Partita IVA da Rider: Guida a Tasse, Codice ATECO e Come Aprirla

Partita IVA da Rider: Guida a Tasse, Codice ATECO e Come Aprirla

🔒  Questo articolo contiene link in affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito.

Se lavori nel food delivery o nelle consegne a domicilio e vuoi farlo in regola, la Partita IVA da Rider è il punto di partenza obbligatorio. Questa guida completa risponde a tutte le domande: quale codice ATECO scegliere, quanto si paga di tasse, come aprire la Partita IVA da Rider senza errori e quali tutele ti spettano per legge. Che tu stia valutando di iniziare o che tu voglia semplicemente capire la tua situazione fiscale attuale, qui trovi tutto ciò che serve — dati verificati su fonti ufficiali, esempi pratici e tabelle di calcolo immediate.

1. Che cos’è la Partita IVA da Rider e quando è obbligatoria

La Partita IVA da Rider è la forma giuridico-fiscale attraverso cui un lavoratore delle consegne — comunemente chiamato rider o fattorino — svolge la propria attività in modo autonomo e continuativo. Si tratta, nella sostanza, di aprire una posizione fiscale individuale presso l’Agenzia delle Entrate, così da poter emettere fatture alle piattaforme digitali (food delivery, corrieri, marketplace) o a clienti diretti.

Il rider con Partita IVA è un lavoratore autonomo a tutti gli effetti: fissa i propri orari, sceglie le commesse che preferisce, utilizza un mezzo di trasporto di sua proprietà e incassa i compensi al lordo, provvedendo poi in autonomia al versamento delle imposte e dei contributi previdenziali.

Quando scatta l’obbligo di aprire la Partita IVA

Non esiste un obbligo automatico di aprire la Partita IVA da Rider solo perché si effettuano consegne. L’obbligo scatta al superamento di determinate soglie o al manifestarsi di specifiche condizioni:

SituazioneRegime applicabileSoglia / Condizione
Consegne occasionali, redditi bassiPrestazione OccasionaleFino a €5.000 lordi/anno
Consegne continuative per piattaformePartita IVA da RiderOltre €5.000/anno o attività abituale
Collaborazione etero-organizzataCo.co.co. / SubordinazioneDipende dall’accordo con la piattaforma
Lavoro subordinatoContratto dipendenteAssunzione diretta

La soglia dei €5.000 annui è quella prevista per la prestazione occasionale: superata questa cifra, è necessario iscriversi alla Gestione Separata INPS e, se l’attività diventa continuativa e abituale, aprire la Partita IVA da Rider. Non è una scelta, ma un obbligo di legge.

2. Prestazione Occasionale vs Partita IVA: quando fare il salto

Prima di aprire la Partita IVA da Rider, molti iniziano con la prestazione occasionale. Questa formula è utile per chi vuole testare il lavoro di consegna senza impegnarsi subito in obblighi fiscali strutturati.

Con la prestazione occasionale:

  • Il compenso è soggetto a ritenuta d’acconto del 20%, trattenuta direttamente dalla piattaforma
  • Il limite annuale cumulativo è di €5.000 lordi
  • Superati €5.000, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS
  • Non è possibile fatturare a più clienti abitualmente

Con la Partita IVA da Rider in regime forfettario, invece:

  • Nessuna ritenuta d’acconto subita
  • Nessun limite al numero di clienti o piattaforme
  • Imposta sostitutiva del 5% nei primi 5 anni (poi 15%)
  • Possibilità di crescere il proprio volume d’affari fino a €85.000

Per chi lavora regolarmente come rider — anche solo nei weekend — la Partita IVA da Rider risulta quasi sempre più conveniente della prestazione occasionale a partire da €5.000–€7.000 di ricavi annui.

Per approfondire la differenza tra prestazione occasionale e partita IVA, consulta la guida su prestazione occasionale senza partita IVA.

Se vuoi evitare la burocrazia e aprire la tua partita IVA senza perdere tempo, servizi come flextax.it gestiscono tutta la procedura per te, a partire da 366€ IVA inclusa.

Gestisci la tua Partita IVA con flextax.it da 366€

3. Quale codice ATECO scegliere: 82.99.99 o 53.20.00

La scelta del codice ATECO è la decisione fiscale più importante per chi apre la Partita IVA da Rider. Esistono due codici comunemente utilizzati, con implicazioni pratiche e previdenziali molto diverse:

Codice ATECO 82.99.99 — “Altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.”

Questo è il codice più diffuso tra i rider che lavorano per piattaforme digitali di food delivery.

CaratteristicaDettaglio
Codice ATECO82.99.99
DescrizioneAltri servizi di supporto alle imprese n.c.a.
Coefficiente di redditività67%
Gestione previdenzialeGestione Separata INPS
Aliquota contributiva INPS26,23% del reddito imponibile
Minimale contributivoNessuno (proporzionale al reddito)
Iscrizione Camera di CommercioNon obbligatoria
Costo apertura P.IVAGratuita

Vantaggi: Nessun contributo fisso minimo, quindi se un anno guadagni poco, paghi poco. Ideale per chi ha redditi variabili o lavora per piattaforme digitali in modo non esclusivo.

Codice ATECO 53.20.00 — “Altre attività postali e di corriere senza obbligo di servizio universale”

Questo codice si adatta maggiormente a chi svolge attività di corriere in modo strutturato, con consegne di pacchi, corrispondenza o beni.

CaratteristicaDettaglio
Codice ATECO53.20.00
DescrizioneAltre attività postali e di corriere
Coefficiente di redditività67%
Gestione previdenzialeGestione Commercianti INPS
Contributo fisso annuo~€4.515 (per l’intero anno 2026)
Contributi eccedenti il minimaleAliquota 24,48% oltre €18.415 di reddito
Iscrizione Camera di CommercioRaccomandata (~€50/anno)
Costo apertura P.IVATramite ComUnica (~ €100–300)

Vantaggi: Adatto a chi vuole costruire un’attività di corriere più strutturata, con veicolo dedicato e clientela fidelizzata. Prevede copertura previdenziale anche negli anni con reddito basso.

Come scegliere tra i due codici

La scelta dipende principalmente da:

  • Come lavori: per piattaforme app → 82.99.99; come corriere tradizionale → 53.20.00
  • Quanto guadagni: redditi inferiori a ~€17.000/anno → 82.99.99 più conveniente
  • La struttura della tua attività: vuoi formalizzare un’impresa di consegne? → 53.20.00

Per approfondire la scelta del codice ATECO per la tua attività, leggi la guida al codice ATECO per la partita IVA.

4. Il Regime Forfettario per Rider: come funziona

Il regime forfettario è il sistema fiscale di gran lunga più vantaggioso per chi apre la Partita IVA da Rider. Introdotto dalla Legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), è un regime agevolato riservato alle persone fisiche che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo con ricavi contenuti.

Requisiti per accedere al regime forfettario

Per la Partita IVA da Rider in regime forfettario devono essere soddisfatti tutti i seguenti requisiti:

  • Ricavi o compensi annui non superiori a €85.000
  • Residenza fiscale in Italia oppure in un Paese UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia
  • Assenza di partecipazioni in snc, sas o associazioni professionali
  • Non aver fatturato oltre il 50% a un ex datore di lavoro degli ultimi due anni
  • Non possedere quote in srl che svolgono attività analoga

Come funziona il meccanismo fiscale

Il regime forfettario si basa su un sistema di calcolo semplificato:

Ricavi annui × Coefficiente di redditività (67%) = Reddito imponibile

Reddito imponibile × Imposta sostitutiva (5% o 15%) = Imposta dovuta

L’imposta sostitutiva è:

  • 5% per i primi 5 anni di attività (per i nuovi contribuenti)
  • 15% dal sesto anno in poi

Cosa non si fa nel regime forfettario

Obbligo ordinarioStato nel regime forfettario
Applicare IVA in fattura❌ Escluso
Dichiarazione IVA periodica❌ Non necessaria
Ritenuta d’acconto subita❌ Non applicata
Scritture contabili ordinarie❌ Non richieste
Studi di settore / ISA❌ Non applicabili
Fattura elettronica✅ Obbligatoria dal 2024 per tutti

Questo significa che le fatture del rider forfettario non contengono IVA: il documento fiscale riporta la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge 190/2014 – Regime forfettario”.

Per una guida completa al regime forfettario, consulta: aprire partita IVA regime forfettario — guida definitiva.

5. Tasse da pagare: calcolo con esempi pratici

Una delle domande più frequenti riguardo alla Partita IVA da Rider è: quanto si paga davvero? Di seguito trovi esempi concreti con calcoli realistici.

Esempio 1: Rider al 5% (primi 5 anni) — Ricavi €15.000/anno

VoceCalcoloImporto
Ricavi annui€15.000
Reddito imponibile€15.000 × 67%€10.050
Imposta sostitutiva (5%)€10.050 × 5%€502,50
Contributi INPS (Gestione Separata 26,23%)€10.050 × 26,23%€2.636,12
Totale costi fiscali/previdenziali~€3.138
Reddito netto effettivo~€11.862

Esempio 2: Rider al 15% (dal 6° anno) — Ricavi €25.000/anno

VoceCalcoloImporto
Ricavi annui€25.000
Reddito imponibile€25.000 × 67%€16.750
Imposta sostitutiva (15%)€16.750 × 15%€2.512,50
Contributi INPS (Gestione Separata 26,23%)€16.750 × 26,23%€4.394,53
Totale costi fiscali/previdenziali~€6.907
Reddito netto effettivo~€18.093

Esempio 3: Rider con ATECO 53.20.00 — Ricavi €20.000/anno (contributi fissi)

VoceCalcoloImporto
Ricavi annui€20.000
Reddito imponibile€20.000 × 67%€13.400
Imposta sostitutiva (5%)€13.400 × 5%€670
Contributi INPS fissi (Gestione Commercianti)Fisso annuo 2026€4.515
Totale costi fiscali/previdenziali~€5.185
Reddito netto effettivo~€14.815

Per approfondire il calcolo delle tasse e dei contributi INPS per la tua partita IVA, visita la guida al calcolo INPS partita IVA per freelance.

6. Contributi INPS: Gestione Separata o Gestione Commercianti?

La scelta previdenziale è strettamente legata al codice ATECO selezionato per la Partita IVA da Rider.

Gestisci la tua Partita IVA senza stress

Fatture, scadenze fiscali e dichiarazioni IVA in un unico pannello — con esperti fiscali dedicati sempre disponibili. Smetti di perdere tempo con la burocrazia e concentrati sul tuo lavoro.

Scopri Xolo →

✓  Usato da migliaia di freelance e professionisti in Italia

Gestione Separata INPS (codice 82.99.99)

La Gestione Separata è quella tipica dei lavoratori autonomi senza cassa previdenziale di categoria. Per la Partita IVA da Rider con codice 82.99.99:

  • Aliquota contributiva: 26,23% del reddito imponibile (lordo × 67%)
  • Per i pensionati o iscritti ad altra forma: 24%
  • Nessun minimale fisso: si pagano contributi in proporzione al reddito effettivo
  • Iscrizione da effettuare entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA

Come funziona il versamento: I contributi INPS con la Gestione Separata si versano in acconto e saldo con la dichiarazione dei redditi:

  • Acconto: due rate (luglio e novembre) pari all’80% dei contributi dell’anno precedente
  • Saldo: in sede di dichiarazione, a giugno/luglio dell’anno successivo

Gestione Artigiani e Commercianti INPS (codice 53.20.00)

Chi sceglie il codice 53.20.00 per la Partita IVA da Rider entra nella Gestione Commercianti:

  • Contributo fisso annuo 2026: circa €4.515,43 (versato in 4 rate trimestrali)
  • Contributi eccedenti il reddito minimale (€18.415): aliquota 24,48%
  • È dovuto il contributo anche se il reddito è inferiore al minimale

Calendario rate Gestione Commercianti:

RataScadenza indicativa
1ª rata16 maggio
2ª rata20 agosto
3ª rata16 novembre
4ª rata16 febbraio (anno successivo)

Confronto diretto tra i due regimi previdenziali

Scenario redditoGestione Separata (82.99.99)Gestione Commercianti (53.20.00)
€5.000/anno~€878~€4.515 (fisso)
€10.000/anno~€1.756~€4.515 (fisso)
€17.000/anno~€2.985~€4.515 (fisso)
€20.000/anno~€3.514~€4.879
€30.000/anno~€5.271~€7.327

Dalla tabella emerge chiaramente che con redditi annui fino a circa €17.000, la Gestione Separata è più conveniente. Oltre quella soglia, i due regimi tendono ad avvicinarsi.

7. Come aprire la Partita IVA da Rider step by step

Aprire la Partita IVA da Rider è gratuito, veloce e può essere fatto interamente online. Ecco la procedura ufficiale.

Passo 1 — Scegliere il codice ATECO

Prima ancora di compilare qualsiasi modulo, occorre decidere il codice ATECO (82.99.99 o 53.20.00) e il regime fiscale (quasi sempre forfettario).

Passo 2 — Compilare il Modello AA9/12

Il Modello AA9/12 è il modulo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per l’apertura della Partita IVA da parte di lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Il modello si compila inserendo:

  • Dati anagrafici del richiedente
  • Codice ATECO prescelto
  • Regime fiscale (regime forfettario)
  • Indirizzo dell’attività (di norma, la propria residenza)
  • Data di inizio attività

Passo 3 — Inviare il modello

Esistono tre modalità per inviare il Modello AA9/12:

ModalitàProceduraTempi
Online tramite portale AdEAccesso con SPID/CIE/CNS, compilazione guidataPoche ore
Via PECInvio a qualsiasi Direzione Provinciale AdE1–2 giorni lavorativi
Allo sportelloDi persona presso un ufficio dell’Agenzia delle EntrateImmediato
Tramite commercialistaIl professionista invia per conto del cliente1–3 giorni

Il modello deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di inizio attività.

Passo 4 — Iscriversi all’INPS

Entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA da Rider, è obbligatorio iscriversi alla gestione previdenziale INPS:

  • Gestione Separata (per 82.99.99): accedendo al portale INPS con SPID
  • Gestione Commercianti (per 53.20.00): tramite Comunicazione Unica con Camera di Commercio

Passo 5 — Attivare la fatturazione elettronica

Dal 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i forfettari. Il rider deve:

  • Scegliere un software di fatturazione elettronica (esistono soluzioni gratuite)
  • Configurare il proprio codice destinatario o PEC
  • Emettere fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate

Per sapere come gestire la tua partita IVA senza commercialista e a costo zero, leggi: aprire partita IVA senza commercialista — tutti i passi.

8. Fattura Elettronica per Rider: obblighi e procedure

Dal 1° gennaio 2024, anche i rider in regime forfettario sono obbligati alla fattura elettronica. Questo vale indipendentemente dal fatturato annuo.

Come emette fattura un rider in regime forfettario

La fattura del rider forfettario deve contenere:

  • Dati del mittente (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale e numero Partita IVA)
  • Dati del destinatario (piattaforma o committente)
  • Descrizione della prestazione
  • Importo del compenso
  • Dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54–89, Legge 190/2014 – Regime forfettario. Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 comma 67 della stessa legge”
  • Marca da bollo da €2,00 se l’importo supera €77,47 (in caso di assenza di IVA)

Nota: la rivalsa INPS del 4% è facoltativa nel regime forfettario. Se la si applica, va indicata esplicitamente nella fattura e comunicata al cliente prima dell’emissione.

9. Tutele legali: cosa prevede la normativa per i Rider

Il quadro normativo italiano per i rider è stato profondamente rinnovato negli ultimi anni. Chi detiene una Partita IVA da Rider non è privo di tutele: la legge riconosce diritti specifici anche per i lavoratori autonomi delle piattaforme digitali.

Legge 128/2019 — Il decreto rider

La Legge 2 novembre 2019, n. 128 (conversione del D.L. 101/2019) ha introdotto per la prima volta tutele differenziate per i ciclo-fattorini, modificando il D.Lgs. n. 81/2015. I punti chiave per chi possiede la Partita IVA da Rider:

  • Diritto a un contratto scritto: le condizioni contrattuali devono essere provate per iscritto
  • Compenso minimo: basato sui CCNL di settori affini
  • Indennità integrativa: non inferiore al 10% per lavoro notturno, festivo o in condizioni meteorologiche sfavorevoli
  • Copertura assicurativa obbligatoria: contro infortuni sul lavoro e malattie professionali
  • Divieto di discriminazione: il rifiuto di una consegna non può essere causa di esclusione dalla piattaforma

Sentenza della Cassazione n. 28772/2025

Con la sentenza depositata il 31 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha confermato un principio fondamentale: anche i rider con Partita IVA che svolgono collaborazioni etero-organizzate, continuative e personali hanno diritto all’applicazione della disciplina del lavoro subordinato. Questo orientamento protegge ulteriormente i rider dalla precarietà mascherata da autonomia formale.

D.L. 62/2026 — Il nuovo Decreto Lavoro

Il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62 (c.d. Decreto Lavoro 2026 o “Decreto 1° maggio”) ha introdotto ulteriori misure di tutela per i rider delle piattaforme digitali, modificando gli articoli 47-bis, 47-quater e 47-septies del D.Lgs. n. 81/2015:

  • Rafforzamento delle tutele per i rider autonomi (art. 15)
  • Estensione dei criteri di qualificazione del rapporto di lavoro su piattaforma: conta la sostanza, non la forma
  • Maggiore protezione in caso di gestione algoritmica della prestazione

Fonte ufficiale: Ministero del Lavoro — Tutela del lavoro tramite piattaforme digitali

10. Costi annuali effettivi: cosa paghi davvero

Una domanda cruciale per chi sta valutando la Partita IVA da Rider: qual è il costo totale effettivo ogni anno?

Costi fissi e variabili della Partita IVA da Rider

Voce di costoCodice 82.99.99Codice 53.20.00
Apertura P.IVAGratuita€100–300 (ComUnica)
Commercialista / servizi digitali€0–400/anno€200–500/anno
Iscrizione Camera di CommercioNon necessaria~€50/anno
Software fatturazione elettronica€0–200/anno€0–200/anno
Contributi INPS minimiProporzionali al reddito~€4.515/anno
Imposta sostitutiva5%/15% sul reddito imponibile5%/15% sul reddito imponibile
PEC (se richiesta)~€5–30/anno~€5–30/anno

Quando conviene aprire la Partita IVA da Rider

Ecco una regola pratica:

  • Sotto €5.000/anno di incassi: la prestazione occasionale è sufficiente
  • Tra €5.000 e €7.000/anno: zona grigia, valutare caso per caso
  • Oltre €7.000/anno: la Partita IVA da Rider con regime forfettario è quasi certamente più conveniente

Per calcolare esattamente quanto pagheresti di tasse, consulta la guida: tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.

FAQ: le domande più frequenti sulla Partita IVA da Rider

È obbligatorio aprire la Partita IVA da Rider per lavorare sulle piattaforme di food delivery?

Dipende dalla tipologia contrattuale proposta dalla piattaforma e dal volume di reddito generato. Alcune piattaforme richiedono esplicitamente la Partita IVA da Rider per attivare una collaborazione autonoma. In linea generale, se superi i €5.000 annui in modo continuativo, la Partita IVA da Rider diventa obbligatoria per non incorrere in violazioni fiscali e previdenziali.

Posso lavorare per più piattaforme contemporaneamente con la stessa Partita IVA da Rider?

Sì. Uno dei principali vantaggi della Partita IVA da Rider in regime forfettario è proprio la possibilità di fatturare a più committenti contemporaneamente — diverse piattaforme di food delivery, corrieri privati, aziende — emettendo una fattura separata per ciascun cliente. Non esistono limitazioni al numero di committenti, purché il fatturato totale resti entro il limite di €85.000 annui.

Qual è il codice ATECO migliore per aprire la Partita IVA da Rider per il food delivery?

Per chi lavora principalmente con app di food delivery (consegne di cibo a domicilio), il codice più indicato è il 82.99.99 — “Altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.”. Questo codice è preferibile perché prevede l’iscrizione alla Gestione Separata INPS senza contributo minimo fisso: si pagano contributi solo in proporzione al reddito effettivamente guadagnato, il che è molto vantaggioso per i redditi variabili tipici del rider.

Quanto si paga di tasse con la Partita IVA da Rider al regime forfettario?

Con la Partita IVA da Rider al regime forfettario, l’imposta sostitutiva è del 5% nei primi 5 anni e del 15% dal sesto anno in poi. Tuttavia, questa imposta non si calcola sull’intero fatturato, ma sul reddito imponibile forfettario, che è pari al 67% dei ricavi totali. A questa imposta vanno aggiunti i contributi INPS (circa 26,23% del reddito imponibile per la Gestione Separata).

Con la Partita IVA da Rider devo applicare l’IVA nelle fatture?

No. Il regime forfettario prevede l’esonero totale dall’IVA: il rider non addebita l’IVA ai propri clienti e non effettua dichiarazioni IVA periodiche. Le fatture emesse riportano una specifica dicitura che attesta l’adesione al regime forfettario. Questa è una delle caratteristiche più apprezzate della Partita IVA da Rider in regime forfettario.

Cosa succede se con la Partita IVA da Rider supero €85.000 di fatturato?

Se i ricavi superano €85.000 nel corso di un anno, il regime forfettario decade e si passa al regime ordinario a partire dall’anno successivo. In quel caso si inizia ad applicare l’IVA ordinaria e le tasse vengono calcolate con le aliquote IRPEF progressive. Superare €100.000 in un singolo anno, tuttavia, comporta la fuoriuscita immediata dal forfettario già durante l’anno in corso.

Posso aprire la Partita IVA da Rider se sono già dipendente?

Sì, è possibile essere contemporaneamente lavoratori dipendenti e titolari di Partita IVA da Rider. Occorre verificare però che il proprio contratto di lavoro non contenga clausole di esclusiva. Bisogna anche controllare che il fatturato alla propria azienda o a ex datori di lavoro non superi il 50% del totale dei compensi (requisito del regime forfettario). Puoi approfondire questo aspetto sulla guida lavoro dipendente e partita IVA.

Quali tutele assicurative ha un rider con Partita IVA?

La Legge 128/2019 prevede che la piattaforma garantisca una copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali anche ai rider autonomi con Partita IVA. Tuttavia, chi detiene la Partita IVA da Rider dovrebbe verificare che la propria polizza RC per il veicolo includa l’uso professionale per le consegne: spesso le polizze standard non coprono l’uso del mezzo a fini di lavoro.

Posso beneficiare della disoccupazione (NASpI) con la Partita IVA da Rider?

La NASpI è una prestazione riservata ai lavoratori subordinati. Il titolare di Partita IVA da Rider, in quanto lavoratore autonomo, non ha diritto alla NASpI ordinaria. La tutela previdenziale per i rider con Partita IVA e Gestione Separata INPS comprende però la DIS-COLL (indennità di disoccupazione per collaboratori) se si chiude l’attività e si hanno i requisiti contributivi previsti. Per chi ha anche un contratto da dipendente, la situazione varia a seconda della proporzione tra i due redditi.

Come si chiude la Partita IVA da Rider se decido di smettere?

La chiusura della Partita IVA da Rider avviene inviando il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, indicando la data di cessazione dell’attività. La procedura è gratuita e può essere effettuata online con SPID, via PEC o allo sportello. È importante ricordare di comunicare la cessazione anche all’INPS e di regolare eventuali posizioni contributive e fiscali aperte (acconti IRPEF, contributi). Per tutti i dettagli: come chiudere la partita IVA.

La Partita IVA da Rider è compatibile con le tutele della Legge 128/2019?

Sì. La Legge 128/2019 e il successivo D.L. 62/2026 garantiscono tutele minime — indennità integrativa per lavoro notturno/festivo/intemperie, contratto scritto, copertura assicurativa, divieto di discriminazione — anche ai rider che operano con Partita IVA e in modo autonomo. La sentenza della Cassazione n. 28772/2025 ha confermato che, in presenza di collaborazioni etero-organizzate, si applica la disciplina del lavoro subordinato anche formalmente ai titolari di Partita IVA da Rider.

Devo iscrivermi alla Camera di Commercio con la Partita IVA da Rider?

Dipende dal codice ATECO scelto. Con il codice 82.99.99, l’iscrizione alla Camera di Commercio non è obbligatoria. Con il codice 53.20.00, invece, è raccomandata (e spesso necessaria per iscriversi alla Gestione Commercianti INPS). Il costo è di circa €50 annui.

Conclusione

La Partita IVA da Rider è uno strumento fiscale potente e flessibile, che consente di lavorare nel mondo delle consegne in modo regolare, protetto e fiscalmente conveniente. Il regime forfettario, con la sua imposta sostitutiva al 5% nei primi cinque anni, rende la tassazione particolarmente leggera per chi inizia: su un fatturato di €20.000, si paga poco più di €600 di imposte (più i contributi INPS).

La scelta del codice ATECO — tra il 82.99.99 (Gestione Separata, più adatto ai rider di piattaforme digitali) e il 53.20.00 (Gestione Commercianti, per attività di corriere strutturate) — è la decisione chiave da prendere con attenzione, poiché condiziona l’importo dei contributi previdenziali per anni.

Sul fronte normativo, il quadro è in continua evoluzione: la Legge 128/2019, la sentenza della Cassazione del 2025 e il Decreto Lavoro 2026 hanno progressivamente rafforzato le tutele per i rider autonomi, riducendo il rischio di sfruttamento mascherato da indipendenza formale.

Se stai valutando di aprire la Partita IVA da Rider, il consiglio pratico è: fallo appena superi o prevedi di superare €5.000–€7.000 di ricavi annui, scegli il regime forfettario, iscriviti alla Gestione Separata INPS e attiva la fatturazione elettronica. La procedura è gratuita, si completa in pochi giorni e ti mette al riparo da sanzioni fiscali e previdenziali.


Basta perderti tra scadenze, F24 e fatture elettroniche

Ogni anno lo stesso stress: versamenti INPS, liquidazioni IVA, dichiarazioni fiscali. Xolo mette tutto in ordine per te — con una piattaforma chiara e un team di esperti fiscali dedicati che conosce la tua situazione. Tu pensi al lavoro, loro pensano alla burocrazia.

Prova Xolo oggi →

✓  Nessun costo nascosto  •  ✓  Supporto fiscale incluso  •  ✓  Disdici quando vuoi

Link alle fonti ufficiali


Articolo aggiornato con la normativa in vigore. Per informazioni personalizzate sulla tua situazione fiscale, consulta sempre un dottore commercialista iscritto all’albo.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *