Quante Tasse Si Pagano con la Partita IVA Forfettaria?

Quante Tasse Si Pagano con la Partita IVA Forfettaria?

🔒  Questo articolo contiene link in affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito.

In breve: Quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria dipende da tre variabili: il fatturato annuo, il coefficiente di redditività del proprio settore e la gestione previdenziale di appartenenza. L’imposta sostitutiva è pari al 15% (o 5% per i primi cinque anni), ma il carico fiscale complessivo include anche i contributi INPS. Questa guida spiega tutto nel dettaglio, con esempi pratici, tabelle e risposte alle domande più frequenti.

Cos’è il Regime Forfettario e Perché Conviene {#cosè-il-regime-forfettario}

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più diffuso tra i titolari di partita IVA in Italia. Introdotto dalla Legge n. 190/2014 e modificato nel tempo, rappresenta oggi la principale opzione per liberi professionisti, artigiani, commercianti e freelance che avviano o gestiscono un’attività autonoma con ricavi contenuti.

La sua logica è semplice: invece di calcolare le tasse detraendo i costi reali sostenuti — come avviene nel regime ordinario — il sistema applica una percentuale fissa (il coefficiente di redditività) ai ricavi incassati, ottenendo così un reddito imponibile forfettario. Su questo imponibile si applica poi un’unica imposta sostitutiva, eliminando IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.

Comprendere quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria è fondamentale prima di aprire una partita IVA o prima di valutare se il regime sia ancora conveniente al variare del proprio fatturato. Non si tratta di un calcolo complicato, ma è necessario conoscere le regole in modo preciso per non incorrere in errori costosi.

Requisiti di Accesso al Regime Forfettario {#requisiti-di-accesso}

Prima di calcolare quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria, è essenziale verificare di avere i requisiti per accedervi e mantenerlo nel tempo. Per il regime forfettario sono previste le seguenti condizioni obbligatorie, confermate anche per l’anno in corso:

Limiti di Fatturato

Il requisito principale è il limite di ricavi annui pari a 85.000 euro, indipendentemente dall’attività svolta e dal codice ATECO. Se si esercitano più attività con codici ATECO diversi, la soglia si calcola sommando tutti i ricavi.

Soglia di fatturatoConseguenza
Fino a 85.000 €Si rimane nel regime forfettario
Da 85.001 € a 100.000 €Si esce dal regime dall’anno successivo
Oltre 100.000 €Uscita immediata dal regime nel corso dell’anno

Requisiti Aggiuntivi

Oltre al limite di ricavi, per accedere e restare nel regime forfettario occorre soddisfare questi requisiti:

  • Redditi da lavoro dipendente: Non devono superare 35.000 euro nell’anno precedente (limite elevato temporaneamente da 30.000 € per gli anni 2025 e 2026, come previsto dalla normativa vigente). Il limite non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nell’anno precedente.
  • Spese per dipendenti e collaboratori: Non devono superare 20.000 euro lordi annui (co.co.co., lavoratori accessori, utili da partecipazione con apporto di solo lavoro).
  • Partecipazioni societarie: Non è possibile detenere partecipazioni di controllo in società a responsabilità limitata o per azioni che svolgono attività riconducibile a quella della propria partita IVA.
  • Soci di società di persone: Chi è socio di una società di persone non può contemporaneamente accedere al regime forfettario.
  • Regimi IVA speciali: Non possono accedere al forfettario i soggetti che già applicano regimi IVA speciali (es. regime del margine, regime per l’editoria, agricoltura speciale).
  • Cessioni prevalenti di immobili e terreni edificabili: Chi svolge in via esclusiva o prevalente queste attività è escluso.

📌 Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate – Regime forfetario

Per approfondire i limiti e requisiti del regime forfettario aggiornati, incluse le cause di esclusione, è utile verificare anche le eventuali circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate.

Se vuoi evitare la burocrazia e aprire la tua partita IVA senza perdere tempo, servizi come flextax.it gestiscono tutta la procedura per te, a partire da 366€ IVA inclusa.

Gestisci la tua Partita IVA con flextax.it da 366€

Quante Tasse Si Pagano: il Meccanismo di Calcolo {#quante-tasse-si-pagano-calcolo}

La domanda “quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria” ha una risposta strutturata in due grandi componenti:

  1. L’imposta sostitutiva (flat tax): sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP
  2. I contributi previdenziali INPS (o casse professionali)

Il calcolo segue una formula precisa che si articola in tre passaggi:

PASSO 1 – Reddito imponibile lordo

Fatturato annuo × Coefficiente di redditività = Reddito imponibile lordo

PASSO 2 – Reddito imponibile netto

Reddito imponibile lordo − Contributi previdenziali versati = Reddito imponibile netto

PASSO 3 – Imposta sostitutiva

Reddito imponibile netto × Aliquota (5% o 15%) = Imposta sostitutiva dovuta

Questa formula è la chiave per capire quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria. I contributi previdenziali si deducono dal reddito imponibile prima di calcolare l’imposta sostitutiva, riducendo così la base fiscale — un vantaggio spesso sottovalutato.

L’Imposta Sostitutiva: Flat Tax al 15% o al 5% {#imposta-sostitutiva}

L’imposta sostitutiva è il cuore del regime forfettario. Si tratta di un’aliquota unica — una vera flat tax — che sostituisce completamente:

  • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) con i suoi scaglioni progressivi
  • Addizionale regionale all’IRPEF
  • Addizionale comunale all’IRPEF
  • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)

Le due aliquote previste sono:

AliquotaQuando si applicaDurata
5%Nuove attività (nessuna attività analoga nei 3 anni precedenti; attività non mera prosecuzione di precedente attività)Primi 5 anni di attività
15%Regime ordinario (attività già avviata o dopo i primi 5 anni)A tempo indeterminato, fin quando si rispettano i requisiti

Attenzione alla Flat Tax al 5%

L’aliquota agevolata al 5% è disponibile solo se si rispettano tutte queste condizioni:

  • Non si è esercitata un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività
  • L’attività da esercitare non costituisce, in nessun modo, mera continuazione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo
  • Qualora si prosegua un’attività d’impresa precedentemente svolta da altro soggetto, i ricavi realizzati da quest’ultimo nel periodo d’imposta precedente non devono superare il limite di 85.000 euro

Il Coefficiente di Redditività per Codice ATECO {#coefficiente-di-redditivita}

Il coefficiente di redditività è la percentuale applicata al fatturato per determinare il reddito imponibile. Rappresenta, in sostanza, la quota dei ricavi considerata “utile netto” ai fini fiscali, al lordo dei contributi. La restante parte è riconosciuta forfettariamente come spesa, senza necessità di documentazione.

Questa è la tabella completa dei coefficienti di redditività, stabiliti dall’Allegato 4 della Legge 190/2014 e aggiornati per i settori ATECO vigenti:

Settore di attivitàCodici ATECO principaliCoefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande10, 1140%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45, 46.2-46.9, 47.1-47.7, 47.940%
Attività di alloggio e ristorazione55, 5640%
Commercio ambulante alimentari e bevande47.8140%
Commercio ambulante altri prodotti47.82, 47.8954%
Intermediari del commercio46.162%
Costruzioni e attività immobiliari41, 42, 43, 6886%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, finanza, assicurazione64-66, 69-75, 85-8878%
Altre attività economicheTutti gli altri codici67%

⚠️ Nota importante: Con l’aggiornamento della classificazione ATECO 2025 (allineata alla NACE rev. 2.1, in vigore dall’1 aprile 2025), sono stati introdotti nuovi codici per attività come influencer e content creator. Fino all’adozione delle nuove tabelle di coefficienti, restano validi i coefficienti basati sulla classificazione precedente.

Come leggere la tabella: Se sei un consulente informatico (coeff. 67%), su 50.000 € di fatturato il tuo reddito imponibile sarà 33.500 €. Se invece sei un avvocato (coeff. 78%), lo stesso fatturato produrrà un imponibile di 39.000 €. Il coefficiente più alto significa più tasse ma anche un’attività che il legislatore considera più “redditizia” strutturalmente.

I Contributi Previdenziali INPS nel Forfettario {#contributi-inps}

Rispondere alla domanda “quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria” senza includere i contributi previdenziali darebbe un’immagine incompleta e fuorviante. I contributi INPS rappresentano spesso la voce di costo più significativa per i titolari di partita IVA forfettaria.

Esistono tre scenari principali in base alla tipologia di attività:

1. Professionisti senza Cassa – Gestione Separata INPS

I liberi professionisti privi di una propria cassa previdenziale di categoria (consulenti, designer, social media manager, sviluppatori software, copywriter, personal trainer non inquadrati nella riforma sport, ecc.) devono iscriversi alla Gestione Separata INPS.

Per il 2026, l’aliquota contributiva totale è la seguente:

ComponenteAliquota
Contributo IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti)25,00%
Tutela maternità, ANF, degenza ospedaliera, malattia0,72%
Finanziamento ISCRO0,35%
Totale aliquota Gestione Separata26,07%

La base di calcolo è il reddito imponibile forfettario (fatturato × coefficiente). Un vantaggio importante: in Gestione Separata non esistono contributi minimi fissi. Se il fatturato è zero, i contributi sono zero.

2. Artigiani – Gestione INPS Artigiani e Commercianti

Gli artigiani versano contributi con un sistema misto: una quota fissa minima calcolata sul minimale di reddito (18.808 € per l’anno in corso), più una quota variabile sulla parte eccedente.

VoceImporto/Aliquota (2026)
Contributi fissi annui (minimale)~€ 4.521,36
Contributo mensile (a rate trimestrali)~€ 376,78/mese
Aliquota su reddito eccedente il minimale24%
Riduzione contributiva richiedibile35% (solo su richiesta esplicita)
Contributi fissi con riduzione 35%~€ 2.939

3. Commercianti – Gestione INPS Commercianti

Schema analogo a quello degli artigiani, con aliquota leggermente più alta:

VoceImporto/Aliquota (2026)
Contributi fissi annui (minimale)~€ 4.611,64
Contributo mensile~€ 384,31/mese
Aliquota su reddito eccedente il minimale24,48%
Riduzione contributiva richiedibile35% (solo su richiesta esplicita)
Contributi fissi con riduzione 35%~€ 2.998

📌 Fonte ufficiale INPS: Per le aliquote aggiornate e le modalità di iscrizione, consulta INPS – Artigiani e commercianti.

4. Professionisti iscritti a Casse Professionali

Avvocati (Cassa Forense), medici (ENPAM), ingegneri e architetti (INARCASSA), commercialisti (CNPADC) e altri professionisti iscritti ad Albi versano i contributi alle rispettive casse previdenziali private. Le aliquote, i minimali e le scadenze variano da cassa a cassa e non dipendono dall’INPS.

Per il calcolo completo dei contributi previdenziali, incluse le differenze tra gestione separata, artigiani e commercianti, consulta la nostra guida al calcolo INPS per partita IVA.

Esempi Pratici di Calcolo delle Tasse {#esempi-pratici}

Passiamo ora alla pratica: quanto si paga davvero? Di seguito tre esempi realistici che illustrano quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria in scenari differenti per attività e fatturato.

Esempio 1 – Consulente informatico, 30.000 € di fatturato, nuova attività (flat tax 5%)

  • Fatturato: 30.000 €
  • Coefficiente di redditività: 67%
  • Reddito imponibile lordo: 30.000 × 67% = 20.100 €
  • Contributi Gestione Separata (26,07%): 20.100 × 26,07% = 5.240 € (circa)
  • Reddito imponibile netto: 20.100 − 5.240 = 14.860 €
  • Imposta sostitutiva (5%): 14.860 × 5% = 743 €
  • Totale carico fiscale + previdenziale: 5.240 + 743 = 5.983 €
  • Netto annuo stimato: 30.000 − 5.983 = ~24.017 € (~2.001 €/mese)

Gestisci la tua Partita IVA senza stress

Fatture, scadenze fiscali e dichiarazioni IVA in un unico pannello — con esperti fiscali dedicati sempre disponibili. Smetti di perdere tempo con la burocrazia e concentrati sul tuo lavoro.

Scopri Xolo →

✓  Usato da migliaia di freelance e professionisti in Italia

Esempio 2 – Avvocato, 50.000 € di fatturato, regime ordinario (flat tax 15%)

  • Fatturato: 50.000 €
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Reddito imponibile lordo: 50.000 × 78% = 39.000 €
  • Contributi Cassa Forense (stima): ~8.000 € (variano in base all’anno e al minimale)
  • Reddito imponibile netto: 39.000 − 8.000 = 31.000 €
  • Imposta sostitutiva (15%): 31.000 × 15% = 4.650 €
  • Totale carico fiscale + previdenziale: 8.000 + 4.650 = 12.650 €
  • Netto annuo stimato: 50.000 − 12.650 = ~37.350 € (~3.113 €/mese)

Esempio 3 – Artigiano (falegname), 40.000 € di fatturato, regime ordinario (flat tax 15%)

  • Fatturato: 40.000 €
  • Coefficiente di redditività: 86%
  • Reddito imponibile lordo: 40.000 × 86% = 34.400 €
  • Contributi INPS Artigiani:
    • Contributi fissi (minimale 18.808 €): ~4.521 €
    • Eccedenza (34.400 − 18.808 = 15.592 €) × 24% = ~3.742 €
    • Totale contributi: ~8.263 €
  • Reddito imponibile netto: 34.400 − 8.263 = 26.137 €
  • Imposta sostitutiva (15%): 26.137 × 15% = 3.921 €
  • Totale carico fiscale + previdenziale: 8.263 + 3.921 = 12.184 €
  • Netto annuo stimato: 40.000 − 12.184 = ~27.816 € (~2.318 €/mese)

Tabella Riepilogativa: Carico Fiscale Totale {#tabella-riepilogativa}

Per avere un’idea chiara di quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria in base al fatturato, ecco una tabella riepilogativa per un professionista in Gestione Separata INPS con coefficiente di redditività al 78% e imposta sostitutiva al 15%:

Fatturato annuoImponibile (78%)Contributi GS (26,07%)Imponibile nettoImposta sost. (15%)Totale tasse + contributiNetto stimato
20.000 €15.600 €4.067 €11.533 €1.730 €5.797 €~14.203 €
30.000 €23.400 €6.100 €17.300 €2.595 €8.695 €~21.305 €
40.000 €31.200 €8.134 €23.066 €3.460 €11.594 €~28.406 €
50.000 €39.000 €10.167 €28.833 €4.325 €14.492 €~35.508 €
65.000 €50.700 €13.217 €37.483 €5.622 €18.839 €~46.161 €
85.000 €66.300 €17.284 €49.016 €7.352 €24.636 €~60.364 €

⚠️ I valori sono indicativi e calcolati su base annua, senza considerare acconti pregressi, crediti d’imposta o situazioni particolari. Per il calcolo preciso della propria situazione, consulta un commercialista o utilizza gli strumenti di calcolo dell’Agenzia delle Entrate.

Per un calcolo personalizzato e interattivo delle tasse nel regime forfettario, puoi utilizzare il nostro calcolatore tasse regime forfettario.

Quando e Come Si Pagano le Tasse: Scadenze e Modello F24 {#scadenze-fiscali}

Sapere quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria è solo il primo passo: bisogna anche conoscere quando versarle e come.

Scadenze per l’Imposta Sostitutiva

Il pagamento dell’imposta sostitutiva segue le stesse scadenze dell’IRPEF per i contribuenti ordinari, tramite modello F24:

ScadenzaCosa si paga
30 giugno (dell’anno successivo a quello d’imposta)Saldo anno precedente + Primo acconto anno in corso (40%)
30 novembreSecondo acconto anno in corso (60%)

In alcuni anni, su disposizione governativa, le scadenze possono essere prorogate. È sempre opportuno verificare il calendario fiscale aggiornato.

Codici Tributo F24 per il Forfettario

  • Imposta sostitutiva saldo: Codice tributo 1792
  • Primo acconto imposta sostitutiva: Codice tributo 1790
  • Secondo acconto imposta sostitutiva: Codice tributo 1791

Scadenze per i Contributi INPS

Gestione Separata:

  • 30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto anno in corso
  • 30 novembre: secondo acconto anno in corso

Artigiani e Commercianti – Contributi fissi (4 rate trimestrali):

ScadenzaPeriodo coperto
16 maggio 2026Gennaio – Febbraio – Marzo
20 agosto 2026Aprile – Maggio – Giugno
16 novembre 2026Luglio – Agosto – Settembre
16 febbraio 2027Ottobre – Novembre – Dicembre

Contributi eccedenti il minimale: stesse scadenze dell’imposta sostitutiva (30 giugno e 30 novembre).

Regime Forfettario vs Regime Ordinario: Confronto {#confronto-regimi}

Una delle domande più frequenti è: conviene davvero il forfettario? Per rispondere è necessario confrontare quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria rispetto al regime ordinario.

ElementoRegime ForfettarioRegime Ordinario
Imposta sul redditoFlat tax 5% o 15%IRPEF progressiva: 23%-43%
IRAPEsenteDovuta (di norma 3,9%)
Addizionali regionali e comunaliEsenteDovute (~1-2%)
IVA su fatture emesseNon si applicaSi applica (4%, 10%, 22%)
Detrazione IVA su acquistiNon possibilePossibile
Deduzione spese effettiveNon possibilePossibile
Deduzione contributi INPSSì, dal reddito imponibileSì, integralmente
Detrazioni IRPEF personaliNo (mutuo, sanitarie, ecc.)
Contabilità e adempimentiSemplificatiCompleti (registri IVA, ecc.)
Fatturazione elettronicaObbligatoria (dal 1° gen. 2024)Obbligatoria

Quando il forfettario conviene:

  • Fatturato contenuto (sotto 85.000 €)
  • Pochi costi deducibili reali
  • Clienti principalmente privati (che non possono detrarre l’IVA)
  • Attività avviata di recente (flat tax 5% per 5 anni)

Quando il forfettario potrebbe non convenire:

  • Molte spese reali con IVA detraibile (es. acquisto macchinari, affitti)
  • Clienti principalmente B2B che potrebbero preferire la detraibilità dell’IVA
  • Redditi alti vicini al limite o con prospettive di crescita
  • Carichi familiari importanti che generano detrazioni IRPEF significative

Vantaggi e Svantaggi del Regime Forfettario {#vantaggi-svantaggi}

✅ Vantaggi

  • Tassazione agevolata: L’aliquota unica del 15% (o 5%) è enormemente più bassa rispetto alle aliquote IRPEF ordinarie per redditi analoghi
  • Nessuna IVA in fattura: Le fatture emesse sono esenti da IVA, rendendo i propri prezzi più competitivi verso i consumatori finali
  • Contabilità semplificata: Niente registri IVA, liquidazioni periodiche, studi di settore o ISA
  • Nessuna IRAP: Un risparmio aggiuntivo, specie per chi avrebbe aliquote regionali elevate
  • Contributi deducibili: I contributi previdenziali versati riducono la base imponibile, abbassando ulteriormente le tasse
  • Esonero dalla dichiarazione IVA annuale e dai versamenti periodici IVA (salvo operazioni specifiche con l’estero o in reverse charge)
  • Calcolo prevedibile: Conoscendo il fatturato e il coefficiente, è possibile stimare in anticipo il carico fiscale

❌ Svantaggi

  • Nessuna deduzione delle spese reali: Chi sostiene costi elevati (attrezzature, affitti, software) non può scaricarli
  • No detrazione IVA sugli acquisti: L’IVA pagata sui beni e servizi acquistati è un costo definitivo
  • No detrazioni IRPEF personali: Spese mediche, interessi sul mutuo prima casa, ristrutturazioni e altre detrazioni sono inaccessibili (poiché non si versa IRPEF)
  • Limite di fatturato rigido: Superare 85.000 € comporta l’uscita dal regime; superare 100.000 € determina l’uscita immediata nel corso dell’anno, con applicazione immediata dell’IVA sulle operazioni successive
  • Impatto sui rapporti con clienti B2B: Alcuni committenti preferiscono fornitori che emettono fattura con IVA (per poterla detrarre)
  • Pensione futura: I contributi versati, anche se ridotti, incidono sulla futura prestazione pensionistica

Quante Tasse Si Pagano con la Partita IVA Forfettaria: Sintesi Visiva

Per rispondere in modo diretto alla domanda “quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria” ecco la sintesi del carico complessivo (imposta sostitutiva + contributi) in percentuale sul fatturato lordo, per i profili più comuni:

Profilo professionaleFatturato% carico totale sul fatturato
Consulente – GS INPS – flat tax 5%25.000 €~19-22%
Consulente – GS INPS – flat tax 15%40.000 €~28-32%
Commerciante – GS Commercianti – flat tax 15%50.000 €~35-42%
Artigiano – GS Artigiani – flat tax 15%40.000 €~30-37%
Professionista ordinistico – Cassa privata60.000 €~30-38%

Le percentuali variano in funzione della cassa previdenziale, dei contributi minimi, dell’eventuale riduzione del 35% richiesta dagli artigiani/commercianti e di altri fattori individuali.

Per una panoramica completa su quante tasse paga una partita IVA in tutti i regimi, incluso il confronto tra regime ordinario, semplificato e forfettario, è disponibile una guida dedicata.

Obblighi e Adempimenti del Forfettario nel 2026

Oltre alle tasse, capire quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria significa anche conoscere gli adempimenti a cui si è tenuti:

Fatturazione Elettronica Obbligatoria

Dal 1° gennaio 2024, tutti i titolari di partita IVA forfettaria — senza eccezioni di soglia di fatturato — sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI). Le fatture devono essere emesse in formato XML con i dati corretti, inclusa l’annotazione del regime fiscale agevolato (“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”).

Imposta di Bollo sulle Fatture

Le fatture emesse in regime forfettario non prevedono IVA, ma se l’importo supera i 77,47 euro, è dovuta l’imposta di bollo di 2 euro per ciascuna fattura. Il versamento avviene telematicamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate con cadenza trimestrale (se l’importo supera 5.000 € annui) o semestrale.

Dichiarazione dei Redditi – Modello Redditi PF

Il forfettario non presenta la dichiarazione IVA annuale, ma deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), compilando il quadro LM dedicato al regime forfettario. La scadenza ordinaria è il 30 novembre dell’anno successivo a quello d’imposta.

Conservazione dei Documenti

Pur non avendo l’obbligo di registrare le fatture in appositi registri contabili, il forfettario ha l’obbligo di conservare tutti i documenti fiscali (fatture emesse, ricevute di spesa, F24, ecc.) per 10 anni.

Apertura della Partita IVA in Regime Forfettario {#apertura-partita-iva}

Se stai valutando di avviarti come libero professionista o imprenditore individuale, la prima cosa da fare è aprire la partita IVA. Per i professionisti (senza obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio), la procedura è:

  1. Compilare il Modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate (anche online tramite il sito dell’Agenzia)
  2. Indicare il codice ATECO corretto per l’attività che si intende svolgere
  3. Comunicare l’adesione al regime forfettario
  4. Iscriversi alla gestione previdenziale competente (INPS Gestione Separata o cassa di categoria)

Per artigiani e commercianti i passi sono più articolati e prevedono anche l’iscrizione alla Camera di Commercio tramite la pratica ComUnica e la relativa iscrizione INPS.

Per tutti i dettagli su come aprire la partita IVA in regime forfettario, incluse le istruzioni operative aggiornate, consulta la nostra guida all’apertura della partita IVA in regime forfettario.

FAQ – Domande Frequenti {#faq}

1. Quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria se il fatturato è molto basso, ad esempio sotto i 10.000 euro annui?

Anche con un fatturato molto basso, quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria dipende dalla propria gestione previdenziale. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS (tipico dei professionisti senza cassa), non esistono contributi minimi fissi: paghi il 26,07% del reddito imponibile (fatturato × coefficiente). Con 10.000 € di fatturato e coefficiente 78%, il reddito imponibile è 7.800 €, i contributi circa 2.034 € e l’imposta sostitutiva (15%) circa 863 € (al netto dei contributi). Totale: circa 2.900 €.

Se sei invece artigiano o commerciante, attenzione: i contributi fissi INPS si pagano comunque (anche se non hai guadagnato), calcolati sul minimale di 18.808 €. Questo significa che per fatturati molto bassi, il carico previdenziale fisso può superare il reddito effettivo. In questo caso potrebbe valere la pena valutare la riduzione del 35% o persino riconsiderare il regime.

2. Quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria nei primi anni di attività con la flat tax al 5%?

Con la flat tax al 5%, il risparmio fiscale rispetto all’aliquota ordinaria del 15% è molto significativo. Ad esempio, un consulente con 30.000 € di fatturato, coefficiente 67% e Gestione Separata INPS paga:

  • Contributi GS: ~5.240 €
  • Reddito imponibile netto: ~14.860 €
  • Imposta sostitutiva al 5%: ~743 €
  • Imposta sostitutiva che avrebbe pagato al 15%: ~2.229 €
  • Risparmio grazie al 5%: ~1.486 € solo sull’imposta sostitutiva

I contributi INPS rimangono invariati a prescindere dall’aliquota applicata.

3. I contributi INPS si deducono dall’imponibile fiscale nel regime forfettario?

Sì, assolutamente. Nel regime forfettario i contributi previdenziali obbligatori versati sono l’unica deduzione ammessa dal reddito imponibile. Questo significa che prima di calcolare l’imposta sostitutiva, si sottrae l’importo dei contributi INPS (o della cassa professionale) versati nell’anno. È uno dei meccanismi che rende il regime più conveniente di quanto sembri a prima vista. L’eventuale eccedenza di contributi non deducibile dal reddito forfettario può essere dedotta dal reddito complessivo (ad esempio da un eventuale reddito da lavoro dipendente).

4. Cosa succede se supero il limite di 85.000 euro di fatturato?

Se nel corso dell’anno il fatturato supera 85.000 euro ma rimane sotto 100.000 euro, si esce dal regime forfettario dall’anno successivo. Nell’anno del superamento si rimane ancora nel forfettario. Se invece il fatturato supera i 100.000 euro, l’uscita è immediata dal momento del superamento: tutte le operazioni successive dovranno prevedere l’applicazione dell’IVA in fattura, e si dovrà adempiere a tutti gli obblighi del regime ordinario. È quindi fondamentale monitorare il proprio fatturato nel corso dell’anno, specialmente nei mesi autunnali.

5. Nel regime forfettario si paga l’IVA?

No. Questo è uno dei principali vantaggi del regime forfettario: le fatture emesse non prevedono IVA. Il titolare non addebita IVA ai propri clienti e, di conseguenza, non è tenuto a versarla allo Stato. La contropartita è che nemmeno l’IVA pagata sugli acquisti è detraibile. Tuttavia, esistono alcune eccezioni: per operazioni con fornitori esteri o soggette a reverse charge, anche il forfettario può trovarsi a dover versare IVA. In questi casi specifici è necessario prestare particolare attenzione agli adempimenti previsti.

6. È possibile cumulare la partita IVA forfettaria con un lavoro dipendente?

Sì, è possibile, ma con alcune limitazioni. Il titolare di partita IVA forfettaria che ha anche un contratto di lavoro dipendente deve rispettare il limite di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente (limite elevato per il 2025-2026 rispetto ai 30.000 € ordinari). Se il reddito da lavoro dipendente supera questa soglia, non si può accedere o rimanere nel forfettario. In più, se il datore di lavoro è lo stesso committente per cui si presta attività autonoma (o soggetto a lui riconducibile), potrebbero scattare ulteriori restrizioni.

7. Posso detrarre le spese sanitarie, il mutuo o le spese scolastiche se sono in regime forfettario?

No. Chi applica il regime forfettario paga l’imposta sostitutiva, che sostituisce l’IRPEF. Poiché le detrazioni IRPEF (spese sanitarie, interessi passivi sul mutuo prima casa, spese scolastiche, bonus ristrutturazioni, ecc.) si applicano esclusivamente all’IRPEF, il forfettario non può beneficiarne. È questa una delle limitazioni principali per chi ha carichi fiscali personali significativi e che può rendere il regime ordinario più conveniente in certi casi. L’unica deduzione ammessa resta quella dei contributi previdenziali obbligatori.

8. Quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria se si è anche pensionati?

Se si percepisce una pensione (inclusa nel reddito da lavoro assimilato) e si vuole aprire una partita IVA forfettaria, è necessario verificare che il reddito pensionistico non superi i 35.000 euro annui. In caso contrario, si è esclusi dal regime. Dal punto di vista contributivo, i pensionati iscritti alla Gestione Separata INPS versano contributi con aliquota ridotta al 24% (invece del 26,07%). Per gli artigiani e commercianti pensionati, invece, i contributi restano dovuti normalmente, a meno di specifici esoneri.

9. Cosa si intende per ISCRO e chi deve pagarla nel forfettario?

L’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è una forma di tutela previdenziale per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, introdotta in forma sperimentale e poi resa strutturale. Il contributo per il finanziamento dell’ISCRO è incluso nell’aliquota complessiva della Gestione Separata (0,35% su 26,07% totale). In cambio, i professionisti iscritti alla GS possono richiedere l’indennità in caso di forte calo del reddito, subordinatamente al rispetto di specifici requisiti (anni di iscrizione, riduzione del fatturato, ecc.).

10. Quando è opportuno uscire dal regime forfettario e passare al regime ordinario?

L’uscita dal forfettario può essere volontaria o obbligata. Diventa conveniente valutare il passaggio volontario al regime ordinario quando:

  • Si superano i 60.000-70.000 € di fatturato con alti costi deducibili reali
  • Si effettuano acquisti significativi con IVA (macchinari, auto, attrezzature)
  • Si lavora prevalentemente con clienti B2B che detraggono l’IVA
  • Si hanno importanti carichi di famiglia con detrazioni IRPEF significative
  • Si prevede di superare il limite di 85.000 € nei prossimi anni

Il passaggio dal forfettario al regime ordinario avviene di norma dall’anno successivo a quello in cui si verifica la causa di esclusione, presentando la comunicazione nella dichiarazione dei redditi.

11. Come funziona la riduzione del 35% sui contributi INPS per artigiani e commercianti?

Artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi previdenziali dovuti. La riduzione si applica sia alla quota fissa che ai contributi variabili sull’eccedenza. È fondamentale presentare apposita domanda all’INPS: la riduzione non è automatica. Il risparmio è considerevole (circa 1.600-1.800 euro annui sulla quota fissa), ma comporta una proporzionale riduzione dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici. È quindi una scelta che va ponderata anche in ottica previdenziale di lungo periodo.

12. Le ritenute d’acconto si applicano anche ai forfettari?

No. I titolari di partita IVA in regime forfettario sono esonerati dall’applicazione delle ritenute d’acconto sulle proprie parcelle o compensi. Devono però indicare nelle fatture la dicitura specifica che li esonera da tale obbligo (“non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”). Attenzione: se un cliente applica erroneamente la ritenuta, il forfettario può recuperarla in dichiarazione dei redditi come credito d’imposta.

Basta perderti tra scadenze, F24 e fatture elettroniche

Ogni anno lo stesso stress: versamenti INPS, liquidazioni IVA, dichiarazioni fiscali. Xolo mette tutto in ordine per te — con una piattaforma chiara e un team di esperti fiscali dedicati che conosce la tua situazione. Tu pensi al lavoro, loro pensano alla burocrazia.

Prova Xolo oggi →

✓  Nessun costo nascosto  •  ✓  Supporto fiscale incluso  •  ✓  Disdici quando vuoi

Conclusioni {#conclusioni}

Quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria? La risposta è: dipende, ma con le informazioni giuste si può calcolare in modo preciso e pianificare con anticipo.

Il regime forfettario offre una struttura fiscale chiara, semplificata e vantaggiosa per milioni di lavoratori autonomi italiani. L’imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi cinque anni) rappresenta un’aliquota estremamente competitiva rispetto all’IRPEF progressiva del regime ordinario. Il risparmio è reale e quantificabile.

Tuttavia, per rispondere davvero a quante tasse si pagano con la partita IVA forfettaria in modo completo, è imprescindibile sommare all’imposta sostitutiva i contributi previdenziali INPS, che variano sensibilmente in base alla propria gestione di appartenenza. I contributi rappresentano spesso la voce di costo più rilevante, specialmente per artigiani e commercianti soggetti ai minimali fissi.

I punti chiave da ricordare:

  • Limite di fatturato: 85.000 € (uscita dall’anno successivo) o 100.000 € (uscita immediata)
  • Flat tax: 5% per i primi 5 anni, 15% a regime
  • Coefficienti: dal 40% (commercio, ristorazione) all’86% (costruzioni)
  • Contributi GS INPS: 26,07% del reddito imponibile
  • Contributi Artigiani: ~4.521 € fissi + 24% sull’eccedenza
  • Contributi Commercianti: ~4.611 € fissi + 24,48% sull’eccedenza
  • Unica deduzione ammessa: i contributi previdenziali obbligatori

Prima di aprire una partita IVA o valutare il mantenimento del regime forfettario, è sempre consigliabile effettuare un’analisi personalizzata della propria situazione, possibilmente con il supporto di un professionista abilitato. La pianificazione fiscale anticipata è lo strumento più efficace per ridurre legalmente il proprio carico tributario e previdenziale.

Per approfondire ulteriormente il tema delle tasse con partita IVA, puoi consultare la nostra guida su tasse partita IVA: tutto su forfettario, INPS e ATECO.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e sono basate sulla normativa vigente al momento della pubblicazione. Per situazioni individuali specifiche, si raccomanda di consultare un commercialista o un consulente fiscale abilitato. Le aliquote INPS e le scadenze possono subire variazioni per effetto di circolari, leggi di bilancio o provvedimenti governativi successivi.


Fonti ufficiali di riferimento:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *