Partita IVA e Congedo Parentale: Diritti, Importi e Regole

Partita IVA e Congedo Parentale: Diritti, Importi e Regole

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Se hai una partita IVA e aspetti un figlio, una delle prime domande che ti poni è: ho diritto al congedo parentale? E a quanto ammonta l’indennità? La risposta è sì — ma le regole cambiano radicalmente rispetto al lavoro dipendente. Questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere sul congedo parentale partite IVA, categoria per categoria, con tabelle, importi aggiornati e istruzioni per presentare la domanda all’INPS.

Fonti ufficiali di riferimento: INPS – Congedo parentale lavoratori autonomi | INPS – Congedo parentale Gestione Separata

Cos’è il Congedo Parentale per Partite IVA

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che consente ai genitori — madre e padre — di dedicarsi alla cura del figlio nei primi anni di vita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). A differenza del congedo di maternità obbligatorio, il congedo parentale è una scelta: puoi fruirlo tutto, in parte, o non fruirlo affatto.

Anche chi lavora in autonomia con una partita IVA ha diritto al congedo parentale. Il diritto è garantito dall’ordinamento italiano ed è regolato principalmente dal D.Lgs. n. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), come modificato dal D.Lgs. n. 105/2022 che ha recepito la Direttiva europea 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

Una distinzione fondamentale da capire subito: il congedo parentale per partite IVA funziona in modo diverso a seconda della cassa previdenziale a cui sei iscritto. Non esiste un’unica regola valida per tutti i lavoratori autonomi.

Chi Può Richiederlo: le Categorie

Quando si parla di congedo parentale partite IVA, si fa riferimento a tre grandi categorie:

CategoriaCassa PrevidenzialeChi Rientra
Lavoratori autonomiGestione Artigiani/Commercianti INPSArtigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, pescatori autonomi
Collaboratori e professionisti senza alboGestione Separata INPSCollaboratori, freelance senza cassa autonoma, titolari di P.IVA iscritti alla Gestione Separata
Liberi professionisti con alboCasse previdenziali private (Casse professionali)Avvocati, medici, ingegneri, architetti, commercialisti, psicologi, ecc.

Importante: i padri lavoratori autonomi possono fruire del congedo parentale a partire dal 13 agosto 2022, data di entrata in vigore del D.Lgs. 105/2022. Prima di questa data, il congedo parentale per autonomi era riservato alle sole madri.

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Congedo Parentale: Artigiani e Commercianti

Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni autonome INPS (Gestione Artigiani e Gestione Commercianti) possono fruire del congedo parentale con le seguenti caratteristiche:

Durata

Ogni genitore ha diritto a un massimo di 3 mesi di congedo parentale per ciascun figlio, da fruire entro 1 anno dalla nascita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento). In caso di parto, adozione o affidamento plurimo, il diritto al congedo parentale è riconosciuto per ogni bambino.

Il congedo può essere fruito in modo continuativo o frazionato a giorni, ma non in modalità oraria.

Requisiti

Per accedere al congedo parentale, gli iscritti alla Gestione Artigiani/Commercianti devono:

  • Essere regolarmente iscritti alla gestione INPS di appartenenza
  • Essere in regola con i versamenti contributivi, compresi quelli relativi al periodo di congedo stesso
  • Effettivamente sospendere l’attività lavorativa per i giorni di congedo richiesti

Indennità

L’indennità è pari al 30% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dall’INPS.

Per il 2025 la retribuzione convenzionale giornaliera per artigiani e commercianti è fissata a € 57,32. Il 30% corrisponde a circa € 17,20 al giorno.

⚠️ Per il 2026, l’importo sarà rivalutato in base all’indice ISTAT. Consulta la circolare INPS annuale (Circolare n. 14/2026 per artigiani e commercianti) o verifica direttamente su www.inps.it per il dato aggiornato.

Congedo Parentale: Gestione Separata INPS

Chi è titolare di partita IVA senza una cassa professionale di riferimento (es. consulenti, freelance, sviluppatori, graphic designer, ecc.) è solitamente iscritto alla Gestione Separata INPS. Per questa categoria le regole sono leggermente diverse e, per certi versi, più favorevoli rispetto agli autonomi classici.

Durata

Ogni genitore iscritto alla Gestione Separata ha diritto a:

  • 3 mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibili all’altro genitore
  • Ulteriori 3 mesi indennizzati in alternativa tra i due genitori
  • Per un totale massimo indennizzabile tra i genitori di 9 mesi

Il congedo parentale per la Gestione Separata può essere fruito entro:

  • 1 anno dalla nascita, per i figli biologici (se madre lavoratrice autonoma, dopo la fine del congedo di maternità)
  • 12 anni dall’ingresso in famiglia, in caso di adozione o affidamento nazionale
  • 12 anni dall’ingresso in Italia, in caso di adozione o affidamento internazionale

ℹ️ In caso di affidamento non preadottivo, le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata non hanno diritto al congedo parentale (Circolare INPS n. 109/2018).

Il congedo può essere fruito continuativamente o in modalità frazionata a giorni, ma non in modalità oraria.

Requisiti

Per accedere al congedo parentale tramite Gestione Separata INPS è necessario:

  • Non essere titolari di pensione e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • Aver versato la contribuzione maggiorata (aliquota aggiuntiva 0,72%) per almeno 1 mese nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo
  • Avere un rapporto di lavoro ancora in corso nel periodo in cui si colloca il congedo parentale

💡 Se il congedo parentale è fruito entro il primo anno di vita del bambino, il requisito del mese di contribuzione può essere calcolato nei 12 mesi presi a riferimento per l’erogazione dell’indennità di maternità o paternità.

Per il 2026, l’aliquota complessiva per i professionisti iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata è pari al 26,07% (di cui 0,72% destinato a tutele quali maternità, malattia, congedo parentale). Il massimale di reddito imponibile è fissato a € 122.295 e il minimale a € 18.808.

Indennità

L’indennità di congedo parentale per la Gestione Separata è calcolata per ciascuna giornata del periodo indennizzabile come:

30% × (1/365 del reddito da attività di lavoro autonomo percepito nei 12 mesi precedenti)

Il reddito di riferimento è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi (Modello Unico) relativa all’anno o agli anni in cui sono ricompresi i 12 mesi di riferimento.

Il diritto all’indennità si prescrive entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Congedo Parentale: Casse Professionali

I liberi professionisti iscritti a un Ordine o a un Albo (avvocati, medici, ingegneri, architetti, commercialisti, psicologi, notai, ecc.) versano i propri contributi previdenziali alle rispettive Casse professionali (Casse previdenziali private), non all’INPS.

In questi casi, il diritto al congedo parentale — e le relative condizioni, importi e durate — è disciplinato dal regolamento della propria Cassa di riferimento. Non esiste una regola uniforme: ogni Cassa professionale ha le proprie norme.

Cosa fare se sei un professionista con Cassa autonoma:

  1. Consulta il sito ufficiale della tua Cassa di previdenza professionale
  2. Verifica il regolamento interno aggiornato
  3. Contatta direttamente la Cassa per conoscere importi, requisiti e modalità di domanda

⚠️ Attenzione: alcune Casse previdenziali prevedono tutele più generose rispetto all’INPS, altre più limitate. Non dare per scontato che le regole INPS si applichino alla tua situazione.

Quanto Si Prende: Calcolo dell’Indennità

Ecco un riepilogo degli importi indicativi per le categorie soggette all’INPS:

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Artigiani e Commercianti (base 2025)

VoceImporto
Retribuzione convenzionale giornaliera€ 57,32
Indennità congedo parentale (30%)~ € 17,20 / giorno
Periodo massimo3 mesi (≈ 90 giorni)
Indennità massima totale stimata~ € 1.548

Gestione Separata INPS (esempio reddito € 30.000/anno)

VoceCalcoloImporto
Reddito di riferimento€ 30.000
Reddito giornaliero (1/365)€ 30.000 ÷ 365€ 82,19 / giorno
Indennità congedo (30%)€ 82,19 × 30%€ 24,66 / giorno
Massimo 3 mesi≈ 90 giorni~ € 2.219

📌 Questi sono importi indicativi. Per il calcolo preciso della tua indennità, verifica i dati aggiornati sul sito www.inps.it.

Differenze con i Lavoratori Dipendenti

Uno dei punti di maggiore confusione riguarda le leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025, che hanno progressivamente elevato l’indennità di congedo parentale per i lavoratori dipendenti fino all’80% della retribuzione per tre mesi. È fondamentale chiarire:

L’aumento dell’indennità all’80% introdotto dalle leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025 si applica ESCLUSIVAMENTE ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati). È escluso per i lavoratori autonomi e per gli iscritti alla Gestione Separata INPS.

Questa è una delle differenze più significative tra lavoratori dipendenti e titolari di partita IVA in materia di congedo parentale.

CaratteristicaLavoratore DipendentePartita IVA (Autonomi/Gest. Sep.)
Indennità base30% della retribuzione30% (convenzionale o su reddito)
Mesi all’80% (L.B. 2023-2025)Fino a 3 mesiNon applicabile
Durata massima congedo parentaleFino a 14 anni del figlio (dal 2026)1 anno (autonomi) / 12 anni (Gest. Sep.)
Chi anticipa l’indennitàIl datore di lavoroL’INPS direttamente
Congedo su base orariaNo
Modalità di fruizioneGiorni o oreSolo giorni (o continuativo)

Novità 2026: Cosa Cambia per le Partite IVA

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una modifica importante al congedo parentale: per i lavoratori dipendenti, il limite di età del figlio entro cui è possibile fruire del congedo parentale indennizzato è stato esteso da 12 a 14 anni (Messaggio INPS n. 251 del 26 gennaio 2026).

Per le partite IVA, invece:

  • Artigiani e commercianti: il limite rimane 1 anno dalla nascita
  • Gestione Separata INPS: il limite rimane 12 anni (o dall’ingresso in famiglia per adozioni/affidamenti)
  • La procedura telematica INPS per l’invio delle domande è stata aggiornata dall’8 gennaio 2026

ℹ️ Le leggi di bilancio continuano ad ampliare le tutele per i dipendenti, ma le partite IVA non beneficiano ancora degli stessi miglioramenti qualitativi. Questo rende ancora più importante conoscere esattamente i propri diritti.

Come Presentare la Domanda di Congedo Parentale

Regola d’oro: anticipa sempre la domanda

La domanda di congedo parentale va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se viene presentata dopo, saranno indennizzati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione.

Come presentare la domanda telematica

La domanda può essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali:

  1. Portale INPS (www.inps.it) con identità digitale SPID (almeno livello 2), CIE 3.0 o CNS, seguendo il percorso: Lavoro → Congedi, permessi e certificati → Domande di maternità e paternità
  2. Contact Center INPS al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164 (da rete mobile, a pagamento)
  3. Patronato o CAF, che possono presentare la domanda per conto del lavoratore

Documenti necessari

  • Dati anagrafici del richiedente e del figlio
  • Dati relativi al periodo di congedo richiesto
  • Certificato medico di gravidanza (per la maternità obbligatoria, propedeutica al congedo parentale)
  • Per adozioni/affidamenti: documentazione relativa all’ingresso in famiglia del minore

Dove viene erogata l’indennità

L’indennità di congedo parentale per le partite IVA viene erogata direttamente dall’INPS, tramite:

  • Bonifico su conto corrente bancario o postale
  • Libretto postale nominativo

🔔 A differenza dei lavoratori dipendenti (dove l’indennità è anticipata dal datore di lavoro e poi compensata con l’INPS), i titolari di partita IVA attendono il pagamento diretto dall’Istituto.

Congedo Parentale e Regime Forfettario

Uno dei dubbi più frequenti riguarda il regime forfettario: chi opera in questo regime fiscale ha comunque diritto al congedo parentale?

Sì, il diritto al congedo parentale non dipende dal regime fiscale adottato. Ciò che conta è la cassa previdenziale di iscrizione, non il regime IVA.

  • Un artigiano o commerciante in regime forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS ha diritto al congedo parentale alle stesse condizioni degli altri artigiani/commercianti.
  • Un professionista in regime forfettario senza cassa di riferimento iscritto alla Gestione Separata INPS ha diritto al congedo parentale alle condizioni della Gestione Separata.

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Indennità di Maternità vs Congedo Parentale

Il congedo parentale non va confuso con l’indennità di maternità (o di paternità). Sono due prestazioni distinte:

CaratteristicaIndennità di MaternitàCongedo Parentale
NaturaObbligatoria (per la madre)Facoltativo
Chi può richiederlaMadre (padre in alternativa/astensione)Madre e padre
Durata standard5 mesi (2 ante + 3 post parto)Max 3 mesi per genitore (autonomi)
Indennità (autonomi INPS)80% retrib. convenzionale30% retrib. convenzionale
Quando si può fruireIntorno al partoDopo la maternità obbligatoria, entro 1 anno
Sospensione attivitàNon obbligatoria (artigiani/commercianti)Obbligatoria

Per gli artigiani e commercianti, la retribuzione media giornaliera convenzionale di riferimento per il 2025 è di € 57,32, sia per la maternità (all’80% = ~€ 45,86/giorno) sia per il congedo parentale (al 30% = ~€ 17,20/giorno).

Per la Gestione Separata INPS, l’indennità di maternità è pari all’80% di 1/365 del reddito professionale percepito nei 12 mesi precedenti, mentre il congedo parentale è al 30% dello stesso parametro.

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Riepilogo Schematico per Categoria

CategoriaEnteDurata MaxIndennitàLimite età figlio
Artigiani/CommerciantiINPS – Gest. Artigiani/Commercianti3 mesi/genitore30% retrib. convenz.1 anno
Coltivatori diretti, coloni, mezzadriINPS – Gest. Autonoma3 mesi/genitore30% retrib. convenz.1 anno
Pescatori autonomiINPS – Gest. Pescatori3 mesi/genitore30% retrib. convenz.1 anno
Gestione Separata INPSINPS – Gestione Separata9 mesi totali30% reddito giorn.12 anni (adozione)
Professionisti con CassaCassa professionaleVariabileVariabileVariabile

FAQ

Il congedo parentale per partite IVA è obbligatorio?

No. Il congedo parentale è facoltativo per definizione: è un diritto che puoi scegliere di esercitare o meno. La maternità obbligatoria (congedo obbligatorio) è un istituto diverso, che riguarda il periodo intorno al parto e per il quale le lavoratrici autonome non sono obbligate a sospendere l’attività — anche se l’indennità spetta comunque.

Posso richiedere il congedo parentale anche se sono in regime forfettario con partita IVA?

Sì, assolutamente. Il regime forfettario non esclude dal diritto al congedo parentale. Ciò che determina le condizioni di accesso è la cassa previdenziale a cui sei iscritto (Gestione Artigiani, Gestione Commercianti, Gestione Separata INPS o Cassa professionale), non il regime fiscale.

Quanti mesi di congedo parentale spettano a una titolare di partita IVA iscritta alla Gestione Separata?

Ogni genitore iscritto alla Gestione Separata INPS ha diritto a 3 mesi non trasferibili all’altro genitore. In aggiunta, i genitori hanno diritto a ulteriori 3 mesi da fruire in alternativa tra loro. Il massimo complessivo indennizzabile per la coppia è di 9 mesi per figlio.

Il padre con partita IVA può prendere il congedo parentale?

Sì. Dal 13 agosto 2022, con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 105/2022, anche i padri lavoratori autonomi possono fruire del congedo parentale indennizzato. Precedentemente questo diritto era riservato alle sole madri autonome.

Quante ore o giorni di congedo parentale posso prendere con la partita IVA?

I lavoratori autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata possono fruire del congedo parentale solo a giorni (continuativamente o in modo frazionato), non in modalità oraria. Il congedo su base oraria è previsto esclusivamente per i lavoratori dipendenti.

L’indennità di congedo parentale all’80% si applica anche alle partite IVA?

No. L’aumento all’80% dell’indennità di congedo parentale, introdotto progressivamente dalle leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025, si applica esclusivamente ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I titolari di partita IVA — sia iscritti alle gestioni autonome INPS che alla Gestione Separata — restano all’indennità base del 30%.

Devo sospendere la mia attività durante il congedo parentale con partita IVA?

Sì. A differenza della maternità obbligatoria (dove artigiane e commercianti non sono obbligate a fermarsi), il congedo parentale richiede la effettiva sospensione dell’attività lavorativa per i giorni per i quali si richiede l’indennità. Non è possibile lavorare e percepire contemporaneamente l’indennità di congedo parentale.

Posso richiedere il congedo parentale dopo che è già iniziato?

Tecnicamente sì, ma con un limite importante: se presenti la domanda dopo l’inizio del periodo di congedo, l’INPS indennizzerà solo i giorni successivi alla data di presentazione della domanda. I giorni precedenti non saranno coperti. Per questo motivo è fondamentale presentare la domanda telematica prima dell’inizio del congedo.

Cosa succede se supero il limite di reddito della Gestione Separata?

La contribuzione alla Gestione Separata si applica fino al raggiungimento del massimale annuo di reddito (per il 2026: € 122.295). Oltre tale soglia non si versano ulteriori contributi, e le tutele previdenziali (incluso il congedo parentale) vengono calcolate sul reddito fino al massimale.

I professionisti iscritti a Casse previdenziali private (Casse professionali) hanno diritto al congedo parentale?

Dipende dal regolamento della propria Cassa di riferimento. Le Casse professionali (come Cassa Forense, ENPAM, Inarcassa, CNPADC, ecc.) sono autonome rispetto all’INPS e stabiliscono in modo indipendente le proprie tutele. Devi verificare direttamente con la tua Cassa.

Il congedo parentale partita IVA vale anche per adozioni e affidamenti?

Sì. Il diritto al congedo parentale si estende anche ai casi di adozione e affidamento preadottivo. Per gli iscritti alla Gestione Separata, il congedo può essere fruito entro 12 anni dall’ingresso in famiglia (affidamento/adozione nazionale) o dall’ingresso in Italia (adozione internazionale). Per gli autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS, il limite è 1 anno dall’ingresso in famiglia.

Il congedo parentale influisce sul calcolo dell’IVA o sul regime forfettario?

Il congedo parentale è una prestazione previdenziale e non ha effetti diretti sulla posizione IVA o sul regime fiscale. Tuttavia, il periodo di sospensione dell’attività ridurrà i ricavi/compensi dell’anno, il che potrebbe impattare sul calcolo dell’imposta sostitutiva in regime forfettario. Usa il nostro calcolatore per partita IVA e regime forfettario per stimare l’impatto sulla tua situazione.

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Conclusioni

Il congedo parentale per partite IVA è un diritto reale e tutelato dalla legge, ma le regole cambiano significativamente rispetto al lavoro dipendente. I punti chiave da ricordare:

  • Tre vie diverse a seconda della propria cassa previdenziale: gestioni autonome INPS (artigiani/commercianti), Gestione Separata INPS, Casse professionali
  • Durata massima: 3 mesi per genitore per gli autonomi INPS (entro 1 anno), 9 mesi totali per coppia per la Gestione Separata (entro 12 anni per adozioni)
  • Indennità: 30% della retribuzione convenzionale o del reddito giornaliero — nessun aumento all’80% per le partite IVA
  • Domanda telematica: va presentata prima dell’inizio del congedo, via INPS online con SPID/CIE/CNS
  • Sospensione obbligatoria: durante i giorni di congedo non si può svolgere attività lavorativa
  • Regime forfettario: non influisce sul diritto al congedo parentale

Le normative evolvono ogni anno. Per restare aggiornato sulle ultime circolari INPS e sulle novità fiscali per le partite IVA, continua a seguire le risorse di TheCalcoloIVA.com e consulta sempre il sito ufficiale www.inps.it o un consulente del lavoro per le situazioni più complesse.

Ultimo aggiornamento: 2026 — Fonti: INPS (Circolare n. 8/2026, Circolare n. 14/2026, Messaggio n. 251/2026), D.Lgs. n. 151/2001, D.Lgs. n. 105/2022, Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023), Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024).

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