Tipi di Partita IVA per Liberi Professionisti e Ditte

Tipi di Partita IVA per Liberi Professionisti e Ditte

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Se stai per avviare un’attività autonoma o vuoi finalmente capire come orientarti nel sistema fiscale italiano, conoscere i tipi di partita IVA è il primo passo fondamentale. Scegliere il regime giusto tra i diversi tipi di partita IVA non è solo una questione burocratica: può fare la differenza di migliaia di euro all’anno tra tasse pagate e tasse risparmiate. In questa guida completa ed evergreen analizziamo tutti i tipi di partita IVA disponibili in Italia, dalla struttura giuridica al regime fiscale applicabile, con tabelle comparative, esempi pratici e le ultime novità normative — così potrai prendere la decisione più consapevole per la tua attività.

Cos’è la Partita IVA e a Cosa Serve

La partita IVA è un codice identificativo univoco di 11 cifre attribuito dall’Agenzia delle Entrate a tutti i soggetti che svolgono un’attività economica in forma autonoma nel territorio italiano. Serve per identificare il contribuente nei rapporti con il fisco, emettere fatture, versare e detrarre l’IVA, e accedere ai vari regimi fiscali agevolati.

Chiunque eserciti un’attività d’impresa, un’attività professionale o un’attività artistica in modo abituale e con carattere di autonomia organizzativa è tenuto ad aprire la partita IVA. L’obbligo non dipende dall’entità del fatturato, bensì dall’abitualità e sistematicità della prestazione.

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Le Due Dimensioni di Classificazione: Forma Giuridica e Regime Fiscale

Prima di entrare nel dettaglio dei singoli tipi di partita IVA, è utile capire che ogni attività viene classificata secondo due dimensioni distinte:

  1. La forma giuridica: chi apre la partita IVA? Una persona fisica (libero professionista, ditta individuale) oppure una persona giuridica (società di persone, società di capitali)?
  2. Il regime fiscale: quale sistema di tassazione si applica? Forfettario, semplificato, ordinario?

Queste due dimensioni si combinano tra loro, ma non tutti i regimi sono compatibili con tutte le forme giuridiche. La tabella seguente offre una panoramica d’insieme.

Forma GiuridicaRegime ForfettarioRegime SemplificatoRegime Ordinario
Libero Professionista (persona fisica)✅ Possibile✅ Possibile✅ Possibile
Ditta Individuale (persona fisica)✅ Possibile✅ Possibile✅ Possibile
Società di Persone (SNC, SAS)❌ Non ammesso✅ Possibile✅ Possibile
Società di Capitali (SRL, SPA, SRLS)❌ Non ammesso❌ Non ammesso✅ Obbligatorio

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I Tipi di Partita IVA per Forma Giuridica

1. Libero Professionista (Persona Fisica)

Il libero professionista è la forma più diffusa tra chi apre la partita IVA in Italia. Riguarda tutti coloro che svolgono un’attività professionale basata prevalentemente sull’apporto intellettuale: medici, avvocati, ingegneri, architetti, consulenti, traduttori, grafici, copywriter, informatici, commercialisti, e molte altre categorie.

Caratteristiche principali:

  • L’attività è esercitata in nome e per conto proprio, senza struttura d’impresa
  • I ricavi sono classificati come redditi di lavoro autonomo ai fini IRPEF (se in regime ordinario o semplificato)
  • Per aprire la partita IVA è sufficiente presentare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate — gratuitamente e senza passare per la Camera di Commercio
  • È necessario scegliere un codice ATECO che identifichi l’attività svolta

Obblighi previdenziali: I liberi professionisti iscritti a un ordine professionale (medici, avvocati, ingegneri, ecc.) versano i contributi alla propria cassa previdenziale di categoria. Chi non è iscritto ad alcun albo professionale si iscrive alla Gestione Separata INPS, versando un’aliquota contributiva che per il 2026 è indicativamente intorno al 26,07% del reddito netto (verificare l’aliquota aggiornata sul sito INPS).

2. Ditta Individuale (Persona Fisica)

La ditta individuale è la forma tipica dell’attività commerciale o artigianale esercitata da una sola persona fisica. A differenza del libero professionista, il titolare di ditta individuale svolge un’attività organizzata: compra e rivende beni, gestisce un laboratorio artigianale, gestisce un negozio al dettaglio.

Differenza con il libero professionista: La distinzione non è sempre immediata. In linea di massima, se l’apporto intellettuale è prevalente si è liberi professionisti; se prevale l’organizzazione di mezzi e risorse (locali, dipendenti, macchinari) si è titolari di ditta individuale. Esistono categorie borderline — come fotografi o traduttori con dipendenti — dove la classificazione dipende dalle caratteristiche specifiche dell’attività.

Adempimenti aggiuntivi:

  • Iscrizione obbligatoria al Registro delle Imprese della Camera di Commercio (tramite la procedura telematica ComUnica)
  • Iscrizione alla gestione artigiani o commercianti dell’INPS, con contributi fissi e variabili
  • I redditi sono classificati come redditi d’impresa

3. Società di Persone

Le società di persone sono strutture nelle quali due o più soci esercitano in comune un’attività economica. A differenza delle società di capitali, i soci rispondono solidalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio personale (salvo alcune eccezioni per i soci accomandanti nella SAS).

Le principali forme di società di persone in Italia sono:

TipoSiglaCaratteristica principale
Società in nome collettivoSNCTutti i soci hanno responsabilità illimitata
Società in accomandita sempliceSASSoci accomandatari (responsabilità illimitata) + soci accomandanti (responsabilità limitata)
Società sempliceSSSolo per attività non commerciali (es. agricoltura, gestione di beni)

La partita IVA di una società di persone viene attribuita alla società stessa, non ai singoli soci. Per aprirla, si utilizza il modello AA7/10. I redditi della società “transitano” ai soci in proporzione alle quote di partecipazione ed entrano nella loro dichiarazione dei redditi individuali (principio della tassazione per trasparenza).

4. Società di Capitali

Le società di capitali rappresentano la forma più strutturata e adatta ad attività con volumi d’affari elevati o che richiedono una separazione netta tra patrimonio personale dei soci e patrimonio aziendale. I soci rispondono delle obbligazioni sociali solo nei limiti del capitale conferito.

Le principali forme di società di capitali in Italia sono:

TipoSiglaCapitale minimoNote
Società a Responsabilità LimitataSRL€ 10.000 (minimo € 1 versato all’atto)Forma più diffusa tra le PMI
Società a Responsabilità Limitata SemplificataSRLS€ 1 (massimo € 9.999)Pensata per under 35, ora accessibile a tutti
Società per AzioniSPA€ 50.000Per strutture più grandi e complesse

Una Società a Responsabilità Limitata è sempre soggetta al regime ordinario di contabilità e tassazione (IRES al 24% + IRAP). Non può accedere al regime forfettario, che è riservato esclusivamente alle persone fisiche.

Attenzione: Aprire la partita IVA come SRL comporta costi iniziali (notaio, iscrizione al Registro delle Imprese, diritti camerali) e obblighi contabili più onerosi rispetto a una persona fisica. È la scelta giusta quando si supera un certo volume d’affari o si ha necessità di proteggere il patrimonio personale.

I Tipi di Partita IVA per Regime Fiscale

Una volta scelta la forma giuridica, la seconda variabile decisiva è il regime fiscale. Questo determina come vengono calcolate le tasse, quali semplificazioni contabili si possono applicare e quanto si paga.

1. Regime Forfettario

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54–89) e successive modifiche. È riservato alle persone fisiche titolari di partita IVA che rispettano determinati requisiti, ed è considerato il regime “naturale” per chi avvia una nuova attività in forma individuale con fatturati contenuti.

Come Funziona la Tassazione

Nel regime forfettario non si tassano le entrate reali al netto delle spese, bensì un reddito forfettizzato ottenuto applicando ai ricavi incassati un coefficiente di redditività stabilito in base al codice ATECO dell’attività.

Formula: Reddito imponibile = Ricavi × Coefficiente di redditività − Contributi previdenziali versati

Sul reddito imponibile così determinato si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRAP e delle addizionali:

  • 15% in via ordinaria
  • 5% per i primi 5 anni di attività, se si rispettano determinati requisiti (attività genuinamente nuova, non prosecuzione di precedente lavoro dipendente, ecc.)

Coefficienti di Redditività per Attività Principali

Categoria di AttivitàCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande40%
Commercio al dettaglio e all’ingrosso40%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Intermediari del commercio62%
Attività professionali, scientifiche e tecniche78%
Attività sanitarie78%
Altre attività economiche67%

Fonte: Allegato n. 2 alla Legge n. 145/2018 – verificare sempre la tabella aggiornata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti di Accesso al Regime Forfettario

Per accedere e rimanere nel regime forfettario è necessario rispettare tutti i seguenti requisiti:

RequisitoSoglia / Condizione
Ricavi o compensi nell’anno precedenteNon superiori a € 85.000
Spese per lavoro dipendente e collaboratoriNon superiori a € 20.000 lordi annui
Redditi da lavoro dipendente/pensioneNon superiori a € 35.000 (per il 2026, confermato dalla Legge di Bilancio 2026)
Partecipazioni in societàNessuna partecipazione in SRL/SPA con attività riconducibile alla propria
Regimi IVA specialiNon si applicano regimi IVA speciali
Residenza fiscaleItalia o Stato UE/SEE con adeguato scambio informazioni (min. 75% reddito prodotto in Italia)

Cosa Succede se si Supera il Limite

  • Tra € 85.000 e € 100.000: il regime forfettario rimane applicabile per tutto l’anno corrente e cessa dall’anno successivo
  • Oltre € 100.000 (limite anti-elusione introdotto dalla Legge di Bilancio 2023): fuoriuscita immediata dal regime nello stesso anno in cui si supera la soglia, con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che causa lo sforamento

Vantaggi del Regime Forfettario

  • Esonero dall’applicazione e dalla dichiarazione IVA (nessun versamento, nessuna liquidazione periodica)
  • Esonero dalla tenuta dei registri IVA (registro vendite e registro acquisti)
  • Esonero dall’IRAP
  • Esclusione dall’applicazione degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità)
  • Nessuna ritenuta d’acconto sui compensi ricevuti
  • Semplificazione contabile: non è richiesto il libro giornale né la contabilità semplificata completa

Svantaggi del Regime Forfettario

  • Impossibilità di dedurre analiticamente i costi (solo deduzione dei contributi previdenziali)
  • Nessuna detrazione IVA sugli acquisti
  • Non si emettono fatture con IVA (i clienti soggetti IVA non possono detrarre nulla)
  • Possibile convenienza ridotta per chi ha molti costi deducibili

Per comprendere meglio come funziona il meccanismo dell’IVA sui tuoi acquisti e sulle tue fatture, consulta la nostra guida al calcolo dell’IVA.

2. Regime Semplificato (Contabilità Semplificata)

Il regime semplificato o contabilità semplificata è il regime “naturale” per le persone fisiche e le società di persone che superano le soglie del forfettario ma non raggiungono quelle del regime ordinario. È disciplinato dall’art. 18 del DPR 600/1973.

Soglie di Accesso

Tipo di AttivitàLimite di Ricavi
Prestazione di serviziFino a € 500.000 annui
Altre attività (commercio, artigianato, ecc.)Fino a € 800.000 annui

Oltre queste soglie scatta automaticamente il regime ordinario.

Come Funziona la Tassazione

Nel regime semplificato si applica l’IRPEF ordinaria sugli scaglioni di reddito con aliquote progressive:

Scaglione di RedditoAliquota IRPEF
Fino a € 15.00023%
Da € 15.001 a € 28.00025%
Da € 28.001 a € 50.00035%
Oltre € 50.00043%

In più si aggiungono le addizionali regionali (variabili per regione) e comunali. Il reddito imponibile è determinato come differenza tra ricavi incassati e costi effettivamente sostenuti e pagati (criterio di cassa).

Obblighi Contabili del Regime Semplificato

  • Tenuta dei registri IVA (registro vendite e registro acquisti)
  • Dichiarazione IVA annuale e liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali a seconda del volume d’affari)
  • Fatturazione elettronica obbligatoria tramite il Sistema di Interscambio (SDI)
  • Dichiarazione dei redditi annuale

Non è invece obbligatorio tenere il libro giornale né redigere il bilancio d’esercizio, che rimangono obblighi esclusivi del regime ordinario.

Per approfondire la gestione delle liquidazioni IVA nel regime semplificato e ordinario, leggi la nostra guida al calcolo IVA trimestrale.

3. Regime Ordinario (Contabilità Ordinaria)

Il regime ordinario è obbligatorio per le società di capitali (SRL, SPA, SRLS) e per tutte le imprese che superano i limiti del regime semplificato. Può essere adottato volontariamente anche da soggetti che rientrerebbero nel semplificato.

Caratteristiche Principali

  • Determinazione del reddito secondo il principio di competenza economica (non di cassa): i ricavi e i costi si imputano nell’esercizio di loro competenza, indipendentemente dal momento dell’incasso o del pagamento
  • Obbligo di tenuta del libro giornale, del libro degli inventari e di tutti i registri IVA
  • Redazione annuale del bilancio d’esercizio (stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa) per le società di capitali
  • Piena deducibilità analitica dei costi
  • Piena detrazione dell’IVA sugli acquisti

Tassazione per Forma Giuridica

SoggettoImposta applicabileAliquota
Persona fisica / Ditta individualeIRPEFAliquote progressive 23%–43%
Società di persone (SNC, SAS)IRPEF in capo ai soci (trasparenza fiscale)Aliquote progressive 23%–43%
Società di capitali (SRL, SPA)IRES24%
Tutti i soggetti con attività produttivaIRAP~ 3,9% (variabile per regione)

Come Si Apre la Partita IVA: Procedure per Ogni Tipo

Apertura per Persone Fisiche (Libero Professionista / Ditta Individuale)

Per il libero professionista e per attività che non richiedono l’iscrizione al Registro delle Imprese, la procedura è semplice e gratuita:

  1. Compilare il modello AA9/12, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  2. Presentarlo all’Agenzia delle Entrate tramite:
    • Online (area riservata con SPID o CIE) — il numero viene attribuito immediatamente
    • Via PEC a qualunque Direzione Provinciale
    • Di persona presso qualsiasi ufficio territoriale
  3. Ricevere il certificato di attribuzione della partita IVA (codice di 11 cifre)

La presentazione va effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Per la ditta individuale commerciale o artigianale, è invece necessaria l’iscrizione al Registro delle Imprese tramite la procedura telematica ComUnica presso la Camera di Commercio competente. Il modello da usare per la parte fiscale è sempre l’AA9/12, ma la procedura è più articolata e comporta costi (diritti camerali).

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Apertura per Persone Giuridiche (Società)

Per le società (sia di persone che di capitali) la partita IVA viene richiesta tramite il modello AA7/10, contestualmente all’atto costitutivo presso il notaio e all’iscrizione al Registro delle Imprese. In questo caso la procedura è obbligatoriamente telematica e deve passare per la Camera di Commercio.

Il Codice ATECO: Come Sceglierlo

Il codice ATECO è un codice alfanumerico (di 6 cifre nella versione usata per la partita IVA) che identifica il tipo di attività economica svolta. È fondamentale sceglierlo correttamente perché:

  • Nel regime forfettario, determina il coefficiente di redditività e quindi il reddito imponibile
  • Influenza la gestione previdenziale di riferimento (INPS gestione separata, artigiani, commercianti, o cassa professionale)
  • Impatta su alcune agevolazioni fiscali e contributi

La ricerca del codice ATECO più adatto può essere effettuata tramite il motore di ricerca ufficiale dell’ISTAT.

Attenzione: è possibile avere più codici ATECO per la stessa partita IVA, nel caso si svolgano attività diverse. Un’eventuale modifica del codice va comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.

Regime Fiscale Agevolato per Start-up e Nuove Attività

Chi apre una nuova partita IVA in regime forfettario e rispetta determinati requisiti può accedere all’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, invece del 15% ordinario. Le condizioni, stabilite dalla Legge 190/2014, sono:

  • Non aver esercitato nei tre anni precedenti attività artistica, professionale o d’impresa
  • L’attività non deve essere una mera prosecuzione di un precedente lavoro dipendente o autonomo (salvo il caso di pratica professionale obbligatoria)
  • In caso di prosecuzione di attività altrui, i ricavi dell’anno precedente non devono superare la soglia di accesso al regime

Questo vantaggio fiscale lo rende uno dei regimi fiscali agevolati più convenienti in Europa per i lavoratori autonomi che iniziano.

Per la dichiarazione dei redditi in regime forfettario, le spese deducibili si limitano ai soli contributi previdenziali obbligatori. Non è possibile dedurre costi analitici come affitto dello studio, materiali, o spese per il telefono.

Regimi IVA Speciali per Commercio Internazionale

Per i titolari di partita IVA che effettuano operazioni intracomunitarie o con l’estero, esistono regimi IVA specifici:

Regime OSS (One Stop Shop)

Il Regime OSS (One Stop Shop) è un regime opzionale introdotto in attuazione della Direttiva UE 2017/2455, attivo dal 1° luglio 2021. Consente ai soggetti passivi IVA che vendono beni o servizi B2C in altri Stati UE di assolvere tutti gli obblighi IVA verso quei Paesi tramite un unico sportello telematico — il portale OSS — gestito dall’Agenzia delle Entrate italiana.

Regime IOSS (Import One Stop Shop)

Il Regime IOSS è specificamente dedicato alle vendite a distanza di beni importati da Paesi extra-UE con valore intrinseco non superiore a 150 euro. Tramite il portale IOSS, il venditore raccoglie l’IVA al momento della vendita e la versa all’Agenzia delle Entrate in un’unica dichiarazione mensile. Il codice IDI (identificativo IOSS) viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate al momento dell’iscrizione.

Confronto Finale: Quale Tipo di Partita IVA Scegliere?

ScenarioTipo Consigliato
Freelance/professionista, fatturato sotto € 85.000, pochi costiPersona fisica + Regime Forfettario
Professionista con molti costi deducibili, oltre € 85.000Persona fisica + Regime Semplificato
Artigiano o commerciante, fatturato medio-altoDitta Individuale + Reg. Semplificato o Ordinario
Due o più soci senza necessità di separazione patrimonialeSocietà di Persone (SNC/SAS)
Struttura con più soci, protezione patrimonio, crescitaSRL in Regime Ordinario
Startup innovativa, raccolta di capitaleSRL o SPA + eventuali agevolazioni fiscali

Obblighi di Fatturazione Elettronica

La fatturazione elettronica è obbligatoria in Italia per tutti i titolari di partita IVA (ad eccezione di specifiche categorie esonerate) dal 1° gennaio 2019. Anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati alla fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Il formato obbligatorio è l’XML con specifiche tecniche definite dall’Agenzia delle Entrate (versione 1.9 del tracciato in vigore dal 1° aprile 2025). Per approfondire la normativa sulla fatturazione, consulta la nostra guida all’Art. 21 DPR 633/1972.

Contributi INPS e Previdenza per i Diversi Tipi di Partita IVA

I contributi INPS variano significativamente in base al tipo di partita IVA:

Tipo di SoggettoGestione PrevidenzialeNote
Libero professionista con alboCassa previdenziale di categoriaEs. Cassa Forense (avvocati), INARCASSA (ingegneri), ecc.
Libero professionista senza alboGestione Separata INPSAliquota ~26,07% (da verificare annualmente su INPS)
ArtigianoGestione Artigiani INPSContributi fissi + variabili sul reddito eccedente il minimale
CommercianteGestione Commercianti INPSContributi fissi + variabili sul reddito eccedente il minimale
Socio lavoratore SNC/SASGestione Artigiani o Commercianti o SeparataDipende dall’attività
Dipendente/Amministratore SRLINPS dipendentiContributi come lavoratore subordinato

I titolari di partita IVA in regime forfettario possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi INPS (per artigiani e commercianti), a condizione che sia la loro unica attività. Questa scelta riduce però anche il montante contributivo ai fini pensionistici.

Dichiarazioni Fiscali per Tipo di Partita IVA

Tipo di Partita IVADichiarazioni Obbligatorie
ForfettarioModello Redditi PF (Quadro LM) — nessuna dichiarazione IVA autonoma
SemplificatoModello Redditi PF + Dichiarazione IVA annuale + LIPE trimestrali
Ordinario persona fisicaModello Redditi PF + Dich. IVA + LIPE + IRAP
Società di personeModello Redditi SP + Dich. IVA + LIPE + IRAP
SRL / Società di capitaliModello Redditi SC + Dich. IVA + LIPE + IRAP + Bilancio d’esercizio

Per la gestione delle liquidazioni IVA e dell’acconto di fine anno, approfondisci la nostra guida al calcolo dell’acconto IVA.

Agevolazioni Fiscali per Specifiche Categorie

Start-up Innovative

Le start-up innovative (ai sensi del Decreto Crescita 2012, D.L. 179/2012) possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali: esonero dal pagamento di diritti camerali e imposte di bollo, regime agevolato per i soci che investono nel capitale, agevolazioni per l’assunzione di personale qualificato e per la concessione di stock option.

Regime Impatriati

Chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo aver vissuto all’estero per almeno due anni può accedere al regime degli impatriati, che prevede la tassazione solo su una percentuale del reddito prodotto in Italia (verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito dell’Agenzia delle Entrate, poiché la disciplina è stata riformata più volte).

Legge 190/2014 – Regime Forfettario per Nuove Imprese

Come già visto, la Legge 190/2014 rimane il pilastro del regime forfettario. L’art. 1, comma 77 della stessa legge ha introdotto disposizioni specifiche per favorire l’accesso al regime agevolato da parte di lavoratori che escono dal mercato del lavoro dipendente o intendono avviare un’attività autonoma per la prima volta.

FAQ – Domande Frequenti sui Tipi di Partita IVA

Quali sono tutti i tipi di partita IVA disponibili in Italia?

I tipi di partita IVA si possono classificare su due livelli. Per forma giuridica: persona fisica (libero professionista o ditta individuale), società di persone (SNC, SAS) e società di capitali (SRL, SRLS, SPA). Per regime fiscale: regime forfettario (solo per persone fisiche, fino a € 85.000 di ricavi), regime semplificato (persone fisiche e società di persone entro certi limiti di ricavi) e regime ordinario (obbligatorio per le società di capitali, opzionale per tutti). La scelta di uno dei tipi di partita IVA dipende dalla natura dell’attività, dal volume d’affari previsto e dalla struttura organizzativa desiderata.

Qual è la differenza tra partita IVA da libero professionista e ditta individuale?

Il libero professionista svolge principalmente un’attività intellettuale (medico, avvocato, consulente, grafico) e non è tenuto a iscriversi al Registro delle Imprese. La ditta individuale esercita invece un’attività commerciale o artigianale, che richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese e alla relativa gestione previdenziale INPS (artigiani o commercianti). Entrambi sono persone fisiche e possono accedere al regime forfettario o semplificato, ma cambiano gli obblighi burocratici e i contributi previdenziali.

Posso passare da un tipo di partita IVA a un altro, ad esempio dal regime forfettario al regime ordinario?

Sì, è possibile cambiare regime fiscale. Il passaggio dal regime forfettario al regime ordinario o semplificato avviene naturalmente quando vengono meno i requisiti di accesso (ad esempio superamento della soglia di € 85.000). È anche possibile rinunciare volontariamente al forfettario optando per il regime semplificato o ordinario, ma in tal caso si è vincolati al regime scelto per almeno un triennio. Per cambiare la forma giuridica (es. da persona fisica a SRL) è invece necessario un atto notarile di trasformazione o cessione d’azienda.

Quante partite IVA può avere una persona fisica?

Una persona fisica può avere una sola partita IVA in Italia. Se si svolgono più attività diverse, è sufficiente un’unica partita IVA con più codici ATECO associati. Tuttavia, non è possibile essere titolari di due partite IVA distinte allo stesso tempo come persona fisica.

Una SRL può essere in regime forfettario?

No. Il regime forfettario è riservato esclusivamente alle persone fisiche titolari di partita IVA individuale. Le Società a Responsabilità Limitata (SRL), come tutte le società di capitali, sono obbligatoriamente soggette al regime ordinario di contabilità e tassazione IRES, indipendentemente dal loro volume d’affari.

Qual è il limite di fatturato per il regime forfettario nel 2026?

Il limite di ricavi o compensi per accedere e rimanere nel regime forfettario è confermato a € 85.000 annui. Se i ricavi superano questa soglia ma restano sotto i € 100.000, si esce dal forfettario dall’anno successivo. Se si superano i € 100.000, si esce immediatamente nello stesso anno con applicazione dell’IVA a partire dall’operazione che determina lo sforamento. Questi limiti sono confermati dall’Agenzia delle Entrate.

Come funziona la Dichiarazione di inizio attività per aprire una partita IVA?

Per le persone fisiche (liberi professionisti e attività che non richiedono iscrizione al Registro delle Imprese), la Dichiarazione di inizio attività si presenta compilando il modello AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Per le società e gli enti diversi dalle persone fisiche, si utilizza il modello AA7/10. Entrambi i modelli sono scaricabili gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. La presentazione online tramite area riservata (SPID o CIE) è il metodo più rapido: il numero viene attribuito immediatamente.

È possibile aprire una partita IVA forfettaria avendo anche un lavoro dipendente?

Sì, è possibile, ma bisogna verificare alcune condizioni. La principale è che i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’anno precedente non superino la soglia di € 35.000 (limite confermato per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026). Inoltre, l’attività con partita IVA non deve essere svolta prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale o di un datore avuto nei due anni precedenti (causa ostativa che scatta se si supera il 50% del fatturato verso tali soggetti).

I titolari di partita IVA in regime forfettario devono emettere fattura elettronica?

Sì. L’obbligo di fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate si applica anche ai contribuenti in regime forfettario. Le fatture non riportano l’IVA (le operazioni sono esenti/fuori campo IVA) ma devono essere trasmesse in formato XML attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite software abilitati. Le uniche esenzioni residue riguardano alcune categorie specifiche (es. operatori sanitari in particolari circostanze).

Qual è la differenza tra partita IVA semplificata e partita IVA ordinaria?

La partita IVA in contabilità semplificata si applica a persone fisiche e società di persone entro le soglie di ricavi previste (€ 500.000 per i servizi, € 800.000 per le altre attività). Prevede obblighi contabili ridotti rispetto all’ordinario: niente libro giornale obbligatorio, niente bilancio d’esercizio. La contabilità ordinaria è obbligatoria per le società di capitali e per chi supera le soglie del semplificato, e richiede una contabilità completa con libro giornale, libro degli inventari, scritture di assestamento e redazione del bilancio. La tassazione è identica (IRPEF per persone fisiche, IRES per società di capitali), ma cambiano i costi e la complessità gestionale.

Che cos’è la visura camerale e quando serve?

La visura camerale è un documento ufficiale estratto dal Registro delle Imprese che attesta l’esistenza e i dati di un’impresa (sede, soci, oggetto sociale, capitale, ecc.). Viene rilasciata dalla Camera di Commercio e serve nei rapporti con banche, enti pubblici, partner commerciali. È necessaria solo per le imprese e le società iscritte al Registro delle Imprese; i liberi professionisti che non esercitano in forma d’impresa non ne hanno bisogno.

Conclusioni

Scegliere tra i diversi tipi di partita IVA non è una decisione da prendere alla leggera: ogni forma giuridica e ogni regime fiscale ha implicazioni significative in termini di tassazione, adempimenti, protezione del patrimonio e prospettive di crescita.

In sintesi:

  • Se sei un professionista o freelance con fatturato contenuto e pochi costi, il regime forfettario è quasi certamente la scelta più vantaggiosa
  • Se stai crescendo o hai molti costi deducibili, valuta il passaggio al regime semplificato
  • Se hai bisogno di strutturare un’attività con più soci o proteggere il tuo patrimonio personale, considera le società di persone o le società di capitali
  • La SRL è la scelta ideale quando i volumi d’affari giustificano i costi di gestione e l’aliquota IRES (24%) diventa più conveniente delle aliquote IRPEF marginali

Ricorda che la normativa fiscale italiana è in continua evoluzione. Per la tua situazione specifica, è sempre consigliabile affidarsi a un professionista qualificato che possa analizzare in dettaglio le tue esigenze. Per tutte le informazioni ufficiali, il riferimento è sempre il portale dell’Agenzia delle Entrate.

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Fonti ufficiali di riferimento:

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