | ✅ Sì |
Base normativa: Art. 13, comma 1 della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972 (imposta di bollo), in combinato con le disposizioni sulle fatture senza IVA.
5.2 Come Assolvere il Bollo sulla Fattura Elettronica
Con la fattura elettronica, non si applica la marca da bollo fisica. L’assolvimento avviene in modo virtuale, seguendo questi step:
- Nel file XML della fattura elettronica, il campo <BolloVirtuale> va valorizzato con “SI”
- Il campo <ImportoBollo> va impostato su “2.00”
- L’importo del bollo viene incluso nel totale del documento (o fatturato separatamente come voce)
- Il pagamento periodico del bollo accumulato avviene tramite F24 elettronico, con scadenze trimestrali fissate dall’Agenzia delle Entrate
5.3 Scadenze di Pagamento del Bollo Virtuale 2026
| Trimestre | Fatture emesse nel periodo | Scadenza pagamento |
| I trimestre | Gennaio – Marzo | 31 maggio (se > €250) |
| II trimestre | Aprile – Giugno | 30 settembre |
| III trimestre | Luglio – Settembre | 30 novembre |
| IV trimestre | Ottobre – Dicembre | 28 febbraio anno successivo |
📌 Nota: Se il totale dei bolli del I trimestre è inferiore a €250, il pagamento può essere posticipato al 30 settembre insieme ai bolli del II trimestre.
6. Fattura Elettronica in Regime dei Minimi: Obbligo dal 2024 {#6-fattura-elettronica}
Una delle novità più impattanti per capire come fare una fattura in regime dei minimi oggi riguarda la fattura elettronica obbligatoria.
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6.1 L’Obbligo per Tutti dal 1° Gennaio 2024
Con l’art. 18, D.L. 36/2022, l’Italia ha progressivamente esteso l’obbligo di fatturazione elettronica anche ai soggetti in regime agevolato. Il quadro definitivo:
- Dal 1° luglio 2022: obbligo per forfettari/minimi con ricavi > €25.000 (anno precedente)
- Dal 1° gennaio 2024: obbligo per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i contribuenti in regime di vantaggio e i forfettari, a prescindere dal volume di fatturato
Questo significa che, nel 2026, non esiste più alcuna eccezione legata alla soglia dei ricavi. Se hai una partita IVA attiva in regime dei minimi o forfettario, sei obbligato a emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.
Unica eccezione residua: i professionisti sanitari (medici, psicologi, fisioterapisti, ecc.) per le fatture verso pazienti persone fisiche rimangono esonerati dall’obbligo di trasmissione via SDI, in attesa del divieto di trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.
Per approfondire la gestione della fattura elettronica se sei in regime agevolato, leggi anche: Fattura elettronica per forfettari: come funziona
6.2 Come Inviare la Fattura Elettronica in Regime dei Minimi
Il percorso tecnico per come fare una fattura in regime dei minimi in formato elettronico è il seguente:
1. Accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate
(oppure usare un software di fatturazione abilitato)
2. Compilare il file XML con tutti i dati obbligatori
(incluse le diciture di legge e il codice natura N2.2)
3. Firmare digitalmente il file (nel caso di software terzi)
4. Trasmettere al SDI
5. Ricevere la ricevuta di consegna o di accettazione
6. Conservare la fattura elettronica per almeno 10 anni
6.3 Termini di Trasmissione al SDI
| Tipo di fattura | Termine di trasmissione |
| Fattura immediata | Entro 12 giorni dalla data dell’operazione |
| Fattura differita | Entro il 15 del mese successivo all’operazione |
⚠️ I 12 giorni si calcolano su giorni di calendario effettivi, non giorni lavorativi. Anche se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine rimane invariato.
7. Codice Natura, Tipo Documento e Campi XML {#7-codici-xml}
Chi deve come fare una fattura in regime dei minimi in formato elettronico deve conoscere i codici tecnici da inserire nel file XML. Sbagliare questi codici causa il rifiuto della fattura da parte del SDI o incongruenze nei controlli automatizzati dell’Agenzia delle Entrate.
7.1 Codice Natura
Il codice da utilizzare per le operazioni senza IVA emesse da contribuenti in regime dei minimi o forfettario è:
N2.2 – Operazioni non soggette – altri casi
Questo codice si inserisce nel campo <Natura> del file XML in sostituzione dell’aliquota IVA (che non viene applicata).
Per una guida completa sul codice natura N2.2, consulta: N2.2 codice IVA: guida completa
7.2 Tipo Documento
Il tipo documento da utilizzare per una fattura ordinaria è:
TD01 – Fattura
Per una nota di credito: TD04 Per una nota di debito: TD05
7.3 Tabella dei Principali Campi XML per la Fattura in Regime dei Minimi
| Campo XML | Valore da inserire | Note |
| <TipoDocumento> | TD01 | Fattura ordinaria |
| <Divisa> | EUR | Sempre euro |
| <Data> | Data dell’operazione | Formato AAAA-MM-GG |
| <Natura> | N2.2 | Operazione non soggetta a IVA |
| <AliquotaIVA> | 0.00 | Zero, perché N2.2 |
| <BolloVirtuale> | SI | Se importo > €77,47 |
| <ImportoBollo> | 2.00 | Imposta di bollo |
| <EsigibilitaIVA> | Non valorizzato | Nessuna IVA da esigere |
8. Rivalsa INPS 4%: Come e Quando Inserirla {#8-rivalsa-inps}
Un aspetto facoltativo ma strategicamente importante di come fare una fattura in regime dei minimi riguarda la rivalsa INPS del 4%.
8.1 Che Cos’è la Rivalsa INPS
I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (tipicamente i professionisti senza cassa previdenziale propria) hanno la facoltà – ma non l’obbligo – di addebitare ai propri clienti una maggiorazione del 4% a titolo di rivalsa contributiva.
Questa voce copre una parte dei contributi previdenziali che il professionista deve versare all’INPS sul proprio reddito.
8.2 Quando Conviene Inserire la Rivalsa
| Scenario | Conviene la rivalsa? |
| Clienti business (aziende) abitudinari | ✅ Sì: il costo viene di solito accettato |
| Privati consumatori finali | ⚠️ Valuta: aumenta il prezzo percepito |
| Nuovi clienti o preventivi competitivi | ❌ No: potrebbe essere un freno all’acquisizione |
| Prestazioni continuative di alto valore | ✅ Sì: l’impatto è proporzionale al guadagno |
8.3 Come Calcolare e Inserire la Rivalsa in Fattura
Esempio pratico:
- Compenso netto: € 1.000,00
- Rivalsa INPS 4%: € 40,00
- Totale imponibile: € 1.040,00
- Bollo (se importo > €77,47): € 2,00
- Totale fattura: € 1.042,00
In fattura va inserita una riga separata con la descrizione:
“Contributo integrativo INPS 4% ai sensi dell’art. 1, comma 212, Legge n. 662/1996”
9. Esempio Pratico di Fattura Compilata {#9-esempio-pratico}
Per capire concretamente come fare una fattura in regime dei minimi, niente vale più di un esempio reale e completo. Vediamo un caso pratico per un consulente freelance che emette fattura a un’azienda.
FATTURA N. 5/2026 Data: 15 maggio 2026
CEDENTE/PRESTATORE: Mario Bianchi Codice Fiscale: BNCMRA85A01H501X Partita IVA: 01234567890 Via Roma, 12 – 00100 Roma (RM)
CESSIONARIO/COMMITTENTE: Azienda Alfa S.r.l. Partita IVA: 09876543210 Codice SDI: ABCDEF1 Via Milano, 5 – 20100 Milano (MI)
| Descrizione | Importo |
| Consulenza informatica – maggio 2026 | € 800,00 |
| Rivalsa INPS 4% (art. 1, c. 212, L. 662/1996) | € 32,00 |
| Totale imponibile | € 832,00 |
| Imposta di bollo virtuale (art. 13 D.P.R. 642/1972) | € 2,00 |
| TOTALE FATTURA | € 834,00 |
DICITURE OBBLIGATORIE:
“Operazione effettuata da soggetto appartenente al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per i lavoratori in mobilità di cui all’art. 27 del D.L. n. 98 del 06.07.2011, convertito con modificazione dalla L. n. 111 del 15.07.2011. Si tratta di ricavi esenti da IVA ai sensi dell’art. 1, comma 100, L. 244/2007.”
“Compenso non assoggettato a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98 del 06.07.2011.”
“Imposta di bollo virtuale assolta ai sensi del D.M. 17 giugno 2014.”
📌 Nota: Per il regime forfettario, le diciture cambiano come indicato nella sezione 4.2 di questa guida. Il layout della fattura è identico; cambia solo il riferimento normativo.
10. Operazioni Intracomunitarie ed Extra-UE: Attenzione! {#10-operazioni-intra-ue}
Come fare una fattura in regime dei minimi quando il cliente è estero? Attenzione: esistono regole speciali che molti contribuenti ignorano e che possono portare a sanzioni.
10.1 Vendita di Beni o Servizi a Soggetti Passivi UE
Per la cessione di beni a soggetti passivi intracomunitari:
- I contribuenti in regime dei minimi la trattano come un’operazione interna: non applicano l’IVA, non sono tenuti a iscriversi al VIES né a presentare l’Intrastat
- In fattura va inserita la dicitura: “L’operazione non costituisce cessione intracomunitaria ai sensi dell’art. 41, comma 2-bis, D.L. 30/08/1993 n. 331”
Per la prestazione di servizi generici (art. 7-ter D.P.R. 633/1972) verso soggetti passivi UE:
- Le prestazioni sono territorialmente rilevanti nel Paese del committente
- La fattura va emessa in reverse charge senza IVA italiana
- La dicitura da inserire è: “Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter D.P.R. 633/1972 – Reverse charge”
- Obbligo esterometro: la fattura va comunicata all’Agenzia delle Entrate
10.2 Acquisti Intracomunitari di Beni
| Importo acquisto | Regola applicabile |
| Fino a €10.000 | IVA nel Paese di origine; nessun obbligo VIES/Intrastat |
| Oltre €10.000 | Iscrizione al VIES obbligatoria; integrazione della fattura con IVA italiana; versamento IVA entro il 16 del mese successivo |
10.3 Servizi Ricevuti da Fornitori Esteri (UE ed Extra-UE)
Anche i contribuenti in regime dei minimi, in questo caso, assumono la qualità di debitore d’imposta:
- Devono integrare la fattura ricevuta con l’indicazione dell’aliquota e dell’importo IVA
- Devono versare l’IVA entro il 16 del mese successivo
- Devono comunicare l’operazione tramite esterometro (entro il 15 del mese successivo per le operazioni passive)
11. Differenze tra Regime dei Minimi e Regime Forfettario {#11-differenze}
Per chi sta valutando la propria situazione o vuole capire perché il regime dei minimi è stato sostituito, ecco un confronto esauriente.
| Caratteristica | Regime dei Minimi (D.L. 98/2011) | Regime Forfettario (L. 190/2014) |
| Accesso | Chiuso dal 1° gennaio 2016 | Attivo per tutti (nuove aperture e passaggi) |
| Limite ricavi | €30.000/anno | €85.000/anno |
| Imposta sostitutiva | 5% sul reddito netto effettivo | 15% (o 5% per nuove attività) sul reddito forfettizzato |
| Calcolo reddito | Ricavi – Costi effettivi (principio di cassa) | Ricavi × Coefficiente di redditività ATECO |
| IVA | Non applicata; non detraibile | Non applicata; non detraibile |
| Ritenuta d’acconto | Non subita | Non subita |
| Fattura elettronica | Obbligatoria dal 1° gennaio 2024 | Obbligatoria dal 1° gennaio 2024 |
| Bollo | €2 se importo > €77,47 | €2 se importo > €77,47 |
| IRAP | Non dovuta | Non dovuta |
| Dichiarazione IVA | Non obbligatoria | Non obbligatoria |
| Durata massima | 5 anni o fino ai 35 anni di età | Nessuna scadenza (finché si rispettano i requisiti) |
Per approfondire i requisiti specifici del regime forfettario nel 2026, consulta: Limite regime forfettario 2026: soglie e requisiti
12. Sanzioni per Fattura Errata o Tardiva {#12-sanzioni}
Sapere come fare una fattura in regime dei minimi correttamente è fondamentale anche per evitare le sanzioni, che dal 1° settembre 2024 sono state riformate dal D.Lgs. 87/2024.
12.1 Sanzioni per Omessa o Tardiva Emissione
| Tipo di violazione | Sanzione applicabile |
| Fattura emessa in ritardo, senza impatto sulla liquidazione IVA (es. forfettari e minimi) | Dal 5% al 10% del corrispettivo, con un minimo di €250 |
| Fattura omessa che incide sulla liquidazione IVA | Dal 70% al 100% dell’imposta non documentata (minimo €300) |
| Operazioni esenti, non imponibili o non soggette | Da €250 a €2.000 |
⚠️ Prima della riforma (ante settembre 2024), la sanzione fissa per tardiva emissione senza impatto IVA era di €250. Oggi è diventata percentuale, con un minimo di €250.
12.2 Ravvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione
Se ti accorgi di aver emesso una fattura in ritardo, puoi ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre significativamente la sanzione:
| Tempistica ravvedimento | Riduzione sanzione |
| Entro 30 giorni dalla violazione | Sanzione ridotta a 1/10 del minimo (€25) |
| Entro 90 giorni | Riduzione a 1/9 del minimo |
| Entro 1 anno | Riduzione a 1/8 del minimo |
| Entro 2 anni | Riduzione a 1/7 del minimo |
| Oltre 2 anni | Riduzione a 1/6 del minimo |
📌 Fonte normativa: Art. 13 D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento operoso) e D.Lgs. 87/2024 (riforma sanzioni tributarie).
FAQ: Domande Frequenti su Come Fare una Fattura in Regime dei Minimi {#13-faq}
❓ 1. Come si fa una fattura in regime dei minimi se il mio cliente è una persona fisica privata e non ha partita IVA?
Se il tuo cliente è un privato cittadino senza partita IVA, devi comunque emettere fattura elettronica tramite SDI. Nel campo “Codice Destinatario” inserisci “0000000” (sette zeri) e assicurati di indicare il codice fiscale del cliente. La fattura verrà recapitata nel suo cassetto fiscale sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Sei comunque tenuto a consegnare al cliente una copia in formato cartaceo o PDF della fattura.
❓ 2. Devo applicare l’IVA in fattura se sono in regime dei minimi?
No. Uno dei vantaggi principali del regime dei minimi (sia nel regime di vantaggio che nel regime forfettario) è l’esonero dall’applicazione dell’IVA. Tuttavia, devi indicare in fattura la dicitura specifica che giustifica l’assenza dell’IVA con il relativo riferimento normativo (art. 27 D.L. 98/2011 per il vecchio regime o art. 1, comma 58, L. 190/2014 per il forfettario). L’IVA acquistata dai fornitori non è detraibile e diventa un costo.
❓ 3. Qual è il corretto riferimento normativo da inserire nella fattura in regime dei minimi per l’esonero dalla ritenuta d’acconto?
Per il regime di vantaggio (D.L. 98/2011): “Compenso non assoggettato a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98/2011.” Per il regime forfettario (L. 190/2014): “Si richiede la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. n. 190/2014.”
❓ 4. Quando devo applicare la marca da bollo da €2 su una fattura in regime dei minimi e come funziona con la fattura elettronica?
L’imposta di bollo da €2 è obbligatoria su tutte le fatture in regime dei minimi il cui importo supera i €77,47. Con la fattura elettronica, non si applica la marca da bollo fisica: si valorizza il campo <BolloVirtuale> con “SI” e <ImportoBollo> con “2.00” nell’XML. Il pagamento del bollo viene poi effettuato trimestralmente tramite F24 elettronico o direttamente dal portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
❓ 5. Posso ancora aprire una nuova partita IVA in regime dei minimi nel 2026?
No. Dal 1° gennaio 2016, il regime dei minimi (tecnicamente il “regime di vantaggio” ex D.L. 98/2011) è stato chiuso a nuovi ingressi. Chi apre una nuova partita IVA oggi può accedere esclusivamente al regime forfettario (se rispetta i requisiti). Per approfondire come aprire una partita IVA in regime forfettario, leggi: Aprire partita IVA in regime forfettario: guida definitiva
❓ 6. Come fare una fattura in regime dei minimi quando si supera il limite di ricavi?
Se nel corso dell’anno superi i € 85.000 di ricavi (soglia forfettario), esci dal regime agevolato nell’anno successivo e devi iniziare ad applicare l’IVA. Se invece superi i € 100.000, l’uscita è immediata a partire dalle fatture successive alla soglia. Per il vecchio regime dei minimi, il superamento dei €30.000 comporta la perdita del regime dall’anno successivo. In entrambi i casi, dovrai ricalcolare le fatture già emesse e adeguare la contabilità.
❓ 7. Qual è il codice natura da inserire nella fattura elettronica in regime dei minimi?
Il codice natura corretto è N2.2 – “Operazioni non soggette – altri casi”. Questo codice si inserisce nel campo <Natura> del file XML in sostituzione dell’aliquota IVA che, non essendo applicata, viene valorizzata a zero (<AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>).
❓ 8. Il cliente che riceve una fattura senza IVA da un contribuente in regime dei minimi è obbligato a fare qualcosa di speciale?
Il cliente (se soggetto IVA) non deve operare la ritenuta d’acconto sui compensi corrisposti, grazie alla specifica dicitura in fattura. Tuttavia, deve indicare i compensi ricevuti dal contribuente minimo/forfettario nel Quadro RS della propria dichiarazione dei redditi (righi RS140 e seguenti), per permettere all’Agenzia delle Entrate i controlli incrociati con i dati transitati via SDI. Attenzione: dal 2024, la fattura cartacea ricevuta da un contribuente minimo si considera non emessa: il committente deve pretendere la fattura elettronica.
❓ 9. Come fare una fattura in regime dei minimi quando si riceve un acconto da un cliente?
Anche per gli acconti, il contribuente in regime dei minimi è tenuto a emettere regolare fattura (o documento equivalente) con le stesse modalità della fattura ordinaria. Sul portale SDI, si utilizza il tipo documento TD02 (acconto/anticipo su fattura) oppure TD03 (acconto su parcella per i professionisti). Le medesime diciture e regole sull’IVA e sulla ritenuta d’acconto si applicano anche agli acconti.
❓ 10. Devo presentare la dichiarazione IVA se sono in regime dei minimi?
No. Uno dei vantaggi del regime dei minimi e del regime forfettario è l’esonero dalla dichiarazione IVA annuale, dalle liquidazioni periodiche e dai versamenti IVA ordinari. Questo non significa, però, essere esonerati da tutti gli adempimenti: l’obbligo di fattura elettronica, l’esterometro per le operazioni con l’estero e i casi speciali di acquisto intracomunitario sopra €10.000 rimangono comunque a carico del contribuente.
❓ 11. Cosa succede se invio la fattura elettronica in ritardo (oltre i 12 giorni) come contribuente in regime dei minimi?
Se la fattura viene inviata al SDI dopo i 12 giorni previsti, si configura una violazione sanzionabile. Poiché i contribuenti in regime dei minimi non applicano l’IVA, il ritardo di norma non incide sulla liquidazione IVA: la sanzione è quindi compresa tra il 5% e il 10% del corrispettivo, con un minimo di €250. Tuttavia, ricorrendo al ravvedimento operoso entro 30 giorni, la sanzione si riduce a soli €25. È quindi sempre conveniente regolarizzare spontaneamente prima di un eventuale controllo.
❓ 12. Come fare una fattura in regime dei minimi verso un cliente straniero fuori dall’Unione Europea?
Per le prestazioni di servizi “generici” rese a soggetti passivi (business) extra-UE, l’operazione è fuori campo IVA ai sensi dell’art. 7-ter D.P.R. 633/1972: non si applica l’IVA italiana e la fattura deve riportare la dicitura di non imponibilità con il riferimento normativo specifico. L’operazione va comunicata all’Agenzia delle Entrate tramite esterometro entro il 15 del mese successivo. Per le cessioni di beni extra-UE, si seguono le regole delle esportazioni, che prevedono la non imponibilità IVA ai sensi dell’art. 8 D.P.R. 633/1972.
❓ 13. Quante fatture posso emettere in un anno restando nel regime dei minimi?
Non esiste un limite al numero di fatture che puoi emettere. Il limite è sul totale dei ricavi o compensi annui (€85.000 per il forfettario; €30.000 per il vecchio regime dei minimi). Puoi emettere quante fatture vuoi, purché la somma dei compensi fatturati non superi la soglia prevista dal tuo regime. Ogni fattura deve essere numerata in modo progressivo e univoco nell’anno solare.
Conclusioni {#14-conclusioni}
Sapere come fare una fattura in regime dei minimi non è solo una questione di burocrazia: è la base per gestire la tua attività in modo corretto, evitare sanzioni e dare ai tuoi clienti un documento fiscalmente ineccepibile.
I punti chiave da portare a casa da questa guida sono:
- Il regime dei minimi originario è chiuso ai nuovi ingressi dal 2016: oggi quasi tutti coloro che parlano di “regime dei minimi” si riferiscono al regime forfettario.
- Nessuna IVA in fattura, ma le diciture normative devono essere inserite testualmente e devono fare riferimento al corretto provvedimento di legge.
- Il bollo da €2 è obbligatorio per tutte le fatture sopra €77,47 – e nella fattura elettronica si assolve in modo virtuale.
- Dal 1° gennaio 2024, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i contribuenti in regime agevolato, senza più eccezioni legate al fatturato.
- Il codice natura N2.2 è il codice da inserire nel file XML per identificare l’operazione come non soggetta a IVA.
- Le sanzioni per fattura tardiva o errata sono reali e possono essere ridotte significativamente con il ravvedimento operoso.
Se gestisci la tua partita IVA in regime agevolato e vuoi approfondire il calcolo delle tasse, leggi anche: Calcolo tasse regime forfettario per partita IVA
Hai domande su altri aspetti della tua partita IVA in regime dei minimi? Esplora anche la guida su come aprire partita IVA senza commercialista e quella sulla fattura senza IVA: esenzioni ed esclusioni per avere un quadro ancora più completo.
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Fonti Ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Regime dei Minimi (Archivio)
- Agenzia delle Entrate – Fatturazione Elettronica
- Agenzia delle Entrate – Regime Forfettario
- Normattiva – D.L. 98/2011, art. 27
- Normattiva – Legge 190/2014 (Regime Forfettario)
- Normattiva – D.P.R. 642/1972 (Imposta di Bollo)
Le informazioni contenute in questo articolo sono a carattere informativo e non sostituiscono il parere di un commercialista o consulente fiscale abilitato. Per situazioni specifiche, si raccomanda sempre di rivolgersi a un professionista.