Quanto Costa la Partita IVA per Ecommerce?

Quanto Costa la Partita IVA per Ecommerce?

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Sintesi rapida: Sapere quanto costa la partita IVA per ecommerce è il primo passo per avviare un negozio online in regola. I costi variano da circa 0 € (per chi apre in autonomia come libero professionista) a oltre 5.000–7.000 € l’anno (tasse + contributi + gestione), ma con la scelta giusta del regime fiscale si può ottimizzare tutto. Questa guida ti spiega ogni voce di spesa, senza tralasciarne nessuna.

Perché la Partita IVA è Obbligatoria per l’Ecommerce {#perche-obbligatoria}

Capire quanto costa la partita IVA per ecommerce passa inevitabilmente dal chiarire quando è obbligatoria aprirla. La regola generale, stabilita dall’articolo 1 del D.P.R. 633/1972, è semplice: chiunque eserciti un’attività commerciale in modo abituale e organizzato deve essere in possesso di una partita IVA.

Nel contesto dell’ecommerce, l’abitualità si manifesta quando:

  • vendi prodotti online con regolarità, anche se non tutti i giorni;
  • realizzi introiti che superano la soglia delle prestazioni occasionali (5.000 € lordi annui per le prestazioni di lavoro autonomo, non applicabile alla vendita di beni);
  • hai un sito web dedicato alla vendita, una vetrina su marketplace o un profilo attivo su piattaforme di vendita.

Attenzione: la vendita di beni fisici tramite piattaforme online non può mai rientrare nelle prestazioni occasionali. Chi vende prodotti — anche artigianali o di seconda mano in modo continuativo — deve aprire una partita IVA. Le sanzioni per omessa apertura partono da 516 € fino a 2.065 € secondo l’art. 5 del D.Lgs. 471/1997 e possono accompagnarsi a ulteriori contestazioni per evasione fiscale.

Per approfondire i tuoi obblighi fiscali come venditore online, consulta la nostra guida su aprire un negozio online senza partita IVA: scoprirai esattamente dove si trova il confine tra attività occasionale e attività professionale.

Quanto Costa Aprire la Partita IVA per Ecommerce: i Costi Iniziali {#costi-apertura}

La prima domanda che si pone chi vuole lanciare un negozio online è sempre la stessa: quanto costa aprire la partita IVA per ecommerce da zero? La risposta dipende dalla struttura che scegli.

1. Apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate: gratuita

L’apertura della partita IVA si effettua tramite il modello AA9/12 (persone fisiche) presentato all’Agenzia delle Entrate. La procedura può avvenire:

  • Online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, con SPID o CIE;
  • Di persona, allo sportello dell’ufficio territorialmente competente;
  • Tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF, ecc.).

Il numero di partita IVA viene attribuito immediatamente, anche in formato telematico, e il costo è zero euro. Non esistono diritti di apertura. Tuttavia, questa è solo la prima fase: per gestire un ecommerce, spesso servono ulteriori adempimenti.

2. Iscrizione alla Camera di Commercio: obbligatoria per le ditte individuali commerciali

Chi avvia un’attività di commercio online come ditta individuale — la forma più diffusa per i piccoli ecommerce — deve iscriversi al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio (CCIAA) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Questo adempimento è obbligatorio e comporta i seguenti costi:

Voce di costoImporto indicativo
Diritto camerale annuale (impresa individuale, sezione ordinaria)100 €
Diritti di segreteria (pratiche telematiche)18 €
Imposta di bollo17,50 €
Totale costi obbligatori~135 €

Nota 2026: Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), con nota del 16 gennaio 2026, ha confermato che gli importi del diritto annuale 2026 restano invariati rispetto al 2025. Per le imprese individuali in sezione ordinaria, il diritto fisso è di 100 € per la sede principale.

A questi costi si aggiungono eventuali spese per:

  • Firma digitale: necessaria per inviare le pratiche telematiche, costa tra 30 e 70 € all’anno;
  • PEC (Posta Elettronica Certificata): obbligatoria per le imprese individuali, con costi da 5 a 30 € all’anno.

Per consultare gli importi aggiornati dalla Camera di Commercio della tua provincia, fai riferimento al portale ufficiale unioncamere.gov.it.

3. Costo del commercialista per l’apertura

Molti titolari di ecommerce preferiscono affidarsi a un professionista per la fase di apertura. Il costo medio del commercialista per:

  • Apertura partita IVA + iscrizione Camera di Commercio: tra 300 e 500 € (una tantum);
  • Solo consulenza e apertura partita IVA (senza iscrizione CCIAA, per chi non la richiede): tra 100 e 200 €.

Il compenso varia in base alla complessità della situazione, alla zona geografica e al professionista scelto.

Riepilogo dei costi di apertura

TipologiaFai da teCon commercialista
Partita IVA (Agenzia delle Entrate)0 €100–200 €
Iscrizione Camera di Commercio~135 €300–500 € (tutto incluso)
Firma digitale + PEC35–100 €Spesso incluse nel pacchetto
Totale primo anno~170–235 €~400–700 €

Il Codice ATECO per l’Ecommerce: la Rivoluzione del 2025 {#codice-ateco}

Uno degli aspetti più importanti — e spesso frainteso — del quanto costa la partita IVA per ecommerce è legato alla scelta del codice ATECO, perché questo influisce direttamente sul calcolo delle tasse in regime forfettario.

La rivoluzione ATECO 2025: addio al 47.91.10

Fino al 31 marzo 2025, chi vendeva online usava il codice ATECO 47.91.10 — “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet” — un codice ombrello che copriva qualsiasi tipologia di ecommerce.

Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della nuova classificazione ATECO 2025 (recepita dalla classificazione europea NACE Rev. 2.1), questo codice non esiste più. Il cambio di paradigma è radicale:

Prima: il criterio di classificazione era il canale di vendita (online vs fisico).
Ora: il criterio è la tipologia di prodotto venduto, indipendentemente dal canale.

Questo significa che un ecommerce di abbigliamento e un negozio fisico di abbigliamento avranno lo stesso codice ATECO. Il vecchio 47.91.10 si è frammentato in ben 96 nuovi codici diversi, uno per ogni categoria merceologica.

Quali codici ATECO usare per il tuo ecommerce nel 2026

Ecco alcuni esempi dei nuovi codici applicabili a seconda di cosa vendi online:

Cosa vendi onlineCodice ATECO 2025 (esempi)
Abbigliamento adulti47.71.10
Calzature e pelletteria47.72.10
Prodotti di elettronicaSezione 47.4x
Articoli per la casa e illuminazione47.55.30
Alimentari generici47.11.xx o 47.2x
Prodotti non specializzati vari47.12.90
Souvenir e articoli regalo47.78.21

Attenzione: La lista è indicativa. La scelta corretta del codice ATECO è fondamentale perché determina il coefficiente di redditività su cui si calcolano le tasse in forfettario. Un codice errato può portare a un calcolo delle imposte sbagliato e a sanzioni. Consulta sempre un commercialista o verifica sul sito ufficiale ISTAT – classificazione ATECO per identificare il codice più adatto alla tua attività.

Il coefficiente di redditività per l’ecommerce

Tutti i codici appartenenti alla macro-sezione 47 (Commercio al dettaglio) condividono un coefficiente di redditività del 40%. Questo significa che, in regime forfettario, solo il 40% dei tuoi incassi viene considerato reddito imponibile, mentre il restante 60% è considerato forfettariamente spesa.

Scopri come applicare correttamente il tuo codice ATECO alla partita IVA nella guida approfondita del nostro sito.

Quale Regime Fiscale Conviene per un Negozio Online {#regime-fiscale}

La scelta del regime fiscale è la variabile che più di tutte incide su quanto costa la partita IVA per ecommerce in termini di tasse annuali.

Regime Forfettario: la scelta più diffusa

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge 190/2014, accessibile a chi rispetta i seguenti requisiti aggiornati al 2026:

RequisitoSoglia
Fatturato annuo (incassi di cassa)Non superiore a 85.000 €
Reddito da lavoro dipendente nell’anno precedenteNon superiore a 30.000 €
Spese per collaboratori e dipendentiNon superiori a 20.000 € lordi annui

Vantaggi principali del forfettario per l’ecommerce:

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di nuova attività (o al 15% dal sesto anno in poi);
  • Esonero dall’IVA: non addebiti l’IVA ai clienti e non la scarichi sugli acquisti;
  • Semplificazione contabile: nessuna dichiarazione IVA, nessun registro IVA, nessuna liquidazione periodica;
  • Fatturazione elettronica obbligatoria ma con requisiti semplificati;
  • Esonero dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale).

Svantaggi da considerare:

  • Non puoi dedurre le spese reali (attrezzature, pubblicità, logistica, magazzino): solo il 60% forfettario di abbattimento;
  • Se superi 85.000 € di fatturato in corso d’anno, esci dal regime l’anno successivo;
  • Non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti: un ecommerce che compra molti prodotti da rivendere non recupera l’IVA pagata ai fornitori.

Regime Ordinario Semplificato: quando conviene

Chi supera le soglie del forfettario, o chi ha costi reali molto elevati (acquisto di merce da rivendere, affitto magazzino, dipendenti), passa al regime ordinario semplificato o ordinario. In questo caso:

  • Si applica l’IRPEF progressiva per scaglioni: dal 23% al 43%;
  • Si scarica l’IVA pagata sugli acquisti: vantaggio significativo per chi compra molta merce;
  • Si deducono le spese reali sostenute: affitto magazzino, costi logistici, consulenze, ecc.;
  • Si devono gestire liquidazioni IVA periodiche (mensili o trimestrali), dichiarazione IVA annuale, LIPE.
CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Aliquota fiscale5% o 15%23%–43% (IRPEF)
IVA in fatturaNon si applicaSi applica (22% o aliquote ridotte)
Detrazione IVA acquistiNon previstaSì, detraibile
Deduzione spese realiNo (solo forfait 60%)
Adempimenti contabiliSemplificatiCompleti
Soglia massima ricavi85.000 €500.000 € (servizi) / 800.000 € (beni)

Per capire quante tasse pagherai in concreto, consulta la nostra guida completa su tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.

Quanto Si Paga di Tasse con la Partita IVA per Ecommerce {#tasse}

Analizziamo in concreto quanto costa la partita IVA per ecommerce in termini fiscali, attraverso esempi pratici.

Calcolo delle tasse in regime forfettario

Formula:

Reddito imponibile = Fatturato × Coefficiente di redditività (40%)

Imposta = Reddito imponibile × Aliquota (5% o 15%)

Esempio 1 – Ecommerce new entry, anno 1 (aliquota al 5%)

Fatturato annuo: 30.000 €

CalcoloImporto
Reddito imponibile (30.000 × 40%)12.000 €
Imposta sostitutiva (12.000 × 5%)600 €

Esempio 2 – Ecommerce consolidato, dal 6° anno (aliquota al 15%)

Fatturato annuo: 50.000 €

CalcoloImporto
Reddito imponibile (50.000 × 40%)20.000 €
Contributi INPS versati l’anno precedente (da sottrarre)~4.611 €
Imponibile netto15.389 €
Imposta sostitutiva (15.389 × 15%)~2.308 €

Calcolo delle tasse in regime ordinario

In regime ordinario, il reddito imponibile è dato da ricavi meno costi effettivi meno contributi INPS, e su questo si applicano le aliquote IRPEF progressive:

Scaglione IRPEFAliquota
Fino a 28.000 €23%
Da 28.001 € a 50.000 €35%
Oltre 50.000 €43%

A queste si aggiungono le addizionali regionali e comunali (variabili, mediamente tra 0,5% e 3,3%) e, per le imprese con dipendenti o superamento di certe soglie, l’IRAP.

Per un calcolo personalizzato, puoi utilizzare la guida al calcolo delle tasse in regime forfettario.

Contributi INPS per Chi Vende Online {#contributi-inps}

Quando si valuta quanto costa la partita IVA per ecommerce, i contributi previdenziali sono spesso la voce più sottovalutata. Eppure rappresentano la spesa fissa più rilevante, indipendente dal fatturato.

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Iscrizione alla Gestione Commercianti INPS

Chi gestisce un ecommerce come ditta individuale commerciale deve iscriversi alla Gestione Commercianti dell’INPS e versare:

Contributi fissi minimi (2026):

VoceImporto annuo
Contributi fissi (fino a reddito imponibile di 18.808 €)~4.611,64 €
Contributi eccedenti il minimale (sul reddito > 18.808 €)+24,48%

In regime forfettario (riduzione del 35%):

ScenarioImporto annuo
Contributi fissi con riduzione 35%~2.997,57 €
Riduzione ulteriore del 50% per i primi 3 anni (nuove iscrizioni)~2.305 €

Come richiedere le agevolazioni: La riduzione del 35% per i forfettari si richiede tramite il portale INPS, nella sezione Gestione Commercianti. La riduzione del 50% per le nuove iscrizioni si richiede separatamente. Le due riduzioni non si cumulano.

Scadenze di versamento dei contributi INPS

I contributi fissi si versano in quattro rate trimestrali tramite modello F24:

RataScadenza
1ª rata16 maggio
2ª rata20 agosto
3ª rata16 novembre
4ª rata16 febbraio (anno successivo)

Esempio pratico: costo totale contributi + tasse

Ecommerce, primo anno, fatturato 35.000 €, regime forfettario con aliquota 5% e riduzione contributi 50%

VoceImporto
Reddito imponibile (35.000 × 40%)14.000 €
Contributi INPS ridotti 50%2.305 €
Imponibile fiscale netto11.695 €
Imposta sostitutiva al 5%~585 €
Contributi INPS~2.305 €
Totale imposte + contributi~2.890 €

Costi Annuali di Gestione della Partita IVA per Ecommerce {#costi-gestione}

Oltre alle tasse e ai contributi, quanto costa la partita IVA per ecommerce ogni anno dipende anche dai costi di gestione amministrativa e fiscale.

Commercialista o gestione autonoma

Tipo di supportoCosto annuo indicativo
Gestione completa con commercialista tradizionale1.000–2.500 €
Servizio di contabilità online (piattaforme digitali)300–800 €
Gestione completamente autonoma0 € (ma richiede formazione e tempo)

Il costo del commercialista per una partita IVA in forfettario è generalmente più basso rispetto al regime ordinario, data la minor complessità degli adempimenti.

Fatturazione elettronica

Dal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari. Le fatture devono essere emesse in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

StrumentoCosto
Software fatturazione base (gratuiti con limite)0 €
Software fatturazione avanzato50–150 € / anno
Fatturazione integrata nel servizio contabilitàIncluso nel pacchetto

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente un servizio di fatturazione elettronica sul portale Fatture e Corrispettivi.

Diritto camerale annuale

Come anticipato, ogni anno le ditte individuali commerciali versano il diritto camerale annuale:

Tipologia impresaImporto annuo 2026
Impresa individuale (sezione ordinaria)120 €
Impresa individuale (sezione speciale)44 €

PEC e firma digitale (rinnovi annuali)

StrumentoCosto annuo
PEC5–30 €
Firma digitale25–70 €

Costi specifici per l’ecommerce (non fiscali, ma da considerare)

Un ecommerce presenta anche costi operativi che incidono sulla redditività dell’attività, non sulla partita IVA in sé, ma che è utile considerare nella pianificazione:

VoceRange di costo annuo
Hosting e dominio sito web50–500 €
Piattaforma ecommerce (SaaS)200–2.000 €
Gestione marketplace (commissioni)Variabile: 8–15% sul venduto
Logistica e spedizioniVariabile
Pubblicità digitaleVariabile

Tabella Riepilogativa: Tutti i Costi in un Colpo d’Occhio {#tabella-riepilogativa}

Ecco un quadro completo di quanto costa la partita IVA per ecommerce nelle diverse fasi e scenari:

Costi di apertura (una tantum)

VoceFai da teCon commercialista
Apertura partita IVA (Agenzia Entrate)0 €100–200 €
Iscrizione Camera di Commercio~135 €Inclusa nel pacchetto
Firma digitale + PEC (primo anno)35–100 €Spesso incluse
Totale~170–235 €~300–700 €

Costi annuali ricorrenti – Regime Forfettario, fatturato 30.000 €

VoceImporto annuo
Imposta sostitutiva (5% – primi 5 anni)600 €
Contributi INPS (ridotti 35%)~2.997 €
Diritto camerale annuale120 €
Commercialista (forfettario base)500–1.200 €
Software fatturazione0–150 €
PEC + firma digitale30–100 €
Totale stimato~4.247–5.167 €

Costi annuali ricorrenti – Regime Forfettario, fatturato 70.000 €

VoceImporto annuo
Reddito imponibile (70.000 × 40%)28.000 €
Imposta sostitutiva al 15%~3.508 €
Contributi INPS fissi + variabili (24,48% sulla parte > 18.808 €)~7.050 €
Diritto camerale120 €
Gestione contabile800–1.500 €
Totale stimato~11.478–12.178 €

Costi annuali – Regime Ordinario, fatturato 100.000 €

VoceImporto annuo (stima)
IRPEF (su reddito netto stimato ~40.000 €)~10.000–13.000 €
Contributi INPS Gestione Commercianti~8.000–10.000 €
IRAP (se applicabile)Variabile
Commercialista regime ordinario1.500–3.000 €
Adempimenti IVA (software + gestione)200–500 €
Totale stimato~20.000–27.000 €

Come Ridurre le Spese della Partita IVA per Ecommerce {#risparmiare}

Sapere quanto costa la partita IVA per ecommerce è utile, ma sapere come ottimizzare i costi lo è ancora di più. Ecco le strategie più efficaci e legalmente corrette.

1. Sfrutta l’aliquota al 5% per i primi 5 anni

Se sei al primo inizio di attività (mai avuto partita IVA in precedenza, o almeno 3 anni senza), hai diritto all’aliquota sostitutiva ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non perdere questa finestra: la differenza tra 5% e 15% su un imponibile di 20.000 € vale 2.000 € l’anno.

2. Richiedi la riduzione dei contributi INPS al 35%

In regime forfettario, la riduzione contributiva del 35% va richiesta esplicitamente all’INPS ogni anno. Non è automatica. Se non la richiedi, paghi i contributi pieni. La domanda si presenta tramite il portale INPS.

3. Richiedi la riduzione del 50% per le nuove iscrizioni

Se ti iscrivi per la prima volta alla Gestione Commercianti INPS, puoi richiedere una riduzione dei contributi del 50% per i primi 3 anni, a prescindere dal regime fiscale. Questa agevolazione è prevista dall’art. 1, comma 7, della Legge 92/2012.

4. Apri la partita IVA in autonomia

L’apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita e relativamente semplice, anche online. Se il tuo profilo è lineare (nessuna attività precedente, nessuna situazione complessa), puoi farlo in autonomia risparmiando 100–200 € di consulenza iniziale.

5. Usa il servizio gratuito di fatturazione dell’Agenzia delle Entrate

Per chi emette poche fatture, il servizio gratuito sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate è sufficiente. Non è necessario pagare un software se il volume di transazioni è limitato.

6. Pianifica la transizione al regime ordinario

Se il tuo fatturato si avvicina agli 85.000 €, inizia a pianificare il passaggio al regime ordinario per tempo. Un commercialista esperto può aiutarti a ottimizzare le spese deducibili nel periodo di transizione.

7. Valuta i finanziamenti a fondo perduto

Esistono incentivi e contributi a fondo perduto per le nuove partite IVA, incluse quelle dedicate all’ecommerce. Consulta la nostra guida su finanziamenti a fondo perduto per nuove partite IVA per scoprire cosa è disponibile nella tua regione.

Domande Frequenti (FAQ) {#faq}

È obbligatorio aprire la partita IVA per vendere prodotti online anche se vendo poco?

Dipende dalla frequenza e dall’organizzazione dell’attività. La vendita online di beni propri in modo abituale e organizzato richiede la partita IVA, indipendentemente dal volume di vendite. Non esiste una soglia minima di fatturato sotto cui si è esonerati per la vendita di prodotti fisici. Al contrario, per le prestazioni di lavoro autonomo (non vendita di beni), esiste la soglia di 5.000 € lordi annui per le prestazioni occasionali, ma questa non si applica all’ecommerce di prodotti. In caso di dubbio, è sempre consigliabile consultare un commercialista o fare riferimento all’Agenzia delle Entrate.

Quanto costa la partita IVA per ecommerce nel primo anno in totale?

Nel primo anno, quanto costa la partita IVA per ecommerce dipende dal fatturato e dal regime scelto. Con un fatturato di 30.000 €, in regime forfettario con aliquota al 5% e la riduzione contributiva del 50% per le nuove iscrizioni, la spesa totale stimata è:

  • Apertura (fai da te): ~170–235 €
  • Tasse (imposta sostitutiva 5%): ~600 €
  • Contributi INPS ridotti 50%: ~2.305 €
  • Gestione contabile (base): ~500–800 €
  • Costi fissi (Camera di Commercio, PEC, ecc.): ~200 €
  • Totale primo anno: circa 3.775–4.140 €

Qual è il codice ATECO corretto per il mio ecommerce nel 2026?

Con la riforma ATECO 2025 entrata in vigore il 1° aprile 2025, non esiste più un unico codice per l’ecommerce. Il codice ATECO corretto dipende dalla categoria merceologica dei prodotti che vendi. Tutti i codici appartenenti alla sezione 47 (commercio al dettaglio) hanno lo stesso coefficiente di redditività del 40% in regime forfettario, quindi la scelta non impatta direttamente sulla tassazione. Tuttavia, un codice errato può causare problemi nelle comunicazioni con la Camera di Commercio e con l’Agenzia delle Entrate. Verifica il codice corretto sul sito ufficiale dell’ISTAT o tramite la Camera di Commercio.

Posso gestire una partita IVA per ecommerce senza un commercialista?

Sì, è possibile, soprattutto in regime forfettario. Gli adempimenti in forfettario sono significativamente ridotti rispetto al regime ordinario: nessuna dichiarazione IVA, nessun registro delle fatture, nessun bilancio. Tuttavia, è necessario:

  • Emettere fatture elettroniche correttamente tramite il Sistema di Interscambio (SDI);
  • Presentare la dichiarazione dei redditi annuale (modello Unico PF);
  • Versare le rate di contributi INPS e le imposte nelle scadenze previste;
  • Tenere un registro degli incassi (principio di cassa).

Molti titolari di piccoli ecommerce in forfettario gestiscono autonomamente la propria situazione fiscale con l’ausilio di software dedicati. Per attività più complesse, il supporto di un professionista resta consigliabile.

Cosa succede se supero i 85.000 € di fatturato con il forfettario?

Se nel corso dell’anno superi la soglia di 100.000 €, esci dal regime forfettario immediatamente e devi applicare l’IVA sulle operazioni effettuate. Se invece superi 85.000 € ma rimani sotto 100.000 €, uscirai dal forfettario a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo. In entrambi i casi, l’anno in cui si fuoriesce dal forfettario è necessario presentare anche la dichiarazione IVA. Superare la soglia non è un problema: è semplicemente il segnale che la tua attività è cresciuta.

Quali IVA si paga per le vendite nell’ecommerce con partita IVA in regime ordinario?

In regime ordinario (o semplificato), devi applicare l’IVA sulle vendite al consumatore finale. L’aliquota ordinaria è del 22%, ma esistono aliquote ridotte:

  • 4% per prodotti alimentari di prima necessità, libri, giornali;
  • 10% per alcuni alimenti, farmaci da banco, abbigliamento per bambini.

Per le vendite B2B all’interno dell’UE, si applicano le regole delle cessioni intracomunitarie (non imponibili con partita IVA comunitaria del cliente). Per le vendite a consumatori UE (B2C), dal 1° luglio 2021 si applica il sistema OSS (One Stop Shop): se superi la soglia di 10.000 € di vendite verso altri Paesi UE, devi applicare l’IVA del Paese di destinazione.

Come funziona la fatturazione per un ecommerce che vende a privati?

Per le vendite online a consumatori finali italiani (commercio elettronico indiretto, ovvero beni fisici spediti), secondo la Risoluzione n. 274/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate, non c’è obbligo di emissione di fattura se non richiesta dal cliente. È però necessario certificare i corrispettivi tramite registrazione elettronica. Se il cliente è in regime forfettario e richiede fattura, questa va emessa in formato elettronico. Per le vendite B2B (ad altre partite IVA), la fattura elettronica è sempre obbligatoria.

È possibile vendere su marketplace (come piattaforme di aste o social commerce) con la partita IVA per ecommerce?

Sì. La partita IVA per ecommerce ti consente di vendere su qualsiasi piattaforma: il tuo sito, marketplace generalisti, piattaforme di aste online, social commerce, ecc. Dal punto di vista fiscale, i ricavi generati su tutte le piattaforme si sommano nel tuo fatturato annuale. Le piattaforme digitali hanno obblighi di comunicazione verso le autorità fiscali (DAC7), quindi i tuoi guadagni sono tracciati. Puoi approfondire nella nostra guida su come vendere su marketplace con partita IVA.

Quanto costa la partita IVA per ecommerce se apro come società (SRL) invece di ditta individuale?

Aprire una SRL (Società a Responsabilità Limitata) per un ecommerce comporta costi significativamente più elevati:

  • Atto notarile di costituzione: da 1.500 a 3.000 € + IVA;
  • Capitale sociale minimo: 1 € (SRL semplificata) o 10.000 € (SRL ordinaria);
  • Iscrizione Camera di Commercio: circa 200 € + diritti variabili in base al fatturato;
  • Tassazione IRES: 24% sull’utile societario;
  • IRAP: 3,9% (salvo esenzioni regionali);
  • Gestione contabile: 2.000–5.000 € l’anno (con obbligo di bilancio, revisore, ecc.);
  • Contributi INPS: se l’amministratore è anche lavoratore, obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti o Separata.

La SRL conviene quando i ricavi sono elevati, quando si vuole separare il patrimonio personale da quello aziendale, o quando si prevedono investimenti significativi. Per fatturati iniziali sotto 85.000 €, la ditta individuale in forfettario è quasi sempre la scelta più economica.

Esiste un’agevolazione specifica per giovani che aprono la partita IVA per ecommerce?

Sì. Per i giovani fino a 35 anni che aprono la partita IVA per la prima volta, l’aliquota dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni è già un’agevolazione significativa. Inoltre, per le nuove iscrizioni alla Gestione Commercianti INPS è prevista la riduzione del 50% dei contributi per i primi 3 anni. Alcune regioni offrono poi contributi a fondo perduto specifici per giovani imprenditori digitali: è sempre utile consultare il portale della propria regione o la Camera di Commercio locale.

Conclusione {#conclusione}

Capire quanto costa la partita IVA per ecommerce è fondamentale prima di avviare qualsiasi attività di vendita online. Come hai visto, i costi si articolano su più livelli:

  1. Costi di apertura: praticamente azzerabili se si agisce in autonomia (a partire da circa 170–235 €);
  2. Tasse: molto contenute in regime forfettario (5% o 15% su solo il 40% dei ricavi);
  3. Contributi INPS: la voce più pesante, ma ottimizzabile con le riduzioni previste dalla legge;
  4. Costi di gestione: variabili in base al livello di supporto professionale scelto.

Il regime forfettario è quasi sempre la scelta ideale per chi inizia: permette di pagare pochissime tasse nei primi anni, evita la complessità degli adempimenti IVA e riduce al minimo i costi di gestione contabile.

Con un fatturato di 30.000 € nel primo anno, il carico fiscale e contributivo complessivo (tasse + INPS + costi fissi) è stimabile attorno ai 3.500–4.500 €. Un costo gestibile, che ti lascia margine per investire nella crescita del tuo negozio online.

Il consiglio finale: prima di aprire, pianifica con cura. Simula i tuoi ricavi attesi, verifica i requisiti del forfettario, scegli il codice ATECO corretto in base ai prodotti che vendi e, se hai dubbi, confrontati con un commercialista. Il costo di una consulenza iniziale si ripaga rapidamente con la scelta del regime fiscale giusto.

Per un approfondimento dettagliato su tutti gli obblighi di apertura, leggi la guida completa su come aprire la partita IVA in regime forfettario e su quanto costa aprire una partita IVA.


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Riferimenti e Fonti Ufficiali


Le informazioni contenute in questa guida si basano sulla normativa vigente e sugli importi ufficiali pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e dalle Camere di Commercio. Per situazioni individuali specifiche, si raccomanda sempre la consulenza di un professionista abilitato.

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