Codici F24 IVA: Guida a Codici Tributo e Scadenze
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I codici F24 IVA sono il cuore pulsante del sistema di versamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto in Italia. Senza il codice tributo corretto, il tuo pagamento — anche se eseguito puntualmente e per l’importo esatto — potrebbe risultare attribuito alla voce fiscale sbagliata, lasciando il debito IVA formalmente insoluto. Il risultato? Sanzioni, interessi e potenziali accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, tutto questo nonostante tu abbia effettivamente versato quanto dovuto.
Questa guida nasce con un obiettivo preciso: fornirti un riferimento completo, verificato sulle fonti ufficiali, sui codici F24 IVA — dai versamenti mensili a quelli trimestrali, dal saldo annuale all’acconto di dicembre, fino ai regimi speciali e al ravvedimento operoso. Troverai tabelle chiare, esempi pratici, le scadenze aggiornate e tutte le risposte alle domande che ogni titolare di partita IVA si pone almeno una volta l’anno.
Se gestisci già la liquidazione periodica e vuoi approfondire come si calcola l’importo da versare, puoi consultare la nostra guida al calcolo IVA trimestrale e il nostro strumento di calcolo IVA online per verificare rapidamente gli importi prima di procedere al pagamento.
Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24
Il codice tributo è un identificativo numerico — solitamente composto da quattro cifre — che il contribuente deve inserire nel modello F24 per indicare con precisione quale imposta, contributo o somma intende versare all’erario. Ogni versamento fiscale in Italia è classificato attraverso questo sistema di codici istituito dall’Agenzia delle Entrate.
Nel campo dell’IVA, il codice tributo è indispensabile perché:
- Identifica il tipo di versamento (mensile, trimestrale, saldo annuale, acconto)
- Specifica il periodo di riferimento (gennaio, primo trimestre, ecc.)
- Determina la corretta attribuzione contabile del pagamento nella posizione fiscale del contribuente
Un codice errato comporta l’attribuzione del pagamento a una voce fiscale diversa da quella dovuta. In pratica, il versamento risulta eseguito ma l’imposta rimane formalmente non pagata, con conseguente applicazione di sanzioni e interessi anche se il denaro è stato effettivamente trasferito all’erario.
Attenzione: Se hai inserito un codice tributo errato nel modello F24, è possibile richiedere la correzione tramite un’istanza di rimborso/riallocazione all’Agenzia delle Entrate. È un errore relativamente frequente e rimediabile, ma richiede tempestività.
Cos’è il Modello F24 e Come Funziona per l’IVA
Il modello F24 (il nome deriva da “Fisco 24”) è il modulo unificato di pagamento delle imposte in Italia, disciplinato dal D.Lgs. n. 241/1997. Consente di versare tributi erariali, regionali, comunali e contributi previdenziali in un’unica operazione, con possibilità di compensare debiti e crediti fiscali tra loro.
Per il versamento dell’IVA, il modello F24 presenta alcune caratteristiche specifiche:
Struttura della sezione Erario (quella dedicata ai tributi IVA):
| Campo | Cosa inserire |
| Codice tributo | Il codice numerico (es. 6001, 6031, 6099) |
| Rateazione/Mese rif. | Il numero della rata o il mese di riferimento |
| Anno di riferimento | L’anno fiscale a cui si riferisce il versamento |
| Importi a debito versati | L’importo dell’IVA da versare |
| Importi a credito compensati | Eventuali crediti utilizzati in compensazione |
Il modello F24 per i versamenti IVA deve essere presentato esclusivamente in modalità telematica, tramite i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o dagli intermediari abilitati. Non è ammessa la presentazione cartacca per i versamenti IVA.
Esistono tre varianti del modello:
- F24 ordinario: per la maggior parte dei contribuenti privati e delle imprese
- F24 Enti pubblici (F24 EP): riservato agli enti della Pubblica Amministrazione soggetti alle regole del sistema di tesoreria unica
- F24 Accise: per i versamenti di accise, IVA importazioni e tributi doganali
Per i contribuenti IVA ordinari, si utilizza sempre il modello F24 standard, compilando la sezione Erario con i codici tributo appropriati.
Chi è Obbligato al Versamento IVA con F24
Sono tenuti al versamento periodico dell’IVA mediante modello F24 tutti i soggetti passivi IVA che esercitano attività economiche in Italia, ovvero:
- Imprenditori individuali e ditte individuali con partita IVA
- Società di persone (S.n.c., S.a.s.) e società di capitali (S.r.l., S.p.A., S.p.A.)
- Liberi professionisti con partita IVA (avvocati, commercialisti, medici, architetti, ingegneri, ecc.)
- Enti non commerciali per le attività commerciali svolte
- Soggetti non residenti identificati ai fini IVA in Italia
- Soggetti IRES in regime di contabilità ordinaria
Non sono tenuti al versamento periodico IVA:
- Contribuenti in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014): non applicano l’IVA in fattura e non effettuano liquidazioni periodiche
- Soggetti in regime agricolo di esonero (art. 34, comma 6, D.P.R. 633/1972) con volume d’affari inferiore a 7.000 euro
- Associazioni sportive dilettantistiche che optano per il regime L. 398/1991 (ma con specifiche modalità particolari)
- Soggetti che nell’anno precedente non hanno effettuato operazioni IVA
La periodicità dei versamenti dipende dal regime contabile adottato:
| Regime | Periodicità | Soglia volume d’affari |
| Mensile | Ogni mese | Oltre 400.000 € (prestazioni servizi) o 700.000 € (cessioni beni) |
| Trimestrale ordinario | Ogni trimestre | Entro le soglie mensili |
| Trimestrale speciale | Ogni trimestre | Indipendente dal volume d’affari (per categorie specifiche) |
| Annuale | Una volta l’anno | Solo saldo dichiarazione annuale |
Per verificare l’importo dell’IVA da versare, puoi utilizzare il nostro calcolatore IVA direttamente online, oppure consultare la guida su come si calcola l’IVA per approfondire le formule di liquidazione.
Codici F24 IVA Mensili: da 6001 a 6013
I contribuenti IVA mensili versano l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di competenza. Ogni mese dell’anno ha il proprio codice tributo dedicato, istituiti dalla Gazzetta Ufficiale e confermati dall’Agenzia delle Entrate.
Tabella Completa Codici Tributo IVA Mensili
| Codice Tributo | Descrizione | Scadenza |
| 6001 | Versamento IVA mensile – Gennaio | 16 Febbraio |
| 6002 | Versamento IVA mensile – Febbraio | 16 Marzo |
| 6003 | Versamento IVA mensile – Marzo | 16 Aprile |
| 6004 | Versamento IVA mensile – Aprile | 16 Maggio |
| 6005 | Versamento IVA mensile – Maggio | 16 Giugno |
| 6006 | Versamento IVA mensile – Giugno | 16 Luglio |
| 6007 | Versamento IVA mensile – Luglio | 16 Agosto |
| 6008 | Versamento IVA mensile – Agosto | 16 Settembre |
| 6009 | Versamento IVA mensile – Settembre | 16 Ottobre |
| 6010 | Versamento IVA mensile – Ottobre | 16 Novembre |
| 6011 | Versamento IVA mensile – Novembre | 16 Dicembre |
| 6012 | Versamento IVA mensile – Dicembre | 16 Gennaio (anno successivo) |
| 6013 | Versamento acconto IVA mensile (dicembre) | 27 Dicembre |
Regola d’oro: se il 16 del mese cade di sabato o giorno festivo, la scadenza si sposta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo.
Come Funzionano i Versamenti Mensili
La liquidazione IVA mensile è obbligatoria per i contribuenti che nell’anno precedente hanno realizzato:
- Un volume d’affari superiore a 400.000 euro per le attività di prestazione di servizi
- Un volume d’affari superiore a 700.000 euro per le attività di cessione di beni
Il meccanismo è semplice: ogni mese calcoli la differenza tra l’IVA a debito (quella che hai addebitato ai tuoi clienti nelle fatture emesse) e l’IVA a credito (quella che hai pagato sui tuoi acquisti). Se il risultato è positivo, versi la differenza entro il 16 del mese successivo utilizzando il codice tributo corrispondente al mese di competenza.
Esempio pratico — versamento IVA mensile di aprile (codice 6004):
Un professionista con liquidazione mensile nel mese di aprile ha:
- IVA a debito (fatture emesse): 4.500 euro
- IVA a credito (fatture ricevute): 1.200 euro
- IVA netta da versare: 3.300 euro
Nel modello F24 compilerà:
- Codice tributo: 6004
- Mese di riferimento: 04 (aprile)
- Anno di riferimento: l’anno fiscale corrente
- Importo a debito: 3.300,00
Il versamento deve avvenire entro il 16 maggio.
Nota importante: Il versamento IVA è dovuto solo se l’importo supera 100 euro. Al di sotto di tale soglia minima, il versamento non è necessario e il credito o il debito si riporta al periodo successivo.
Caso Speciale: Contribuenti con Contabilità Affidata a Terzi
I contribuenti mensili che affidano la tenuta della contabilità a terzi (es. allo studio del commercialista) e che ne hanno dato comunicazione all’Agenzia delle Entrate, possono optare per il versamento dell’IVA relativa al secondo mese precedente anziché a quello immediatamente precedente. In questo caso, il versamento di febbraio riguarderà l’IVA di dicembre, quello di marzo l’IVA di gennaio, e così via. Il riferimento normativo è l’art. 1, comma 3, del D.P.R. 100/1998.
Codici F24 IVA Trimestrali: da 6031 a 6035
I contribuenti IVA trimestrali — sia ordinari che speciali — utilizzano una serie distinta di codici tributo. La liquidazione avviene quattro volte l’anno, con maggiorazione dell’1% a titolo di interessi (eccetto per i trimestrali speciali e per il quarto trimestre/acconto).
Tabella Codici Tributo IVA Trimestrali
| Codice Tributo | Descrizione | Periodo di Competenza | Scadenza |
| 6031 | Versamento IVA trimestrale – 1° trimestre | Gennaio – Marzo | 16 Maggio |
| 6032 | Versamento IVA trimestrale – 2° trimestre | Aprile – Giugno | 20 Agosto* |
| 6033 | Versamento IVA trimestrale – 3° trimestre | Luglio – Settembre | 16 Novembre |
| 6034 | Versamento IVA trimestrale – 4° trimestre | Ottobre – Dicembre | 16 Febbraio (anno succ.) |
| 6035 | Acconto IVA trimestrale | Quarto trimestre | 27 Dicembre |
*La scadenza del 2° trimestre è il 20 agosto (anziché il 16) per tener conto del periodo feriale.
La Maggiorazione dell’1% per i Trimestrali Ordinari
I contribuenti trimestrali ordinari (quelli che optano volontariamente per il regime trimestrale perché rientrano nelle soglie di volume d’affari) devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare per i primi tre trimestri dell’anno (codici 6031, 6032, 6033). Tale maggiorazione rappresenta un interesse per il differimento del versamento rispetto alla cadenza mensile.
La maggiorazione non si applica:
- Al quarto trimestre (codice 6034 o 6035 per l’acconto)
- Ai contribuenti trimestrali speciali (art. 74 D.P.R. 633/1972)
- Ai soggetti che applicano regimi particolari (es. distributori di carburante, autotrasportatori)
Contribuenti Trimestrali Speciali
Alcune categorie di contribuenti adottano il regime trimestrale indipendentemente dal volume d’affari, in virtù della particolare natura della loro attività. Si tratta dei cosiddetti “trimestrali speciali” ai sensi dell’art. 74 del D.P.R. 633/1972:
- Imprese di distribuzione di carburante per autotrazione
- Autotrasportatori di cose per conto terzi iscritti all’apposito albo
- Imprese di servizi pubblici con uniformità, frequenza e capillare diffusione
- Imprese di somministrazione di acqua, gas ed energia elettrica
- Imprese di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti
Questi contribuenti non applicano la maggiorazione dell’1% e utilizzano gli stessi codici tributo (6031–6034), ma con un codice specifico per il quarto trimestre (6034) anziché l’acconto 6035.
Esempio pratico — versamento IVA trimestrale 1° trimestre (codice 6031):
Un negozio di abbigliamento con liquidazione trimestrale nel primo trimestre ha:
- IVA a debito: 13.200 euro
- IVA a credito: 5.500 euro
- IVA netta: 7.700 euro
- Maggiorazione 1%: 77 euro
- Totale da versare: 7.777 euro con codice 6031
Scadenza: 16 maggio.
Per approfondire il meccanismo delle liquidazioni periodiche, leggi la nostra guida completa sul calcolo IVA trimestrale.
Codice Tributo 6099: il Saldo IVA Annuale
Il codice tributo 6099 è probabilmente il più importante nell’intero sistema dei codici F24 IVA. Viene utilizzato per il versamento del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale IVA (modello IVA), che i contribuenti presentano ogni anno entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di imposta.
Cos’è e Quando si Usa il Codice 6099
Il codice 6099 serve per versare la differenza tra:
- L’IVA totale dovuta per l’intero anno
- I versamenti periodici già effettuati (mensili o trimestrali) durante l’anno
- L’acconto IVA versato a dicembre
Il risultato è il saldo IVA annuale, positivo (a debito, da versare) o negativo (a credito, da riportare o rimborsare).
Scadenze per il Codice 6099
| Modalità | Scadenza |
| Versamento in unica soluzione | 16 marzo dell’anno successivo |
| Versamento differito (con maggiorazione) | Entro il 30 giugno (maggiorazione 0,40% mensile) |
| Prima rata (versamento rateale) | 16 marzo |
| Ultime rate (versamento rateale) | Non oltre il 16 dicembre |
Come si Compila il Campo Rateazione per il Codice 6099
In caso di versamento rateale del saldo IVA con il codice 6099, il campo “rateazione/regione/prov/mese rif” va compilato con quattro cifre che indicano il numero della rata e il totale delle rate. Ad esempio:
- Prima rata di cinque: 0105
- Seconda rata di cinque: 0205
- Quinta (ultima) rata di cinque: 0505
In caso di versamento in unica soluzione: 0101
Le rate successive alla prima sono aumentate dello 0,33% mensile a titolo di interessi di dilazione; tali interessi si versano separatamente con il codice tributo 1668 (interessi pagamento dilazionato imposte erariali).
Esempio pratico — saldo IVA annuale con codice 6099:
Un’impresa che ha versato 48.000 euro di IVA nel corso dell’anno (tra versamenti mensili e acconto di dicembre) ma dalla dichiarazione annuale risulta un IVA totale dovuta di 51.500 euro, dovrà versare:
- Saldo con codice 6099: 3.500 euro
- Anno di riferimento: anno precedente all’anno di presentazione
Scadenze Versamento IVA: Calendario Completo
Ecco il calendario riepilogativo di tutte le scadenze per il versamento dell’IVA con il relativo codice tributo F24. Le date si intendono come ultimo giorno utile; se cadono di sabato o festivo, slittano al primo giorno lavorativo successivo.
Scadenze Mensili
| Mese di competenza | Scadenza versamento | Codice Tributo |
| Gennaio | 16 febbraio | 6001 |
| Febbraio | 16 marzo | 6002 |
| Marzo | 16 aprile | 6003 |
| Aprile | 16 maggio | 6004 |
| Maggio | 16 giugno | 6005 |
| Giugno | 16 luglio | 6006 |
| Luglio | 16 agosto | 6007 |
| Agosto | 16 settembre | 6008 |
| Settembre | 16 ottobre | 6009 |
| Ottobre | 16 novembre | 6010 |
| Novembre | 16 dicembre | 6011 |
| Dicembre | 16 gennaio (anno succ.) | 6012 |
Scadenze Trimestrali
| Trimestre | Periodo | Scadenza | Codice Tributo |
| 1° trimestre | Gen-Mar | 16 maggio | 6031 |
| 2° trimestre | Apr-Giu | 20 agosto | 6032 |
| 3° trimestre | Lug-Set | 16 novembre | 6033 |
| 4° trimestre | Ott-Dic | 16 febbraio (anno succ.) | 6034 |
Scadenze Speciali e Annuali
| Adempimento | Scadenza | Codice Tributo |
| Acconto IVA mensili | 27 dicembre | 6013 |
| Acconto IVA trimestrali | 27 dicembre | 6035 |
| Saldo IVA annuale | 16 marzo (anno succ.) | 6099 |
| Interessi dilazione saldo | Insieme a ogni rata | 1668 |
Proroghe e sospensioni: Il calendario fiscale può subire variazioni per effetto di provvedimenti legislativi (decreti fiscali, leggi di bilancio). Prima di effettuare ogni versamento, è sempre buona pratica verificare sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate eventuali proroghe o sospensioni dei termini.
Codici F24 IVA per Regimi e Categorie Speciali
Oltre ai codici ordinari, esistono codici tributo specifici per categorie particolari di contribuenti o per situazioni fiscali particolari. Ecco i principali.
Codici Tributo per la Subfornitura IVA
I contribuenti che operano nel regime di subfornitura (L. 192/1998) e versano l’IVA con cadenza trimestrale utilizzano codici specifici:
| Codice Tributo | Descrizione |
| 6720 | Subfornitura IVA mensile – versamento con cadenza trimestrale (1° trimestre) |
| 6721 | Subfornitura IVA mensile – versamento con cadenza trimestrale (2° trimestre) |
| 6722 | Subfornitura IVA mensile – versamento con cadenza trimestrale (3° trimestre) |
| 6723 | Subfornitura IVA mensile – versamento con cadenza trimestrale (4° trimestre) |
| 6724 | Subfornitura IVA trimestrale – 1° trimestre |
| 6725 | Subfornitura IVA trimestrale – 2° trimestre |
| 6726 | Subfornitura IVA trimestrale – 3° trimestre |
| 6727 | Subfornitura IVA trimestrale – 4° trimestre |
Codici per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (L. 398/1991)
Le associazioni sportive dilettantistiche, le associazioni senza scopo di lucro e le associazioni pro loco che hanno optato per il regime agevolato previsto dalla legge 398/1991 effettuano versamenti IVA trimestrali con codici specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate.
Queste associazioni determinano l’IVA da versare in misura forfettaria (50% dell’IVA incassata sulle sponsorizzazioni, 1/3 dell’IVA sulle altre entrate commerciali) e utilizzano il proprio codice tributo per indicare la natura del versamento.
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Codici per i Soggetti che Operano tramite Interfaccia Elettronica
I soggetti IVA che, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica (marketplace, piattaforma, portale o mezzi analoghi), facilitano le vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop, devono liquidare e versare l’IVA relativa al mese precedente con il codice tributo 6007 per i versamenti mensili, con le stesse scadenze dei contribuenti mensili ordinari.
Codici per il Regime OSS (One Stop Shop) e IOSS
Con l’introduzione del regime OSS dal 1° luglio 2021, i soggetti passivi che effettuano vendite a distanza di beni a consumatori finali UE possono versare l’IVA di tutti i Paesi UE attraverso un’unica dichiarazione. I versamenti avvengono tramite il portale OSS dell’Agenzia delle Entrate, con codici tributo specifici istituiti per questo regime.
Codice 6045: Inversione Contabile nel Settore della Logistica
La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, c. 59) ha introdotto un regime opzionale di inversione contabile (reverse charge) nel settore della logistica. Il relativo codice tributo 6045 è attivo dal 2025 e permette ai soggetti aderenti di gestire i versamenti IVA secondo le regole del meccanismo dell’inversione contabile.
Codici Tributo per Acconto IVA di Dicembre
L’acconto IVA è un versamento anticipato che i contribuenti — sia mensili che trimestrali — devono effettuare entro il 27 dicembre di ogni anno. Rappresenta un anticipo sull’IVA che sarà dovuta per il periodo di dicembre (per i mensili) o per il quarto trimestre (per i trimestrali).
Codici Tributo Acconto IVA
| Codice Tributo | Descrizione | Per chi |
| 6013 | Versamento acconto IVA – contribuenti mensili | Liquidatori mensili |
| 6035 | Versamento acconto IVA – contribuenti trimestrali | Liquidatori trimestrali |
Metodi di Calcolo dell’Acconto IVA
Esistono tre metodi alternativi per determinare l’importo dell’acconto:
Metodo storico: L’acconto è pari all’88% del versamento effettuato (o dovuto) per il mese di dicembre dell’anno precedente (per i mensili) o per il quarto trimestre/liquidazione relativa a ottobre-novembre-dicembre (per i trimestrali).
Metodo previsionale: L’acconto è pari all’88% dell’IVA che si prevede di dover versare per il mese di dicembre o per il quarto trimestre corrente. È più rischioso perché se la previsione è inferiore all’importo effettivo, si incorre in sanzioni.
Metodo analitico: L’acconto è pari al 100% dell’IVA risultante da una liquidazione straordinaria effettuata al 20 dicembre. È il metodo più preciso ma anche il più laborioso.
Quando l’Acconto IVA Non è Dovuto
L’acconto IVA non è dovuto in presenza di determinate condizioni:
- L’importo calcolato con uno dei tre metodi è inferiore a 103,29 euro
- Il contribuente prevede una liquidazione a credito per dicembre/quarto trimestre (metodo previsionale)
- Il contribuente ha cessato l’attività durante l’anno
- Il contribuente è in regime forfettario o in altri regimi di esonero
Per un’analisi dettagliata del calcolo dell’acconto IVA con esempi pratici per ogni metodo, leggi la nostra guida completa sull’acconto IVA.
Split Payment: Codici F24 per la Scissione dei Pagamenti
Il split payment (scissione dei pagamenti) è il meccanismo introdotto dall’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972 in base al quale le Pubbliche Amministrazioni e determinate società soggette a controllo pubblico, quando ricevono fatture da fornitori privati, non versano l’IVA al fornitore ma la trattengono e la versano direttamente all’Erario.
Questo meccanismo ha delle conseguenze importanti per i fornitori che emettono fatture verso soggetti soggetti allo split payment: non incassano l’IVA e quindi si trovano strutturalmente in una posizione di credito IVA.
Codici Tributo per lo Split Payment
Le Pubbliche Amministrazioni e le società soggette al meccanismo della scissione dei pagamenti versano l’IVA trattenuta con codici tributo specifici:
| Codice Tributo | Descrizione |
| 620E | IVA dovuta dalle PA – Scissione dei pagamenti (mensile) |
| 621E | IVA dovuta dalle PA – Scissione dei pagamenti (trimestrale) |
| 623E | IVA dovuta dalle PA – Scissione dei pagamenti (acconto) |
| 625E | IVA dovuta dalle PA – Scissione dei pagamenti (annuale) |
Questi codici vengono inseriti nella sezione Erario del modello F24 Enti Pubblici (F24 EP), lo strumento specificamente destinato ai pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
Nota per i fornitori: Se sei un fornitore di PA e ti trovi in credito IVA strutturale per effetto dello split payment, hai diritto al rimborso infrannuale del credito IVA ai sensi dell’art. 38-bis, comma 2, del D.P.R. 633/1972. Per il rimborso infrannuale vengono utilizzati specifici codici a credito nel modello F24.
Ravvedimento Operoso IVA: Codici e Sanzioni
Il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997) è lo strumento che consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente un omesso, insufficiente o tardivo versamento IVA, pagando l’imposta dovuta maggiorata di una sanzione ridotta e degli interessi legali maturati, prima che l’Agenzia delle Entrate avvii un controllo formale.
Codici Tributo per il Ravvedimento Operoso IVA
In caso di ravvedimento operoso, si versano tre distinte somme con tre codici tributo separati:
| Codice Tributo | Descrizione |
| Codice del periodo omesso (es. 6001, 6031, ecc.) | L’imposta principale non versata |
| 8904 | Sanzione pecuniaria per omesso/tardivo versamento IVA |
| 1991 | Interessi legali per omesso versamento IVA |
I tre importi vanno indicati in righe separate della sezione Erario del modello F24, con lo stesso anno di riferimento.
Tabella delle Sanzioni Ridotte per il Ravvedimento
| Tipo di ravvedimento | Ritardo | Sanzione ridotta |
| Ravvedimento sprint | Entro 14 giorni dalla scadenza | 0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%) |
| Ravvedimento breve | Dal 15° al 30° giorno | 1/10 del 15% = 1,5% |
| Ravvedimento intermedio | Dal 31° al 90° giorno | 1/9 del 15% = 1,67% |
| Ravvedimento lungo | Entro la dichiarazione annuale IVA | 1/8 del 30% = 3,75% |
| Ravvedimento biennale | Entro 2 anni dalla violazione | 1/7 del 30% = 4,28% |
| Ravvedimento ultra-biennale | Oltre 2 anni dalla violazione | 1/6 del 30% = 5% |
A questi importi si aggiungono gli interessi legali calcolati sul debito IVA per i giorni di ritardo. Il tasso degli interessi legali viene fissato annualmente con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’art. 1284 c.c.
Importante: Il ravvedimento operoso non è più applicabile dopo che l’Agenzia delle Entrate ha notificato un atto di accertamento, un avviso di irregolarità o ha avviato una verifica fiscale. La finestra temporale per regolarizzare spontaneamente va quindi sfruttata al più presto.
Ravvedimento per l’Acconto IVA (Codice 6013 e 6035)
Il ritardato o omesso versamento dell’acconto IVA (codici 6013 per i mensili, 6035 per i trimestrali) si sana con il ravvedimento operoso usando:
- Il codice tributo dell’imposta principale (6013 o 6035)
- Il codice 8904 per la sanzione
- Il codice 1989 per gli interessi legali specifici sull’acconto IVA
Come Compilare la Sezione Erario del Modello F24
La compilazione del modello F24 per il versamento dell’IVA richiede attenzione a ogni singolo campo. Ecco una guida passo dopo passo.
Passo 1: Accedi al Servizio Telematico
Puoi compilare e inviare il modello F24 attraverso:
- Il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o CNS)
- Il servizio F24 online attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel
- Il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate
- I servizi di home banking di banche, Poste Italiane e agenti della riscossione convenzionati (solo se non si utilizzano crediti in compensazione)
- Tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente fiscale)
Attenzione: Se utilizzi crediti in compensazione per ridurre il debito IVA, il modello F24 deve obbligatoriamente essere trasmesso tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato. Non è possibile compensare crediti tramite i servizi bancari.
Passo 2: Seleziona la Sezione Erario
Nella schermata del modello F24, seleziona la sezione Erario. È qui che vanno inseriti i codici tributo IVA, insieme a quelli per altri tributi erariali (IRPEF, IRES, ecc.).
Passo 3: Compila i Campi Obbligatori
Per ogni versamento IVA, compila i seguenti campi:
| Campo | Come compilarlo |
| Codice tributo | Inserisci il codice a 4 cifre (es. 6001, 6031, 6099) |
| Rateazione/Mese rif. | Per versamenti mensili: inserisci il numero del mese (es. “01” per gennaio). Per versamenti rateali del saldo: inserisci il numero rata e totale rate (es. “0103”). Per tutti gli altri: lascia vuoto o segui le istruzioni specifiche |
| Anno di riferimento | L’anno fiscale a cui si riferisce il versamento (es. per l’IVA di gennaio 2026, inserisci “2026”) |
| Importi a debito versati | L’importo da versare, in euro con due decimali |
| Importi a credito compensati | Eventuali crediti utilizzati in compensazione |
Passo 4: Verifica il Totale
Prima di confermare il pagamento, verifica che:
- Il totale a debito corrisponda all’importo che intendi versare
- Il totale a credito compensato sia corretto e che tu disponga effettivamente di tali crediti nel cassetto fiscale
- Il saldo finale (debito meno credito) sia corretto
Passo 5: Autorizza il Pagamento
Una volta compilato il modello, autorizza il pagamento inserendo le credenziali richieste dal sistema (PIN, OTP, CIE, ecc.). Conserva la ricevuta di avvenuto pagamento, che costituisce prova legale dell’adempimento.
Compensazione dei Crediti IVA nel Modello F24
Una delle funzionalità più utili del modello F24 è la possibilità di compensare i crediti IVA con altri debiti fiscali o previdenziali. Questa operazione, definita compensazione orizzontale, consente di ridurre o azzerare l’importo da versare utilizzando crediti accumulati.
Tipi di Compensazione
Compensazione verticale: Utilizzo del credito IVA per ridurre un debito IVA dello stesso tipo (es. credito del primo trimestre per abbattere il debito del secondo trimestre). Non richiede adempimenti particolari.
Compensazione orizzontale: Utilizzo del credito IVA per pagare altri tributi o contributi (IRPEF, IRES, INPS Gestione Separata, IMU, ecc.). Richiede la trasmissione del modello F24 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Limiti alla Compensazione Orizzontale
Esistono limitazioni importanti alla compensazione orizzontale dei crediti IVA:
- Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui, è obbligatorio il visto di conformità apposto da un intermediario abilitato (commercialista, revisore, CAF)
- Per compensazioni superiori a 50.000 euro annui, è necessaria la garanzia da parte di un ente finanziario (per i rimborsi) o il visto di conformità con dichiarazione integrativa
- I crediti IVA possono essere compensati orizzontalmente solo a partire dal giorno successivo alla presentazione della dichiarazione IVA annuale che li evidenzia (per i crediti annuali superiori a 5.000 euro)
Crediti IVA Infrannuali
I contribuenti che presentano istanza di rimborso infrannuale del credito IVA ai sensi dell’art. 38-bis, comma 2, del D.P.R. 633/1972 (es. fornitori di PA soggetti a split payment, esportatori abituali) possono utilizzare i relativi crediti in compensazione nel modello F24, inserendoli nella colonna “importi a credito compensati” con i codici a credito specifici indicati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Per comprendere come funziona il meccanismo dell’IVA a debito e a credito e come si determina il saldo da versare, puoi consultare la nostra guida alle aliquote IVA e il nostro strumento di calcolo IVA.
Come Pagare il Modello F24: Canali Telematici e Modalità
Il versamento dell’IVA tramite modello F24 deve avvenire esclusivamente con modalità telematiche. Il modello cartaceo non è ammesso per i versamenti IVA, salvo casi eccezionali per contribuenti minimi senza partita IVA (non applicabili ai soggetti passivi IVA).
Canali per il Versamento Telematico
Servizi dell’Agenzia delle Entrate:
- F24 web: Servizio gratuito accessibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Consente sia i versamenti semplici che quelli con compensazione.
- F24 online (Fisconline/Entratel): Canali telematici professionali utilizzati da intermediari abilitati e contribuenti con abilitazione diretta.
- Portale Fatture e Corrispettivi: Accesso dal portale fatture dell’Agenzia delle Entrate, con la possibilità di compilare e inviare l’F24 precompilato.
Canali bancari e postali:
- Home banking: Le banche convenzionate e Poste Italiane mettono a disposizione servizi di home banking per il pagamento dell’F24. Attenzione: questo canale non è utilizzabile in caso di compensazione con crediti.
- Sportello bancario/postale: Solo per modelli F24 cartacei, non ammessi per l’IVA. I versamenti IVA tramite sportello fisico non sono accettati.
Tramite intermediario abilitato:
Ci si può avvalere di un commercialista, un CAF, un consulente del lavoro o altro intermediario iscritto all’Agenzia delle Entrate, che trasmette il modello in nome e per conto del contribuente. In questo caso, il contribuente firma una delega e fornisce i fondi per il pagamento.
Modello F24 a Saldo Zero
Se il totale delle compensazioni copre interamente il debito (F24 a saldo zero), il modello deve comunque essere trasmesso telematicamente attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario. I canali bancari non accettano modelli con saldo zero.
Errori Comuni nella Compilazione e Come Evitarli
Anche i contribuenti più attenti possono commettere errori nella compilazione del modello F24 per il versamento dell’IVA. Ecco i più frequenti e come prevenirli.
1. Codice Tributo Errato
Il rischio: Inserire il codice 6002 (IVA di febbraio) quando si intende versare il 6001 (IVA di gennaio) è un errore banale ma con conseguenze importanti: il versamento viene attribuito al mese sbagliato, lasciando un debito formale per il mese corretto.
Come evitarlo: Prima di inserire il codice, verifica il mese di competenza del versamento. Utilizza la tabella in questa guida come riferimento. In caso di errore già commesso, presenta una richiesta di correzione all’Agenzia delle Entrate.
2. Anno di Riferimento Sbagliato
Il rischio: Indicare l’anno corrente anziché l’anno di competenza (o viceversa) è un errore frequente, soprattutto per i versamenti effettuati a gennaio per il saldo di dicembre dell’anno precedente.
Come evitarlo: L’anno di riferimento è sempre quello dell’IVA di competenza, non quello del versamento. Per il versamento di gennaio 2026 dell’IVA di dicembre 2025, l’anno di riferimento è 2025, il codice tributo è 6012.
3. Omissione della Maggiorazione dell’1%
Il rischio: I contribuenti trimestrali ordinari che dimenticano di applicare la maggiorazione dell’1% versano un importo inferiore al dovuto, con conseguente sanzione per omesso versamento parziale.
Come evitarlo: Prima di compilare il modello F24, verifica se sei un trimestrale ordinario (soggetto a maggiorazione) o speciale (esente dalla maggiorazione) e applica correttamente la percentuale.
4. Superamento della Soglia di Compensazione senza Visto
Il rischio: Compensare crediti IVA per importi superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità espone a sanzioni e al recupero degli importi compensati indebitamente.
Come evitarlo: Se i tuoi crediti IVA superano i 5.000 euro annui, rivolgiti a un commercialista o CAF per il visto di conformità prima di procedere alla compensazione.
5. Utilizzo del Canale Bancario per Compensazioni
Il rischio: Tentare di inviare un F24 con compensazioni tramite home banking: il sistema bancario non accetta modelli con crediti in compensazione e il pagamento fallisce.
Come evitarlo: Per qualsiasi compensazione, utilizza esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, Fisconline, Entratel) o affidati a un intermediario abilitato.
FAQ – Domande Frequenti sui Codici F24 IVA
Qual è la differenza tra il codice tributo 6034 e il codice 6035?
Il codice tributo 6034 si utilizza per il versamento dell’IVA del quarto trimestre (ottobre-dicembre) da parte dei contribuenti trimestrali speciali (art. 74 D.P.R. 633/1972), con scadenza al 16 febbraio dell’anno successivo. Il codice tributo 6035, invece, è riservato all’acconto IVA dei contribuenti trimestrali ordinari e speciali (ad eccezione di alcune categorie), che deve essere versato entro il 27 dicembre. In sostanza, il 6035 è un anticipo sul quarto trimestre e viene poi scomputato dal saldo finale evidenziato nella dichiarazione annuale IVA.
Cosa succede se dimentico di versare l’IVA entro la scadenza del 16 del mese?
Se non versi l’IVA entro la scadenza, il versamento è considerato omesso. Puoi regolarizzare la tua posizione attraverso il ravvedimento operoso: versa l’imposta dovuta, la sanzione ridotta (che va dallo 0,1% giornaliero per i primi 14 giorni fino al 5% dopo due anni dalla violazione) e gli interessi legali. Per farlo, nel modello F24 usa il codice tributo del periodo omesso per l’imposta, il codice 8904 per la sanzione e il codice 1991 per gli interessi. Prima che l’Agenzia delle Entrate avvii un controllo formale, il ravvedimento è sempre possibile e conveniente rispetto alle sanzioni ordinarie del 30%.
Posso pagare il modello F24 IVA allo sportello bancario?
No, il versamento dell’IVA tramite modello F24 deve avvenire esclusivamente in modalità telematica. Non è ammessa la presentazione cartacea per i soggetti passivi IVA. Puoi utilizzare il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito, accessibile con SPID o CIE), i canali Fisconline/Entratel, il portale Fatture e Corrispettivi, i servizi di home banking delle banche convenzionate e di Poste Italiane (solo se non ci sono compensazioni), oppure affidarti a un intermediario abilitato come un commercialista.
Come faccio a sapere se sono un contribuente IVA mensile o trimestrale?
La periodicità dipende dal volume d’affari realizzato nell’anno precedente. Sei mensile se il tuo volume d’affari supera 700.000 euro per le cessioni di beni o 400.000 euro per le prestazioni di servizi. Se sei al di sotto di queste soglie, puoi optare per la liquidazione trimestrale. Alcune categorie speciali (distributori di carburante, autotrasportatori, ecc.) sono sempre trimestrali indipendentemente dal volume d’affari. Se sei in regime forfettario, non sei soggetto a liquidazioni periodiche IVA.
È possibile compensare il debito IVA mensile con crediti INPS o IRPEF?
Sì, è possibile utilizzare crediti di qualsiasi natura fiscale o previdenziale (IRPEF, IRES, INPS Gestione Separata, IMU, ecc.) per compensare il debito IVA nel modello F24 tramite compensazione orizzontale. Per farlo è però necessario utilizzare i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, Fisconline, Entratel) e non i canali bancari. Se la compensazione supera i 5.000 euro annui, è obbligatorio il visto di conformità.
Qual è il codice tributo per il versamento IVA annuale da dichiarazione?
Il codice tributo per il versamento del saldo IVA annuale — ovvero l’IVA risultante dalla dichiarazione annuale IVA al netto dei versamenti periodici già effettuati — è il 6099. Deve essere inserito nella sezione Erario del modello F24, con l’anno di riferimento corrispondente all’anno fiscale per il quale si versa (es. per il saldo 2025 si inserisce “2025” nel campo anno di riferimento, anche se il versamento avviene nel 2026). La scadenza ordinaria è il 16 marzo dell’anno successivo, ma è possibile differire il pagamento con una maggiorazione dello 0,40% mensile fino al 30 giugno.
Cosa significa “rateazione” nel modello F24 e quando va compilata per l’IVA?
Il campo “rateazione” nel modello F24 va compilato solo in caso di versamento rateale del saldo IVA annuale (codice 6099) o di versamenti dilazionati a seguito di accertamenti. Per il versamento rateale del saldo IVA con codice 6099, si inseriscono 4 cifre: le prime due indicano il numero della rata corrente, le seconde il numero totale di rate (es. “0205” per la seconda di cinque rate). Per i versamenti mensili e trimestrali ordinari, il campo rateazione non va compilato (o va lasciato vuoto); il mese di riferimento si indica invece nel campo “mese rif.” con due cifre (es. “04” per aprile).
I contribuenti in regime forfettario devono utilizzare i codici F24 IVA?
No. I contribuenti in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014) sono esonerati dall’applicazione dell’IVA in fattura e, di conseguenza, non effettuano liquidazioni periodiche né versamenti IVA. Non compilano mai la sezione Erario con i codici tributo IVA per questo tipo di versamento. Il regime forfettario rappresenta uno dei principali vantaggi fiscali per i liberi professionisti e le piccole imprese con volume d’affari fino alla soglia annuale consentita.
Qual è la differenza tra il codice 6099 e il codice 1668 nel modello F24?
Il codice 6099 è il codice tributo per il versamento del saldo IVA annuale, ovvero l’imposta principale risultante dalla dichiarazione. Il codice 1668 è invece il codice per gli interessi sul pagamento dilazionato delle imposte erariali, inclusi gli interessi che si applicano sulle rate successive alla prima del saldo IVA (0,33% mensile per ogni rata). Quando si versa il saldo IVA ratealmente, la prima rata usa solo il codice 6099, mentre le rate successive richiedono anche il codice 1668 per gli interessi di dilazione.
Come si usa il modello F24 per il versamento delle sanzioni IVA in caso di ravvedimento operoso?
In caso di ravvedimento operoso per omesso versamento IVA, nel modello F24 si inseriscono tre righe distinte nella sezione Erario: la prima con il codice tributo del periodo omesso (es. 6004 per l’IVA di aprile) e l’importo dell’imposta non versata; la seconda con il codice 8904 e l’importo della sanzione ridotta; la terza con il codice 1991 (o 1989 per l’acconto IVA) e l’importo degli interessi legali maturati. Tutti e tre i versamenti devono avere lo stesso anno di riferimento del debito originario. Non è necessario presentare alcuna comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate: il ravvedimento è automaticamente perfezionato con il corretto versamento delle tre somme.
Sono un fornitore di enti pubblici soggetti a split payment: come recupero l’IVA che non mi viene pagata?
I fornitori di PA soggetti allo split payment (scissione dei pagamenti) non incassano l’IVA dai propri clienti pubblici, trovandosi in una posizione strutturalmente a credito. Per recuperare questo credito, hanno due opzioni: (1) riportarlo in compensazione nelle liquidazioni periodiche successive, utilizzando il credito per abbattere l’IVA a debito di altri clienti; (2) richiedere il rimborso infrannuale del credito IVA ai sensi dell’art. 38-bis, comma 2, del D.P.R. 633/1972, presentando apposita istanza all’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi, il credito si gestisce attraverso il modello F24 nella colonna “importi a credito compensati” con i codici specifici per i rimborsi infrannuali.
Qual è la scadenza per il versamento dell’IVA mensile di agosto e ci sono proroghe per il periodo feriale?
Il versamento dell’IVA mensile di luglio (codice tributo 6007) scade ordinariamente il 16 agosto. Per tenere conto del periodo feriale estivo, la normativa prevede che i versamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto siano prorogati al 20 agosto senza aggravio di interessi (D.Lgs. 241/1997, art. 17). Pertanto, l’IVA mensile di luglio con codice 6007 può essere versata entro il 20 agosto senza incorrere in sanzioni. Anche il versamento del secondo trimestre (codice 6032) scade il 20 agosto per gli stessi motivi. Al di fuori di questo periodo, le scadenze non godono di proroghe automatiche per il periodo estivo.
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Conclusione
I codici F24 IVA non sono semplici numeri burocratici: sono il linguaggio con cui il tuo pagamento viene riconosciuto, classificato e attribuito correttamente all’interno del sistema fiscale italiano. Un codice sbagliato può vanificare un versamento corretto e tempestivo, trasformandosi in un problema molto più grande del debito originario.
Con questa guida hai ora a disposizione:
- L’elenco completo dei codici tributo IVA per versamenti mensili (6001–6013), trimestrali (6031–6035) e annuali (6099)
- Il calendario delle scadenze aggiornato con le date di riferimento
- Le regole di compilazione della sezione Erario del modello F24
- I codici per il ravvedimento operoso (8904 e 1991) e le sanzioni ridotte applicabili
- I codici speciali per split payment, subfornitura e regimi particolari
- Le istruzioni per la compensazione dei crediti IVA e i relativi limiti
Il sistema dei versamenti IVA è progettato per essere gestibile, ma richiede attenzione ai dettagli. Il consiglio più importante è segnare le scadenze in calendario con qualche giorno di anticipo, verificare sempre il codice tributo corretto prima di ogni versamento e, in caso di dubbio su situazioni particolari, rivolgersi a un consulente fiscale qualificato.
Per calcolare rapidamente l’importo IVA da versare, puoi utilizzare il nostro strumento gratuito su thecalcoloiva.com. E se vuoi approfondire il funzionamento dell’imposta, le aliquote applicabili alla tua attività o le regole di liquidazione trimestrale, esplora le nostre guide dedicate:
Fonti ufficiali di riferimento:
- Agenzia delle Entrate – Portale ufficiale
- Agenzia delle Entrate – Ricerca codici tributo
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
- Fisco Oggi – Portale dell’Agenzia delle Entrate
- D.P.R. n. 633/1972 – Istituzione e disciplina dell’Imposta sul Valore Aggiunto
- D.Lgs. n. 241/1997 – Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi
- D.Lgs. n. 472/1997 – Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie
Questa guida è aggiornata con le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. La normativa fiscale è soggetta a modifiche frequenti: per situazioni specifiche o complesse, consulta sempre un professionista abilitato o verifica sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.