Partita IVA come Truccatore: Guida a Codici ATECO, Tasse e Contributi

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Stai valutando di aprire la Partita IVA come truccatore o make-up artist freelance? In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: quale codice ATECO scegliere, quanto si paga di tasse e contributi, come funziona il regime forfettario e quali adempimenti sono richiesti dalla normativa italiana vigente.

Chi è il truccatore con Partita IVA {#chi-e-il-truccatore}

La Partita IVA come truccatore riguarda un’ampia categoria di professionisti creativi che esercitano la propria attività in modo autonomo e continuativo. Il truccatore professionista — detto anche make-up artist — è una figura che opera nei settori della moda, dello spettacolo, della pubblicità, della fotografia, del cinema, del teatro, degli eventi privati e dei matrimoni.

A differenza dell’estetista, il truccatore artistico non è soggetto alla legge n. 1/1990, che regolamenta l’attività estetica propriamente detta. Questo significa che non è richiesta una qualifica formale rilasciata da un ente pubblico per aprire una Partita IVA come truccatore nel senso artistico del termine. La formazione professionale è comunque fortemente consigliata per operare a livelli competitivi nel mercato.

Il perimetro di attività include:

  • Trucco per cerimonie (matrimoni, battesimi, comunioni)
  • Make-up per set fotografici e video
  • Trucco teatrale e cinematografico
  • Servizi di trucco per sfilate e fashion show
  • Consulenza di immagine e make-up personalizzato
  • Trucco scenico per spettacoli dal vivo
  • Make-up artistico e prostetica

Chi svolge queste attività in modo stabile e con continuità è tenuto ad aprire la Partita IVA come truccatore, indipendentemente dal volume dei compensi percepiti.

Quando è obbligatoria la Partita IVA come truccatore {#quando-e-obbligatoria}

La normativa fiscale italiana stabilisce che chiunque eserciti un’attività di lavoro autonomo in modo abituale e continuativo è obbligato ad aprire la Partita IVA. Questo vale anche per chi opera come truccatore freelance.

Il confine tra prestazione occasionale e attività abituale non dipende esclusivamente dal numero di clienti o dal fatturato, ma dalla continuità e sistematicità dell’attività svolta. In linea generale:

  • Se il trucco è la tua attività principale o una delle principali fonti di reddito → Partita IVA obbligatoria
  • Se esegui un singolo servizio in modo del tutto sporadico, senza alcuna organizzazione → potresti rientrare nella prestazione occasionale, con emissione di ricevuta e ritenuta d’acconto al 20%

Tuttavia, la soglia dei 5.000 euro lordi annui è spesso citata come limite oltre il quale si presume l’abitualità, anche se non è una regola assoluta. In caso di dubbio, è sempre prudente rivolgersi a un commercialista.

Per chi desidera capire meglio i costi iniziali dell’apertura, consulta la guida su quanto costa aprire una Partita IVA.

Codice ATECO per truccatori: quale scegliere {#codice-ateco}

La scelta del codice ATECO è il primo e più importante passo nell’apertura della Partita IVA come truccatore. Il codice determina il regime previdenziale, il coefficiente di redditività applicabile nel forfettario e gli adempimenti burocratici richiesti. Con il nuovo piano ATECO 2025, entrato in vigore il 1° aprile 2025, alcune classificazioni sono cambiate.

Codici ATECO disponibili per i truccatori

Codice ATECODescrizioneQualificaContributiCoefficiente Forfettario
96.02.02Servizi degli istituti di bellezzaArtigianoGestione Artigiani INPS67%
96.22.09Altri servizi di cura della bellezza n.c.a.ArtigianoGestione Artigiani INPS67%
90.02.09Attività di supporto alle rappresentazioni artisticheProfessionistaGestione Separata INPS67%
90.39.09Altre attività di supporto alle arti performative n.c.a.ProfessionistaGestione ex ENPALS67%
96.99.94Servizi di consulenza di immagineProfessionistaGestione Separata INPS67%

Come scegliere il codice giusto

La scelta dipende principalmente da come e dove lavori:

96.02.02 o 96.22.09 — Trucco artigianale/beauty Questi codici sono adatti a chi opera prevalentemente come truccatore in uno studio o salone, offrendo servizi di make-up in un contesto beauty. Comportano l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio e il pagamento di contributi fissi alla Gestione Artigiani INPS. Richiedono che l’attività principale sia la prestazione diretta di servizi di bellezza al cliente.

90.02.09 o 90.39.09 — Trucco artistico per spettacolo e moda Questi codici si adattano a chi lavora prevalentemente in contesti artistici: cinema, teatro, televisione, sfilate di moda, fotografia. La qualifica è quella di libero professionista. I contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS (o alla ex ENPALS per il codice 90.39.09).

96.99.94 — Consulenza di immagine Introdotto il 1° aprile 2025, questo codice è pensato per chi svolge principalmente attività di consulenza sull’immagine del cliente — consigli su trucco, abbigliamento, acconciatura — senza necessariamente eseguire direttamente il servizio. Qualifica come libero professionista con contributi alla Gestione Separata INPS.

Nota importante: la scelta del codice ATECO ha effetti diretti su contributi, adempimenti e classificazione. Un consulente o commercialista può aiutarti a individuare la soluzione più adatta al tuo profilo specifico.

Regime fiscale: forfettario o ordinario? {#regime-fiscale}

Per chi apre la Partita IVA come truccatore, il regime forfettario è nella maggioranza dei casi la scelta più conveniente, almeno nelle fasi iniziali dell’attività.

Regime forfettario

Il regime forfettario è accessibile a chi ha ricavi annui inferiori a 85.000 euro e rispetta alcuni requisiti stabiliti dalla legge (L. 190/2014 e successive modifiche). I vantaggi principali sono:

  • Imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per i primi cinque anni per le nuove attività, se si rispettano tre condizioni specifiche)
  • Esonero dall’IVA in fattura
  • Nessun obbligo di registrazione delle fatture ricevute
  • Esonero dall’IRAP
  • Esonero dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità)
  • Contabilità semplificata

Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività del 67% ai compensi incassati durante l’anno. La restante quota del 33% è riconosciuta come spesa forfettaria, senza necessità di documentare le uscite.

Formula:

Reddito imponibile = Compensi incassati × 67%

Imposta sostitutiva = Reddito imponibile × 15% (o 5%)

Regime ordinario

Il regime ordinario (semplificato o contabilità ordinaria) può essere conveniente per chi:

  • Supera la soglia degli 85.000 euro di ricavi
  • Ha costi molto elevati da portare in deduzione
  • Ha necessità di detrarre l’IVA sugli acquisti (attrezzatura professionale costosa, materiali di consumo)

In regime ordinario si applica l’IRPEF con aliquote progressive (dal 23% al 43%), le addizionali regionali e comunali, e l’eventuale IRAP.

Per approfondire il confronto tra regimi, consulta la guida sul calcolo delle tasse in regime forfettario per Partita IVA.

Quanto si paga di tasse con la Partita IVA come truccatore {#tasse}

Vediamo tre esempi concreti di calcolo per la Partita IVA come truccatore in regime forfettario.

Esempio 1 — Truccatore agli inizi (nuova attività, aliquota 5%)

VoceImporto
Compensi incassati nell’anno20.000 €
Coefficiente di redditività (67%)× 0,67
Reddito imponibile13.400 €
Imposta sostitutiva (5%)670 €

Esempio 2 — Truccatore con attività avviata (aliquota 15%)

VoceImporto
Compensi incassati nell’anno35.000 €
Coefficiente di redditività (67%)× 0,67
Reddito imponibile23.450 €
Imposta sostitutiva (15%)3.517,50 €

Esempio 3 — Truccatore con fatturato medio-alto

VoceImporto
Compensi incassati nell’anno60.000 €
Coefficiente di redditività (67%)× 0,67
Reddito imponibile40.200 €
Imposta sostitutiva (15%)6.030 €

Questi calcoli sono indicativi e non includono i contributi previdenziali, che vanno aggiunti. Il carico fiscale complessivo va valutato sempre con un professionista.

Contributi INPS per truccatori {#contributi-inps}

Il regime previdenziale varia in base al codice ATECO scelto.

Gestione Separata INPS (liberi professionisti)

Chi sceglie i codici delle arti performative o della consulenza di immagine versa i contributi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è pari al 33,72% del reddito imponibile (comprensiva di tutte le voci). In regime forfettario, i contributi si calcolano sul reddito imponibile già ridotto dal coefficiente di redditività.

Esempio:

  • Compensi: 30.000 €
  • Reddito imponibile forfettario: 30.000 × 67% = 20.100 €
  • Contributi Gestione Separata: 20.100 × 33,72% ≈ 6.778 €

I contributi versati alla Gestione Separata si deducono dalla base imponibile prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.

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Gestione Artigiani INPS (artigiani)

Chi sceglie i codici beauty/artigianali versa contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede:

  • Contributi fissi minimi: circa 4.208–4.521 € annui (importo aggiornato, sul reddito fino al minimale di circa 18.415–18.808 €)
  • Contributi sul reddito eccedente il minimale: 24% sul reddito che supera la soglia minima

Questo sistema implica che anche chi ha ricavi bassissimi paga una quota fissa, il che può risultare oneroso nelle fasi iniziali. Il vantaggio è che i contributi fissi danno diritto a copertura previdenziale piena.

Tabella riepilogativa contributi

Tipo di gestioneCodice ATECO tipicoAliquotaContributi fissi
Gestione Separata INPS90.02.09, 90.39.09, 96.99.9433,72% reddito imponibileNessun minimo fisso obbligatorio
Gestione Artigiani INPS96.02.02, 96.22.0924% + fissi~4.200–4.521 €/anno

Per approfondire il calcolo dei contributi INPS per la Partita IVA, consulta la guida completa al calcolo INPS per Partita IVA.

Come aprire la Partita IVA come truccatore {#come-aprire}

La procedura per aprire la Partita IVA come truccatore è relativamente semplice e può essere svolta direttamente online oppure tramite un commercialista.

Procedura passo per passo

1. Scegli il codice ATECO Sulla base della tipologia di attività che intendi svolgere, individua il codice più adatto (vedi sezione precedente).

2. Compila il modulo AA9/12 Il modello AA9/12 è il documento ufficiale da presentare all’Agenzia delle Entrate per l’attribuzione della Partita IVA. Va compilato indicando:

  • Dati anagrafici
  • Codice ATECO prescelto
  • Regime fiscale (forfettario o ordinario)
  • Data di inizio attività

3. Invia il modulo Il modulo può essere inviato:

  • Telematicamente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate
  • Fisicamente presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate
  • Tramite un commercialista

La Partita IVA viene attribuita immediatamente o entro pochi giorni lavorativi.

4. Iscrizione alla Camera di Commercio (se artigiano) Se hai scelto un codice che ti qualifica come artigiano (es. 96.02.02 o 96.22.09), dovrai iscriverti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente e all’Albo delle Imprese Artigiane. Questo adempimento non è richiesto per i liberi professionisti.

5. Iscrizione INPS Vai al sito INPS e apri la posizione contributiva nella gestione di competenza (Separata o Artigiani), in base al codice ATECO scelto.

6. Attivazione fatturazione elettronica Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i forfettari. Dovrai dotarti di un software o di un servizio online abilitato all’emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SDI).

Fatturazione e obblighi contabili {#fatturazione}

Fatturazione elettronica

Chi detiene la Partita IVA come truccatore in regime forfettario emette fatture senza IVA, con la seguente dicitura obbligatoria:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime Forfettario. Operazione non soggetta a IVA.”

La fattura deve essere emessa in formato elettronico tramite SDI.

Marca da bollo

Quando l’importo della fattura supera 77,47 euro ed è esente da IVA, è obbligatorio applicare la marca da bollo virtuale di 2 euro. In regime forfettario, questo riguarda tutte le fatture superiori a tale soglia.

Ritenuta d’acconto

I forfettari sono esonerati dall’applicazione della ritenuta d’acconto sulle proprie fatture. Se il cliente è un sostituto d’imposta, dovrà essere informato di non applicare la ritenuta, indicando apposita dicitura in fattura.

Registri contabili

In regime forfettario non è richiesta la tenuta di registri contabili formali. È tuttavia buona pratica conservare tutta la documentazione relativa a incassi e spese, anche ai fini di eventuali controlli fiscali.

Costi deducibili e detraibili {#costi-deducibili}

Uno degli aspetti peculiari del regime forfettario è che non è possibile dedurre le spese analitiche. Il sistema della quota forfettaria del 33% è pensato proprio per coprire in modo standardizzato tutti i costi dell’attività.

Tuttavia, esistono alcune voci che rimangono sempre deducibili anche in forfettario:

  • Contributi previdenziali INPS versati: deducibili integralmente dalla base imponibile prima del calcolo dell’imposta sostitutiva
  • Contributi INAIL eventualmente dovuti

Spese tipiche di un truccatore professionista

Anche se non deducibili analiticamente in forfettario, è utile avere consapevolezza dei costi tipici dell’attività, perché incidono sulla redditività netta:

Categoria di spesaEsempi
Prodotti cosmeticiFondotinta, correttori, ombretti, rossetti, fissanti
Strumenti di lavoroPennelli professionali, spugne, ciglia finte, accessori
AttrezzaturaKit da trucco, valigette, luci portatili, specchi
FormazioneCorsi di aggiornamento, workshop, masterclass
Marketing e promozioneFotografie portfolio, sito web, social media
SpostamentiCarburante, parcheggio, trasporti per trasferte
Abbigliamento professionaleGrembiuli, divise da lavoro

In regime ordinario, tutte queste spese (con la documentazione fiscale appropriata) sarebbero deducibili, riducendo il reddito imponibile su cui calcolare l’IRPEF.

Quanto si guadagna con la Partita IVA come truccatore {#guadagni}

I guadagni di chi opera con la Partita IVA come truccatore variano significativamente in base all’esperienza, alla specializzazione e alla tipologia di clientela.

Fasce di guadagno indicative

ProfiloFatturato annuo indicativoUtile netto stimato
Truccatore alle prime armi18.000 – 24.000 €700 – 1.000 €/mese
Truccatore con esperienza (3-5 anni)30.000 – 50.000 €1.500 – 2.500 €/mese
Truccatore affermato/specializzato60.000 – 85.000 €3.000 – 4.000 €/mese

I dati sono indicativi e tengono conto di imposte, contributi e costi operativi stimati. L’utile netto effettivo dipende dalla struttura dei costi individuali.

Fattori che incidono sui guadagni

  • Specializzazione: trucco sposa, trucco cinematografico, prostetica e FX hanno tariffe notevolmente più elevate rispetto al trucco beauty generalista
  • Localizzazione geografica: a Milano, Roma, Firenze e Bologna le tariffe medie sono superiori del 25-35% rispetto ad altre aree
  • Canali di acquisizione clienti: agenzie, piattaforme digitali, passaparola
  • Stagionalità: i mesi di maggio-luglio e dicembre concentrano gran parte del fatturato per chi lavora su matrimoni ed eventi

Tariffe medie per tipologia di servizio

ServizioFascia di prezzo indicativa
Trucco sposa (cerimonia)150 – 400 €
Trucco per servizio fotografico (mezza giornata)150 – 350 €
Trucco per set cinematografico (giornata)250 – 600 €
Make-up per sfilata80 – 200 € per modella
Consulenza immagine e make-up100 – 250 € a sessione

Tabella di confronto: artigiano vs libero professionista {#confronto}

La scelta tra qualifica artigianale e professionale è una delle decisioni più rilevanti per chi apre la Partita IVA come truccatore. Ecco un confronto sintetico:

AspettoArtigiano (96.02.02 / 96.22.09)Libero professionista (90.02.09 / 90.39.09 / 96.99.94)
Iscrizione Camera di CommercioObbligatoriaNon richiesta
Contributi INPSGestione Artigiani (fissi + variabili)Gestione Separata (solo % su reddito)
Costo fisso previdenziale~4.200–4.521 €/anno anche con redditi bassiNessun minimo fisso
SCIA al ComuneRichiesta per locali aperti al pubblicoDi norma non richiesta
Coefficiente forfettario67%67%
Adatto a chi lavora in studio
Adatto a chi lavora su set/eventiParzialmente

FAQ {#faq}

È obbligatorio aprire la Partita IVA come truccatore per lavorare su un solo matrimonio?

No, se si tratta di un’attività del tutto sporadica e non abituale, è possibile emettere una ricevuta per prestazione occasionale. Tuttavia, se i servizi di trucco vengono offerti con regolarità — anche a pochi clienti — l’apertura della Partita IVA diventa obbligatoria.

Quale codice ATECO è più conveniente per un truccatore freelance che lavora su eventi e matrimoni?

Per chi lavora prevalentemente su matrimoni, eventi e fotografia, i codici 90.02.09 o 96.22.09 sono i più diffusi. La scelta tra qualifica professionale e artigianale incide soprattutto sul sistema contributivo: la Gestione Separata INPS non prevede contributi fissi minimi, risultando più leggera nei periodi di reddito basso.

Un truccatore in regime forfettario deve emettere fattura elettronica?

Sì. Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica tramite SDI si applica a tutti i titolari di Partita IVA, indipendentemente dal regime fiscale adottato e dal volume di fatturato.

Un truccatore in regime forfettario può lavorare anche come dipendente?

Sì, è possibile cumulare un rapporto di lavoro dipendente con la Partita IVA in regime forfettario. Occorre però verificare eventuali clausole di esclusiva nel contratto di lavoro dipendente e rispettare i limiti di reddito da lavoro dipendente (non superiore a 30.000 euro lordi annui) per mantenere l’accesso al regime forfettario.

Quali contributi versa un truccatore iscritto alla Gestione Separata INPS?

L’aliquota contributiva alla Gestione Separata INPS è pari al 33,72% del reddito imponibile. Per chi è in regime forfettario, il reddito imponibile è già ridotto dal coefficiente del 67%, il che abbassa in modo significativo la base contributiva rispetto al fatturato lordo.

Il truccatore può portare in deduzione i prodotti cosmetici acquistati?

In regime forfettario no: le spese analitiche non sono deducibili, perché il sistema già riconosce forfettariamente il 33% dei compensi come costo. In regime ordinario, i prodotti cosmetici professionali sono invece deducibili nella misura in cui sono inerenti all’attività e documentati da fattura.

Qual è l’aliquota IVA applicabile ai servizi di trucco?

I truccatori in regime forfettario emettono fatture senza IVA. In regime ordinario, i servizi di trucco artistico e beauty sono soggetti all’aliquota IVA ordinaria del 22%.

È necessaria una qualifica formale per aprire la Partita IVA come truccatore artistico?

No, per il trucco artistico (spettacolo, moda, eventi) non è richiesta una qualifica legalmente riconosciuta. La situazione è diversa per chi intende svolgere trattamenti estetici regolamentati dalla legge n. 1/1990, per i quali è necessaria la qualifica di estetista.

Cosa succede se un truccatore supera gli 85.000 euro di ricavi?

Se nel corso dell’anno solare i ricavi superano la soglia di 85.000 euro, il truccatore esce automaticamente dal regime forfettario a partire dall’anno successivo. Se il superamento è superiore a 100.000 euro, l’uscita avviene già dall’anno in corso con obbligo di applicazione dell’IVA sulle fatture emesse successivamente.

Come si calcola l’imposta sostitutiva per un truccatore in forfettario al 5%?

Il 5% si applica ai primi cinque anni di attività se il soggetto non ha esercitato attività d’impresa, arte o professione nei tre anni precedenti l’apertura, e se l’attività non è la prosecuzione di un’attività precedente. Il calcolo è: reddito imponibile (compensi × 67%) × 5%.

Conclusioni {#conclusioni}

Aprire la Partita IVA come truccatore è una scelta che offre piena autonomia professionale e, nella maggior parte dei casi, una fiscalità vantaggiosa grazie al regime forfettario. La chiave di partenza è la scelta del codice ATECO corretto, che determina il percorso previdenziale, gli adempimenti richiesti e, in parte, il carico fiscale complessivo.

Per chi inizia, la Partita IVA come truccatore in regime forfettario con aliquota al 5% per i primi cinque anni rappresenta una delle soluzioni fiscalmente più competitive nel panorama del lavoro autonomo italiano. Con ricavi nel range 20.000-50.000 euro, il carico fiscale e contributivo complessivo rimane sostenibile, consentendo di reinvestire nelle competenze e nell’attrezzatura professionale.

Alcuni punti da tenere sempre a mente:

  • Verifica con cura il codice ATECO più adatto al tuo profilo specifico, soprattutto dopo l’aggiornamento della classificazione ATECO 2025
  • Valuta il regime fiscale più adatto alla tua situazione, tenendo conto dei costi operativi reali
  • Non sottovalutare la gestione della fatturazione elettronica: è un obbligo di legge per tutti i titolari di Partita IVA
  • Monitora il tuo fatturato annuo per non superare inaspettatamente la soglia degli 85.000 euro

Per approfondire il tema dell’apertura della Partita IVA e degli adempimenti iniziali, consulta la guida su come aprire la Partita IVA in regime forfettario.

Per un quadro completo sulle tasse da pagare con diversi regimi, la guida su quante tasse paga una Partita IVA offre un’analisi dettagliata e aggiornata.


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