Calcolo Quote Ereditarie

Calcolo Quote Ereditarie

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Calcolo Quote Ereditarie

Calcolatore della divisione ereditaria secondo il Codice Civile italiano. Scegli se calcolare la successione legittima (senza testamento) o le quote di legittima / disponibile (con testamento).

Numero figli
Ascendenti (genitori/nonni)
Fratelli e sorelle
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⚖️ Strumento informativo. Senza testamento: successione legittima (artt. 565-586 c.c.). Con testamento: quote di riserva spettanti ai legittimari (artt. 536-548 c.c.) e quota disponibile. I fratelli non sono legittimari. In casi complessi (rappresentazione, donazioni, unioni civili) consulta un professionista.

Il calcolo quote ereditarie è uno degli adempimenti più delicati e complessi che i familiari di una persona defunta si trovano ad affrontare. Capire come si suddivide un’eredità — chi ha diritto a cosa, in quale misura e secondo quali regole — è fondamentale per tutelare i propri interessi e per evitare contestazioni che possono protrarsi per anni davanti ai tribunali. Questa guida spiega nel dettaglio come funziona il calcolo quote ereditarie in Italia, partendo dalle basi del Codice Civile fino agli esempi pratici più utili.

Che cos’è la successione ereditaria

Con il termine successione ereditaria si indica il trasferimento, a seguito del decesso di una persona (il de cuius), del suo patrimonio — sia attivo che passivo — ai soggetti che la legge o il testamento designano come eredi. L’apertura della successione avviene automaticamente nel momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto (art. 456 del Codice Civile).

Il patrimonio trasmissibile comprende:

  • beni immobili (case, terreni, fabbricati)
  • beni mobili (denaro, conti correnti, titoli, gioielli, autoveicoli)
  • diritti reali (usufrutto, servitù attive)
  • crediti e debiti del defunto

Sono invece esclusi dalla successione i diritti strettamente personali (es. rendite vitalizie non trasmissibili, diritti all’immagine) e i beni o diritti che si estinguono con la morte del titolare.

Il calcolo quote ereditarie parte sempre dall’individuazione precisa dell’asse ereditario netto, ovvero il valore totale dei beni al momento del decesso, detratti i debiti documentabili e i costi funerari.

Le due tipologie di successione

In Italia esistono due grandi categorie di successione che incidono direttamente sul calcolo quote ereditarie:

1. Successione legittima (o ab intestato)

Si apre quando il defunto non ha lasciato alcun testamento valido, oppure quando il testamento dispone solo di una parte del patrimonio. In questo caso, la divisione dell’eredità segue l’ordine stabilito dagli articoli 565–586 del Codice Civile, che individua in modo preciso gli eredi e le rispettive quote.

2. Successione testamentaria

Si verifica quando il defunto ha redatto un testamento che distribuisce il suo patrimonio secondo la propria volontà. Tuttavia, anche in questo caso la libertà del testatore non è assoluta: la legge impone il rispetto delle quote di legittima, riservate per legge ai familiari più stretti (legittimari). Se il testamento lede queste quote, i legittimari possono proporre l’azione di riduzione.

In entrambi i casi, il corretto calcolo quote ereditarie richiede la conoscenza di chi sono gli eredi, in quali proporzioni ereditano e se esistono donazioni in vita che incidono sulla massa da dividere.

Chi sono i legittimari e gli eredi legittimi

È fondamentale distinguere due categorie:

Legittimari

Sono i soggetti ai quali la legge riserva una quota minima dell’eredità, che non può essere soppressa nemmeno con testamento (salvo gravi cause di indegnità). L’art. 536 del Codice Civile individua i legittimari:

  • Il coniuge superstite (o l’unito civilmente, in forza della L. n. 76/2016)
  • I figli (legittimi, naturali riconosciuti, adottivi — tutti equiparati)
  • Gli ascendenti (genitori, nonni), ma solo in mancanza di figli

Eredi legittimi

Sono i soggetti che ereditano in assenza di testamento, secondo l’ordine di chiamata stabilito dall’art. 565 c.c. Questo ordine è il seguente:

  1. Coniuge
  2. Discendenti (figli, nipoti in linea retta)
  3. Ascendenti legittimi
  4. Fratelli e sorelle
  5. Altri parenti (fino al sesto grado)
  6. Stato italiano

Attenzione: la presenza di figli esclude automaticamente genitori, fratelli, sorelle e ogni altro parente collaterale dalla successione legittima.

Il convivente di fatto

Il convivente di fatto (non sposato e non unito civilmente) non è erede legittimo né legittimario. Può ricevere beni per testamento, ma solo nell’ambito della quota disponibile, e non vanta alcun diritto di riserva.

Calcolo quote ereditarie nella successione legittima

Nella successione senza testamento, il calcolo quote ereditarie segue schemi precisi a seconda della composizione familiare superstite. Di seguito le principali casistiche.

Solo coniuge

Il coniuge eredita l’intero patrimonio. Ha inoltre il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto d’uso sui mobili che la corredano (art. 540, co. 2 c.c.), anche in concorso con altri eredi.

Solo figli

L’eredità si divide in parti uguali tra tutti i figli. Se vi è un solo figlio, riceve l’intero asse ereditario.

Coniuge e un solo figlio

Il patrimonio si divide in due quote uguali: 1/2 al coniuge e 1/2 al figlio (art. 581 c.c.).

Coniuge e due o più figli

Al coniuge spetta 1/3 del patrimonio; i 2/3 restanti si dividono in parti uguali tra i figli (art. 581 c.c.).

Coniuge senza figli, con ascendenti o fratelli

Il coniuge riceve 2/3 del patrimonio; il restante 1/3 va ai genitori o fratelli/sorelle (o si divide tra entrambi se concorrono).

Solo ascendenti e fratelli/sorelle

In assenza di coniuge e figli, le quote si ripartiscono tra ascendenti e collaterali. La regola di base (art. 571 c.c.) prevede che la quota dei genitori non possa mai essere inferiore alla metà dell’asse ereditario, anche in concorso con fratelli. I fratelli unilaterali (con un solo genitore in comune) ricevono la metà di quanto spetta ai fratelli germani.

Solo parenti collaterali o ulteriori

In assenza di coniuge, figli e ascendenti, ereditano i parenti più prossimi fino al sesto grado di parentela (art. 572 c.c.). Oltre tale limite, l’eredità va allo Stato.

Quote di legittima: i diritti dei legittimari

La quota di legittima è la porzione minima del patrimonio riservata per legge ai legittimari. Essa non può essere intaccata da donazioni o disposizioni testamentarie. Qualunque atto compiuto in vita o per testamento che leda la legittima può essere impugnato con l’azione di riduzione (art. 554 c.c.).

La quota disponibile è la parte residua di cui il defunto può disporre liberamente, per testamento o per donazione, a favore di chiunque, anche estranei alla famiglia.

Il calcolo della quota di legittima si basa sulla riunione fittizia: al patrimonio netto residuo (relictum) si sommano le donazioni effettuate in vita (donatum), per ottenere la massa complessiva su cui applicare le percentuali.

Quote di legittima per i principali casi

ScenarioQuota di legittima totaleQuota disponibile
Solo coniuge1/21/2
Solo 1 figlio1/21/2
2 o più figli (senza coniuge)2/3 (divisa in parti uguali)1/3
Coniuge + 1 figlio1/2 (1/4 al coniuge + 1/4 al figlio)1/2
Coniuge + 2 o più figli3/4 (1/4 al coniuge + 1/2 ai figli)1/4
Solo ascendenti1/32/3
Coniuge + ascendenti (no figli)3/4 (1/2 coniuge + 1/4 ascendenti)1/4

Tabella calcolo quote ereditarie

La tabella seguente riassume le principali casistiche per il calcolo quote ereditarie nella successione legittima (senza testamento), indicando le quote percentuali per ciascun erede.

Tabella completa: successione legittima (senza testamento)

Eredi presentiConiugeFiglio unicoPiù figli (totale)AscendentiFratelli/Sorelle
Solo coniuge100%
Solo 1 figlio100%
2 figli100% (50% ciascuno)
3 figli100% (33,3% ciascuno)
Coniuge + 1 figlio50%50%
Coniuge + 2 figli33,3%66,6% (33,3% ciascuno)
Coniuge + 3 figli33,3%66,6% (22,2% ciascuno)
Coniuge (senza figli) + ascendenti66,6%33,3%
Coniuge (senza figli) + fratelli66,6%33,3%
Solo ascendenti (senza figli, senza coniuge)100%
Solo fratelli/sorelle (senza coniuge, figli, ascendenti)100%
Ascendenti + fratellimin. 50%residuo

Nota: in caso di concorso tra ascendenti e fratelli/sorelle (art. 571 c.c.), la quota degli ascendenti non può mai scendere al di sotto della metà, indipendentemente dal numero di fratelli e sorelle presenti.

Tabella quote di legittima (con o senza testamento)

ScenarioQuota legittima coniugeQuota legittima figli (totale)Quota legittima ascendentiQuota disponibile
Solo coniuge1/21/2
Solo 1 figlio1/21/2
2+ figli (senza coniuge)2/31/3
Coniuge + 1 figlio1/41/41/2
Coniuge + 2+ figli1/41/21/4
Coniuge (senza figli) + ascendenti1/21/41/4
Solo ascendenti (senza figli, senza coniuge)1/32/3

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La riunione fittizia: come si calcola l’asse ereditario

Prima di procedere al calcolo quote ereditarie nella successione testamentaria, è necessario determinare correttamente la massa ereditaria su cui applicare le percentuali. L’art. 556 del Codice Civile prescrive la cosiddetta riunione fittizia, che si svolge in tre fasi:

Fase 1: calcolo del relictum netto

Si somma il valore di tutti i beni presenti nel patrimonio del defunto al momento del decesso e si sottraggono i debiti documentati (mutui, prestiti, debiti commerciali) e le spese funerarie.

Relictum netto = Attivo ereditario − Passività

Fase 2: aggiunta del donatum

Al relictum netto si aggiunge il valore delle donazioni effettuate in vita dal de cuius. Queste donazioni vengono valutate al momento dell’apertura della successione (non al momento della donazione), secondo il valore del bene a quella data.

Massa fittizia = Relictum netto + Donatum

Fase 3: calcolo delle quote

Sulla massa fittizia si applicano le percentuali di legittima per ciascun legittimario. Il risultato indica la quota minima cui ogni legittimario ha diritto.

Esempio numerico:

  • Beni al momento del decesso (immobili + conto): € 600.000
  • Debiti del defunto: € 50.000
  • Relictum netto: € 550.000
  • Donazione a un amico effettuata due anni prima: € 150.000
  • Massa fittizia: € 550.000 + € 150.000 = € 700.000
  • Eredi: coniuge + 2 figli
  • Quota di legittima coniuge (1/4): € 175.000
  • Quota di legittima figli (1/2 totale, cioè 1/4 ciascuno): € 175.000 ciascuno
  • Quota disponibile (1/4): € 175.000

In questo caso, la donazione all’amico (€ 150.000) rientra nella quota disponibile (€ 175.000) e non lede le quote dei legittimari.

Azione di riduzione e lesione di legittima

Quando un testamento o una donazione effettuata in vita lede le quote dei legittimari, questi ultimi possono esercitare la cosiddetta azione di riduzione (artt. 553–560 c.c.) per ottenere la reintegrazione della propria quota.

Chi può proporla e quando

L’azione di riduzione può essere proposta da qualunque legittimario che sia stato privato, in tutto o in parte, della sua quota di riserva. Il termine di prescrizione è di 10 anni dall’apertura della successione.

Ordine di riduzione

Secondo l’art. 555 c.c., le disposizioni testamentarie si riducono prima delle donazioni. Tra le donazioni, si riducono partendo dall’ultima, risalendo nel tempo fino alla prima.

La collazione

La collazione (art. 737 c.c.) è l’obbligo, per i figli e il coniuge che abbiano ricevuto donazioni in vita dal de cuius, di conferire virtualmente quelle donazioni alla massa ereditaria prima della divisione. Scopo: garantire l’uguaglianza tra i coeredi. Attenzione: la collazione può essere dispensata dal donante (con espressa dichiarazione) e si applica solo nella successione legittima, non a favore dei terzi.

Imposta di successione: aliquote e franchigie

Il calcolo quote ereditarie non riguarda solo la divisione del patrimonio tra gli eredi, ma anche il carico fiscale connesso. In Italia, l’imposta di successione è disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico Imposte di Successione e Donazione).

Novità dal 2025 (D.Lgs. 139/2024)

Dal 1° gennaio 2025, per tutte le successioni aperte da questa data in poi, è stato introdotto il sistema di autoliquidazione: è l’erede stesso a calcolare e versare l’imposta entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione. Non è più necessario attendere l’avviso di liquidazione dell’ufficio. Le aliquote e le franchigie restano invariate.

Aliquote e franchigie vigenti

BeneficiarioAliquotaFranchigia per beneficiario
Coniuge o parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti diretti)4%€ 1.000.000
Fratelli e sorelle6%€ 100.000
Altri parenti fino al 4° grado; affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna franchigia
Altri soggetti (amici, estranei, conviventi non uniti civilmente)8%Nessuna franchigia
Portatori di handicap grave (L. 104/1992), qualunque sia il grado di parentelaAliquota ordinaria€ 1.500.000

Le franchigie si applicano per ogni singolo beneficiario sul valore della quota a lui spettante, non sull’intero patrimonio del defunto. Ogni erede calcola la propria imposta in modo autonomo sulla propria quota.

Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Per gli immobili presenti nell’asse ereditario si aggiungono:

  • Imposta ipotecaria: 2% sul valore catastale rivalutato
  • Imposta catastale: 1% sul valore catastale rivalutato

Se l’erede dichiara di voler trasferire la propria residenza nel Comune entro 18 mesi (agevolazione prima casa), entrambe le imposte si riducono a € 200 ciascuna.

Per calcolare il valore catastale degli immobili da inserire nella dichiarazione, è possibile consultare la guida al calcolo del valore catastale dell’immobile.

Esempio di calcolo dell’imposta di successione

EredeQuota ereditataFranchigiaBase imponibileAliquotaImposta dovuta
Figlio A€ 300.000€ 1.000.000€ 0 (sotto franchigia)4%€ 0
Figlio B€ 300.000€ 1.000.000€ 0 (sotto franchigia)4%€ 0
Fratello€ 150.000€ 100.000€ 50.0006%€ 3.000
Amico€ 100.000Nessuna€ 100.0008%€ 8.000

Esempi pratici di calcolo

Il modo migliore per comprendere appieno il calcolo quote ereditarie è applicarlo a situazioni concrete.

Esempio 1: defunto senza testamento, lascia coniuge e tre figli

Patrimonio netto: € 900.000

EredeQuota legaleImporto
Coniuge1/3€ 300.000
Figlio 12/9€ 200.000
Figlio 22/9€ 200.000
Figlio 32/9€ 200.000
Totale100%€ 900.000

Imposta per il coniuge: valore € 300.000 < franchigia € 1.000.000 → imposta zero. Imposta per ciascun figlio: valore € 200.000 < franchigia € 1.000.000 → imposta zero.

Esempio 2: defunto con testamento che lede la legittima

Patrimonio netto: € 800.000 Testamento: lascia tutto a un amico, nulla al figlio unico.

  • Quota di legittima del figlio unico: 1/2 = € 400.000
  • Il figlio può agire con azione di riduzione per recuperare € 400.000
  • Il testamento è valido solo per la quota disponibile: € 400.000
  • L’amico riceve: € 400.000
  • Imposta dell’amico: 8% × € 400.000 = € 32.000

Esempio 3: solo fratelli come eredi

Patrimonio netto: € 300.000 | Eredi: 2 fratelli germani + 1 fratello unilaterale

Per la successione legittima, il fratello unilaterale riceve la metà di quanto spetta a ciascun fratello germano (art. 571 c.c.). Le quote si calcolano come se i due fratelli germani valessero “1 parte” ciascuno e il fratello unilaterale valga “1/2 parte”:

Totale parti: 1 + 1 + 0,5 = 2,5 parti

  • Fratello germano A: 1/2,5 = 40% → € 120.000
  • Fratello germano B: 1/2,5 = 40% → € 120.000
  • Fratello unilaterale: 0,5/2,5 = 20% → € 60.000

Imposta fratelli germani: (€ 120.000 − € 100.000) × 6% = € 1.200 ciascuno Imposta fratello unilaterale: € 60.000 < franchigia → € 0

Come si presenta la dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (che coincide con la data del decesso). Dal 2025 la presentazione è esclusivamente telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario abilitato.

Chi è obbligato a presentarla

  • Gli eredi e i legatari che accettano l’eredità
  • I chiamati all’eredità (anche se non ancora accettata)
  • I rappresentanti legali degli eredi incapaci

L’obbligo non sussiste se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, se l’attivo ereditario non supera i 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Documenti necessari

DocumentoNote
Certificato di morteOriginale o copia autentica
Stato di famiglia storico del defuntoPer ricostruire i legami di parentela
Documento d’identità degli erediCopia fronte/retro
Atti di proprietà degli immobiliVisure catastali, rogiti
Estratti conto bancariAl momento del decesso
Perizie o stime di beniPer beni di valore non standard
Eventuale testamentoCopia autentica

Il nuovo sistema di autoliquidazione

Dal 15 luglio 2025, in applicazione del D.Lgs. 139/2024, per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 il calcolo e il versamento dell’imposta avvengono in modo autonomo da parte dell’erede. Il pagamento va effettuato entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione. Per importi elevati è prevista la possibilità di rateizzare.

Per approfondire il calcolo delle imposte di successione, consulta la guida al calcolo imposte di successione.

Particolarità: il coniuge separato e il convivente

Coniuge separato

Il coniuge separato senza addebito conserva gli stessi diritti successori del coniuge non separato (art. 548 c.c.). Al coniuge cui è stata addebitata la separazione spettano invece solo gli alimenti (se ne aveva diritto) e non la quota ereditaria piena.

Il coniuge divorziato non ha alcun diritto successorio; il matrimonio si considera sciolto.

Unione civile

Il partner dell’unione civile è equiparato al coniuge in tutto e per tutto, in materia successoria, a seguito della L. n. 76/2016.

Convivente di fatto

Come anticipato, il convivente more uxorio non ha diritti successori legali, né la quota di legittima. Può ricevere beni solo per testamento, nei limiti della quota disponibile.

Rinuncia all’eredità

Un erede chiamato alla successione non è obbligato ad accettare. Se i debiti del defunto superano il patrimonio attivo, conviene rinunciare all’eredità (art. 519 c.c.) o accettare con beneficio di inventario (art. 484 c.c.), che limita la responsabilità per i debiti al valore dei beni ereditati.

La rinuncia deve essere effettuata davanti al notaio o al cancelliere del tribunale competente, entro 10 anni dall’apertura della successione. Se si è nel possesso dei beni ereditari, il termine si riduce a 3 mesi per fare l’inventario, pena l’accettazione tacita.

Aspetti fiscali connessi agli immobili ereditati

Quando nell’asse ereditario sono presenti beni immobili, oltre all’imposta di successione e alle imposte ipotecaria e catastale, occorre considerare:

  • IMU: a partire dall’anno successivo alla successione, gli immobili ereditati sono soggetti all’IMU come qualunque altro immobile. Per saperne di più, visita la guida al calcolo IMU.
  • IRPEF sui redditi fondiari: i redditi degli immobili ereditati concorrono al reddito imponibile IRPEF degli eredi, salvo che l’immobile sia adibito ad abitazione principale.
  • Plusvalenza in caso di vendita: in linea generale, la vendita di un immobile ereditato non genera plusvalenza imponibile, a meno che non venga rivenduto entro 5 anni dall’acquisto a titolo oneroso originario del de cuius (con alcune eccezioni).

Per approfondire il tema dell’acquisto e delle imposte collegate agli immobili, consulta anche la guida al calcolo imposte compravendita.

FAQ – Domande Frequenti

1. Cos’è esattamente il calcolo quote ereditarie e quando è necessario effettuarlo?

Il calcolo quote ereditarie è il procedimento con cui si determina la quota del patrimonio del defunto spettante a ciascun erede o legittimario. È necessario ogni volta che si apre una successione, sia in presenza di testamento sia in sua assenza. Va effettuato all’apertura della successione (data del decesso), poiché da quel momento si cristallizzano le posizioni degli eredi e decorrono i termini per la dichiarazione di successione e per eventuali azioni legali.

2. Qual è la differenza tra eredi legittimi ed eredi legittimari?

Gli eredi legittimi sono coloro che ereditano in assenza di testamento, secondo l’ordine stabilito dall’art. 565 del Codice Civile (coniuge, figli, ascendenti, fratelli, altri parenti fino al sesto grado, Stato). Gli eredi legittimari sono invece un sottoinsieme di soggetti (coniuge, figli, ascendenti in mancanza di figli) ai quali la legge riserva una quota minima dell’eredità che non può essere soppressa nemmeno da un testamento. In presenza di legittimari, il calcolo quote ereditarie deve sempre rispettare le quote di riserva previste dagli artt. 536–564 c.c.

3. Quante quote ereditarie spettano al coniuge quando ci sono anche figli?

Nella successione legittima (senza testamento), se ci sono coniuge e un solo figlio, ciascuno riceve il 50% del patrimonio. Se ci sono coniuge e due o più figli, il coniuge riceve 1/3 e i figli si dividono i restanti 2/3 in parti uguali. Dal punto di vista della legittima (con testamento), la quota minima riservata al coniuge è 1/4 se vi è almeno un figlio.

4. Il calcolo quote ereditarie cambia se ci sono donazioni fatte in vita dal defunto?

Sì, in modo significativo. L’art. 556 del Codice Civile prevede la cosiddetta riunione fittizia: per verificare se le quote dei legittimari sono state rispettate, si somma al patrimonio netto residuo il valore di tutte le donazioni fatte in vita. Se il risultato mostra che la quota di un legittimario è stata lesa, questi può proporre l’azione di riduzione entro 10 anni dall’apertura della successione.

5. Un figlio nato fuori dal matrimonio ha gli stessi diritti ereditari di un figlio nato in costanza di matrimonio?

Sì, assolutamente. A seguito della riforma della filiazione (D.Lgs. n. 154/2013), ogni distinzione tra figli legittimi e figli naturali è stata abolita. Tutti i figli, indipendentemente dalla natura del rapporto tra i genitori, hanno esattamente gli stessi diritti successori e la stessa quota di legittima.

6. Il convivente di fatto può essere escluso dall’eredità anche se conviveva da molti anni con il defunto?

Dal punto di vista strettamente successorio, sì: il convivente di fatto non ha diritti successori legali né quote di legittima, indipendentemente dalla durata della convivenza. Può ricevere beni solo se il defunto lo ha espressamente indicato nel testamento, e solo nei limiti della quota disponibile (che varia a seconda dei legittimari presenti). Per tutelare il convivente è pertanto essenziale redigere un testamento per tempo.

7. Come si effettua il calcolo quote ereditarie quando uno degli eredi è morto prima del defunto?

In questo caso si applica il meccanismo della rappresentazione (art. 467 c.c.): i discendenti dell’erede premorto subentrano al posto di quest’ultimo, ricevendo collettivamente la stessa quota che sarebbe spettata al loro ascendente. La rappresentazione si applica sia nella successione legittima sia in quella testamentaria (per i discendenti dei figli del testatore).

8. È possibile rinunciare alla quota ereditaria spettante per legge?

Sì. Qualunque chiamato all’eredità può rinunciare all’eredità (art. 519 c.c.) davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. La rinuncia è retroattiva: il rinunciatario è considerato come se non fosse mai stato chiamato. In alternativa, è possibile accettare con beneficio di inventario (art. 484 c.c.) per limitare la responsabilità per i debiti del defunto al valore dei beni ricevuti. La rinuncia e l’accettazione con beneficio di inventario sono strumenti fondamentali nel calcolo quote ereditarie quando il passivo supera l’attivo.

9. In quanto tempo bisogna presentare la dichiarazione di successione e come avviene il pagamento dell’imposta?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso, esclusivamente in modalità telematica tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l’imposta viene autoliquidata dall’erede e pagata entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione. Il pagamento avviene tramite il modello F24, con i codici tributo specifici. In caso di importo elevato è possibile richiedere la rateizzazione. Per informazioni sul calcolo della rateizzazione, consulta la guida al calcolo rateizzazione imposte.

10. Quali sono le aliquote dell’imposta di successione e chi non è tenuto a pagarla?

Le aliquote variano in base al grado di parentela: 4% per coniuge e parenti in linea retta (con franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario), 6% per fratelli e sorelle (franchigia 100.000 euro), 6% per altri parenti fino al quarto grado (senza franchigia), 8% per tutti gli altri soggetti (senza franchigia). I portatori di handicap grave beneficiano di una franchigia di 1,5 milioni di euro. Non è dovuta alcuna imposta quando il valore della quota ereditata è inferiore alla franchigia applicabile.

11. Il testamento può escludere completamente un figlio dall’eredità?

No. Il testamento non può privare un figlio della sua quota di legittima. Se il testamento esclude un figlio o gli assegna meno del dovuto, il figlio può esercitare l’azione di riduzione entro 10 anni dall’apertura della successione per ottenere la reintegrazione della propria quota. Le uniche eccezioni sono i casi di indegnità a succedere (art. 463 c.c.), come ad esempio il figlio condannato per omicidio del genitore.

12. Come si calcolano le quote ereditarie quando nell’asse ereditario ci sono quote di società o aziende?

Per le quote di società di capitali (S.r.l., S.p.A.), il valore da indicare nella dichiarazione di successione si basa sul patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato. Per le aziende individuali o le quote di società di persone, la valutazione tiene conto del complesso aziendale nel suo valore economico complessivo. Esistono agevolazioni fiscali rilevanti: se gli eredi mantengono il controllo societario per almeno 5 anni dall’apertura della successione, è possibile beneficiare dell’esenzione totale dall’imposta di successione per le aziende o quote societarie trasferite.

13. Cosa succede se il defunto aveva debiti superiori al valore del patrimonio?

Se le passività superano l’attivo, gli eredi che accettano puramente e semplicemente l’eredità rispondono dei debiti anche con il proprio patrimonio personale. Per evitare questo rischio, è fondamentale o rinunciare all’eredità o accettare con beneficio di inventario. In quest’ultimo caso, la responsabilità è limitata al solo valore dei beni ereditati. Per i minori e gli interdetti l’accettazione con beneficio di inventario è obbligatoria per legge.

Conclusioni

Il calcolo quote ereditarie è un processo che richiede attenzione, conoscenza della normativa e, nella maggior parte dei casi, l’assistenza di professionisti qualificati come notai e avvocati specializzati in diritto successorio. I principi fondamentali da tenere sempre presenti sono:

  1. La quota di legittima è inviolabile: coniuge, figli e (in mancanza di figli) ascendenti hanno sempre diritto alle percentuali previste dagli artt. 536–554 del Codice Civile, indipendentemente da testamenti o donazioni.
  2. La riunione fittizia è determinante: le donazioni effettuate in vita dal defunto si sommano virtualmente al patrimonio residuo per verificare se le quote dei legittimari sono state rispettate.
  3. Il sistema fiscale è cambiato dal 2025: con il D.Lgs. 139/2024, è entrata in vigore l’autoliquidazione dell’imposta di successione per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025. Gli eredi devono calcolare e versare autonomamente l’imposta entro 90 giorni.
  4. Le aliquote dell’imposta di successione restano stabili: 4% per coniuge e parenti in linea retta (franchigia 1 milione), 6% per fratelli e sorelle (franchigia 100.000 euro), 6% o 8% per altri soggetti senza franchigia.
  5. Agire tempestivamente è essenziale: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso, e l’azione di riduzione si prescrive in 10 anni.

Comprendere a fondo il calcolo quote ereditarie consente di affrontare la successione con serenità, ridurre al minimo il rischio di controversie familiari e ottimizzare legalmente il carico fiscale. Consultare un notaio o un avvocato specializzato è sempre la scelta più prudente quando sono in gioco patrimoni significativi o situazioni familiari complesse.


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Articolo redatto sulla base delle norme vigenti del Codice Civile italiano e della normativa fiscale in materia di imposte di successione. Per situazioni specifiche, si raccomanda sempre di consultare un notaio o un avvocato specializzato in diritto successorio.

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