IVA sui Mobili: Tutto quello che devi sapere sul Bonus 50%
🔒 Questo articolo contiene link in affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito.
L’IVA sui mobili è uno degli argomenti fiscali più ricercati da chi ristruttura casa, acquista nuovi arredi o vuole capire come sfruttare le agevolazioni previste dalla legge italiana. Quante volte ti sei chiesto quanto paghi davvero sul totale in fattura? O se esiste un modo per ridurre il carico fiscale? In questa guida definitiva troverai le risposte concrete: aliquote ordinarie e ridotte, casi speciali, il Bonus Mobili 2026, le regole per gli elettrodomestici, e molto altro. Tutto verificato sulle fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
Calcola subito l’IVA sul tuo acquisto con il calcolatore IVA gratuito di TheCalcoloIVA.com.
1. Cos’è l’IVA sui Mobili e Perché è Importante Capirla {#cosè-liva-sui-mobili}
L’IVA sui mobili non è una categoria fiscale a sé, ma il risultato dell’applicazione delle normative generali sull’Imposta sul Valore Aggiunto — disciplinata principalmente dal DPR n. 633/1972 — al settore dell’arredamento e degli elettrodomestici. Il punto cruciale è che l’aliquota applicabile non è sempre la stessa: può essere del 22%, del 10% o addirittura del 4%, a seconda del contesto in cui avviene l’acquisto.
Per la maggior parte dei consumatori, l’acquisto di mobili avviene in un normale punto vendita: in questo caso si applica l’aliquota ordinaria del 22%, che è quella che compare su qualsiasi fattura o scontrino fiscale standard. Ma la normativa fiscale italiana prevede importanti eccezioni quando i mobili sono acquistati nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio, di costruzione di abitazioni, o in presenza di specifici requisiti soggettivi come la disabilità.
Conoscere le regole sull’IVA sui mobili significa poter pianificare correttamente un acquisto, capire qual è il reale risparmio offerto dal Bonus Mobili, e verificare se stai pagando l’aliquota giusta in fattura. Anche per i professionisti — commercialisti, geometri, architetti — avere chiarezza su questo tema è fondamentale per fornire la consulenza corretta ai propri clienti.
Per approfondire il funzionamento generale dell’imposta, leggi la nostra guida su come si calcola l’IVA.
2. Aliquota IVA Ordinaria al 22%: Quando si Applica {#aliquota-ordinaria-22}
La regola generale per l’IVA sui mobili acquistati da un privato o da un’impresa in un normale esercizio commerciale è l’aliquota ordinaria del 22%. Questo vale per:
- Acquisto di mobili in un negozio di arredamento, showroom o online
- Arredi su misura realizzati da un artigiano (anche se installati in casa)
- Acquisto di elettrodomestici non rientranti in categorie agevolate
- Complementi d’arredo, tende, specchi, quadri, soprammobili
- Pavimentazioni (parquet, piastrelle, ecc.)
- Cucine arredate in qualsiasi contesto di vendita (vedi paragrafo dedicato)
In pratica, se compri un divano, un armadio o un letto in un qualsiasi negozio, paghi il 22% di IVA. Non importa se stai ristrutturando casa o meno: l’aliquota ordinaria si applica all’atto della cessione del bene mobile, indipendentemente dall’uso che ne farai.
Esempio pratico: Acquisti un letto matrimoniale da 1.000 € netti. L’IVA al 22% è di 220 €. Il prezzo finale in fattura è 1.220 €.
Vuoi calcolare velocemente l’importo IVA sul tuo acquisto? Usa il nostro calcolatore IVA online gratuito.
3. IVA Agevolata al 10%: Ristrutturazione Edilizia e Beni Finiti {#iva-agevolata-10}
L’IVA agevolata al 10% sull’acquisto di mobili e materiali da costruzione è la parte più complessa e spesso mal compresa del sistema fiscale italiano. Introdotta con l’articolo 7, comma 1, lettera b) e 2 della Legge n. 488/1999, questa agevolazione fiscale si applica ai beni finiti acquistati nell’ambito di specifici interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Quali interventi danno diritto all’IVA al 10%?
Secondo il DPR n. 380/2001, rientrano nella categoria degli interventi agevolabili:
- Restauro e risanamento conservativo: interventi che conservano l’organismo edilizio assicurandone la funzionalità
- Ristrutturazione edilizia: interventi che trasformano l’organismo edilizio, anche con demolizione e ricostruzione a parità di volumetria
- Ristrutturazione urbanistica: sostituzione del tessuto urbanistico-edilizio esistente
Attenzione: La manutenzione ordinaria e straordinaria NON danno accesso all’IVA agevolata al 10% per i soli beni acquistati (senza posa in opera a contratto d’appalto). Per queste tipologie di lavori l’IVA agevolata al 10% si applica solo alla prestazione di servizi, non all’acquisto separato di beni.
Cosa si intende per “beni finiti”?
I beni finiti sono quei prodotti che, anche dopo essere stati incorporati nell’intervento edilizio, conservano la propria individualità. Esempi tipici:
- Porte interne e infissi esterni
- Sanitari e rubinetterie
- Caldaie e impianti termici
- Pavimenti e rivestimenti (se acquistati nell’ambito del contratto di appalto)
- Cabine doccia e vasche da bagno
Cruciale: i mobili, in senso stretto (armadi, divani, letti, cucine), non sono considerati beni finiti ai fini dell’IVA agevolata al 10%, perché non si incorporano nella costruzione. L’IVA agevolata al 10% si applica ai materiali edilizi, non agli arredi.
Il ruolo del contratto d’appalto
L’agevolazione al 10% si applica solo se i beni sono acquistati nell’ambito di un contratto d’appalto con un’impresa edile. Se il privato acquista direttamente i materiali in un negozio pagandoli separatamente, si applica l’aliquota ordinaria del 22%. Questo è un punto spesso trascurato.
Per il documento abilitativo necessario (SCIA, DIA, CILA), l’intervento deve essere qualificato come “Ristrutturazione Edilizia” o “Restauro e Risanamento Conservativo” per accedere all’IVA agevolata.
Vuoi capire meglio come funzionano le diverse aliquote IVA in Italia? Consulta la nostra guida alle aliquote IVA.
4. IVA al 4%: Costruzione Prima Casa e Legge Tupini {#iva-4-legge-tupini}
L’IVA al 4% è la forma più vantaggiosa di agevolazione fiscale in edilizia. Si applica all’acquisto di beni finiti destinati alla costruzione di:
- Fabbricati di tipo economico che rispettano i requisiti della Legge Tupini (Legge n. 408 del 2 luglio 1949, art. 13)
- Costruzioni rurali destinate ad uso abitativo
Requisiti della Legge Tupini
Un fabbricato è definito “Tupini” quando:
- È destinato ad uso prevalentemente abitativo (più del 50% della superficie sopra terra è abitativa)
- La superficie destinata a negozi, botteghe o uffici non supera il 25% della superficie totale dei piani sopra terra
- Non presenta caratteristiche di lusso (secondo il Decreto 2 agosto 1969, n. 1072)
In questo contesto, beni come sanitari, cassette WC, rubinetterie, cabine doccia e vasche da bagno (ma non i mobili in senso stretto) possono beneficiare dell’IVA al 4% se acquistati per la costruzione di un’abitazione non di lusso destinata a prima casa.
Regola importante: Anche per l’IVA al 4%, i mobili (armadi, letti, cucine, ecc.) non rientrano in questa agevolazione. Come confermato dall’Agenzia delle Entrate, l’aliquota agevolata al 4% si applica ai “beni finiti” del settore edilizio, non agli arredi.
IVA al 4% per persone con disabilità: esiste una categoria ulteriore di agevolazione al 4% per l’acquisto di prodotti e ausili strettamente necessari per migliorare l’autonomia di persone con disabilità certificate, sempre su prescrizione medico-specialistica della ASL. Questa agevolazione riguarda dispositivi medico-ortopedici e non mobili comuni.
5. Bonus Mobili 2026: Come Funziona la Detrazione IRPEF al 50% {#bonus-mobili-2026}
Il Bonus Mobili è l’agevolazione fiscale più rilevante per chi acquista arredi: non riduce l’IVA sui mobili pagata al momento dell’acquisto (che resta al 22%), ma consente di recuperare parte della spesa attraverso una detrazione IRPEF del 50% in dichiarazione dei redditi. Confermato anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026, è una misura particolarmente vantaggiosa.
Importi e limiti di spesa aggiornati
| Anno | Spesa massima detraibile | Detrazione massima (50%) |
| 2022 | 10.000 € | 5.000 € |
| 2023 | 8.000 € | 4.000 € |
| 2024 | 5.000 € | 2.500 € |
| 2025 | 5.000 € | 2.500 € |
| 2026 | 5.000 € | 2.500 € |
Fonte: Agenzia delle Entrate – Bonus Mobili ed Elettrodomestici
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Quindi, con una spesa di 5.000 €, recuperi 250 € di IRPEF all’anno per 10 anni.
Requisito indispensabile: la ristrutturazione edilizia
Il Bonus Mobili NON è disponibile per chi acquista mobili senza aver effettuato una ristrutturazione. Il contribuente deve aver effettuato — o star effettuando — un intervento di recupero del patrimonio edilizio ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). In particolare:
- La ristrutturazione deve essere iniziata non prima del 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili
- Per acquisti nel 2026, i lavori devono essere stati avviati dal 1° gennaio 2025 in poi
- La data di avvio lavori deve precedere la data di acquisto dei mobili
- Non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima delle spese per arredo
Quali interventi attivano il diritto al Bonus Mobili?
Rientrano negli interventi di ristrutturazione edilizia che danno diritto al bonus:
- Manutenzione straordinaria
- Restauro e risanamento conservativo
- Ristrutturazione edilizia
- Interventi di consolidamento statico (Sismabonus)
- Riqualificazione energetica (Ecobonus)
- Interventi sulle parti comuni condominiali
Dal 1° gennaio 2025, la sostituzione degli impianti di climatizzazione con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili NON consente più di accedere al Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR), e pertanto non abilita nemmeno al Bonus Mobili per gli acquisti collegati (circolare AdE n. 8/E/2025).
Quali mobili rientrano nel bonus?
Secondo la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, possono essere oggetto di detrazione:
✅ Inclusi nel Bonus Mobili:
- Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani
- Mobili da cucina (senza elettrodomestici integrati)
- Mobili realizzati su misura da artigiani
- Materasso e rete del letto
- Mobili per il bagno (armadietti, mobiletti)
- Spese di trasporto e montaggio degli arredi
❌ Esclusi dal Bonus Mobili:
- Porte interne (salvo porte a scomparsa che richiedono opere edili)
- Pavimentazioni (parquet, piastrelle, gres porcellanato)
- Tende e tendaggi
- Soprammobili e complementi d’arredo decorativi
- Apparecchi di illuminazione
Prima o seconda casa?
A differenza di altri bonus edilizi, il Bonus Mobili si applica sia alla prima che alla seconda casa. Non è prevista alcuna distinzione basata sulla tipologia di immobile.
Limite per redditi alti (novità 2025–2026)
Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1, comma 10), è stato introdotto un tetto complessivo alle detrazioni fiscali per contribuenti con reddito superiore a 75.000 €. Il Bonus Mobili rientra in questo meccanismo, ma non è soggetto alla rimodulazione prevista per i redditi tra 120.000 e 240.000 € né alla riduzione forfetaria di 440 € introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Gestisci la tua Partita IVA senza stress
Fatture, scadenze fiscali e dichiarazioni IVA in un unico pannello — con esperti fiscali dedicati sempre disponibili. Smetti di perdere tempo con la burocrazia e concentrati sul tuo lavoro.
Scopri Xolo →✓ Usato da migliaia di freelance e professionisti in Italia
6. Grandi Elettrodomestici: Classi Energetiche e IVA {#grandi-elettrodomestici}
Il Bonus Mobili si estende anche all’acquisto di grandi elettrodomestici destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione. Tuttavia, l’aliquota IVA rimane al 22% anche per questi prodotti: l’agevolazione è esclusivamente una detrazione IRPEF, non una riduzione dell’aliquota.
Requisiti di classe energetica per il Bonus Mobili 2026
Per beneficiare del bonus, gli elettrodomestici devono rispettare le seguenti classi energetiche minime:
| Categoria | Classe energetica minima |
| Forni | A |
| Lavatrici | E |
| Lavasciugatrici | E |
| Lavastoviglie | E |
| Frigoriferi | F |
| Congelatori | F |
Gli elettrodomestici privi di etichetta energetica non danno diritto alla detrazione.
Bonus Elettrodomestici Green (separato dal Bonus Mobili)
Nel 2025 è stato introdotto un ulteriore incentivo — il Bonus Elettrodomestici — come voucher da 100 € (elevato a 200 € per famiglie con ISEE inferiore a 25.000 €) per la sostituzione di elettrodomestici datati con nuovi ad alta efficienza energetica. Questa misura è distinta dal Bonus Mobili e i due incentivi non sono cumulabili per il medesimo acquisto.
7. Cucina Arredata: il Caso Speciale dell’IVA Ordinaria {#cucina-arredata}
La cucina arredata merita un approfondimento specifico, perché rappresenta uno dei casi più discussi in tema di IVA sui mobili. Con la Risoluzione n. 25/E del 14 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento definitivo: la cessione di una cucina funzionante è soggetta all’aliquota IVA ordinaria del 22%, senza eccezioni.
Perché la cucina non beneficia di IVA agevolata?
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che una cucina arredata completa (elettrodomestici, mobili, sedie, tavoli, cassettiere, mensole, credenze, ripiani, ecc.):
- Non è un bene immobile: non è incorporata permanentemente nel fabbricato, è normalmente smontabile e rimovibile senza alterare la struttura dell’edificio. A differenza di porte, scale, tetti o ascensori, la mancanza di una cucina non rende un immobile incompleto.
- Non è un “bene finito”: è composta da un insieme di elementi che non sono destinati a incorporarsi e divenire parte della costruzione.
- Non è un’operazione accessoria: la vendita di una cucina non è necessaria per concludere la cessione di un’unità immobiliare.
Questo principio si applica sia alla vendita al cliente finale sia al passaggio dal produttore/installatore alla società immobiliare: in entrambi i casi, la cucina sconta l’IVA ordinaria del 22%.
In pratica: se compri una cucina componibile da 10.000 € netti, pagherai 2.200 € di IVA. Non è possibile applicare l’aliquota al 10% nemmeno se stai ristrutturando casa. Tuttavia, puoi beneficiare del Bonus Mobili per recuperare il 50% della spesa (nei limiti dei 5.000 € massimi detraibili).
8. Beni Significativi: la Regola del Valore Parziale {#beni-significativi}
Nel contesto dell’IVA sui mobili e sugli arredi legati a contratti d’appalto, un caso a parte riguarda i beni significativi come previsto dall’art. 7, comma 2, della Legge 488/1999.
Quando un’impresa edile fornisce e installa un bene significativo (ad esempio: porte interne, infissi, caldaie) nell’ambito di un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria soggetto ad IVA al 10%, si applica una regola speciale:
- L’aliquota ridotta del 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della manodopera nella prestazione complessiva
- La parte del valore del bene che eccede il valore della manodopera è soggetta all’aliquota ordinaria del 22%
Esempio pratico
| Elemento | Valore |
| Corrispettivo totale del contratto | 1.000 € |
| Valore delle porte (bene significativo) | 600 € |
| Valore della manodopera (1.000 – 600) | 400 € |
| IVA al 10% applicata su (400 € + 400 €) = 800 € | 80 € |
| IVA al 22% applicata sulla parte eccedente (600 – 400 = 200 €) | 44 € |
| IVA totale | 124 € |
Questa regola non si applica ai mobili in senso stretto, che restano sempre al 22%, ma riguarda i beni finiti come serramenti, sanitari e caldaie.
9. Complementi d’Arredo: Niente Agevolazioni {#complementi-darredo}
I complementi d’arredo — quadri, specchi, soprammobili, oggettistica decorativa, tende, tappeti, vasi — sono esclusi sia dal Bonus Mobili sia da qualsiasi forma di IVA agevolata. Su questi prodotti si applica sempre l’IVA ordinaria al 22%, e non è possibile portarli in detrazione nella dichiarazione dei redditi.
Stessa esclusione per:
- Pavimentazioni (parquet, piastrelle, gres porcellanato)
- Apparecchi di illuminazione
- Apparecchi di riscaldamento autonomi (stufe a pellet, ecc., non collegati all’impianto)
10. Chi Non Può Beneficiare del Bonus Mobili {#chi-non-puo-beneficiare}
Non tutti i contribuenti possono usufruire del Bonus Mobili, indipendentemente dall’IVA sui mobili pagata al momento dell’acquisto.
Regime Forfettario e Partite IVA
I contribuenti in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014) non possono beneficiare del Bonus Mobili, perché questo regime prevede un’imposta sostitutiva che non è compensabile con detrazioni IRPEF. In sostanza, non essendoci IRPEF ordinaria da detrarre, il bonus non produce alcun effetto fiscale.
Analogamente, le Partite IVA in regime ordinario che non pagano IRPEF (perché in perdita o con redditi molto bassi) potrebbero non sfruttare pienamente la detrazione.
Chi ha diritto al Bonus Mobili
Possono accedere al bonus:
- Proprietari dell’immobile che sostengono le spese di ristrutturazione
- Inquilini o comodatari che effettuano la ristrutturazione
- Familiari conviventi del proprietario o del titolare del contratto
- Nudi proprietari e titolari di altri diritti reali sull’immobile
11. Come Pagare per non Perdere le Agevolazioni Fiscali {#come-pagare}
Per poter portare in detrazione le spese nella dichiarazione dei redditi, il pagamento dei mobili e degli elettrodomestici deve avvenire con modalità di pagamento tracciabili. Le modalità accettate sono:
✅ Modalità ammesse:
- Bonifico bancario o postale (anche ordinario, non necessariamente “parlante”)
- Carta di credito
- Carta di debito
❌ Modalità non ammesse:
- Contanti
- Assegni
- Altri mezzi di pagamento non tracciabili
Nota: a differenza del Bonus Ristrutturazioni dove è necessario il bonifico “parlante” (che riporta codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa), per il Bonus Mobili è sufficiente qualsiasi pagamento tracciabile.
Documenti da conservare
- Fatture di acquisto o scontrino fiscale con dettaglio dei beni
- Ricevuta del bonifico bancario o estratto conto con l’addebito del pagamento con carta
- Titolo abilitativo dell’intervento edilizio (SCIA, CILA, DIA) o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti l’inizio lavori
- Ricevute bonifici parlanti per i lavori di ristrutturazione
12. Comunicazione ENEA: Quando è Obbligatoria {#comunicazione-enea}
Per gli acquisti di alcuni grandi elettrodomestici coperti dal Bonus Mobili, è obbligatoria la comunicazione telematica al portale ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile). Questa comunicazione deve essere effettuata entro 90 giorni dalla data di acquisto dell’elettrodomestico.
Gli acquisti di elettrodomestici per i quali è richiesta la comunicazione ENEA includono:
- Forni
- Frigoriferi
- Lavastoviglie
- Piani cottura elettrici
- Lavasciugatrici
- Lavatrici
Cosa succede se non si fa la comunicazione ENEA? L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 46/E/2019, ha chiarito che la mancata o tardiva trasmissione delle informazioni all’ENEA non comporta la perdita del diritto al Bonus Mobili. Si tratta, quindi, di un adempimento consigliato ma non sanzionato con la perdita del beneficio.
Puoi effettuare la comunicazione sul sito ufficiale ENEA Bonus Casa.
13. Tabella Riepilogativa: IVA sui Mobili e Arredi {#tabella-riepilogativa}
Ecco una tabella completa che riassume l’IVA sui mobili applicabile nei casi più comuni:
| Tipo di acquisto | Contesto | Aliquota IVA | Bonus Mobili? |
| Mobili (armadi, letti, divani) | Acquisto standard | 22% | ✅ Sì (se c’è ristrutturazione) |
| Cucina arredata | Qualsiasi contesto | 22% | ✅ Sì (solo mobili, nei limiti) |
| Grandi elettrodomestici ammessi | Acquisto standard | 22% | ✅ Sì (se classe energetica ok) |
| Complementi d’arredo | Qualsiasi contesto | 22% | ❌ No |
| Pavimentazioni | Acquisto standard | 22% | ❌ No |
| Porte interne (bene finito, in appalto) | Ristrutturazione edilizia | 10% (parziale) | ❌ No |
| Sanitari / rubinetterie (bene finito) | Ristrutturazione edilizia | 10% | ❌ No |
| Beni finiti edilizi (in appalto) | Costruzione Legge Tupini | 4% | ❌ No |
| Ausili per disabili | Con prescrizione medica | 4% | ❌ No |
| Mobili realizzati su misura | Acquisto con ristrutturazione | 22% | ✅ Sì |
14. IVA sui Mobili e Regime Fiscale delle Imprese {#regime-fiscale-imprese}
Per chi svolge un’attività d’impresa, l’IVA sui mobili acquistati per uso aziendale (es. arredo ufficio) rientra nelle normali regole della detrazione IVA a credito e si compensa con l’IVA a debito sulle vendite.
- Le imprese in regime ordinario possono detrarre l’IVA pagata sugli acquisti d’arredo strumentali all’attività
- Le imprese in regime forfettario non possono detrarre l’IVA e la sopportano come costo definitivo
- I soggetti esenti IVA non possono recuperare l’imposta sugli acquisti
Per saperne di più sulla gestione dell’IVA nelle diverse situazioni aziendali, leggi la nostra guida alle aliquote IVA.
Domande Frequenti (FAQ) {#faq}
Qual è l’aliquota IVA sui mobili in Italia?
L’aliquota IVA standard applicata sull’acquisto di mobili in Italia è del 22% (aliquota ordinaria). Questa si applica in tutte le situazioni di vendita al dettaglio, indipendentemente dal fatto che il contribuente stia ristrutturando casa o meno. Non esiste un’IVA ridotta direttamente applicata ai mobili come categoria merceologica.
Posso comprare i mobili con IVA al 10% se sto ristrutturando casa?
No. L’IVA al 10% sulle ristrutturazioni si applica ai beni finiti edilizi (porte, sanitari, caldaie, ecc.) acquistati nell’ambito di un contratto d’appalto, non ai mobili. Questi ultimi sono soggetti sempre al 22%. Tuttavia, l’acquisto di mobili in occasione di una ristrutturazione edilizia ti permette di beneficiare del Bonus Mobili con detrazione IRPEF del 50%.
Come funziona il Bonus Mobili 2026? Qual è il massimo recuperabile?
Il Bonus Mobili 2026 consente una detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di 5.000 € (comprensiva di trasporto e montaggio). La detrazione massima è quindi di 2.500 €, da ripartire in 10 quote annuali da 250 € ciascuna. È necessario aver effettuato interventi di ristrutturazione edilizia avviati dal 1° gennaio 2025 in poi (per acquisti nel 2026).
Quanto tempo devono durare i lavori di ristrutturazione per accedere al Bonus Mobili?
Non è richiesto un periodo minimo per i lavori di ristrutturazione. È sufficiente che i lavori siano stati avviati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili. Non è nemmeno necessario che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle per i mobili. L’importante è che la data di inizio lavori preceda quella di acquisto degli arredi.
Il Bonus Mobili si applica anche agli acquisti online?
Sì. Il Bonus Mobili si applica a qualsiasi acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, indipendentemente dal canale di vendita (negozio fisico, e-commerce, artigiano su misura). L’importante è avere la fattura di acquisto che attesti la spesa e pagare con modalità tracciabile (bonifico, carta di credito/debito).
Posso usare il Bonus Mobili per la seconda casa?
Sì. A differenza di altri incentivi edilizi, il Bonus Mobili non prevede distinzioni tra prima e seconda casa. L’agevolazione si applica a qualsiasi unità immobiliare oggetto di ristrutturazione edilizia, che si tratti della residenza principale o di una casa vacanze.
Qual è l’IVA sulla cucina arredata?
L’IVA sulla cucina arredata è sempre al 22%, senza eccezioni. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Risoluzione n. 25/E/2021 che la cucina non è assimilabile né a un bene immobile né a un “bene finito” edilizio, pertanto non beneficia di aliquote IVA ridotte. Tuttavia, la spesa per la cucina (senza elettrodomestici integrati, separati in fattura) può rientrare nel Bonus Mobili.
Posso cumulare il Bonus Mobili con il Bonus Elettrodomestici?
No. Il Bonus Mobili (detrazione IRPEF 50%) e il Bonus Elettrodomestici (voucher da 100 o 200 €) sono due agevolazioni distinte e non cumulabili per il medesimo acquisto. Se stai acquistando un elettrodomestico, dovrai scegliere quale delle due agevolazioni applicare.
Chi in regime forfettario può usufruire del Bonus Mobili?
No. I contribuenti in regime forfettario non possono beneficiare del Bonus Mobili perché pagano un’imposta sostitutiva flat e non l’IRPEF ordinaria. Non essendoci IRPEF da detrarre, la detrazione del 50% non produce alcun risparmio fiscale. Le Partite IVA in regime forfettario pagano quindi il 22% di IVA sui mobili senza possibilità di recupero.
Devo comunicare qualcosa all’ENEA per ottenere il Bonus Mobili?
La comunicazione al portale ENEA è richiesta solo per alcuni grandi elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici) entro 90 giorni dall’acquisto. Per i soli mobili (arredi) non è necessaria alcuna comunicazione. La mancata trasmissione non comporta la perdita del diritto al bonus, come chiarito dalla Risoluzione AdE n. 46/E/2019.
Qual è la differenza tra IVA agevolata e Bonus Mobili?
L’IVA agevolata (al 10% o 4%) è una riduzione dell’aliquota che si applica direttamente al momento dell’acquisto, riducendo il prezzo finale della fattura. Riguarda beni edilizi specifici (porte, sanitari, caldaie), non i mobili. Il Bonus Mobili è invece una detrazione IRPEF: paghi comunque il 22% di IVA sui mobili in fattura, ma recuperi il 50% della spesa totale (nei limiti previsti) attraverso la dichiarazione dei redditi, in 10 anni. Sono due meccanismi completamente diversi.
Cosa sono i “beni significativi” e come influenzano l’IVA in una ristrutturazione?
I beni significativi sono prodotti di valore elevato (porte, infissi, caldaie, ecc.) forniti dall’impresa nell’ambito di interventi di manutenzione. Per questi beni, l’IVA al 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della manodopera inclusa nel contratto; la parte di valore dei beni che eccede la manodopera sconta l’aliquota ordinaria al 22%. Questo meccanismo non riguarda i mobili da arredamento.
Posso detrarre anche le spese di montaggio dei mobili?
Sì. Le spese di trasporto e di montaggio degli arredi sono incluse nella spesa detraibile al 50% con il Bonus Mobili. Devono essere documentate con fattura e risultare nel totale massimo di 5.000 € su cui si calcola la detrazione.
Conclusioni {#conclusioni}
L’IVA sui mobili è un tema apparentemente semplice — il 22% standard sembra non lasciare spazio a dubbi — ma nasconde una complessità fiscale significativa, con regole che cambiano in base al tipo di intervento, al tipo di bene e al soggetto acquirente.
Ecco i punti chiave da ricordare:
- L’IVA sui mobili è sempre al 22% nell’acquisto standard, anche se stai ristrutturando casa. Non esistono aliquote ridotte dirette sull’arredamento.
- Il Bonus Mobili 2026 è l’unico vero strumento per risparmiare: ti permette di recuperare il 50% della spesa (fino a 2.500 € totali) in 10 anni tramite IRPEF, ma solo se hai effettuato una ristrutturazione edilizia.
- L’IVA al 10% riguarda i beni finiti edilizi (porte, sanitari, ecc.) in contratti d’appalto di ristrutturazione, non i mobili.
- La cucina arredata sconta sempre il 22% di IVA, mai le aliquote ridotte, per chiarimento definitivo dell’Agenzia delle Entrate.
- Le modalità di pagamento tracciabili sono obbligatorie per poter detrarre la spesa nella dichiarazione dei redditi.
- Chi è in regime forfettario non può beneficiare del Bonus Mobili: paga il 22% senza possibilità di recupero fiscale.
Prima di qualsiasi acquisto importante, verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e, in caso di dubbi complessi, consulta un commercialista o un CAF. Le normative fiscali possono cambiare: questa guida è aggiornata alla normativa vigente nel 2026.
Vuoi calcolare subito quanto IVA pagherai sui tuoi acquisti? Utilizza il nostro calcolatore IVA online gratuito per ottenere il risultato in pochi secondi.
Basta perderti tra scadenze, F24 e fatture elettroniche
Ogni anno lo stesso stress: versamenti INPS, liquidazioni IVA, dichiarazioni fiscali. Xolo mette tutto in ordine per te — con una piattaforma chiara e un team di esperti fiscali dedicati che conosce la tua situazione. Tu pensi al lavoro, loro pensano alla burocrazia.
Prova Xolo oggi →✓ Nessun costo nascosto • ✓ Supporto fiscale incluso • ✓ Disdici quando vuoi
Fonti e riferimenti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Bonus Mobili ed Elettrodomestici
- Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 25/E del 14 aprile 2021 (cessione cucina arredata)
- DPR n. 633/1972 – Decreto IVA
- DPR n. 380/2001 – Testo Unico dell’Edilizia
- Legge n. 488/1999 – IVA agevolata in edilizia
- Legge Tupini n. 408/1949
- Legge n. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025 (proroga Bonus Mobili)
- ENEA – Portale Bonus Casa
Articolo aggiornato alla normativa vigente. Tutti i dati sulle aliquote IVA, i massimali del Bonus Mobili e le condizioni di accesso sono stati verificati sulle fonti ufficiali citate. Per situazioni specifiche o dubbi sulla propria posizione fiscale, consultare un professionista abilitato.