Autofattura TD20: Guida Rapida e Pratica
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Introduzione all’Autofattura TD20
L’autofattura TD20 rappresenta uno strumento fondamentale nel sistema di fatturazione elettronica italiano, utilizzato per la regolarizzazione e l’integrazione delle fatture nei casi previsti dalla normativa vigente. Il codice TD20, nell’ambito del tipo documento della fattura elettronica, è disciplinato dall’articolo 6, commi 8 e 9-bis del D.Lgs. n. 471/1997 e dall’articolo 46, comma 5 del D.L. n. 331/1993. Questo strumento permette ai cessionari e committenti di sanare situazioni di irregolarità fiscale quando il cedente o prestatore non ha emesso la fattura nei termini previsti o l’ha emessa in modo irregolare.
Con l’entrata in vigore delle specifiche tecniche versione 1.9 dal 1° aprile, il ruolo del codice TD20 è stato ulteriormente precisato, limitandone l’utilizzo a specifiche casistiche di reverse charge e operazioni con fornitori UE. La comprensione corretta dell’autofattura TD20 è essenziale per garantire la compliance fiscale e evitare sanzioni amministrative previste dal regime sanzionatorio vigente.
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Cos’è il Codice TD20 e Quando si Utilizza
Definizione del Tipo Documento TD20
Il tipo documento TD20 è definito come “Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture” e viene utilizzato dal cessionario o committente per regolarizzare operazioni per le quali:
- Il cedente/prestatore non ha emesso fattura nei termini previsti
- È stata ricevuta una fattura irregolare con importi non corretti
- Si verificano specifiche situazioni di reverse charge
- Sono coinvolte operazioni con fornitori dell’Unione Europea
Casistiche di Utilizzo del TD20
L’autofattura TD20 trova applicazione in due principali scenari normativi:
- Operazioni in Reverse Charge (Art. 6, comma 9-bis, D.Lgs. 471/1997) Quando un’operazione è soggetta a inversione contabile e il cedente/prestatore non ha emesso fattura o l’ha emessa in modo irregolare, il cessionario/committente deve:
- Emettere un documento TD20 indicando l’imponibile
- Specificare il sottocodice della Natura N6 relativo al tipo di operazione
- Trasmettere successivamente un documento TD16 con l’indicazione dell’imposta
- Acquisti Intracomunitari e da Fornitori UE (Art. 46, comma 5, D.L. 331/1993) Nelle seguenti situazioni:
- Acquisti intracomunitari di cui all’articolo 38, commi 2 e 3, lettere b) e c)
- Prestazioni di servizi rese da prestatore UE rilevanti in Italia
- Acquisto di beni già presenti in Italia da cedente UE Quando il cessionario non riceve la fattura entro il secondo mese successivo all’operazione o riceve una fattura con importo inferiore al reale, deve emettere:
- Un documento TD20 con codice Natura N2.1 (per servizi o beni UE già presenti in Italia) o N3.2 (per acquisti intracomunitari)
- Successivamente un documento TD17, TD18 o TD19 per l’assolvimento dell’imposta
Novità delle Specifiche Tecniche 1.9 per il TD20
Modifiche Introdotte dal 1° Aprile
Con la pubblicazione delle specifiche tecniche versione 1.9 da parte dell’Agenzia delle Entrate (in vigore dal 1° aprile), il codice TD20 ha subito modifiche significative nella sua descrizione e ambito di applicazione:
| Aspetto | Prima del 1° Aprile | Dal 1° Aprile |
| Omessa fattura ordinaria | TD20 | TD29 (nuovo codice) |
| Reverse charge | TD20 | TD20 (invariato) |
| Acquisti intracomunitari | TD20 | TD20 (invariato) |
| Versamento IVA | Richiesto | Non più richiesto per TD29 |
Introduzione del Codice TD29
Dal 1° aprile è stato introdotto il nuovo tipo documento TD29 per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’omessa o irregolare fatturazione ordinaria. Questo ha liberato il TD20 per le sole casistiche di:
- Regolarizzazioni in materia di reverse charge
- Operazioni rientranti nell’articolo 46, comma 5, D.L. 331/1993
Regime Transfrontaliero RF20
Le nuove specifiche hanno introdotto anche il codice RF20 per il regime transfrontaliero di Franchigia IVA, implementando la Direttiva UE 2020/285. Questo impatta indirettamente l’uso del TD20 per operazioni transfrontaliere specifiche.
Come Compilare Correttamente l’Autofattura TD20
Dati Obbligatori nel File XML
Per emettere correttamente un’autofattura TD20, è necessario compilare i seguenti campi nel file XML:
- Campo Tipo Documento
- Codice: TD20
- Descrizione: Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture
- Sezione Cedente/Prestatore
- Inserire i dati del fornitore che avrebbe dovuto emettere la fattura
- Partita IVA del cedente
- Denominazione/ragione sociale
- Sezione Cessionario/Committente
- Inserire i propri dati identificativi
- Partita IVA di chi emette l’autofattura
- Codice fiscale
- Soggetto Emittente
- Codice “CC” (cessionario/committente)
- Data del Documento
- Nel campo 2.1.1.3 indicare la data di effettuazione dell’operazione di cessione o prestazione, come previsto dall’articolo 21, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972
- Codici Natura
| Situazione | Codice Natura |
| Reverse charge | N6.x (da N6.1 a N6.9) |
| Servizi/beni UE già in Italia | N2.1 |
| Acquisti intracomunitari | N3.2 |
Procedura di Trasmissione tramite Sistema di Interscambio
L’autofattura elettronica TD20 deve essere trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), che svolge le seguenti funzioni:
- Verifica formale: Controllo della presenza dei dati obbligatori previsti dall’articolo 21 del DPR 633/1972
- Validazione Partita IVA: Controllo della correttezza delle partite IVA
- Indirizzo telematico: Verifica del codice destinatario o PEC
- Consegna: Recapito del documento e invio ricevuta di consegna
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Registrazione Contabile del TD20
L’autofattura TD20 richiede una doppia registrazione:
- Registro vendite: Annotazione come fattura emessa
- Registro acquisti: Annotazione per l’esercizio della detrazione IVA
Questa doppia registrazione è essenziale per garantire la corretta gestione contabile e fiscale dell’operazione.
Termini e Scadenze per l’Emissione del TD20
Timeline per la Regolarizzazione
Per operazioni in Reverse Charge:
| Fase | Tempistica |
| Effettuazione operazione | Giorno 0 |
| Mancata ricezione fattura | Entro 4 mesi |
| Emissione TD20 | Entro 30 giorni dalla scadenza dei 4 mesi |
| Trasmissione SdI | Contestuale all’emissione |
Per acquisti intracomunitari:
| Fase | Tempistica |
| Effettuazione operazione | Giorno 0 |
| Attesa fattura fornitore UE | Secondo mese successivo |
| Emissione TD20 | Entro il 15° giorno del terzo mese successivo |
| Integrazione con TD17/TD18/TD19 | Contestuale |
Rettifica dell’Autofattura TD20
È possibile correggere un’autofattura TD20 già trasmessa attraverso:
Caso 1: Rettifica di imponibile e imposta
- Trasmettere nuovamente TD20 + TD16 con importi corretti (positivi o negativi)
Caso 2: Rettifica della sola imposta
- Trasmettere solo TD16 rettificativo
Il documento rettificativo assume la valenza di nota di variazione ai fini IVA.
Sanzioni per Mancata Emissione del TD20
Regime Sanzionatorio Vigente
La mancata o tardiva regolarizzazione mediante autofattura TD20 espone il contribuente a specifiche sanzioni amministrative:
Sanzioni previste dall’art. 6, comma 9-bis, D.Lgs. 471/1997:
| Violazione | Sanzione | Minimo |
| Omessa regolarizzazione | Dal 5% al 10% dell’imponibile | € 500 |
| Ritardata regolarizzazione | Ridotta proporzionalmente | € 250 |
| Irregolarità nella compilazione | Variabile | € 250 |
Ravvedimento Operoso
Il contribuente può beneficiare del ravvedimento operoso per ridurre significativamente le sanzioni:
- Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): 0,1% per ogni giorno di ritardo
- Ravvedimento breve (entro 30 giorni): 1,5%
- Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): 1,67%
- Ravvedimento lungo (entro il termine dichiarazione annuale): 3,75%
Differenze con le Sanzioni TD29
Dal 1° settembre 2024, per le violazioni ordinarie (ora gestite con TD29), la sanzione è stata ridotta dal 100% al 70% dell’imposta, con un minimo di € 250.
TD20 vs TD29: Confronto tra i Codici
Tabella Comparativa
| Caratteristica | TD20 | TD29 |
| Applicabilità | Reverse charge e acquisti UE | Omessa fatturazione ordinaria |
| Riferimento normativo | Art. 6, c. 9-bis D.Lgs. 471/97; Art. 46, c. 5 D.L. 331/93 | Art. 6, c. 8 D.Lgs. 471/97 |
| Natura documento | Autofattura effettiva | Comunicazione/denuncia |
| Versamento IVA | Richiesto | Non richiesto |
| Detrazione IVA | Consentita | Non rilevante |
| Termini emissione | 30 giorni (dopo 4 mesi) | 90 giorni dalla violazione |
| Registrazione | Doppia (vendite e acquisti) | Nessuna registrazione contabile |
| Dal | Sempre applicabile | 1° aprile (specifiche 1.9) |
Quando Usare TD20 o TD29
Usare TD20 quando:
- L’operazione è in reverse charge interno
- Si tratta di acquisto intracomunitario
- Il fornitore è soggetto UE con servizi rilevanti in Italia
- Occorre integrare fattura con inversione contabile
Usare TD29 quando:
- Il fornitore italiano non ha emesso fattura ordinaria
- È stata ricevuta fattura irregolare per importo
- Non ci sono meccanismi di reverse charge
- L’operazione è territorialmente nazionale
Casi Pratici ed Esempi di Utilizzo del TD20
Esempio 1: Reverse Charge Edilizia
Situazione: Un’impresa edile (cessionario) riceve una prestazione di servizi edili soggetta a reverse charge, ma il subappaltatore (cedente) non emette fattura entro 4 mesi.
Soluzione con TD20:
- L’impresa edile emette autofattura TD20 entro 30 giorni dalla scadenza dei 4 mesi
- Indica come cedente/prestatore: dati del subappaltatore
- Indica come cessionario/committente: propri dati
- Utilizza codice Natura N6.x appropriato
- Trasmette successivamente TD16 con IVA calcolata
- Registra nei registri vendite e acquisti
- Versa l’IVA con F24 codice tributo 6099
Esempio 2: Acquisto Intracomunitario di Beni
Situazione: Un’azienda italiana acquista merce da fornitore tedesco. Dopo due mesi dall’arrivo della merce, non ha ricevuto fattura.
Procedura TD20:
- Entro il 15° giorno del terzo mese, emette TD20 con:
- Cedente: Fornitore tedesco con partita IVA UE
- Cessionario: Propri dati
- Natura: N3.2 (acquisti intracomunitari)
- Imponibile: Valore reale dell’acquisto
- Emette documento TD18 per integrazione IVA
- La trasmissione del TD18 assolve anche agli obblighi comunicativi dell’esterometro
Esempio 3: Servizi da Prestatore UE
Situazione: Un professionista italiano riceve consulenza da studio belga. La fattura arriva con importo inferiore al concordato.
Azione correttiva con TD20:
- Emette autofattura TD20 per la differenza:
- Natura N2.1 (servizi da soggetto UE)
- Importo: Differenza tra concordato e fatturato
- Emette TD17 per l’imposta sulla differenza
- Registra entrambi i documenti contabilmente
Impatto del TD20 sulla Gestione Fiscale e Contabile
Detraibilità dell’IVA
L’autofattura TD20 permette la detrazione dell’IVA purché:
- Il documento sia regolarmente emesso e trasmesso via SdI
- L’operazione rientri tra quelle che danno diritto a detrazione
- Siano rispettati i termini previsti dalla normativa
- La registrazione sia effettuata correttamente nei registri IVA
Impatti sulla Dichiarazione IVA
Le autofatture TD20 influenzano:
- Liquidazioni periodiche: IVA a debito e a credito nella stessa liquidazione
- Dichiarazione annuale: Indicazione nelle sezioni appropriate (VE e VF)
- LIPE: Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche
Conservazione Elettronica
I documenti TD20 devono essere conservati elettronicamente per 10 anni secondo le disposizioni del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) e del DMEF 17 giugno 2014.
Best Practices per la Gestione del TD20
Checklist Operativa
Prima dell’emissione:
- ✓ Verificare che siano trascorsi i termini previsti per la ricezione fattura
- ✓ Confermare che l’operazione rientri nelle casistiche TD20
- ✓ Raccogliere tutta la documentazione dell’operazione
- ✓ Calcolare correttamente l’imponibile e l’IVA
Durante la compilazione:
- ✓ Utilizzare software di fatturazione elettronica aggiornato
- ✓ Inserire correttamente i dati del cedente/prestatore
- ✓ Selezionare il codice Natura appropriato
- ✓ Verificare la data di effettuazione dell’operazione
- ✓ Indicare “CC” nel campo Soggetto Emittente
Dopo la trasmissione:
- ✓ Conservare la ricevuta di consegna SdI
- ✓ Effettuare la doppia registrazione contabile
- ✓ Versare l’IVA nei termini previsti
- ✓ Archiviare la documentazione elettronicamente
Strumenti Software Consigliati
Per gestire efficacemente le autofatture TD20:
- Piattaforme di fatturazione elettronica certificate
- Software gestionali integrati con SdI
- Sistemi di conservazione elettronica a norma
- Portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate
Errori Comuni da Evitare
Errori nella compilazione:
- Inversione dei dati cedente/cessionario
- Codice Natura errato o mancante
- Data operazione non conforme all’art. 21
- Omissione del codice “CC” come soggetto emittente
Errori procedurali:
- Emissione oltre i termini previsti
- Mancata trasmissione del documento integrativo (TD16/TD17/TD18/TD19)
- Omesso versamento dell’IVA
- Registrazione in un solo registro IVA
Domande Frequenti (FAQ)
Quando devo utilizzare il codice TD20 invece del TD29?
Il codice TD20 deve essere utilizzato esclusivamente per operazioni in reverse charge (inversione contabile) e per acquisti da fornitori dell’Unione Europea quando non si riceve fattura o si riceve fattura irregolare. Per tutte le altre situazioni di omessa o irregolare fatturazione da parte di fornitori italiani in regime ordinario, dal 1° aprile si deve utilizzare il nuovo codice TD29.
Quali sono i termini per emettere un’autofattura TD20 in caso di reverse charge?
In caso di operazioni in reverse charge, se il cedente/prestatore non emette fattura, il cessionario/committente deve attendere 4 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione. Successivamente, ha 30 giorni di tempo (quindi entro il termine massimo di 4 mesi + 30 giorni) per emettere l’autofattura TD20 e trasmetterla tramite il Sistema di Interscambio.
Devo versare l’IVA quando emetto un’autofattura TD20?
Sì, quando si emette un’autofattura TD20, è necessario versare l’IVA dovuta utilizzando il modello F24. Il codice tributo da utilizzare varia a seconda della tipologia di operazione (es. 6099 per reverse charge interno). Il versamento deve essere effettuato secondo le scadenze ordinarie di liquidazione IVA (mensile o trimestrale), non in anticipo rispetto all’emissione del TD20.
Cosa succede se emetto il TD20 in ritardo?
L’emissione tardiva dell’autofattura TD20 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative che vanno dal 5% al 10% dell’imponibile non documentato, con un minimo di € 500. Tuttavia, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre significativamente l’importo delle sanzioni, con riduzioni che variano in base alla tempestività della regolarizzazione.
Come si compila il campo “Soggetto Emittente” nell’autofattura TD20?
Nel campo “Soggetto Emittente” dell’autofattura TD20 deve essere sempre indicato il codice “CC” che sta per cessionario/committente. Questo perché è il cessionario stesso che emette il documento per regolarizzare l’operazione non fatturata o fatturata irregolarmente dal cedente/prestatore.
Posso detrarre l’IVA indicata nell’autofattura TD20?
Sì, l’IVA indicata nell’autofattura TD20 è detraibile, a condizione che l’operazione sottostante dia diritto alla detrazione secondo la normativa IVA. L’autofattura deve essere correttamente registrata sia nel registro delle vendite che in quello degli acquisti, e deve essere trasmessa regolarmente tramite il Sistema di Interscambio.
Quali codici Natura devo utilizzare nel TD20?
I codici Natura da utilizzare nel TD20 dipendono dalla tipologia di operazione:
- N6.x (da N6.1 a N6.9): per operazioni in reverse charge interno
- N2.1: per acquisti di servizi o beni già presenti in Italia da cedente UE
- N3.2: per acquisti intracomunitari di beni La scelta del codice corretto è fondamentale per la corretta classificazione dell’operazione.
Devo emettere altri documenti oltre al TD20?
Sì, nella maggior parte dei casi il TD20 deve essere accompagnato da un documento integrativo per l’assolvimento dell’imposta:
- TD16: per integrazioni di fatture in reverse charge interno
- TD17: per acquisti di servizi dall’estero
- TD18: per acquisti intracomunitari
- TD19: per acquisti di beni ex art. 17, comma 2, DPR 633/72 Entrambi i documenti devono essere trasmessi al Sistema di Interscambio.
Come si rettifica un’autofattura TD20 già trasmessa?
Per rettificare un’autofattura TD20 già trasmessa, è necessario:
- Per rettifiche di imponibile e imposta: trasmettere una nuova coppia di documenti TD20 + documento integrativo (TD16/TD17/TD18/TD19) con gli importi corretti indicati con segno positivo o negativo
- Per rettifiche della sola imposta: trasmettere solo il documento integrativo rettificativo Il documento rettificativo assume il valore di nota di variazione ai fini IVA.
L’autofattura TD20 sostituisce l’obbligo di presentazione cartacea all’Agenzia delle Entrate?
Sì, la trasmissione dell’autofattura TD20 tramite il Sistema di Interscambio sostituisce completamente l’obbligo di presentare il documento in formato analogico (cartaceo) all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente. Tutta la procedura è digitalizzata e gestita attraverso la fatturazione elettronica.
Conclusioni
L’autofattura TD20 rimane uno strumento essenziale per la regolarizzazione delle operazioni in reverse charge e per gli acquisti da fornitori dell’Unione Europea. Con l’introduzione delle specifiche tecniche versione 1.9 e del nuovo codice TD29, il ruolo del TD20 è stato meglio definito, concentrandosi su casistiche specifiche che richiedono l’inversione contabile.
La corretta gestione del codice TD20 richiede:
- Conoscenza approfondita della normativa tributaria (D.Lgs. 471/1997 e D.L. 331/1993)
- Attenzione ai termini di emissione e trasmissione
- Precisione nella compilazione dei campi obbligatori del file XML
- Utilizzo appropriato dei codici Natura
- Integrazione con i documenti complementari (TD16, TD17, TD18, TD19)
- Corretta registrazione contabile e versamento dell’IVA
Gli operatori economici devono prestare particolare attenzione alle modifiche introdotte dal 1° aprile con le nuove specifiche tecniche per la fatturazione elettronica. La distinzione tra TD20 e TD29 è fondamentale per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni amministrative significative.
Raccomandazioni Finali
Per una gestione ottimale delle autofatture TD20:
- Aggiornamento continuo: Seguire le evoluzioni normative e le circolari dell’Agenzia delle Entrate
- Sistemi informatici adeguati: Utilizzare software di fatturazione elettronica aggiornati alle ultime specifiche tecniche
- Formazione del personale: Assicurare che gli addetti alla gestione contabile e fiscale conoscano le procedure corrette
- Controlli preventivi: Implementare sistemi di verifica prima della trasmissione dei documenti
- Consulenza professionale: Rivolgersi a commercialisti e consulenti fiscali per situazioni complesse
La corretta applicazione delle norme sull’autofattura TD20 contribuisce alla regolarità fiscale dell’impresa, alla trasparenza nelle operazioni commerciali e al corretto funzionamento del Sistema di Interscambio per la fatturazione elettronica in Italia.
Fonti normative principali:
- D.Lgs. n. 471 del 18 dicembre 1997
- D.L. n. 331 del 30 agosto 1993
- D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972
- Specifiche tecniche versione 1.9 – Agenzia delle Entrate
- Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell’esterometro – Agenzia delle Entrate