Quando si Pagano le Tasse con la Partita IVA?

Quando si Pagano le Tasse con la Partita IVA?

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Capire quando si pagano le tasse con la partita IVA è uno dei quesiti più frequenti tra chi lavora in autonomia — e non è difficile capire il perché. Il sistema fiscale italiano prevede scadenze diverse a seconda del regime adottato, del tipo di attività, della forma giuridica e dell’iscrizione previdenziale. Fare confusione tra saldo, acconto, versamento IVA periodico e contributi INPS può costare caro, sia in termini economici che di sanzioni. Questa guida risponde in modo completo, preciso e aggiornato alla domanda: quando si pagano le tasse con la partita IVA, con tutto ciò che serve — calendari, tabelle, esempi numerici, codici tributo e FAQ — per non sbagliare neanche una scadenza.

1. Il Sistema Fiscale delle Partite IVA: Panoramica Generale {#panoramica}

Prima di rispondere nel dettaglio alla domanda quando si pagano le tasse con la partita IVA, è utile inquadrare il contesto. In Italia esistono sostanzialmente tre regimi fiscali per i titolari di partita IVA persone fisiche:

Regime fiscaleImposta principaleSoglia ricaviObbligo IVA
ForfettarioImposta sostitutiva 5% o 15%Fino a 85.000 €No (esonero)
SemplificatoIRPEF a scaglioni + IVAFino a 400.000/700.000 €
OrdinarioIRPEF a scaglioni + IVA + IRAPNessun limite

Le date di pagamento variano in modo significativo da un regime all’altro. Il regime forfettario, ad esempio, prevede solo due finestre di pagamento l’anno. Il regime ordinario, al contrario, impone versamenti mensili o trimestrali dell’IVA, acconti IRPEF, IRAP, e contributi previdenziali scaglionati durante tutto l’anno.

📌 Attenzione: Le società di capitali (SRL, SPA) pagano l’IRES (imposta sul reddito delle società) al posto dell’IRPEF. Le scadenze sono analoghe ma le aliquote differenti. Questa guida si concentra sulle partite IVA persone fisiche e ditte individuali.

2. Regime Forfettario: Quando si Pagano le Tasse {#forfettario}

Il regime forfettario è il più diffuso tra i lavoratori autonomi in Italia. Chi vi aderisce — rispettando la soglia annua di 85.000 euro di ricavi — paga un’unica imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.

Quando si pagano le tasse con la partita IVA in regime forfettario? Le scadenze sono due l’anno:

ScadenzaCosa si pagaNote
30 giugnoSaldo anno precedente + 1° acconto anno correntePuò essere rateizzato fino a 6 rate mensili
30 novembre2° acconto anno correnteVa versato in un’unica soluzione

Il meccanismo saldo e acconto

Il sistema funziona così: ogni anno, in sede di dichiarazione dei redditi, si calcola quanto si deve pagare per l’anno appena concluso (saldo). A questo si aggiunge una stima anticipata delle imposte dell’anno in corso (acconto), calcolata sull’anno precedente (metodo storico) oppure sui ricavi previsti (metodo previsionale).

Esempio pratico:

Giulia è una consulente marketing al terzo anno di partita IVA, in regime forfettario al 15%, coefficiente di redditività 78%:

  • Ricavi 2025: 30.000 €
  • Reddito imponibile: 30.000 × 78% = 23.400 €
  • Contributi INPS deducibili: 3.500 €
  • Base imponibile: 23.400 − 3.500 = 19.900 €
  • Imposta sostitutiva dovuta: 19.900 × 15% = 2.985 €

A giugno 2026, Giulia paga:

  • Saldo 2025: 2.985 € (meno gli acconti già versati nel 2025)
  • Primo acconto 2026 (50% dell’imposta 2025): ~1.492 €

A novembre 2026, paga:

  • Secondo acconto 2026 (50%): ~1.492 €

📌 Regola pratica: Se l’imposta complessiva è inferiore a 257,52 euro, il pagamento avviene in un’unica rata a novembre.

Per approfondire i calcoli del regime forfettario, consulta la nostra guida al calcolo delle tasse regime forfettario per partita IVA.

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3. Regime Ordinario e Semplificato: Scadenze e Obblighi {#ordinario}

Per chi opera in regime ordinario o semplificato, la risposta alla domanda quando si pagano le tasse con la partita IVA è più articolata, perché le imposte da versare sono molteplici e le scadenze distribuite lungo l’anno.

Le principali imposte in questo regime sono:

ImpostaChi la pagaPeriodicitàScadenza principale
IRPEFPersone fisiche, ditte individualiAnnuale (con acconti)Saldo 30/06 – Acconto 30/11
IVATutti i soggetti ordinariMensile o trimestraleEntro il 16 del mese successivo
IRAPImprese e professionisti (con organizzazione)Annuale (con acconti)Stesse scadenze IRPEF
Imposta di bolloTutti (fatture esenti IVA)TrimestraleFine del mese successivo al trimestre

Aliquote IRPEF 2026

Gli scaglioni IRPEF vigenti in Italia sono i seguenti (confermati anche dalla Legge di Bilancio 2026):

Reddito imponibileAliquota IRPEF
Fino a 28.000 €23%
Da 28.001 € a 50.000 €35%
Oltre 50.000 €43%

📌 Nota: A differenza del regime forfettario, nel regime ordinario puoi dedurre tutte le spese inerenti l’attività, il che riduce il reddito imponibile.

Per una panoramica completa su tutte le tasse della partita IVA, compresi i codici ATECO e i contributi INPS, consulta il nostro articolo dedicato: Tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.

4. L’IVA Periodica: Mensile e Trimestrale {#iva-periodica}

Uno degli aspetti che distingue maggiormente il regime ordinario è l’obbligo di liquidare e versare l’IVA periodicamente. Chi è in regime forfettario è completamente esonerato da questo adempimento.

Chi è mensile e chi è trimestrale?

PeriodicitàVolume d’affari annuo
Mensile (obbligatorio)> 400.000 € per prestazioni di servizi; > 700.000 € per altre attività
Trimestrale (opzionale)Sotto le soglie sopra indicate

Scadenze IVA mensile 2026

I contribuenti mensili versano l’IVA entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento. Ad esempio:

Mese di riferimentoScadenza versamento
Gennaio 202616 febbraio 2026
Febbraio 202616 marzo 2026
Marzo 202616 aprile 2026
Aprile 202616 maggio 2026
Maggio 202616 giugno 2026
Giugno 202616 luglio 2026
Luglio 202616 agosto 2026 (o 20/08 se feriale)
Agosto 202616 settembre 2026
Settembre 202616 ottobre 2026
Ottobre 202616 novembre 2026
Novembre 202616 dicembre 2026

Scadenze IVA trimestrale 2026

I contribuenti trimestrali versano entro il 16 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi:

TrimestreScadenza versamento
1° trimestre (gen-mar)16 maggio 2026
2° trimestre (apr-giu)20 agosto 2026
3° trimestre (lug-set)16 novembre 2026
4° trimestre (ott-dic)16 marzo dell’anno successivo (saldo IVA annuale)

Formula di calcolo

IVA da versare = IVA a debito (su fatture emesse) – IVA a credito (su acquisti)

Se il risultato è positivo, si versa allo Stato. Se è negativo, si ha un credito IVA utilizzabile in compensazione o a rimborso.

Per tutti i dettagli sul calcolo dell’IVA trimestrale, consulta la guida: Calcolo IVA trimestrale: la guida definitiva per imprese e professionisti.

Acconto IVA di dicembre: Il 27 dicembre di ogni anno, tutti i soggetti IVA (mensili e trimestrali) devono versare un acconto pari all’88% dell’IVA del corrispondente mese/trimestre dell’anno precedente (metodo storico), oppure pari all’88% dell’IVA stimata per il mese/trimestre corrente (metodo previsionale).

5. Contributi INPS: Quando e Quanto si Versano {#inps}

Un aspetto che spesso si dimentica quando si ragiona su quando si pagano le tasse con la partita IVA sono i contributi previdenziali INPS, che non sono tecnicamente “tasse” ma sono comunque obbligatori e a volte rappresentano un onere maggiore dell’imposta sostitutiva stessa.

Esistono tre principali gestioni previdenziali per i lavoratori autonomi:

Gestione Separata INPS

Per liberi professionisti senza cassa previdenziale (consulenti, freelance digitali, informatici, ecc.).

  • Aliquota 2026: circa 26,23% del reddito netto
  • Scadenze: coincidono con le scadenze IRPEF
    • Saldo + 1° acconto: 30 giugno
    • 2° acconto: 30 novembre

Gestione Artigiani e Commercianti

Per artigiani, commercianti, rivenditori, titolari di ditta individuale iscritti al Registro Imprese.

Il sistema prevede contributi fissi (indipendenti dal reddito, versati su una quota minima) e contributi variabili (sulla quota di reddito eccedente il minimale).

RataScadenzaDescrizione
1ª rata fissa16 maggioContributo sul reddito minimale
2ª rata fissa20 agostoContributo sul reddito minimale
3ª rata fissa16 novembreContributo sul reddito minimale
4ª rata fissa16 febbraio (anno succ.)Contributo sul reddito minimale
Saldo variabile30 giugnoContributo sulla quota eccedente il minimale (anno precedente)
1° acconto variabile30 giugnoAnticipo sul reddito eccedente anno corrente
2° acconto variabile30 novembreSeconda rata anticipo

Casse Professionali (CNPADC, INARCASSA, EPAP, ecc.)

Per avvocati, ingegneri, architetti, medici, commercialisti e altre categorie ordinistiche, le scadenze contributive sono fissate dalla propria cassa di appartenenza e possono differire da quelle INPS.

Per calcolare con precisione i contributi previdenziali della tua partita IVA, utilizza il nostro strumento: Calcolo INPS partita IVA: la guida completa per freelance, artigiani e commercianti.

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6. Come si Calcola l’Imposta nel Regime Forfettario {#calcolo-forfettario}

Per sapere quando si pagano le tasse con la partita IVA è fondamentale capire anche quanto si paga. Nel regime forfettario, la formula è:

Reddito imponibile = Ricavi incassati × Coefficiente di redditività (ATECO)

Base imponibile = Reddito imponibile − Contributi INPS versati

Imposta sostitutiva = Base imponibile × Aliquota (5% o 15%)

Tabella coefficienti di redditività per categoria principale

Categoria attivitàCoefficiente redditività
Commercio al dettaglio e ingrosso40%
Commercio ambulante alimentari40%
Attività di ristorazione40%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Attività professionali, scientifiche, tecniche78%
Servizi informatici e comunicazione78%
Servizi finanziari e assicurativi78%
Attività artistiche, sportive, di intrattenimento67%
Altre attività economiche67%
Attività di alloggio e ristorazione40%

📌 Dal 1° aprile 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO (revisione NACE Rev. 2.1). Verifica il tuo codice aggiornato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Aliquote dell’imposta sostitutiva

SituazioneAliquota
Nuova attività (primi 5 anni), con requisiti specifici5%
Attività già avviata, dal 6° anno in poi15%

I requisiti per l’aliquota agevolata al 5% sono:

  • Non aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti
  • L’attività non deve essere la mera prosecuzione di un lavoro dipendente precedente
  • Se si è rilevata un’azienda da terzi, i ricavi del cedente non devono aver superato 85.000 €

7. Come si Calcola l’IRPEF nel Regime Ordinario {#calcolo-irpef}

Nel regime ordinario, il reddito imponibile si calcola come:

Reddito imponibile = Ricavi – Costi deducibili – Contributi INPS

IRPEF lorda = Applicazione degli scaglioni IRPEF al reddito imponibile

IRPEF netta = IRPEF lorda – Detrazioni fiscali spettanti

Esempio:

Marco, consulente in regime ordinario, ha:

  • Ricavi 2025: 60.000 €
  • Costi deducibili: 15.000 €
  • Contributi INPS: 8.000 €
  • Reddito imponibile: 60.000 − 15.000 − 8.000 = 37.000 €

Calcolo IRPEF sugli scaglioni:

  • 23% su 28.000 € = 6.440 €
  • 35% su (37.000 − 28.000) = 35% × 9.000 = 3.150 €
  • IRPEF lorda totale: 9.590 €
  • Dopo detrazioni (lavoro autonomo, familiari, ecc.): ipotizziamo IRPEF netta di circa 8.800 €

A giugno 2026 paga:

  • Saldo IRPEF 2025 (deducendo gli acconti pagati nel 2025)
  • Primo acconto IRPEF 2026 (40% del dovuto 2025): circa 3.520 €

A novembre 2026:

  • Secondo acconto IRPEF 2026 (60% del dovuto 2025): circa 5.280 €

⚠️ Attenzione: Nel regime ordinario si aggiungono anche le addizionali IRPEF regionali e comunali, con scadenze legate alla dichiarazione dei redditi. L’IRAP (se dovuta) segue le stesse scadenze dell’IRPEF.

8. Il Modello F24: Lo Strumento di Pagamento {#f24}

Comprendere quando si pagano le tasse con la partita IVA implica anche sapere come si paga. Lo strumento ufficiale è il Modello F24, disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

⚠️ Regola importante: I titolari di partita IVA non possono utilizzare l’F24 cartaceo allo sportello bancario o postale. Il pagamento deve avvenire esclusivamente in via telematica, tramite:

  • Servizi di home banking (i più comuni)
  • Portale Fisconline/Entratel dell’Agenzia delle Entrate
  • Cassetto fiscale con accesso SPID

Principali codici tributo per le partite IVA

ImpostaCodice tributoDescrizione
Imposta sostitutiva forfettaria – 1° acconto1790Primo acconto forfettari
Imposta sostitutiva forfettaria – 2° acconto1791Secondo acconto forfettari
Imposta sostitutiva forfettaria – saldo1792Saldo anno precedente
IVA mensile – mese generico6001–6012(numero del mese: 6001 = gennaio, 6012 = dicembre)
IVA trimestrale 1° trim.6031
IVA trimestrale 2° trim.6032
IVA trimestrale 3° trim.6033
IVA trimestrale 4° trim.6034
Acconto IVA dicembre6013 (mensili) / 6035 (trimestrali)
IRPEF – 1° acconto4033
IRPEF – 2° acconto4034
IRPEF – saldo4001
Contributi Gestione Separata INPSPXXVerificare il codice specifico sul sito INPS

Per la dichiarazione IVA annuale e i relativi adempimenti, consulta: Dichiarazione IVA: guida completa e aggiornata.

9. Il Primo Anno di Attività: Regole Speciali {#primo-anno}

Molti neo-titolari di partita IVA si chiedono quando si pagano le tasse con la partita IVA nel corso del primo anno di apertura. La risposta è rassicurante: nel primo anno non si paga nulla a titolo di imposta sostitutiva o IRPEF, per la semplice ragione che non si ha ancora un reddito di riferimento su cui calcolare gli acconti.

Ecco il flusso tipico:

AnnoCosa succedePagamenti
Anno 1 (es. apertura 2025)Nessun acconto da versareNessuna imposta sull’anno in corso
Anno 2 (giugno/luglio 2026)Prima dichiarazione dei redditiSaldo anno 1 + 1° acconto anno 2
Anno 2 (novembre 2026)2° acconto anno 2
Anno 3 (giugno 2027)Saldo anno 2 + 1° acconto anno 3

⚠️ Attenzione: anche nel primo anno possono essere dovuti i contributi INPS minimi (per artigiani e commercianti), indipendentemente dal reddito prodotto.

10. Rateizzazione e Proroghe {#rateizzazione}

Una delle domande più frequenti su quando si pagano le tasse con la partita IVA riguarda la possibilità di diluire i pagamenti nel tempo.

Rateizzazione delle imposte di giugno

Le imposte che scadono il 30 giugno (saldo + primo acconto) possono essere rateizzate fino a un massimo di 6 rate mensili (da luglio a dicembre), applicando una maggiorazione:

Scadenza rataMaggiorazione interessi
Luglio0,33%
Agosto0,66%
Settembre0,99%
Ottobre1,32%
Novembre1,65%
Dicembre1,98%

⚠️ Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile: deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre.

Proroghe ordinarie

Le scadenze fiscali possono essere prorogate da decreti ministeriali o leggi apposite. In diversi anni recenti, la scadenza di giugno per le partite IVA è stata spostata al 31 luglio (con possibilità di versare entro il 30 agosto con una maggiorazione dello 0,40%). È sempre consigliabile verificare eventuali proroghe sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.

Slittamento per festività

Se una scadenza cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, si sposta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo.

11. Ravvedimento Operoso: Rimediare ai Ritardi {#ravvedimento}

Cosa succede se ci si dimentica di pagare? Ricordarsi quando si pagano le tasse con la partita IVA non è sempre facile, e può capitare di perdere una scadenza. In questo caso, lo strumento del ravvedimento operoso consente di regolarizzare la propria posizione beneficiando di sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.

Tabella sanzioni ravvedimento operoso

Tempo dal mancato versamentoSanzione ridottaNote
Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)0,1% per ogni giorno di ritardoMassimo 1,4%
Da 15 a 30 giorni1,5%
Da 31 a 90 giorni1,67%
Da 91 giorni a 1 anno3,75%
Da 1 a 2 anni4,29%
Oltre 2 anni5%

A queste sanzioni vanno aggiunti gli interessi legali al tasso vigente (2,5% annuo nel 2026), calcolati giorno per giorno dal mancato versamento.

Il ravvedimento si effettua tramite modello F24, sommando nello stesso modello: l’imposta non pagata, la sanzione ridotta e gli interessi. Per una guida dettagliata, consulta: IVA ravvedimento operoso: guida completa.

12. Calendario Completo delle Scadenze Fiscali 2026 per Partite IVA {#calendario}

Ecco una sintesi operativa di quando si pagano le tasse con la partita IVA nel corso dell’anno 2026:

DataAdempimentoRegime
16 gennaioVersamento IVA mensile (dicembre 2025)Ordinario mensile
16 febbraioVersamento IVA mensile (gennaio 2026)Ordinario mensile
16 marzoVersamento saldo IVA annuale 2025 + IVA mensile febbraioTutti i regimi ordinari
16 aprileVersamento IVA mensile (marzo 2026)Ordinario mensile
16 maggioVersamento IVA mensile (aprile 2026) + IVA trimestrale 1° trim.Mensile e trimestrale
16 maggio1ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani/Commercianti
1 giugnoVersamento imposta di bollo fatture 1° trimestre 2026Tutti con fatture esenti IVA
30 giugnoSaldo + 1° acconto imposte sul reddito (IRPEF/imposta sostitutiva)Tutti i regimi
30 giugnoSaldo + 1° acconto contributi INPSGestione Separata + Variabile A&C
16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Ordinario mensile
31 luglioVersamento imposte con maggiorazione 0,40% (proroga ordinaria)Forfettario e ordinario
20 agostoVersamento IVA mensile (luglio 2026) + IVA trimestrale 2° trim.Mensile e trimestrale
20 agosto2ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani/Commercianti
16 settembreVersamento IVA mensile (agosto 2026)Ordinario mensile
16 ottobreVersamento IVA mensile (settembre 2026)Ordinario mensile
16 novembreVersamento IVA mensile (ottobre 2026) + IVA trimestrale 3° trim.Mensile e trimestrale
16 novembre3ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani/Commercianti
30 novembre2° acconto imposte sul reddito (IRPEF/imposta sostitutiva)Tutti i regimi
30 novembre2° acconto contributi INPSGestione Separata + Variabile A&C
1 dicembreVersamento imposta di bollo fatture 3° trimestreTutti con fatture esenti IVA
16 dicembreVersamento IVA mensile (novembre 2026) + saldo IMU 2026Mensile + proprietari
27 dicembreAcconto IVA annualeTutti i regimi ordinari
16 febbraio 20274ª rata contributi fissi INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani/Commercianti

⚠️ Le date esatte possono subire spostamenti in caso di festività o decreti di proroga. Verifica sempre sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

FAQ — Domande Frequenti {#faq}

❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA per la prima volta?

Se hai aperto la partita IVA nel 2025, il primo pagamento delle imposte avverrà nel 2026, in sede di prima dichiarazione dei redditi (entro il 30 giugno 2026 con possibilità di proroga al 31 luglio). Pagherai il saldo relativo ai redditi del 2025 e il primo acconto per il 2026. Nel corso del 2025, non è dovuto alcun acconto, poiché non hai una base di calcolo storica.

❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA in regime forfettario se guadagno molto poco?

Se l’imposta sostitutiva complessiva risulta inferiore a 257,52 euro, non devi versare il primo acconto di giugno ma puoi pagare tutto in un’unica rata entro il 30 novembre. Se l’imposta è pari a zero (ad esempio nel primo anno o in anni di inattività), non si versa nulla.

❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA in regime ordinario, con cadenza mensile o trimestrale?

Dipende dal volume d’affari. Sei obbligato alla liquidazione mensile se il tuo fatturato supera 400.000 euro per i servizi o 700.000 euro per le altre attività. Sotto queste soglie, puoi optare per la periodicità trimestrale, applicando però una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare.

❓ Come si calcolano gli acconti IRPEF o dell’imposta sostitutiva per una partita IVA?

Esistono due metodi:

  • Metodo storico: si versano acconti pari al 100% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (divisi in due rate). È il metodo più sicuro perché evita sanzioni per acconto insufficiente.
  • Metodo previsionale: si stima l’imposta per l’anno corrente e si versano acconti proporzionali. Conviene se si prevede di guadagnare meno dell’anno precedente, ma richiede attenzione: se la stima è troppo ottimistica, si rischia di pagare meno del dovuto con conseguenti sanzioni.

❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA aperta a metà anno?

Se apri la partita IVA a giugno 2025, ad esempio, per l’anno 2025 valgono le stesse regole: nessun acconto nel 2025, primo pagamento nel 2026. L’anno di apertura non cambia la regola del “niente tasse nel primo anno” — quella regola si applica sempre, indipendentemente dal mese di apertura.

❓ È possibile pagare le tasse della partita IVA a rate?

Sì, ma solo le imposte che scadono a giugno (saldo + primo acconto). Possono essere rateizzate fino a dicembre dello stesso anno, con una maggiorazione degli interessi che cresce mese per mese. Il secondo acconto di novembre, invece, deve essere versato in un’unica soluzione e non è dilazionabile.

❓ Cosa succede se non si pagano le tasse entro la scadenza?

Se si supera la scadenza senza versare, si applicano le sanzioni per omesso versamento: ordinariamente il 30% dell’importo non pagato, ridotto al 15% se si regolarizza entro 90 giorni. Tramite il ravvedimento operoso, le sanzioni si riducono ulteriormente (fino allo 0,1% al giorno nei primi 14 giorni di ritardo). A queste si aggiungono gli interessi legali al tasso annuo del 2,5% (2026). La soluzione migliore è sempre quella di versare nel minor tempo possibile dopo aver scoperto il ritardo.

❓ I contributi INPS si pagano con le stesse scadenze delle tasse?

Dipende dalla gestione previdenziale. Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS, sì: i contributi si versano con le stesse scadenze dell’imposta sostitutiva (30 giugno e 30 novembre). Per gli artigiani e commercianti, invece, esistono quattro rate fisse durante l’anno (maggio, agosto, novembre, febbraio) più il saldo variabile a giugno.

❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA se ho anche un reddito da lavoro dipendente?

Se hai contemporaneamente partita IVA e lavoro dipendente, i redditi si sommano. Per il reddito da lavoro dipendente, le tasse vengono trattenute dal datore di lavoro tramite ritenuta alla fonte (IRPEF). Per il reddito da partita IVA, segui le scadenze ordinarie (saldo a giugno, acconti a giugno e novembre) attraverso la dichiarazione dei redditi. In regime forfettario il reddito da partita IVA è escluso dalla dichiarazione IRPEF (viene tassato separatamente con l’imposta sostitutiva).

❓ Come si paga il saldo IVA annuale e quando scade?

Il saldo IVA annuale relativo all’anno precedente deve essere versato entro il 16 marzo dell’anno successivo (es. saldo IVA 2025 entro il 16 marzo 2026). Il pagamento avviene tramite modello F24, con il codice tributo specifico per il mese di riferimento. È possibile posticipare il versamento al 30 giugno (con una maggiorazione degli interessi dell’1,2%) o pagarlo nell’ambito della dichiarazione dei redditi.

❓ Quando si pagano le tasse con la partita IVA se si supera la soglia del regime forfettario?

Se superi i 85.000 euro di ricavi nel corso dell’anno, esci dal regime forfettario dall’anno successivo e passi al regime ordinario o semplificato. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata: l’IVA è dovuta già a partire dalle operazioni che hanno determinato il superamento. In questo caso, dovrai adeguare immediatamente le tue fatture e adempiere agli obblighi del regime ordinario.

❓ Come verificare se si ha un debito o un credito con il fisco?

Puoi verificare la tua posizione fiscale accedendo al Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE o CNS. Il cassetto mostra le dichiarazioni presentate, i versamenti effettuati e i crediti disponibili. Sul sito INPS.it puoi invece verificare la tua posizione contributiva.

Conclusione {#conclusione}

Sapere quando si pagano le tasse con la partita IVA è il primo passo per gestire la propria attività in modo sereno e senza spiacevoli sorprese. Come abbiamo visto, le scadenze variano significativamente a seconda del regime adottato:

  • Regime forfettario: due appuntamenti fondamentali all’anno (30 giugno e 30 novembre), con un sistema basato su saldo e acconto dell’imposta sostitutiva.
  • Regime ordinario: un calendario molto più fitto, con versamenti IVA mensili o trimestrali, acconti IRPEF semestrali, contributi INPS scaglionati e numerose comunicazioni periodiche.

Il consiglio pratico più importante è pianificare la liquidità con almeno tre mesi di anticipo rispetto alle scadenze principali di giugno e novembre. Non è raro, purtroppo, che liberi professionisti e piccoli imprenditori si trovino impreparati di fronte a un saldo di migliaia di euro da versare in pochi giorni.

Alcune buone pratiche:

  • Imposta un fondo di accantonamento mensile pari a circa il 25-30% dei ricavi netti (il margine esatto dipende dal tuo regime e dalla tua categoria).
  • Utilizza un calendario fiscale aggiornato anno per anno, verificando eventuali proroghe sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
  • Se hai dubbi su un’operazione specifica o sul regime più conveniente, rivolgiti a un commercialista abilitato prima che i problemi si accumulino.

La fiscalità delle partite IVA è un sistema articolato, ma con le giuste informazioni e un po’ di organizzazione preventiva diventa perfettamente gestibile. Ora che sai esattamente quando si pagano le tasse con la partita IVA, puoi strutturare le tue finanze con serenità e concentrarti su ciò che conta davvero: la tua attività.


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Le informazioni contenute hanno carattere generale e informativo; per situazioni specifiche è sempre consigliabile il parere di un professionista fiscale.

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