Quanto si paga di Partita IVA all’anno?
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Una delle domande più frequenti di chi sta per aprire — o ha già aperto — una Partita IVA è: quanto si paga di partita IVA all’anno? Non esiste una risposta unica, perché il carico fiscale e contributivo dipende da variabili precise: il regime fiscale scelto, l’attività svolta, il codice ATECO, il fatturato e la gestione previdenziale di appartenenza.
Questa guida risponde in modo completo e verificato alla domanda quanto si paga di partita IVA all’anno, analizzando ogni voce di spesa — dall’imposta sostitutiva ai contributi INPS, dall’IVA alle addizionali — con dati aggiornati, tabelle pratiche ed esempi reali. Tutti i numeri citati provengono da fonti ufficiali: INPS e Agenzia delle Entrate.
1. Riepilogo rapido: quanto si paga di partita IVA all’anno {#riepilogo-rapido}
Prima di entrare nel dettaglio, ecco uno schema sintetico. Quanto si paga di partita IVA all’anno varia in modo sostanziale a seconda del regime fiscale:
| Voce di costo | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
| Imposta sul reddito | 5% o 15% (flat) | IRPEF 23%–43% (scaglioni) |
| IVA da versare | Nessuna (esenzione) | 22% standard (o 10%/4%) |
| IRAP | Esente | 3,9% (se applicabile) |
| Addizionali regionali/comunali | Esenti | 0,8%–3,33% circa |
| Contributi INPS (gest. separata) | 26,23% del reddito imponibile | 26,23% del reddito imponibile |
| Contributi INPS artigiani | Min. €4.521 + 24% eccedenza | Min. €4.521 + 24% eccedenza |
| Contributi INPS commercianti | Min. €4.612 + 24,48% eccedenza | Min. €4.612 + 24,48% eccedenza |
💡 Nota chiave: nel regime forfettario non si versa IVA ai clienti né si scaricano i costi. Nel regime ordinario si applica l’IVA sulle fatture attive, ma si detrae quella sugli acquisti.
2. Regime forfettario: tutte le voci di costo {#regime-forfettario}
Il regime forfettario è il regime agevolato più diffuso in Italia, con oltre 2 milioni di titolari di Partita IVA che lo adottano. Per accedere nel 2026 è necessario non superare €85.000 di ricavi o compensi nell’anno precedente (e uscire immediatamente se si supera €100.000 durante l’anno in corso).
Per approfondire i requisiti di accesso, leggi la nostra guida su aprire Partita IVA in regime forfettario.
2.1 L’imposta sostitutiva: 5% o 15%
La voce principale per capire quanto si paga di partita IVA all’anno in regime agevolato è l’imposta sostitutiva, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP in un’unica aliquota flat:
- 5% per i primi 5 anni di attività (nuove attività che rispettano i requisiti di novità)
- 15% dal sesto anno in poi (regime ordinario forfettario)
Come si calcola la base imponibile
Il reddito su cui applicare l’imposta non è il fatturato lordo, ma il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO, meno i contributi INPS versati:
Reddito imponibile = (Ricavi × Coefficiente di redditività) − Contributi INPS versati
Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 5% (o 15%)
Tabella coefficienti di redditività per ATECO 2026
| Gruppo di attività | Coefficiente |
| Industrie alimentari e bevande | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Attività dei servizi di alloggio e ristorazione | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione | 78% |
| Attività finanziarie e assicurative | 78% |
| Altre attività | 67% |
Fonte: Allegato 4, Legge 190/2014 e successive modificazioni
2.2 IVA nel regime forfettario
Uno dei principali vantaggi del forfettario è l’esenzione dall’IVA: non si applica IVA sulle fatture emesse, non si versa IVA allo Stato, non si presenta la dichiarazione IVA periodica. Attenzione: questo non significa guadagnare di più rispetto ai clienti privati, semplicemente che il prezzo finale non include l’imposta.
2.3 Riepilogo costi annuali per un forfettario
Rispondendo in modo diretto a quanto si paga di partita IVA all’anno per chi è in regime agevolato: la spesa totale dipende quasi interamente da due elementi — l’imposta sostitutiva e i contributi INPS. Non ci sono altre imposte sul reddito da calcolare.
3. Regime ordinario: IRPEF, IVA e IRAP {#regime-ordinario}
Chi supera la soglia forfettaria (€85.000) o sceglie volontariamente il regime ordinario si trova a gestire un numero maggiore di imposte. Capire quanto si paga di partita IVA all’anno in regime ordinario richiede di sommare più voci.
3.1 IRPEF: gli scaglioni 2026
L’IRPEF si applica al reddito netto (ricavi meno costi effettivi e contributi INPS) con aliquote progressive:
| Scaglione di reddito | Aliquota IRPEF 2026 |
| Fino a €28.000 | 23% |
| Da €28.001 a €50.000 | 35% |
| Oltre €50.000 | 43% |
Fonte: Agenzia delle Entrate – IRPEF
A queste aliquote vanno aggiunte le addizionali regionali (variabili da regione a regione, mediamente tra lo 0,8% e il 3,33%) e le addizionali comunali (tra lo 0% e l’0,9%).
3.2 IVA nel regime ordinario
In regime ordinario si applica l’IVA sulle fatture emesse (tipicamente al 22%, oppure al 10% o 4% per categorie specifiche) e si detrae l’IVA sugli acquisti. La differenza tra IVA a debito e IVA a credito va versata periodicamente allo Stato:
- Liquidazione mensile: per chi supera determinate soglie
- Liquidazione trimestrale: per la maggior parte delle piccole imprese (con maggiorazione dell’1%)
Per capire come calcolare le scadenze e gli importi IVA, consulta la guida su quante tasse paga una partita IVA.
3.3 IRAP
L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) al 3,9% si applica in regime ordinario solo se esiste un’autonoma organizzazione (dipendenti, struttura d’impresa significativa). I professionisti che lavorano in modo del tutto autonomo, senza dipendenti o struttura organizzata, sono spesso esenti da IRAP, ma la valutazione va fatta caso per caso. Le società sono invece sempre soggette a IRAP.
4. Contributi INPS: la guida completa 2026 {#contributi-inps}
Qualunque sia il regime fiscale scelto, la componente contributiva è spesso la voce più pesante per chi vuole sapere quanto si paga di partita IVA all’anno. I contributi INPS non sono una tassa in senso stretto: finanziano la pensione futura, l’indennità di maternità, la tutela per malattia e l’ISCRO in caso di calo di fatturato.
Per calcolare con precisione i contributi INPS della propria Partita IVA, usa la nostra guida al calcolo INPS per Partita IVA.
4.1 Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa)
I liberi professionisti senza albo professionale e senza cassa di previdenza dedicata (sviluppatori, consulenti, designer, copywriter, fisioterapisti, ecc.) si iscrivono alla Gestione Separata INPS.
Aliquote Gestione Separata 2026:
| Categoria | Aliquota 2026 |
| Professionisti non pensionati, non iscritti ad altra gestione | 26,23% |
| Pensionati o già iscritti ad altra gestione obbligatoria | 24,00% |
Fonte: INPS – Gestione Separata
Come si calcola: l’aliquota si applica al reddito imponibile, calcolato come:
Reddito imponibile (forfettari) = Ricavi × Coefficiente ATECO
Contributi Gestione Separata = Reddito imponibile × 26,23%
Esempio pratico: un consulente informatico (coefficiente 78%) con €30.000 di ricavi:
- Reddito imponibile: €30.000 × 78% = €23.400
- Contributi INPS: €23.400 × 26,23% = €6.138 circa
✅ Vantaggio: nella Gestione Separata si pagano contributi solo se si fattura. Zero ricavi = zero contributi. Nessun minimale fisso obbligatorio.
4.2 Gestione Artigiani INPS 2026
Gli artigiani (attività di produzione di beni e servizi artigianali) versano contributi con una struttura mista: quota fissa + quota variabile.
Dati ufficiali 2026 (Circolare INPS n. 14 del 09/02/2026):
| Parametro | Importo 2026 |
| Reddito minimale | €18.808 |
| Contributo fisso annuo (sul minimale) | €4.521,36 |
| Contributo trimestrale fisso | ~€1.130,34 |
| Aliquota su eccedenza (fino a €56.224) | 24% |
| Aliquota su eccedenza (oltre €56.224) | 25% |
| Massimale (iscritti post-1996) | €122.295 |
| Massimale (iscritti pre-1996) | €93.707 |
| Riduzione per forfettari (su domanda) | −35% |
Fonte: INPS Circolare n. 14/2026
⚠️ Attenzione: il contributo fisso è dovuto anche se non si fattura nulla. Il reddito minimale di €18.808 è la base di calcolo minima imposta dall’INPS, indipendentemente dal reddito reale.
4.3 Gestione Commercianti INPS 2026
I commercianti (attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso, agenti di commercio, ecc.) seguono le stesse regole degli artigiani con una differenza nell’aliquota (+0,48% per il fondo di cessazione commerciale):
| Parametro | Importo 2026 |
| Reddito minimale | €18.808 |
| Contributo fisso annuo (sul minimale) | €4.611,64 |
| Contributo trimestrale fisso | ~€1.152,91 |
| Aliquota su eccedenza (fino a €56.224) | 24,48% |
| Aliquota su eccedenza (oltre €56.224) | 25,48% |
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4.4 Casse professionali (iscritti ad Albo)
Avvocati, medici, commercialisti, ingegneri, architetti e altri professionisti iscritti all’Albo non versano all’INPS ma alle rispettive Casse di previdenza private (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.). Le aliquote e i minimi variano per ogni cassa: si consiglia sempre di consultare il regolamento della propria cassa.
5. Esempi pratici con numeri reali {#esempi-pratici}
Per rispondere concretamente a quanto si paga di partita IVA all’anno, ecco tre scenari reali confrontati.
Scenario A – Consulente freelance, €25.000 di fatturato (forfettario, dal 6° anno)
| Voce | Calcolo | Importo |
| Fatturato | — | €25.000 |
| Reddito imponibile INPS (coeff. 78%) | €25.000 × 78% | €19.500 |
| Contributi INPS Gestione Separata (26,23%) | €19.500 × 26,23% | €5.115 |
| Reddito imponibile imposta | €19.500 − €5.115 | €14.385 |
| Imposta sostitutiva (15%) | €14.385 × 15% | €2.158 |
| Totale tasse + contributi | €7.273 | |
| Netto in tasca | €17.727 (~71%) |
Scenario B – Artigiano edile, €40.000 di reddito (forfettario, dal 6° anno)
| Voce | Calcolo | Importo |
| Fatturato | — | €40.000 |
| Reddito imponibile INPS (coeff. 86%) | €40.000 × 86% | €34.400 |
| Contributi INPS fissi (minimale) | — | €4.521 |
| Contributi INPS variabili (24% su €15.592) | €34.400 − €18.808 = €15.592 × 24% | €3.742 |
| Totale INPS | €8.263 | |
| Reddito imponibile imposta | €34.400 − €8.263 | €26.137 |
| Imposta sostitutiva (15%) | €26.137 × 15% | €3.921 |
| Totale tasse + contributi | €12.184 | |
| Netto in tasca | €27.816 (~70%) |
Scenario C – Commerciante al dettaglio, €60.000 di reddito (regime ordinario)
| Voce | Calcolo | Importo |
| Reddito netto (dopo costi) | — | €30.000 |
| Contributi INPS fissi | — | €4.612 |
| Contributi INPS variabili (24,48% su €11.192) | (€30.000 − €18.808) × 24,48% | €2.740 |
| Totale INPS | €7.352 | |
| Reddito imponibile IRPEF | €30.000 − €7.352 | €22.648 |
| IRPEF (23% fino a €28.000) | €22.648 × 23% | €5.209 |
| Addizionale regionale/comunale (~1,5%) | €22.648 × 1,5% | €340 |
| Totale tasse + contributi | €12.901 | |
| Netto in tasca | €17.099 (~57%) |
Come evidenziato dagli esempi, la risposta a quanto si paga di partita IVA all’anno cambia radicalmente in base al regime e al tipo di attività. La guida completa sul calcolo tasse regime forfettario ti permette di simulare il tuo scenario specifico.
6. Tabella comparativa: forfettario vs ordinario {#tabella-comparativa}
| Aspetto | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
| Soglia di accesso | ≤ €85.000 di ricavi | Nessun limite |
| Imposta principale | 5% o 15% flat | IRPEF 23%–43% scaglioni |
| IVA sulle fatture | ❌ Non applicata | ✅ Applicata (22%, 10%, 4%) |
| Detrazione IVA acquisti | ❌ Non disponibile | ✅ Disponibile |
| Deducibilità costi reali | ❌ No (forfait) | ✅ Sì |
| Addizionali regionali/comunali | ❌ Esenti | ✅ Dovute |
| IRAP | ❌ Esente | ✅ 3,9% (se applicabile) |
| Contabilità | Semplificata | Ordinaria o semplificata |
| Fatturazione elettronica | ✅ Obbligatoria dal 2024 | ✅ Obbligatoria |
| Ritenuta d’acconto da clienti | ❌ Non subita | ✅ 20% (per alcuni servizi) |
Per una panoramica completa sulle tasse Partita IVA forfettario, INPS e ATECO, consulta la guida dedicata.
7. Scadenze fiscali e previdenziali 2026 {#scadenze}
Sapere quanto si paga di partita IVA all’anno è fondamentale, ma sapere quando pagare lo è altrettanto. Ecco il calendario ufficiale per il 2026.
Scadenze contributi INPS artigiani/commercianti (quote fisse minimale)
| Data | Cosa si paga |
| 18 maggio 2026 | 1ª rata contributi fissi (gen–mar) |
| 20 agosto 2026 | 2ª rata contributi fissi (apr–giu) |
| 16 novembre 2026 | 3ª rata contributi fissi (lug–set) |
| 16 febbraio 2027 | 4ª rata contributi fissi (ott–dic) |
Fonte: INPS Circolare n. 14/2026
Scadenze saldo e acconti (imposta sostitutiva + contributi variabili)
| Data | Cosa si paga |
| 30 giugno 2026 | Saldo anno 2025 + 1° acconto 2026 (con possibilità di proroga) |
| 30 luglio 2026 | Stessa scadenza con maggiorazione 0,40% |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto anno 2026 |
Scadenze IVA (regime ordinario)
| Cadenza | Scadenza |
| IVA mensile | Entro il 16 del mese successivo |
| IVA trimestrale | 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026; 16 febbraio 2027 |
| Dichiarazione IVA annuale | Entro il 30 aprile 2026 (per l’anno 2025) |
I versamenti si effettuano sempre tramite modello F24, accessibile tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.
8. Agevolazioni e riduzioni disponibili nel 2026 {#agevolazioni}
La risposta a quanto si paga di partita IVA all’anno può essere ridotta grazie a diverse agevolazioni previste dalla normativa vigente.
8.1 Riduzione contributi INPS del 35% (forfettari)
Gli artigiani e i commercianti in regime forfettario possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS (sia sulla quota fissa che su quella variabile). La domanda va presentata entro il 28 febbraio tramite il Cassetto Previdenziale INPS. Se già beneficiata l’anno precedente con requisiti invariati, il rinnovo è automatico.
Effetto concreto per un artigiano con reddito pari al minimale:
- Contributi ordinari: €4.521
- Con riduzione 35%: €2.939
- Risparmio annuo: €1.582
⚠️ Attenzione: ridurre i contributi incide sulla misura della futura pensione. Va valutato attentamente.
8.2 Riduzione contributi del 50% (over 65 pensionati)
I commercianti over 65 già pensionati nella gestione INPS possono richiedere la riduzione del 50% dei contributi previdenziali, con conseguente riduzione del supplemento pensionistico futuro.
8.3 Imposta sostitutiva al 5% (startup e nuove attività)
Per i primi 5 anni di attività, l’imposta sostitutiva scende dal 15% al 5%, a condizione che:
- L’attività sia realmente nuova (non prosecuzione di attività precedente)
- Nei 3 anni precedenti non si abbiano avuto Partita IVA attive
- Non si continui attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente per lo stesso soggetto
Il risparmio sull’imposta può essere significativo: su €20.000 di reddito imponibile, la differenza tra il 5% e il 15% è di €2.000 all’anno.
8.4 Deducibilità dei contributi previdenziali
Nel regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori versati (INPS o casse professionali) sono interamente deducibili dal reddito imponibile prima del calcolo dell’imposta sostitutiva. Questo riduce la base imponibile e, di conseguenza, l’imposta dovuta.
8.5 ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa)
I professionisti iscritti alla Gestione Separata che registrano un calo di fatturato superiore al 70% rispetto alla media dei due anni precedenti possono richiedere l’ISCRO, un’indennità mensile che compensa parzialmente il calo di attività.
FAQ: domande frequenti su quanto si paga di partita IVA all’anno {#faq}
🔹 Quanto si paga di partita IVA all’anno in regime forfettario con €20.000 di fatturato?
Con €20.000 di ricavi, coefficiente 78% (professionista) e aliquota 15%:
- Reddito imponibile INPS: €15.600 → contributi Gestione Separata (26,23%): €4.092
- Reddito imponibile imposta: €15.600 − €4.092 = €11.508 → imposta 15%: €1.726
- Totale: circa €5.818 (29% del fatturato)
Con aliquota al 5% (primi 5 anni): imposta scende a €575, totale circa €4.667.
🔹 Quanto si paga di partita IVA all’anno con zero fatturato?
Dipende dalla gestione previdenziale:
- Gestione Separata: zero contributi (si paga solo sul reddito effettivo)
- Gestione Artigiani/Commercianti: si pagano comunque i contributi fissi minimi (€4.521 artigiani, €4.612 commercianti), anche senza alcun ricavo
Quindi chi è artigiano o commerciante e non fattura nulla continua ad avere un costo annuale di circa €4.500–4.600 solo di INPS.
🔹 Qual è la differenza tra quanto si paga di partita IVA all’anno con e senza dipendenti?
Avere dipendenti aggiunge: contributi INPS per il lavoratore (circa 23–30% del lordo), TFR, obbligo IRAP (in regime ordinario), adempimenti aggiuntivi. Il costo del lavoro per un’impresa con dipendenti può aumentare la pressione fiscale complessiva in modo significativo.
🔹 Quanto si paga di partita IVA all’anno al primo anno di apertura?
Al primo anno, chi è in Gestione Separata non versa nulla di INPS durante l’anno: il pagamento avviene il secondo anno (saldo anno 1 + acconti anno 2). Chi è in Gestione Artigiani/Commercianti invece inizia a versare le quote trimestrali dal momento dell’iscrizione, proporzionate ai mesi di attività.
L’imposta sostitutiva si versa sempre il secondo anno (non si anticipano acconti il primo anno): quindi al primo anno di partita IVA il costo fiscale effettivo è molto ridotto o addirittura nullo.
🔹 Quanto si paga di partita IVA all’anno se si ha anche un lavoro dipendente?
Se si ha un contratto di lavoro dipendente con reddito inferiore a €30.000 annui, è possibile aprire la Partita IVA in regime forfettario. In questo caso:
- Non si versano contributi INPS (già coperti dal datore di lavoro)
- Si paga solo l’imposta sostitutiva (5% o 15%)
Questa è la situazione fiscalmente più vantaggiosa per chi vuole un secondo reddito.
🔹 Quanto si paga di partita IVA all’anno per un commercialista?
Dipende dal volume di attività: su €40.000 di compensi, un commercialista paga contributi alla Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti (CNPADC) e l’imposta sostitutiva in forfettario. L’aliquota CNPADC è diversa dall’INPS: consultare direttamente il regolamento CNPADC per gli importi aggiornati.
🔹 Quanto si paga di partita IVA all’anno con il regime ordinario e €80.000 di fatturato?
Con €80.000 di ricavi, costi deducibili €30.000, reddito netto €50.000:
- INPS Gestione Separata (26,23% su €50.000): ~€13.115
- Reddito imponibile IRPEF: €50.000 − €13.115 = €36.885
- IRPEF: €28.000 × 23% + €8.885 × 35% = €6.440 + €3.110 = €9.550
- Addizionali (~1,5%): ~€553
- Totale tasse + contributi: circa €23.218 (29% del fatturato lordo)
🔹 Posso ridurre quanto si paga di partita IVA all’anno in modo legale?
Sì, in modo legittimo è possibile:
- In forfettario: richiedere la riduzione INPS del 35%, usufruire del 5% nei primi 5 anni, verificare il coefficiente ATECO più corretto
- In ordinario: dedurre tutti i costi inerenti l’attività, ottimizzare le spese deducibili, valutare l’opportunità di costituire una società
- In entrambi i casi, una pianificazione fiscale preventiva con un professionista abilitato è lo strumento più efficace
🔹 Si paga l’IVA anche con la Partita IVA forfettaria?
No. Uno dei principali vantaggi del regime forfettario è la completa esenzione dall’IVA: non si applica l’imposta sulle fatture emesse, non si presenta la dichiarazione IVA, non si effettuano liquidazioni periodiche. Ciò semplifica notevolmente la gestione amministrativa e riduce i costi di consulenza.
🔹 Cosa succede se supero €85.000 nel corso del 2026?
Se si supera la soglia di €100.000 nel corso dell’anno, si esce immediatamente dal regime forfettario. Se si supera €85.000 ma si rimane sotto €100.000, si esce dal 1° gennaio dell’anno successivo e si passa automaticamente al regime ordinario.
Conclusioni {#conclusioni}
La domanda quanto si paga di partita IVA all’anno non ha una risposta unica, ma questa guida ha fornito tutti gli strumenti per calcolarla con precisione nel proprio caso.
I fattori determinanti sono quattro:
- Il regime fiscale — il forfettario è generalmente più conveniente per fatturati sotto €85.000
- Il livello di ricavi — più si fattura, più varia il peso proporzionale di tasse e contributi
- Il tipo di attività e la gestione INPS — Gestione Separata, artigiani e commercianti hanno regole diverse
- Le agevolazioni disponibili — riduzione 35% INPS, aliquota al 5%, deducibilità contributiva
Come regola generale, un titolare di Partita IVA in regime forfettario trattiene tra il 65% e il 75% del proprio fatturato netto, dopo aver pagato tasse e contributi. Nel regime ordinario, la percentuale scende in media al 55–65% per redditi medi, ma può variare molto in base ai costi deducibili.
Le fonti ufficiali da consultare:
- INPS – Portale istituzionale per contributi e gestioni previdenziali
- Agenzia delle Entrate per aliquote IRPEF, regime forfettario e scadenze fiscali
- Governo italiano – Normativa per la Legge 190/2014 (istitutiva del forfettario) e la Legge di Bilancio 2026
Per un calcolo personalizzato e aggiornato, consulta la guida completa su tasse Partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO oppure utilizza il calcolatore delle tasse regime forfettario.
Guida redatta sulla base di fonti ufficiali (INPS Circolare n. 14/2026, Agenzia delle Entrate, Legge 190/2014 e ss.mm.ii.). Le informazioni riportate hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per la propria specifica situazione, si raccomanda sempre di rivolgersi a un professionista abilitato.