Nuova Tassa sui Pacchi Piccoli 2026: Cosa Cambia per gli Acquisti Extra UE in Italia (IVA, Dazi e Costi)

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Dal 1° luglio 2026 chi acquista su Shein, Temu, AliExpress o qualsiasi altro sito non europeo si trova davanti a una novità importante: la nuova tassa sui pacchi piccoli introdotta dall’Unione Europea. A questa si aggiunge una maggiorazione tutta italiana. Il risultato? Fino a 5 euro di costi fissi aggiuntivi per ogni pacco extra UE di valore inferiore a 150 euro, indipendentemente dal contenuto.

In questo articolo spieghiamo nel dettaglio cos’è questa tassa, come si calcola, qual è il rapporto con l’IVA (che rimane un capitolo separato), e cosa cambia concretamente per i consumatori e le imprese italiane.

Cos’è la Nuova Tassa sui Pacchi Piccoli UE

A partire dal 1° luglio 2026, tutti i pacchi provenienti da paesi extra UE con valore inferiore a 150 euro sono soggetti a un dazio doganale fisso di 3 euro, deciso dal Consiglio dell’Unione Europea il 12 dicembre 2025.

Fino a ieri, i pacchi sotto quella soglia beneficiavano di un’esenzione doganale (de minimis), il che permetteva a piattaforme come Shein, Temu e AliExpress di spedire milioni di prodotti nell’UE senza applicare dazi. Questa finestra si chiude.

Perché l’UE ha introdotto questa misura?

I numeri parlano chiaro: nel 2024 sono entrati nell’UE circa 4,6 miliardi di pacchi con valore inferiore a 150 euro, pari a circa 12 milioni di spedizioni al giorno. Il volume è raddoppiato ogni anno dal 2022. Questo ha creato:

  • Un onere amministrativo enorme per le dogane europee
  • Una distorsione del mercato a svantaggio dei venditori europei, soggetti a IVA, normative sulla sicurezza dei prodotti e costi del lavoro molto più elevati
  • Un uso fraudolento dei numeri IOSS da parte di venditori non registrati per evadere le tasse

La nuova tassa sui pacchi piccoli è una misura temporanea in vigore fino al 2028, quando entrerà in vigore la riforma strutturale delle dogane UE.

Fonte ufficiale: Consiglio dell’Unione Europea – Comunicato 12 dicembre 2025

Il Contributo Italiano: Ulteriori 2 Euro

L’Italia non si è fermata alla misura UE. Con la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025, art. 1, commi 126–128), il governo ha introdotto un contributo amministrativo nazionale di 2 euro su ogni pacco extra UE di valore inferiore a 150 euro, a copertura dei costi operativi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Inizialmente previsto dal 1° gennaio 2026, questo contributo è stato posticipato all’ottobre 2026 per problemi tecnici di implementazione (il Ministero dell’Economia ha confermato il rinvio il 12 marzo 2026). Le entrate attese sono:

  • 123 milioni di euro nel 2026
  • 245 milioni di euro dal 2027 in poi

Il contributo si applica a tutte le tipologie di transazioni: B2C, B2B e privato-privato, indipendentemente dalla natura del venditore o dell’acquirente.

Attenzione: Alcune compagnie di logistica, per aggirare il contributo italiano durante il periodo transitorio, hanno deviato le spedizioni verso hub belghi o olandesi per poi recapitare i pacchi in Italia su strada. Il fenomeno è noto come EU gateway arbitrage ed è attualmente sotto osservazione da parte delle autorità doganali.

Tassa sui Pacchi e IVA: Due Cose Diverse

Questo è il punto che crea più confusione, ed è fondamentale chiarirlo.

La tassa sui pacchi piccoli (dazio doganale di 3 euro + contributo italiano di 2 euro) è completamente separata dall’IVA.

Non è possibile:

  • Inserirla nella dichiarazione IVA o IOSS
  • Pagarla insieme all’IVA dovuta sull’importazione
  • Compensarla con crediti IVA

Sono due obbligazioni fiscali distinte, con soggetti attivi diversi e modalità di riscossione differenti:

Dazio doganale UE (3€)Contributo italiano (2€)IVA (aliquota variabile)
NaturaDazio doganaleDiritto amministrativoImposta indiretta
Base normativaRegolamento UEL. 199/2025D.P.R. 633/1972
Chi incassaDogane UE/ItaliaADM ItaliaErario italiano
Quando si pagaAll’importazioneAll’importazioneIn dogana o via IOSS
Dove si dichiaraDichiarazione doganaleDichiarazione doganaleDichiarazione IVA / IOSS
Recuperabile?No (per consumatori)NoSì (solo soggetti passivi IVA)

Perché è importante per chi ha una Partita IVA

Se sei un’impresa italiana che importa merci da fornitori extra UE per uso aziendale, l’IVA pagata in dogana è in linea di principio detraibile (nei limiti dell’inerenza dell’acquisto all’attività). Il dazio doganale di 3 euro e il contributo italiano di 2 euro, invece, non sono recuperabili e rappresentano un costo fisso netto per spedizione.

Questo significa che per i professionisti e le piccole imprese abituate a ordinare campioni, materiali o attrezzature da piattaforme come AliExpress, il costo complessivo di ogni singolo pacco aumenterà strutturalmente di 5 euro, indipendentemente dall’IVA applicata.

Come Funziona l’IOSS e Perché È Importante

L’IOSS (Import One-Stop Shop) è il regime speciale IVA dell’UE che consente ai venditori extra UE registrati di raccogliere l’IVA direttamente al momento dell’acquisto online e versarla poi all’erario tramite un’unica dichiarazione mensile.

Cosa cambia con la nuova tassa

Prima del 1° luglio 2026:

  • Il venditore IOSS-registrato raccoglieva l’IVA al checkout
  • Il pacco passava la dogana in automatico (corsia verde)
  • Nessun dazio doganale per pacchi sotto 150 euro

Dal 1° luglio 2026:

  • Il venditore IOSS-registrato continua a raccogliere l’IVA al checkout (invariato)
  • Il pacco passa ancora in automatico (corsia verde per l’IVA)
  • MA viene applicato il dazio di 3 euro, riscosso dallo spedizioniere per conto della dogana e addebitato al venditore

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Se il venditore NON è registrato IOSS

In questo caso il consumatore finale deve pagare l’IVA al corriere al momento della consegna, insieme a:

  • Eventuali spese di gestione del corriere (che possono essere molto superiori ai 3 euro di dazio)
  • Il dazio doganale di 3 euro
  • Il contributo italiano di 2 euro (da ottobre 2026)

L’esperienza per chi riceve regolarmente pacchi extra UE in Italia è già nota: il portalettere che si presenta a casa con una distinta da pagare in contanti o POS è un fenomeno comune, e continuerà — anzi, si intensificherà.

Fonte: Consiglio UE, 12 dicembre 2025

Riepilogo dei Costi Aggiuntivi in Italia nel 2026

PeriodoDazio UEContributo ITTotale extra
Fino al 30 giugno 20260 €0 €*0 €
1 luglio – settembre 20263 €0 €*3 €
Da ottobre 2026 in poi3 €2 €5 €

Il contributo italiano di 2 euro era previsto dal 1° gennaio 2026 ma è stato rinviato all’ottobre 2026.

Nota: Il dazio di 3 euro si applica per voce doganale (HS code) per pacco. Un pacco con articoli di due categorie diverse potrebbe quindi essere soggetto a 6 euro di dazio UE, non 3. In Francia, dove vige una logica simile, una spedizione con due HS code diversi costa 4 euro solo di contributo nazionale.

Chi Paga e Come Viene Riscossa la Tassa

Per i consumatori privati (B2C)

  • Se acquisti da una piattaforma registrata IOSS (es. versioni europee di Shein, Temu): il dazio di 3 euro viene addebitato dallo spedizioniere al venditore, che può riversarlo nel prezzo di vendita o assorbirlo. Il pacco arriva senza intoppi.
  • Se acquisti da un venditore non registrato IOSS: il corriere ti chiederà il pagamento in contanti o con carta alla consegna, con possibili spese aggiuntive di gestione.

Per le imprese (B2B)

Il contributo italiano di 2 euro si applica anche alle importazioni aziendali di pacchi sotto 150 euro. È un costo operativo non recuperabile tramite IVA.

Chi riscuote

  • Il dazio UE di 3 euro è riscosso dallo spedizioniere/corriere, che lo versa alla dogana e lo fattura al mittente (se IOSS) o lo recupera al destinatario (se non IOSS).
  • Il contributo italiano di 2 euro è riscosso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) al momento dell’immissione in libera pratica della merce.

Cosa Succede dal 2028

Il 2026 è solo una tappa intermedia. La vera riforma è prevista per il 2028, quando:

  1. Viene abolita la soglia de minimis di 150 euro: tutti i pacchi extra UE, indipendentemente dal valore, saranno soggetti a dazi doganali
  2. Entra in vigore l’EU Customs Data Hub: una piattaforma digitale centralizzata per la gestione di tutti i flussi doganali e IVA dell’e-commerce
  3. Viene introdotto un contributo fisso di 2 euro UE-wide a copertura dei costi amministrativi delle dogane

In pratica, dal 2028 comprare su siti extra UE diventerà fiscalmente molto più simile a comprare da un sito italiano, con dazi, IVA e contributi applicati a prescindere dalla soglia di prezzo.

Impatto su Consumatori e Imprese

Per i consumatori italiani

  • Un paio di scarpe da 25 euro su AliExpress costerà almeno 30 euro (22% in più)
  • L’acquisto impulsivo di articoli a bassissimo costo diventa meno conveniente
  • Aumenta l’incentivo ad acquistare da venditori europei o italiani

Per i venditori italiani e i liberi professionisti

  • Maggiore competitività rispetto alle piattaforme asiatiche
  • Per chi ordina materiali, campioni o accessori da fornitori extra UE: prevedere 5 euro di costo fisso aggiuntivo per spedizione nel budget

Per le piattaforme extra UE

Shein e Temu hanno già annunciato aumenti di prezzo sui mercati europei in previsione delle nuove misure. Alcune stanno valutando la creazione di magazzini localizzati all’interno dell’UE per aggirare le nuove regole doganali — una mossa che avrebbe però effetti positivi in termini di occupazione e conformità fiscale europea.

Confronto con altri paesi UE

PaeseContributo nazionaleIn vigore dal
Francia2 € per HS code per pacco1° marzo 2026
Italia2 € per paccoOttobre 2026
BelgioRinunciato (sostituito da misura UE)
Paesi BassiRinviatoTBD
RomaniaIn discussioneTBD

Domande Frequenti (FAQ)

1. La nuova tassa sui pacchi piccoli è la stessa cosa dell’IVA? 

No. Sono due cose completamente separate. L’IVA è un’imposta sul valore aggiunto calcolata in percentuale sul valore del bene. La nuova tassa è un dazio doganale fisso di 3 euro (più 2 euro di contributo italiano da ottobre 2026), indipendente dal valore del prodotto e non riportabile nella dichiarazione IVA.

2. Dal 1° luglio 2026 devo pagare 5 euro su ogni pacco da Shein o Temu? 

Dal 1° luglio 2026 si applicano i 3 euro di dazio UE. I 2 euro italiani entreranno in vigore solo da ottobre 2026. Quindi fino a settembre la maggiorazione è di soli 3 euro per pacco.

3. Se ho una Partita IVA posso recuperare il dazio di 3 euro? 

No. Il dazio doganale non è recuperabile tramite detrazione IVA. È un costo fisso che rimane a carico dell’importatore, sia esso privato o impresa.

4. La soglia dei 150 euro è sul prezzo di vendita o sul valore doganale? 

Sul valore dichiarato in dogana. Per le dichiarazioni H1 (standard) si usa il valore doganale secondo il Codice Doganale UE. Per le dichiarazioni H7 (semplificate, usate dall’e-commerce) si usa il valore intrinseco della merce.

5. Cosa succede se il venditore non è registrato IOSS? 

Il pacco è sottoposto a controlli più approfonditi in dogana. Il consumatore dovrà pagare IVA e dazi al corriere alla consegna, spesso con l’aggiunta di spese amministrative del vettore significativamente più alte dei 3 euro di dazio base.

6. I regali sono esenti? 

I regali con valore sotto 45 euro in linea teorica non sono soggetti a IVA, ma il nuovo dazio doganale UE di 3 euro si applica comunque. L’esenzione IVA sui regali riguarda l’imposta sul valore aggiunto, non i dazi doganali.

7. Cosa cambia per chi vende su Etsy o altri marketplace internazionali ricevendo acquisti dall’estero? 

Se sei un venditore italiano che riceve ordini dall’interno dell’UE, nulla cambia per te. La nuova tassa colpisce le importazioni nell’UE, non le esportazioni dall’Italia verso altri paesi UE. Per vendite verso paesi extra UE, le regole doganali del paese di destinazione si applicano come prima.

8. Che cos’è l’EU Customs Data Hub e quando arriva? 

È la piattaforma digitale centralizzata che l’UE sta costruendo per gestire in modo unificato tutti i dati doganali e IVA dell’e-commerce transfrontaliero. È attesa per il 2028 e coinciderà con l’abolizione della soglia de minimis di 150 euro.

9. Comprare da Amazon Italia è ugualmente colpito? 

No. Se acquisti da venditori che spediscono da magazzini già all’interno dell’UE, le nuove regole non si applicano. Il dazio di 3 euro colpisce solo le spedizioni provenienti da paesi extra UE. Amazon, come marketplace, ha magazzini in Europa e gestisce già la conformità IVA tramite propri meccanismi.

10. Come posso sapere se il venditore da cui compro è registrato IOSS? 

I principali marketplace (Shein, Temu, AliExpress nelle versioni europee) sono o stanno diventando IOSS-registrati. Di solito trovi questa indicazione nella pagina del prodotto o al checkout, dove l’IVA del tuo paese viene già indicata separatamente. Se il checkout non mostra alcuna IVA italiana, il venditore probabilmente non è IOSS e potresti ricevere il pacco con addebiti aggiuntivi alla consegna.

11. Il corriere mi può addebitare più di 3 euro? 

Sì. Il dazio di 3 euro è la quota che va alla dogana. I corrieri aggiungono spesso le proprie spese di gestione per i servizi di sdoganamento (che possono variare da 3 a 15 euro o più). Comprare da venditori IOSS-registrati riduce significativamente questo rischio perché il pacco viene sdoganato in automatico.

12. Cosa rischio se non pago il dazio alla consegna? 

Il pacco viene trattenuto in dogana o rispedito al mittente. Non puoi rifiutare il pagamento dei dazi e ricevere comunque la merce: il pagamento è una condizione per l’immissione della spedizione in libera pratica nel territorio italiano e comunitario.

Conclusione

La nuova tassa sui pacchi piccoli del 2026 segna la fine di un’era: quella degli acquisti ultra-economici da piattaforme extra UE senza alcun costo doganale. Dal 1° luglio 2026, ogni pacco sotto 150 euro proveniente da fuori UE paga 3 euro di dazio fisso; da ottobre 2026, in Italia si aggiungono altri 2 euro, per un totale di 5 euro per spedizione.

Il punto chiave da tenere a mente è la distinzione tra questa tassa e l’IVA: sono due obbligazioni completamente separate. Il dazio doganale non è deducibile, non entra nella dichiarazione IVA e non può essere compensato. L’IVA continua a essere gestita separatamente, sia tramite IOSS per i venditori registrati, sia in dogana per tutti gli altri.

Il 2028 porterà un cambiamento ancora più profondo, con l’abolizione della soglia de minimis e l’entrata in vigore dell’EU Customs Data Hub. Per i consumatori italiani e le imprese, iniziare a tenere conto di questi costi fissi nella valutazione degli acquisti extra UE è già oggi una scelta prudente.


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