Quanto Paga in INPS un Forfettario?
🔒 Questo articolo contiene link in affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito.
Sei in regime forfettario e ti chiedi quanto paga in INPS un forfettario ogni anno? È una domanda che si pone ogni libero professionista, artigiano o commerciante appena apre la partita IVA — e spesso la risposta ricevuta è confusa, incompleta o addirittura sbagliata.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve: cifre reali aggiornate, tabelle di riepilogo, esempi pratici di calcolo, scadenze da segnare in calendario e le agevolazioni che potrebbero dimezzare il tuo esborso. Niente tecnicismi inutili: solo informazioni chiare e verificate sulle fonti ufficiali INPS.
Perché i Contributi INPS Sono Diversi dall’Imposta Sostitutiva
Prima di entrare nel dettaglio di quanto paga in INPS un forfettario, è fondamentale chiarire un equivoco molto comune: i contributi previdenziali INPS non sono una tassa.
L’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i nuovi contribuenti) è ciò che si paga allo Stato come prelievo fiscale sul reddito. I contributi INPS, invece, sono versamenti che vengono accreditati sul tuo conto previdenziale e ti permettono di costruire la pensione futura, di accedere all’indennità di maternità/paternità, all’indennità di malattia (in certi casi), all’invalidità e — per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata — anche alla DIS-COLL, un sostegno al reddito in caso di cessazione involontaria dell’attività.
In altre parole: quei soldi tornano, almeno in parte, sotto forma di tutele e pensione. La comprensione di questo meccanismo è il punto di partenza per pianificare correttamente la tua posizione fiscale e previdenziale.
Chi Paga Cosa: Le Tre Gestioni INPS del Forfettario
La risposta a quanto paga in INPS un forfettario non è unica: dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, che è determinata dal tipo di attività svolta e non da una scelta libera del contribuente.
Esistono tre scenari principali:
| Tipo di forfettario | Gestione INPS di riferimento | Modalità contributiva |
| Libero professionista senza cassa di categoria (consulente, copywriter, web designer, traduttore, ecc.) | Gestione Separata INPS | Percentuale sul reddito, nessun minimo fisso |
| Artigiano (idraulico, elettricista, falegname, meccanico, ecc.) | Gestione Artigiani INPS | Contributo fisso + percentuale sull’eccedenza |
| Commerciante (rivendita beni, e-commerce, dettaglio, ecc.) | Gestione Commercianti INPS | Contributo fisso + percentuale sull’eccedenza |
| Professionista iscritto a un albo (avvocato, ingegnere, medico, ecc.) | Cassa di categoria (Cassa Forense, INARCASSA, ENPAM, ecc.) | Regole proprie della cassa |
📌 Nota bene: il codice ATECO della tua attività determina la gestione INPS. Puoi verificarlo consultando le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate o il portale INPS.
Quanto Paga in INPS un Forfettario iscritto alla Gestione Separata
La Gestione Separata INPS, istituita nel 1996, è la cassa previdenziale residuale per tutti i lavoratori autonomi che non hanno una cassa professionale propria. È anche la più semplice da calcolare, perché non prevede contributi minimi obbligatori.
Quanto paga in INPS un forfettario iscritto alla Gestione Separata? La risposta dipende dall’aliquota applicata al reddito imponibile. Con la Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026, sono stati confermati i seguenti parametri:
Aliquote Gestione Separata 2026
| Categoria | Aliquota IVS | Aliquote aggiuntive | Totale |
| Professionisti senza altra copertura previdenziale | 25,00% | 1,07% (0,72% maternità/malattia/ANF + 0,35% congedo parentale) | 26,07% |
| Professionisti già pensionati o con altra copertura previdenziale | 24,00% | — | 24,00% |
| Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) senza altra copertura | 33,00% | 2,03% | 35,03% |
I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario, non sul fatturato lordo. Più avanti trovi come calcolare questa base.
Minimale e massimale 2026 (Gestione Separata):
| Soglia | Importo 2026 |
| Minimale per accredito dell’intero anno contributivo | 18.808,00 € |
| Massimale di reddito oltre il quale non si pagano contributi | 122.295,00 € |
Se il tuo reddito imponibile è inferiore al minimale di 18.808 euro, maturi un’anzianità contributiva proporzionalmente ridotta (meno di 12 mesi accreditati per quell’anno).
Quanto Paga in INPS un Forfettario Artigiano
Gli artigiani in regime forfettario versano i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Il sistema è più complesso rispetto alla Gestione Separata, perché prevede un contributo fisso obbligatorio (dovuto indipendentemente dal reddito) e una quota variabile sull’eventuale eccedenza.
Con la Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, sono stati fissati i seguenti importi:
Contributi fissi artigiani 2026
| Voce | Importo annuo | Importo mensile |
| Contributo IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) | Incluso nel fisso | — |
| Contributo maternità | 7,44 € | 0,62 € |
| Totale contributo fisso annuo | 4.521,36 € | 376,78 € |
Il contributo fisso si versa trimestralmente ed è dovuto anche se non hai ancora fatturato nulla nell’anno.
Aliquota percentuale sulle eccedenze (artigiani)
Sul reddito imponibile superiore al minimale di 18.808 euro si applica un’aliquota aggiuntiva:
| Fascia di reddito | Aliquota |
| Da 18.808 € fino a 56.224 € | 24,00% |
| Oltre 56.224 € | 25,00% (+1% sulla parte eccedente) |
Quanto Paga in INPS un Forfettario Commerciante
Quanto paga in INPS un forfettario che svolge attività commerciale? La struttura è analoga a quella degli artigiani, ma con aliquote leggermente superiori, poiché i commercianti versano anche un contributo aggiuntivo dello 0,48% per finanziare l’indennizzo in caso di cessazione definitiva dell’attività commerciale.
Contributi fissi commercianti 2026
| Voce | Importo annuo | Importo mensile |
| Contributo IVS | Incluso nel fisso | — |
| Contributo maternità | 7,44 € | 0,62 € |
| Totale contributo fisso annuo | 4.611,64 € | 384,31 € |
Aliquota percentuale sulle eccedenze (commercianti)
| Fascia di reddito | Aliquota |
| Da 18.808 € fino a 56.224 € | 24,48% |
| Oltre 56.224 € | 25,48% (+1% sulla parte eccedente) |
Come si Calcola il Reddito Imponibile ai Fini Contributivi
Uno degli aspetti più importanti — e spesso fraintesi — è che i contributi INPS non si calcolano sul fatturato lordo, ma sul reddito imponibile forfettario, che si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività previsto dal proprio codice ATECO.
Formula:
Reddito imponibile = Ricavi lordi × Coefficiente di redditività
Poi, per artigiani e commercianti, la quota eccedente il minimale (18.808 €) è quella su cui si applica l’aliquota percentuale.
Principali coefficienti di redditività per codice ATECO
| Tipo di attività | Coefficiente di redditività |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Commercio ambulante alimentari e bevande | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione | 78% |
| Costruzioni, impiantistica, manutenzione | 86% |
| Attività di ristorazione e alloggio | 40% |
| Attività manifatturiere artigianali | 67% |
| Attività dei servizi di informazione e comunicazione | 67% |
| Intermediari del commercio | 62% |
📌 La tabella completa dei coefficienti è disponibile nella Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Allegato 4).
La Riduzione del 35%: Come Funziona e Come Richiederla
Questa è probabilmente la notizia più importante per chi si chiede quanto paga in INPS un forfettario e vuole ridurre il proprio carico contributivo.
I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS dovuti — sia sulla quota fissa che su quella percentuale sull’eccedenza. L’agevolazione è prevista dall’art. 1, commi 77-84, della Legge 190/2014.
Punti chiave della riduzione 35%
- Non è automatica: va richiesta ogni anno tramite il Cassetto Previdenziale INPS
- Scadenza per la richiesta: entro il 28 febbraio dell’anno in corso
- Rinnovo automatico: se hai già beneficiato della riduzione l’anno precedente e mantieni i requisiti, il rinnovo avviene automaticamente
- Attenzione alla pensione: scegliendo la riduzione, se il reddito rimane al di sotto del minimale, potresti maturare un’anzianità contributiva proporzionalmente ridotta
Altre riduzioni disponibili
| Categoria | Riduzione applicabile |
| Forfettari artigiani e commercianti | 35% sui contributi (sia fissi che variabili) |
| Over 65 già pensionati INPS | 50% dei contributi dovuti |
| Nuovi iscritti nel 2025 alle gestioni artigiani/commercianti | 50% per il primo anno |
Esempio pratico della riduzione 35%:
Un artigiano forfettario con contributo fisso di 4.521,36 € risparmia:
4.521,36 × 35% = 1.582,48 €
Contributo effettivo da pagare: 2.938,88 €
Gestisci la tua Partita IVA senza stress
Fatture, scadenze fiscali e dichiarazioni IVA in un unico pannello — con esperti fiscali dedicati sempre disponibili. Smetti di perdere tempo con la burocrazia e concentrati sul tuo lavoro.
Scopri Xolo →✓ Usato da migliaia di freelance e professionisti in Italia
Scadenze Versamento Contributi INPS 2026
Sapere quanto paga in INPS un forfettario è solo metà del lavoro: devi anche sapere quando pagare per evitare sanzioni e interessi di mora.
Scadenze contributi fissi (artigiani e commercianti) — 4 rate trimestrali
| Trimestre di riferimento | Scadenza versamento |
| Gennaio – Marzo | 16 maggio 2026 |
| Aprile – Giugno | 20 agosto 2026 |
| Luglio – Settembre | 16 novembre 2026 |
| Ottobre – Dicembre | 16 febbraio 2027 |
Il versamento avviene tramite modello F24 con i codici tributo specifici INPS.
Scadenze per la quota eccedente il minimale (artigiani, commercianti e Gestione Separata)
La quota variabile segue le stesse scadenze previste per l’imposta sostitutiva:
| Tipo di pagamento | Scadenza indicativa |
| Saldo anno precedente + primo acconto anno corrente | 30 giugno (con possibile proroga per partite IVA) |
| Secondo acconto anno corrente | 30 novembre |
⚠️ Le proroghe possono essere disposte nel corso dell’anno con appositi provvedimenti. Controlla sempre le comunicazioni ufficiali sul sito INPS e dell’Agenzia delle Entrate.
Deducibilità dei Contributi: il Vantaggio Nascosto del Forfettario
I contributi INPS sono l’unica voce di costo deducibile dal reddito imponibile per chi è in regime forfettario. Questo significa che riducono la base su cui viene calcolata l’imposta sostitutiva del 15% (o 5%).
Come funziona:
Reddito imponibile forfettario = Ricavi × Coefficiente di redditività − Contributi INPS versati
Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (o 5%)
Questo meccanismo genera un risparmio fiscale reale che dipende dall’aliquota dell’imposta sostitutiva:
| Contributi versati | Risparmio con aliquota 15% | Risparmio con aliquota 5% |
| 4.521 € (artigiano fisso) | 678 € | 226 € |
| 6.000 € (professionista Gestione Separata) | 900 € | 300 € |
| 8.000 € | 1.200 € | 400 € |
Principio di cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui vengono effettivamente pagati, indipendentemente dall’anno di competenza. Se paghi nel 2026 contributi relativi al 2025 (perché eri in ritardo), li deduci nella dichiarazione 2026.
Per approfondire il calcolo complessivo delle tasse nel regime forfettario, leggi la nostra guida al calcolo tasse regime forfettario.
Esempi Pratici di Calcolo
Esempio 1 — Consulente informatico (Gestione Separata)
Dati:
- Ricavi annui: 30.000 €
- Coefficiente di redditività: 78%
- Aliquota contributiva: 26,07%
- Imposta sostitutiva: 15%
Calcolo:
| Voce | Importo |
| Reddito imponibile lordo (30.000 × 78%) | 23.400 € |
| Contributi INPS (26,07% × 23.400) — calcolo iterativo | ≈ 4.834 € |
| Reddito imponibile netto (23.400 − 4.834) | 18.566 € |
| Imposta sostitutiva (18.566 × 15%) | 2.785 € |
| Totale da versare (contributi + tasse) | ≈ 7.619 € |
Nota: il calcolo esatto dei contributi sulla Gestione Separata richiede la formula iterativa perché i contributi stessi riducono la base su cui sono calcolati. Per un calcolo preciso, usa il calcolatore INPS partita IVA.
Esempio 2 — Artigiano elettricista (Gestione Artigiani)
Dati:
- Ricavi annui: 40.000 €
- Coefficiente di redditività: 86%
- Reddito imponibile: 34.400 €
- Aliquota contributi: 24% sull’eccedenza del minimale (18.808 €)
Calcolo:
| Voce | Importo |
| Contributo fisso annuo | 4.521,36 € |
| Eccedenza rispetto al minimale (34.400 − 18.808) | 15.592 € |
| Contributi sull’eccedenza (15.592 × 24%) | 3.742,08 € |
| Totale contributi INPS | 8.263,44 € |
| Con riduzione 35% | 5.371,24 € |
Esempio 3 — Commerciante online (Gestione Commercianti)
Dati:
- Ricavi annui: 50.000 €
- Coefficiente di redditività: 40%
- Reddito imponibile: 20.000 €
Calcolo:
| Voce | Importo |
| Contributo fisso annuo | 4.611,64 € |
| Eccedenza rispetto al minimale (20.000 − 18.808) | 1.192 € |
| Contributi sull’eccedenza (1.192 × 24,48%) | 291,83 € |
| Totale contributi INPS | 4.903,47 € |
| Con riduzione 35% | 3.187,26 € |
Minimale, Massimale e Accredito Pensionistico
Un aspetto spesso trascurato quando si parla di quanto paga in INPS un forfettario riguarda le soglie di reddito e il loro impatto sulla pensione futura.
Minimale di reddito 2026: 18.808 €
Sia per la Gestione Artigiani/Commercianti che per la Gestione Separata, il minimale di reddito è fissato a 18.808 euro per il 2026 (aggiornato con rivalutazione ISTAT +1,4%).
- Gestione Artigiani/Commercianti: il contributo fisso è dovuto anche se il reddito è inferiore al minimale. Se però il reddito è inferiore, non si paga la quota percentuale aggiuntiva.
- Gestione Separata: se versi contributi su un reddito inferiore al minimale, maturi un’anzianità contributiva proporzionale (meno di 12 mesi accreditati).
Massimale di reddito 2026
| Gestione | Massimale 2026 |
| Gestione Separata | 122.295 € |
| Gestione Artigiani/Commercianti (prima fascia) | 56.224 € (oltre: +1% aliquota) |
Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto.
Per capire come questi contributi si trasformano in pensione futura, consulta la nostra guida al calcolo della pensione per partita IVA.
Contributi INPS e Lavoro Dipendente: Cosa Cambia
Molti forfettari svolgono contemporaneamente un’attività lavorativa dipendente. Questa situazione modifica in modo significativo quanto paga in INPS un forfettario.
Gestione Separata + lavoro dipendente
Chi è già assicurato presso un’altra gestione obbligatoria (ad esempio, come lavoratore dipendente) paga un’aliquota ridotta:
| Situazione | Aliquota Gestione Separata |
| Solo Gestione Separata (nessun’altra copertura) | 26,07% |
| Con copertura previdenziale da lavoro dipendente | 24,00% |
Questo può generare un risparmio significativo. Per tutti i dettagli su come gestire la doppia posizione previdenziale, leggi il nostro approfondimento su lavoratore dipendente e partita IVA contributi INPS.
Artigiani e commercianti + lavoro dipendente
Per artigiani e commercianti la situazione è diversa: i contributi alla Gestione Artigiani/Commercianti rimangono dovuti per intero anche in presenza di redditi da lavoro dipendente. Non esiste una riduzione automatica dell’aliquota per questa categoria.
Professionisti con Cassa di Categoria
I forfettari iscritti a un ordine professionale (avvocati, ingegneri, architetti, medici, psicologi, commercialisti, ecc.) non versano i contributi all’INPS ma alla propria cassa di previdenza privata. Questi contributi seguono regole proprie, con aliquote, minimali e scadenze specifiche.
Principali casse professionali — aliquote indicative
| Professione | Cassa | Aliquota soggettiva indicativa |
| Avvocati | Cassa Forense | 15% sul reddito professionale |
| Medici e odontoiatri | ENPAM | Quota A fissa + Quota B variabile (2%–24,5%) |
| Architetti e ingegneri | INARCASSA | 14,5% del reddito professionale |
| Psicologi | ENPAP | 10% del reddito professionale |
| Commercialisti | CNPADC | Aliquota variabile (contributo soggettivo + modulare) |
| Infermieri | ENPAPI | 3% sul reddito professionale |
⚠️ Verifica sempre le aliquote aggiornate direttamente sul sito della tua cassa di categoria, perché queste si modificano periodicamente.
Anche i contributi versati alla cassa di categoria sono interamente deducibili dal reddito imponibile nel regime forfettario, con le stesse regole dei contributi INPS.
Riepilogo Generale: Quanto Paga in INPS un Forfettario nel 2026
Eccolo in una tabella di sintesi, la risposta alla domanda principale di questo articolo: quanto paga in INPS un forfettario a seconda della propria categoria e del proprio livello di reddito.
| Categoria | Reddito imponibile | Contributi INPS stimati | Con riduzione 35% |
| Professionista Gestione Separata | 15.000 € | ≈ 3.911 € | Non applicabile |
| Professionista Gestione Separata | 30.000 € | ≈ 7.821 € | Non applicabile |
| Artigiano | 20.000 € | ≈ 4.810 € | ≈ 3.127 € |
| Artigiano | 40.000 € | ≈ 8.263 € | ≈ 5.371 € |
| Commerciante | 20.000 € | ≈ 4.903 € | ≈ 3.187 € |
| Commerciante | 40.000 € | ≈ 8.403 € | ≈ 5.462 € |
Valori calcolati sulla base dei parametri ufficiali INPS 2026. Consultare sempre un commercialista per il calcolo definitivo.
Per una panoramica completa di tutte le tasse che riguardano una partita IVA forfettaria, incluso il confronto tra regime forfettario e regime ordinario, ti consigliamo la lettura di tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.
FAQ: Le Domande Più Frequenti su Quanto Paga in INPS un Forfettario
1. Quanto paga in INPS un forfettario che non ha ancora fatturato nulla nel primo anno di attività?
Dipende dalla gestione INPS di appartenenza. Se sei iscritto alla Gestione Separata, non essendoci un contributo minimo obbligatorio, non pagherai nulla finché non generi reddito. Se sei invece un artigiano o commerciante, sei tenuto a versare comunque il contributo fisso (4.521,36 € per gli artigiani o 4.611,64 € per i commercianti nel 2026), proporzionato ai mesi di effettiva apertura della partita IVA (rispettivamente 376,78 €/mese e 384,31 €/mese). Questo è uno degli aspetti da valutare attentamente prima di aprire una partita IVA come artigiano o commerciante: il costo contributivo è fisso e non dipende dal fatturato.
2. I contributi INPS si pagano sul fatturato o sul reddito imponibile?
I contributi INPS si calcolano sempre sul reddito imponibile forfettario, non sul fatturato lordo. Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività previsto dal proprio codice ATECO. Ad esempio, un professionista con coefficiente 78% che fattura 30.000 € calcola i contributi su 23.400 €, non sull’intera fatturazione. Questo è un vantaggio concreto del regime forfettario rispetto al regime ordinario.
3. Cosa succede se non pago i contributi INPS nei termini previsti?
Il mancato o ritardato versamento dei contributi INPS comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora. Le sanzioni ordinarie sono pari al 30% dell’importo non versato (ridotta a 1/15 per giorno per i primi 15 giorni di ritardo), mentre gli interessi si calcolano al tasso legale vigente. È possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in modo proporzionale alla rapidità con cui si provvede al pagamento. Più si aspetta, maggiore sarà la sanzione applicata.
4. La riduzione del 35% sui contributi INPS si applica anche alla quota variabile sull’eccedenza del minimale?
Sì. La riduzione del 35% si applica sia alla quota fissa che alla quota variabile calcolata sull’eccedenza rispetto al minimale di reddito. Questo significa che l’agevolazione vale sull’intero importo dei contributi dovuti, non solo sulla parte fissa. Tuttavia, è importante ricordare che scegliendo la riduzione, se il reddito resta al di sotto del minimale, si matura un’anzianità contributiva inferiore, con potenziali effetti sull’accredito pensionistico futuro.
5. Un forfettario iscritto alla Gestione Separata può richiedere la riduzione del 35%?
No. La riduzione del 35% è prevista esclusivamente per i forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti. I professionisti iscritti alla Gestione Separata non hanno accesso a questa agevolazione e pagano l’aliquota piena (26,07% in assenza di altra copertura previdenziale, oppure 24% se già assicurati altrove).
6. Quanto paga in INPS un forfettario che ha anche un lavoro dipendente?
La risposta dipende dalla gestione. Un professionista iscritto alla Gestione Separata che ha anche un lavoro dipendente (e quindi già un’altra copertura previdenziale obbligatoria) paga solo il 24% anziché il 26,07%, con un risparmio significativo. Un artigiano o commerciante, invece, deve pagare per intero i contributi alla propria gestione INPS, indipendentemente dal reddito da lavoro dipendente. I contributi versati dall’employer per il lavoro dipendente non hanno alcun effetto sugli obblighi contributivi del forfettario come lavoratore autonomo.
7. Come si paga materialmente l’INPS? Qual è il codice tributo da usare?
I contributi INPS si versano tramite modello F24. I codici tributo variano in base alla gestione di appartenenza:
- Gestione Artigiani (contributi fissi): codici tributo AF (quota fissa IVS) e AFE (quota eccedente)
- Gestione Commercianti (contributi fissi): codici tributo CF (quota fissa IVS) e CFE (quota eccedente)
- Gestione Separata: il codice da usare è CXX (con le varianti per acconto e saldo)
Verifica sempre i codici aggiornati direttamente sul sito ufficiale dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate prima di procedere al pagamento.
8. Se supero il limite di 85.000 euro di fatturato e esco dal regime forfettario, cambiano i contributi INPS?
No, almeno non direttamente. I contributi INPS non dipendono dal regime fiscale adottato (forfettario o ordinario), ma dalla gestione previdenziale di appartenenza. La fuoriuscita dal regime forfettario cambia le modalità di calcolo delle imposte sul reddito (si torna all’IRPEF ordinaria con le aliquote progressive), ma le regole INPS rimangono quelle della propria gestione. Ciò che cambia è che nel regime ordinario i contributi INPS sono deducibili in modo diverso: non abbassano il reddito imponibile forfettario, ma vengono dedotti nella dichiarazione dei redditi come onere deducibile.
9. I contributi INPS versati in ritardo sono deducibili nel regime forfettario?
Sì, grazie al principio di cassa. I contributi sono deducibili nell’anno in cui vengono effettivamente pagati, indipendentemente dall’anno di competenza. Se paghi nel 2026 contributi relativi al 2025 (ad esempio perché avevi optato per una rateizzazione), li deduci nella dichiarazione dei redditi relativa al 2026. È importante non confondere l’anno di competenza con l’anno di effettivo pagamento.
10. Quanto paga in INPS un forfettario under 21 anni?
I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti di età inferiore ai 21 anni beneficiano di aliquote contributive ridotte. La riduzione si applica finché il soggetto non compie 21 anni, e riguarda le aliquote percentuali (non il contributo fisso). L’esatto importo della riduzione va verificato nelle circolari annuali INPS, poiché i valori vengono aggiornati ogni anno.
11. Esiste un modo per non pagare i contributi INPS pur avendo una partita IVA in regime forfettario?
No, i contributi previdenziali INPS sono obbligatori per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari. L’unica eccezione parziale riguarda i professionisti con una cassa di previdenza privata: questi non versano all’INPS ma alla propria cassa di categoria (ad esempio ENPAM per i medici, Cassa Forense per gli avvocati). Anche in questo caso, però, i contributi rimangono obbligatori — cambia solo l’ente a cui vengono versati. Il mancato versamento espone a sanzioni, interessi e, nel lungo periodo, a conseguenze sulla pensione futura.
12. Quanto paga in INPS un forfettario nel primo anno di attività con l’aliquota al 5%?
L’aliquota al 5% riguarda l’imposta sostitutiva (la flat tax), non i contributi INPS. I contributi previdenziali non sono influenzati dall’aliquota fiscale applicata: si calcolano sempre nella stessa misura, indipendentemente dal fatto che l’imposta sostitutiva sia al 5% o al 15%. Il vantaggio dell’aliquota al 5% consiste però nel fatto che, poiché i contributi sono deducibili dal reddito imponibile, la base su cui applicare il 5% sarà più bassa, con un risparmio fiscale complessivo.
Conclusioni
Capire quanto paga in INPS un forfettario non è solo una questione di curiosità fiscale: è una decisione che impatta concretamente sulla pianificazione finanziaria della tua attività, sulla tua pensione futura e sulla tua convenienza a rimanere in questo regime.
Ecco i punti chiave da ricordare:
1. La gestione INPS non è una scelta, ma dipende dalla tua attività. Il codice ATECO determina se sei nella Gestione Separata, in quella degli Artigiani o in quella dei Commercianti.
2. I contributi si calcolano sul reddito imponibile, non sul fatturato. Grazie al coefficiente di redditività, la base contributiva è sempre inferiore ai ricavi lordi.
3. I contributi sono l’unica voce deducibile nel forfettario. Questo genera un risparmio fiscale reale sull’imposta sostitutiva del 15% (o 5%) che non va mai sottovalutato.
4. La riduzione del 35% è un’opportunità concreta. Se sei artigiano o commerciante, richiedila entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il Cassetto Previdenziale INPS — non lasciare soldi sul tavolo.
5. Pianifica le scadenze. I contributi fissi si versano trimestralmente; la quota variabile segue le scadenze fiscali di giugno e novembre.
Conoscere esattamente quanto paga in INPS un forfettario ti permette di budgetare correttamente, evitare spiacevoli sorprese e sfruttare al massimo le agevolazioni disponibili. Se stai valutando se il regime forfettario faccia davvero al caso tuo, leggi la nostra guida su limiti e requisiti del regime forfettario 2026 e quella completa su aprire la partita IVA in regime forfettario.
Infine, se sei in un momento di transizione o hai perso il lavoro dipendente, potresti voler sapere anche cosa succede con la disoccupazione e la partita IVA forfettaria.
Basta perderti tra scadenze, F24 e fatture elettroniche
Ogni anno lo stesso stress: versamenti INPS, liquidazioni IVA, dichiarazioni fiscali. Xolo mette tutto in ordine per te — con una piattaforma chiara e un team di esperti fiscali dedicati che conosce la tua situazione. Tu pensi al lavoro, loro pensano alla burocrazia.
Prova Xolo oggi →✓ Nessun costo nascosto • ✓ Supporto fiscale incluso • ✓ Disdici quando vuoi
Fonti Ufficiali e Riferimenti Normativi
- INPS — Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione Separata)
- INPS — Notizia: Gestioni artigiani e commercianti, i contributi per il 2026
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) — Regime forfettario
- Agenzia delle Entrate — Regime forfettario
Questo articolo ha scopo puramente informativo. Per una consulenza personalizzata sulla tua situazione previdenziale e fiscale, rivolgiti a un commercialista abilitato.