Partita IVA Calzolaio: Guida ad Apertura, Tasse, INPS e Codice ATECO
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Se hai deciso di aprire una partita IVA calzolaio — o stai semplicemente valutando se conviene farlo — sei nel posto giusto. Questa guida raccoglie tutto ciò che un artigiano calzolaro deve sapere prima di muovere il primo passo burocratico: dal codice ATECO corretto al regime fiscale più vantaggioso, dai contributi INPS alle aliquote IVA applicabili ai servizi di riparazione calzature. Troverai tabelle riepilogative, esempi di calcolo concreti e le risposte alle domande più frequenti, verificate sulle fonti ufficiali. Nessun fronzolo, solo informazioni utili e aggiornate.
1. Chi è il calzolaio e quando serve la partita IVA {#chi-è-il-calzolaio}
Il calzolaio è un artigiano specializzato nella riparazione, manutenzione e — in alcuni casi — nella creazione su misura di calzature e articoli in pelle o cuoio. L’attività può includere la sostituzione di suole, tacchi e lacci, il restauro di stivali, valige e borse in pelle, nonché la produzione artigianale di scarpe su commessa.
Sul piano giuridico, l’attività rientra a pieno titolo nell’artigianato tradizionale, regolato dalla Legge quadro per l’artigianato del 8 agosto 1985, n. 443 (testo disponibile su Normattiva.it). Tale legge stabilisce i criteri di qualifica artigiana e delega alle singole regioni l’emanazione di norme più specifiche.
Un’importante caratteristica del mestiere: il calzolaio è considerato un’attività artigiana “libera”, vale a dire non soggetta a particolari autorizzazioni preventive o requisiti professionali obbligatori richiesti per legge (come invece avviene per parrucchieri o estetisti). Questo semplifica notevolmente la fase di avvio.
2. Partita IVA obbligatoria: quando scatta? {#obbligo-partita-iva}
La normativa italiana prevede l’obbligo di aprire la partita IVA quando si svolge un’attività continuativa e organizzata al fine di produrre reddito. Non è quindi la singola riparazione occasionale a richiedere l’apertura, ma la ripetitività e la sistematicità del lavoro.
In concreto, un calzolaio che:
- gestisce un laboratorio aperto al pubblico in modo regolare,
- riceve commesse in modo continuativo anche senza un negozio fisso,
- ha dipendenti o collaboratori,
- supera le soglie previste per la prestazione occasionale (4.800 euro lordi annui, secondo l’interpretazione prevalente),
deve obbligatoriamente aprire la partita IVA calzolaio e iscriversi alle relative gestioni fiscali e previdenziali.
La prestazione occasionale senza partita IVA è invece consentita solo in via residuale, per lavori sporadici e non organizzati, sempre nei limiti di legge. Chi supera tali soglie, anche inconsapevolmente, è soggetto a sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
Attenzione: La presunzione di continuità scatta anche quando il lavoro è svolto part-time o come seconda attività rispetto a un rapporto di lavoro dipendente. In quel caso è possibile aprire comunque la partita IVA calzolaio mantenendo il contratto da dipendente, a patto di rispettare le incompatibilità previste dal proprio contratto collettivo.
3. Come aprire la partita IVA da calzolaio: i passi {#come-aprire}
Aprire la partita IVA calzolaio richiede di coordinare tre filoni burocratici distinti: fiscale (Agenzia delle Entrate), previdenziale (INPS) e camerale (Camera di Commercio). Ecco la sequenza corretta.
Passo 1 — Iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio)
Il calzolaio che opera come artigiano deve iscriversi nella sezione speciale del Registro delle Imprese tenuta dalla Camera di Commercio competente per territorio. Questa iscrizione attribuisce la qualifica artigiana e consente l’accesso alle tutele e agli incentivi riservati al settore.
La pratica si presenta tramite ComUnica (Comunicazione Unica), il portale ufficiale di Unioncamere (impresainungiorno.gov.it), che smista automaticamente le informazioni verso Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e Camera di Commercio in un’unica soluzione.
Passo 2 — Dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate
Tramite la stessa ComUnica — o in alternativa con il Modello AA9/12 (per imprese individuali) disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate — si comunica l’apertura della partita IVA. È in questa fase che si dichiara il codice ATECO e si sceglie il regime fiscale.
Passo 3 — Iscrizione INPS (Gestione Artigiani)
Contestualmente all’iscrizione camerale, scatta l’iscrizione automatica alla Gestione Artigiani dell’INPS. Questa gestione è diversa dalla Gestione Separata: prevede contributi fissi indipendenti dal reddito effettivo e un’aliquota variabile sull’eccedenza. Per approfondire il calcolo, consulta la nostra guida completa al calcolo INPS per artigiani e commercianti.
Passo 4 — SCIA o annotazione semplice?
Come già anticipato, il calzolaio è un’attività artigiana libera. Per i piccoli laboratori con meno di 3 addetti che non producono emissioni in atmosfera e non utilizzano impianti industriali, la SCIA al SUAP comunale non è generalmente richiesta — è sufficiente la sola iscrizione camerale. Questo è confermato anche dalla normativa regionale e dalle linee guida delle Camere di Commercio.
Fanno eccezione i casi in cui siano necessari interventi edilizi sui locali, autorizzazioni ambientali o verifiche di sicurezza antincendio. In quelle circostanze la SCIA va presentata telematicamente allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del proprio Comune.
Passo 5 — INAIL (se hai dipendenti)
Se intendi assumere anche un solo lavoratore, occorre aprire una posizione INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Se lavori solo come titolare senza dipendenti, l’obbligo INAIL dipende dal tipo di attività svolta: per molte lavorazioni artigianali a basso rischio infortunistico, l’iscrizione non è obbligatoria per il solo titolare, ma è opportuno verificare la propria categoria di rischio.
Per una panoramica sui requisiti di avvio, puoi anche leggere la nostra guida su come aprire la partita IVA: requisiti essenziali e primi passi.
4. Codice ATECO del calzolaio {#codice-ateco}
Il codice ATECO è la classificazione alfanumerica che identifica l’attività economica svolta. Per il calzolaio, a seconda della prevalenza dell’attività, si utilizzano principalmente due codici:
| Codice ATECO | Descrizione | Attività principale |
| 95.23.00 | Riparazione di calzature e articoli da viaggio in pelle, cuoio o in altri materiali simili | Riparazione di scarpe, stivali, borse, valigie |
| 15.20.10 | Fabbricazione di calzature (escluse quelle in gomma vulcanizzata o materie plastiche) | Produzione artigianale di calzature su misura |
| 15.20.20 | Fabbricazione di calzature in gomma e materiale plastico | Solo in casi specifici |
Per il calzolaio tradizionale — quello che ripara le scarpe dei clienti — il codice corretto è il 95.23.00. Se invece si produce calzature su misura come attività prevalente, si utilizza il 15.20.10.
Coefficiente di redditività nel regime forfettario
Il coefficiente di redditività è la percentuale del fatturato su cui si calcolano le tasse nel regime forfettario. Per il codice 95.23.00 (riparazione di calzature), il coefficiente è pari al 67%.
Questo significa che, su 100 euro incassati, solo 67 euro sono considerati reddito imponibile. I restanti 33 euro sono forfettariamente considerati “costi” e non vengono tassati.
Nota aggiornamento ATECO 2025: Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025 (in sostituzione di ATECO 2007/2022), divenuta pienamente operativa dal 1° aprile 2025. Per il settore della riparazione calzature, il codice 95.23.00 è rimasto invariato nella nuova classificazione. Chi ha già una partita IVA calzolaio attiva non deve necessariamente presentare una dichiarazione di variazione dati, salvo che non cambi effettivamente il codice attività. Per verificare il proprio codice ATECO aggiornato, è possibile accedere al Cassetto Fiscale nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.
Per scegliere il codice ATECO corretto, leggi anche la nostra guida al codice ATECO per la partita IVA.
5. Quale regime fiscale scegliere {#regime-fiscale}
Chi apre la partita IVA calzolaio può scegliere tra due macro-regimi fiscali:
Regime Forfettario (consigliato per la maggior parte dei calzolai)
Il regime forfettario (introdotto dalla Legge 190/2014 e successive modifiche) è il regime agevolato più conveniente per chi inizia o ha ricavi contenuti. Prevede:
- Aliquota unica del 15% sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività del 67%);
- Aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se non si è mai avuta una partita IVA nei 3 anni precedenti e non si prosegue un’attività già esistente;
- Limite di ricavi di 85.000 euro annui per restare nel regime;
- Esenzione dall’IVA (il calzolaio in forfettario non addebita e non detrae l’IVA);
- Esenzione da IRAP e dagli obblighi di tenuta della contabilità ordinaria;
- Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti i forfettari.
Se nel corso dell’anno i ricavi superano i 100.000 euro, si esce dal forfettario con effetto immediato dall’anno stesso. Se superano l’85.000 ma rimangono sotto i 100.000, si esce dall’anno successivo.
Regime Ordinario (o Semplificato)
Chi supera la soglia degli 85.000 euro — o ha costi reali molto elevati che conviene dedurre analiticamente — ricade nel regime ordinario. In questo caso:
- Si pagano le aliquote IRPEF progressive (dal 23% al 43%);
- Si versa l’IVA sulle prestazioni al 22% (tasso standard per i servizi di riparazione);
- Si tiene una contabilità più strutturata;
- Si può dedurre ogni costo effettivamente sostenuto.
Per i calzolai che muovono i primi passi, il regime forfettario è quasi sempre la scelta migliore. Offre semplicità gestionale e una tassazione molto più leggera rispetto al regime ordinario.
Per tutti i dettagli su tasse, ATECO e forfettario, leggi la nostra guida su tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.
6. Tasse e imposta sostitutiva: calcoli pratici {#tasse}
Vediamo come si calcolano le tasse per una partita IVA calzolaio in regime forfettario, con tre scenari di fatturato diversi.
Formula base
Reddito imponibile = Fatturato incassato × 67%
Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (oppure × 5% nei primi 5 anni)
Esempi di calcolo
| Fatturato annuo | Reddito imponibile (67%) | Imposta 15% | Imposta 5% (start-up) |
| €20.000 | €13.400 | €2.010 | €670 |
| €35.000 | €23.450 | €3.518 | €1.173 |
| €50.000 | €33.500 | €5.025 | €1.675 |
| €70.000 | €46.900 | €7.035 | €2.345 |
| €85.000 (max forfettario) | €56.950 | €8.543 | €2.848 |
Nota: L’imposta sostitutiva si calcola al netto dei contributi INPS versati nell’anno precedente, che costituiscono l’unica voce di costo deducibile nel forfettario.
Acconto e saldo: quando si paga?
Le tasse per la partita IVA calzolaio si versano in due momenti principali nell’anno:
- Giugno (o luglio con maggiorazione): saldo dell’anno precedente + prima rata di acconto (pari al 40% dell’imposta prevista);
- Novembre: seconda rata di acconto (60% dell’imposta prevista).
Nei primi anni di attività si versa solo il saldo, poiché non esistono anticipi da calcolare sull’anno precedente.
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7. Contributi INPS per l’artigiano calzolaio {#inps}
I contributi INPS rappresentano la componente spesso più pesante dei costi fissi di una partita IVA calzolaio artigiano. Il calzolaio si iscrive alla Gestione Artigiani INPS, che funziona con un meccanismo a due livelli:
Contributi fissi (sul minimale)
Si pagano indipendentemente dal reddito effettivo, anche se non si è guadagnato nulla. Questo è il principale punto critico del regime per chi inizia.
| Voce | Importo 2026 (indicativo) |
| Contributi fissi annui Gestione Artigiani | circa €4.208 – €4.500 |
| Reddito minimale di riferimento | circa €18.808 (aggiornato annualmente dall’INPS) |
| Aliquota base Gestione Artigiani | 24% |
I valori precisi vengono stabiliti ogni anno dall’INPS con apposita circolare. Si consiglia di verificare sempre i dati aggiornati sul sito ufficiale www.inps.it.
Contributi variabili (sull’eccedenza)
Se il reddito imponibile forfettario (ossia il fatturato × 67%) supera il minimale INPS, sull’eccedenza si applica un’aliquota contributiva aggiuntiva del 24% (per artigiani under 21 anni l’aliquota è ridotta).
Esempio:
- Fatturato: €35.000
- Reddito imponibile (67%): €23.450
- Minimale INPS: €18.808
- Eccedenza: €23.450 − €18.808 = €4.642
- Contributi variabili: €4.642 × 24% = €1.114
- Contributi fissi: €4.208 (circa)
- Totale contributi INPS: circa €5.322
Riduzione del 35% per i forfettari
I titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi previdenziali presentando apposita domanda all’INPS. Si tratta di un’agevolazione significativa: su €4.208 di contributi fissi, il risparmio è di oltre €1.470 l’anno.
Novità 2025-2026: Per chi si iscrive per la prima volta alla gestione artigiani, è disponibile una riduzione del 50% per i primi 36 mesi (introdotta dalla Legge di Bilancio 2025), alternativa alla riduzione del 35%.
I contributi si versano in quattro rate nei mesi di maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo, utilizzando il modello F24.
8. IVA sui servizi del calzolaio: aliquote e obblighi {#iva}
Uno degli aspetti più pratici per chi gestisce una partita IVA calzolaio in regime ordinario è la corretta applicazione dell’IVA sulle prestazioni.
Aliquota IVA applicabile
Le prestazioni di riparazione di calzature (codice ATECO 95.23.00) rientrano nei servizi di manutenzione e riparazione di beni mobili. L’aliquota IVA applicabile è quella ordinaria del 22%.
Non sono previste aliquote agevolate (4% o 10%) per le normali prestazioni di calzolaio. La riduzione al 10% riguarda in genere le ristrutturazioni edilizie e alcuni beni alimentari, non i servizi artigianali di questo tipo.
| Tipo di prestazione | Aliquota IVA |
| Riparazione suole, tacchi, lacci | 22% |
| Restauro borsa o valigia in pelle | 22% |
| Produzione scarpe su misura (artigianale) | 22% |
| Vendita di accessori (lucido, lacci, ecc.) | 22% |
Il forfettario non gestisce l’IVA
Se sei in regime forfettario, non addebiti l’IVA ai clienti e non la detrai sugli acquisti. Le tue fatture riportano la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime forfettario. Non soggetta a IVA.” Questo semplifica enormemente la gestione, ma significa che sui tuoi acquisti paghi l’IVA piena senza poterla recuperare.
Obblighi IVA in regime ordinario
Chi opera in regime ordinario deve:
- emettere fattura con IVA al 22%;
- registrare le fatture emesse e ricevute;
- liquidare l’IVA periodicamente (mensilmente o trimestralmente);
- presentare la dichiarazione IVA annuale entro il 30 aprile dell’anno successivo;
- versare l’IVA a debito tramite modello F24.
9. Costi totali di apertura e gestione {#costi}
Quanto costa davvero aprire e mantenere una partita IVA calzolaio? Riepiloghiamo le principali voci di spesa.
Costi di apertura (una tantum)
| Voce | Costo orientativo |
| Apertura partita IVA (fai da te via Agenzia Entrate) | Gratuita |
| Iscrizione Registro Imprese (diritti camerali annui) | €100 – €200 l’anno |
| Bollo e diritti di segreteria Camera di Commercio | €50 – €100 |
| Eventuale commercialista per apertura | €200 – €500 |
| PEC (Posta Elettronica Certificata, obbligatoria) | €5 – €30 l’anno |
| Firma digitale (per ComUnica) | €30 – €60 |
Costi annui fissi
| Voce | Costo annuo orientativo |
| Contributi INPS Gestione Artigiani (con riduzione 35%) | ~€2.735 – €3.000 |
| Contributi INPS senza riduzione | ~€4.208 – €4.500 |
| Diritti camerali (mantenimento iscrizione) | ~€100 – €200 |
| Software di fatturazione elettronica | €0 – €150 |
| Commercialista (gestione annuale) | €500 – €1.500 |
Per un confronto completo sui costi, leggi la nostra guida a quanto costa aprire una partita IVA.
10. Tabelle riepilogative {#tabelle}
Tabella 1 — Riepilogo regime forfettario per calzolaio
| Parametro | Valore |
| Codice ATECO principale | 95.23.00 |
| Coefficiente di redditività | 67% |
| Aliquota forfettaria (a regime) | 15% |
| Aliquota start-up (primi 5 anni) | 5% |
| Limite ricavi per forfettario | €85.000 |
| Esenzione IVA | ✅ Sì |
| Esenzione IRAP | ✅ Sì |
| Gestione previdenziale | Gestione Artigiani INPS |
| Aliquota INPS | 24% sul reddito |
| Riduzione contributi disponibile | ✅ 35% (o 50% nuove attività) |
Tabella 2 — Confronto regime forfettario vs ordinario (esempio €40.000 di fatturato)
| Voce | Forfettario | Ordinario |
| Reddito imponibile | €26.800 (67%) | €40.000 meno costi reali |
| Imposta | €4.020 (15%) | IRPEF progressiva (23-43%) |
| IVA da gestire | No | Sì, al 22% |
| IRAP | No | Sì (in alcuni casi) |
| Contabilità | Semplificata | Ordinaria/Semplificata |
| Complessità | Bassa | Alta |
Tabella 3 — Scadenze fiscali principali per il calzolaio forfettario
| Scadenza | Adempimento |
| 16 maggio | 1ª rata contributi INPS fissi |
| 20 giugno (o 22 luglio) | Saldo IRPEF anno precedente + 1° acconto |
| 20 agosto | 2ª rata contributi INPS fissi |
| 30 novembre | 2° acconto IRPEF |
| 16 novembre | 3ª rata contributi INPS fissi |
| 16 febbraio | 4ª rata contributi INPS fissi |
| 30 aprile | Dichiarazione IVA (solo regime ordinario) |
Le date esatte possono variare leggermente di anno in anno. Verifica sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.
11. Aspetti pratici da non trascurare {#aspetti-pratici}
La fattura elettronica è obbligatoria
Dal 1° luglio 2022, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari. Il calzolaio deve dotarsi di un software di fatturazione elettronica per emettere e inviare le fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Per i clienti privati (consumatori finali), la fattura elettronica può essere emessa con i dati del cliente oppure usando il codice destinatario “0000000” e mettendo la fattura a disposizione nel Cassetto Fiscale del cliente.
Il registratore di cassa (o cassa POS)
Se il calzolaio incassa da clienti privati senza emettere fattura, è obbligato a emettere scontrino fiscale elettronico tramite un registratore di cassa telematico certificato. I corrispettivi giornalieri devono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
L’assicurazione artigiana
Sebbene non sempre obbligatoria per i titolari senza dipendenti, è fortemente consigliabile stipulare una polizza di responsabilità civile professionale che copra eventuali danni arrecati ai beni dei clienti durante le lavorazioni.
La sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
Anche il calzolaio in forma individuale è tenuto a rispettare le norme base di sicurezza sul lavoro. Questo include la valutazione dei rischi specifici del laboratorio (polveri, colle, solventi, macchinari per la riparazione) e la formazione adeguata.
Lavoro dipendente e partita IVA calzolaio
È possibile mantenere un lavoro dipendente e aprire contemporaneamente la partita IVA calzolaio, purché il contratto di lavoro dipendente non preveda clausole di esclusiva o di non concorrenza incompatibili. In tal caso, le due fonti di reddito si sommano ai fini IRPEF (in regime ordinario) ma rimangono distinte ai fini contributivi. Per approfondire, leggi la nostra guida su partita IVA come artigiano: costi, requisiti e procedure.
Domande Frequenti (FAQ) {#faq}
È obbligatoria la partita IVA per il calzolaio che lavora in proprio come artigiano?
Sì, se l’attività è svolta in modo continuativo e abituale è obbligatoria la partita IVA calzolaio. La legge (art. 35 del DPR 633/1972) impone l’apertura della partita IVA a chiunque eserciti un’attività d’impresa, arte o professione in forma autonoma e non occasionale. Fanno eccezione soltanto le prestazioni davvero sporadiche e non organizzate, che si qualificano come “lavoro occasionale” e rimangono al di sotto di specifiche soglie di reddito.
Qual è il codice ATECO corretto per un calzolaio che ripara scarpe?
Il codice ATECO corretto per il calzolaio che svolge riparazioni è il 95.23.00 (“Riparazione di calzature e articoli da viaggio in pelle, cuoio o in altri materiali simili”). Se l’attività prevalente è invece la produzione artigianale di calzature su misura, il codice da utilizzare è il 15.20.10 (“Fabbricazione di calzature”). Nella nuova classificazione ATECO 2025, attiva dall’aprile 2025, questi codici non hanno subito variazioni sostanziali per il settore calzolaio.
Quante tasse paga un calzolaio con partita IVA forfettaria?
Un calzolaio con partita IVA in regime forfettario paga l’imposta sostitutiva del 15% (oppure del 5% nei primi 5 anni) calcolata sul 67% del fatturato incassato. Esempio: con un fatturato di €30.000, il reddito imponibile è €20.100 (67%), l’imposta a regime è €3.015. A questi va aggiunto il carico contributivo INPS (Gestione Artigiani), che parte da circa €4.208 all’anno (con eventuale riduzione del 35%).
Un calzolaio in regime forfettario deve addebitare l’IVA ai clienti?
No. Il titolare di partita IVA calzolaio in regime forfettario è esente dall’applicazione dell’IVA: non la addebita sulle fatture emesse ai clienti né la detrae sugli acquisti. Le fatture emesse riportano la specifica dicitura prevista dalla legge (art. 1, comma 58, L. 190/2014). Questo è uno dei vantaggi del regime forfettario: prezzi al pubblico potenzialmente più competitivi, perché non comprensivi di IVA.
È necessaria la SCIA per aprire un laboratorio da calzolaio?
Per la maggior parte dei calzolai artigiani con meno di 3 addetti e senza emissioni in atmosfera da impianti industriali, la SCIA non è obbligatoria: è sufficiente l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Tuttavia, se si effettuano interventi edilizi sui locali o se il locale richiede verifiche di sicurezza (ad esempio prevenzione incendi per dimensioni rilevanti), potrebbe essere necessaria una SCIA aggiuntiva. È sempre consigliabile verificare con lo sportello SUAP del proprio Comune.
È possibile aprire la partita IVA calzolaio senza un commercialista?
Sì, è tecnicamente possibile aprire la partita IVA calzolaio in autonomia attraverso il portale Impresa in un Giorno oppure recandosi direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, data la complessità degli adempimenti (scelta del codice ATECO, iscrizione INPS, scelta del regime fiscale, obblighi di fatturazione), è fortemente consigliato rivolgersi almeno una volta a un commercialista per impostare correttamente la propria posizione fiscale.
Quali contributi INPS deve pagare un calzolaio artigiano?
Il calzolaio artigiano con partita IVA è iscritto alla Gestione Artigiani dell’INPS e paga contributi fissi annui di circa €4.208 (valore indicativo 2026, da verificare sul sito INPS) più una quota variabile del 24% sul reddito imponibile eccedente il minimale di circa €18.808. Chi è in regime forfettario può richiedere la riduzione del 35%, che abbassa i contributi fissi a circa €2.735 l’anno. I contributi si versano in quattro rate nell’arco dell’anno.
Un calzolaio può vendere anche accessori (lucido, lacci, semelle) con la stessa partita IVA?
Sì. La partita IVA calzolaio con codice ATECO 95.23.00 copre anche la vendita al dettaglio di accessori e prodotti correlati alla cura delle calzature, purché questa attività sia accessoria e complementare rispetto alla riparazione, che rimane il core business. Se la vendita di prodotti diventasse l’attività prevalente, potrebbe essere necessario aggiungere un codice ATECO secondario relativo al commercio al dettaglio. È buona prassi comunicare sia il codice primario che gli eventuali codici secondari in sede di apertura della partita IVA.
Cosa succede se il calzolaio con partita IVA forfettaria supera gli 85.000 euro di ricavi?
Se nel corso dell’anno i ricavi della partita IVA calzolaio rimangono compresi tra €85.001 e €100.000, il regime forfettario si perde a partire dall’anno successivo. Se invece i ricavi superano i €100.000 nell’anno solare corrente, il forfettario cessa con effetto immediato dallo stesso anno: le prestazioni successive al superamento della soglia vanno assoggettate a IVA ordinaria. In entrambi i casi, il calzolaio passa al regime ordinario (o semplificato) con tutti gli adempimenti che ne conseguono.
Il calzolaio artigiano ha diritto alla pensione con la partita IVA?
Sì. I contributi versati alla Gestione Artigiani dell’INPS concorrono al calcolo della pensione futura con il sistema contributivo. Più contributi si versano e più a lungo, maggiore sarà l’assegno pensionistico. Per questo, la riduzione del 35% sui contributi è un risparmio nell’immediato, ma riduce anche l’accumulo pensionistico. È una valutazione che ciascuno deve fare in base alla propria età e prospettive di carriera.
È possibile lavorare come calzolaio senza aprire la partita IVA se si è già pensionati?
In linea generale, il pensionato che svolge attività artigianale in modo continuativo deve comunque aprire la partita IVA, indipendentemente dall’età. Tuttavia, se l’attività è davvero occasionale e i proventi molto limitati, potrebbe configurarsi come lavoro occasionale. È però necessario verificare la compatibilità con il tipo di pensione percepita (alcune pensioni di invalidità o assegni sociali hanno specifici limiti di reddito da lavoro autonomo). Si consiglia di consultare il proprio patronato o un consulente prima di procedere.
Conclusioni {#conclusioni}
Aprire una partita IVA calzolaio è un percorso burocratico accessibile, soprattutto grazie alla natura “libera” dell’attività artigianale. Non sono richiesti esami, patentini o autorizzazioni speciali: è sufficiente iscriversi alla Camera di Commercio, aprire la propria posizione fiscale con l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Gestione Artigiani dell’INPS.
Per la grande maggioranza dei calzolai artigiani — soprattutto chi inizia o ha un fatturato entro gli 85.000 euro — il regime forfettario con il coefficiente del 67% è la scelta fiscalmente più conveniente: meno burocrazia, nessuna gestione dell’IVA, aliquota ridotta al 15% (o al 5% per i primi cinque anni) e possibilità di ridurre i contributi INPS del 35%.
I punti chiave da tenere a mente:
- Codice ATECO 95.23.00 per la riparazione calzature (67% di coefficiente);
- Regime forfettario come prima scelta per la maggior parte dei casi;
- Gestione Artigiani INPS con contributi fissi e variabili al 24%;
- Riduzione INPS del 35% (o 50% per i nuovi iscritti), da richiedere espressamente;
- Fattura elettronica obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA;
- IVA al 22% solo in regime ordinario, sulla riparazione e vendita di accessori;
- Iscrizione camerale senza SCIA per i piccoli laboratori con meno di 3 addetti.
Il settore calzaturiero artigianale in Italia ha radici profonde e una domanda stabile, supportata dalla crescente attenzione dei consumatori per la qualità e la durata dei prodotti. Aprire la tua partita IVA calzolaio con la giusta impostazione fiscale fin dall’inizio è il modo migliore per lavorare serenamente, senza sorprese dal Fisco.
Per ogni aggiornamento normativo, fai riferimento sempre alle fonti ufficiali:
- Agenzia delle Entrate — per tutto ciò che riguarda la partita IVA, il regime forfettario e la fatturazione elettronica;
- INPS — per contributi, circolari annuali e domande di riduzione;
- Impresa in un Giorno / Registro Imprese — per l’iscrizione camerale e la ComUnica;
- ISTAT — Navigatore ATECO 2025 — per verificare il codice ATECO aggiornato.
Articolo aggiornato sulla base della normativa vigente e delle disposizioni INPS e Agenzia delle Entrate in materia di artigianato, regime forfettario e classificazione ATECO 2025. Per casi specifici o situazioni particolari, è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato (commercialista o consulente del lavoro).
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