ISCRO 2026: Cosa Cambia Con L'Obbligo Di Formazione Per Le Partite IVA

ISCRO 2026: Cosa Cambia Con L’Obbligo Di Formazione Per Le Partite IVA

🔒  Questo articolo contiene link in affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito.

Il 2026 porta una novità che i titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata aspettavano da tempo: nei primi giorni di settembre i ministri del Lavoro, Marina Calderone, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, hanno firmato il decreto che rende operativo l’obbligo di partecipazione ai corsi di aggiornamento professionale per chi percepisce l’ISCRO. La norma esisteva già da anni sulla carta, ma senza il decreto attuativo restava lettera morta.

Se lavori con partita IVA e sei iscritto alla Gestione Separata, ecco cosa sapere prima della scadenza di domanda del 31 ottobre.

Cos’è l’ISCRO

ISCRO sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. È, in pratica, una forma di sostegno al reddito pensata per chi ha partita IVA ed è iscritto alla Gestione Separata INPS, cioè i professionisti senza una cassa previdenziale di categoria (niente Inarcassa, niente Cassa Forense, per intenderci).

È nata come misura sperimentale con la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020, commi 386-400) per il triennio 2021-2023. Dal 1° gennaio 2024 la Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, commi 142-155) l’ha resa strutturale, e la Circolare INPS n. 84/2024 ha fornito le istruzioni operative che valgono ancora oggi.

Chi può fare domanda

Per accedere all’ISCRO servono più requisiti insieme, non uno a scelta:

  • essere iscritto alla Gestione Separata ed esercitare lavoro autonomo come attività abituale
  • avere la partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda
  • essere in regola con i contributi previdenziali obbligatori
  • non essere titolare di pensione diretta né assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie
  • non essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione
  • aver dichiarato, nell’anno precedente alla domanda, un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni precedenti a quello di riferimento

Per il 2026 la soglia di reddito di riferimento è fissata a 12.749,18 euro, secondo la Circolare INPS n. 4/2026. Se il tuo reddito dell’anno prima della domanda supera quella cifra, l’accesso decade a prescindere dal resto.

Un dettaglio che sfugge spesso: chi ha già ricevuto l’ISCRO per un dato anno non può richiederla di nuovo per l’anno successivo. Va valutata caso per caso in base allo storico delle domande già presentate.

Apri la tua Partita IVA senza pensieri
Gestisci la tua Partita IVA con flextax.it da 366€

Niente burocrazia, niente perdite di tempo. Flextax gestisce tutta la procedura per te, da 366€ IVA inclusa

Apri la Partita IVA con Flextax →
★ 4,7 su 5 su Trustpilot

Gestisci la tua Partita IVA senza stress

Fatture, scadenze fiscali e dichiarazioni IVA in un unico pannello — con esperti fiscali dedicati sempre disponibili. Smetti di perdere tempo con la burocrazia e concentrati sul tuo lavoro.

Scopri Xolo →

✓  Usato da migliaia di freelance e professionisti in Italia

Quanto vale l’indennità

L’importo mensile corrisponde al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti a quello di riferimento per la domanda. Per il 2026, sulla base della Circolare INPS n. 25/2025, la cifra non può scendere sotto i 255,53 euro né superare gli 817,69 euro al mese. L’indennità viene erogata per sei mensilità, a partire dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

Chi lavora in regime forfettario può fare domanda alle stesse condizioni: il regime fiscale scelto non esclude di per sé l’accesso all’ISCRO.

Come e quando presentare domanda

La domanda va inviata esclusivamente in via telematica sul sito INPS, entro il 31 ottobre di ogni anno di fruizione. Per il 2026 il servizio è attivo dal 15 giugno, come comunicato dall’INPS con il messaggio n. 1987/2026.

Il percorso da seguire sul portale INPS è: sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, raggiungibile cercando direttamente il nome del servizio oppure seguendo “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Vedi tutti” nella sezione Strumenti > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Dopo l’autenticazione con SPID, CIE o CNS, si seleziona la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”.

In alternativa, si può fare domanda tramite il Contact Center INPS, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o il numero 06 164164 da rete mobile, a pagamento secondo la tariffa del proprio operatore.

Nella domanda vanno autocertificati i redditi degli anni rilevanti: se hai già i dati del tuo calcolo INPS come partita IVA sottomano, la compilazione richiede pochi minuti.

La novità del 2026: i corsi di formazione obbligatori

Fin dall’introduzione dell’ISCRO, la legge prevedeva che i beneficiari partecipassero a percorsi di aggiornamento professionale come condizione per continuare a percepire l’indennità. Il problema è che, per mancanza del decreto attuativo, questa parte della norma non era mai stata applicata davvero. Un primo tentativo, nel 2022, aveva fissato tempi e modalità dei corsi senza però introdurre obblighi o sanzioni concrete in caso di mancata partecipazione.

Il decreto firmato nei primi giorni di settembre 2026 dai ministri Calderone e Giorgetti cambia le cose: automatizza la gestione della formazione per gli iscritti alla Gestione Separata attraverso la piattaforma digitale SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa. In pratica, chi riceve l’ISCRO viene ora inserito in un percorso di aggiornamento delle competenze tramite questo sistema, e la partecipazione diventa parte integrante della prestazione, non più un adempimento facoltativo lasciato all’iniziativa del beneficiario.

Per chi vive di partita IVA e magari sta già valutando altre agevolazioni per partite IVA, è un cambiamento da monitorare: la formazione obbligatoria potrebbe diventare un requisito di fatto, non solo di principio, per le prossime finestre di domanda.

Tassazione e compatibilità con altre prestazioni

L’ISCRO concorre alla formazione del reddito complessivo e su di essa viene applicata una ritenuta d’acconto del 20%, tranne per chi opera in regime forfettario, per cui la ritenuta non si applica.

L’indennità non è compatibile con pensione diretta, NASpI, DIS-COLL, ALAS e Assegno di Inclusione: chi percepisce uno di questi sostegni non può accedere anche all’ISCRO. È invece compatibile con l’assegno ordinario di invalidità. Se stai confrontando l’ISCRO con altri strumenti simili, può essere utile dare un’occhiata anche a come funzionano NASpI e partita IVA o alla disoccupazione per chi ha partita IVA forfettaria, per capire quale misura si adatta meglio alla tua situazione.

Domande frequenti

Chi può richiedere l’ISCRO nel 2026? I titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata, con almeno tre anni di attività, un calo di reddito rispetto alla media dei due anni precedenti e nessuna pensione diretta o altra copertura previdenziale obbligatoria in corso.

Quanto si riceve con l’ISCRO? Tra 255,53 e 817,69 euro al mese per il 2026, per sei mensilità, calcolati come il 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti a quello di riferimento.

Bisogna pagare le tasse sull’ISCRO? Sì, con una ritenuta d’acconto del 20%, a meno che tu non sia in regime forfettario, nel qual caso la ritenuta non viene applicata.

L’ISCRO è compatibile con la NASpI? No. Le due prestazioni sono incompatibili tra loro, così come lo è l’ISCRO con DIS-COLL, ALAS, pensione diretta e Assegno di Inclusione.

Cosa succede se non partecipo ai corsi di formazione? Con il decreto firmato a settembre 2026, la partecipazione ai percorsi formativi tramite la piattaforma SIISL diventa parte integrante della gestione della prestazione. I dettagli operativi su eventuali conseguenze per la mancata partecipazione sono ancora in fase di definizione da parte dell’INPS, quindi conviene seguire gli aggiornamenti ufficiali prima di ignorare le comunicazioni ricevute.

Quando scade la domanda ISCRO 2026? Il 31 ottobre 2026. Il servizio online è attivo dal 15 giugno 2026.

Cosa fare prima del 31 ottobre

L’ISCRO resta uno degli strumenti più concreti a disposizione di chi ha partita IVA e attraversa un calo di reddito, ma il 2026 introduce un elemento nuovo: la formazione non è più solo una raccomandazione sulla carta. Se stai valutando la domanda per quest’anno, vale la pena controllare fin da subito i requisiti di reddito e tenere d’occhio le comunicazioni INPS sulla piattaforma SIISL, perché è lì che passeranno le prossime istruzioni operative sui corsi.


Fonti:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *