Quando si Pagano le Tasse con la Partita IVA?
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Capire quando si pagano le tasse con la partita IVA è uno dei quesiti più frequenti tra chi lavora in autonomia — e non è difficile capire il perché. Il sistema fiscale italiano prevede scadenze diverse a seconda del regime adottato, del tipo di attività, della forma giuridica e dell’iscrizione previdenziale. Fare confusione tra saldo, acconto, versamento IVA periodico e contributi INPS può costare caro, sia in termini economici che di sanzioni. Questa guida risponde in modo completo, preciso e aggiornato alla domanda: quando si pagano le tasse con la partita IVA, con tutto ciò che serve — calendari, tabelle, esempi numerici, codici tributo e FAQ — per non sbagliare neanche una scadenza.
1. Il Sistema Fiscale delle Partite IVA: Panoramica Generale {#panoramica}
Prima di rispondere nel dettaglio alla domanda quando si pagano le tasse con la partita IVA, è utile inquadrare il contesto. In Italia esistono sostanzialmente tre regimi fiscali per i titolari di partita IVA persone fisiche:
| Regime fiscale | Imposta principale | Soglia ricavi | Obbligo IVA |
| Forfettario | Imposta sostitutiva 5% o 15% | Fino a 85.000 € | No (esonero) |
| Semplificato | IRPEF a scaglioni + IVA | Fino a 400.000/700.000 € | Sì |
| Ordinario | IRPEF a scaglioni + IVA + IRAP | Nessun limite | Sì |
Le date di pagamento variano in modo significativo da un regime all’altro. Il regime forfettario, ad esempio, prevede solo due finestre di pagamento l’anno. Il regime ordinario, al contrario, impone versamenti mensili o trimestrali dell’IVA, acconti IRPEF, IRAP, e contributi previdenziali scaglionati durante tutto l’anno.
📌 Attenzione: Le società di capitali (SRL, SPA) pagano l’IRES (imposta sul reddito delle società) al posto dell’IRPEF. Le scadenze sono analoghe ma le aliquote differenti. Questa guida si concentra sulle partite IVA persone fisiche e ditte individuali.
2. Regime Forfettario: Quando si Pagano le Tasse {#forfettario}
Il regime forfettario è il più diffuso tra i lavoratori autonomi in Italia. Chi vi aderisce — rispettando la soglia annua di 85.000 euro di ricavi — paga un’unica imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.
Quando si pagano le tasse con la partita IVA in regime forfettario? Le scadenze sono due l’anno:
| Scadenza | Cosa si paga | Note |
| 30 giugno | Saldo anno precedente + 1° acconto anno corrente | Può essere rateizzato fino a 6 rate mensili |
| 30 novembre | 2° acconto anno corrente | Va versato in un’unica soluzione |
Il meccanismo saldo e acconto
Il sistema funziona così: ogni anno, in sede di dichiarazione dei redditi, si calcola quanto si deve pagare per l’anno appena concluso (saldo). A questo si aggiunge una stima anticipata delle imposte dell’anno in corso (acconto), calcolata sull’anno precedente (metodo storico) oppure sui ricavi previsti (metodo previsionale).
Esempio pratico:
Giulia è una consulente marketing al terzo anno di partita IVA, in regime forfettario al 15%, coefficiente di redditività 78%:
- Ricavi 2025: 30.000 €
- Reddito imponibile: 30.000 × 78% = 23.400 €
- Contributi INPS deducibili: 3.500 €
- Base imponibile: 23.400 − 3.500 = 19.900 €
- Imposta sostitutiva dovuta: 19.900 × 15% = 2.985 €
A giugno 2026, Giulia paga:
- Saldo 2025: 2.985 € (meno gli acconti già versati nel 2025)
- Primo acconto 2026 (50% dell’imposta 2025): ~1.492 €
A novembre 2026, paga:
- Secondo acconto 2026 (50%): ~1.492 €
📌 Regola pratica: Se l’imposta complessiva è inferiore a 257,52 euro, il pagamento avviene in un’unica rata a novembre.
Per approfondire i calcoli del regime forfettario, consulta la nostra guida al calcolo delle tasse regime forfettario per partita IVA.
3. Regime Ordinario e Semplificato: Scadenze e Obblighi {#ordinario}
Per chi opera in regime ordinario o semplificato, la risposta alla domanda quando si pagano le tasse con la partita IVA è più articolata, perché le imposte da versare sono molteplici e le scadenze distribuite lungo l’anno.
Le principali imposte in questo regime sono:
| Imposta | Chi la paga | Periodicità | Scadenza principale |
| IRPEF | Persone fisiche, ditte individuali | Annuale (con acconti) | Saldo 30/06 – Acconto 30/11 |
| IVA | Tutti i soggetti ordinari | Mensile o trimestrale | Entro il 16 del mese successivo |
| IRAP | Imprese e professionisti (con organizzazione) | Annuale (con acconti) | Stesse scadenze IRPEF |
| Imposta di bollo | Tutti (fatture esenti IVA) | Trimestrale | Fine del mese successivo al trimestre |
Aliquote IRPEF 2026
Gli scaglioni IRPEF vigenti in Italia sono i seguenti (confermati anche dalla Legge di Bilancio 2026):
| Reddito imponibile | Aliquota IRPEF |
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.001 € a 50.000 € | 35% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
📌 Nota: A differenza del regime forfettario, nel regime ordinario puoi dedurre tutte le spese inerenti l’attività, il che riduce il reddito imponibile.
Per una panoramica completa su tutte le tasse della partita IVA, compresi i codici ATECO e i contributi INPS, consulta il nostro articolo dedicato: Tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.
4. L’IVA Periodica: Mensile e Trimestrale {#iva-periodica}
Uno degli aspetti che distingue maggiormente il regime ordinario è l’obbligo di liquidare e versare l’IVA periodicamente. Chi è in regime forfettario è completamente esonerato da questo adempimento.
Chi è mensile e chi è trimestrale?
| Periodicità | Volume d’affari annuo |
| Mensile (obbligatorio) | > 400.000 € per prestazioni di servizi; > 700.000 € per altre attività |
| Trimestrale (opzionale) | Sotto le soglie sopra indicate |
Scadenze IVA mensile 2026
I contribuenti mensili versano l’IVA entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento. Ad esempio:
| Mese di riferimento | Scadenza versamento |
| Gennaio 2026 | 16 febbraio 2026 |
| Febbraio 2026 | 16 marzo 2026 |
| Marzo 2026 | 16 aprile 2026 |
| Aprile 2026 | 16 maggio 2026 |
| Maggio 2026 | 16 giugno 2026 |
| Giugno 2026 | 16 luglio 2026 |
| Luglio 2026 | 16 agosto 2026 (o 20/08 se feriale) |
| Agosto 2026 | 16 settembre 2026 |
| Settembre 2026 | 16 ottobre 2026 |
| Ottobre 2026 | 16 novembre 2026 |
| Novembre 2026 | 16 dicembre 2026 |
Scadenze IVA trimestrale 2026
I contribuenti trimestrali versano entro il 16 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi:
| Trimestre | Scadenza versamento |
| 1° trimestre (gen-mar) | 16 maggio 2026 |
| 2° trimestre (apr-giu) | 20 agosto 2026 |
| 3° trimestre (lug-set) | 16 novembre 2026 |
| 4° trimestre (ott-dic) | 16 marzo dell’anno successivo (saldo IVA annuale) |
Formula di calcolo
IVA da versare = IVA a debito (su fatture emesse) – IVA a credito (su acquisti)
Se il risultato è positivo, si versa allo Stato. Se è negativo, si ha un credito IVA utilizzabile in compensazione o a rimborso.
Per tutti i dettagli sul calcolo dell’IVA trimestrale, consulta la guida: Calcolo IVA trimestrale: la guida definitiva per imprese e professionisti.
Acconto IVA di dicembre: Il 27 dicembre di ogni anno, tutti i soggetti IVA (mensili e trimestrali) devono versare un acconto pari all’88% dell’IVA del corrispondente mese/trimestre dell’anno precedente (metodo storico), oppure pari all’88% dell’IVA stimata per il mese/trimestre corrente (metodo previsionale).
5. Contributi INPS: Quando e Quanto si Versano {#inps}
Un aspetto che spesso si dimentica quando si ragiona su quando si pagano le tasse con la partita IVA sono i contributi previdenziali INPS, che non sono tecnicamente “tasse” ma sono comunque obbligatori e a volte rappresentano un onere maggiore dell’imposta sostitutiva stessa.
Esistono tre principali gestioni previdenziali per i lavoratori autonomi:
Gestione Separata INPS
Per liberi professionisti senza cassa previdenziale (consulenti, freelance digitali, informatici, ecc.).
- Aliquota 2026: circa 26,23% del reddito netto
- Scadenze: coincidono con le scadenze IRPEF
- Saldo + 1° acconto: 30 giugno
- 2° acconto: 30 novembre
Gestione Artigiani e Commercianti
Per artigiani, commercianti, rivenditori, titolari di ditta individuale iscritti al Registro Imprese.
Il sistema prevede contributi fissi (indipendenti dal reddito, versati su una quota minima) e contributi variabili (sulla quota di reddito eccedente il minimale).
| Rata | Scadenza | Descrizione |
| 1ª rata fissa | 16 maggio | Contributo sul reddito minimale |
| 2ª rata fissa | 20 agosto | Contributo sul reddito minimale |
| 3ª rata fissa | 16 novembre | Contributo sul reddito minimale |
| 4ª rata fissa | 16 febbraio (anno succ.) | Contributo sul reddito minimale |
| Saldo variabile | 30 giugno | Contributo sulla quota eccedente il minimale (anno precedente) |
| 1° acconto variabile | 30 giugno | Anticipo sul reddito eccedente anno corrente |
| 2° acconto variabile | 30 novembre | Seconda rata anticipo |
Casse Professionali (CNPADC, INARCASSA, EPAP, ecc.)
Per avvocati, ingegneri, architetti, medici, commercialisti e altre categorie ordinistiche, le scadenze contributive sono fissate dalla propria cassa di appartenenza e possono differire da quelle INPS.
Per calcolare con precisione i contributi previdenziali della tua partita IVA, utilizza il nostro strumento: Calcolo INPS partita IVA: la guida completa per freelance, artigiani e commercianti.
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6. Come si Calcola l’Imposta nel Regime Forfettario {#calcolo-forfettario}
Per sapere quando si pagano le tasse con la partita IVA è fondamentale capire anche quanto si paga. Nel regime forfettario, la formula è:
Reddito imponibile = Ricavi incassati × Coefficiente di redditività (ATECO)
Base imponibile = Reddito imponibile − Contributi INPS versati
Imposta sostitutiva = Base imponibile × Aliquota (5% o 15%)
Tabella coefficienti di redditività per categoria principale
| Categoria attività | Coefficiente redditività |
| Commercio al dettaglio e ingrosso | 40% |
| Commercio ambulante alimentari | 40% |
| Attività di ristorazione | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche | 78% |
| Servizi informatici e comunicazione | 78% |
| Servizi finanziari e assicurativi | 78% |
| Attività artistiche, sportive, di intrattenimento | 67% |
| Altre attività economiche | 67% |
| Attività di alloggio e ristorazione | 40% |
📌 Dal 1° aprile 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO (revisione NACE Rev. 2.1). Verifica il tuo codice aggiornato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Aliquote dell’imposta sostitutiva
| Situazione | Aliquota |
| Nuova attività (primi 5 anni), con requisiti specifici | 5% |
| Attività già avviata, dal 6° anno in poi | 15% |
I requisiti per l’aliquota agevolata al 5% sono:
- Non aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti
- L’attività non deve essere la mera prosecuzione di un lavoro dipendente precedente
- Se si è rilevata un’azienda da terzi, i ricavi del cedente non devono aver superato 85.000 €
7. Come si Calcola l’IRPEF nel Regime Ordinario {#calcolo-irpef}
Nel regime ordinario, il reddito imponibile si calcola come:
Reddito imponibile = Ricavi – Costi deducibili – Contributi INPS
IRPEF lorda = Applicazione degli scaglioni IRPEF al reddito imponibile
IRPEF netta = IRPEF lorda – Detrazioni fiscali spettanti
Esempio:
Marco, consulente in regime ordinario, ha:
- Ricavi 2025: 60.000 €
- Costi deducibili: 15.000 €
- Contributi INPS: 8.000 €
- Reddito imponibile: 60.000 − 15.000 − 8.000 = 37.000 €
Calcolo IRPEF sugli scaglioni:
- 23% su 28.000 € = 6.440 €
- 35% su (37.000 − 28.000) = 35% × 9.000 = 3.150 €
- IRPEF lorda totale: 9.590 €
- Dopo detrazioni (lavoro autonomo, familiari, ecc.): ipotizziamo IRPEF netta di circa 8.800 €
A giugno 2026 paga:
- Saldo IRPEF 2025 (deducendo gli acconti pagati nel 2025)
- Primo acconto IRPEF 2026 (40% del dovuto 2025): circa 3.520 €
A novembre 2026:
- Secondo acconto IRPEF 2026 (60% del dovuto 2025): circa 5.280 €
⚠️ Attenzione: Nel regime ordinario si aggiungono anche le addizionali IRPEF regionali e comunali, con scadenze legate alla dichiarazione dei redditi. L’IRAP (se dovuta) segue le stesse scadenze dell’IRPEF.
8. Il Modello F24: Lo Strumento di Pagamento {#f24}
Comprendere quando si pagano le tasse con la partita IVA implica anche sapere come si paga. Lo strumento ufficiale è il Modello F24, disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
⚠️ Regola importante: I titolari di partita IVA non possono utilizzare l’F24 cartaceo allo sportello bancario o postale. Il pagamento deve avvenire esclusivamente in via telematica, tramite:
- Servizi di home banking (i più comuni)
- Portale Fisconline/Entratel dell’Agenzia delle Entrate
- Cassetto fiscale con accesso SPID
Principali codici tributo per le partite IVA
| Imposta | Codice tributo | Descrizione |
| Imposta sostitutiva forfettaria – 1° acconto | 1790 | Primo acconto forfettari |
| Imposta sostitutiva forfettaria – 2° acconto | 1791 | Secondo acconto forfettari |
| Imposta sostitutiva forfettaria – saldo | 1792 | Saldo anno precedente |
| IVA mensile – mese generico | 6001–6012 | (numero del mese: 6001 = gennaio, 6012 = dicembre) |
| IVA trimestrale 1° trim. | 6031 | |
| IVA trimestrale 2° trim. | 6032 | |
| IVA trimestrale 3° trim. | 6033 | |
| IVA trimestrale 4° trim. | 6034 | |
| Acconto IVA dicembre | 6013 (mensili) / 6035 (trimestrali) | |
| IRPEF – 1° acconto | 4033 | |
| IRPEF – 2° acconto | 4034 | |
| IRPEF – saldo | 4001 | |
| Contributi Gestione Separata INPS | PXX | Verificare il codice specifico sul sito INPS |
Per la dichiarazione IVA annuale e i relativi adempimenti, consulta: Dichiarazione IVA: guida completa e aggiornata.
9. Il Primo Anno di Attività: Regole Speciali {#primo-anno}
Molti neo-titolari di partita IVA si chiedono quando si pagano le tasse con la partita IVA nel corso del primo anno di apertura. La risposta è rassicurante: nel primo anno non si paga nulla a titolo di imposta sostitutiva o IRPEF, per la semplice ragione che non si ha ancora un reddito di riferimento su cui calcolare gli acconti.
Ecco il flusso tipico:
| Anno | Cosa succede | Pagamenti |
| Anno 1 (es. apertura 2025) | Nessun acconto da versare | Nessuna imposta sull’anno in corso |
| Anno 2 (giugno/luglio 2026) | Prima dichiarazione dei redditi | Saldo anno 1 + 1° acconto anno 2 |
| Anno 2 (novembre 2026) | — | 2° acconto anno 2 |
| Anno 3 (giugno 2027) | — | Saldo anno 2 + 1° acconto anno 3 |
⚠️ Attenzione: anche nel primo anno possono essere dovuti i contributi INPS minimi (per artigiani e commercianti), indipendentemente dal reddito prodotto.
10. Rateizzazione e Proroghe {#rateizzazione}
Una delle domande più frequenti su quando si pagano le tasse con la partita IVA riguarda la possibilità di diluire i pagamenti nel tempo.
Rateizzazione delle imposte di giugno
Le imposte che scadono il 30 giugno (saldo + primo acconto) possono essere rateizzate fino a un massimo di 6 rate mensili (da luglio a dicembre), applicando una maggiorazione:
| Scadenza rata | Maggiorazione interessi |
| Luglio | 0,33% |
| Agosto | 0,66% |
| Settembre | 0,99% |
| Ottobre | 1,32% |
| Novembre | 1,65% |
| Dicembre | 1,98% |
⚠️ Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile: deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre.
Proroghe ordinarie
Le scadenze fiscali possono essere prorogate da decreti ministeriali o leggi apposite. In diversi anni recenti, la scadenza di giugno per le partite IVA è stata spostata al 31 luglio (con possibilità di versare entro il 30 agosto con una maggiorazione dello 0,40%). È sempre consigliabile verificare eventuali proroghe sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.
Slittamento per festività
Se una scadenza cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, si sposta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo.
11. Ravvedimento Operoso: Rimediare ai Ritardi {#ravvedimento}
Cosa succede se ci si dimentica di pagare? Ricordarsi quando si pagano le tasse con la partita IVA non è sempre facile, e può capitare di perdere una scadenza. In questo caso, lo strumento del ravvedimento operoso consente di regolarizzare la propria posizione beneficiando di sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.
Tabella sanzioni ravvedimento operoso
| Tempo dal mancato versamento | Sanzione ridotta | Note |
| Entro 14 giorni (ravvedimento sprint) | 0,1% per ogni giorno di ritardo | Massimo 1,4% |
| Da 15 a 30 giorni | 1,5% | |
| Da 31 a 90 giorni | 1,67% | |
| Da 91 giorni a 1 anno | 3,75% | |
| Da 1 a 2 anni | 4,29% | |
| Oltre 2 anni | 5% |
A queste sanzioni vanno aggiunti gli interessi legali al tasso vigente (2,5% annuo nel 2026), calcolati giorno per giorno dal mancato versamento.
Il ravvedimento si effettua tramite modello F24, sommando nello stesso modello: l’imposta non pagata, la sanzione ridotta e gli interessi. Per una guida dettagliata, consulta: IVA ravvedimento operoso: guida completa.
12. Calendario Completo delle Scadenze Fiscali 2026 per Partite IVA {#calendario}
Ecco una sintesi operativa di quando si pagano le tasse con la partita IVA nel corso dell’anno 2026:
| Data | Adempimento | Regime |
| 16 gennaio | Versamento IVA mensile (dicembre 2025) | Ordinario mensile |
| 16 febbraio | Versamento IVA mensile (gennaio 2026) | Ordinario mensile |
| 16 marzo | Versamento saldo IVA annuale 2025 + IVA mensile febbraio | Tutti i regimi ordinari |
| 16 aprile | Versamento IVA mensile (marzo 2026) | Ordinario mensile |
| 16 maggio | Versamento IVA mensile (aprile 2026) + IVA trimestrale 1° trim. | Mensile e trimestrale |
| 16 maggio | 1ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani/Commercianti |
| 1 giugno | Versamento imposta di bollo fatture 1° trimestre 2026 | Tutti con fatture esenti IVA |
| 30 giugno | Saldo + 1° acconto imposte sul reddito (IRPEF/imposta sostitutiva) | Tutti i regimi |
| 30 giugno | Saldo + 1° acconto contributi INPS | Gestione Separata + Variabile A&C |
| 16 luglio | Versamento IVA mensile (giugno 2026) | Ordinario mensile |
| 31 luglio | Versamento imposte con maggiorazione 0,40% (proroga ordinaria) | Forfettario e ordinario |
| 20 agosto | Versamento IVA mensile (luglio 2026) + IVA trimestrale 2° trim. | Mensile e trimestrale |
| 20 agosto | 2ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani/Commercianti |
| 16 settembre | Versamento IVA mensile (agosto 2026) | Ordinario mensile |
| 16 ottobre | Versamento IVA mensile (settembre 2026) | Ordinario mensile |
| 16 novembre | Versamento IVA mensile (ottobre 2026) + IVA trimestrale 3° trim. | Mensile e trimestrale |
| 16 novembre | 3ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani/Commercianti |
| 30 novembre | 2° acconto imposte sul reddito (IRPEF/imposta sostitutiva) | Tutti i regimi |
| 30 novembre | 2° acconto contributi INPS | Gestione Separata + Variabile A&C |
| 1 dicembre | Versamento imposta di bollo fatture 3° trimestre | Tutti con fatture esenti IVA |
| 16 dicembre | Versamento IVA mensile (novembre 2026) + saldo IMU 2026 | Mensile + proprietari |
| 27 dicembre | Acconto IVA annuale | Tutti i regimi ordinari |
| 16 febbraio 2027 | 4ª rata contributi fissi INPS Artigiani/Commercianti | Artigiani/Commercianti |
⚠️ Le date esatte possono subire spostamenti in caso di festività o decreti di proroga. Verifica sempre sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
FAQ — Domande Frequenti {#faq}
❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA per la prima volta?
Se hai aperto la partita IVA nel 2025, il primo pagamento delle imposte avverrà nel 2026, in sede di prima dichiarazione dei redditi (entro il 30 giugno 2026 con possibilità di proroga al 31 luglio). Pagherai il saldo relativo ai redditi del 2025 e il primo acconto per il 2026. Nel corso del 2025, non è dovuto alcun acconto, poiché non hai una base di calcolo storica.
❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA in regime forfettario se guadagno molto poco?
Se l’imposta sostitutiva complessiva risulta inferiore a 257,52 euro, non devi versare il primo acconto di giugno ma puoi pagare tutto in un’unica rata entro il 30 novembre. Se l’imposta è pari a zero (ad esempio nel primo anno o in anni di inattività), non si versa nulla.
❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA in regime ordinario, con cadenza mensile o trimestrale?
Dipende dal volume d’affari. Sei obbligato alla liquidazione mensile se il tuo fatturato supera 400.000 euro per i servizi o 700.000 euro per le altre attività. Sotto queste soglie, puoi optare per la periodicità trimestrale, applicando però una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare.
❓ Come si calcolano gli acconti IRPEF o dell’imposta sostitutiva per una partita IVA?
Esistono due metodi:
- Metodo storico: si versano acconti pari al 100% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (divisi in due rate). È il metodo più sicuro perché evita sanzioni per acconto insufficiente.
- Metodo previsionale: si stima l’imposta per l’anno corrente e si versano acconti proporzionali. Conviene se si prevede di guadagnare meno dell’anno precedente, ma richiede attenzione: se la stima è troppo ottimistica, si rischia di pagare meno del dovuto con conseguenti sanzioni.
❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA aperta a metà anno?
Se apri la partita IVA a giugno 2025, ad esempio, per l’anno 2025 valgono le stesse regole: nessun acconto nel 2025, primo pagamento nel 2026. L’anno di apertura non cambia la regola del “niente tasse nel primo anno” — quella regola si applica sempre, indipendentemente dal mese di apertura.
❓ È possibile pagare le tasse della partita IVA a rate?
Sì, ma solo le imposte che scadono a giugno (saldo + primo acconto). Possono essere rateizzate fino a dicembre dello stesso anno, con una maggiorazione degli interessi che cresce mese per mese. Il secondo acconto di novembre, invece, deve essere versato in un’unica soluzione e non è dilazionabile.
❓ Cosa succede se non si pagano le tasse entro la scadenza?
Se si supera la scadenza senza versare, si applicano le sanzioni per omesso versamento: ordinariamente il 30% dell’importo non pagato, ridotto al 15% se si regolarizza entro 90 giorni. Tramite il ravvedimento operoso, le sanzioni si riducono ulteriormente (fino allo 0,1% al giorno nei primi 14 giorni di ritardo). A queste si aggiungono gli interessi legali al tasso annuo del 2,5% (2026). La soluzione migliore è sempre quella di versare nel minor tempo possibile dopo aver scoperto il ritardo.
❓ I contributi INPS si pagano con le stesse scadenze delle tasse?
Dipende dalla gestione previdenziale. Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS, sì: i contributi si versano con le stesse scadenze dell’imposta sostitutiva (30 giugno e 30 novembre). Per gli artigiani e commercianti, invece, esistono quattro rate fisse durante l’anno (maggio, agosto, novembre, febbraio) più il saldo variabile a giugno.
❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA se ho anche un reddito da lavoro dipendente?
Se hai contemporaneamente partita IVA e lavoro dipendente, i redditi si sommano. Per il reddito da lavoro dipendente, le tasse vengono trattenute dal datore di lavoro tramite ritenuta alla fonte (IRPEF). Per il reddito da partita IVA, segui le scadenze ordinarie (saldo a giugno, acconti a giugno e novembre) attraverso la dichiarazione dei redditi. In regime forfettario il reddito da partita IVA è escluso dalla dichiarazione IRPEF (viene tassato separatamente con l’imposta sostitutiva).
❓ Come si paga il saldo IVA annuale e quando scade?
Il saldo IVA annuale relativo all’anno precedente deve essere versato entro il 16 marzo dell’anno successivo (es. saldo IVA 2025 entro il 16 marzo 2026). Il pagamento avviene tramite modello F24, con il codice tributo specifico per il mese di riferimento. È possibile posticipare il versamento al 30 giugno (con una maggiorazione degli interessi dell’1,2%) o pagarlo nell’ambito della dichiarazione dei redditi.
❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA se si supera la soglia del regime forfettario?
Se superi i 85.000 euro di ricavi nel corso dell’anno, esci dal regime forfettario dall’anno successivo e passi al regime ordinario o semplificato. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata: l’IVA è dovuta già a partire dalle operazioni che hanno determinato il superamento. In questo caso, dovrai adeguare immediatamente le tue fatture e adempiere agli obblighi del regime ordinario.
❓ Come verificare se si ha un debito o un credito con il fisco?
Puoi verificare la tua posizione fiscale accedendo al Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE o CNS. Il cassetto mostra le dichiarazioni presentate, i versamenti effettuati e i crediti disponibili. Sul sito INPS.it puoi invece verificare la tua posizione contributiva.
Conclusione {#conclusione}
Sapere quando si pagano le tasse con la partita IVA è il primo passo per gestire la propria attività in modo sereno e senza spiacevoli sorprese. Come abbiamo visto, le scadenze variano significativamente a seconda del regime adottato:
- Regime forfettario: due appuntamenti fondamentali all’anno (30 giugno e 30 novembre), con un sistema basato su saldo e acconto dell’imposta sostitutiva.
- Regime ordinario: un calendario molto più fitto, con versamenti IVA mensili o trimestrali, acconti IRPEF semestrali, contributi INPS scaglionati e numerose comunicazioni periodiche.
Il consiglio pratico più importante è pianificare la liquidità con almeno tre mesi di anticipo rispetto alle scadenze principali di giugno e novembre. Non è raro, purtroppo, che liberi professionisti e piccoli imprenditori si trovino impreparati di fronte a un saldo di migliaia di euro da versare in pochi giorni.
Alcune buone pratiche:
- Imposta un fondo di accantonamento mensile pari a circa il 25-30% dei ricavi netti (il margine esatto dipende dal tuo regime e dalla tua categoria).
- Utilizza un calendario fiscale aggiornato anno per anno, verificando eventuali proroghe sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
- Se hai dubbi su un’operazione specifica o sul regime più conveniente, rivolgiti a un commercialista abilitato prima che i problemi si accumulino.
La fiscalità delle partite IVA è un sistema articolato, ma con le giuste informazioni e un po’ di organizzazione preventiva diventa perfettamente gestibile. Ora che sai esattamente quando si pagano le tasse con la partita IVA, puoi strutturare le tue finanze con serenità e concentrarti su ciò che conta davvero: la tua attività.
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Fonti ufficiali di riferimento
- Agenzia delle Entrate — agenziaentrate.gov.it
- INPS — inps.it
- DPR 633/1972 (Testo Unico IVA)
- Legge di Bilancio 2026
Le informazioni contenute hanno carattere generale e informativo; per situazioni specifiche è sempre consigliabile il parere di un professionista fiscale.