Partita IVA come Tatuatore: Guida a Codice ATECO, Tasse, Contributi e Apertura

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Aprire la Partita IVA come tatuatore è il passaggio obbligatorio per trasformare la propria passione artistica in un’attività professionale regolare, evitando sanzioni e potendo lavorare in studio o come freelance. Che tu sia agli inizi della carriera o stia già lavorando “in nero” presso uno studio, capire come funziona la Partita IVA come tatuatore dal punto di vista fiscale, contributivo e burocratico è fondamentale per partire con il piede giusto e non incorrere in errori costosi.

In questa guida vedremo passo per passo quale codice ATECO scegliere, quanto si paga di tasse e contributi INPS, quali sono i requisiti sanitari richiesti dal Comune e dall’ASL, e come funziona concretamente il regime forfettario per chi lavora con ago, inchiostro e creatività.

Cos’è la Partita IVA per Tatuatore e perché serve

Chiunque svolga in modo abituale e professionale l’attività di tatuaggio, anche solo come freelance “guest” in uno studio altrui, è tenuto ad aprire la Partita IVA come tatuatore. Non si tratta di una formalità burocratica fine a se stessa: la Partita IVA permette di emettere fatture elettroniche, versare correttamente le imposte e i contributi previdenziali, e operare nella piena legalità nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e del Comune.

Lavorare senza Partita IVA, anche occasionalmente, espone a sanzioni fiscali e amministrative, oltre al rischio di chiusura dello studio da parte delle autorità sanitarie locali. Per questo motivo, prima ancora di acquistare l’attrezzatura o affittare una postazione, è importante pianificare con attenzione l’apertura della Partita IVA come tatuatore.

Il codice ATECO corretto per tatuatori: 96.99.91

Il codice ATECO è il numero che identifica in modo univoco la tua attività agli occhi del Fisco e determina, tra le altre cose, il coefficiente di redditività applicabile nel regime forfettario. Per chi vuole aprire la Partita IVA come tatuatore, il codice di riferimento è il 96.99.91 – Attività di studi di tatuaggi e piercing.

Questo codice ha sostituito il precedente 96.09.02 (“Altre attività di servizi alla persona nca”) con l’aggiornamento della classificazione ATECO, offrendo finalmente un riconoscimento normativo specifico alla professione. Il codice 96.99.91 copre attività come:

  • creazione di tatuaggi personalizzati di qualsiasi stile (tradizionale, realistico, old school, new school, tribale, ecc.);
  • servizi di piercing in diverse parti del corpo;
  • tatuaggi temporanei realizzati con henné o altre sostanze naturali;
  • consulenze su cura e manutenzione del tatuaggio;
  • partecipazione a fiere ed eventi del settore;
  • attività di design e collaborazione con altri artisti.

Se oltre al tatuaggio svolgi anche un’attività artistica autonoma, come illustrazione o arte digitale, potresti valutare di affiancare un secondo codice ATECO, ad esempio quello relativo ad altre creazioni artistiche, dopo una verifica con la Camera di Commercio.

Inquadramento previdenziale: Gestione Artigiani INPS

Con il codice ATECO 96.99.91, l’inquadramento previdenziale consigliato per la Partita IVA come tatuatore è quello di Artigiano, con iscrizione alla relativa Gestione INPS Artigiani e Commercianti. Questo significa che, a differenza di alcune categorie di liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, il tatuatore versa i contributi secondo le regole della gestione artigiani, che prevede un contributo fisso annuale calcolato su un reddito minimale stabilito ogni anno dall’INPS.

Va detto che alcune Camere di Commercio potrebbero avere interpretazioni leggermente diverse sull’iscrizione all’Albo Artigiani: prima di procedere è sempre opportuno verificare con la propria CCIAA territoriale.

Come aprire la Partita IVA come tatuatore: i passaggi

Aprire la Partita IVA come tatuatore richiede di seguire alcuni passaggi burocratici precisi. Ecco la procedura sintetica:

  1. Compilazione del modello AA9/12 da presentare all’Agenzia delle Entrate, indicando il codice ATECO 96.99.91 e il regime fiscale scelto (solitamente il regime forfettario).
  2. Iscrizione all’INPS alla Gestione Artigiani e Commercianti, contestuale o successiva all’apertura della Partita IVA.
  3. Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente, tramite la pratica ComUnica, che consente di trasmettere contestualmente le comunicazioni a Agenzia delle Entrate, INPS e Registro Imprese.
  4. Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune dove ha sede lo studio, indispensabile per l’avvio dell’attività in locali aperti al pubblico.
  5. Notifica sanitaria all’ASL competente, con verifica del rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti per gli studi di tatuaggio e piercing.

La pratica ComUnica può essere gestita autonomamente tramite i portali telematici della Camera di Commercio oppure con l’assistenza di un commercialista o di un intermediario abilitato.

Requisiti formativi e sanitari per diventare tatuatore

Prima ancora di pensare alla Partita IVA come tatuatore, è necessario completare un percorso formativo riconosciuto. In Italia, la professione è regolamentata principalmente a livello regionale, ma il riferimento storico nazionale resta la circolare del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1998 (n. 2.9/156), emanata su richiesta delle associazioni di categoria, che ha posto le prime basi igienico-sanitarie per l’attività.

Tipicamente, per esercitare la professione è richiesto:

  • un corso di formazione accreditato dalla propria Regione, spesso di durata pari a circa 90 ore, con rilascio di un attestato di partecipazione;
  • il rispetto di specifici requisiti igienico-sanitari per i locali e le attrezzature, verificati dall’ASL territoriale;
  • in alcuni casi, un periodo di pratica presso uno studio già operativo prima di aprire un’attività propria o lavorare come artista “guest” affittando una postazione.

Poiché i requisiti regionali possono variare, è sempre consigliabile verificare la normativa specifica della propria Regione di residenza prima di avviare la procedura.

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Regime forfettario per tatuatori: come funziona la tassazione

Il regime forfettario è, nella maggior parte dei casi, la scelta più conveniente per chi apre la Partita IVA come tatuatore, grazie alla semplicità degli adempimenti e alla tassazione agevolata. Ecco i punti chiave da conoscere.

Il coefficiente di redditività al 67%

Per il codice ATECO 96.99.91, il coefficiente di redditività è pari al 67%. In pratica, solo il 67% del fatturato annuo viene considerato reddito imponibile su cui calcolare tasse e contributi, mentre il restante 33% è riconosciuto forfettariamente come costi di gestione, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.

Questo significa che per ogni 1.000 euro di incassi, le imposte e i contributi si calcolano su 670 euro, mentre 330 euro sono considerati “spese forfettarie” e non vengono tassati.

Aliquota dell’imposta sostitutiva: 5% o 15%

Chi opera in regime forfettario applica un’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali) sul reddito imponibile calcolato con il coefficiente del 67%. Le aliquote sono:

  • 5% per i primi cinque anni di attività, se si è una nuova attività e non si è già svolta, anche come lavoratore dipendente, un’attività simile nei tre anni precedenti;
  • 15% dal sesto anno in poi, o per chi non ha i requisiti per l’aliquota agevolata.

Limite di fatturato annuo

Per rimanere nel regime forfettario, il limite di fatturato (ricavi o compensi incassati) è fissato a 85.000 euro annui. Superare questa soglia comporta, nei casi previsti dalla normativa, la fuoriuscita dal regime forfettario e il passaggio al regime ordinario, con conseguente applicazione dell’IVA e dell’IRPEF a scaglioni.

Esempio di calcolo tasse per la Partita IVA come tatuatore

Vediamo un esempio pratico applicato alla Partita IVA come tatuatore in regime forfettario, con aliquota agevolata al 5% (nuova attività).

VoceImporto
Fatturato annuo30.000 €
Coefficiente di redditività (67%)20.100 € (reddito imponibile lordo)
Imposta sostitutiva (5%)1.005 €
Contributi INPS fissi (gestione artigiani, su minimale 18.808 €)4.521,36 €
Contributi INPS sull’eccedenza (24% su 20.100 € – 18.808 €)circa 310 €

Come si può notare dalla tabella, il carico contributivo INPS rappresenta spesso la voce più significativa per chi ha fatturati medio-bassi, mentre l’imposta sostitutiva resta contenuta grazie al coefficiente di redditività favorevole e all’aliquota al 5% nei primi anni.

Contributi INPS: la tabella aggiornata per artigiani

Chi apre la Partita IVA come tatuatore con inquadramento da artigiano deve conoscere le regole della Gestione Artigiani INPS, aggiornate annualmente tramite circolare ufficiale dell’Istituto.

ParametroValore
Reddito minimale annuo18.808 €
Contributo fisso annuo (artigiani)4.521,36 €
Aliquota su reddito eccedente il minimale24%
Massimale di reddito annuo93.707 € (per chi ha anzianità contributiva pre-1996)
Riduzione contributiva per regime forfettario35% su richiesta

I contributi fissi sul minimale vanno versati in quattro rate, anche in caso di reddito basso o nullo, perché l’INPS presume comunque un reddito minimo ai fini contributivi. Chi aderisce al regime forfettario può richiedere, a determinate condizioni, una riduzione del 35% dei contributi INPS dovuti, una possibilità che vale la pena valutare con attenzione fin dal primo anno di attività.

Fatturazione elettronica e adempimenti periodici

Anche chi apre la Partita IVA come tatuatore in regime forfettario è generalmente soggetto all’obbligo di fatturazione elettronica verso clienti privati e aziende, salvo le specifiche esenzioni previste per i contribuenti con ricavi molto contenuti. È quindi importante:

  • emettere fattura elettronica per ogni prestazione tramite il Sistema di Interscambio (SdI);
  • conservare digitalmente le fatture emesse e ricevute;
  • versare l’imposta sostitutiva secondo le scadenze previste dal modello F24, generalmente entro i termini ordinari per il versamento delle imposte sui redditi (saldo e acconto);
  • rispettare le scadenze INPS per il versamento dei contributi fissi e dell’eventuale eccedenza.

Non essendo obbligati alla tenuta della contabilità ordinaria, i forfettari devono comunque conservare correttamente la documentazione contabile e fiscale per i periodi previsti dalla normativa, in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Vantaggi e svantaggi della Partita IVA come tatuatore in forfettario

VantaggiSvantaggi
Tassazione ridotta (5% o 15%) sul 67% del fatturatoContributi INPS fissi dovuti anche con reddito basso
Nessuna applicazione dell’IVA in fatturaLimite di fatturato a 85.000 € annui
Esonero da contabilità ordinariaSpese reali non deducibili oltre il coefficiente forfettario
Adempimenti semplificatiObbligo di fatturazione elettronica nella maggior parte dei casi
Possibile riduzione del 35% sui contributi INPSNecessità di requisiti igienico-sanitari e SCIA al Comune

Domande frequenti sulla Partita IVA come tatuatore

Qual è il codice ATECO corretto per aprire la Partita IVA come tatuatore? 

Il codice ATECO corretto è il 96.99.91 – Attività di studi di tatuaggi e piercing, che ha sostituito il precedente 96.09.02 e copre in modo specifico l’attività di tatuaggio, piercing e decorazione temporanea della pelle.

Quanto si paga di tasse con la Partita IVA come tatuatore in regime forfettario? 

Si applica un’imposta sostitutiva del 5% (primi cinque anni per le nuove attività) o del 15% (dal sesto anno) calcolata sul 67% del fatturato annuo, in base al coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO 96.99.91.

È obbligatorio iscriversi alla Gestione Artigiani INPS per la Partita IVA come tatuatore?

Con il codice ATECO 96.99.91 l’inquadramento previdenziale consigliato è quello di artigiano, con relativa iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, anche se è sempre opportuno verificare con la propria Camera di Commercio eventuali specificità territoriali.

Quali documenti servono per aprire la Partita IVA come tatuatore? 

Sono necessari il modello AA9/12 per l’Agenzia delle Entrate, l’iscrizione all’INPS, l’iscrizione al Registro delle Imprese tramite ComUnica, la SCIA al Comune e la notifica sanitaria all’ASL competente, oltre all’attestato del corso di formazione regionale previsto.

Si possono dedurre le spese reali (materiali, affitto, attrezzature) con la Partita IVA come tatuatore in forfettario? 

No, nel regime forfettario le spese non vengono dedotte singolarmente: il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività del 67% al fatturato, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.

Cosa succede se si supera il limite di fatturato di 85.000 euro? 

Il superamento della soglia comporta, secondo le regole previste dalla normativa vigente, la fuoriuscita dal regime forfettario e il passaggio al regime fiscale ordinario, con applicazione dell’IVA sulle fatture e dell’IRPEF a scaglioni.

Conclusioni

Aprire la Partita IVA come tatuatore è un percorso che richiede attenzione su più fronti: la scelta del corretto codice ATECO 96.99.91, l’inquadramento previdenziale nella Gestione Artigiani INPS, il rispetto dei requisiti formativi e igienico-sanitari richiesti da Regione, Comune e ASL, e infine una corretta gestione fiscale tramite il regime forfettario.

Grazie al coefficiente di redditività al 67% e alle aliquote agevolate del 5% o 15%, la Partita IVA come tatuatore in regime forfettario rappresenta nella maggior parte dei casi la soluzione più semplice e sostenibile per chi inizia questa professione, a patto di pianificare correttamente i contributi INPS fissi, che restano dovuti anche con ricavi modesti. Una pianificazione attenta fin dal primo anno permette di evitare sorprese e di concentrarsi su ciò che conta davvero: l’arte del tatuaggio e il rapporto con i propri clienti.

Per approfondire altri aspetti legati alla gestione della propria attività, puoi consultare anche le nostre guide su come aprire la Partita IVA in regime forfettario, sul calcolo dell’INPS per la Partita IVA, sui requisiti essenziali per aprire la Partita IVA, sul calcolo delle tasse in regime forfettario, sui codici ATECO e come scegliere quello giusto e su come scegliere il codice ATECO più adatto.

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