Aprire Partita IVA Logopedista: Tutto ciò che serve

Aprire Partita IVA Logopedista: Tutto ciò che serve 

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Sei un logopedista che vuole mettersi in proprio — o hai già aperto la tua partita IVA logopedista e ti ritrovi sommerso di dubbi tra codici ATECO, esenzioni IVA, gestione previdenziale e fatturazione elettronica? Sei nel posto giusto. Questa guida nasce per rispondere a tutto ciò che le altre guide tralasciano, con dati precisi, tabelle di calcolo, esempi concreti e rimandi alle fonti ufficiali. Nessuna fuffa, nessuna imprecisione: solo quello che ti serve davvero per lavorare con serenità e pagare il giusto.

1. Cos’è la partita IVA logopedista e quando è obbligatoria {#obblighi}

La partita IVA logopedista è il numero identificativo fiscale che ogni logopedista libero professionista deve possedere per esercitare la propria attività in modo autonomo. Il logopedista è la figura sanitaria — riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Salute con D.M. 14 settembre 1994, n. 742 — specializzata nella prevenzione, diagnosi, abilitazione e riabilitazione dei disturbi del linguaggio, della voce, della comunicazione e della deglutizione.

Quando è obbligatoria l’apertura della partita IVA?

La risposta è chiara: se eserciti la professione di logopedista in modo abituale e continuativo a titolo autonomo — vale a dire che fatturi regolarmente ai pazienti, anche in parte — sei tenuto ad aprire la partita IVA. Non si tratta di una scelta facoltativa.

Esistono però casi limite:

  • Prestazione occasionale: se svolgi un’attività sporadica e non continuativa, puoi emettere una ricevuta per prestazione occasionale senza partita IVA, fino a un massimo di 5.000 euro lordi annui (soglia complessiva per tutte le prestazioni occasionali). Oltre quella soglia, l’apertura della partita IVA diventa obbligatoria.
  • Lavoro dipendente: se sei assunto a tempo pieno o part-time presso una struttura sanitaria pubblica o privata, non hai necessità di aprire la partita IVA per quella specifica attività. Se però vuoi gestire contemporaneamente pazienti privati in proprio, devi verificare eventuali clausole di incompatibilità nel tuo contratto di lavoro e aprire la partita IVA.

💡 Attenzione: il confine tra “occasionale” e “abituale” è valutato dall’Agenzia delle Entrate non solo in base ai compensi, ma anche alla frequenza e organizzazione delle prestazioni. In caso di dubbio, è sempre meglio aprire la partita IVA.

2. Il codice ATECO giusto per il logopedista {#ateco}

Il codice ATECO è il codice alfanumerico assegnato dall’ISTAT e utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per classificare le attività economiche. La scelta del codice corretto è fondamentale: da esso dipendono il coefficiente di redditività (e quindi le tasse), l’inquadramento previdenziale e altre implicazioni fiscali.

Per il logopedista libero professionista, il codice corretto è:

86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.

Questa classificazione include espressamente le prestazioni di logopedia erogate da professionisti sanitari abilitati in forma indipendente.

Nota importante: alcune fonti online riportano codici diversi (come 86.99.09 o varianti della classificazione ATECO). In caso di incertezza, ti raccomandiamo di verificare il codice direttamente con l’Agenzia delle Entrate o con un commercialista, poiché la classificazione ATECO viene aggiornata periodicamente. Il codice sbagliato può comportare problemi nell’inquadramento previdenziale e nel calcolo delle imposte.

Coefficiente di redditività nel regime forfettario

Al codice ATECO 86.90.29 è associato un coefficiente di redditività del 78%. Questo dato è cruciale: nel regime forfettario, il tuo reddito imponibile si calcola applicando questa percentuale al totale dei compensi incassati (al netto dei contributi previdenziali versati l’anno precedente).

3. Quale regime fiscale scegliere: forfettario vs ordinario {#regime}

La scelta del regime fiscale è uno dei momenti più importanti per chi apre una partita IVA logopedista. Esistono sostanzialmente tre opzioni:

Regime Forfettario

Il regime forfettario è la scelta più comune e, nella maggior parte dei casi, più conveniente per i logopedisti che avviano la libera professione. Ecco perché:

  • Imposta sostitutiva unica al 15% (oppure 5% per i primi 5 anni se si tratta di nuova attività e si rispettano i requisiti)
  • Nessun obbligo di registrazione IVA (le prestazioni sanitarie sono comunque esenti IVA in virtù dell’art. 10 DPR 633/72)
  • Esonero dalla dichiarazione IVA
  • Contabilità semplificata
  • Non si applicano studi di settore o ISA

Requisiti per il regime forfettario:

RequisitoDettaglio
Limite di fatturatoNon superare 85.000 euro di compensi nell’anno precedente
Uscita immediataSuperamento di 100.000 euro durante l’anno in corso
Redditi da lavoro dipendenteNon superiori a 30.000 euro lordi nell’anno precedente
PartecipazioniNon possedere quote di controllo in srl che svolgono attività simili
DipendentiSpese per collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi

Per approfondire i requisiti aggiornati, consulta la nostra guida al regime forfettario per partita IVA.

Regime Ordinario (o Semplificato)

Se superi i limiti di fatturato previsti per il forfettario, o se le tue spese reali sono elevate (attrezzature, affitto dello studio, collaboratori), il regime ordinario può risultare più vantaggioso. In questo caso:

  • Paghi l’IRPEF in base agli scaglioni progressivi (dal 23% al 43%)
  • Puoi dedurre le spese effettivamente sostenute
  • Sei soggetto agli adempimenti IVA standard (ma le prestazioni sanitarie rimangono esenti)

Per la maggior parte dei logopedisti che iniziano l’attività o che fatturano meno di 85.000 euro annui, il regime forfettario rappresenta la scelta ottimale. Scopri di più sui requisiti essenziali per aprire partita IVA.

4. Come calcolare le tasse in regime forfettario {#calcolo}

Vediamo nel dettaglio come funziona il calcolo delle imposte per una partita IVA logopedista in regime forfettario.

La formula base

Reddito imponibile = (Compensi incassati × 78%) − Contributi INPS versati l’anno precedente

Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (oppure × 5% per nuovi forfettari)

Esempio pratico — Anno 1 (aliquota agevolata 5%)

Supponiamo che una logopedista, Sara, abbia aperto la partita IVA per la prima volta e abbia incassato 25.000 euro nel suo primo anno di attività. Avendo aperto la partita IVA di recente, non ha contributi INPS da dedurre dell’anno precedente.

VoceCalcoloImporto
Compensi incassati25.000 €
Coefficiente di redditività× 78%19.500 €
Contributi INPS versati anno prec.− 0 € (primo anno)0 €
Reddito imponibile19.500 €
Imposta sostitutiva al 5%× 5%975 €
Contributi INPS Gestione Separata~26% × 19.500 €~5.070 €
Totale da versare (tasse + contributi)~6.045 €

Esempio pratico — Anno 6+ (aliquota ordinaria 15%)

La stessa logopedista, al sesto anno, incassa 40.000 euro e ha versato 8.000 euro di contributi INPS l’anno precedente.

VoceCalcoloImporto
Compensi incassati40.000 €
Coefficiente di redditività× 78%31.200 €
Contributi INPS versati anno prec.− 8.000 €−8.000 €
Reddito imponibile23.200 €
Imposta sostitutiva al 15%× 15%3.480 €
Contributi INPS Gestione Separata~26% × 31.200 €~8.112 €
Totale da versare (tasse + contributi)~11.592 €

📌 Nota: i contributi INPS si calcolano sulla base imponibile previdenziale (compensi × 78%), non sul reddito fiscale netto. L’aliquota esatta della Gestione Separata viene aggiornata annualmente dall’INPS; verifica sempre il valore vigente sul sito www.inps.it.

Per un calcolo personalizzato, visita il nostro strumento di calcolo tasse regime forfettario per partita IVA.

5. Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS {#previdenza}

Uno degli aspetti che sorprende di più chi apre la partita IVA logopedista è la gestione previdenziale. A differenza dei medici (ENPAM), dei farmacisti (ENPAF) o di altre categorie con casse previdenziali private, i logopedisti non dispongono di una cassa di previdenza autonoma.

Questo significa che il logopedista libero professionista è tenuto obbligatoriamente a iscriversi alla Gestione Separata INPS, il fondo pensionistico dell’INPS dedicato ai professionisti senza cassa e ai collaboratori.

Caratteristiche della Gestione Separata INPS

CaratteristicaDettaglio
Aliquota contributiva~26% della base imponibile previdenziale
Minimale contributivoNon previsto (si paga solo sul reddito effettivo)
Rivalsa sul pazientePossibile fino al 4% dell’onorario
Tutele incluseMalattia, maternità, invalidità, pensione
Scadenze versamentoCon la dichiarazione dei redditi (giugno + novembre)

Il grande vantaggio della Gestione Separata rispetto ad altre gestioni INPS (artigiani e commercianti) è l’assenza di contributi minimi fissi: se in un anno guadagni poco o nulla, non sei comunque obbligato a versare somme prestabilite. Questo è particolarmente utile nelle fasi di avvio dell’attività.

La rivalsa sul paziente

Come libero professionista sanitario iscritto alla Gestione Separata, puoi applicare in fattura una rivalsa del 4% del tuo compenso, che trasferisci formalmente al paziente. Questa quota è fiscalmente deducibile per chi riceve prestazioni per attività di impresa ed è comunque soggetta alle regole del Sistema Tessera Sanitaria.

⚠️ Attenzione alla differenza con EPAP: alcuni testi generici menzionano l’EPAP (Ente di Previdenza e Assistenza Pluricategoriale) in relazione alle professioni sanitarie. L’EPAP gestisce la previdenza di biologi, chimici, geologi, fisici, attuari e dottori agronomi, non dei logopedisti. Per i logopedisti, la gestione previdenziale è esclusivamente la Gestione Separata INPS.

6. Esenzione IVA per il logopedista (Articolo 10 DPR 633/72) {#iva}

Uno degli aspetti più importanti — e spesso mal compreso — della partita IVA logopedista riguarda il trattamento IVA delle prestazioni.

Il logopedista è una delle poche professioni che gode di una esenzione IVA strutturale, indipendentemente dal regime fiscale adottato. Questa esenzione è sancita dall’Art. 10, comma 1, n. 18) del DPR 633/1972, che esenta dall’IVA:

“le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’articolo 99 del TULS, o individuate con decreto del Ministro della sanità”

Il logopedista è espressamente riconosciuto come professione sanitaria dal Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n. 742, il che soddisfa il requisito soggettivo per l’applicazione dell’esenzione IVA.

I due requisiti per l’esenzione IVA

Per applicare correttamente l’esenzione, devono coesistere:

  1. Requisito soggettivo: il professionista deve essere abilitato all’esercizio di una professione sanitaria riconosciuta (nel caso del logopedista, l’abilitazione è confermata dal DM 742/1994 e dall’iscrizione all’Albo professionale)
  2. Requisito oggettivo: la prestazione deve avere finalità di diagnosi, cura o riabilitazione della persona (non attività didattiche, consulenze aziendali o formazione non a scopo terapeutico)

Cosa succede in pratica

Tutte le prestazioni riabilitative erogate ai pazienti dal logopedista abilitato — che si tratti di terapie per la balbuzie, la disfagia, l’afasia, la dislessia, la rieducazione vocale o qualsiasi altra patologia di competenza — beneficiano dell’esenzione IVA art. 10.

Le fatture non riportano l’aliquota IVA, ma la dicitura “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18), DPR 633/1972”.

E le attività non terapeutiche? Se il logopedista svolge anche attività di formazione (corsi per studenti o colleghi), supervisione professionale o consulenza non a scopo clinico, queste prestazioni potrebbero non rientrare nell’esenzione e richiedere l’applicazione dell’IVA ordinaria o di un diverso regime. In questi casi è fondamentale consultare un commercialista.

Per un approfondimento normativo sull’art. 10 del DPR 633/72, puoi consultare il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

7. Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria (STS) {#fatturazione}

Questo è uno dei punti più tecnici — e anche uno dei più fraintesi — per chi gestisce una partita IVA logopedista.

Il divieto di fattura elettronica tramite SDI per i pazienti persone fisiche

La normativa vigente prevede che i professionisti sanitari che emettono documenti fiscali relativi a prestazioni sanitarie detraibili verso persone fisiche (privati) non possano emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. Il motivo è che queste fatture transitano obbligatoriamente attraverso il Sistema Tessera Sanitaria (STS).

Il Sistema Tessera Sanitaria è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso cui i professionisti sanitari trasmettono i dati delle spese sanitarie dei pazienti, che poi vengono usati per:

  • Precompilare la dichiarazione dei redditi dei pazienti
  • Consentire la detrazione delle spese sanitarie nella misura del 19% (spese detraibili)

Il logopedista, in quanto professionista sanitario beneficiario iscritto all’elenco del Sistema Tessera Sanitaria, è tenuto obbligatoriamente all’invio dei dati delle spese sanitarie entro le scadenze previste (generalmente entro il 31 gennaio dell’anno successivo per le spese dell’anno precedente, o in modalità “in tempo reale” mensile).

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Riepilogo degli obblighi di fatturazione

Tipo di clienteModalità di fatturazione
Paziente privato (persona fisica)Documento cartaceo + invio dati tramite Sistema Tessera Sanitaria
Azienda / ente (B2B)Fattura elettronica tramite SDI (con esenzione IVA art. 10)
Struttura sanitaria (B2B)Fattura elettronica tramite SDI
Paziente che rinuncia alla detrazioneDocumento cartaceo (il paziente firma la rinuncia)

⚠️ Se il paziente rinuncia espressamente alla detrazione fiscale, il logopedista può emettere il documento fiscale in forma cartacea senza trasmettere i dati al STS, ma deve conservare la documentazione della rinuncia.

Registrazione al Sistema Tessera Sanitaria

Per accedere al STS come sanitario beneficiario, occorre registrarsi sul portale ufficiale Sistema Tessera Sanitaria con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). Dopo la registrazione, potrai inserire i dati delle spese sanitarie dei pazienti e scaricare i moduli di comunicazione.

Fatturazione elettronica nel regime forfettario

Se opti per il regime forfettario, sei comunque tenuto alla fatturazione elettronica per le prestazioni verso altri soggetti con partita IVA (B2B, B2G). Per i pazienti privati, invece, vale quanto detto sopra: Sistema Tessera Sanitaria al posto del SDI. Approfondisci il funzionamento della fattura elettronica per forfettari.

8. L’imposta di bollo sulle fatture esenti IVA {#bollo}

Le fatture emesse dal logopedista in esenzione IVA ex art. 10 sono soggette all’imposta di bollo di 2 euro per ciascuna fattura il cui importo superi i 77,47 euro.

Come si applica

  • Se la fattura (o ricevuta/parcella) ha un imponibile superiore a 77,47 euro, deve riportare l’imposta di bollo di 2 euro
  • La marca da bollo da 2 euro deve essere applicata sulla copia consegnata al cliente (paziente) oppure, per le fatture elettroniche, assolta in modo virtuale tramite il servizio dell’Agenzia delle Entrate
  • Per i documenti cartacei destinati ai pazienti privati (tramite STS), la marca da bollo fisica da 2 euro viene fisicamente applicata sulla copia originale

Chi paga il bollo?

Fiscalmente, l’onere dell’imposta di bollo è a carico del committente (il paziente), ma nella pratica è il logopedista a provvedere all’apposizione della marca e può richiedere il rimborso dei 2 euro al paziente o includerli nella parcella come voce separata.

Importo fatturaImposta di bollo
Fino a 77,47 €Non dovuta
Oltre 77,47 €2,00 €

9. Come aprire la partita IVA logopedista: procedura passo per passo {#apertura}

Aprire la partita IVA logopedista è un processo relativamente semplice che può essere completato in pochi giorni. Ecco tutti i passi da seguire.

Passo 1 — Verifica i prerequisiti professionali

Prima di procedere all’apertura della partita IVA, assicurati di:

  • Aver conseguito la laurea triennale in Logopedia (classe L/SNT2)
  • Aver superato l’esame di abilitazione professionale
  • Essere iscritto o in procinto di iscriverti all’Ordine professionale (TSRM e PSTRP) nel tuo territorio

Passo 2 — Scegli il regime fiscale

Come illustrato nelle sezioni precedenti, il regime forfettario è la scelta più comune e conveniente per chi inizia. Valuta con un commercialista se la tua situazione presenta particolarità che potrebbero rendere preferibile un altro regime.

Passo 3 — Compila il modello AA9/12

Per aprire la partita IVA, devi compilare il Modello AA9/12 (per persone fisiche) disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nel modulo dovrai indicare:

  • I dati anagrafici
  • Il codice ATECO (86.90.29)
  • Il regime fiscale scelto
  • La data di inizio attività
  • Il domicilio fiscale

Passo 4 — Invia il modello all’Agenzia delle Entrate

Puoi inviare il modello in tre modi:

  1. Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS)
  2. Fisicamente recandoti a uno sportello dell’Agenzia delle Entrate
  3. Tramite un intermediario abilitato (commercialista o CAF)

La partita IVA viene assegnata immediatamente se la richiesta viene inoltrata online, o entro pochi giorni se presentata allo sportello.

Passo 5 — Iscriviti alla Gestione Separata INPS

Entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS tramite il portale www.inps.it, nella sezione dedicata ai lavoratori autonomi.

Passo 6 — Registrati al Sistema Tessera Sanitaria

Accedi al portale STS per registrarti come sanitario beneficiario abilitato all’invio dei dati delle spese sanitarie.

Passo 7 — Attiva la PEC e prepara gli strumenti di lavoro

Per la gestione della partita IVA è fortemente consigliata (e in alcuni contesti obbligatoria) la Posta Elettronica Certificata (PEC). Scegli anche un software per la gestione delle fatture e la trasmissione dei dati al STS.

Costi di apertura della partita IVA

VoceCosto
Apertura partita IVA (fai da te)Gratuita
Apertura tramite commercialistaDa 0 € a 300 € circa
Commercialista (gestione annuale)Da 700 € a 1.500 € circa
Software di fatturazioneDa gratuito a ~200 €/anno
PEC~5-30 €/anno

10. Iscrizione all’Albo professionale e ordine TSRM-PSTRP {#albo}

Il logopedista è una professione sanitaria regolamentata in Italia. L’iscrizione all’Albo professionale è condizione necessaria per esercitare legalmente la professione — e, di conseguenza, per beneficiare dell’esenzione IVA prevista dall’art. 10 DPR 633/72.

L’ordine professionale di riferimento è l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie (TSRM e PSTRP), che dal 2018 ha incorporato le diverse professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, tra cui la logopedia.

In precedenza, la rappresentanza associativa dei logopedisti era affidata alla FLI – Federazione Logopedisti Italiani, che oggi continua a svolgere un ruolo di rappresentanza scientifica e di tutela professionale, distinto dall’Ordine.

Per informazioni aggiornate sull’iscrizione e sulle quote d’iscrizione, visita il sito ufficiale del Ministero della Salute.

11. Dichiarazione dei redditi e deduzioni ammesse {#dichiarazione}

La dichiarazione dei redditi è l’adempimento annuale attraverso cui la partita IVA logopedista rende conto dei compensi percepiti e calcola le imposte e i contributi da versare.

Regime forfettario

Nel regime forfettario, il modello da compilare è il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Non si presenta il modello 730, in quanto il regime forfettario prevede una tassazione separata attraverso l’imposta sostitutiva del 5% o 15%.

Deduzioni ammesse nel regime forfettario:

Nel forfettario, le spese reali non sono deducibili (viene applicato il forfait del 22% in quanto il coefficiente di redditività è 78%). L’unica deduzione ammessa è quella relativa ai contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS dell’anno precedente.

Regime ordinario

Nel regime ordinario, invece, il logopedista può dedurre le spese effettivamente sostenute per l’attività professionale:

  • Affitto dello studio
  • Attrezzature e strumenti diagnostici
  • Software professionale
  • Formazione e aggiornamento
  • Spese per il commercialista
  • Utenze dello studio (quota professionale)

Spese detraibili per i pazienti

Dal punto di vista del paziente, le spese sostenute per prestazioni logopediche rese da professionisti sanitari abilitati sono spese detraibili nella misura del 19% (con la franchigia di 129,11 euro). Questa detrazione è possibile proprio grazie al sistema di trasmissione dati tramite il Sistema Tessera Sanitaria, che precompila automaticamente la dichiarazione dei redditi del paziente.

12. Tabelle di riepilogo {#tabelle}

Riepilogo del profilo fiscale della partita IVA logopedista

ParametroValore
Codice ATECO86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.
Coefficiente di redditività78%
Regime fiscale consigliatoRegime forfettario (fino a 85.000 € di fatturato)
Imposta sostitutiva5% (primi 5 anni) / 15% (dal 6° anno)
Gestione previdenzialeGestione Separata INPS (~26% del reddito imponibile)
IVA sulle prestazioni sanitarieEsente – Art. 10, n. 18), DPR 633/1972
Fatturazione verso privatiDocumento cartaceo + invio dati Sistema Tessera Sanitaria
Fatturazione verso aziende/entiFattura elettronica tramite SDI
Imposta di bollo2 € per fatture superiori a 77,47 €
Dichiarazione dei redditiModello Redditi PF

Stima del carico fiscale per diversi livelli di fatturato (regime forfettario, dal 6° anno)

Fatturato annuoReddito imponibile (×78%)Imposta sostitutiva (15%)Contributi INPS (~26%)Totale da accantonare
20.000 €15.600 €2.340 €~4.056 €~6.396 € (32%)
35.000 €27.300 €4.095 €~7.098 €~11.193 € (32%)
50.000 €39.000 €5.850 €~10.140 €~15.990 € (32%)
70.000 €54.600 €8.190 €~14.196 €~22.386 € (32%)
85.000 €66.300 €9.945 €~17.238 €~27.183 € (32%)

📌 I valori sono approssimativi e non tengono conto della deduzione dei contributi INPS dell’anno precedente. Per un calcolo preciso, consulta la nostra guida al calcolo delle tasse per partita IVA o un commercialista.

FAQ – Domande Frequenti sulla Partita IVA Logopedista {#faq}

❓ È obbligatorio aprire la partita IVA se lavoro come logopedista solo per qualche ora a settimana?

Dipende dalla continuità e dal volume dei compensi. Se svolgi prestazioni in modo sporadico e non organizzato, e i tuoi compensi totali non superano i 5.000 euro annui lordi, potresti rientrare nella categoria delle prestazioni occasionali, senza obbligo di aprire la partita IVA. Superata questa soglia, oppure se la tua attività presenta caratteristiche di abitualità e organizzazione (orari ricorrenti, pazienti fidelizzati, studio attrezzato), l’apertura della partita IVA logopedista è obbligatoria.

❓ Qual è il codice ATECO corretto per il logopedista libero professionista?

Il codice ATECO più utilizzato e comunemente indicato per il logopedista libero professionista è il 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a., con un coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario. Prima di aprire la partita IVA, è comunque consigliabile verificare il codice aggiornato direttamente con l’Agenzia delle Entrate o attraverso un commercialista, poiché la classificazione ATECO può essere soggetta ad aggiornamenti.

❓ Le prestazioni logopediche sono sempre esenti IVA?

Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione della persona erogate da un logopedista abilitato e iscritto all’Albo professionale sono esenti IVA ai sensi dell’Art. 10, comma 1, n. 18) del DPR 633/1972. Questa esenzione si applica alle prestazioni cliniche e riabilitative. Attività diverse — come corsi di formazione per terzi non a scopo terapeutico, supervisione professionale, o consulenze aziendali — potrebbero non godere dell’esenzione e necessitare di un’analisi caso per caso.

❓ Il logopedista deve emettere fattura elettronica ai pazienti privati?

No. I logopedisti, in quanto professionisti sanitari beneficiari del Sistema Tessera Sanitaria, non emettono fattura elettronica tramite SDI per i pazienti persone fisiche. Il documento fiscale per i pazienti privati viene emesso in forma cartacea e i dati vengono trasmessi all’Amministrazione finanziaria attraverso il portale del Sistema Tessera Sanitaria (STS). La fattura elettronica tramite SDI si utilizza invece per le prestazioni verso aziende, enti o altre partite IVA.

❓ Cosa succede se il paziente rinuncia alla detrazione fiscale?

Se il paziente dichiara formalmente di non voler usufruire della detrazione per quella specifica spesa sanitaria, il logopedista non è obbligato a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Il documento fiscale viene comunque emesso in forma cartacea, ma non transitano i dati al STS. È fondamentale conservare la dichiarazione di rinuncia firmata dal paziente in caso di controlli fiscali.

❓ Qual è la cassa previdenziale del logopedista?

A differenza di molte altre professioni sanitarie (medici, farmacisti, psicologi, ingegneri), i logopedisti non hanno una cassa previdenziale privata autonoma. Il logopedista libero professionista è tenuto a iscriversi e versare i contributi pensionistici alla Gestione Separata INPS, con un’aliquota contributiva di circa il 26% del reddito imponibile. Non esiste un contributo minimo fisso: si paga solo in proporzione al reddito effettivamente prodotto.

❓ È possibile applicare la rivalsa INPS sulle fatture ai pazienti?

Sì. Il logopedista iscritto alla Gestione Separata INPS può applicare una rivalsa del 4% sull’imponibile in fattura, che viene addebitata formalmente al cliente/paziente. In questo modo, il logopedista può trasferire al paziente una quota del costo previdenziale. Questa rivalsa rientra nella base delle spese detraibili per il paziente. Tuttavia, è una facoltà e non un obbligo: molti professionisti preferiscono non applicarla per ragioni commerciali.

❓ Posso lavorare come dipendente e avere contemporaneamente la partita IVA logopedista?

In linea di principio sì, la normativa italiana consente di essere lavoratori dipendenti e titolari di partita IVA contemporaneamente. Tuttavia, ci sono alcune verifiche da fare:

  • Clausole di esclusiva nel contratto di lavoro dipendente
  • Regole di incompatibilità per i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che in molti casi non possono svolgere attività privata durante il rapporto di impiego
  • Limiti reddituali: se il reddito da lavoro dipendente supera i 30.000 euro lordi, non si può accedere al regime forfettario

Per approfondire, leggi la nostra guida su come funziona la partita IVA con il lavoro dipendente.

❓ Conviene aprire la partita IVA in regime forfettario o in regime ordinario per un logopedista?

Per la maggior parte dei logopedisti che iniziano la libera professione o che fatturano meno di 85.000 euro all’anno, il regime forfettario è quasi sempre più conveniente. I principali vantaggi sono: imposta sostitutiva unica (5% o 15%), gestione contabile semplificata, esonero dalla dichiarazione IVA. Il regime ordinario può diventare preferibile quando le spese reali sono molto elevate (affitto, attrezzature costose, personale) o quando il fatturato supera la soglia dei 85.000 euro. La scelta definitiva va sempre operata con l’assistenza di un commercialista, sulla base della propria situazione specifica.

❓ Come funziona la dichiarazione dei redditi per la partita IVA logopedista in regime forfettario?

Nel regime forfettario, il logopedista compila il Modello Redditi Persone Fisiche (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate), quadro LM. Non si utilizza il modello 730. L’imposta sostitutiva (5% o 15%) si calcola sul reddito imponibile forfettario, e le scadenze di versamento sono:

  • Saldo + 1° acconto: giugno (con possibilità di pagare a luglio con maggiorazione dello 0,40%)
  • 2° acconto: novembre

I contributi INPS alla Gestione Separata si versano in sede di dichiarazione dei redditi con le stesse scadenze (giugno e novembre), tramite modello F24.

❓ Il limite di 85.000 euro per il regime forfettario vale anche per il logopedista?

Sì, il limite di fatturato di 85.000 euro annui è lo stesso per tutte le partite IVA in regime forfettario, indipendentemente dalla professione svolta. Se nel corso dell’anno si supera la soglia dei 100.000 euro, si fuoriesce immediatamente dal regime e si applica l’IVA fin da subito su tutte le operazioni dell’anno. Se invece si superano i soli 85.000 euro (ma non i 100.000), si continua nel forfettario per l’anno in corso, ma si fuoriesce dall’anno successivo. Consulta il nostro approfondimento sui limiti del regime forfettario 2026.

Conclusioni {#conclusioni}

Gestire una partita IVA logopedista richiede una comprensione precisa di almeno quattro aree chiave: il corretto codice ATECO, il regime fiscale più adatto, gli obblighi previdenziali alla Gestione Separata INPS, e le regole specifiche sulla fatturazione — in particolare il funzionamento del Sistema Tessera Sanitaria e l’esenzione IVA ex art. 10 DPR 633/72.

Il quadro normativo non è semplice, ma una volta compresi i meccanismi di fondo, tutto diventa più gestibile. I punti chiave da ricordare:

  • Codice ATECO: 86.90.29, coefficiente di redditività 78%
  • Regime forfettario: la scelta migliore per chi non supera 85.000 € di fatturato; aliquota 5% (nuovi forfettari) o 15%
  • Gestione Separata INPS: unica opzione previdenziale per i logopedisti, nessun contributo minimo fisso
  • Esenzione IVA: garantita dall’art. 10 DPR 633/72 per le prestazioni riabilitative
  • Sistema Tessera Sanitaria: obbligatorio per l’invio dei dati delle spese sanitarie dei pazienti privati
  • Imposta di bollo: 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro
  • Iscrizione all’Albo: condizione necessaria per l’esenzione IVA e per esercitare legalmente

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Fonti e riferimenti ufficiali


Questo articolo è aggiornato secondo la normativa in vigore e le prassi dell’Agenzia delle Entrate. Per situazioni individuali, si raccomanda sempre la consulenza di un professionista abilitato.

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