Quanto Costa Aprire una Partita IVA?
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In sintesi: Aprire una partita IVA all’Agenzia delle Entrate è completamente gratuito. Tuttavia, i costi reali stanno nei contributi previdenziali, nelle imposte e nella gestione annuale. Questa guida ti spiega tutto, con cifre precise e fonti ufficiali.
1. Cos’è la partita IVA e perché aprirla {#cosè-la-partita-iva}
La partita IVA è un codice numerico di 11 cifre rilasciato dall’Agenzia delle Entrate che identifica chiunque svolga un’attività di lavoro autonomo, imprenditoriale o professionale in modo abituale e continuativo in Italia. Non è un optional: se guadagni regolarmente fuori dal lavoro dipendente, aprirla è un obbligo di legge.
Che tu voglia diventare freelance, aprire un negozio, avviare un e-commerce o esercitare una professione intellettuale, la domanda che ti poni subito è sempre la stessa: quanto costa aprire una partita IVA? La risposta, come vedremo, è più articolata di quanto si pensi.
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2. Quanto Costa Aprire una Partita IVA: La Risposta Breve {#risposta-breve}
Aprire una partita IVA è gratuito. Presentare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate non costa nulla, né online né allo sportello. Il numero di partita IVA viene attribuito immediatamente in fase di registrazione telematica.
Ma attenzione: questo è solo l’inizio. Il costo reale di avere una partita IVA si misura su base annuale e comprende:
- Imposte sul reddito prodotto
- Contributi previdenziali obbligatori
- Costi di gestione (commercialista, software, PEC, firma digitale)
- Diritti camerali (solo per imprese, artigiani e commercianti)
La somma di queste voci può andare da circa 500 € l’anno per un libero professionista in regime forfettario con redditi bassi, fino a oltre 10.000 € per una ditta individuale con fatturato elevato.
3. Costi di Apertura per Tipologia {#costi-apertura}
Libero professionista (lavoratore autonomo)
Per chi esercita un’attività intellettuale (consulente, web designer, copywriter, traduttore, ecc.) senza obbligo di iscrizione all’albo:
- Apertura partita IVA: gratuita, tramite modello AA9/12 online su Agenzia delle Entrate
- Iscrizione INPS Gestione Separata: gratuita (ma obbligatoria)
- Supporto di un commercialista o CAF: da 0 € (fai da te) a 30–100 € per la sola apertura
- Nessun diritto camerale, nessuna marca da bollo obbligatoria
Documenti necessari: documento d’identità valido, tessera sanitaria (codice fiscale), scelta del codice ATECO corrispondente alla tua attività.
Artigiano o Commerciante (ditta individuale)
Chi avvia un’attività artigianale o commerciale deve fare un passo in più: iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio tramite la Comunicazione Unica (ComUnica). I costi di apertura in questo caso includono:
| Voce | Importo |
| Modello AA9/12 (Agenzia delle Entrate) | Gratuito |
| Imposta di bollo (iscrizione Registro Imprese) | € 17,50 |
| Diritti di segreteria Camera di Commercio | € 18,00 |
| Diritto annuale camerale (sezione speciale) | da € 44 a € 53 |
| Diritto annuale camerale (sezione ordinaria) | da € 100 a € 120 |
| Eventuale supporto commercialista | da € 300 a € 500 |
Costo totale stimato per apertura ditta individuale: tra € 88,50 (fai da te, sezione speciale) e € 620 (con commercialista, sezione ordinaria).
Gestire fatture, scadenze fiscali e adempimenti IVA può diventare complesso, soprattutto per freelance e professionisti.
Strumenti digitali come Xolo permettono di semplificare la gestione della Partita IVA, automatizzando fatturazione elettronica, compliance e scadenze in un unico pannello.
Professionisti con Albo o Cassa Previdenziale
Gli iscritti a un ordine professionale (avvocati, medici, ingegneri, architetti, ecc.) non si iscrivono all'INPS Gestione Separata, ma versano i contributi alla propria cassa previdenziale di appartenenza (es. Cassa Forense per gli avvocati, ENPAM per i medici). Ogni cassa ha regole e costi propri, ma quasi tutte prevedono contributi agevolati per i giovani under 30 o under 35 nei primi anni.
4. Regime Fiscale: Forfettario o Ordinario? {#regime-fiscale}
La scelta del regime fiscale è la decisione più importante che prenderai aprendo la partita IVA, perché determina direttamente quanto pagherai di tasse ogni anno.
Regime Forfettario
Il regime forfettario è il regime agevolato più diffuso in Italia, scelto da oltre 2 milioni di partite IVA. Ecco i punti chiave:
| Caratteristica | Dettaglio |
| Limite di fatturato | Fino a € 85.000 annui |
| Uscita immediata dal regime | Se si supera € 100.000 nello stesso anno |
| Imposta sostitutiva | 15% sul reddito imponibile forfettario |
| Aliquota ridotta (nuove attività) | 5% per i primi 5 anni di attività |
| IVA | Non applicata, non detraibile |
| Obblighi contabili | Semplificati: basta numerare e conservare le fatture |
| Ritenuta d'acconto | Non applicata (va indicato in fattura) |
Il reddito imponibile non coincide con il fatturato: si calcola moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività del codice ATECO. Ad esempio, un consulente informatico (coeff. 78%) con 40.000 € di fatturato paga l'imposta su 40.000 × 78% = 31.200 €.
Quando conviene il regime forfettario:
- Attività con poche spese deducibili (freelance, consulenti)
- Fatturato sotto i 50.000 €
- Nuove attività (aliquota 5% = risparmio enorme)
- Clienti privati: emetti fatture senza IVA, quindi più competitive sul mercato
Regime Ordinario (o Semplificato)
Obbligatorio per chi supera gli 85.000 € di ricavi o sceglie una società di capitali. Si applica l'IRPEF con aliquote progressive:
| Fascia di reddito | Aliquota IRPEF |
| Fino a € 28.000 | 23% |
| Da € 28.001 a € 50.000 | 35% |
| Oltre € 50.000 | 43% |
A queste si aggiungono le addizionali regionali e comunali, variabili per territorio. Il vantaggio del regime ordinario è la possibilità di dedurre le spese effettivamente sostenute per l'attività, abbassando la base imponibile.
Regime Semplificato
Una via di mezzo tra forfettario e ordinario: si applicano le aliquote IRPEF, ma la contabilità è semplificata (registro IVA, senza libro mastro). Accessibile alle persone fisiche con ricavi fino a € 500.000 (attività di servizi) o € 800.000 (altre attività).
5. I Contributi Previdenziali: La Voce Più Pesante {#contributi}
I contributi previdenziali sono spesso la spesa più sottovalutata da chi apre la partita IVA. Variano in base alla gestione di iscrizione.
INPS Gestione Separata (liberi professionisti senza cassa)
Per i professionisti senza cassa previdenziale propria (consulenti, web designer, copywriter, etc.), l'iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria.
Aliquote 2026 (Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026):
| Categoria | Aliquota |
| Professionisti con partita IVA (non pensionati) | 26,07% |
| Pensionati o assicurati ad altre gestioni | 24% |
L'aliquota del 26,07% è la somma di: 25% IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) + 0,72% prestazioni assistenziali + 0,35% ISCRO. Il massimale di reddito imponibile per il 2026 è € 122.295.
Come funziona in concreto: se hai 30.000 € di reddito imponibile, paghi circa 7.821 € di contributi. Non esistono contributi fissi minimi: se guadagni poco, paghi poco (ma matureresti meno anni contributivi ai fini pensionistici).
💡 Alcuni professionisti iscritti alla Gestione Separata possono aggiungere in fattura una rivalsa del 4% per ribaltare parzialmente il costo contributivo sul cliente.
INPS Gestione Artigiani e Commercianti (ditte individuali)
Chi ha una ditta individuale deve iscriversi alla Gestione Artigiani o Commercianti dell'INPS e versare contributi fissi minimi, indipendentemente dal fatturato.
| Voce | Importo indicativo 2026 |
| Reddito minimale di riferimento | € 18.808 |
| Contributi fissi annui (artigiani) | circa € 4.208 |
| Aliquota su eccedenza reddito minimale (artigiani) | 24% |
| Aliquota su eccedenza reddito minimale (commercianti) | 24,48% |
| Versamento | 4 rate trimestrali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) |
Agevolazioni contributive:
- Riduzione 35% sui contributi fissi e variabili per artigiani/commercianti in regime forfettario
- Riduzione 50% per 36 mesi per chi si iscrive per la prima volta alle gestioni artigiani o commercianti (introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, valida anche per nuove attività avviate nel 2026)
⚠️ Le due riduzioni (35% e 50%) sono alternative: non si cumulano. Scegli quella più conveniente in base alla tua situazione.
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Casse Previdenziali Private
Gli iscritti a ordini professionali (avvocati, medici, ingegneri, ecc.) versano i contributi alla propria cassa di appartenenza. Ogni cassa ha regole proprie: verificare direttamente sui siti istituzionali delle singole casse (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.).
6. Costi Fissi Annuali: Il Quadro Completo {#costi-annuali}
Oltre a imposte e contributi, chi ha una partita IVA deve sostenere ogni anno alcuni costi di gestione che si ripetono indipendentemente dal fatturato.
Il Commercialista
Il supporto di un professionista preparato è fondamentale, soprattutto per la dichiarazione dei redditi e la gestione contabile. I costi variano molto:
| Servizio | Costo indicativo |
| Solo apertura partita IVA | € 30 – € 150 |
| Apertura ditta individuale (con Camera di Commercio) | € 300 – € 500 |
| Gestione annuale regime forfettario | € 500 – € 1.200 |
| Gestione annuale regime ordinario | € 800 – € 2.500 |
Strumenti Digitali Obbligatori
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutte le partite IVA. Per emetterla correttamente serve accedere al Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall'Agenzia delle Entrate. I software gestionali dedicati semplificano molto questa operazione.
| Strumento | Costo indicativo |
| PEC (Posta Elettronica Certificata) | € 5 – € 30/anno |
| Firma digitale | € 20 – € 50 (una tantum o annuale) |
| Software fatturazione elettronica | € 0 (servizio gratuito AdE) – € 200/anno |
| Conto corrente dedicato | variabile |
💡 L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito per la fatturazione elettronica tramite il portale "Fatture e Corrispettivi".
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7. Camera di Commercio e Registro delle Imprese {#camera-commercio}
Se apri una ditta individuale (artigiano, commerciante, agente), sei obbligato a iscriverti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Il mancato rispetto comporta sanzioni da € 103 a € 1.032.
L'iscrizione avviene tramite la Comunicazione Unica (ComUnica) in modalità telematica, che unifica in un'unica pratica tutti gli adempimenti verso Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e Registro delle Imprese.
I diritti camerali annuali vanno pagati ogni anno entro il 30 giugno e variano in base alla sezione:
| Sezione | Importo annuo indicativo |
| Sezione speciale (es. piccoli imprenditori, artigiani) | € 44 – € 53 |
| Sezione ordinaria (imprese commerciali) | € 100 – € 120 |
| Sede aggiuntiva (sezione speciale) | + € 11/anno |
| Sede aggiuntiva (sezione ordinaria) | + € 24/anno |
I liberi professionisti senza obbligo di iscrizione a un albo professionale non devono iscriversi alla Camera di Commercio e non pagano diritti camerali.
8. Strumenti Digitali Obbligatori e Codice ATECO {#strumenti-digitali}
Il Codice ATECO
Prima di aprire la partita IVA devi scegliere il codice ATECO corrispondente alla tua attività. Si tratta di un codice alfanumerico che classifica le attività economiche e influenza direttamente il coefficiente di redditività nel regime forfettario.
Dal 1° aprile 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, aggiornata dall'ISTAT per allinearsi alla normativa europea NACE rev. 2.1. Puoi consultare i nuovi codici sul sito ISTAT o sul portale dell'Agenzia delle Entrate.
⚠️ Una scelta errata del codice ATECO può comportare problemi fiscali o contributivi. Se hai dubbi, consulta un commercialista prima di procedere.
Modello AA9/12 e AA7/10
Il modello AA9/12 è il documento da presentare all'Agenzia delle Entrate per dichiarare l'inizio attività come persona fisica (libero professionista o ditta individuale). Il modello AA7/10 è invece riservato alle società. Entrambi si compilano e inviano gratuitamente online dal sito dell'Agenzia delle Entrate.
9. Tabelle Riepilogative {#tabelle}
Quanto costa aprire una partita IVA: riepilogo per profilo
| Profilo | Costo apertura | Contributi annui indicativi | Gestione annua (stima) |
| Freelance / professionista (Gestione Separata) | € 0 | 26,07% del reddito imponibile | € 500 – € 1.200 |
| Artigiano / commerciante (ditta individuale) | € 88,50 – € 620 | ~€ 4.208 fissi + % sull'eccedenza | € 1.500 – € 3.000 |
| Professionista con Albo (cassa previdenziale) | € 0 – € 150 | Varia per cassa | € 600 – € 1.500 |
Confronto regime forfettario vs. ordinario (esempio pratico)
Esempio: reddito imponibile di € 30.000
| Voce | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
| Imposta sostitutiva / IRPEF | € 4.500 (15%) | ~€ 6.900 (aliquote IRPEF 23%/35%) |
| Contributi INPS (Gestione Separata) | ~€ 7.022 (26,07%) | ~€ 7.022 (26,07%) |
| Addizionali regionali/comunali | Non dovute | ~€ 600 – € 900 |
| IVA da versare | Non dovuta | Variabile |
| Obbligo contabilità complessa | No | Sì |
FAQ – Domande Frequenti {#faq}
Quanto costa aprire una partita IVA da zero, senza un commercialista?
Se sei un libero professionista, il costo è € 0: compili il modello AA9/12 online sul portale dell'Agenzia delle Entrate e ottieni subito il numero di partita IVA. Se sei un artigiano o commerciante, i costi obbligatori (bollo + diritti segreteria Camera di Commercio) partono da € 35,50, ai quali si aggiunge il diritto annuale camerale.
Quanto costa aprire una partita IVA con l'aiuto di un commercialista?
Il compenso varia in base al professionista e alla complessità della pratica. Per la sola apertura di una partita IVA da libero professionista, i prezzi variano indicativamente da € 30 a € 150. Per una ditta individuale con iscrizione alla Camera di Commercio, il supporto di un professionista costa generalmente tra € 300 e € 500.
Qual è la differenza di costi tra regime forfettario e regime ordinario?
Nel regime forfettario paghi un'unica imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività) sul reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Nel regime ordinario paghi l'IRPEF con aliquote progressive dal 23% al 43%, più addizionali regionali e comunali. Il regime ordinario ha una gestione contabile più onerosa, ma permette di dedurre le spese effettive sostenute.
Quanto costano i contributi INPS per una partita IVA in regime forfettario?
Dipende dalla tua gestione previdenziale. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), paghi il 26,07% del reddito imponibile. Se sei artigiano o commerciante, paghi contributi fissi di circa € 4.208 l'anno (2026) più una percentuale sul reddito che supera il minimale di € 18.808. Puoi però richiedere la riduzione del 35% (o del 50% per 36 mesi se apri per la prima volta).
È obbligatorio iscriversi alla Camera di Commercio quando si apre la partita IVA?
No, non per tutti. L'iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio è obbligatoria solo per imprenditori, cioè per chi apre una ditta individuale con attività commerciale o artigianale. I liberi professionisti che svolgono attività intellettuale non sono tenuti a iscriversi.
Quanto costa chiudere una partita IVA?
La chiusura di una partita IVA da libero professionista è gratuita: basta presentare apposita comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla cessazione dell'attività. Se sei iscritto al Registro delle Imprese, devi comunicare anche alla Camera di Commercio. In alternativa, se lasci la partita IVA inattiva per tre anni, verrà chiusa d'ufficio senza sanzioni.
Posso aprire la partita IVA e continuare a lavorare come dipendente?
Sì, è possibile avere contemporaneamente un rapporto di lavoro dipendente e una partita IVA. Tuttavia, per accedere al regime forfettario, il reddito da lavoro dipendente non deve superare € 35.000 lordi annui (salvo che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato).
Quali documenti servono per aprire la partita IVA?
Per aprire la partita IVA come persona fisica sono necessari: un documento d'identità valido, la tessera sanitaria (con il codice fiscale), la scelta del codice ATECO corrispondente all'attività e, se si compila da soli, l'accesso all'Area Riservata dell'Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE o CNS.
Quando è obbligatoria la fatturazione elettronica?
La fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) è obbligatoria per tutte le partite IVA, inclusi i forfettari (obbligo esteso progressivamente a partire dal 2024). Le fatture devono essere emesse in formato XML e trasmesse al SdI gestito dall'Agenzia delle Entrate. Per chi è in regime forfettario e usa solo il servizio gratuito dell'AdE, il costo è zero.
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Cosa si intende per gestione separata INPS?
La Gestione Separata INPS è il fondo previdenziale pubblico a cui devono iscriversi i liberi professionisti che svolgono un'attività autonoma non regolamentata da un Albo professionale e che non hanno una cassa previdenziale dedicata. L'iscrizione avviene gratuitamente online tramite il portale INPS e i contributi (26,07% nel 2026) si versano in proporzione al reddito effettivamente prodotto, senza minimi fissi.
Il codice ATECO è cambiato nel 2025?
Sì. Dal 1° aprile 2025 è operativa la nuova classificazione ATECO 2025, già in vigore formalmente dal 1° gennaio 2025. Rappresenta la versione nazionale della classificazione europea NACE rev. 2.1 e include una descrizione più precisa delle attività economiche. Per nuove aperture è obbligatorio indicare il codice ATECO aggiornato. La tabella di raccordo tra vecchi e nuovi codici è disponibile sul sito ISTAT.
11. Conclusioni {#conclusioni}
Quanto costa aprire una partita IVA? Alla domanda si risponde in due modi diversi a seconda di cosa intendiamo per "costo".
Come atto amministrativo, aprire la partita IVA è gratuito: basta compilare il modello AA9/12 sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Nessun bollo, nessun diritto, nessuna spesa obbligatoria per i liberi professionisti.
Come scelta di vita e lavoro, i costi reali sono quelli ricorrenti: i contributi previdenziali (la voce più pesante, con il 26,07% per la Gestione Separata o i fissi minimi per artigiani e commercianti), le imposte sul reddito (5% o 15% in forfettario, oppure IRPEF progressiva in regime ordinario), e i costi di gestione (commercialista, strumenti digitali, diritti camerali).
La buona notizia è che il regime forfettario offre una tassazione tra le più basse d'Europa per chi parte da zero, e le agevolazioni contributive (riduzione 35% o 50% per le nuove iscrizioni) rendono i primi anni molto più sostenibili.
Prima di aprire la partita IVA, conviene:
- Verificare il regime fiscale più adatto al tuo profilo e alle tue previsioni di fatturato
- Scegliere il codice ATECO corretto per evitare problemi futuri
- Pianificare il budget previdenziale fin dal primo incasso
- Affidarsi a un commercialista almeno per il primo anno, per impostare correttamente la gestione fiscale e contabile
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Se sei un freelance, nomade digitale o professionista che lavora con clienti internazionali, gestire da soli tutta la parte fiscale — fatturazione elettronica, contributi, dichiarazioni — può diventare un lavoro nel lavoro.
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Risorse Ufficiali
- 🔗 Agenzia delle Entrate – Apertura Partita IVA
- 🔗 INPS – Gestione Separata
- 🔗 INPS – Artigiani e Commercianti
- 🔗 Registro delle Imprese – Comunicazione Unica
- 🔗 ISTAT – Classificazione ATECO 2025
- 🔗 Agenzia delle Entrate – Fatture e Corrispettivi (SdI)
Questo articolo ha finalità informativa generale. Per valutare la situazione specifica, è sempre consigliabile consultare un professionista abilitato (commercialista o consulente fiscale). Le cifre indicate fanno riferimento alla normativa vigente; aliquote e importi INPS possono variare annualmente.