IVA Croata: Guida Completa su Aliquote, PDV e Novità

IVA Croata: Guida Completa su Aliquote, PDV e Novità

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Introduzione: Cos’è l’IVA Croata e Perché È Importante Conoscerla

L’IVA Croata — denominata ufficialmente PDV (Porez na dodanu vrijednost, che in italiano si traduce letteralmente come “imposta sul valore aggiunto”) — è l’imposta indiretta che si applica alla quasi totalità dei beni e servizi ceduti o prestati in Croazia. Chiunque operi commercialmente in questo Paese o intrattenga rapporti d’affari con imprese croate ha il dovere di comprenderne le regole, le aliquote e gli adempimenti.

L’IVA Croata ha assunto un’importanza crescente a livello internazionale per due ragioni fondamentali. In primo luogo, la Croazia è entrata nell’Unione Europea il 1° luglio 2013, allineando il proprio sistema IVA alla Direttiva IVA 2006/112/CE. In secondo luogo, il 1° gennaio 2023 la Croazia ha adottato l’euro come valuta ufficiale, diventando il ventesimo Stato membro dell’area euro: da quel momento, tutte le soglie e gli importi fiscali — comprese quelle relative all’IVA — sono espressi direttamente in euro, eliminando la necessità di conversione dalla precedente valuta, la kuna.

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In questa guida troverai tutto ciò che è necessario sapere sull’IVA Croata: aliquote ordinarie e ridotte, soglie di registrazione, modalità di dichiarazione e versamento, operazioni esenti, rimborsi, transazioni intracomunitarie e molto altro. Ogni informazione è verificata sulle fonti ufficiali.

1. Sistema IVA in Croazia: Quadro d’Insieme {#sistema-iva-croazia}

La Croazia applica l’Imposta sul Valore Aggiunto (PDV) in conformità con la normativa europea. Il sistema è disciplinato principalmente dal Zakon o porezu na dodanu vrijednost (Legge sull’Imposta sul Valore Aggiunto), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale croata (Narodne novine) n. 73/13, con successive modifiche, l’ultima delle quali è entrata in vigore nel 2026.

L’ente preposto alla gestione e al controllo dell’IVA è la Porezna uprava (Amministrazione Fiscale), che fa capo al Ministero delle Finanze della Repubblica di Croazia. Questo ente è l’equivalente croato della nostra Agenzia delle Entrate.

Caratteristiche principali del sistema IVA Croato

Il sistema IVA della Croazia presenta le seguenti caratteristiche strutturali:

Struttura multi-aliquota: la Croazia adotta tre livelli principali di imposizione — un’aliquota ordinaria del 25%, due aliquote ridotte del 13% e del 5%, più un’aliquota zero per le esportazioni e alcune altre fattispecie.

Piena conformità UE: dall’adesione del 2013, il regime IVA croato è stato progressivamente armonizzato con la Direttiva 2006/112/CE e con i Regolamenti UE di attuazione. Le imprese europee che operano in Croazia trovano quindi un sistema familiare, anche se con alcune specificità nazionali.

Digitalizzazione avanzata: la Croazia ha introdotto da anni la fatturazione elettronica obbligatoria (sistema Fiskalizacija) per le transazioni B2C e ha esteso gradualmente la digitalizzazione alle dichiarazioni IVA, tutte presentate tramite il portale e-Porezna.

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2. Aliquote IVA Croate: Ordinaria, Ridotte e Zero {#aliquote-iva-croate}

Il cuore del sistema dell’IVA Croata è la struttura delle aliquote. Comprendere quale aliquota si applica a un determinato bene o servizio è fondamentale per evitare errori di fatturazione e sanzioni.

Aliquota Ordinaria: 25%

L’aliquota ordinaria dell’IVA Croata è del 25%. Si applica a tutti i beni e servizi che non rientrano nei regimi agevolati o esenti. Con questo valore, la Croazia si posiziona tra i Paesi con la pressione IVA più elevata dell’Unione Europea, a pari merito con Danimarca e Svezia, e superata soltanto da Finlandia (25,5%) e Ungheria (27%).

Per fare un confronto diretto: l’Italia applica un’aliquota ordinaria del 22%, quattro punti percentuali in meno rispetto all’IVA Croata. Questo differenziale ha implicazioni concrete per le imprese che operano in entrambi i Paesi.

Aliquota Ridotta: 13%

L’aliquota ridotta del 13% si applica a una serie di beni e servizi considerati di interesse generale o connessi al settore turistico, che rappresenta una delle principali leve economiche della Croazia.

Aliquota Super-Ridotta: 5%

L’aliquota super-ridotta del 5% si applica ai beni di prima necessità, ai farmaci e ai prodotti editoriali.

Aliquota Zero: 0%

La Croazia applica l’aliquota zero principalmente per le esportazioni di beni verso Paesi terzi (extra-UE) e per determinate operazioni assimilate alle esportazioni.

3. Tabella Completa: Quali Beni e Servizi si Applicano alle Diverse Aliquote {#tabella-aliquote}

La tabella seguente riassume le principali categorie di beni e servizi soggetti a ciascuna aliquota dell’IVA Croata.

Tabella 1 – Aliquota Ordinaria (25%)

CategoriaEsempi
Abbigliamento e calzatureTutti i capi di vestiario non di lusso specifico
Elettronica di consumoSmartphone, computer, televisori
Automobili e veicoliAcquisto di auto nuove e usate
Servizi professionaliConsulenza, servizi legali, contabilità
Alcolici e tabaccoVino, birra, spirits, sigarette
Beni immobili (rivendita)Appartamenti e immobili già occupati
Ristorazione (eccetto bevande analcoliche)Pasti al ristorante
Servizi di intrattenimentoCinema, concerti, eventi sportivi
Prodotti cosmetici e di lussoProfumi, articoli di lusso

Tabella 2 – Aliquota Ridotta (13%)

CategoriaEsempi
Servizi di alloggio turisticoHotel, bed & breakfast, case vacanze
Servizi di alloggio con prima colazionePensione completa e mezza pensione
Forniture di energia elettricaBollette domestiche e commerciali
Gas naturaleFornitura residenziale e commerciale
Riscaldamento da teleriscaldamentoServizi di riscaldamento urbano
Raccolta dei rifiutiServizi pubblici di nettezza urbana
Giornali e rivistePubblicazioni periodiche cartacee
Oli e grassi commestibiliOlio d’oliva, olio di semi, burro
Prodotti lattiero-caseariFormaggi, yogurt, panna
SementiPer uso agricolo
Fertilizzanti e pesticidiPer uso agricolo
Prodotti per bambiniPannolini, alimenti per neonati
CinemaBiglietti per proiezioni cinematografiche
Concerti e eventi culturaliBiglietti d’ingresso
Servizi veterinariPer animali da compagnia e da allevamento
Fiori recisi e piantePer uso ornamentale

Tabella 3 – Aliquota Super-Ridotta (5%)

CategoriaEsempi
PaneTutti i tipi di pane
LatteLatte vaccino, ovino e caprino fresco, pastorizzato, omogenizzato
Latte materno sostitutivoLatte in formula per neonati
FarmaciMedicinali con o senza obbligo di prescrizione
LibriLibri cartacei e digitali (e-book)
Pubblicazioni scientificheRiviste e pubblicazioni accademiche
Attrezzatura medicaDispositivi per disabili e attrezzature sanitarie specifiche
MusicaSpartiti e pubblicazioni musicali
Quota per uso agricolo acquaIrrigazione
Accesso a strutture sportiveAbbonamenti palestre e impianti sportivi

Tabella 4 – Aliquota Zero (0%)

CategoriaEsempi
Esportazioni di beniMerci inviate fuori dall’UE
Cessioni intracomunitarieBeni ceduti a soggetti IVA UE
Trasporto internazionaleServizi di trasporto su rotte internazionali
Forniture alle navi d’alto mareRifornimenti a navi impegnate in navigazione internazionale

4. Soglia di Registrazione IVA in Croazia {#soglia-registrazione}

Uno degli aspetti più pratici dell’IVA Croata riguarda la soglia di registrazione obbligatoria: il volume d’affari al di sopra del quale un soggetto è tenuto a iscriversi al sistema PDV.

Soglia per le Imprese Residenti in Croazia

A partire dal 1° gennaio 2025, la soglia di registrazione obbligatoria per le imprese aventi sede in Croazia è stata portata a € 60.000 di fatturato annuo imponibile. Questa modifica rappresenta un aumento significativo rispetto alla precedente soglia di € 40.000, nell’ambito di un pacchetto di riforma fiscale volto ad alleggerire gli oneri burocratici per le micro-imprese.

Ciò significa che un’impresa croata il cui fatturato non superi € 60.000 all’anno può operare come “piccolo contribuente” (mali porezni obveznik) senza obbligo di iscrizione al registro PDV. Tuttavia, può scegliere volontariamente di registrarsi.

Attenzione: alcune tipologie di operazioni non concorrono al calcolo della soglia dei € 60.000. In particolare, sono escluse dal computo:

  • I servizi tassabili secondo il principio generale del luogo di stabilimento del committente (reverse charge B2B)
  • Le cessioni di beni strumentali (macchinari, veicoli) e di diritti e proprietà intellettuale
  • I servizi per i quali il luogo di tassazione non è il territorio croato (immobili, servizi culturali, artistici, educativi, trasporti, ecc.)

Soglia per le Imprese Non Residenti

Le imprese non aventi sede in Croazia ma che vi effettuano operazioni imponibili non godono di alcuna soglia di esenzione: sono tenute a registrarsi fin dalla prima operazione imponibile effettuata nel territorio croato.

Fanno eccezione le imprese UE che utilizzano il meccanismo One Stop Shop (OSS) per la gestione dell’IVA sulle vendite a distanza verso consumatori finali croati, per il quale vige la soglia EU comune di € 10.000 annui di vendite cross-border.

Tabella Riepilogativa – Soglie di Registrazione IVA in Croazia

Tipo di soggettoSoglia di registrazione
Impresa residente in Croazia€ 60.000/anno (dal 1° gennaio 2025)
Impresa UE non residenteNessuna soglia – obbligo dalla prima operazione
Impresa extra-UE non residenteNessuna soglia – obbligo dalla prima operazione
Vendite a distanza intra-UE (B2C)€ 10.000/anno (soglia UE comune)
Piccolo contribuente EU (schema “SME”)€ 100.000 UE + € 60.000 in Croazia

5. Come Registrarsi al Sistema IVA Croato {#come-registrarsi}

La registrazione al sistema IVA Croato avviene tramite la Porezna uprava (Amministrazione Fiscale). Ecco i passaggi principali.

Documenti Necessari per la Registrazione

Per registrarsi al PDV croato è necessario presentare:

  • Modulo di domanda compilato per l’assegnazione del numero PDV
  • Estratto del registro delle imprese (visura camerale) del Paese di origine
  • Procura notarile (se la domanda è presentata da un agente o rappresentante)
  • Descrizione delle attività economiche svolte e del fatturato previsto in Croazia
  • Documentazione sulla presenza fiscale in Croazia (eventuale stabile organizzazione)
  • Coordinate bancarie dell’impresa
  • Eventuale nomina del rappresentante fiscale (obbligatoria per le imprese extra-UE)

I documenti devono essere tradotti in lingua croata.

Tempi di Registrazione

Una volta presentata tutta la documentazione, il numero di partita IVA Croata viene normalmente assegnato entro due settimane.

Rappresentante Fiscale: Obbligatorio per le Imprese Extra-UE

Le imprese con sede al di fuori dell’Unione Europea che effettuano operazioni imponibili in Croazia devono obbligatoriamente nominare un rappresentante fiscale (porezni zastupnik). Questo soggetto assume responsabilità solidale per gli adempimenti IVA dell’impresa straniera. Le imprese UE, invece, possono nominare un rappresentante ma non ne hanno l’obbligo.

6. Il Numero di Partita IVA Croata (PDV-ID / OIB) {#partita-iva-croata}

Il sistema identificativo fiscale croato ruota attorno a due codici distinti ma collegati.

OIB – Numero di Identificazione Personale

L’OIB (Osobni identifikacijski broj) è un numero di identificazione personale a 11 cifre assegnato a ogni persona fisica e giuridica presente nel sistema fiscale croato. È l’equivalente del codice fiscale italiano, ed è obbligatorio per svolgere qualsiasi attività economica nel Paese.

PDV-ID – Numero di Partita IVA

Il PDV-ID è il numero di partita IVA Croata ed è costruito semplicemente aggiungendo il prefisso “HR” all’OIB a 11 cifre. Il formato è quindi: HR + 11 cifre (ad esempio: HR12345678901).

Questo numero viene utilizzato per tutte le transazioni soggette a IVA e per le comunicazioni attraverso il sistema VIES (VAT Information Exchange System), che consente di verificare la validità dei numeri IVA europei in tempo reale.

7. Dichiarazione e Versamento dell’IVA Croata {#dichiarazione-versamento}

Periodicità delle Dichiarazioni

La dichiarazione IVA Croata (modello PDV-R) deve essere presentata con cadenza mensile nella maggior parte dei casi. Esistono tuttavia delle eccezioni:

Le imprese con un fatturato annuo inferiore a € 105.000 e che non effettuano acquisti intracomunitari possono optare per la presentazione trimestrale della dichiarazione.

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Scadenze

Tipo di contribuenteFrequenzaScadenza presentazioneScadenza versamento
Imprese con fatturato > € 105.000Mensile20° giorno del mese successivoUltimo giorno del mese successivo
Imprese con fatturato ≤ € 105.000 (senza acquisti intra-UE)Trimestrale20° giorno dopo la fine del trimestreUltimo giorno dopo la fine del trimestre

Modalità di Presentazione

Tutte le dichiarazioni IVA devono essere presentate esclusivamente in formato elettronico attraverso il portale e-Porezna, il sistema online dell’Amministrazione Fiscale croata. Non è possibile presentare dichiarazioni cartacee.

Crediti e Rimborsi

Se l’IVA detraibile (sugli acquisti) supera l’IVA a debito (sulle vendite), il contribuente ha diritto a richiedere il rimborso della differenza oppure a riportarla a credito nel periodo successivo.

8. Operazioni Esenti da IVA in Croazia {#operazioni-esenti}

La legge croata sull’IVA prevede diverse categorie di operazioni esenti, in linea con quanto stabilito dalla Direttiva UE. Le principali esenzioni riguardano:

Servizi finanziari e assicurativi: la concessione di crediti, la gestione di depositi bancari, le operazioni su valuta e strumenti derivati, i contratti di assicurazione e riassicurazione sono esenti da IVA Croata.

Sanità e assistenza sociale: le prestazioni mediche erogate da professionisti sanitari autorizzati, i servizi ospedalieri e le prestazioni di assistenza sociale sono esenti.

Istruzione e formazione: le prestazioni di servizi educativi da parte di istituzioni pubbliche e private riconosciute sono esenti dall’IVA Croata.

Servizi culturali e sportivi: le prestazioni di alcuni servizi culturali offerti da enti pubblici o non profit.

Servizi postali pubblici: le prestazioni del servizio postale universale.

Locazioni immobiliari a uso abitativo: l’affitto di immobili a uso residenziale è generalmente esente da IVA Croata (diversamente dall’affitto di immobili commerciali, che può essere soggetto a IVA).

Cessioni di terreni non edificabili: la vendita di terreni privi di destinazione edificatoria è esente.

Prima cessione di fabbricati nuovi: la prima vendita di un’abitazione nuova (prima occupazione) beneficia di un regime speciale, mentre le rivendite successive di immobili già abitati sono esenti da IVA.

9. IVA Croata sulle Operazioni Intracomunitarie {#operazioni-intracomunitarie}

Con l’ingresso nell’Unione Europea, la Croazia ha recepito l’intero quadro normativo sulle operazioni tra Paesi UE. Questo è particolarmente rilevante per le imprese italiane che intrattengono rapporti commerciali con controparti croate.

Cessioni Intracomunitarie di Beni (B2B)

Quando un’impresa italiana vende beni a un’impresa con Partite IVA europea registrata in Croazia, la cessione si configura come cessione intracomunitaria non imponibile ai sensi dell’articolo 41 del D.L. 331/1993 (per il lato italiano). In Croazia, l’acquirente sarà tenuto ad auto-applicare l’IVA mediante il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), integrandola nella propria dichiarazione PDV.

Condizioni necessarie per il non assoggettamento ad IVA:

  • Entrambe le parti devono essere soggetti passivi iscritti al sistema IVA nei rispettivi Paesi
  • Il numero PDV-ID del cliente croato deve essere verificato tramite VIES prima dell’emissione della fattura
  • I beni devono essere fisicamente trasportati dall’Italia in Croazia
  • La cessione deve essere documentata con prove del trasporto

Acquisti Intracomunitari in Croazia

Quando un’impresa croata acquista beni da un’impresa UE, deve integrare l’IVA Croata applicando il reverse charge e dichiararla nel proprio modello PDV-R.

Intrastat

Le imprese croate registrate all’IVA che effettuano scambi intracomunitari di beni superiori a determinate soglie devono presentare le dichiarazioni Intrastat:

  • Soglia per le spedizioni (dispatches): € 200.000 all’anno
  • Soglia per gli arrivi (arrivals): € 400.000 all’anno

Le dichiarazioni Intrastat si presentano entro il 15° giorno del mese successivo al periodo di riferimento, attraverso il portale e-Porezna.

Elenchi Riepilogativi (EC Sales Lists)

Le imprese croate che effettuano cessioni intracomunitarie di beni o determinate prestazioni di servizi a soggetti IVA di altri Paesi UE devono presentare periodicamente gli Elenchi Riepilogativi (ZP obrazac), equivalente croato degli elenchi INTRA italiani. Anche in assenza di operazioni, potrebbe essere richiesta una dichiarazione nulla.

10. IVA Croata su Importazioni ed Esportazioni {#importazioni-esportazioni}

Importazioni

L’importazione di beni da Paesi extra-UE in Croazia è soggetta all’IVA Croata all’aliquota applicabile alla categoria del bene importato (25%, 13% o 5%). L’IVA viene normalmente liquidata al momento dello sdoganamento, insieme ai dazi doganali eventualmente dovuti.

Le imprese registrate al PDV che importano regolarmente beni possono beneficiare del regime di differimento del pagamento dell’IVA all’importazione: invece di versare l’imposta in dogana, la riportano nella propria dichiarazione periodica come IVA a debito, con contestuale detrazione come IVA a credito. Questo meccanismo migliora significativamente il flusso di cassa degli importatori.

Esportazioni

Le esportazioni di beni verso Paesi extra-UE sono soggette all’aliquota zero dell’IVA Croata. Questo significa che il fornitore croato non addebita IVA sulle merci esportate ma mantiene il diritto di detrarre l’IVA pagata sugli acquisti correlati all’esportazione. Per beneficiare di questo regime, è necessario disporre della documentazione doganale che attesta l’effettiva uscita dei beni dal territorio UE.

11. Rimborso dell’IVA Croata {#rimborso-iva}

Rimborso per Imprese Residenti

Un’impresa croata registrata al PDV che abbia generato un credito IVA (ovvero l’IVA detraibile supera l’IVA a debito) può richiedere il rimborso entro i termini ordinari di presentazione della dichiarazione. Il rimborso viene normalmente erogato entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta, salvo verifiche fiscali.

Rimborso per Imprese UE Non Residenti

Le imprese stabilite in un altro Stato membro UE che abbiano sostenuto IVA Croata su beni e servizi acquistati in Croazia (senza avere una stabile organizzazione nel Paese) possono richiedere il rimborso attraverso il portale elettronico del proprio Paese di stabilimento, ai sensi della Direttiva 2008/9/CE. La richiesta di rimborso dell’IVA Croata deve essere presentata entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento. L’importo minimo rimborsabile è di € 50 per richieste infrannuali e € 25 per richieste annuali.

Rimborso per Imprese Extra-UE

Le imprese stabilite fuori dall’UE possono richiedere il rimborso dell’IVA Croata solo se sussiste reciprocità tra la Croazia e il Paese di stabilimento. La domanda va presentata direttamente alla Porezna uprava entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento.

12. Inversione Contabile (Reverse Charge) in Croazia {#reverse-charge}

Il meccanismo dell’inversione contabile (in croato: prijenos porezne obveze) trasferisce l’obbligo di versamento dell’IVA dal fornitore al destinatario della prestazione. In Croazia si applica nelle seguenti circostanze principali:

Servizi da soggetti non residenti: quando un’impresa straniera (UE o extra-UE) senza stabile organizzazione in Croazia presta servizi a un soggetto passivo croato, quest’ultimo deve auto-liquidare l’IVA Croata.

Settore delle costruzioni: le prestazioni di servizi di costruzione, installazione e manutenzione di immobili tra soggetti passivi croati sono soggette al reverse charge quando il prestatore non è stabilito in Croazia o in specifiche fattispecie previste dalla legge nazionale.

Cessioni di beni specifici: il reverse charge si applica anche per alcune cessioni particolari, come i certificati ETS (European Trading System) e alcune materie prime.

Operazioni intracomunitarie B2B: come descritto nella sezione precedente, gli acquisti intracomunitari di beni sono sempre soggetti al meccanismo di auto-liquidazione da parte del cessionario croato.

13. Fatturazione Elettronica in Croazia {#fatturazione-elettronica}

La Croazia è stata pioniera nell’adozione della fatturazione elettronica in Europa. Il sistema si articola su due livelli: la fiscalizzazione (Fiskalizacija) e la fattura elettronica (eRačun).

Fiskalizacija (Fiscalizzazione)

Dal 2013 la Croazia ha introdotto l’obbligo di fiscalizzazione per le transazioni in contanti. Ogni scontrino fiscale o fattura pagata in contanti deve essere trasmesso in tempo reale all’Amministrazione Fiscale attraverso un sistema di registratori di cassa certificati. Questo sistema ha contribuito a ridurre significativamente l’evasione fiscale nel Paese.

eRačun – Fattura Elettronica B2G

Per le transazioni verso la Pubblica Amministrazione (Business to Government, B2G), la Croazia ha reso obbligatorio l’utilizzo della fattura elettronica in formato UBL 2.1, conforme allo standard europeo EN 16931. Le fatture B2G devono essere trasmesse attraverso la piattaforma nazionale FINA eRačun za državu (Agenzia Finanziaria croata – Servizio eRačun per lo Stato).

Standard e Formato

Le fatture elettroniche destinate alla Pubblica Amministrazione croata devono rispettare:

  • Il formato XML strutturato (UBL 2.1 o CII – Cross Industry Invoice)
  • Lo standard europeo EN 16931 per la fattura elettronica
  • Le specifiche tecniche della piattaforma FINA

Fatturazione Elettronica B2B

Mentre l’obbligo B2G è già pienamente in vigore, la Croazia sta lavorando all’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche alle transazioni tra imprese private (B2B), seguendo l’evoluzione del panorama europeo..

14. Sanzioni per Inadempienze IVA in Croazia {#sanzioni}

Il mancato rispetto degli obblighi IVA in Croazia comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie significative.

Tabella Sanzioni IVA in Croazia

Tipo di inadempienzaSanzione minimaSanzione massima
Mancata o tardiva presentazione della dichiarazione PDV€ 265€ 66.400
Mancato o tardivo versamento dell’IVAInteressi al 5,89% annuo sull’importo non versato
Mancata registrazione al sistema PDV€ 265€ 66.400
Irregolarità nella fatturazioneVariabile in base alla gravitàFino a € 66.400
Omessa presentazione degli elenchi IntrastatSanzioni specifiche

Le sanzioni vengono irrogate dalla Porezna uprava a seguito di controlli e verifiche fiscali. Per i contribuenti che collaborano e regolarizzano spontaneamente la propria posizione, è spesso possibile ottenere riduzioni delle sanzioni.

15. Confronto: IVA Croata vs IVA Italiana e Altri Paesi UE {#confronto-ue}

Tabella Comparativa Aliquote IVA nei Principali Paesi UE (2026)

PaeseAliquota OrdinariaPrima Aliquota RidottaSeconda Aliquota RidottaAliquota Zero
Ungheria27%18%5%0%
Finlandia25,5%13,5%0%
Croazia25%13%5%0%
Danimarca25%0%
Svezia25%12%6%0%
Polonia23%8%5%0%
Slovacchia23%19%5%0%
Italia22%10%5%4%
Paesi Bassi21%9%0%
Belgio21%12%6%0%
Austria20%13%10%0%
Portogallo23%13%6%0%
Spagna21%10%4%0%
Germania19%7%0%
Malta18%7%5%0%
Lussemburgo16%14%8%3%

Fonte: Commissione Europea, ASD Group – Aliquote aggiornate al 2026. Alcune aliquote potrebbero subire variazioni nel corso dell’anno; verificare sempre le fonti ufficiali per la situazione aggiornata. 

L’IVA Croata nel Contesto Europeo

La Croazia si posiziona tra i Paesi con il livello di IVA più elevato nell’Unione Europea. Questo dato si spiega in parte con la struttura economica del Paese, fortemente orientata al turismo: applicando un’aliquota ordinaria del 25% su beni di consumo ad alta domanda stagionale e una ridotta del 13% sui servizi alberghieri, il governo croato riesce a bilanciare il gettito fiscale senza penalizzare eccessivamente il settore turistico.

In confronto con l’IVA italiana al 22%, l’IVA Croata è superiore di tre punti percentuali sull’aliquota ordinaria, ma la Croazia adotta aliquote super-ridotte simili all’Italia (5% contro il minimo del 5% e 4% italiani) per i beni di prima necessità.

16. IVA Croata sul Turismo e sull’Immobiliare {#turismo-immobiliare}

IVA Croata nel Settore Turistico

Il turismo è il settore trainante dell’economia croata, contribuendo in modo determinante al PIL nazionale. Il regime IVA per il settore è strutturato per favorire la competitività delle strutture ricettive croate.

Servizi alberghieri e di alloggio: l’aliquota ridotta del 13% si applica ai servizi di alloggio in hotel, pensioni, bed & breakfast, agriturismi e affittacamere. Questa aliquota ridotta vale anche per il pernottamento con prima colazione inclusa.

Affitti brevi (tipo Airbnb): i privati che affittano stanze o appartamenti a turisti e superano determinate soglie di fatturato devono aprire una partita IVA Croata e applicare l’aliquota del 13% sui servizi di alloggio.

Ristorazione: i pasti al ristorante, caffè e bar sono generalmente soggetti all’aliquota ordinaria del 25%.

Trasporto passeggeri: le corse in taxi e i servizi di noleggio auto con conducente sono soggetti all’aliquota ordinaria del 25%. Il trasporto aereo internazionale beneficia dell’aliquota zero.

IVA Croata nel Settore Immobiliare

Le regole dell’IVA Croata nel settore immobiliare presentano alcune specificità importanti:

Prima cessione di immobili nuovi: la vendita di un immobile nuovo da parte del costruttore è soggetta all’aliquota ordinaria del 25% di IVA Croata. Il costruttore può detrarre l’IVA sugli acquisti effettuati durante la costruzione.

Rivendita di immobili usati: la rivendita di immobili già occupati è esente da IVA Croata ma può essere soggetta all’imposta sul trasferimento immobiliare al tasso del 3% del valore di mercato, a carico dell’acquirente.

Locazioni commerciali: le locazioni di immobili a uso commerciale e industriale possono essere soggette a IVA, a differenza delle locazioni residenziali che sono esenti.

Locazioni residenziali: l’affitto di abitazioni a persone fisiche per uso residenziale è esente dall’IVA Croata.

17. IVA Croata per le Imprese Italiane: Aspetti Operativi {#imprese-italiane}

Le imprese italiane che operano in Croazia o con controparti croate devono prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti operativi dell’IVA Croata.

Verifica del Numero PDV Prima di Emettere Fattura

Prima di emettere una fattura senza IVA per una cessione intracomunitaria a un cliente croato, è obbligatorio verificare che il numero PDV-ID croato sia valido e attivo attraverso il sistema VIES. Se la verifica VIES non dà esito positivo, la cessione deve essere trattata come una vendita soggetta a IVA italiana.

Prestazione di Servizi in Croazia

Se un’impresa italiana presta servizi a un soggetto passivo croato (B2B), il luogo di tassazione è in Croazia e il cliente croato applicherà l’IVA Croata tramite inversione contabile. La fattura italiana dovrà riportare la dicitura “operazione non soggetta a IVA – art. 7-ter DPR 633/72”.

Se invece il destinatario è un consumatore finale croato (B2C), il luogo di tassazione dipende dalla tipologia del servizio. Per i servizi generali resi a consumatori UE, si applicano le regole del paese del consumatore quando si supera la soglia OSS di € 10.000.

Registrazione OSS

Le imprese italiane che vendono beni o servizi digitali a consumatori finali croati oltre la soglia di € 10.000 possono evitare la registrazione diretta in Croazia utilizzando il regime One Stop Shop (OSS) in Italia. Tramite l’OSS, si dichiara e versa l’IVA Croata (e di tutti gli altri Paesi UE) in un’unica dichiarazione presentata all’Agenzia delle Entrate italiana. Per capire come calcolare correttamente l’IVA in questi scenari, utilizza il nostro strumento online.

18. Novità Recenti e Aggiornamenti Normativi {#novita}

Il sistema dell’IVA Croata è in continua evoluzione. Ecco le principali novità degli ultimi anni.

Riforma 2025: Aumento della Soglia di Registrazione

La modifica più significativa del 2025 ha riguardato l’innalzamento della soglia di registrazione obbligatoria da € 40.000 a € 60.000. Questo ha consentito a migliaia di microimprese e lavoratori autonomi croati di operare senza gli oneri della registrazione IVA.

Nuovo Regime per i Piccoli Contribuenti Transfrontalieri

Dal 2025 è entrato in vigore in tutta l’UE il nuovo regime di esenzione IVA per i “piccoli contribuenti” transfrontalieri (c.d. regime SME cross-border). Un’impresa italiana con fatturato UE non superiore a € 100.000 e fatturato in Croazia non superiore a € 60.000 può beneficiare dell’esenzione IVA anche per le operazioni croate, senza necessità di registrazione.

Aggiornamenti all’Aliquota del 13% sulla Raccolta Rifiuti

A partire dal 2025, l’aliquota del 13% si applica espressamente anche al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani effettuato dai gestori del servizio pubblico, in linea con la normativa europea sui rifiuti.

KEY AMENDMENTS TO THE VAT ACT (Effective from January 1, 2026)

Le più recenti modifiche alla legge sull’IVA Croata, entrate in vigore il 1° gennaio 2026, riguardano principalmente:

  • Ulteriori precisazioni sulle regole di luogo di tassazione per i servizi che includono accesso a eventi, anche virtuali
  • Aggiornamenti alle regole sull’inversione contabile per alcuni settori specifici
  • Precisazioni sul trattamento dei servizi resi tramite piattaforme digitali

Domande Frequenti sull’IVA Croata (FAQ) {#faq}

Qual è l’aliquota ordinaria dell’IVA Croata e come si confronta con quella italiana?

L’aliquota ordinaria dell’IVA Croata è del 25%, tre punti percentuali superiore rispetto all’aliquota IVA italiana del 22%. La Croazia è tra i Paesi UE con l’aliquota ordinaria più elevata, al pari di Danimarca e Svezia, superata solo da Finlandia (25,5%) e Ungheria (27%). Per confronto, la media EU si attesta intorno al 21,8% nel 2026.

Quali sono le aliquote IVA ridotte in vigore in Croazia?

In Croazia sono in vigore due aliquote IVA ridotte. La prima aliquota ridotta è del 13% e si applica principalmente ai servizi di alloggio turistico, alle forniture di energia elettrica e gas, ai prodotti lattiero-caseari, agli oli commestibili, ai prodotti per l’infanzia, ai giornali e riviste, ai biglietti cinematografici e ai servizi veterinari. La seconda aliquota ridotta, detta super-ridotta, è del 5% e si applica a pane e latte, farmaci, libri cartacei ed e-book, attrezzatura medica per disabili e alle forniture idriche per uso agricolo.

Quando un’impresa italiana è obbligata a registrarsi all’IVA in Croazia?

Un’impresa italiana non residente in Croazia deve registrarsi al sistema IVA Croato (PDV) dal primo euro di operazioni imponibili effettuate in Croazia in qualità di soggetto non stabilito. Non esiste alcuna soglia di esenzione per i soggetti non residenti. L’unica alternativa, per le vendite a distanza B2C verso consumatori finali croati entro la soglia di € 10.000, è l’utilizzo del meccanismo OSS tramite l’Agenzia delle Entrate italiana.

Come si registra un’impresa al sistema IVA Croato (PDV)?

La registrazione al sistema PDV avviene presentando domanda alla Porezna uprava (Amministrazione Fiscale croata). La domanda può essere presentata per via postale o tramite un agente autorizzato. È necessario allegare l’estratto dal registro delle imprese, eventuale procura notarile, descrizione dell’attività e, per le imprese extra-UE, il mandato al rappresentante fiscale. I documenti devono essere in lingua croata. Il numero PDV viene di norma assegnato entro due settimane. La procedura è dettagliata sul sito ufficiale della Porezna uprava.

Qual è il formato del numero di partita IVA Croata?

Il numero di partita IVA Croata, chiamato PDV-ID, è composto dal prefisso “HR” seguito dall’OIB (Osobni identifikacijski broj), che è un codice numerico di 11 cifre. Il formato complessivo è dunque: HR + 11 cifre (esempio: HR12345678901). Il prefisso “HR” è utilizzato per la verifica attraverso il sistema europeo VIES.

Con quale frequenza si presenta la dichiarazione IVA in Croazia?

Le imprese registrate al PDV in Croazia devono presentare la dichiarazione IVA (modello PDV-R) con cadenza mensile, entro il 20° giorno del mese successivo al periodo di riferimento. Le imprese con fatturato annuo inferiore a € 105.000 e senza acquisti intracomunitari possono presentare la dichiarazione con cadenza trimestrale. Il versamento dell’imposta deve avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento. Tutte le dichiarazioni vengono presentate esclusivamente per via telematica attraverso il portale e-Porezna.

L’IVA Croata si applica anche all’acquisto di un immobile in Croazia?

Dipende dal tipo di immobile. L’acquisto di un immobile nuovo (prima cessione da parte del costruttore) è soggetto all’IVA Croata al 25%. L’acquisto di un immobile usato (già occupato) è generalmente esente da IVA Croata ma è soggetto all’imposta sul trasferimento immobiliare del 3% del valore di mercato. La locazione di un immobile a uso residenziale è esente da IVA Croata, mentre la locazione di immobili commerciali può essere soggetta all’aliquota ordinaria del 25%.

Come funziona il rimborso dell’IVA Croata per un’impresa italiana?

Un’impresa italiana che ha sostenuto IVA Croata su acquisti effettuati in Croazia (senza avere una stabile organizzazione nel Paese) può richiedere il rimborso attraverso il portale telematico dell’Agenzia delle Entrate italiana, ai sensi della Direttiva 2008/9/CE. La domanda di rimborso deve essere presentata entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello in cui l’IVA è stata sostenuta. L’importo minimo rimborsabile è di € 50 per richieste relative a periodi inferiori all’anno (almeno 3 mesi consecutivi) e € 25 per richieste annuali. La procedura completa è gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Qual è la soglia di registrazione IVA in Croazia nel 2025/2026?

Dal 1° gennaio 2025, la soglia di registrazione obbligatoria al sistema IVA Croato per le imprese aventi sede in Croazia è stata portata a € 60.000 di fatturato annuo imponibile (precedentemente era € 40.000). Le imprese non residenti in Croazia non beneficiano di alcuna soglia e devono registrarsi dalla prima operazione imponibile.

Esistono esenzioni IVA in Croazia per le operazioni con la Pubblica Amministrazione?

No, nel senso generale: le cessioni di beni e le prestazioni di servizi alla Pubblica Amministrazione croata sono regolarmente soggette all’IVA Croata alle aliquote ordinarie o ridotte applicabili. Ciò che cambia nelle forniture alla PA è l’obbligo di emettere fattura elettronica in formato strutturato UBL 2.1 conforme allo standard EN 16931, trasmessa attraverso la piattaforma FINA eRačun za državu.

La Croazia applica l’IVA sulle criptovalute e sui servizi digitali?

Le criptovalute sono generalmente esenti da IVA in Croazia (come in tutta l’UE, in linea con la sentenza della Corte di Giustizia Europea nel caso Hedqvist). I servizi digitali (software, streaming, e-book, ecc.) resi a consumatori finali (B2C) croati da imprese non residenti sono soggetti all’IVA Croata al 25% nel luogo di consumo (Croazia). Le imprese non residenti possono gestire l’IVA su questi servizi attraverso il meccanismo OSS o IOSS (per vendite da catalogo a consumatori UE). La nostra guida al calcolo IVA include scenari per i servizi digitali.

Quali sono le sanzioni per mancata registrazione o dichiarazione IVA in Croazia?

Le sanzioni per inadempimenti IVA in Croazia sono significative. Per la mancata o tardiva presentazione della dichiarazione PDV, la sanzione varia tra € 265 e € 66.400. Per il mancato pagamento, si applicano interessi al 5,89% annuo sull’importo non versato. La mancata registrazione al sistema PDV quando obbligatoria comporta le stesse sanzioni previste per la mancata dichiarazione. La Porezna uprava può anche applicare sanzioni aggiuntive per irregolarità nella fatturazione o nelle registrazioni contabili.

Conclusioni {#conclusioni}

L’IVA Croata è un sistema fiscale moderno, pienamente integrato nel quadro normativo dell’Unione Europea, che presenta alcune caratteristiche distintive rispetto ad altri Paesi UE: un’aliquota ordinaria tra le più elevate d’Europa (25%), due aliquote ridotte ben calibrate (13% e 5%), una soglia di registrazione aggiornata (€ 60.000 dal 2025) e un sistema di digitalizzazione fiscale tra i più avanzati del continente.

Per le imprese italiane e internazionali che operano in Croazia — sia nel settore turistico e alberghiero, sia nel commercio di beni, nei servizi professionali o nell’e-commerce transfrontaliero — conoscere le regole dell’IVA Croata non è un’opzione: è un requisito essenziale per la compliance fiscale e per evitare sanzioni significative.

I punti chiave da ricordare sono:

Le aliquote — 25% ordinaria, 13% e 5% ridotte, 0% per le esportazioni — si applicano a categorie ben definite di beni e servizi, con alcune specificità rispetto alla disciplina italiana.

La registrazione — obbligatoria oltre € 60.000 per le imprese residenti, immediata per quelle non residenti — segue procedure chiaramente definite e avviene attraverso la Porezna uprava.

Gli adempimenti periodici — dichiarazioni mensili o trimestrali tramite il portale e-Porezna — devono essere rispettati con precisione per evitare le sanzioni che possono raggiungere € 66.400.

Le opportunità — come il regime OSS per le vendite digitali, il rimborso IVA per le imprese UE e il regime dei piccoli contribuenti transfrontalieri — permettono una gestione ottimizzata dell’IVA Croata per chi opera in modo strutturato.

La Croazia rimane un mercato attrattivo nell’area adriatica, con un sistema fiscale stabile e in continuo miglioramento. Chi investe nella comprensione dell’IVA Croata — e nella corretta applicazione delle sue regole — si posiziona con un vantaggio competitivo significativo rispetto a chi trascura questo aspetto fondamentale della fiscalità internazionale.


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La normativa fiscale è soggetta a modifiche. Per decisioni fiscali specifiche, si raccomanda sempre di consultare un professionista abilitato o le fonti ufficiali della Porezna uprava e della Commissione Europea.

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