Calcolo Acconto IRPEF
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Calcolo Acconto IRPEF
Inserisci l'IRPEF netta (rigo RN34 del modello Redditi) per calcolare l'acconto dovuto e le relative rate.
Il calcolo acconto IRPEF è uno degli adempimenti fiscali più importanti per lavoratori autonomi, liberi professionisti, titolari di partita IVA e, in alcuni casi, anche per dipendenti e pensionati. Sbagliare il calcolo acconto IRPEF significa rischiare sanzioni, interessi e conguagli inattesi. Questa guida ti spiega tutto in modo chiaro, preciso e aggiornato: metodo storico, metodo previsionale, scadenze, soglie di esenzione, codici tributo F24, casi speciali per i forfettari e tanto altro.
Cos’è l’acconto IRPEF e come funziona {#cosè-lacconto-irpef}
Il calcolo acconto IRPEF nasce da un principio semplice: lo Stato italiano non aspetta la fine dell’anno per riscuotere le imposte sul reddito, ma chiede ai contribuenti un pagamento anticipato, detto appunto “acconto”, durante l’anno in corso.
In pratica, il sistema funziona così:
- A giugno o luglio presenti la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Modello Redditi PF) per l’anno fiscale precedente.
- In quella stessa occasione, oltre a pagare il saldo IRPEF dell’anno appena trascorso, versi anche la prima rata dell’acconto per l’anno in corso.
- A novembre, versi la seconda rata dell’acconto (o l’unica rata, se l’importo è sotto soglia).
- L’anno successivo, con la nuova dichiarazione, si effettua il conguaglio: se hai pagato troppo ottieni un rimborso o un credito, se hai pagato troppo poco saldi la differenza.
Questo meccanismo è disciplinato dall’art. 17 del D.P.R. n. 435/2001 e si applica in modo uniforme a tutte le categorie di contribuenti tenute all’autoliquidazione dell’imposta.
📌 Fonti ufficiali:
Chi deve pagare l’acconto IRPEF {#chi-deve-pagare}
Il calcolo acconto IRPEF riguarda tutti i contribuenti che, nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, presentano un’IRPEF netta superiore a 51,65 euro.
Le categorie principali sono:
- Lavoratori autonomi e liberi professionisti con partita IVA in regime ordinario
- Imprenditori individuali (ditte individuali, artigiani, commercianti)
- Soci di società di persone (SNC, SAS) che imputano il reddito per trasparenza
- Dipendenti che hanno redditi aggiuntivi non assoggettati a ritenuta (es. affitti, redditi da capitale, secondo lavoro)
- Pensionati con redditi ulteriori rispetto alla pensione soggetta a ritenuta
- Contribuenti in regime forfettario, che versano però l’acconto sull’imposta sostitutiva (non sull’IRPEF ordinaria)
Per dipendenti e pensionati con un solo datore di lavoro o ente previdenziale, l’imposta è già trattenuta mensilmente alla fonte: in quel caso non devono effettuare un versamento autonomo, poiché il meccanismo del sostituto d’imposta assolve già l’obbligo.
Chi è esonerato dal versamento {#esonero}
Non tutti sono tenuti al calcolo acconto IRPEF. L’esonero scatta nei seguenti casi:
| Condizione | Esonero |
| IRPEF netta dell’anno precedente ≤ €51,65 | Sì, nessun versamento dovuto |
| Primo anno di attività | Sì, nessun storico disponibile |
| Reddito previsto per l’anno in corso = zero | Sì (metodo previsionale) |
| Dipendente con unico datore e solo reddito da lavoro | Sì (il sostituto pensa a tutto) |
| Contribuente in no tax area (reddito ≤ €8.500 per dipendenti/pensionati) | Sì |
| Contribuente autonomo in no tax area (reddito ≤ €5.500) | Sì |
La no tax area per il 2026 è confermata a 8.500 euro per lavoratori dipendenti e pensionati, e a 5.500 euro per lavoratori autonomi. Si tratta di una soglia di fatto, non di una vera esenzione normativa: le detrazioni spettanti azzerano l’imposta lorda, rendendo di conseguenza nullo anche l’acconto.
Le scadenze del calcolo acconto IRPEF {#scadenze}
Le scadenze per il calcolo acconto IRPEF sono stabilite dal D.P.R. 435/2001 e restano strutturalmente invariate anno dopo anno, salvo proroghe straordinarie.
Calendario delle scadenze IRPEF
| Adempimento | Scadenza ordinaria | Note |
| Saldo IRPEF anno precedente + Prima rata acconto | 30 giugno | Coincide con la presentazione del Modello Redditi PF |
| Prima rata acconto con maggiorazione | 30 luglio | +0,40% di interessi rispetto al 30 giugno |
| Seconda rata acconto (o unica rata) | 30 novembre | Non rateizzabile |
| Rateizzazione prima rata: ultima scadenza | 16 dicembre | Solo per rate iniziate a giugno |
⚠️ Nota sulle proroghe: Negli anni recenti il Governo ha spesso concesso proroghe al 20 luglio per le partite IVA. Al momento non sono previste modifiche strutturali alle scadenze ordinarie, ma è sempre buona pratica verificare eventuali decreti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale a ridosso delle scadenze.
📌 Consulta la Gazzetta Ufficiale per proroghe ufficiali
Come si divide il versamento
Il calcolo acconto IRPEF si suddivide in due rate quando l’importo totale supera €257,52:
- Prima rata: 40% dell’acconto totale → versata entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)
- Seconda rata: 60% dell’acconto totale → versata entro il 30 novembre
Se l’importo totale dell’acconto è inferiore a €257,52, si versa tutto in un’unica soluzione entro il 30 novembre.
Metodo storico: come si calcola {#metodo-storico}
Il metodo storico è la modalità standard e più sicura per il calcolo acconto IRPEF. Si basa sull’imposta del anno di imposta precedente, al netto di detrazioni, crediti e ritenute già subite.
Il riferimento normativo
Il punto di partenza è il rigo RN34 del Modello Redditi Persone Fisiche, che riporta la “differenza” tra l’imposta lorda e le detrazioni/crediti spettanti. Per i contribuenti che presentano il modello 730, il riferimento è il rigo 70 del prospetto di liquidazione.
La formula del metodo storico
Acconto IRPEF totale = IRPEF netta anno precedente × 100%
(a condizione che l’imposta sia superiore a €51,65)
Perché il metodo storico è “sicuro”
Il metodo storico garantisce che, anche se il reddito dell’anno in corso dovesse risultare superiore a quello dell’anno precedente, l’Agenzia delle Entrate non possa contestare il versamento né applicare sanzioni, purché l’acconto sia stato calcolato correttamente sullo storico. Se hai pagato troppo, ottieni un rimborso con la dichiarazione successiva.
Tabella riepilogativa del metodo storico
| IRPEF netta anno precedente | Acconto dovuto | Prima rata (40%) | Seconda rata (60%) |
| Fino a €51,65 | Zero | — | — |
| Da €51,66 a €257,52 | 100% (unica rata) | — | A novembre |
| Oltre €257,52 | 100% | A giugno/luglio | A novembre |
Metodo previsionale: quando conviene {#metodo-previsionale}
Il metodo previsionale consente di ridurre l’acconto quando si prevede che il reddito dell’anno in corso sarà inferiore a quello dell’anno precedente. Invece di usare l’imposta storica, si stima l’imposta che si presume di dovere al termine dell’anno.
Quando il metodo previsionale è vantaggioso
Il calcolo acconto IRPEF con metodo previsionale conviene in presenza di:
- Redditi sensibilmente inferiori rispetto all’anno precedente (es. perdita di clienti importanti, calo di fatturato documentabile)
- Cessazione di un’attività nel corso dell’anno in corso
- Nuove detrazioni o deduzioni non disponibili l’anno precedente (es. mutuo per prima casa appena acceso, spese mediche straordinarie)
- Cambio di regime fiscale (es. passaggio al regime forfettario)
- Cassa integrazione o riduzione dell’orario per i lavoratori dipendenti con redditi aggiuntivi
Il rischio del metodo previsionale
Attenzione: se la stima risulta troppo bassa e versi meno di quanto effettivamente dovuto, si applica una sanzione del 30% sulla differenza (ridotta a seconda del ravvedimento operoso), oltre agli interessi legali. La soglia di tolleranza è pari al 20% dell’acconto calcolato con il metodo storico: versamenti inferiori a tale soglia espongono automaticamente a sanzione.
💡 Consiglio pratico: usa il metodo previsionale solo se sei ragionevolmente certo che il reddito dell’anno in corso sarà inferiore. Per la prima rata di giugno, è più prudente usare il metodo storico, e “raddrizzare il tiro” con il previsionale a novembre, quando hai dati più attendibili sull’anno in corso.
Aliquote IRPEF e scaglioni aggiornati {#aliquote-scaglioni}
Il calcolo acconto IRPEF è strettamente connesso alle aliquote in vigore. La riforma fiscale avviata con il D.Lgs. 216/2023 e confermata dalla Legge di Bilancio 2025 e 2026 ha ridotto gli scaglioni da quattro a tre.
Scaglioni IRPEF vigenti (confermati per il 2026)
| Fascia di reddito | Aliquota IRPEF |
| Fino a €28.000 | 23% |
| Da €28.001 a €50.000 | 33% |
| Oltre €50.000 | 43% |
Rispetto al sistema precedente (con i vecchi quattro scaglioni al 23%, 25%, 35% e 43%), la riforma ha accorpato i primi due scaglioni, portando un risparmio concreto soprattutto per i redditi compresi tra €15.000 e €28.000.
Detrazioni da lavoro (sintesi 2026)
Le principali detrazioni che incidono sull’IRPEF netta — e quindi sul calcolo acconto IRPEF — sono:
| Categoria | Detrazione base | Note |
| Lavoro dipendente | €1.955 | Decrescente fino a €50.000 |
| Pensione | €1.955 (equiparata ai dipendenti) | Novità dalla riforma |
| Lavoro autonomo | €1.265 | Decrescente fino a €50.000 |
| Redditi tra €25.000 e €35.000 | +€65 aggiuntivi | Importo fisso integrativo |
📌 Per verificare le aliquote ufficiali, consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi pratici di calcolo acconto IRPEF {#esempi-pratici}
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Esempio 1 – Libero professionista (metodo storico)
Situazione: Mario è un consulente informatico con partita IVA in regime ordinario. Dal Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) risulta un’IRPEF netta al rigo RN34 pari a €8.000.
Calcolo:
- Acconto totale = €8.000 × 100% = €8.000
- Poiché €8.000 > €257,52, il versamento si divide in due rate:
- Prima rata (40%): €8.000 × 40% = €3.200 → entro il 30 giugno 2026
- Seconda rata (60%): €8.000 × 60% = €4.800 → entro il 30 novembre 2026
Esempio 2 – Calcolo acconto IRPEF con metodo previsionale
Situazione: Stessa persona dell’esempio 1, ma Mario si aspetta un reddito nettamente inferiore nel 2026 perché ha perso il suo principale cliente. Stima un’IRPEF per il 2026 di circa €5.500.
Calcolo previsionale:
- Acconto totale = €5.500 (imposta stimata per il 2026)
- Prima rata (40%): €5.500 × 40% = €2.200
- Seconda rata (60%): €5.500 × 60% = €3.300
Risparmio rispetto allo storico: €8.000 − €5.500 = €2.500 di liquidità conservata nell’anno.
Rischio: Se alla fine il 2026 produrrà un’IRPEF reale di €7.000 invece di €5.500, Mario dovrà pagare la differenza (€1.500) con sanzioni.
Esempio 3 – Acconto sotto soglia (unica rata)
Situazione: Lucia ha un piccolo reddito da locazione non soggetta a cedolare secca. IRPEF netta dell’anno precedente: €210.
Calcolo:
- Acconto totale = €210 (tra €51,65 e €257,52 → unica rata)
- Versamento: €210 entro il 30 novembre 2026
Esempio 4 – Nessun acconto dovuto
Situazione: Francesco ha avuto spese mediche straordinarie che hanno abbattuto la sua IRPEF netta a €48 nell’anno precedente.
Calcolo:
- €48 ≤ €51,65 → nessun acconto dovuto
Rateizzazione: come dilazionare il pagamento {#rateizzazione}
Il calcolo acconto IRPEF può risultare oneroso, soprattutto quando si somma al saldo IRPEF dell’anno precedente. Per questa ragione, la normativa consente la rateizzazione del saldo e della prima rata di acconto.
Regole della rateizzazione
- Il saldo e la prima rata di acconto possono essere suddivisi in un massimo di 7 rate mensili, con ultimo pagamento entro il 16 dicembre.
- La seconda rata di acconto (scadenza 30 novembre) non è rateizzabile.
- Sulle rate successive alla prima sono dovuti interessi del 4% annuo, calcolati giorno per giorno con il metodo dell’interesse composto.
Tabella rate e interessi (partenza giugno 2026)
| Numero rata | Scadenza | Interessi aggiuntivi |
| 1ª rata | 30 giugno 2026 | 0% |
| 2ª rata | 31 luglio 2026 | ~0,33% |
| 3ª rata | 2 settembre 2026 | ~0,67% |
| 4ª rata | 30 settembre 2026 | ~1,00% |
| 5ª rata | 2 novembre 2026 | ~1,33% |
| 6ª rata | 30 novembre 2026 | ~1,67% |
| 7ª rata | 16 dicembre 2026 | ~2,00% |
⚠️ Chi parte dalla scadenza del 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) applica gli interessi sulla base di partenza già maggiorata.
In sede di compilazione del modello F24, i dati sulla rateazione (numero della rata e numero complessivo di rate scelte) vanno inseriti nell’apposita colonna “Rateazione/Regione/Provincia”.
Codici tributo F24 per l’IRPEF {#codici-tributo}
Il pagamento del calcolo acconto IRPEF avviene tramite il Modello F24. Ecco i principali codici tributo da utilizzare:
Codici tributo IRPEF ordinaria
| Codice | Descrizione |
| 4001 | IRPEF – Saldo |
| 4033 | IRPEF – Primo acconto |
| 4034 | IRPEF – Secondo acconto o acconto in unica soluzione |
Codici tributo imposta sostitutiva (regime forfettario)
| Codice | Descrizione |
| 1790 | Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata |
| 1791 | Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione |
Codici tributo addizionali
| Codice | Descrizione |
| 3800 | Addizionale regionale IRPEF – Saldo |
| 3812 | Addizionale comunale IRPEF – Acconto |
| 3816 | Addizionale comunale IRPEF – Saldo |
📌 Per il codice tributo aggiornato relativo a categorie speciali (impatriati, lavoratori stagionali, CPB), consulta la ricerca codici tributo sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Calcolo acconto IRPEF per il regime forfettario {#regime-forfettario}
I contribuenti in regime forfettario non pagano l’IRPEF ordinaria, ma un’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP):
- 5% per i primi 5 anni di attività (agevolazione start-up)
- 15% dal sesto anno in poi
Il calcolo acconto IRPEF — o meglio, dell’imposta sostitutiva — segue le medesime regole dell’IRPEF ordinaria, come stabilito dall’art. 17 del D.P.R. n. 435/2001 e confermato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 2019:
- Metodo storico o previsionale
- Stesse scadenze (30 giugno e 30 novembre)
- Stesse soglie (€51,65 e €257,52)
Esempio calcolo imposta sostitutiva (forfettario)
Situazione: Chiara è una grafica freelance in regime forfettario, al terzo anno. Ha fatturato €30.000 nel 2025. Il suo coefficiente di redditività è 78% (ATECO relativo alle attività creative).
Calcolo imposta sostitutiva 2025:
- Reddito imponibile = €30.000 × 78% = €23.400
- Imposta sostitutiva = €23.400 × 5% = €1.170
Calcolo acconto per il 2026 (metodo storico):
- Acconto totale = €1.170 × 100% = €1.170
- Prima rata (40%): €1.170 × 40% = €468 → 30 giugno 2026 (codice 1790)
- Seconda rata (60%): €1.170 × 60% = €702 → 30 novembre 2026 (codice 1791)
💡 Per approfondire tutto sul regime forfettario, leggi anche la nostra guida su calcolo tasse regime forfettario per partita IVA.
Primo anno di attività
Chi apre la partita IVA per la prima volta non paga alcun acconto nell’anno di apertura, poiché non esiste un “storico” dell’anno precedente. Il primo pagamento sarà il saldo dell’imposta sostitutiva relativa al primo anno di attività, da versare entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Addizionali regionali e comunali {#addizionali}
Il calcolo acconto IRPEF non riguarda solo l’imposta statale: a essa si affiancano le addizionali regionali e comunali, che variano da regione a regione e da Comune a Comune.
Regole principali
- Addizionale regionale: non prevede acconto; si paga solo il saldo dell’anno precedente, trattenuto dal sostituto d’imposta o versato autonomamente.
- Addizionale comunale: prevede un acconto del 30% sull’imposta dell’anno in corso, insieme alla prima rata IRPEF.
Le regioni sottoposte a piano di rientro dal deficit sanitario (Lazio, Campania, Calabria, Molise, Abruzzo) applicano automaticamente l’aliquota massima regionale.
📌 Per consultare le aliquote della tua regione: Dipartimento delle Finanze – Fiscalità locale.
Sanzioni per versamento insufficiente {#sanzioni}
Un calcolo acconto IRPEF errato o un versamento insufficiente espone a sanzioni. Ecco lo schema sanzionatorio:
| Tipo di irregolarità | Sanzione base | Con ravvedimento operoso entro 30 giorni | Con ravvedimento entro 90 giorni |
| Omesso o insufficiente versamento acconto | 30% dell’importo non versato | 3% (1/10 del 30%) | 3,33% (1/9 del 30%) |
| Insufficiente versamento con metodo previsionale | 30% della differenza | Idem | Idem |
La soglia di tolleranza per il metodo previsionale è pari al 20% dell’acconto dovuto con il metodo storico: se versi almeno l’80% dell’acconto storico, non scattano sanzioni anche se la stima previsionale risulta inferiore.
📌 Per calcolare il ravvedimento operoso, usa il calcolatore ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Come compensare l’acconto con crediti fiscali {#compensazione}
Se hai un credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, puoi utilizzarlo per abbattere (o azzerare) il calcolo acconto IRPEF dell’anno in corso tramite il modello F24.
Si distinguono due tipi di compensazione:
- Compensazione verticale (interna): usi un credito IRPEF per pagare un debito IRPEF. Esempio: credito IRPEF 2025 per pagare acconto IRPEF 2026. Questo tipo di compensazione è sempre libero e senza limiti particolari.
- Compensazione orizzontale (esterna): usi un credito di un’imposta per pagare un debito di un’imposta diversa. Esempio: credito IVA per pagare l’acconto IRPEF. Questo tipo di compensazione è soggetto a regole più rigide e richiede il visto di conformità per importi superiori a €5.000.
💡 Per approfondire la compensazione e il modello F24, consulta anche la nostra guida su F24 compensazione: regole, limiti e procedure.
Calcolo acconto IRPEF per INPS e contributi previdenziali {#inps-contributi}
Il calcolo acconto IRPEF per i lavoratori autonomi si intreccia spesso con i contributi INPS, che seguono scadenze analoghe.
- Per gli iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, liberi professionisti senza cassa), i contributi previdenziali si versano nelle stesse date dell’IRPEF (giugno e novembre), proporzionalmente al reddito dichiarato.
- Per artigiani e commercianti, i contributi INPS si pagano in quattro rate fisse, a prescindere dal reddito effettivo, con conguaglio a giugno dell’anno successivo.
💡 Per calcolare i tuoi contributi previdenziali, leggi la guida su calcolo INPS partita IVA.
Strumenti utili per il calcolo acconto IRPEF {#strumenti}
Calcolare manualmente l’acconto può essere complicato, soprattutto in presenza di detrazioni complesse, redditi multipli o crediti d’imposta. Esistono diversi strumenti di supporto:
- Simulatore online dell’Agenzia delle Entrate: disponibile nell’area riservata del portale, consente di calcolare l’imposta netta partendo dai dati della dichiarazione precompilata.
- CAF e intermediari abilitati: i Centri di Assistenza Fiscale offrono assistenza gratuita o a pagamento per il calcolo e il versamento.
- Software di contabilità: i principali gestionali per partite IVA integrano già il calcolo automatico degli acconti sulla base dei dati contabili.
- Il tuo commercialista: per situazioni complesse (redditi variabili, ISA, concordato preventivo biennale, redditi esteri), il consiglio di un professionista fiscale è sempre raccomandato.
📌 Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
Calcolo acconto IRPEF e Concordato Preventivo Biennale (CPB) {#cpb}
Dal 2024 è stato introdotto il Concordato Preventivo Biennale (CPB) per i soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilità). Per i contribuenti che aderiscono al CPB, il calcolo acconto IRPEF può subire modifiche:
- In caso di adesione, il reddito da prendere a base è quello concordato, non il reddito effettivo.
- Sono stati introdotti codici tributo dedicati per il versamento delle maggiorazioni legate al concordato.
Per le novità sul CPB 2026-2027, consulta la nostra guida aggiornata sul Concordato Preventivo Biennale 2026-2027.
Calcolo acconto IRPEF e scadenze fiscali annuali {#scadenze-annuali}
Il calcolo acconto IRPEF si inserisce in un calendario fiscale più ampio. Per avere sempre sotto controllo tutte le scadenze (IVA, INPS, IMU e IRPEF), leggi la nostra guida completa alle scadenze fiscali per partite IVA e contribuenti.
FAQ – Domande e risposte sul calcolo acconto IRPEF {#faq}
1. Come si calcola l’acconto IRPEF con il metodo storico?
Il calcolo acconto IRPEF con metodo storico si esegue prendendo l’IRPEF netta risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (rigo RN34 del Modello Redditi PF, oppure rigo 70 del 730) e moltiplicandola per il 100%. Se l’importo supera €257,52, si divide in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre. Se è compreso tra €51,66 e €257,52, si versa tutto a novembre.
2. Qual è la soglia minima al di sotto della quale non si paga l’acconto IRPEF?
L’acconto IRPEF non è dovuto se l’IRPEF netta dell’anno precedente risulta pari o inferiore a €51,65. Si tratta di una soglia fissa, stabilita dall’art. 17 del D.P.R. 435/2001, che non viene adeguata all’inflazione.
3. Cosa succede se sbaglio il calcolo acconto IRPEF e verso troppo poco?
Se versi meno di quanto dovuto, si applica una sanzione del 30% sull’importo non versato. Tuttavia, puoi ridurre la sanzione ricorrendo al ravvedimento operoso: entro 30 giorni la sanzione scende al 3%, entro 90 giorni al 3,33%, entro un anno al 3,75%. Oltre si applicano percentuali più alte. Gli interessi legali si aggiungono sempre.
4. Il calcolo acconto IRPEF riguarda anche i dipendenti?
Generalmente no. I dipendenti con un unico datore di lavoro che applica correttamente le ritenute non devono versare acconti in autonomia: il sostituto d’imposta provvede a trattenere e versare le imposte mensilmente. I dipendenti devono invece fare attenzione se hanno altri redditi non assoggettati a ritenuta (affitti, partecipazioni in società, attività occasionale) che emergono nella dichiarazione annuale e generano un’imposta netta superiore a €51,65.
5. Come funziona il calcolo acconto IRPEF per il regime forfettario?
I forfettari non pagano l’IRPEF ordinaria, ma un’imposta sostitutiva (5% o 15%). Il meccanismo degli acconti è identico a quello dell’IRPEF: metodo storico al 100% o previsionale, stesse scadenze, stesse soglie. I versamenti si effettuano con codice tributo 1790 (prima rata) e 1791 (seconda rata o unica soluzione) nel modello F24.
6. Posso usare un credito IVA per pagare l’acconto IRPEF?
Sì, puoi usare un credito IVA in compensazione orizzontale per abbattere il debito IRPEF nel modello F24. Tuttavia, per importi superiori a €5.000, è obbligatorio il visto di conformità rilasciato da un CAF o intermediario abilitato. La compensazione deve essere effettuata presentando il modello F24 telematicamente tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate.
7. Cosa devo inserire nel modello F24 per il calcolo acconto IRPEF?
Nel modello F24, nella sezione “Erario”, devi inserire:
- Codice tributo: 4033 (prima rata) o 4034 (seconda rata / unica soluzione)
- Anno di riferimento: l’anno per cui stai versando l’acconto (es. 2026)
- Importo: l’importo della rata calcolato con il metodo prescelto
- Rateazione: se stai rateizzando, il numero della rata e il totale delle rate (es. “0107” per prima di sette rate)
8. Se nel 2026 chiudo la partita IVA, devo comunque versare il calcolo acconto IRPEF?
La chiusura della partita IVA non esonera automaticamente dal versamento dell’acconto. Se la dichiarazione dei redditi 2025 (presentata nel 2026) mostra un’IRPEF netta superiore a €51,65, l’acconto va versato. Tuttavia, puoi ricorrere al metodo previsionale per ridurre o azzerare l’acconto, se prevedi di non avere più redditi d’impresa o lavoro autonomo nel 2026. È consigliabile in questo caso rivolgersi a un commercialista per evitare errori.
9. Quale scadenza vale se il 30 giugno o il 30 novembre cadono di sabato o in un giorno festivo?
Se la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, è prorogata automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Questo vale per tutte le scadenze fiscali ordinarie, compreso il calcolo acconto IRPEF.
10. Il calcolo acconto IRPEF include anche le addizionali regionali e comunali?
No, per quanto riguarda l’addizionale regionale: essa non prevede un versamento in acconto e si versa solo come saldo dell’anno precedente. L’addizionale comunale prevede invece un acconto del 30% insieme alla prima scadenza IRPEF, che viene calcolato sulla base dell’addizionale dovuta nell’anno precedente. Le due addizionali utilizzano codici tributo diversi rispetto all’IRPEF ordinaria.
11. Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi e non calcolo l’acconto IRPEF?
L’omessa dichiarazione dei redditi comporta sanzioni molto più gravi rispetto al semplice insufficiente versamento: si va dal 120% al 240% dell’imposta non versata (con minimi fissi), oltre a sanzioni penali per gli importi più elevati. L’omissione della dichiarazione non azzera l’obbligo di pagamento: il Fisco può comunque accertare i redditi e richiedere le imposte con le relative sanzioni. Il ravvedimento operoso consente di rimediare con sanzioni ridotte, ma solo se l’azione viene completata prima di un accertamento formale.
12. Come si calcola l’acconto IRPEF se ho redditi da più fonti diverse (lavoro dipendente + affitti + partita IVA)?
In presenza di redditi da più fonti, l’IRPEF netta viene calcolata sulla base del reddito complessivo dichiarato, al netto di deduzioni e detrazioni spettanti. Tutti i redditi confluiscono nella dichiarazione (Modello Redditi PF, non il 730 se hai redditi d’impresa o lavoro autonomo), e l’imposta netta risultante è la base di calcolo dell’acconto. Il sostituto d’imposta (datore di lavoro) già effettua ritenute mensili, che si detraggono dall’imposta complessiva; solo la differenza netta genera l’obbligo di versamento autonomo.
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Conclusioni {#conclusioni}
Il calcolo acconto IRPEF è un adempimento ricorrente che richiede attenzione, puntualità e una corretta comprensione delle regole. Ecco i punti chiave da ricordare:
- L’acconto si paga se l’IRPEF netta dell’anno precedente supera €51,65.
- Si versa in due rate (40% a giugno, 60% a novembre) se supera €257,52, altrimenti tutto a novembre.
- Il metodo storico è sicuro ma non sempre ottimale: il metodo previsionale può far risparmiare liquidità quando il reddito cala, ma comporta rischi se la stima è troppo ottimistica.
- Le scadenze ordinarie sono il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e il 30 novembre.
- I forfettari seguono le stesse regole, ma pagano sull’imposta sostitutiva (non sull’IRPEF ordinaria).
- Il ravvedimento operoso consente di rimediare a versamenti tardivi o insufficienti, riducendo le sanzioni.
- La compensazione con crediti fiscali nel modello F24 è uno strumento potente, ma soggetto a regole precise.
Un calcolo acconto IRPEF corretto e puntuale non solo ti mette al riparo da sanzioni, ma ti permette anche di pianificare meglio la liquidità aziendale e familiare nel corso dell’anno. Per situazioni complesse, il supporto di un commercialista o di un CAF rimane sempre la scelta più prudente.
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- Come si calcola la ritenuta d’acconto
- Tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO
- Calcolo rateizzazione imposte
Le informazioni contenute in questa guida si basano sulla normativa vigente e sulle fonti ufficiali disponibili alla data di pubblicazione. Per situazioni personali specifiche, è sempre consigliabile consultare un professionista fiscale abilitato.