Iva Digitale: Il Consiglio Dei Ministri Pronto A Recepire Le Nuove Regole UE
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Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei Ministri esamina un pacchetto di tredici provvedimenti, e tra questi c’è un decreto legislativo che riguarda direttamente chi ha la partita IVA: l’attuazione dell’art. 2 della direttiva UE 2025/516, la norma che modifica le regole comuni IVA previste dalla direttiva 2006/112/CE. Lo riporta Il Sole 24 Ore, che ha anticipato l’agenda della riunione preparatoria fissata per lunedì 3 agosto a Palazzo Chigi.
Vediamo cosa contiene davvero questa direttiva e cosa cambia in pratica per imprese e professionisti italiani.
Cos’è la direttiva 2025/516
La direttiva (UE) 2025/516 dell’11 marzo 2025 fa parte del pacchetto “ViDA” (VAT in the Digital Age), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE il 25 marzo 2025 insieme al regolamento 2025/517 e al regolamento di esecuzione 2025/518. L’obiettivo dichiarato nei considerando della direttiva è ridurre il “divario IVA”, stimato nel 2020 a 93 miliardi di euro nell’intera Unione, sfruttando i dati generati dalla digitalizzazione delle transazioni.
Le misure principali del pacchetto riguardano tre aree: la fatturazione elettronica come modalità predefinita per le operazioni transfrontaliere, nuovi obblighi di comunicazione digitale in tempo reale, e l’estensione dei regimi OSS (One Stop Shop) per semplificare la gestione dell’IVA sulle vendite a distanza all’interno dell’UE. Dal 14 aprile 2025, data di entrata in vigore del pacchetto, gli Stati membri possono già introdurre autonomamente la fatturazione elettronica obbligatoria in ambito domestico senza dover chiedere l’autorizzazione preventiva alla Commissione europea, un passaggio che prima rallentava l’adozione nazionale di questi sistemi.
Cosa fa il decreto italiano
Il decreto in esame al Consiglio dei Ministri recepisce nello specifico l’art. 2 della direttiva 2025/516, la parte che modifica le norme comuni IVA della direttiva 2006/112/CE. Secondo l’articolo di Il Sole 24 Ore, il testo rientra tra i cinque decreti legislativi ancora in fase di esame preliminare, insieme a quelli sulla riorganizzazione della Corte dei Conti, sulla Carta europea della disabilità e sulla responsabilità da prodotti difettosi.
Va detto che il testo del decreto non è stato reso pubblico al momento della riunione preparatoria, quindi i dettagli operativi (decorrenza, soggetti coinvolti, eventuali semplificazioni per i regimi minori) non sono ancora noti con certezza. Il via libera definitivo arriva solo con l’approvazione in Consiglio dei Ministri, prevista per martedì 4 agosto.
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Perché riguarda anche le piccole partite IVA
Anche chi gestisce una partita IVA in regime forfettario dovrebbe seguire questo dossier, perché le regole ViDA intervengono su due fronti che toccano tutti i soggetti passivi: gli obblighi di fatturazione elettronica per le operazioni intracomunitarie e la soglia di registrazione per le vendite a distanza nell’UE. Chi vende online a clienti in altri Paesi UE, in particolare, è tra i soggetti più direttamente interessati dall’estensione dei regimi OSS prevista dal pacchetto.
Il calendario di attuazione del ViDA è comunque scaglionato su più anni, con alcune misure che si applicano solo a partire dal 2028 o dal 2035 per gli Stati membri che hanno già sistemi nazionali di comunicazione digitale in tempo reale. Il decreto italiano in esame riguarda la prima fase di recepimento.
Domande frequenti
Cos’è il pacchetto ViDA?
È l’insieme di una direttiva e due regolamenti UE, pubblicati il 25 marzo 2025, che aggiornano le regole IVA per adattarle all’economia digitale: fatturazione elettronica, comunicazione dei dati in tempo reale e semplificazione dei regimi per il commercio elettronico transfrontaliero.
Il decreto è già legge?
No. Al momento è ancora all’esame preliminare del Consiglio dei Ministri, con la riunione preparatoria fissata per il 3 agosto e quella decisiva per il 4 agosto 2026. Servirà poi l’iter di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Cambia qualcosa subito per chi ha la partita IVA?
No, non nell’immediato. Le misure del pacchetto ViDA entrano in vigore in modo scaglionato negli anni, e il decreto in esame riguarda solo il primo passaggio di recepimento nell’ordinamento italiano.
Dove posso approfondire le regole ViDA in generale?
Abbiamo dedicato una guida completa al pacchetto ViDA e a cosa cambia per imprese e partite IVA.
Conclusione
Il decreto sulla “IVA digitale” atteso al Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2026 è il primo passo formale con cui l’Italia recepisce l’art. 2 della direttiva UE 2025/516. Non ci sono ancora dettagli operativi definitivi, ma vale la pena seguire l’iter: le regole ViDA su fatturazione elettronica e comunicazione digitale toccheranno, nei prossimi anni, praticamente tutte le partite IVA che operano con l’estero.
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