Farmacista Partita IVA Codice ATECO e ENPAF

Farmacista Partita IVA Codice ATECO e ENPAF

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Se sei un farmacista che vuole lavorare in autonomia, aprire una farmacista partita IVA è probabilmente il passo più importante — e più redditizio — della tua carriera. Questa guida risponde a ogni domanda: come aprirla, quale regime fiscale scegliere, quanto si paga di tasse e contributi, e quando conviene davvero. Tutto verificato su fonti ufficiali, aggiornato al 2026.

1. Chi è il farmacista libero professionista?

Il farmacista libero professionista è un professionista sanitario che esercita la propria attività in modo autonomo, al di fuori di un contratto di lavoro dipendente. A differenza del farmacista dipendente — regolato dal CCNL Farmacisti e soggetto a busta paga — il farmacista con partita IVA gestisce in proprio il proprio rapporto con il fisco, determina liberamente le proprie tariffe e può collaborare con più soggetti contemporaneamente: farmacie, parafarmacie, aziende farmaceutiche, enti pubblici e privati.

Questa figura professionale è cresciuta significativamente negli ultimi anni, complice la carenza di farmacisti nel settore e l’emergere del cosiddetto farmacista gettonista, che copre turni in farmacia su base oraria o giornaliera.

Requisiti obbligatori per operare come farmacista partita IVA:

  • Laurea magistrale in Farmacia o in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche (CTF)
  • Superamento dell’Esame di Stato (abilitazione professionale)
  • Iscrizione all’Albo dei Farmacisti presso l’Ordine provinciale competente
  • Iscrizione all’ENPAF (automatica con l’iscrizione all’Albo)
  • Apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate

Nota bene: Non è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio. Il farmacista che apre partita IVA è un libero professionista, non un imprenditore individuale.

Per calcolare rapidamente l’imposta, puoi utilizzare il nostro strumento di calcolo IVA.

2. Quando conviene aprire la Partita IVA da farmacista? 

La farmacista partita IVA diventa necessaria — o fortemente consigliata — nelle seguenti situazioni:

  • Hai entrate da lavoro autonomo superiori a 5.000 euro annui (oltre questa soglia, la prestazione occasionale non è sufficiente)
  • Vuoi lavorare come farmacista gettonista in modo continuativo
  • Intendi collaborare con più farmacie o parafarmacie simultaneamente
  • Vuoi accedere alla tassazione agevolata del regime forfettario (5% i primi 5 anni)
  • Hai intenzione di erogare servizi professionali a aziende farmaceutiche, enti o privati
  • Vuoi costruire una posizione previdenziale solida all’ENPAF fin dall’inizio

Molti farmacisti scelgono di aprire la partita IVA immediatamente dopo l’abilitazione, proprio per sfruttare l’aliquota ridotta al 5% nei primi cinque anni — un vantaggio fiscale non indifferente.

3. Come aprire la Partita IVA da farmacista: passo per passo 

Aprire una farmacista partita IVA è un procedimento gratuito e relativamente semplice. Ecco i passaggi:

Step 1 — Scegli il regime fiscale

Prima di tutto, decidi se aderire al regime forfettario (la scelta più comune per chi inizia) o al regime ordinario. Il regime forfettario è accessibile se il fatturato annuo non supera 85.000 euro e se rispetti gli altri requisiti di legge.

Step 2 — Compila il Modello AA9/12

Il modulo ufficiale per l’apertura della partita IVA è il Modello AA9/12, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Puoi presentarlo:

  • Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE
  • Di persona presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate

Nel modello dovrai indicare: dati anagrafici, codice fiscale, codice ATECO dell’attività, regime fiscale scelto.

Step 3 — Iscriviti all’ENPAF

L’iscrizione all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti (ENPAF) è automatica al momento dell’iscrizione all’Albo, ma è necessario verificare la propria posizione contributiva e comunicare la propria condizione lavorativa.

Step 4 — Attiva la PEC e la firma digitale

Obbligatoria per la comunicazione con enti pubblici e per la trasmissione di fatture elettroniche, la Posta Elettronica Certificata (PEC) è un requisito pratico indispensabile. L’ENPAF, ad esempio, utilizza la PEC per notificare gli avvisi di pagamento contributivo.

Step 5 — Iscriviti al Sistema TS (Tessera Sanitaria)

Se il farmacista partita IVA eroga prestazioni sanitarie soggette all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), è necessario accreditarsi al portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze per la trasmissione telematica dei dati.

4. Il codice ATECO corretto per il farmacista libero professionista {#ateco}

Il codice ATECO è il codice numerico che identifica la tua attività economica agli occhi del fisco. Scegliere il codice sbagliato può causare problemi fiscali, previdenziali e nella gestione della partita IVA.

A partire dal 1° aprile 2025, è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025. I codici ufficialmente riconosciuti per il farmacista partita IVA che opera come libero professionista sono aggiornati di conseguenza.

Codici ATECO aggiornati al 2025 (fonte: ENPAF)

Codice ATECODescrizioneAdatto per
86.99.09Altre attività varie per la salute umana n.c.a.Prestazioni sanitarie autonome, consulenza farmaceutica
74.99.99Altre attività professionali, scientifiche e tecniche n.c.a.Consulenza, formazione, informazione medico-scientifica

Il vecchio codice 86.90.29 è confluito nel codice 86.99.09 con la riclassificazione ATECO 2025. Il vecchio 74.90.93 è confluito nel 74.99.99.

Codice da evitare: il codice 47.73.10 (Farmacie — commercio al dettaglio di medicinali) è riservato alle attività commerciali di farmacia e non è compatibile con l’inquadramento da libero professionista.

Il coefficiente di redditività applicato ai codici sopra indicati è del 78%: significa che solo il 78% del fatturato viene considerato reddito imponibile. Il restante 22% è considerato forfettariamente come spese deducibili.

5. Regime forfettario vs regime ordinario: quale scegliere?

La scelta del regime fiscale è fondamentale per una farmacista partita IVA. Vediamo il confronto.

Regime forfettario

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge n. 190/2014, ed è attualmente l’unico regime agevolato disponibile in Italia per le partite IVA individuali.

Requisiti di accesso:

  • Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euro (se si supera questa soglia, si esce dal regime l’anno successivo; se si superano i 100.000 euro, si esce immediatamente)
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro nell’anno precedente
  • Non detenere partecipazioni in società di persone o S.r.l. con attività connessa
  • Spese per personale non superiori a 20.000 euro annui

Vantaggi principali:

  • Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni, poi 15% (in luogo di IRPEF, addizionali all’IRPEF, IRAP)
  • Esenzione dall’IVA (non si addebita né si versa l’IVA)
  • Nessuna ritenuta d’acconto applicabile sui compensi
  • Esonero dalla tenuta delle scritture contabili
  • Contabilità semplificata
  • Esonero dagli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

Svantaggi:

  • Non si possono dedurre le spese effettive (solo il forfait del 22%)
  • Non si può detrarre l’IVA sugli acquisti
  • Non si possono avere dipendenti per spese superiori a 20.000 euro

Regime ordinario

Il regime ordinario (o semplificato) si applica automaticamente quando si supera la soglia degli 85.000 euro. Con questo regime:

  • Si paga l’IRPEF con aliquote progressive (dal 23% al 43%)
  • Si pagano le addizionali all’IRPEF regionali e comunali
  • Si applica e si versa l’IVA
  • Si deduce il 100% delle spese effettive documentate
  • Si applicano le ritenute d’acconto

Tabella di confronto

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Limite fatturato85.000 €/annoNessun limite
Aliquota5% (primi 5 anni) / 15%IRPEF 23%–43% + addizionali
Base imponibile78% del fatturatoRicavi meno spese reali
IVANon applicataApplicata e versata
ContabilitàSemplificataOrdinaria o semplificata
Ritenuta d’accontoNon applicataApplicata (20%)
Deduzione speseForfettaria (22%)Effettiva (100%)

6. Tasse: come si calcola l’imposta sostitutiva per il farmacista partita IVA

Nel regime forfettario, il calcolo dell’imposta sostitutiva è lineare e prevedibile.

Formula:

Fatturato annuo × 78% (coefficiente di redditività) = Reddito imponibile

Reddito imponibile × 5% o 15% = Imposta sostitutiva dovuta

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Esempio pratico — primo anno di attività (aliquota 5%)

VoceImporto
Fatturato annuo50.000 €
Coefficiente di redditività78%
Reddito imponibile39.000 €
Imposta sostitutiva (5%)1.950 €
Contributi ENPAF 2026 (previdenza + assistenza + maternità)5.430 €
Totale imposte e contributi7.380 €
Netto stimato annuo~42.620 €

Esempio pratico — dopo il 5° anno (aliquota 15%)

VoceImporto
Fatturato annuo50.000 €
Reddito imponibile (78%)39.000 €
Imposta sostitutiva (15%)5.850 €
Contributi ENPAF 20265.430 €
Totale imposte e contributi11.280 €
Netto stimato annuo~38.720 €

Importante: i contributi ENPAF versati sono integralmente deducibili dal reddito imponibile (ai fini IRPEF) nell’anno di versamento. Nel regime forfettario questo beneficio non si applica direttamente sull’imposta sostitutiva, ma i contributi previdenziali dell’anno precedente possono essere dedotti dal reddito imponibile forfettario.

L’aliquota ridotta al 5%: quando spetta?

Per applicare l’aliquota ridotta al 5% nei primi 5 anni, il farmacista partita IVA deve:

  • Non aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa (anche come dipendente nel settore farmaceutico)
  • Non riprendere attività precedentemente svolta

Se hai lavorato come farmacista dipendente prima di aprire la partita IVA, potresti non avere diritto all’aliquota al 5%. Verificalo sempre con un commercialista.

7. Contributi ENPAF: importi, scadenze e modalità di pagamento

L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti (ENPAF) è la cassa previdenziale obbligatoria per tutti gli iscritti agli Albi professionali dei Farmacisti. L’iscrizione è automatica con quella all’Albo, e il pagamento dei contributi è obbligatorio indipendentemente dal volume d’affari o dal reddito.

Sito ufficiale: www.enpaf.it

Importi contributivi ENPAF

Tipologia contributoImporto 2026
Contributo previdenziale intero5.388 €
Contributo di assistenza31 €
Contributo di maternità11 €
Totale obbligatorio5.430 €
Quota associativa una tantum (solo nuovi iscritti)52 €
Contribuzione volontaria doppia10.818 €
Contribuzione volontaria tripla16.206 €

Scadenze 2026

RataScadenza
1ª rata31 marzo 2026
2ª rata30 aprile 2026
3ª rata30 settembre 2026
Unica soluzione31 marzo 2026

Per chi sceglie la contribuzione volontaria doppia o tripla, è possibile richiedere la rateizzazione in sei rate mensili a partire dal 31 marzo 2026.

Riduzioni contributive ENPAF

CategoriaRiduzione applicabile
Farmacista dipendente (unica attività)Fino all’85%
Farmacista non esercente la professioneFino al 50%
Pensionato ENPAF in attivitàFino al 33,33% o 50%
Farmacista con partita IVANessuna riduzione
Disoccupati involontari (max 5 anni, post 2004)Contributo di solidarietà 1%

Attenzione: chi esercita attività professionale con partita IVA non ha diritto ad alcuna riduzione del contributo ENPAF. Il versamento a quota intera è obbligatorio per il farmacista partita IVA.

Come si paga?

Tutti i pagamenti ENPAF avvengono tramite piattaforma PagoPA. Gli avvisi di pagamento sono notificati via PEC (Posta Elettronica Certificata) agli iscritti che ne siano dotati. Chi utilizza l’App IO può ricevere gli avvisi direttamente sullo smartphone.

8. Fatturazione e adempimenti fiscali del farmacista partita IVA

Fattura elettronica

Anche le farmaciste partita IVA in regime forfettario sono tenute a emettere fattura elettronica per le operazioni effettuate con soggetti titolari di partita IVA (clienti B2B). Per le prestazioni verso privati (clienti privati) che non superano determinate soglie, è possibile emettere fattura cartacea o semplificata.

Le fatture vanno emesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Sito ufficiale per la fatturazione elettronica: www.fatturapa.gov.it

Dichiarazione dei redditi

Nel regime forfettario, il farmacista partita IVA presenta il Modello Redditi PF (ex Unico), compilando il quadro LM dedicato ai contribuenti forfettari. Non è necessaria la dichiarazione IVA.

Versamento dell’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva si versa in due tranche:

  • Acconto (novembre): due rate, a giugno e novembre, oppure in unica soluzione
  • Saldo: entro il 30 giugno dell’anno successivo (con eventuale proroga)

Ritenuta d’acconto

Nel regime forfettario, il farmacista partita IVA non è soggetto a ritenuta d’acconto. Sulle fatture emesse va indicata la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge 190/2014 — non soggetta a ritenuta d’acconto”.

9. Guadagni reali: farmacista partita IVA vs lavoro dipendente

Uno degli aspetti più ricercati dai farmacisti è capire quanto si guadagna davvero con la partita IVA rispetto al contratto dipendente. I numeri parlano chiaro.

Stipendi farmacisti dipendenti (CCNL, 2026)

LivelloRetribuzione lorda mensileNetto stimato mensile
1° livello (neolaureato)~2.100 €~1.380–1.600 €
Farmacista con esperienza~2.400 €~1.600–1.800 €
Direttore di farmacia~3.000 €~2.000–2.300 €

Gli scatti di anzianità CCNL prevedono circa +18 euro netti mensili ogni 2 anni: una progressione molto lenta.

Farmacista gettonista con partita IVA (regime forfettario)

Fatturato annuoTasse + ENPAF (regime forfettario, 5°+ anno)Netto stimato annuoNetto mensile
30.000 €~7.900 €~22.100 €~1.840 €
50.000 €~11.280 €~38.720 €~3.227 €
70.000 €~15.000 €~55.000 €~4.583 €
85.000 € (limite)~18.100 €~66.900 €~5.575 €

Stime indicative. Il netto effettivo dipende dalla deducibilità dei contributi ENPAF e da eventuali altre deduzioni.

La differenza è evidente: un farmacista gettonista che fattura 50.000 euro annui porta a casa circa il doppio rispetto a un dipendente con lo stesso reddito lordo equivalente.

10. Opportunità professionali per il farmacista a partita IVA

Avere una farmacista partita IVA apre le porte a un ampio ventaglio di opportunità professionali, spesso poco esplorate:

In farmacia e parafarmacia:

  • Turni come farmacista collaboratore o gettonista
  • Servizi di galenica magistrale
  • Consulenza alla clientela su farmaci, integratori e dispositivi medici

Nel settore industriale e commerciale:

  • Informazione medico-scientifica (IMS / product specialist)
  • Consulenza regolatoria per aziende farmaceutiche
  • Attività di sales representative nel settore farmaceutico

Nel digitale e nella formazione:

  • Gestione di canali social e contenuti informativi in ambito salute
  • Attività come social media manager specializzato in salute e farmaci
  • Corsi di formazione per operatori sanitari o per il pubblico
  • Consulenze a distanza su piattaforme digitali

In ambito ospedaliero e istituzionale:

  • Collaborazioni con strutture ospedaliere (farmacisti ospedalieri in libera professione, con specifiche limitazioni normative)
  • Consulenze per enti pubblici e privati

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Domande Frequenti

Quanto costa aprire una partita IVA da farmacista?

L’apertura della partita IVA è gratuita. I costi accessori includono l’attivazione della PEC (generalmente 5–30 euro/anno), l’eventuale assistenza di un commercialista (variabile, in media 500–1.500 euro/anno per la gestione) e la quota associativa una tantum ENPAF di 52 euro per i nuovi iscritti.

Un farmacista dipendente può aprire anche la partita IVA?

Sì, è possibile, ma con limitazioni importanti. Per accedere al regime forfettario, il reddito da lavoro dipendente o assimilato nell’anno precedente non deve superare 35.000 euro. Inoltre, se si superano i 35.000 euro, si può comunque aprire la partita IVA ma si accederà al regime ordinario. È sempre consigliabile verificare l’assenza di clausole di esclusività nel contratto di lavoro.

Un farmacista con partita IVA può detrarre le spese?

Nel regime forfettario, non è possibile dedurre le spese effettive (attrezzatura, formazione, ecc.), ad eccezione dei contributi previdenziali dell’anno precedente. Il 22% del fatturato è considerato forfettariamente come quota spese. Nel regime ordinario, invece, si possono dedurre tutte le spese inerenti l’attività professionale documentate.

Il farmacista con partita IVA deve iscriversi all’INPS?

Di norma, il farmacista libero professionista iscritto all’Albo si iscrive esclusivamente all’ENPAF, che è la sua cassa previdenziale obbligatoria. L’iscrizione alla Gestione Separata INPS può rendersi necessaria in caso di collaborazioni occasionali con enti pubblici o privati che non rientrano nell’attività professionale tipica, oppure in specifiche circostanze previste dalla legge. È opportuno verificare caso per caso con un consulente.

Quali sono i codici ATECO aggiornati per un farmacista con partita IVA nel 2025-2026?

Con la nuova classificazione ATECO 2025 in vigore dal 1° aprile 2025, i codici di riferimento sono: 86.99.09 (Altre attività varie per la salute umana n.c.a.) per le prestazioni sanitarie professionali, e 74.99.99 (Altre attività professionali, scientifiche e tecniche n.c.a.) per attività di consulenza e informazione. Fonte: ENPAF — Attività Professionale.

Quanto paga di contributi ENPAF un farmacista con partita IVA nel 2026?

Il contributo totale obbligatorio per il 2026 è di 5.430 euro (5.388 € di previdenza + 31 € di assistenza + 11 € di maternità). Non è possibile richiedere riduzioni. Il pagamento avviene tramite PagoPA in tre rate: 31 marzo, 30 aprile e 30 settembre. Fonte: www.enpaf.it.

Il farmacista con partita IVA è esente dall’IVA?

Sì, nel regime forfettario il farmacista partita IVA non addebita l’IVA nelle proprie fatture e non è tenuto a versarla. Le fatture devono riportare la dicitura che indica l’operazione come effettuata in regime forfettario (art. 1, c. 54-89, Legge 190/2014).

Un farmacista partita IVA deve emettere la fattura elettronica?

Sì, l’obbligo di fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI) si applica anche ai forfettari nelle operazioni verso altri soggetti con partita IVA. Il portale di riferimento è www.fatturapa.gov.it dell’Agenzia delle Entrate.

Quali riduzioni ENPAF può richiedere un farmacista con partita IVA?

Nessuna. I farmacisti che esercitano la professione in regime di lavoro autonomo con partita IVA non hanno diritto ad alcuna riduzione del contributo ENPAF. Il versamento a quota intera (5.430 euro nel 2026) è obbligatorio.

Come si calcola il coefficiente di redditività per un farmacista in regime forfettario?

Il coefficiente di redditività per i farmacisti liberi professionisti è del 78%. Questo significa che il reddito imponibile su cui si applica l’imposta sostitutiva è pari al 78% del fatturato totale. Il restante 22% è considerato forfettariamente come spese.

Qual è il limite di fatturato per la partita IVA in regime forfettario nel 2026?

Il limite è di 85.000 euro annui di ricavi o compensi. Chi supera questa soglia esce dal regime forfettario l’anno successivo. Chi supera i 100.000 euro nell’anno in corso deve uscire immediatamente dal regime e applicare l’IVA.

È possibile lavorare come farmacista con partita IVA in una parafarmacia?

Sì. Il farmacista con partita IVA può collaborare sia con farmacie che con parafarmacie, emettendo fattura per i propri compensi. Le parafarmacie sono soggetti abilitati alla vendita di farmaci da banco (OTC) e prodotti parafarmaceutici, e possono avvalersi di farmacisti collaboratori in regime libero professionale.

Conclusione

Aprire una farmacista partita IVA è oggi una delle scelte più intelligenti che un professionista del settore possa fare. La combinazione tra la tassazione agevolata del regime forfettario (5% i primi 5 anni, 15% poi), la crescente richiesta di farmacisti liberi professionisti e la flessibilità lavorativa che ne deriva rende questa formula professionale molto competitiva rispetto al tradizionale contratto da dipendente.

I numeri lo confermano: un farmacista gettonista con 15 turni mensili può raggiungere un netto tra i 3.000 e i 4.500 euro al mese — il doppio o il triplo di quanto garantisce un contratto CCNL per farmacisti collaboratori.

Aspetti chiave da ricordare:

  • L’apertura della partita IVA si fa gratuitamente tramite il Modello AA9/12 sul portale dell’Agenzia delle Entrate
  • Il codice ATECO corretto (aggiornato ATECO 2025) è 86.99.09 o 74.99.99 a seconda dell’attività
  • Il coefficiente di redditività è del 78%: si tassa solo il 78% del fatturato
  • I contributi ENPAF 2026 ammontano a 5.430 euro fissi, senza possibilità di riduzione per chi ha partita IVA
  • Tutti i pagamenti ENPAF avvengono via PagoPA
  • La fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari verso clienti con partita IVA

Prima di procedere, consulta sempre un commercialista specializzato per personalizzare le scelte fiscali alla tua situazione specifica.

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Link ufficiali utili

I dati fiscali e contributivi possono essere soggetti a variazioni annuali. Verifica sempre le informazioni sulle fonti ufficiali indicate.

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