Partita IVA per Fisioterapisti: Guida a Tasse, Contributi e Fatturazione
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La Partita IVA per Fisioterapisti è il punto di partenza per chiunque voglia esercitare questa professione sanitaria in modo autonomo e indipendente. Che tu sia appena laureato e voglia aprire il tuo studio, o un professionista già inserito nel sistema sanitario che desidera ampliare la propria attività, aprire la Partita IVA da fisioterapista richiede conoscenze precise su regime fiscale, contributi previdenziali, codice ATECO e obblighi di fatturazione.
In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere — aggiornata con le ultime normative in vigore — per gestire al meglio la tua posizione fiscale e lavorare con serenità.
1. Chi è il Fisioterapista: Inquadramento Professionale {#chi-è-il-fisioterapista}
Il fisioterapista è un professionista sanitario abilitato alla prevenzione, valutazione, trattamento e riabilitazione delle disfunzioni del movimento umano. In Italia la professione è regolamentata dal D.M. 14 settembre 1994, n. 741 del Ministero della Salute, che ne definisce il profilo professionale e le competenze.
Per esercitare legalmente la professione è necessario:
- Conseguire la laurea triennale in Fisioterapia (classe L/SNT2), la cui prova finale ha valore di esame di Stato abilitante alla professione
- Iscriversi all’Ordine TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) della propria provincia
L’iscrizione all’Albo professionale è obbligatoria per esercitare in qualsiasi forma — come dipendente, libero professionista o con Partita IVA — e precede l’apertura di qualsiasi posizione fiscale autonoma.
2. Partita IVA per Fisioterapisti: Quando è Obbligatoria {#quando-è-obbligatoria}
La Partita IVA per fisioterapisti è obbligatoria ogni volta che la prestazione professionale viene svolta in modo abituale e continuativo al di fuori di un rapporto di lavoro subordinato. In pratica, se eserciti l’attività di fisioterapista in modo regolare — anche part-time — come libero professionista, sei tenuto ad aprire una posizione IVA.
Quando NON serve la Partita IVA
Esiste una forma alternativa per prestazioni occasionali e non continuative: la cosiddetta prestazione occasionale senza Partita IVA, disciplinata dall’art. 2222 del Codice Civile. In questo caso, il compenso annuo complessivo non deve superare 5.000 euro lordi presso lo stesso committente.
⚠️ Attenzione: Se le prestazioni diventano regolari o i compensi superano la soglia, scatta l’obbligo di apertura della Partita IVA. Lavorare in grigio espone a sanzioni fiscali e previdenziali significative.
3. Requisiti per Aprire la Partita IVA da Fisioterapista {#requisiti}
Aprire la Partita IVA per fisioterapisti è più semplice di quanto si pensi. I requisiti principali sono:
Requisiti Professionali
- Laurea triennale in Fisioterapia o titolo equipollente
- Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP della provincia di esercizio
- Assenza di provvedimenti disciplinari ostativi all’esercizio professionale
Requisiti per il Regime Forfettario
Il regime fiscale agevolato — il più scelto dai fisioterapisti — richiede il rispetto di queste condizioni:
| Requisito | Limite |
| Ricavi annui | Non superiori a 85.000 € |
| Dipendente dello stesso ex datore (ultimi 2 anni) | Fatturato max 30.000 €/anno verso quel soggetto |
| Reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente | Non superiore a 35.000 € (o cessazione entro il 31/12 dell’anno precedente) |
| Beni strumentali | Valore complessivo ≤ 20.000 € (al netto degli ammortamenti) |
| Partecipazioni societarie | No quote in SNC, SAS, associazioni professionali; no controllo indiretto in SRL |
| Residenza fiscale | In Italia, o almeno il 75% del reddito prodotto in Italia (UE/SEE) |
4. Codice ATECO per Fisioterapisti: Novità 2025 {#codice-ateco}
Il codice ATECO è il codice identificativo dell’attività economica e costituisce un elemento essenziale della Partita IVA per fisioterapisti: determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, definisce gli obblighi contributivi e identifica il settore ai fini statistici.
Il Nuovo Codice ATECO 2025
A partire dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della nuova classificazione ATECO 2025, il codice dedicato ai fisioterapisti è cambiato:
| Periodo | Codice ATECO | Descrizione |
| Fino al 31/03/2025 | 86.90.21 | Fisioterapia (vecchio codice) |
| Dal 01/04/2025 | 86.95.00 | Attività professionale del fisioterapista (nuovo codice) |
Cosa Cambia in Pratica?
Il nuovo codice 86.95.00 è più specifico e riconosce formalmente la professione come categoria autonoma. Dal punto di vista fiscale, il coefficiente di redditività rimane invariato al 78% per entrambi i codici nel regime forfettario.
Se hai aperto la Partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il codice 86.90.21, puoi continuare a utilizzarlo senza obbligo di variazione immediata, ma è consigliabile aggiornarlo per evitare incomprensioni con l’Agenzia delle Entrate e garantire il corretto riconoscimento contributivo. La variazione si effettua gratuitamente con il modello AA7/10 presso l’Agenzia delle Entrate.
Il Coefficiente di Redditività al 78%
Il coefficiente di redditività è la percentuale del fatturato considerata come reddito imponibile. Per i fisioterapisti questo valore è del 78%, il che significa che solo il 78% dei ricavi viene tassato; il restante 22% è considerato forfettariamente come quota di spese.
Esempio: Un fisioterapista con 40.000 € di ricavi annui ha un reddito imponibile di 31.200 € (40.000 × 78%).
5. Regime Forfettario per Fisioterapisti {#regime-forfettario}
Il regime forfettario è la scelta fiscale più comune e vantaggiosa per chi apre la Partita IVA come fisioterapista. Introdotto dalla Legge n. 190/2014 e più volte modificato, si caratterizza per una gestione fiscale e contabile drasticamente semplificata rispetto al regime ordinario.
Vantaggi Principali
- Imposta sostitutiva unica del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di nuova attività) in luogo di IRPEF, addizionali regionali e comunali
- Nessuna applicazione dell’IVA ai clienti (vantaggio competitivo nei confronti dei pazienti privati)
- Nessun obbligo IRAP
- Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessun libro giornale
- Nessun obbligo di ritenuta d’acconto subita (con apposita dicitura in fattura)
- Riduzione contributiva INPS del 35% per i contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione Separata (su richiesta)
L’Aliquota al 5%: Quando si Applica?
L’aliquota agevolata del 5% è riservata ai soggetti che aprono una nuova attività e rispettano tutte queste condizioni:
- Nei 3 anni precedenti non hanno esercitato attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata)
- L’attività non costituisce mera prosecuzione di un’attività svolta in precedenza come lavoro dipendente o autonomo (con eccezioni per il periodo di pratica obbligatoria)
- Se si prosegue l’attività di un altro soggetto, i ricavi di quest’ultimo non devono superare 85.000 €
L’aliquota agevolata si applica per 5 anni dalla prima apertura della Partita IVA.
Limiti e Cause di Esclusione
Se nel corso dell’anno si superano 100.000 euro di ricavi, si esce dal regime forfettario con effetto immediato dall’anno stesso. Se si superano 85.000 euro ma si rimane sotto i 100.000 euro, si esce dal regime forfettario dall’anno successivo.
Per approfondire il meccanismo di tassazione agevolata, puoi consultare la nostra guida al calcolo delle tasse in regime forfettario.
6. Regime Ordinario: Quando Conviene {#regime-ordinario}
Il regime ordinario (o semplificato) si applica automaticamente ai fisioterapisti con ricavi superiori a 85.000 euro o che non soddisfano i requisiti per il forfettario. In alcuni casi, però, può convenire anche a chi potrebbe optare per il regime agevolato.
Quando il Regime Ordinario Conviene di Più
Il regime ordinario permette la deduzione analitica di tutti i costi professionali effettivamente sostenuti: affitto dello studio, acquisto di macchinari e attrezzature, assicurazione RC professionale, corsi di formazione e aggiornamento, materiale di consumo, software gestionali, spese per collaboratori.
Se i costi professionali sono elevati (superiori al 22% del fatturato, ovvero alla quota forfettaria di spese riconosciuta nel regime agevolato), il regime ordinario può generare un reddito imponibile effettivo inferiore e, di conseguenza, un carico fiscale complessivo minore.
Caratteristiche del Regime Ordinario
- IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%) sul reddito netto effettivo
- Addizionali regionali e comunali (variabili)
- Deduzione analitica dei costi documentati
- Obbligo di tenuta dei registri contabili, del libro giornale e dei registri IVA
- IVA da applicare sulle fatture verso soggetti non esenti (per i fisioterapisti questo aspetto è quasi sempre irrilevante grazie all’esenzione sanitaria)
Consiglio pratico: Prima di scegliere il regime fiscale, è sempre opportuno fare una simulazione concreta basata sul proprio fatturato previsto e sui costi reali della propria attività. Non scegliere un regime “a istinto” o per sentito dire.
7. Tasse e Calcolo dell’Imposta Sostitutiva {#tasse-e-calcolo}
Vediamo nel dettaglio quanto paga di tasse un fisioterapista con Partita IVA in regime forfettario, con esempi concreti a diverse fasce di fatturato.
Formula di Calcolo
Fatturato annuo
× 78% (coefficiente di redditività)
= Reddito imponibile lordo
– Contributi INPS versati nell’anno precedente
= Base imponibile netta
× 5% o 15% (imposta sostitutiva)
= Imposta da versare
⚠️ I contributi INPS versati nell’anno precedente sono integralmente deducibili dalla base imponibile dell’imposta sostitutiva, riducendo il carico fiscale effettivo.
Esempi Pratici per Diversi Livelli di Fatturato
| Fatturato Annuo | Reddito Imponibile (78%) | Imposta al 5% | Imposta al 15% | Contributi INPS (26,07%) |
| 20.000 € | 15.600 € | 780 € | 2.340 € | 4.067 € |
| 30.000 € | 23.400 € | 1.170 € | 3.510 € | 6.100 € |
| 40.000 € | 31.200 € | 1.560 € | 4.680 € | 8.134 € |
| 55.000 € | 42.900 € | 2.145 € | 6.435 € | 11.187 € |
| 85.000 € | 66.300 € | 3.315 € | 9.945 € | 17.285 € |
Nota: I contributi INPS indicati sono calcolati sull’imponibile lordo. I valori reali sono leggermente inferiori perché i contributi dell’anno precedente si deducono dalla base imponibile dell’imposta sostitutiva. La tabella è indicativa e non considera addizionali.
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Incidenza Fiscale Complessiva
Con l’aliquota al 5% e a 30.000 € di fatturato, il carico totale (imposta + contributi) è di circa 7.270 €, pari al 24% del fatturato. Con l’aliquota al 15%, lo stesso carico sale a circa 9.610 €, pari al 32%.
Rispetto al regime ordinario, dove il carico fiscale e contributivo può raggiungere il 45-50% del reddito netto, il regime forfettario risulta straordinariamente conveniente, soprattutto nelle prime fasi dell’attività professionale.
Per approfondire i dettagli sul calcolo delle tasse per le Partite IVA, consulta anche la nostra guida su quanto costa aprire una Partita IVA.
8. Contributi Previdenziali: Gestione Separata INPS {#contributi-inps}
I Fisioterapisti NON si Iscrivono a ENPAPI
Uno degli errori più frequenti riguarda la previdenza: i fisioterapisti non si iscrivono a ENPAPI. L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato esclusivamente a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari, come stabilito dall’art. 4 dello Statuto dell’Ente.
I fisioterapisti liberi professionisti con Partita IVA sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS, ai sensi della Legge 335/1995 (Riforma Dini). Non esiste, allo stato attuale, una cassa previdenziale autonoma dedicata ai fisioterapisti.
Aliquote Contributive Gestione Separata INPS
| Situazione | Aliquota |
| Solo libero professionista (non pensionato, non dipendente) | 26,07% |
| Già lavoratore dipendente o pensionato | 24,00% |
Le aliquote si applicano al reddito imponibile (fatturato × 78% per i forfettari, meno i contributi dell’anno precedente).
Riduzione del 35% per i Forfettari
I fisioterapisti in regime forfettario possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’aliquota standard. Per accedere a questa agevolazione è necessario presentare apposita domanda all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione ha però un effetto diretto sulla pensione futura: i contributi versati con aliquota ridotta generano un montante contributivo inferiore.
Considerazione importante: La riduzione del 35% abbassa il costo immediato ma riduce anche la tutela previdenziale futura. È una scelta da valutare attentamente in base alla propria situazione e agli obiettivi di lungo periodo.
Modalità e Scadenze di Versamento
I contributi INPS si versano tramite Modello F24 con il meccanismo saldo-acconto, generalmente:
- Giugno-luglio: saldo contributi anno precedente + primo acconto (40%) anno in corso
- Novembre: secondo acconto (60%) anno in corso
Per maggiori informazioni sui calcoli previdenziali, consulta la nostra guida al calcolo INPS per Partita IVA.
9. IVA per Fisioterapisti: L’Esenzione Sanitaria {#iva-esenzione}
Uno degli aspetti più rilevanti della Partita IVA per fisioterapisti riguarda il trattamento dell’imposta sul valore aggiunto. La risposta è netta: le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti sono esenti da IVA.
Il Fondamento Normativo: Art. 10 del DPR 633/1972
L’esenzione è sancita dall’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, che esenta dall’IVA le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da professionisti sanitari iscritti ad albi vigilati dal Ministero della Salute.
Per accedere all’esenzione devono coesistere due requisiti:
Requisito soggettivo: Chi eroga la prestazione deve appartenere a una professione sanitaria soggetta a vigilanza. Il fisioterapista soddisfa pienamente questo requisito grazie al riconoscimento formale della professione da parte del D.M. 741/1994 e all’iscrizione obbligatoria all’Albo TSRM-PSTRP.
Requisito oggettivo: La prestazione deve avere finalità di diagnosi, cura o riabilitazione della persona. Le attività tipiche del fisioterapista — trattamenti riabilitativi post-chirurgici, fisioterapia motoria, rieducazione posturale, terapia del dolore — rientrano pienamente in questa definizione.
Cosa Significa “Esente IVA” in Pratica
L’esenzione IVA non significa “fuori dal campo IVA”: significa che la prestazione è soggetta alla disciplina IVA ma l’imposta è azzerata. Questo ha conseguenze pratiche importanti:
- Il fisioterapista non addebita IVA al paziente nelle fatture per prestazioni sanitarie
- Deve comunque riportare la dicitura di esenzione in fattura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10, co. 1, n. 18, D.P.R. 633/1972”
- L’esenzione si applica sia in regime forfettario (che già esclude l’IVA) sia in regime ordinario
- Non ha diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti (pro-rata a zero)
Prestazioni NON Esenti: Quando si Applica l’IVA
L’esenzione non copre tutte le attività che un fisioterapista può svolgere. Le prestazioni che non rientrano nella finalità di diagnosi, cura o riabilitazione restano soggette a IVA ordinaria (22%):
- Corsi di formazione e docenza (salvo specifici casi di corsi di primo soccorso)
- Prestazioni estetiche o di benessere (massaggi rilassanti, trattamenti estetici) senza finalità terapeutica
- Consulenze tecniche o perizie medico-legali
- Vendita di prodotti (ausili, bende, apparecchi) separata dalla prestazione professionale
Caso limite importante: Una fattura emessa dal fisioterapista nei confronti di un Comune o di una struttura per una “convenzione globale” o un “contratto di prestazione d’opera” — anziché per la singola prestazione sanitaria al paziente — potrebbe non godere dell’esenzione. In questi casi è fondamentale strutturare correttamente il documento fiscale.
Per approfondire il regime IVA delle prestazioni sanitarie, leggi la nostra guida alle operazioni esenti IVA.
10. Fatturazione: Elettronica, Cartacea e Sistema Tessera Sanitaria {#fatturazione}
La fatturazione è uno degli aspetti più delicati della gestione fiscale per il fisioterapista con Partita IVA. Le regole cambiano a seconda del destinatario della fattura e della tipologia di prestazione.
Fatturazione Elettronica: La Regola Generale
Dal 1° gennaio 2024, tutti i professionisti — inclusi i forfettari — sono obbligati all’emissione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.
L’Eccezione Fondamentale: Prestazioni a Pazienti Privati
Con il Decreto Legislativo n. 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, è stato reso permanente il divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche (pazienti privati). Questo divieto era già in vigore in forma transitoria per tutelare la privacy dei pazienti, e ora è stabilizzato definitivamente.
In pratica:
| Destinatario della Fattura | Tipo di Fattura |
| Paziente privato (persona fisica) | Cartacea obbligatoria + invio dati a STS |
| Struttura sanitaria privata (altra P.IVA) | Elettronica via SdI |
| Ente pubblico (ASL, ospedale, comune) | Elettronica via SdI (FatturaPA) |
| Compagnia assicurativa | Elettronica via SdI |
| Palestra, centro sportivo (P.IVA) | Elettronica via SdI (se prestazione non sanitaria a privato) |
Il Sistema Tessera Sanitaria (STS)
I fisioterapisti che prestano servizi sanitari ai pazienti privati sono obbligati a iscriversi al Sistema Tessera Sanitaria (STS) e a trasmettere i dati delle spese sanitarie per consentire ai pazienti di portarle in detrazione nella dichiarazione dei redditi (730 precompilato).
I dati vanno trasmessi entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento (dal 2025 in poi, la cadenza è annuale con dati dell’anno precedente). È buona pratica trasmettere i dati contestualmente all’emissione di ogni fattura per evitare accumuli.
Il portale STS è accessibile tramite: https://sistemats1.sanita.finanze.it
Come Compilare la Fattura per Fisioterapista
Una fattura correttamente compilata per prestazioni sanitarie a pazienti privati deve contenere:
- Dati del professionista: nome, cognome, codice fiscale, Partita IVA, indirizzo
- Dati del paziente: nome, cognome, codice fiscale, indirizzo
- Numero e data della fattura
- Descrizione della prestazione (es. “Sedute di fisioterapia – riabilitazione arto inferiore”)
- Importo della prestazione
- Dicitura di esenzione IVA: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10, co. 1, n. 18, D.P.R. 633/1972”
- Dicitura regime forfettario (se applicabile): “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario. Non soggetto a ritenuta alla fonte”
- Marca da bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro (virtuale o fisica a seconda del formato)
11. Come Aprire la Partita IVA da Fisioterapista {#come-aprire}
Aprire la Partita IVA per fisioterapisti è un’operazione completamente gratuita che puoi fare autonomamente in pochi minuti, oppure delegare a un commercialista o a un CAF.
Procedura Passo per Passo
Passo 1 – Verifica i prerequisiti Assicurati di avere la laurea in Fisioterapia, l’iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP e i documenti di identità in corso di validità.
Passo 2 – Scegli il regime fiscale Valuta se optare per il regime forfettario o il regime ordinario, tenendo conto del fatturato atteso e dei costi professionali previsti.
Passo 3 – Compila il Modello AA9/12 Il Modello AA9/12 è il modulo di dichiarazione di inizio attività per le persone fisiche. Va compilato con:
- Dati anagrafici e codice fiscale
- Codice ATECO (86.95.00 dal 1° aprile 2025)
- Domicilio fiscale e sede dell’attività
- Data di inizio attività
- Regime fiscale prescelto
Passo 4 – Invia il modello all’Agenzia delle Entrate Puoi farlo:
- Online, tramite il portale https://www.agenziaentrate.gov.it (accesso con SPID, CIE o CNS) — il numero di Partita IVA viene assegnato immediatamente
- Di persona, presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, con copia del documento di identità
Passo 5 – Iscriviti alla Gestione Separata INPS Dopo aver ottenuto il numero di Partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS tramite il portale https://www.inps.it. Non c’è un termine perentorio, ma è opportuno procedere subito.
Passo 6 – Iscriviti al Sistema Tessera Sanitaria Se effettuerai prestazioni a pazienti privati, iscriviti al portale STS per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie.
Passo 7 – Attiva la fatturazione elettronica Registra la tua Partita IVA sul portale dell’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica (per le fatture verso altre Partite IVA o la pubblica amministrazione).
Quanto Costa Aprire la Partita IVA da Fisioterapista?
L’apertura è completamente gratuita se la si fa autonomamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Se si affida l’operazione a un commercialista, il costo varia solitamente tra 50 e 200 euro a seconda del professionista e dei servizi inclusi.
Puoi approfondire i costi nella nostra guida dedicata a quanto costa aprire una Partita IVA forfettaria.
12. Costi di Gestione Annuale {#costi-gestione}
Oltre all’apertura, è importante pianificare i costi ricorrenti della gestione della Partita IVA da fisioterapista.
Costi Obbligatori
| Voce di Costo | Importo Indicativo | Note |
| Contributi INPS (Gestione Separata) | 26,07% del reddito imponibile | Riduzione 35% su richiesta |
| Imposta sostitutiva | 5% (primi 5 anni) o 15% | Sul reddito imponibile netto |
| Iscrizione Albo TSRM-PSTRP | ~200-350 €/anno | Varia per provincia |
| Marca da bollo fatture > 77,47 € | 2 € per fattura | Solo prestazioni esenti da IVA |
Costi Facoltativi ma Consigliati
| Voce di Costo | Importo Indicativo | Note |
| Commercialista / CAF | 500-1.500 €/anno | Dipende dai servizi richiesti |
| Software di fatturazione elettronica | 0-300 €/anno | Esistono soluzioni gratuite o economiche |
| Assicurazione RC Professionale | 200-600 €/anno | Fortemente consigliata, spesso obbligatoria per le strutture |
| Formazione continua ECM | Variabile | Obbligatoria per mantenere l’iscrizione all’Albo |
Considerazioni Pratiche sui Costi
In regime forfettario, i costi non sono deducibili analiticamente (il 22% di spese forfettarie è già incluso nel coefficiente di redditività). Tuttavia, l’imposta sostitutiva si applica sul reddito netto dopo la deduzione dei contributi INPS pagati nell’anno precedente, il che riduce il carico fiscale effettivo.
13. Fisioterapista Dipendente con Partita IVA {#dipendente-con-piva}
Molti fisioterapisti lavorano contemporaneamente come dipendenti (in ospedali, cliniche, RSA) e come liberi professionisti con Partita IVA. Questa situazione è perfettamente legale, ma richiede alcune attenzioni.
Compatibilità e Vincoli
- Dipendente pubblico: Il regime di esclusiva del pubblico impiego richiede, di norma, di passare a un contratto part-time o di ottenere esplicita autorizzazione dall’ente datore di lavoro
- Dipendente privato: Verifica che il contratto di lavoro non contenga clausole di esclusiva che vietino la libera professione
- Limite di fatturato verso l’ex datore: Se nei due anni precedenti eri dipendente di una struttura, non puoi fatturare più di 30.000 euro all’anno a quella stessa struttura come professionista autonomo
Implicazioni Fiscali e Previdenziali
| Aspetto | Regola |
| Regime forfettario | Possibile solo se il reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non supera 35.000 € |
| Contributi INPS (Gestione Separata) | Aliquota ridotta al 24% (invece di 26,07%) per chi è già coperto previdenzialmente come dipendente |
| Dichiarazione dei redditi | Necessario presentare il modello dichiarativo anche per i redditi da libera professione |
Per approfondire le regole su lavoro dipendente e Partita IVA in modo completo, consulta la nostra guida dedicata.
14. Tabella Riassuntiva: Partita IVA per Fisioterapisti {#tabella-riassuntiva}
| Aspetto | Dettaglio |
| Codice ATECO | 86.95.00 (dal 01/04/2025) |
| Coefficiente di redditività | 78% |
| Regime fiscale consigliato | Forfettario (fino a 85.000 € di ricavi) |
| Imposta sostitutiva | 5% (primi 5 anni) / 15% (regime ordinario forfettario) |
| Previdenza | Gestione Separata INPS (NON ENPAPI) |
| Aliquota INPS | 26,07% (24% se già dipendente) |
| Riduzione INPS | 35% su richiesta (solo forfettari) |
| IVA | Esente ai sensi dell’art. 10, co. 1, n. 18, DPR 633/1972 |
| Fatturazione a privati | Cartacea + invio dati STS |
| Fatturazione a P.IVA / PA | Elettronica via SdI |
| Apertura Partita IVA | Gratuita, online in 20-30 minuti |
| Iscrizione obbligatoria | Albo TSRM-PSTRP della provincia |
| Marca da bollo | 2 € su fatture > 77,47 € |
FAQ – Domande Frequenti sulla Partita IVA per Fisioterapisti {#faq}
Qual è il codice ATECO per aprire la Partita IVA da fisioterapista?
Dal 1° aprile 2025, il codice ATECO corretto per i fisioterapisti è il 86.95.00 – “Attività professionale del fisioterapista”, introdotto con la nuova classificazione ATECO 2025. Prima di questa data era in uso il codice 86.90.21. Il coefficiente di redditività associato, ai fini del regime forfettario, è pari al 78%.
Un fisioterapista deve applicare l’IVA nelle fatture?
No. Le prestazioni sanitarie del fisioterapista sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972. In ogni fattura è obbligatorio riportare questa dicitura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10, co. 1, n. 18, D.P.R. 633/1972”. L’esenzione si applica sia in regime forfettario sia in regime ordinario.
Il fisioterapista deve iscriversi a ENPAPI per la previdenza?
No. L’ENPAPI è riservato esclusivamente a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I fisioterapisti liberi professionisti con Partita IVA sono obbligati a iscriversi alla Gestione Separata INPS ai sensi della Legge 335/1995. Non esiste, attualmente, una cassa previdenziale autonoma per i fisioterapisti.
Qual è l’aliquota contributiva INPS per un fisioterapista con Partita IVA nel 2026?
L’aliquota della Gestione Separata INPS per i fisioterapisti liberi professionisti nel 2026 è del 26,07% sul reddito imponibile. Si riduce al 24% per chi è già iscritto ad altra gestione previdenziale obbligatoria (ad esempio, dipendenti o pensionati). I fisioterapisti in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% sull’aliquota standard.
Un fisioterapista con Partita IVA deve emettere fattura elettronica?
Dipende dal destinatario della prestazione. Dal Decreto Legislativo n. 81/2025, le prestazioni sanitarie rese a pazienti privati (persone fisiche) devono essere documentate con fattura cartacea e i dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria. Le fatture verso altre Partite IVA (strutture private, cliniche, palestre) o la pubblica amministrazione devono essere elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI).
Conviene il regime forfettario o il regime ordinario per un fisioterapista?
Per la maggioranza dei fisioterapisti che iniziano la libera professione, il regime forfettario è la scelta più conveniente grazie all’imposta sostitutiva ridotta (5% per i primi 5 anni), alla semplificazione contabile e all’esonero dall’IVA. Il regime ordinario può convenire solo in presenza di costi professionali elevati (affitto di studio, macchinari costosi, collaboratori) che superino la quota forfettaria del 22% del fatturato riconosciuta dal regime agevolato. In ogni caso, è opportuno fare una simulazione numerica concreta prima di decidere.
Qual è il limite di fatturato per rimanere nel regime forfettario nel 2026?
Il limite è 85.000 euro di ricavi annui. Se si supera tale soglia ma si rimane sotto i 100.000 euro, si esce dal regime forfettario dall’anno successivo. Se si supera la soglia dei 100.000 euro nel corso dell’anno, si esce dal regime forfettario con effetto immediato dallo stesso anno.
Quanto tempo ci vuole per aprire la Partita IVA da fisioterapista?
L’apertura telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate richiede 20-30 minuti e il numero di Partita IVA viene assegnato immediatamente. I tempi per completare tutti gli adempimenti accessori (iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP, iscrizione alla Gestione Separata INPS, attivazione STS) variano da 1 a 4 settimane.
Un fisioterapista può lavorare sia come dipendente sia con Partita IVA?
Sì, le due forme di lavoro sono compatibili. È necessario verificare che il contratto di lavoro dipendente non contenga clausole di esclusiva. Per i dipendenti pubblici è richiesta l’autorizzazione o la riduzione a part-time. In ogni caso, se il reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente supera 35.000 euro, non è possibile accedere al regime forfettario. I contributi INPS vengono versati con l’aliquota ridotta del 24% invece del 26,07%.
Un fisioterapista neolaureato può aprire subito la Partita IVA?
Non immediatamente: prima è necessario conseguire la laurea (che costituisce esame di Stato abilitante), iscriversi all’Albo TSRM-PSTRP della propria provincia e poi procedere con l’apertura della Partita IVA. Solo dopo l’iscrizione all’Albo è possibile esercitare legalmente la professione in modo autonomo.
Cosa succede se un fisioterapista non si iscrive al Sistema Tessera Sanitaria?
L’omessa trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria comporta sanzioni fiscali e impedisce ai pazienti di portare le spese sanitarie in detrazione nel modello 730 precompilato. Le sanzioni possono essere evitate con il ravvedimento operoso, ma è decisamente preferibile adempiere all’obbligo nei termini previsti.
Le spese per corsi di aggiornamento ECM sono deducibili per un fisioterapista in regime forfettario?
No. In regime forfettario non è prevista la deduzione analitica dei costi: il 22% del fatturato è considerato forfettariamente come quota di spese, indipendentemente dai costi effettivamente sostenuti. Solo in regime ordinario i costi documentati (corsi ECM, materiali, affitto studio, ecc.) sono integralmente deducibili.
Conclusione {#conclusione}
Aprire e gestire la Partita IVA per fisioterapisti richiede attenzione a una serie di aspetti fiscali, previdenziali e burocratici che, una volta compresi, si rivelano tutt’altro che insormontabili.
I punti chiave da ricordare sono:
- Il nuovo codice ATECO 86.95.00 è il riferimento corretto dal 1° aprile 2025
- Il regime forfettario è la scelta fiscale più conveniente per la stragrande maggioranza dei fisioterapisti, con un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni
- Le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972
- La previdenza si gestisce con la Gestione Separata INPS (non ENPAPI)
- Le fatture ai pazienti privati restano cartacee con obbligo di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria
Con questi elementi chiari, puoi intraprendere la libera professione con basi fiscali solide, concentrandoti sulla cosa che conta davvero: il benessere dei tuoi pazienti.
Per gestire al meglio tutti gli aspetti fiscali della tua Partita IVA, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida completa su tasse Partita IVA: forfettario, INPS e ATECO.
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Link e Risorse Ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Apertura Partita IVA
- INPS – Gestione Separata
- Sistema Tessera Sanitaria
- Ordine TSRM-PSTRP – Federazione Nazionale
- Agenzia delle Entrate – Regime Forfettario
Questo articolo ha finalità informative generali. Per situazioni specifiche o dubbi particolari, è sempre consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un consulente fiscale abilitato.