Partita IVA Dietista: Guida a Tutto Ciò Che Devi Sapere

Partita IVA Dietista: Guida a Tutto Ciò Che Devi Sapere 

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Se sei un dietista o un biologo nutrizionista e stai per avviare la libera professione, la Partita IVA dietista è il punto di partenza imprescindibile. Aprirla è più semplice di quanto pensi, ma gestirla correttamente richiede di conoscere le regole giuste: codice ATECO, regime fiscale, esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie, contributi previdenziali, fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria. In questa guida trovi tutto ciò che serve, aggiornato con le normative vigenti e supportato da dati ufficiali — senza tecnicismi inutili, con esempi pratici e tabelle per una comprensione immediata.

1. Dietista, Biologo Nutrizionista o Nutrizionista: chi è chi? {#figure-professionali}

Prima di parlare di Partita IVA dietista, è fondamentale chiarire le differenze tra le figure professionali che operano nell’ambito della nutrizione in Italia. La confusione è molto diffusa, ma ha conseguenze concrete su albo di appartenenza, cassa previdenziale e codice ATECO.

Figura professionaleTitolo di studioAlbo/OrdineCassa previdenziale
DietistaLaurea triennale in Dietistica (L/SNT3)FNO TSRM e PSTRPGestione Separata INPS
Biologo NutrizionistaLaurea magistrale in Biologia + Esame di StatoOrdine Nazionale dei Biologi (ONB)ENPAB
Medico NutrizionistaLaurea in Medicina + SpecializzazioneOrdine dei Medici (OMCeO)ENPAM
Nutrizionista (generico)Termine non regolamentatoVariabile

Il dietista è una professione sanitaria regolamentata dalla Legge n. 42/1999. Elabora e attua piani dietetici su prescrizione medica, svolge attività di educazione alimentare e opera in ambiti come la ristorazione collettiva, gli ospedali e gli ambulatori. Si iscrive alla FNO TSRM e PSTRP.

Il biologo nutrizionista è un biologo (laurea magistrale) che ha superato l’esame di Stato ed è iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Può elaborare piani alimentari personalizzati, ma non può fare diagnosi né prescrivere farmaci. Si iscrive all’Ordine Nazionale dei Biologi e all’ENPAB per la previdenza.

2. Quando è obbligatoria la Partita IVA dietista? {#quando-obbligatoria}

La Partita IVA dietista è obbligatoria ogni volta che l’attività professionale supera la soglia della prestazione occasionale, oppure quando si svolge in modo continuativo e abituale.

Puoi operare senza Partita IVA solo se:

  • Le prestazioni sono davvero occasionali (non sistematiche)
  • Il compenso annuo complessivo non supera € 5.000 lordi

Superata questa soglia, anche una sola settimana di attività continuativa giustifica l’apertura della Partita IVA. Lavorare senza di essa in modo sistematico espone a sanzioni dall’Agenzia delle Entrate e all’obbligo di versamento retroattivo di imposte e contributi.

Se collabori con palestre, farmacie, centri medici o studi professionali, nella maggior parte dei casi ti sarà richiesta la Partita IVA fin dal primo giorno. È bene non rischiare.

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3. Requisiti per esercitare: albo e abilitazione {#requisiti}

Prima di aprire la Partita IVA dietista devi verificare di avere i requisiti legali per esercitare la professione in Italia.

Per il dietista:

  • Laurea triennale in Dietistica (classe L/SNT3)
  • Iscrizione alla FNO TSRM e PSTRP (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione)
  • La laurea ha valore abilitante, quindi non è richiesto un esame di Stato separato

Per il biologo nutrizionista:

  • Laurea magistrale in Biologia o Scienze Biologiche
  • Superamento dell’Esame di Stato per l’abilitazione professionale
  • Iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (sezione A, per la magistrale)
  • Iscrizione obbligatoria all’ENPAB entro 30 giorni dall’avvio dell’attività professionale autonoma

Attenzione: esercitare senza iscrizione all’albo competente configura il reato di esercizio abusivo di professione (Art. 348 c.p.) e comporta l’impossibilità di applicare l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie.

4. Codice ATECO per il dietista e il biologo nutrizionista {#codice-ateco}

Il codice ATECO identifica l’attività economica che svolgi e ha un’importanza strategica: determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, la cassa previdenziale di appartenenza e la classificazione fiscale della tua attività.

Codice ATECODescrizioneUtilizzato daCoefficiente di redditività
86.90.29Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.Dietisti78%
72.11.00Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologieBiologi Nutrizionisti78%

Il coefficiente di redditività del 78% significa che nel regime forfettario pagherai le tasse solo sull’78% dei tuoi incassi lordi. Il restante 22% è considerato forfettariamente come costo dell’attività.

Nota importante: il codice ATECO va scelto con attenzione in base alla tua qualifica effettiva. Un errore nella selezione può comportare problemi in sede di dichiarazione dei redditi o di verifica dell’Agenzia delle Entrate. In caso di dubbio, rivolgiti a un commercialista.

Per approfondire il legame tra codice ATECO, regime fiscale e calcolo delle imposte, consulta la nostra guida su tasse e Partita IVA: forfettario, INPS e ATECO.

5. Come aprire la Partita IVA: procedura passo per passo {#come-aprire}

Aprire la Partita IVA dietista è gratuito e, nella maggior parte dei casi, immediato. Ecco la procedura ufficiale.

Passo 1 — Presentazione del Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate

Il modulo per l’apertura della Partita IVA da persona fisica (libero professionista) è il Modello AA9/12, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Puoi presentarlo:

  • Online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE o CNS)
  • Di persona allo sportello di un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • Tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF)

Devi compilare: dati anagrafici, codice ATECO, regime fiscale prescelto, data di inizio attività.

Passo 2 — Iscrizione all’albo professionale

  • Dietisti: iscriviti alla FNO TSRM e PSTRP del tuo ordine locale
  • Biologi Nutrizionisti: iscriviti all’Ordine Nazionale dei Biologi e poi all’ENPAB entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma

Passo 3 — PEC e firma digitale

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è obbligatoria per i professionisti con Partita IVA. Serve per comunicazioni ufficiali con enti pubblici e per le fatture elettroniche.

Passo 4 — Attivazione della fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024, la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i forfettari. Tuttavia, per le prestazioni sanitarie a privati, valgono regole speciali (le approfondiremo al paragrafo 8).

Riepilogo: checklist di apertura

AdempimentoChiScadenza
Modello AA9/12 all’AdETuttiPrima di iniziare l’attività
Iscrizione FNO TSRM e PSTRPSolo dietistiPrima di esercitare
Iscrizione Ordine dei BiologiSolo biologi nutrizionistiPrima di esercitare
Iscrizione ENPABSolo biologi nutrizionistiEntro 30 giorni dall’inizio attività autonoma
Attivazione PECTuttiContestualmente all’apertura
Software fatturazione elettronicaTuttiPrima della prima fattura

6. Quale regime fiscale scegliere: Forfettario o Ordinario? {#regime-fiscale}

La scelta del regime fiscale è la decisione più impattante per la tua Partita IVA dietista. In Italia esistono due opzioni principali.

Il Regime Forfettario (consigliato nella maggior parte dei casi)

Il Regime Forfettario è il regime agevolato introdotto dalla Legge n. 190/2014 e successive modifiche. È accessibile se:

  • Il fatturato dell’anno precedente non supera € 85.000
  • Non si possiede più del 50% delle quote di una S.r.l. nella stessa attività
  • Il reddito da lavoro dipendente o pensione non supera € 35.000 nell’anno precedente
  • Non ci sono spese per collaboratori superiori a € 20.000 lordi l’anno

Vantaggi principali:

  • Imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per i primi 5 anni di attività, se non si è esercitato nei 3 anni precedenti)
  • Nessun obbligo di applicare e versare l’IVA al Fisco (ma attenzione: le prestazioni sanitarie sono comunque esenti IVA anche in regime ordinario)
  • Contabilità semplificata
  • Esonero da IRAP e addizionali comunali/regionali

Se superi € 100.000 di compensi nell’anno in corso, esci immediatamente dal forfettario a partire dall’anno stesso (non dall’anno successivo).

Il Regime Ordinario

Nel Regime Ordinario paghi l’IRPEF con le aliquote progressive per scaglioni di reddito (dal 23% al 43%) sul reddito netto effettivo (compensi meno costi reali sostenuti). Puoi dedurre tutte le spese effettivamente documentate. È obbligatorio se superi il limite di € 85.000 o se non rientri nei requisiti del forfettario.

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Aliquota imposta5% o 15% (flat tax)23%–43% (IRPEF progressiva)
Reddito imponibileCompensi × 78% – contributiCompensi – costi reali – contributi
IVA da applicareNo (non si addebita)Sì (ma esente se prestazione sanitaria)
Deducibilità costiForfettaria (22% implicita)Costi reali documentati
Limite ricavi€ 85.000 / annoNessun limite
Complessità gestioneBassaAlta

Per un confronto dettagliato e il calcolo delle tasse in regime forfettario, leggi la nostra guida al calcolo tasse in regime forfettario per Partita IVA.

7. IVA sulle prestazioni sanitarie: l’esenzione Art. 10 {#iva-esenzione}

Uno degli aspetti più specifici della Partita IVA dietista è il trattamento IVA delle prestazioni erogate. La regola di base è chiara:

Le prestazioni sanitarie erogate da dietisti e biologi nutrizionisti iscritti al rispettivo albo sono esenti da IVA ai sensi dell’Art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972.

Questo significa che sulle fatture per consulenze nutrizionali, elaborazione di piani alimentari personalizzati, visite dietetiche e attività di educazione alimentare non si applica alcuna aliquota IVA — né in regime forfettario né in regime ordinario.

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Fatture in regime forfettario

In regime forfettario, la fattura non riporta l’IVA per due motivi cumulativi:

  1. Il professionista forfettario non addebita IVA ai sensi dell’Art. 1, comma 54-89, Legge 190/2014
  2. La prestazione sanitaria è comunque esente IVA ex Art. 10

La dicitura corretta in fattura è: “Operazione esente IVA ai sensi dell’Art. 10, DPR 633/72 — Regime Forfettario (Art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)”.

Fatture in regime ordinario

In regime ordinario, l’esenzione IVA rimane per le prestazioni sanitarie. La dicitura corretta è: “Operazione esente IVA ai sensi dell’Art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972” — con natura IVA codice N1 nel tracciato XML della fattura elettronica.

Prestazioni NON esenti da IVA

Non tutte le attività di un dietista o biologo nutrizionista beneficiano dell’esenzione. Sono soggette all’IVA ordinaria (22%):

  • Consulenze a palestre, centri benessere o aziende di natura non sanitaria
  • Corsi di formazione a professionisti del settore
  • Attività editoriale, relazioni a convegni
  • Vendita di libri, prodotti o integratori

Queste prestazioni richiedono l’emissione di fattura elettronica ordinaria tramite SDI.

Per approfondire il meccanismo delle fatture senza IVA, leggi la nostra guida su fattura senza IVA: esenzioni ed esclusioni.

8. Fatturazione, marca da bollo e Sistema Tessera Sanitaria {#fatturazione}

La gestione documentale è uno degli aspetti più delicati della Partita IVA dietista. Esistono regole speciali per chi eroga prestazioni sanitarie.

Fatturazione elettronica e prestazioni sanitarie a privati

Dal 1° gennaio 2024, la fattura elettronica tramite SDI è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA. Tuttavia, per le prestazioni sanitarie erogate a persone fisiche (privati cittadini), vige un’eccezione importante:

  • I soggetti obbligati alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) — tra cui dietisti e biologi nutrizionisti — non emettono fattura elettronica per queste prestazioni, ma inviano i dati direttamente al Sistema TS.
  • Per le prestazioni verso aziende, enti pubblici o soggetti con Partita IVA, resta l’obbligo di fattura elettronica tramite SDI.

Il Sistema Tessera Sanitaria (STS)

Il Sistema Tessera Sanitaria (gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) raccoglie i dati delle spese sanitarie dei cittadini per alimentare il 730 precompilato. Sono obbligati all’invio:

  • Gli iscritti all’Albo dei Biologi (inclusi i biologi nutrizionisti)
  • Gli iscritti all’Albo della professione sanitaria di dietista

I dati delle fatture/ricevute sanitarie incassate vanno trasmessi con cadenza semestrale:

PeriodoScadenza invio
1° semestre (gennaio–giugno)30 settembre dello stesso anno
2° semestre (luglio–dicembre)31 gennaio dell’anno successivo

La trasmissione avviene tramite il portale Sistema Tessera Sanitaria, accedendo con SPID o credenziali rilasciate dal sistema.

Consenso del paziente: il professionista è obbligato a inviare i dati al STS, ma il paziente può esercitare il diritto di opposizione. In caso di opposizione, i dati non vengono trasmessi, ma la ricevuta/fattura va comunque emessa e conservata.

La marca da bollo da € 2,00

Sulle fatture/ricevute per prestazioni sanitarie esenti IVA, si applica la marca da bollo da € 2,00 ogni volta che l’importo supera € 77,47. La marca da bollo è a carico del cliente, ma è il professionista a doverla applicare e contabilizzare. Nel caso della fattura elettronica (verso aziende), il bollo virtuale viene gestito telematicamente.

9. Contributi previdenziali: ENPAB vs Gestione Separata INPS {#contributi}

I contributi previdenziali rappresentano una voce di costo significativa per la Partita IVA dietista. Il sistema varia radicalmente a seconda della figura professionale.

Dietisti → Gestione Separata INPS

I dietisti non dispongono di una cassa previdenziale dedicata e sono obbligati a iscriversi alla Gestione Separata INPS.

ParametroValore
Aliquota contributiva~26,07% del reddito imponibile
Contributo minimoNon previsto (si paga proporzionalmente al reddito)
Contributo integrativoNon applicabile (nessuna maggiorazione in fattura)
VersamentoSaldo e acconto con F24, in scadenza con la dichiarazione dei redditi

La Gestione Separata garantisce copertura pensionistica, indennità di maternità/paternità, indennità di malattia e assegno per disoccupazione (DIS-COLL).

Risparmio possibile: i forfettari iscritti alla Gestione Separata possono richiedere una riduzione contributiva del 35% (art. 1, c. 77, Legge 92/2012), ma questo riduce proporzionalmente la futura pensione. È una scelta da valutare attentamente.

Biologi Nutrizionisti → ENPAB

I biologi nutrizionisti liberi professionisti sono obbligati all’iscrizione all’ENPAB — Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi (www.enpab.it).

La struttura contributiva ENPAB prevede tre tipologie:

Tipo contributoAliquota/ImportoModalità
Soggettivo15% del reddito netto autonomo (fino al 36% su base volontaria)Dichiarazione annuale, scadenze ottobre-dicembre
Integrativo4% del volume d’affari (compensi fatturati)Addebitato in fattura al cliente
Maternità€ 103,29 annui (forfettario)Versamento annuale

Contributi minimi soggettivi ENPAB (valori indicativi, da verificare annualmente su enpab.it):

SituazioneContributo minimo soggettivo
Iscrizione standard€ 1.126
Con reddito < € 5.130 o con lavoro dipendente€ 535
Under 30, prima iscrizione (riduzione 50% dal 2025)~ € 563

Scadenze ENPAB: i contributi minimi vanno versati entro il 30 aprile e il 30 giugno di ogni anno. Il conguaglio sui redditi dell’anno precedente va versato entro il 31 ottobre (in unica soluzione) o in rate entro le scadenze indicate dal software dell’ente.

I contributi soggettivi ENPAB sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF, sia in regime ordinario che forfettario.

10. Calcolo delle tasse: esempi pratici con tabelle {#calcolo-tasse}

Comprendere quante tasse paga una Partita IVA dietista è più semplice con degli esempi numerici concreti. Ipotizziamo tre scenari tipici in regime forfettario.

Esempio A — Dietista, primo anno, regime forfettario 5%

VoceCalcoloImporto
Compensi incassati€ 25.000
Reddito imponibile (× 78%)25.000 × 0,78€ 19.500
Contributi INPS Gestione Separata (26,07%)19.500 × 0,2607≈ € 5.084
Base imponibile fiscale19.500 – 5.084€ 14.416
Imposta sostitutiva (5%)14.416 × 0,05€ 721
Totale tasse + contributi€ 5.805
Netto stimato€ 19.195

Esempio B — Dietista, regime forfettario 15%

VoceCalcoloImporto
Compensi incassati€ 40.000
Reddito imponibile (× 78%)40.000 × 0,78€ 31.200
Contributi INPS Gestione Separata (26,07%)31.200 × 0,2607≈ € 8.134
Base imponibile fiscale31.200 – 8.134€ 23.066
Imposta sostitutiva (15%)23.066 × 0,15€ 3.460
Totale tasse + contributi€ 11.594
Netto stimato€ 28.406

Esempio C — Biologo Nutrizionista, regime forfettario 15%

VoceCalcoloImporto
Compensi incassati€ 45.000
Reddito imponibile (× 78%)45.000 × 0,78€ 35.100
Contributo soggettivo ENPAB (15%)35.100 × 0,15≈ € 5.265
Base imponibile fiscale35.100 – 5.265€ 29.835
Imposta sostitutiva (15%)29.835 × 0,15€ 4.475
Contributo integrativo ENPAB (4% su compensi)45.000 × 0,04€ 1.800 (a carico cliente)
Contributo maternitàforfettario€ 103
Totale tasse + contributi (a carico del professionista)€ 9.843
Netto stimato€ 35.157

I calcoli sono indicativi. Le aliquote INPS e i minimi ENPAB vengono aggiornati ogni anno. Consulta sempre il tuo commercialista per un calcolo preciso.

Per un simulatore interattivo del regime forfettario, scopri la nostra guida per aprire la Partita IVA in regime forfettario.

11. Costi di avvio e gestione dello studio {#costi}

La Partita IVA dietista comporta costi fissi e variabili da pianificare fin dall’inizio. Ecco una panoramica realistica.

Costi di avvio (una tantum)

VoceCosto indicativo
Apertura Partita IVA (AdE)Gratuita
Iscrizione ordine professionale (quota annuale)€ 100–250
Iscrizione ENPAB (prima iscrizione)Gratuita (obblighi contributivi dal 1° anno)
PEC (prima annualità)€ 5–30
Arredamento e attrezzatura studio€ 3.000–10.000
Strumentazione (bilancia, plicometro, bioimpedenziometro)€ 500–3.000
Software gestionale / fatturazione€ 0–200 (alcuni gratuiti)

Costi ricorrenti annuali

VoceCosto indicativo
Quota ordine professionale€ 100–250
Assicurazione RC professionale€ 150–400
Software fatturazione / gestione pazienti€ 100–400
Formazione ECM obbligatoria€ 200–600
Commercialista o consulente fiscale€ 500–1.500
Affitto studio (se esterno)€ 4.800–9.600

Molti dietisti agli inizi lavorano in spazi in affitto orario (condivisione con altri professionisti sanitari), riducendo drasticamente i costi fissi.

12. Tariffe medie e reddito atteso {#tariffe}

Le tariffe per le prestazioni di un dietista o biologo nutrizionista libero professionista variano molto in base alla città, all’esperienza e alla tipologia di servizio.

Tipologia di prestazioneTariffa media
Prima visita nutrizionale (60–90 min)€ 80–150
Visita di controllo (30–45 min)€ 50–80
Piano alimentare personalizzato€ 100–200
Consulenza nutrizionale online€ 50–100
Pacchetto follow-up mensile€ 300–600
Analisi composizione corporea€ 40–80
Consulenza per aziende / ristorazione collettiva€ 80–150/ora

Un dietista o biologo nutrizionista con una clientela consolidata di 8–12 pazienti a settimana può raggiungere un fatturato annuo tra € 25.000 e € 50.000 — ampiamente entro il limite del regime forfettario.

FAQ: le domande più frequenti sulla Partita IVA dietista {#faq}

Domanda 1: Quanto costa aprire la Partita IVA da dietista?

L’apertura della Partita IVA è completamente gratuita: basta compilare il Modello AA9/12 e presentarlo all’Agenzia delle Entrate online (tramite il portale agenziaentrate.gov.it) o allo sportello. I costi sono legati agli adempimenti successivi: iscrizione all’ordine professionale, PEC, eventuale consulenza di un commercialista.

Domanda 2: Il dietista deve applicare l’IVA sulle sue prestazioni?

No. Le prestazioni sanitarie (consulenze nutrizionali, elaborazione di piani alimentari, visite dietetiche) erogate da un dietista iscritto all’albo sono esenti da IVA ai sensi dell’Art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972. Questo vale sia in regime forfettario che in regime ordinario. Alcune attività accessorie (corsi, consulenze non sanitarie, formazione a terzi) possono invece essere soggette all’IVA ordinaria al 22%.

Domanda 3: Il dietista deve emettere fattura elettronica?

Per le prestazioni sanitarie a privati, il dietista iscritto all’albo NON emette fattura elettronica tramite SDI, ma trasmette i dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria (STS) con cadenza semestrale. Per le prestazioni verso aziende, enti pubblici o soggetti con Partita IVA, la fattura elettronica tramite SDI è obbligatoria.

Domanda 4: Qual è il codice ATECO corretto per un dietista?

Il codice ATECO corretto per il dietista è 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. Il codice ATECO 72.11.00 è invece utilizzato dal biologo nutrizionista. Entrambi i codici prevedono un coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario.

Domanda 5: Il dietista deve iscriversi all’ENPAB?

No. L’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) è riservato ai biologi nutrizionisti iscritti all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il dietista non ha una cassa previdenziale dedicata e deve iscriversi alla Gestione Separata INPS, versando un’aliquota contributiva di circa il 26,07% del reddito imponibile.

Domanda 6: Posso usufruire dell’aliquota al 5% all’apertura della Partita IVA?

Sì, a condizione che:

  1. Non si abbia esercitato nei 3 anni precedenti un’attività d’impresa, artistica o professionale
  2. L’attività non sia la prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, i cui ricavi/compensi nell’anno precedente abbiano superato € 85.000
  3. Si rispettino tutti gli altri requisiti di accesso al regime forfettario

Se queste condizioni sono soddisfatte, l’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.

Domanda 7: Cosa succede se supero i 85.000 euro di compensi?

Se superi la soglia di € 85.000 nell’anno in corso, esci dal regime forfettario dall’anno successivo e passi al regime ordinario. Se superi i € 100.000 nell’anno in corso, l’uscita è immediata: dal momento del superamento del limite sei già fuori dal forfettario e devi addebitare l’IVA (ma ricorda: le prestazioni sanitarie restano esenti IVA anche in regime ordinario).

Domanda 8: Il biologo nutrizionista deve inserire il 4% ENPAB in fattura?

Sì. Il contributo integrativo ENPAB del 4% va addebitato al cliente direttamente in fattura come voce separata. Va versato all’ENPAB indipendentemente dall’effettivo incasso. Anche i clienti pubblici (ASL, ospedali, enti) sono soggetti a questa maggiorazione dal 2019.

Domanda 9: Un dietista può lavorare sia come dipendente che avere la Partita IVA?

Sì, è possibile avere contemporaneamente un rapporto di lavoro dipendente e la Partita IVA dietista per l’attività libero-professionale. In questo caso, però, bisogna verificare che il reddito da lavoro dipendente non superi € 35.000 nell’anno precedente (requisito per il regime forfettario). La situazione fiscale diventa più complessa e richiede quasi sempre il supporto di un commercialista.

Domanda 10: Il dietista può lavorare dallo studio di casa?

Sì. La normativa non esclude che lo studio professionale coincida con l’abitazione del professionista, purché vengano rispettati i requisiti strutturali minimi (spazio adeguato, privacy del paziente, igiene). È comunque consigliabile informarsi presso la propria ASL locale e il Comune per eventuali autorizzazioni specifiche richieste dalla normativa regionale.

Domanda 11: Cosa si indica in fattura al posto dell’IVA per le prestazioni sanitarie?

In regime forfettario si usano queste diciture:

  • Nel campo IVA: N2.2 (non soggetta a IVA per regime forfettario)
  • Annotazione in fattura: “Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e ss.mm.ii. (Regime Forfettario)”

In regime ordinario, per le prestazioni sanitarie esenti:

  • Nel campo IVA: N1 (esclusa ex art. 15) o N4 (esente)
  • Annotazione: “Operazione esente IVA ai sensi dell’Art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972”

Domanda 12: Come si versa la marca da bollo sulle ricevute sanitarie?

La marca da bollo da € 2,00 si applica su ogni ricevuta o fattura esente IVA di importo superiore a € 77,47. È a carico del paziente/cliente, ma il professionista deve provvedervi. Fisicamente si appone sulla ricevuta cartacea. Sulle fatture elettroniche verso aziende, si gestisce tramite il campo specifico del tracciato XML o con il versamento tramite F24 (bollo virtuale).

Conclusione {#conclusione}

Avviare la Partita IVA dietista è un percorso assolutamente accessibile, che richiede però precisione negli adempimenti iniziali. La scelta del codice ATECO corretto, del regime fiscale più adatto alla propria situazione e la corretta gestione della fatturazione sanitaria sono le basi su cui costruire un’attività professionale solida, efficiente e a norma di legge.

I punti chiave da ricordare:

  • Il codice ATECO 86.90.29 è quello corretto per il dietista, il 72.11.00 per il biologo nutrizionista; entrambi hanno un coefficiente di redditività del 78%
  • Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’Art. 10, DPR 633/1972 — in qualsiasi regime fiscale
  • In regime forfettario, l’aliquota è del 5% per i primi 5 anni (poi 15%), con un limite di ricavi di € 85.000
  • I dietisti versano i contributi alla Gestione Separata INPS (~26,07%); i biologi nutrizionisti all’ENPAB (15% soggettivi + 4% integrativi)
  • Per le prestazioni sanitarie a privati, si trasmettono i dati al Sistema Tessera Sanitaria — non si emette fattura elettronica SDI

Se stai avviando la tua attività, considera di affidarti almeno inizialmente a un commercialista esperto in professioni sanitarie: il risparmio in errori evitati vale ampiamente il costo della consulenza.

Per approfondire altri aspetti della gestione fiscale da libero professionista, esplora la nostra guida su come aprire la Partita IVA: requisiti essenziali e primi passi e la guida alla fattura elettronica per forfettari.


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Questa guida ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un esperto fiscale. Per situazioni specifiche, si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

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